martedì 12 febbraio 2019

[Recensione] "Un maledetto lieto fine" di Bianca Marconero

È un fatto universalmente riconosciuto che le recensioni dei romance non le so scrivere. 
Ma questa è Bianca Marconero e quindi mi devo impegnare - mi devo impegnare per scrivere una recensione degna di questo nome.

Sarà lunga? Sì. 
Sarà infarcita di cose personali? Sì. 

Ok, all'apparenza forse non siamo poi così lontani dai soliti standard. 
Ma allo stesso tempo è diverso perché io metto del personale in tutto, ma non nelle recensioni di romance.


Ho pre-ordinato Un maledetto lieto fine venti giorni prima della sua uscita, non appena il cartaceo è stato disponibile su Amazon e nonostante questo (e tutti i soldi che verso per Amazon Prime), è arrivato solo ieri. 
Ma io e Federica (L'ennesimo Book Blog) non potevano aspettare e ci siamo comprate anche l'ebook - già, perché questa è stata una lettura condivisa e la nostra chat è piena di scleri - e non avrei potuto avere una compagna di lettura migliore. 

Quindi? 
Quindi lettori avvisati e cominciamo.


Titolo: Un maledetto lieto fine
Autrice: Bianca Marconero
Data di uscita: 7 febbraio 2019
Pagine: 384 (copertina rigida)
Editore: Newton Compton Editori
Link Amazon: https://amzn.to/2B95Gkw

Trama: Agnese ha diciannove anni, è la figlia di un senatore piuttosto influente e ha ricevuto un’educazione rigida. Le piace disegnare ma ha messo i sogni nel cassetto e si è iscritta a Giurisprudenza. Dopo la morte della madre, ha imparato a nascondere a tutti i suoi veri sentimenti ed è diventata la classica ragazza ricca, perfetta, composta e fredda, ma in realtà piena di insicurezze. Quando la sua incapacità di lasciarsi andare allontana il ragazzo di cui è innamorata da anni, Agnese capisce di avere bisogno di aiuto. Vorrebbe qualcuno che le insegni a essere meno impacciata e Brando, il suo fratellastro appena acquisito, sembra proprio la persona giusta. Lui lavora di notte, suona in una band, e cambia ragazza ogni sera. Peccato che il bacio che i due si scambiano per “prova” sia lontano anni luce da un esercizio senza conseguenze. Così le loro lezioni di seduzione ben presto diventano qualcosa di più… Brando saprà insegnare ad Agnese che la lezione più importante di tutte è abbandonarsi alle emozioni? 


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Agnese e Brando: due ragazzi cresciuti con due tipi di educazione molto diversi e con due genitori che sono l'una l'opposto dell'altro, due ragazzi che per la maggior parte del tempo si ignorano pur vivendo da due anni sotto lo stesso tetto a causa del matrimonio dei loro genitori e che per il restante si rispondono per le rime. 

Lei ricca e abituata al lusso di casa sua, lui di origini più modeste che ancora viene considerato come un ospite alla villa e che per questo non smette di rincorrere la sua indipendenza economica per coronare i suoi sogni di gloria musicale. 
Lei circondata dal colore rosa, lui perennemente vestito di nero. 
Lei che ascolta "un po' di tutto", lui che suona e canta in una band che sta iniziando a riscuotere i primi successi. 

Lei, la bambolina. Lui, il debosciato. 

Siamo in quel periodo dell'anno in cui l'estate è stemperata dall'autunno, quando la luce ha quella sfumatura particolare. Siamo nel periodo in cui inizi l'università e se fino a qualche mese prima ti sentivi sulla cima del mondo per essere così grande da affrontare la maturità, ora anche quella sensazione è stemperata proprio come l'estate dalla consapevolezza che sei la più piccola - matricola in una realtà più grande di te. 
Una realtà in cui quasi diciannove anni improvvisamente non sono poi così tanti di fronte a chi ha già passato i venti e ha più esperienza di te. 

E in quanto ad esperienza, Agnese sta proprio a zero. 
Così, quando con Mattia - il ragazzo di cui è innamorata da sempre - non va, tutte le insicurezze di Agnese riguardo ai ragazzi e a come approcciarsi con loro alzano la testa e fanno rumore. Tanto rumore.

L'entrata in scena di Brando è una di quelle con il botto, di quelle che non si dimenticano - di quelle che ti chiedi se hai davvero letto quello che hai appena letto. 
Ed è proprio il momento in cui noi facciamo la prima conoscenza con lui con il conseguente scambio di battute tra lui e Agnese che fa scattare la scintilla, che mette in moto qualcosa che nessuno dei due ha idea di ciò che scatenerà. 

In fondo non sono davvero parenti, sono solo i loro genitori ad essere sposati. 
In fondo accadrebbe tra le mura di casa e Agnese non si sentirebbe giudicata. 
In fondo è solo un esperimento, qualcosa che ad occhi chiusi puoi fingere che stia accadendo con qualcun altro. 
In fondo non è che possano esserci chissà quali conseguenze o sviluppi emotivi. 

E invece...


Ho amato Brando fin da subito per la sua irriverenza prima e per la portata dei suoi sentimenti dopo - come faccia Bianca a farmi piacere i biondi ancora non me lo spiego. 
Con Agnese... diciamo che quando i personaggi mi assomigliano, le mie possibili reazioni sono due: o li amo oppure li odio. Qui ho avuto una terza reazione: più andavo avanti con la lettura e più Agnese mi spaventava per le somiglianze che iniziavano ad impilarsi l'una sull'altra, ma allo stesso tempo ho trovato quelle differenze in alcune delle nostre reazioni che mi hanno permesso di non scappare in preda al panico. 

Agnese e Brando sono due personaggi complessi, intensi, insicuri ognuno per i propri motivi che l'altro ignora perché di fatto sono due zucconi e non comunicano - partiti da premesse che non lasciano spazio di manovra e che li porta a sbagliare e a sbagliare ancora e a farsi un male atroce ad ogni passo. 

Perché la lealtà è una qualità che sei convinta di possedere fino a quando qualcuno ti rinfaccia di essere leale alle persone sbagliate. 
Perché sei convinto di aver capito tutto e invece non hai capito proprio niente. 
Perché dicono sempre che sono le parole a ferire, ma in realtà ferisce di più il silenzio. 

