giovedì 30 aprile 2020

[Recensione] "Heartstopper – Volume 1" di Alice Oseman

Alice Oseman è nella mia wishlist di Amazon da anni, ma sapete poi com'è - c'è sempre quel romanzo che in quel momento ti ispira di più, di cui senti di più la necessità. 
Ricordo ancora però che il primo che ho messo in lista è stato Radio Silence e a seguire tutti gli altri - compresa questa graphic novel.

Un enorme e immenso grazie alla Oscar Vault per la copia digitale in anteprima.


Titolo: Heartstopper – Volume 1
Titolo originale: Heartstopper: Volume One
Serie: Heartstopper #1
Autrice: Alice Oseman
Data di uscita: 12 maggio 2020
Data di uscita originale: settembre 2016
Pagine: 288 (copertina flessibile)
Editore: Mondadori Oscar Ink
Link Amazon: https://amzn.to/2y4pbfM

Trama: Charlie e Nick frequentano la stessa scuola ma non si sono mai incontrati… fino al giorno in cui si trovano seduti l’uno accanto all altro. Diventano subito amici. Anzi di più. Charlie si innamora perdutamente di Nick, anche se pensa di non avere alcuna possibilità. Ma l’amore è sempre sorprendente, e anche Nick si scopre attratto da Charlie. Molto più di quanto entrambi potessero immaginare.


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Non potete immaginare la dolcezza che è racchiusa tra queste pagine. 

Charlie ha 14 anni e l'anno precedente è stato costretto a fare coming out, finendo poi per essere vittima dei bulli - e in una scuola interamente maschile non è per niente facile. 

Ora è popolare in quanto è l'unico ragazzo gay dichiarato e le cose si sono un po' tranquillizzate - ha una famiglia unita, un migliore amico protettivo nei suoi confronti, ma le cicatrici comunque ci sono ancora e spesso condizionano alcuni dei suoi atteggiamenti e soprattutto dei suoi pensieri. 
Ha una mezza "cosa" con Ben - cosa che però resta soltanto all'interno delle aule scolastiche vuote tra una lezione e l'altra e Charlie ci mette un po' a capire che si tratta di una relazione tossica sotto molti aspetti. 

Durante il nuovo gruppo di studio, Charlie si ritrova seduto di fianco a Nick. 
Nick ha un anno più di lui e Charlie è sinceramente stupito dal fatto che Nick ogni giorno lo saluti e sia gentile con lui - è anche un po' diffidente perché, come sa bene chi è stato vittima dei bulli, quando qualcuno di così diverso da noi si dimostra amichevole viene subito da pensare al peggio. 

E Charlie e Nick sono diversi - dove il primo è magrolino, corre veloce e suona la batteria, il secondo invece è ben piazzato e gioca a rugby. 

Però diventano amici e iniziano a passare sempre più tempo assieme - sotto gli sguardi alcuni perplessi e altri preoccupati dei loro amici. 
Charlie comincia a fidarsi di Nick quando quest'ultimo arriva in suo soccorso dopo un episodio spiacevole e Nick trova in Charlie qualcuno con cui essere rilassato e sentirsi se stesso invece di sopportare i discorsi a volte irritanti dei suoi amici. 

Charlie presto si rende conto di provare qualcosa per Nick, ma la cosa lo intristisce perché non può che finire male quando ti innamori di un ragazzo etero. Però spesso scopre Nick ad osservarlo, i loro contatti diventano sempre più fisici e lo stesso Nick presto inizia ad interrogarsi sul diverso modo in cui comincia a vedere Charlie rispetto a prima. 