Ci sono gesti di avvicinamento che non vengono colti dall'altro, gelosia e tristezza mascherate da indifferenza e superiorità, rabbia esplosiva che vuole suscitare reazioni che invece non arrivano. 

Potreste credere che sono entrambi dei clichés: lei, la ragazza ricca e vergine che forse non sa di essere bella; lui, che essendo un musicista, stando alla credenza popolare si farebbe ogni ragazza che lo ascolta cantare e suonare. 
E invece no. 

Invece è Brando quello che molto spesso si fa trascinare ed è Agnese quella che lo spiazza in più di un'occasione, quasi un ribaltamento di ruoli rispetto ai classici clichés (che odio) e ai comportamenti dei loro stessi genitori. 

E tutte quelle situazioni che normalmente mi farebbero andare fuori di testa - e non in senso buono - Bianca Marconero le costruisce con cura e con le giuste tempistiche. Questa è una Bianca più esplicita, senza filtri e censure ma non scade mai nel volgare - e la tensione che crea e fa crescere tra Agnese e Brando vi farà aprire la finestra in cerca d'aria. Sì, anche a febbraio. 

In questo romanzo ho trovato parti di me che tengo nascoste, parti di me che credevo di aver dimenticato, parti di me contrapposte che si uniscono come Agnese e Brando quando condividono la stessa scena. 
Ci sono i miei occhi sgranati di fronte alle ville alla Gossip Girl (e questo lo troverete anche da Federica) che mi fanno sempre invidia e alle feste alla Grande Gastby che mi fanno sempre sognare, ma c'è anche quella parte di me che in realtà è più a suo agio e nel suo elemento ad un concerto. 
C'è quella parte più "soft" di me rappresentata da Agnese che ascolta Tiziano Ferro (perché per me avrà sempre un significato speciale - scusa, Fede! xD), ma c'è anche la mia anima rock rappresentata da Brando con la sua band - e mi sono rivista a vent'anni ai concerti di tutte queste band romane emergenti che amavo e che quando venivano in zona non mancavo di vedere (leggi: mi facevo anche 90 km fino a Bologna oppure andavo in trasferta dalla mia amica di Milano)

Ci sono paure e pensieri di Agnese che sono stati - e continuano - ad essere miei. Roba che se non sapessi che è impossibile, direi che Bianca si è letta i miei diari cartacei del liceo e il mio blog personale. 
E come mi sono rivista nella sua immagine idealizzata di Mattia, nell'accusa di sembrare una stronza fredda e cinica - io me lo sento ripetere da quando avevo 14 anni. 
Ci sono milioni di piccole cose che ci hanno accomunate, ma non le dirò perché scenderei troppo nel personale - e questo non è il luogo e, a dispetto dell'avere un blog personale, comunque detesto espormi. Ma ce ne sono state altre che ci hanno divise. 

Ho amato Pier, il migliore amico di Brando e l'unico in grado di far ragionare quei due nei momenti più critici. 
Ho provato una tenerezza infinita per la madre di Brando, una donna sensibile e fragile fin troppo svalutata e sminuita dall'alta società in cui è entrata grazie al matrimonio. 
Ho detestato con tutte le mie forze il padre di Agnese, non ho nemmeno le parole per descrivere la rabbia che mi ha provocato. 

E ho amato Agnese e Brando, insieme e presi singolarmente. 
Le scelte che fanno non sempre sono giuste - sbagliano e sbagliano tanto, ma sono legati da un sentimento che è impossibile negare e che condiziona le loro vite.

È una storia che fa male - e non poco. 
Ho temuto il finale come poche cose al mondo e, arrivata alla fine della seconda parte, il presentimento che avevo si è avverato e l'epilogo... l'epilogo alla fine ha confermato il sospetto che si era annidato nella mia mente. 
L'epilogo è una delle cose più vere e realistiche che io abbia mai letto e credo sia per questo che l'ho amato così tanto - è uno di quelli che vi annodano lo stomaco, ci fanno tanto di fiocco e non ve lo mollano più.

Bianca Marconero si dimostra ancora una volta una scrittrice formidabile, capace di costruire storie e personaggi che continueranno ad accompagnarti (e tormentarti) nel corso del tempo - storie e personaggi che devi "digerire" prima di essere in grado di leggere qualcos'altro, ma che comunque non se ne vanno. 

Bianca Marconero si dimostra ancora una volta l'unica in grado di farmi adorare un romance, facendo in modo e maniera da ottenere il massimo dei voti.

E dal momento che qui viene nominata anche Alice - quella Alice personaggio secondario che però sgomita e ruba la scena in Non è detto che mi manchi - è davvero necessario che io vi dica che sto già sospirando per la storia sua e di Alessandro? 
Tanto non ne ho mai abbastanza di farmi strapazzare il cuore da Bianca.



PS: non scenderò nei dettagli perché le spiegazioni sarebbero altamente spoiler, ma questo è un romanzo che parla anche di musica e oltre alla canzone creata apposta - The Fucking Forever - e alle canzoni dei Blink 182 e dei Green Day nominate nel romanzo che amo - rispettivamente The Party Song e Basket Case - non ho potuto fare a meno di pensare ad altre due canzoni che per me sono perfettamente adatte a due momenti nel libro. E qui scatta la parte che potrebbe essere spoiler se nominassi i momenti, ma non lo farò - mi limiterò a scrivervi di che canzoni si tratta. 

La prima è Demons degli Our Last Night - e davvero, è uscita lo stesso giorno del romanzo di Bianca. Ora non mi leverò mai l'associazione dalla testa.
La seconda invece è più vecchia: Getting Over You dei The Used. Non solo loro sono una band che ascoltavo - anche se non in maniera assidua - quando ero al liceo, ma questa canzone in particolare ha tra i compositori Martin Johnson. Sì, quel Martin Johnson la cui voce è una delle mie preferite al mondo - non c'è bisogno che dica altro. 

Ma anche a Federica sono venute in mente alcune canzoni, motivo per il quale - unendo i miei gusti ai suoi - abbiamo messo insieme questa playlist.

lunedì 11 febbraio 2019

What's on my bedside table? #59 | "The Princess of Baker Street" di Mia Kerick

Inizia una nuova settimana e so che tutti voi vi state chiedendo dov'è la mia recensione di Un maledetto lieto fine di Bianca Marconero - e finalmente prima ha citofonato il postino e mi ha portato la mia tanto agognata copia cartacea. 