Dai disegni semplici ed essenziali, ma estremamente potenti e di impatto - tanto che pure quando mancano i dialoghi, gli stati d'animo dei due ragazzi sono perfettamente percepibili - questa graphic novel è una vera delizia. E questo perché sebbene la storia sia tra due ragazzi dello stesso sesso, la verità è che il messaggio di Alice Oseman è universale: è la storia delle prime cotte, delle prime delusioni, del primo amore - di quello che fa battere forte il cuore tanto che sembra di non ragionare più. 
Charlie è uno di noi: uno di quelli che quando vedono la loro cotta venirgli incontro si fanno subito il film mentale con protagonista quest'ultimo sul punto di dichiararsi, salvo vedere poi la bolla che scoppia quando si tratta di altro. 

Heartstopper è una graphic novel che parla di confusione, di incertezza, di accettazione. Affronta temi delicati quali le relazioni tossiche e abusive, le molestie, l'importanza del consenso, la (mancata) accettazione dei no da parte di un (ex-)partner, il coming out e l'outing, il bullismo, i pregiudizi, la sessualità, le etichette che tutti sembrano dover per forza affibbiare agli altri per incasellarli da qualche parte, le aggressioni fisiche e verbali a sfondo omofobo - e lo fa in maniera egregia. 

Charlie e Nick sono dolcissimi, non si può evitare di rimanere coinvolti nello sviluppo del loro rapporto - non si può fare a meno di ricordare la propria adolescenza, non si può evitare di risentire quel groviglio di timore e aspettativa ed eccitazione per qualcosa che aveva il potenziale di cambiarti la vita e che ti si annodava nello stomaco. Il bello di Charlie e Nick è che sono ragazzi normalissimi, come tutti noi - è stato fin troppo facile rivedere in Charlie tutti gli atteggiamenti che avevo io quando mi piaceva un ragazzo.

Ed è anche facile amare Charlie e Nick - il finale poi vi farà venire voglia di avere immediatamente il secondo volume tra le mani perché gli vogliamo proprio trovare un difetto? È troppo breve. 

mercoledì 29 aprile 2020

WWW.. Wednesday! #190

Ah, se penso una settimana fa andava tutto (più o meno, per come può andare in questo periodo) bene... e poi il giorno dopo è arrivata la mazzata. 
 
Questo perché, se vi siete persi il post di ieri e la sua introduzione, la mia gattina Alaska ha cominciato a stare poco bene - e io da brava mamma gattara ho cominciato subito a piangere pensando al peggio quando è sparita per un giorno intero e a stare male dall'ansia. Mi sono pure venuti tre capelli bianchi dallo stress, non sto scherzando - roba che non mi venivano dall'estate 2018 quando dovevo essere operata. 
Sembra che per fortuna le cose si stiano risollevando e che la mia Alaska stia meglio.  

Ci distraiamo un po' con le letture?


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho terminato di leggere Stronze si nasce di Felicia Kingsley - è andata meglio rispetto al romanzo precedente, ma Allegra di sicuro non rientra tra le mie protagoniste preferite. Oh, sarò io che sono cinica e intransigente - che vi devo dire. Recensione QUI.
Ho poi letto in anteprima - questo perché uscirà il 12 maggio - Heartstopper – Volume 1 di Alice Oseman grazie alla Oscar Vault (diciamo tutti in coro graaaaaaaazie Oscar Vault per la copia digitale!). È una graphic novel dolcissima che non potete assolutamente lasciarvi scappare - e indipendentemente dal vostro orientamento sessuale sarà inevitabile emozionarsi e tornare adolescenti con il cuore che batte forte. La recensione domani.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Sono al 10% di Conflitto di interessi di Paola Chiozza. Pensavo sul serio che ieri avrei letto un sacco e invece mi chiedo cosa diamine io abbia fatto tutto il giorno. Ah, certo - ho portato "a spasso" la macchina nei 500 metri dietro casa per tenere ruote e sospensioni in movimento e ho cercato di convincere Alaska a mangiare. Sul serio, siamo arrivati al punto degli omogeneizzati e dell'aeroplanino con il cucchiaino. COMUNQUE. Come potete capire non ho letto granché, ma a quanto pare il melodramma è nuovamente di casa e a me le regine del melodramma fanno sempre ridere - poi ho appena finito di vedere la prima parte della sesta stagione di Vikings e il romanzo è ambientato in Islanda e la protagonista ha appena incontrato quello che sarà ovviamente il love interest e l'ha descritto come un vichingo alto due metri, capelli lunghi biondi e occhi azzurri mentre teme che lui voglia ucciderla per offrirla in sacrificio agli dei norreni... scusate se intanto sospiro ripensando al Ragnar Lothbrok di Travis Fimmel in grande spolvero delle prime stagioni (e a me i biondi manco piacciono) e sono ancora scioccata per il midseason finale di Vikings e intanto rido per la situazione assurda da commedia slapstick al punto in cui ero arrivata. Certo che per aver letto solo il 10% ne ho scritta di roba, eh. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