Ma la recensione arriva domani - un po' perché ci ho messo tempo a scrivere quel papiro che leggerete domattina e un po' perché, dal momento che è stata una lettura condivisa con Federica, non potevamo non portare a termine il percorso insieme e quindi anche le nostre recensioni saranno pubblicate lo stesso giorno.  

Nel frattempo vediamo un po' cosa ho iniziato a leggere. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"The Princess of Baker Street" di Mia Kerick
Un inedito middle grade a tema LGBTQ+.


SONO A... 
Pagina al 12%. Mi ha sorpresa che fosse un middle grade perché dalla trama mi era sembrato di capire che si riferisse ad un target di riferimento più adulto - da scuola superiore. In ogni caso è molto breve e non dovrei metterci molto a leggerlo. Sono ancora all'inizio, ma per il momento la storia sembra raccontata solo dal punto di vista di Eric e il bullismo delle medie è qualcosa che ricordo molto bene quindi, sebbene io non c'entri con la tematica principale del libro, quello è un aspetto che invece sento parecchio. 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... è un'eARC che mi è stata approvata da NetGalley e che devo leggere e archiviare entro il 21 febbraio.

domenica 10 febbraio 2019

[Spotlight] "La solitudine di Asterione" di Danilo Parente

Mentre io faccio gli ultimi ritocchi alla recensione di Un maledetto lieto fine di Bianca Marconero, non può certo mancare la consueta segnalazione domenicale.


Titolo: La solitudine di Asterione
Autore: Danilo Parente
Genere: romanzo di ambiente
Finale: conclusivo
Data di uscita: 7 Febbraio 2019
Pagine: 189
Prezzo: € 5,99 (
ebook) - € 11,90 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: https://www.santellieditore.it/product/la-solitudine-di-asterione/


Trama: John è un uomo come tanti altri, o per lo meno così è sempre stato per gran parte della sua vita. Un buon lavoro in cui riesce bene, un bell’aspetto che gli permette di avere donne nuove quando vuole, un rapporto conflittuale con il padre ma un ottimo ricordo della madre ormai morta e una sorella particolare, un amico fidato e un cane devoto. Il prototipo dell’uomo che alla mezza età decide di rimanere single per godersi il bello della vita. A un certo punto, però, qualcosa nella testa di John scatta. I primi insuccessi sessuali coincidono con la perdita del lavoro, una scomparsa inaspettata e un evento imprevedibile. 

Questi avvenimenti cambiano irrimediabilmente la vita dell’uomo...

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L'autore: 
Danilo Parente è nato a Benevento nel 1976. 
Completati gli studi si trasferisce per lavoro approfondendo lo studio dei classici e delle religioni antiche. 
Già autore di una raccolta di poesie sui miti greci, pubblica nel 2019 il suo primo romanzo "La solitudine di Asterione" con Santelli Editore.

giovedì 7 febbraio 2019

[Recensione] "Our Souls at Night" di Kent Haruf

Oggi è il giorno in cui esce finalmente il nuovo libro di Bianca Marconero, ma qui sul blog è giorno di recensione e oggi vi parlo del primo libro di Kent Haruf che ho letto e che è anche l'ultimo che lui ha scritto prima della sua morte: Our Souls at Night, tradotto in italiano con Le nostre anime di notte dalla NN Editore.


Titolo: Our Souls at Night
Autore: Kent Haruf
Data di uscita: 26 aprile 2016
Data di uscita originale: 26 maggio 2015
Pagine: 179 (copertina flessibile)
Editore: Picador
Link Amazon: https://amzn.to/2S9GftT

Trama [della NN Editore]: È nella cittadina di Holt, Colorado, che un giorno Addie Moore rende una visita inaspettata al vicino di casa, Louis Waters. I due sono entrambi in là con gli anni, vedovi, e le loro giornate si sono svuotate di incombenze e occasioni. La proposta di Addie è scandalosa e diretta: vuoi passare le notti da me?
Inizia così una storia di intimità, amicizia e amore, fatta di racconti sussurrati alla luce delle stelle e piccoli gesti di premura. Ma la comunità di Holt non accetta la relazione di Addie e Louis, che considera inspiegabile, ribelle e spregiudicata. E i due protagonisti si trovano a dover scegliere tra la propria libertà e il rimpianto.  


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Ero indecisa se fare una recensione vera e propria oppure se rendere questo libro parte di un appuntamento del BRT visto quanto è piccino. 
Anche perché non è che si possa dire molto con così poche pagine - è un attimo e le dita sulla tastiera hanno già raccontato tutto senza volerlo. 

Addie e Louis sono entrambi sulla settantina - entrambi vedovi e con i figli lontani, abitano a poca distanza l'una dall'altro, si conoscono da molti anni ma non sono amici. 
E un giorno all'inizio dell'estate Addie propone a Louis di passare le notti insieme - per chiacchierare, per combattere la solitudine con l'accordo implicito di smettere quando ad una delle due parti la cosa non sarebbe più andata bene. 
E per quanto Louis - dopo la sorpresa scatenata dalla proposta - inizialmente cerchi di non farsi notare mentre si reca a casa di Addie, la rapidità con cui tutto il piccolo paese viene a conoscenza della cosa è questione di un attimo. 
Addie non si preoccupa - è passato per lei il tempo in cui preoccuparsi di quello che pensano gli altri, lei e Louis condividono le notti e condividono attimi delle loro vite e se in paese pensano che ci sia anche intimità sessuale tra loro... beh, non è un problema suo. 

Ma non è solo questione di chiacchiere e pettegolezzi perché non tutti approvano questo sviluppo, questo rapporto nato tra i due. 


Sono stata anche molto indecisa sul voto finale - non lo sono stata solo a riguardo del modo e dello spazio in cui ne avrei parlato. 

L'inizio mi ha subito catturata, ma poi la parte centrale ha subito un rallentamento quando Jamie - il nipotino di sei anni di Addie - va a vivere con lei per un breve periodo. E qui il focus si sposta su Jamie in qualche modo, sulle attività che Addie e Louis creano per coinvolgerlo e distrarlo dai problemi e dai litigi dei suoi genitori a casa. 