 
Diamoci un taglio ai chick-lit e passiamo sempre al romance, ma stavolta M/M. In lettura quindi ci saranno Him e Us di Sarina Bowen e Elle Kennedy - tradotti in italiano rispettivamente con i titoli Io+Te e Insieme.

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Questo è l'ultimo WWW Wednesday di aprile - ma non è l'ultimo post perché, come vi ho detto, domani va online una recensione e poi inaugureremo maggio con il recap di questo mese. A tal proposito... nei commenti al recap di marzo non mi avete detto se nella sezione dedicata ai film vi piace vedere anche le locandine oppure se vi bastano i titoli perché le immagini poi rendono troppo impegnativo un post che è già lungo di suo - boh, ditemi voi. E, oltre a dirmi quello, ditemi anche come sono andate le vostre letture questa settimana e spero che la vostra sia stata meno agitata della mia. 
Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e passerò appena mi sarà possibile per ricambiare la visita!

martedì 28 aprile 2020

Chi ben comincia... #26 | "Conflitto di interessi" di Paola Chiozza

Torno con questa rubrica che non vede la luce da fine luglio 2019 e spero che questo libro sia divertente come promesso perché ho bisogno di cose un po' liete, dal momento che questi sono giorni difficili in quanto è da circa una settimana che Alaska - la mia gattina - non sta bene e i miei livelli d'ansia hanno raggiunto livelli pazzeschi.  

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



Il 99 percento di chi compra un biglietto della lotteria sogna di aprire un chiringuito a Cuba, tra sole, mare e musica caraibica. E poi c'è il restante 1 percento, quello che invece sogna roba ridicola, senza senso. Come fare il giro del mondo in barca a vela o trasferirsi in Islanda. 
La mia famiglia, neanche a dirlo, fa parte del maledetto 1 percento.
Possibile che, con quel 99 percento di persone normali, la dea bendata abbia fatto vincere alla lotteria proprio i miei genitori? 

(Paola Chiozza - Conflitto di interessi)

lunedì 27 aprile 2020

[Recensione] "Stronze si nasce" di Felicia Kingsley

In un periodo normale non mi vedreste leggere così tanti chick-lit e soprattutto non mi vedreste leggerli uno di seguito all'altro. Ma questo non è un periodo normale e questo è comunque il penultimo chick-lit che ho preso in prestito tramite Kindle Unlimited. 

Questo è anche il secondo romanzo che ho letto di Felicia Kingsley e, sebbene sia andata leggermente meglio rispetto al precedente, tante altre cose mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo.


Titolo: Stronze si nasce
Autrice: Felicia Kingsley
Data di uscita: 15 febbraio 2018
Pagine: 444 (Kindle Edition)
Editore: Newton Compton Editori
Link Amazon: https://amzn.to/2Va9Nay