In qualche modo perdiamo la luce del riflettore puntata direttamente su di loro, ma la guadagniamo in altri modi perché è proprio grazie a Jamie e al tempo che passano tutti assieme che Addie e Louis approfondiscono il loro rapporto anche alla luce del giorno e riscoprono una nuova - e forse seconda - vita, a dimostrazione che non è mai troppo tardi per riscoprire il calore umano e ritrovare l'amore. 
Ma le notti restano sempre quelle che li legano di più - quelle fatte di racconti di vita, di peccati confessati, di confidenze familiari sottovoce, di sogni mai avverati che hanno perso consistenza con il passare degli anni. 

Se mi fossi basata su quanto detto sopra, forse il voto sarebbe stato di tre stelline - ma non per la questione a cui accennavo ieri, dove vi dicevo che mancano le virgolette per segnalare i dialoghi. In realtà non è stato poi così terribile: ho fatto presto ad abituarmi alla cosa e a volte i discorsi assumevano quasi la forma di un flusso di coscienza.

La sensazione iniziale era forse più legata ad una questione di età e di esperienze di vita.
Sebbene io la solitudine la capisca, ho comunque solo (quasi) trent'anni e non ho idea di cosa mi riserverà la vita - non ho idea di come sarò tra quarant'anni. 
E poi vedo mia nonna materna - forse per una questione di carattere, forse per amore, forse perché abita accanto a noi da sempre - vedova da poco più di quindici anni e proprio non me la immagino comportarsi o anche solo pensare come Addie. 

Giudicando il libro su questi fatti - in parte logici e in parte emotivi (che però mi avevano toccata solo in maniera astratta visto quanto detto sopra) - man mano che andavo avanti con la lettura ero convinta che sarei rimasta sulle tre stelline. 

Però continuavo ad avere il tarlo in testa - il tarlo che mi ripeteva che sono ancora giovane e che quindi non posso davvero capire. 
E poi è arrivato il finale - sono arrivate le ultime pagine e tutte le emozioni che prima mi avevano solo sfiorata, in quel momento mi hanno decisamente presa a spintoni.
E visto che ormai questa settimana a quanto pare è il festival del pianto, mi sono commossa nelle ultime tre pagine. 

Mi è scesa una lacrima per questa storia di coraggio, sfida, nostalgia, nuove possibilità, bisogno di entrare in contatto con un altro essere umano sia a livello emotivo che fisico - e sì, anche di sacrificio e, per quei momenti, il titolo Unable To Stay, Unwilling To Leave dell'ottava traccia (con i suoi primi due minuti e mezzo) della colonna sonora di Titanic è assolutamente perfetto. Avevo scritto un'altra frase in proposito, ma ad una seconda rilettura mi è sembrata troppo spoiler. 

Il finale mi ha anche spinta a riflettere. 
Ho detestato Gene, il figlio di Addie. Ho detestato il suo comportamento, ma allo stesso tempo lui è il ritratto di quello che potenzialmente potremmo diventare quando i nostri genitori invecchiano. Chi siamo noi per decidere delle loro vite, delle loro scelte?

In conclusione? 
Direi che lo consiglio perché, indipendentemente dall'età e dalle esperienze di vita, è impossibile negare i sentimenti e le emozioni racchiuse in questo libro. 
E no, non chiedetemi quali sono i punti (sì, plurale) di Titanic in cui mi metto a singhiozzare di brutto piangere.

mercoledì 6 febbraio 2019

WWW.. Wednesday! #131

Buongiorno lettori, come andiamo? 

Io ieri sera sono andata a vedere Dragon Trainer - Il mondo nascosto e sì, ho pianto. DUE VOLTE. Ma non dirò di più. 

Però posso dirvi che lunedì gli Our Last Night hanno annunciato il nuovo album in uscita a marzo e domani esce il singolo Demons e io sono qui che saltello tutta contenta. 

Ma passiamo all'argomento per cui siete davvero qui - i libri.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho finito di leggere Scommessa d'amore di Katie McGarry, su cui non nego di aver avuto diverse riserve iniziali visto che nei precedenti libri non è che Beth mi fosse stata esattamente simpatica. Invece le affinità con lei e il personaggio di Ryan mi hanno decisamente sorpresa in positivo. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho iniziato ieri Our Souls at Night di Kent Haruf, tradotto in italiano per la NN Editore con il titolo Le nostre anime di notte. Si tratta di un libro davvero breve - neanche 200 pagine - e lo sto leggendo in attesa di voi-sapete-cosa. Credevo ci avrei messo poco a finirlo, ma poi ieri mi sono addormentata in poltrona perché dovrei seriamente imparare ad andare a dormire ad un orario decente la notte e poi la sera sono andata al cinema. Ho letto quindi poco, ma non mi aspettavo proprio che i dialoghi fossero inseriti nel discorso senza virgolette o segni che li indichino come tali. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Non so se ci sarà qualcos'altro di breve tra il libro di Haruf e Un maledetto lieto fine di Bianca Marconero, ma il libro di Bianca - se Amazon si spiccia - è decisamente/per forza/assolutamente il prossimo. 
E poi, siccome non ne ho abbastanza di libri da leggere, ieri sera sono andata a spulciare gli ultimi arrivi su NetGalley e il libro sopra mi sembrava interessante dalla trama e mi hanno approvato immediatamente la richiesta, quindi toccherà a The Princess of Baker Street di Mia Kerick - libro a tema LGBT e che in realtà non è poi tanto in anteprima visto che è uscito il 22 gennaio, ma è comunque inedito in Italia. 

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Giuro, GIURO che non ho intenzione di leggere solo libri in lingua questo mese - nella mini TBR che ho stilato ce n'è almeno uno in italiano! Escludendo Bianca sopra, ovviamente.
E niente, nel frattempo fatemi sapere com'è andata la vostra settimana di letture scrivendomelo nei commenti oppure lasciandomi il link dei vostri post - nel qual caso passerò a ricambiare a la visita!
Cheers! :)

martedì 5 febbraio 2019

[Recensione] "Scommessa d'amore" di Katie McGarry

Dopo Oltre i limiti e Un'estate contro con protagonisti Noah ed Echo è stato il turno di Scommessa d'amore con protagonista questa volta Beth, già personaggio secondario visto in entrambi i libri.