Trama: Allegra Hill è brillante, onesta e altruista. Ma anche un’eterna seconda. Fin dagli anni della scuola c’è sempre qualcuno che la precede. Sempre. E senza dimenticarsi di umiliarla anche un po’. Chi è costei? Ma la classica stronza! Quella di Allegra si chiama Sparkle Jones. Non solo la vita di Sparkle è perfetta, ma la biondissima e splendente ragazza riesce a ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma il tempo passa e a ventisei anni Allegra ha finalmente una casa tutta per sé e un lavoro nell’agenzia immobiliare più prestigiosa di Londra. Il passato, però, non sembra volerla dimenticare e mette di nuovo Sparkle Jones sulla sua strada. Questa volta le cose sembrano andare diversamente e la nemica di una vita le appare sotto un’altra luce… E tutto questo proprio quando l’incontro con un bellissimo imprevisto dagli occhi verdi come smeraldi sembra in grado di sparigliare le carte. Tra feste, intrighi e cene non proprio a lume di candela, in corsa tra le strade di una Londra magnifica, forse, per Allegra è arrivato il momento di scoprire se davvero quello che vuole è la felicità. Questa volta non può lasciare l’ultima mano alla sua adorabile, odiata stronza numero uno!


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Non so, forse dipende dalla zona in cui si cresce. 
Forse la differenza sta nel fatto se abiti in città oppure in un paesino o addirittura in campagna - e fidatevi che nella prima adolescenza conta tantissimo la differenza tra paesino di neanche cinquemila anime e campagna sette chilometri più in là. 

Nella mia vita io non ho avuto la classica stronza, quella descritta nel romanzo della Kingsley - la nemesi che Sparkle rappresenta per Allegra. 
Nella mia vita non c'è stata una persona in particolare - sconosciuta, perlopiù - che sembrava ottenere tutto in maniera facile mentre io me lo dovevo sudare, che aveva tutti che si giravano al suo passaggio mentre io finivo come eterna seconda. 

No, le stronze della mia vita prima erano tutte mie amiche. 
E sì, ci sono state quelle che hanno ottenuto quello che volevo io. Quelle che attiravano l'attenzione di tutti al loro passaggio mentre io venivo puntualmente ignorata. Quelle che, come sapevano che mi interessava un ragazzo, eccole subito là a provarci senza neanche passare dal via. Il punto era che le conoscevo, che erano mie amiche - una scottatura che non si dimentica facilmente. 

E a diciott'anni poi mi sono svegliata, sono diventata diffidente e lo sono rimasta - tanto che pure le mie amiche ogni tanto mi devono estorcere le cose di bocca con le pinze, tanto che sono sempre scettica e malfidente quando qualcuno dice di ricordarsi di me alle superiori oppure mi ritrovo una richiesta di amicizia su Facebook da parte di chi ho sempre trovato antipatico perché mi ignorava oppure mi prendeva in giro quando ero adolescente. Non mi faccio più abbindolare dalla popolarità passata o attuale, ma ne capisco il fascino - diamine, l'ho subìto anche io. Quella che io molto simpaticamente chiamo "la sindrome da cheerleader-wannabe" l'ho avuta anche io - e pesante.

Solo una volta ho cambiato idea e mi sono ricreduta: quella che oggi è una delle mie più care amiche, all'epoca delle medie non la potevo neanche vedere. La verità è che ero invidiosa della sua popolarità ma la sua, a differenza di quella di Sparkle, non era usata per scopi reconditi o per ulteriori vantaggi. E l'ho capito quando l'ho avuta in classe per cinque anni al liceo e l'ho conosciuta - lei un po' come Sparkle all'inizio manco mi considerava, ma non era cattiveria; semplicemente avevamo giri diversi. 

Ecco perché avrei voluto scrollare Allegra per le spalle per tutto il romanzo: capisco cadere nella rete della Sparkliness quando sei adolescente, ma non a ventisette anni quando dovresti aver capito come funziona il mondo. Ma in parte ci sta perché Allegra è una dà seconde chance a tutti - io no.

La verità è che stronza ci nasci e Allegra non ci è nata. 
Lei, nonostante provenga da una famiglia con i soldi e abbia agganci nel jet-set di quelli che contano, ha sempre voluto essere economicamente indipendente dai suoi genitori e seguire il suo percorso. Lei poi compra gli abiti ai mercatini dell'usato e adotta gli animali rotti - quei cani e quei gatti un po' vecchiotti e con qualche problema di salute per dare loro una casa quando nessun altro sarebbe disposta a dargliela. 

E poi nella sua vita rientra Sparkle quando se la ritrova come collega e Allegra, ingenua com'è, ci casca con tutte le scarpe. Sparkle vuole passare del tempo con lei, sembra preferirla a tutte le altre ragazze della sua "corte" e Allegra continua a passare sopra ai colpi bassi giustificando Sparkle e credendola sua amica. Quello che Sparkle vuole, Sparkle ottiene e questo comprende pure Tristan, il ragazzo con cui Allegra si è scontrata per strada un giorno e che crede il suo principe azzurro - motivo per il quale Allegra decide di diventare una stronza a sua volta e di vendicarsi di Sparkle con gli interessi. 


Allegra di sicuro non è una delle mie protagoniste preferite perché continua a farsi fregare anche quando è evidente al mondo intero che Sparkle la stia soltanto usando e prendendosi gioco di lei. Per frequentare Sparkle oltretutto Allegra abbandona e snobba Dots, la sua migliore amica di una vita - ma ne ho anche per lei, eh. 

Con l'aiuto di Duke, il migliore amico di Tristan, Allegra ha tutte le intenzioni di riprendersi Tristan e di rubarlo di nuovo a Sparkle. Ora, io capisco il desiderio di vendetta e lo capisco bene, ma ci sono state tante cose in questo che mi hanno irritata. 
In primis, sono dell'idea che nessuno può rubare qualcuno - semmai è questo qualcuno che si fa rubare quindi non è solo colpa di Sparkle, ma anche di Tristan che è profondo quanto una pozzanghera. E poi? Per quanto Allegra si professi innamorata di Tristan, è chiaro che la sua è solo voglia di rivalsa e, per quanto mi riguarda, io poi non vorrei mai stare con uno che ha tradito la sua ragazza per venire a letto con me. Chi mi dice che poi non farà lo stesso ai miei danni? Sarà perché io sono molto intransigente su questa cosa e perdo interesse dopo un po' se la persona che mi piace si mette con un'altra - e fidatevi, parlo per esperienza. Ricordate l'amica a cui accennavo sopra? Lei ci ha provato, lui ci è stato e io poi non l'ho più guardato. Chi me lo faceva fare di rincorrere qualcuno che non aveva alcun interesse per me?

Ricapitolando: Allegra è tanto, ma tanto ingenua e quando fai la stronza anche se non è nella tua natura, poi ti vengono ti vengono i sensi di colpa (parlo per esperienza anche qui); Sparkle è egocentrica e manipolatrice e Tristan è il suo degno compare; Dots mi ha ricordato tantissimo una mia ex-amica, sembrava il suo ritratto sputato - moralista, intransigente, arroccata sulle sue posizioni, per niente accomodante e conciliatoria e in questo sono stata un po' dalla parte/nei panni di Allegra perché ho fatto la medesima cosa quando l'ho allontanata. Ehi, non ho mai detto di non essere anche io un po' stronza. 

A salvare il tutto c'è stato Duke Swaneson: bello, divertente, sarcastico, pungente, irriverente e sexy - aspettavo sempre con trepidazione il momento in cui sarebbe entrato in scena perché lui vede Allegra per quella che è: la ragazza che non ha bisogno di capi firmati per fare colpo, che è creativa e che ama gli animali rotti e mangia i biscotti rotti perché non vuol dire che siano meno buoni degli altri. Veniva sul serio voglia di mandare Allegra a farsi un giro e tenersi stretto Duke. 