Titolo: Scommessa d'amore
Titolo originale: Dare You To
Serie: Pushing the Limits #2
Autrice: Katie McGarry
Data di uscita: 16 settembre 2014
Data di uscita originale: 22 maggio 2013
Pagine: 464 (copertina rigida)
Editore:
De Agostini
Link Amazon: https://amzn.to/2HdNk7v

Trama: Beth Risk non è abituata a farsi mettere i piedi in testa da nessuno, ma stavolta non ha scelta: deve tornare a vivere nella sua città natale insieme allo zio Scott, altrimenti lui rivelerà alla polizia il segreto di sua madre. E se la verità saltasse fuori, la donna finirebbe in prigione. Perciò Beth è costretta a cedere al ricatto, anche se questo significa sacrificare la propria felicità e abbandonare i suoi due migliori amici, Noah e Isaiah. Ryan Stone è una promessa del baseball e un brillante scrittore. La sua "perfetta" famiglia, però, nasconde un segreto, qualcosa che non ha mai rivelato a nessuno, nemmeno al gruppo di amici con cui è solito divertirsi giocando a sfidarsi alle imprese più pazze. L'ultima scommessa riguarda la bellissima e scostante studentessa che si aggira come un pesce fuor d'acqua nei corridoi della scuola. A Ryan non piace perdere e ce la mette tutta per riuscire nell'impresa di portarla fuori... ma ciò che nasce per gioco si trasforma ben presto in un'attrazione a cui né lui né Beth sapranno resistere.


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Non nego che avevo delle riserve su questo libro, ma allo stesso tempo mi incuriosiva per il tema delle scommesse e delle sfide - è forse uno dei trope che mi tenta di più. 
Avevo delle riserve perché Beth era stata un personaggio sempre sgradevole con Echo, colpevole ai suoi occhi di aver rovinato l'equilibrio del suo rapporto con Noah ed Isaiah - da lei considerati rispettivamente come un fratello e come il suo migliore amico.

Qui approfondiamo la sua storia di una ragazza che si è rifiugiata a vivere dai suoi zii per sfuggire al compagno spacciatore della madre che vorrebbe ucciderla di botte non appena la vede, ma incapace di lasciare quella madre alcolizzata e drogata al suo destino - e in tutto questo la stessa Beth beve e fuma erba per non sentire il dolore, per non sentire nulla. 

La scelta le viene tolta dalle mani quando, per salvare sua madre, si ritrova davanti il fratello del padre che l'ha abbandonata quando aveva otto anni e che non è mai tornato a riprenderla. Ora Scott Risk ha la pretesa di voler assumere la sua tutela legale, di strapparla da Louisville e dalla sua vita e dai suoi amici e soprattutto da sua madre per portarla a Groveton, dove in realtà lei è nata e cresciuta durante la sua infanzia. 

E chi incontra qui se non il ragazzo che ci aveva provato con lei da Taco Bell, provando a strapparle il numero di telefono per vincere una scommessa? 

Ryan Stone non è abituato a perdere e il fatto che quella ragazza dal sorriso perfido e dall'atteggiamento strafottente stia ora frequentando la sua scuola ha dell'incredibile: non solo ora può tentare di vincere nuovamente la scommessa, ma Beth è anche la nipote del suo mito del baseball e se gioca bene le sue carte, le sue chances di entrare nei professionisti dopo il diploma potrebbero aumentare. 

Entrambi credono di avere inquadrato l'altro e di poter sfruttare la situazione a loro vantaggio, ma avranno davvero calcolato i rischi che queste scommesse comportano?


Beth è una di quelle protagoniste che io chiamo unlikeable: non è scritta per piacere, è scritta per essere se stessa ed è questo che mi ha fatto entrare in empatia con lei - comprese altre caratteristiche che condividiamo e che mi hanno portato a farmela capire e piacere in un modo che non avrei neanche immaginato durante la lettura dei due romanzi precedenti della serie.

Beth è sempre sulla difensiva, ha un linguaggio colorito e ha paura delle proprie emozioni - per questo teme i cambiamenti nei rapporti che intrattiene, parlare di sentimenti la fa scappare dalla parte opposta e non capisce perché Ryan le faccia un certo effetto. 

Ryan invece è alle prese con una famiglia il cui obiettivo è quello di apparire perfetta a tutti i costi. Motivo per il quale nessuno a Groveton sa di suo fratello Mark a parte i suoi migliori amici Chris e Logan - lo stesso motivo per il quale i suoi genitori non fanno altro che litigare e suo padre, oltre a mettergli pressioni addosso per il baseball e a decidere tutto per lui, fa finta che Mark non sia mai esistito. 

Entrambi fingono di essere qualcosa che non sono: Beth ha seppellito nella sua mente quella bambina bionda che adorava i nastri e Ryan nega a se stesso la passione per la scrittura - o forse non lo negano, ma sono comunque convinti che ora questa è la loro vita e che non c'è spazio per quelle cose. 
E le scommesse, le sfide, le provocazioni, il fatto di venire da mondi così diversi li spinge a vedere se stessi e l'altro con occhi diversi. 


Beth mi è piaciuta di più rispetto agli altri libri - forse perché ho trovato in comune con lei quei problemi a livello emotivo che io stessa tendo ad evitare e/o fingere di non avere. 
Ryan mi è piaciuto anche più di Noah - sembra il tipico atleta, ma ha un animo gentile e romantico ed è sempre pronto a difendere le ragazze in difficoltà (anche se ogni tanto la smania di vincere lo porta a peccare di leggerezza) e privo di quegli atteggiamenti da cavernicolo che tanto detesto. Certo, si prepara mentalmente ad un'eventuale rissa, ma prima cerca sempre di appianare le cose con le parole. 

Amo lo slow burn perché mi dà modo di entrare in sintonia con la storia e con i personaggi. Ed è quello che spesso mi manca nei romance. 
Forse è perché ci ho messo tempo a leggerlo e quindi, facendo anche delle pause lunghe tra i momenti in cui avevo occasione di prendere in mano il libro e il fatto che la McGarry molte cose le fa accadere off-screen, molto spesso ho la sensazione di perdermi la "scintilla" che dà il via alla storia vera e propria. 
Ma qui forse è colpa del mio carattere che, nonostante le somiglianze con quello di Beth in alcuni atteggiamenti e paure e timori e paranoie, mi avrebbe portata a reagire in maniera diversa di fronte al Ryan di turno e questo mi rende sempre dubbiosa su cosa abbia spinto i due a volersi conoscere meglio. 

Comunque Beth e Ryan sono davvero carini insieme e con le scommesse si sfidano ad uscire dalla propria comfort-zone, lasciando intravedere all'altro cosa si nasconde sotto la maschera che credono sia il loro vero volto, senza rendersi conto all'inizio che questo li sta portando ad avvicinarsi sempre di più - e quella vita e quelle persone che Beth all'inizio tanto odiava forse sono anche le uniche in grado di farle trovare il coraggio di cambiare e di lasciare il passato dove deve stare. 
Anche i personaggi secondari mi sono piaciuti: sono tornati Noah, Echo e Isaiah (e i conflitti con quest'ultimo che, per quanto dolorosi, sono anche stati necessari) e ho adorato Logan - che sarà protagonista del quinto e ultimo libro della serie. 

Ormai è chiaro che le recensioni ai romance non le so scrivere e, se sotto vedete un valutazione di quattro stelline, in realtà l'ho un po' arrontondata per eccesso perché forse sarei più incline al 3.75 - non so, Ryan mi è piaciuto più Noah, ma allo stesso tempo mi è sembrato che in Oltre i limiti (a cui avevo dato quattro stelle) ci fosse più slow burn.


lunedì 4 febbraio 2019

What's on my bedside table? #58 | "Scommessa d'amore" di Katie McGarry

Buon inizio settimana, lettori! 

Ho fatto le ore piccole questa notte perché mi sono ritrovata a guardare la partita del SuperBowl dei New England Patriots vs i Los Angeles Rams - e premetto che non sono un'appassionata di sport e che ci ho messo pure tre quarti di gioco per capire come funziona (più o meno) il football, ma siccome Chris Evans e Martin Johnson sono dei grandissimi tifosi dei Patriots essendo di Boston (Martin addirittura ha il FunkoPop di Tom Brady in studio di registrazione), ero curiosa di sapere il perché di tutta la passione.  
 
Quindi sono andata a dormire alla 4:30 del mattino e niente, adesso sono più o meno uno zombie - ma combatto contro il sonno e continuo a leggere. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Scommessa d'amore" di Katie McGarry
Il secondo libro nella serie Pushing the Limits.


SONO A... 
Pagina 365. Mi mancano circa 130 pagine e conto di finirlo oggi. Ammetto che avevo delle riserve, soprattutto visto che non avevo particolarmente apprezzato Beth nel primo libro, ma dall'altra parte a me piacciono anche le protagoniste unlikeable quindi mi ritrovo coinvolta il giusto nella storia. 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... fa parte della mia personale sfida leggiamo un romance al mese e/o smaltiamo un po' di roba vecchia e/o cerchiamo di concludere qualche serie.

domenica 3 febbraio 2019

[Spotlight] "Non è un problema grave. Aspettano di decidere" di Antonio Alberti

Ed ecco anche la seconda.


Titolo: Non è un problema grave. Aspettano di decidere
Autore: Antonio Alberti
Genere: raccolta di racconti
Data di uscita: 4 Febbraio 2019
Pagine: 156
Prezzo: € 4,99 (
ebook) - € 9,90 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: https://www.santellieditore.it/product/non-e-un-problema-grave-aspettano-di-decidere/

Trama: 'Non è un problema grave. Aspettano di decidere' è una raccolta di cinque racconti. I protagonisti hanno qualcosa in comune: si trovano tutti a dover prendere una decisione più o meno rilevante per la loro esistenza. In tutti e cinque i casi, gli attori perdono di vista la ragione per preferire l'una o l'altra opzione. In tutti e cinque i casi sospendono il loro giudizio e la loro volontà. Tutti quanti attendono di capire, attendono l'ispirazione, attendono il desiderio decisivo. Restano indecisi e in attesa di qualcosa.


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L'autore: 
Antonio Alberti, classe '86. 
Si laurea in "Teoria Politica", consegue quindi un dottorato di ricerca. 
Parallelamente cerca di costruirsi una carriera nelle arti figurative e perfomative. Partecipa a eventi in Italia, Stati Uniti e Germania. 
Lavora come copy-writer, content writer e articolista.

[Spotlight] "Locri Epizefiri – Indagine storico-archeologica sull’Ultima Polis" di Valentina Mazzaferro

Siamo alle consuete segnalazioni domenicali - questa è la prima di due.


Titolo: Locri Epizefiri – Indagine storico-archeologica sull’Ultima Polis
Autore: Valentina Mazzaferro
Genere: saggio storico - archeologico
Data di uscita: 30 Gennaio 2019
Pagine: 154
Prezzo: € 5,99 (
ebook) - € 11,90 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: http://www.santellieditore.it/product/locri-epizefiri/

Trama: Questo viaggio alla scoperta di quella che fu una delle più grandi e importanti polis magnogreche, lasciando ai posteri un mondo di leggende, usanze e tradizioni, fa emergere il valore culturale di una terra ancora oggi martoriata. 

La ricerca include una panoramica dei personaggi più illustri che ruotano intorno alla città di Locri come il legislatore Zaleuco, artefice della “Legge del Taglione”, la poetessa Nosside con i suoi versi, ma anche l’archeologo Paolo Orsi, con i suoi scavi che hanno riportato alla luce reperti prestigiosi e lo storico locale Emilio Barillaro. 
Si potranno così scoprire i numerosi pinakès offerti come dono alla Dea Persefone, i quali ritraevano scene di festa, matrimoni e strade della città, ma anche documenti dimenticati da secoli e reperti della biblioteca vescovile di Locri e dell’Antiquarium museo di Locri. Tutti elementi che sono capaci di far riscoprire le radici grandiose delle popolazioni che oggi vivono lì dove si sviluppò l’ultima polis.