Ho sicuramente apprezzato un po' di più Stronze si nasce che il precedente Matrimonio di convenienza, ma se devo essere sincera mi aspettavo di più una storia su una rivincita in campo femminile e non una storia virata fin da subito sul romance e che ruotasse interamente attorno ad un uomo - che, tra parentesi, manco mi è sembrato così irresistibile fin dal principio. I capitoli brevi e lo stile semplice però rendono il libro davvero scorrevole - ciò che ho amato sul serio sono state tutte le citazioni all'inizio di ogni capitolo tratte da film, serie televisive, personaggi realmente esistiti o di fantasia. 

E mi ero detta che sarebbe stata una recensione breve, ma come al solito l'ho infarcita di fatti personali... ops. 

venerdì 24 aprile 2020

[Recensione] "Punizione divina" di Paola Chiozza

Un altro weekend alle porte - l'ultimo di aprile. Ma fa forse differenza in questa quarantena? Nel frattempo vi faccio compagnia con una nuova recensione.


Titolo: Punizione divina
Autrice: Paola Chiozza
Data di uscita: 21 marzo 2019
Data di uscita originale: 24 febbraio 2018
Pagine: 422 (Kindle Edition)
Editore: Salani Editore
Link Amazon: https://amzn.to/2Xy6lbr

Trama: Una fashion victim e un cowboy: una storia d’amore che è un’apocalisse.

Giuditta Moretti, fashion victim milanese e brillante studentessa universitaria, è al settimo cielo. Per concludere il suo percorso di studi manca solo il tirocinio a New York, in una grande banca d’affari. L’attendono un lavoro interessante e la città più bella del mondo: comprare quello splendido paio di scarpe Jimmy Choo che la chiamano dalla vetrina è il degno modo di festeggiare.
Ma qualcosa va storto, e per un errore di smistamento la sua destinazione non è più Manhattan, ma un inutile ranch sull’orlo del fallimento nel Montana: cavalli (non lo stilista, purtroppo), tori, mucche e puzza di sterco. E Scott Sullivan, figlio del proprietario del ranch: un arrogante cowboy tutto muscoli e presunzione, che per di più si veste in modo orrendo.
Giuditta, seppur disperata, sa che si tratta solo di tenere duro qualche settimana, cercando di migliorare la disastrosa situazione economica del ranch. Poi potrà tornare a Milano, alla sua laurea, ai suoi adorati negozi, alla sua vita di sempre e tutto questo sarà solo un brutto ricordo.
Semplice, no?
No.
Tra figuracce, momenti di disperazione e cortocircuiti ormonali Giuditta sta per scoprire il vero volto del sacrificio e dello spirito d’iniziativa.
E forse anche quello dell’amore.
Una storia geniale ed esagerata di amore, moda e finanza.


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Ecco, credo che l'altro dei miei problemi con i romance - oltre al fatto che spesso mi sfugge esattamente IL MOMENTO che segna l'innamoramento dei due protagonisti - sia che, se non riesco ad empatizzare e ad immedesimarmi con la protagonista, allora rimango piuttosto alienata nei confronti della storia d'amore. 

Per me, che sebbene sia nata in città - una città comunque piccola e modesta rispetto ad altre metropoli italiane - ho sempre e solo vissuto in campagna e che solo due volte nei miei 31 anni di vita ho commesso la follia di spendere fior di quattrini per due profumi firmati Christian Dior e Yves Saint-Laurent (quest'ultimo solo due mesi fa, ad inizio febbraio, e con anche il 30% di sconto altrimenti non mi sarei mai convinta), è stato piuttosto difficile mettermi nei panni di qualcuno per cui i soldi non sono (quasi) mai un problema e che può permettersi di soddisfare i propri capricci quando vede qualcosa di firmato e di alta moda nelle vetrine dei negozi di Milano. 

Per me, che sebbene andassi comunque bene in matematica ho sempre preferito le materie umanistiche e mi sono quindi laureata alla facoltà di Lettere e Filosofia, è stato difficile simpatizzare con la passione per l'economia e la finanza. 