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L'autrice: 
Valentina Mazzaferro, nasce e vive in provincia di Reggio Calabria. 
Si laurea nel 2018 all’Università della Calabria in Lettere e Beni Culturali con una tesi in Archeologia Classica dal titolo 'Locri Epizefiri: archeologia, cultura e storia di una polis magnogreca'. 
Decisa a non lasciare la propria regione, studia ora Filologia moderna sempre all’UniCal perché convinta che il riscatto deve partire dai giovani. 
Nel 2019 pubblica il suo primo saggio con Santelli Editore.

venerdì 1 febbraio 2019

Monthly Recap | Gennaio 2019

Sarà mica vero che gennaio è finito? Me lo confermate?
Non so voi, ma a me questo mese è sembrato durare una vita e mezzo - e poi fa un freddo cane. Mercoledì sera ha persino nevicato, ma si è sciolta subito la mattina dopo.

Qualcuno potrebbe pensare che quindi io abbia combinato tante cose viste la mia percezione del tempo... e invece no. Boh, mi sento più pigra del solito. 


LETTURE

https://www.goodreads.com/book/show/43389850-the-war-blog  https://www.goodreads.com/book/show/37638182-we-told-six-lies  https://www.goodreads.com/book/show/39863434-in-another-life

https://www.goodreads.com/book/show/40591946-a-people-s-history-of-heaven  https://www.goodreads.com/book/show/43617172-diamond-heart

The War Blog di Glen Sobey
We Told Six Lies di Victoria Scott
In Another Life di C.C. Hunter
A People's History of Heaven di Mathangi Subramanian
Diamond Heart di M.A. Hinkle

All'inizio di gennaio pensavo che durante questo mese avrei letto tantissimo... come no. Mi sono sentita più lenta di una lumaca e il fatto che il 2019 sia iniziato con una lettura da due stelline e mezzo non è che sia stato un gran incentivo, ma almeno con l'ultima lettura del mese abbiamo chiuso con le prime cinque stelline di quest'anno.  

E poi niente romance per la mia personale sfida leggiamo un romance al mese e/o smaltiamo un po' di roba vecchia e/o cerchiamo di concludere qualche serie - non ce n'è stato il tempo perché Diamond Heart mi ha scombinato i piani. Ma se anche quindi sarà la prima lettura conclusa di febbraio, conta comunque il fatto che io l'abbia iniziata a gennaio - no?


CHI BEN COMINCIA...



WHAT'S ON MY BEDSIDE TABLE?



TEASER TUESDAY



WWW.. WEDNESDAY



SOME (NEW) BOOKS ARE (HERE)



SINGING THE BOOK



SEGNALAZIONI



ALTRO



ACQUISTI


Le mille e una notte
Sotto il falò di Nickolas Butler
They Both Die at the End di Adam Silvera
What If It's Us di Becky Albertalli & Adam Silvera
Turtles All the Way Down di John Green
Odd Girl Out: The Hidden Culture of Aggression in Girls di Rachel Simmons
The Leading Edge of Now di Marci Lyn Curtis
Once Was Lost di Sara Zarr
Mi hai cambiato la vita: Quattro volte Natale con Jack di Chiara Venturelli
Il rumore dei tuoi passi di Valentina D'Urbano


REGALI & EXTRA


A Monster Calls di Patrick Ness
Signs Point to Yes di Sandy Hall
Hurricane Season di Nicole Melleby [ebook]
Diamond Heart di M.A. Hinkle [ebook]


SERIE TV

STO SEGUENDO:

  • Hawaii Five-0 - stagione 9 [13/?]
  • Supernatural - stagione 14 [11/20]

HO INIZIATO:

  • Grey's Anatomy - stagione 14 [9/24]
  • Melissa & Joey - stagione 4 [4/22]
  • NCIS: Los Angeles - stagione 10 [2/?]
  • Scorpion - stagione 4 [9/22]

HO TERMINATO:

  • 9-1-1 - stagione 1
  • Bosch - stagione 4
  • Melissa & Joey - stagione 3
  • S.W.A.T. - stagione 1

HO RIPRESO:

  • Suits - stagione 8 [12/16]

TIME WASTED:

  • THEN: 1 year, 9 months, 5 days, 9 hours, 17 minutes
  • NOW: 1 year, 9 months, 8 days, 4 hours, 17 minutes


FILM

  • Le Follie di Kronk [DVD]
  • Moschettieri Del Re - La Penultima Missione
  • Fuga da Reuma Park [televisione]
  • Aquaman
  • Entourage - Il Film [DVD]
  • The Hole in 3D [televisione]

Ho cominciato il 2019 con un po' di tutto: film al cinema e film a casa. 

Tecnicamente Aquaman l'ho visto due volte perché all'ultimo una mia amica ha voluto andare a vederlo - non che mi abbia fatto schifo rivedere Jason Momoa mezzo nudo una seconda volta sul grande schermo e mi sa che devo dare ragione a chi dice che questo è finora il miglior film della DC da quando hanno creato il DCEU sulla scia della Marvel. Avete sentito poi che Ben "non ho espressività facciale" Affleck non sarà più Batman? Le gioie ogni tanto esistono. 

Non sono poi molti gli attori italiani che mi piacciono, ma Pierfrancesco Favino è uno di loro e ammetto di aver riso un sacco con Moschettieri Del Re - La Penultima Missione.

Entourage - Il Film è stata la conclusione dell'omonima serie dopo otto stagioni sulla HBO parecchi anni fa ed ero prontissima a mettere su un altro DVD, ma... MA. Proprio mentre stavo finendo le scene tagliate e appena prima di alzarmi per andare in bagno e mettermi il pigiama, Alaska ha scelto proprio quel momento per saltarmi in braccio. E niente, ci è rimasta per sei ore filate a dormire sulle mie gambe - nel frattempo io ho perso la sensibilità dalla vita in giù e The Hole era l'unica cosa che offriva la televisione prima del "trash" su Real Time e Nove. Ora - io sono notariamente una fifona. O meglio, datemi splatter e killer in carne ed ossa e (forse) non mi fa schifo niente. Ma come iniziamo a scivolare sul lato spirituale o giù di lì... In realtà il film non fa nemmeno così paura, ma ho passato una buona parte del film con una mano davanti agli occhi sbirciando tra le dita. A mente fredda è molto, ma molto più inquietante psicologicamente il film del 2001

BONUS: guardando Bosch il mercoledì, Scorpion lo registravo e me lo guardavo giovedì sera. Finito di guardare mi mettevo a fare zapping, motivo per il quale  la settimana precedente e ieri sera ho visto su TV8 rispettivamente l'ultima oretta di Star Trek - Into Darkness e gli ultimi 20 minuti di Star Trek - Beyond - e niente, io praticamente la trilogia la so a memoria e Chris Pine ha sempre gli occhi più blu che abbia mai visto.


MUSICA


Allora, la questione è un po' complessa. 
So che normalmente qui parlo solo di cosa ho ascoltato durante il mese perché di musica ne parlo più in lungo e in largo sul mio blog personale. Tuttavia... prima le cose semplici.

Non ricordo nemmeno dove l'ho sentita, ma grazie a Shazam ho scoperto Prayers dei Good Charlotte - e grazie a questa canzone ho scoperto che avevano pubblicato un nuovo album intitolato Generation Rx e da lì mi sono innamorata di Actual Pain. I Good Charlotte sono una di quelle band che ascoltavo assiduamente quando ero adolescente, ma che poi con il corso degli anni ho perso. Sono cambiati, si sono evoluti, ma continuano a piacermi in una certa misura - e certo, non sono sempre lì ad aggiornarmi, ma quando vengo a conoscenza di un nuovo album non manco di ascoltarlo. 

I The Night Game sono presenti anche questo mese perché è di Martin Johnson che stiamo parlando e poi è uscito il lyric video di The Photograph

Anche gli Our Last Night sono bene o male sempre presenti nei miei recap, ma credo di non averli mai ascoltati tanto come in questo mese ora che la mia fissa per la voce dei fratelli Wentworth ha raggiunto l'apice - e se non vedete specificato nulla nella lista è perché ho passato in rassegna la loro intera discografia. E l'ho fatto perché, se non fosse stato per la #tenyearschallenge su Instagram, forse non mi sarei davvero resa conto di quanto sono cambiate le cose - e di quanto sono cambiati loro.
Il 2008 è stato l'anno in cui mi sono diplomata, i diciannove anni sono stati gli anni in cui ho intrapreso una nuova evoluzione per quanto riguarda i miei gusti musicali - ero ancora un'adolescente arrabbiata, ma non ero più così arrabbiata. Amavo lo screamo - lo amo ancora - ma ero arrivata al punto in cui il troppo screamo in una canzone mi dava fastidio se non era ben bilanciato dalla parte melodica. L'album The Ghosts Among Us di quell'anno è stato l'album con il quale ho conosciuto gli Our Last Night, ma non è durata molto - di quell'album avevo conservato solamente le prime due tracce: Symptoms of a Failing System e Timing Is Everything. E poi mi sono dimenticata di loro - questo fino alla seconda metà del 2017 quando sono apparsi nel mio feed di YouTube con la cover di una canzone che conoscevo. E da un anno e mezzo sono diventati una delle mie band preferite: sono cambiati, si sono evoluti, fanno cover più belle delle canzoni originali e Trevor non è più quel ragazzino di 15 anni che faceva solo lo screamer - davvero, andatevi a cercare i video (pochi, ma ci sono) degli Our Last Night nel 2008: Trevor aveva solo 15 anni. E questa settimana hanno pubblicato la cover di High Hopes dei Panic! At The Disco - amo.

Quanto detto sopra mi porta alla questione complessa: i Bring Me The Horizon
Due giorni fa, alla fine del WWW Wednesday #130, avevo scritto che ero in fissa con l'ultimo album dei BMTH - ecco, non è del tutto esatto. 
Dovete sapere che ho sempre provato un'avversione feroce per loro sin dal 2006 - sempre per la questione che le canzoni completamente screamo non mi piacciono. E continuo a pensare che se mi vedesse la me stessa diciassettenne mentre ascolto i BMTH, mi farebbe ricoverare direttamente in psichiatria. 
Ma nel gennaio 2016, sempre mentre ero bloccata sotto Alaska che mi dormiva addosso, facendo zapping in televisione ho beccato su MTV Music il video di True Friends. Ero già pronta con il dito sul tasto del volume per abbassare in memoria dei vecchi tempi perché avevo riconosciuto subito Oliver Sykes, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa perché quella canzone mi piaceva. Lo screamo continuava ad essere presente, ma sapevo che Oliver si era sputtanato la voce e che quindi non era più in grado di sostenere il tono di prima e questo rendeva la canzone molto più nelle corde. Avevo "paura", ma ho dato una possibilità all'album That's The Spirit e non me ne sono pentita. Non sono diventata una fan, sia chiaro - anche perché le mie scelte di riproduzione cadevano sempre e solo su tre canzoni: True Friends, Drown e Throne. E caspita, se amo Throne. Però già da quell'album si notava il cambiamento: i BMTH non facevano più metalcore, ma si erano spostati sull'alternative rock. 
E poi è arrivato settembre 2018 con il singolo MANTRA - dire che non mi è piaciuto sarebbe un eufemismo e ho cominciato a pensare che l'album That's The Spirit sarebbe stato l'eccezione della mia vita. Ho però voluto dare una chance ad amo, uscito la settimana scorsa e... inspiegabilmente mi piace. Lontana dal video, ho persino rivalutato MANTRA che ora è una delle mie canzoni preferite dell'album e se non sapessi che sono i BMTH, direi che sono tutta un'altra band. Alcuni dei fans di vecchia data non sono per niente contenti da quanto ho letto in giro perché amo è un misto di generi che non avrei mai associato ai BMTH - è molto più elettronico, vira di più verso il pop rock dell'album precedente e in una recensione all'album ho pure letto di una commistione con la trap. In ogni caso questo album mi piace e la mia preferita in assoluto resta Medicine - il video mi fa ribrezzo, ma la canzone la amo. Che poi in un commento sotto al video qualcuno ha scritto che ricorda molto una canzone degli Our Last Night e in effetti non ha torto - e forse è per questo che mi piace così tanto. 

Insomma, tutto questo papiro per infine citare il luogo comune che recita: a volte (dopo dieci e passa anni) ritornano

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Questo è un recap molto più lungo del solito, ma avevo bisogno di togliermi quel "peso" dallo stomaco. A voi è mai capitato di lasciare indietro alcune band e di riscoprirle e rivalutarle anni dopo? Siete di quei fans che quando una band cambia genere non ne sono felici oppure accettate il cambiamento? 
Raccontatemi il vostro gennaio nei commenti oppure lasciatemi il link dei vostri post e non mancherò di passare!