Giuditta Moretti è così: un po' pazza a parere di tutti quelli che la conoscono, appassionata di moda tanto da parlare con le sue "madrine" Anna Wintour e Donatella Versace che si manifestano nella sua testa e intrattengono lunghe conversazioni e tanto da portare sempre con sé una fotografia - il suo santino - di Giorgio Armani che tutti i miscredenti scambiano per la fotografia di suo nonno, incapace di resistere al richiamo dello shopping e di una nuova borsetta oppure di un paio di scarpe che sembrano fatte su misura per lei, desiderosa di avere un brillante - e, non dimentichiamoci, sopratutto elegante - futuro nell'economia e nella finanza che contano davvero. 

Ma, forse per punirla, un gioco del destino la spedisce nella campagna del Montana - lontana chilometri dalla Wall Street di New York. Che ne può sapere lei di campagne marketing per risollevare le sorti di un ranch? Cosa c'entra lei in una famiglia di cowboys che, per quanto vestiti malissimo, sono così belli da poter sfilare su una passerella? 

Con quattro mesi davanti a sé nel Montana non solo Giuditta dovrà sopravvivere nel paesaggio rurale in mezzo alla campagna, ma dovrà anche resistere agli occhi verdi di Scott Sullivan e alle sue camicie a quadri perennemente aperte sul petto muscoloso. Non dovrebbe essere un problema, no? D'altronde a lei piacciono quelli in giacca e cravatta - e poi niente e nessuno può superare il suo amore per scarpe e borsette. Una preghierina davanti al santino di Giorgio Armani sarà comunque meglio farla. 


Ora, io non sono estranea a delle tremende figuracce, ma Giuditta è proprio su un altro livello - non nego che più di una volta ho sghignazzato.
È difficile entrare in sintonia con Giuditta perché appare al lettore molto superficiale inizialmente e sebbene le sue idee per risollevare le sorti del ranch non sempre portino a risultati ottimali, una volta affezionata alla famiglia Sullivan impara a non tirarsi indietro di fronte alle difficoltà. È un sacco melodrammatica, il che fa ridere ma fa anche un po' esasperare suscitando la voglia di dirle di darci un taglio - e per fortuna c'è la sua migliore amica Sonia che diventa un po' la voce del lettore quando succede. 

Scott è il figlio di mezzo dei Sullivan, campione di rodeo e sciupafemmine. È quello che ha preso peggio l'abbandono della madre quando e l'incontro con Giuditta dà inizio fin da subito ad una tensione che si può tagliare con il coltello. Ora, non mi fraintendete - bello il fascino del cowboy, mi piace un po' meno il capello biondo ma decisamente approvo gli occhi verdi e io ho il problema che il mio cervello si trasforma in cotone quando vedo dei capelli ricci (quindi la confusione ormonale la capisco e magari predico bene e poi razzolo male) ma siamo un po' alle solite: dopo un po' mi ero stancata di tutti i riferimenti ai muscoli e alla prestanza fisica di Scott e di suo fratello Mike. 

Si capisce che Giuditta cambia, scende un po' dal piedistallo delle sue convinzioni senza rinunciare alla sua passione della moda però in mezzo a tutta la marea di figuracce e sospiri sul fisico, sugli occhi e sul sorriso di Scott ho avuto l'impressione (come l'ho avuta in altri romanzi) che sia stata più "raccontata" che effettivamente "mostrata" - altra cosa che non mi ha permesso di sentirmi coinvolta pienamente. C'è anche poco dell'aspetto effettivamente finanziario che l'ha portata a fare il tirocinio in Montana perché la cosa vira presto sull'aspetto romantico della storia.

Forse avevo anche altre aspettative - forse mi aspettavo di vederla anche più coinvolta nella vita quotidiana del ranch per "toccare con mano" cosa significasse il business e non solo vederla (quelle poche volte) spulciare fogli con numeri ed estratti conto.

Il romanzo è comunque scritto in maniera fluida, i capitoli finiscono spesso con una figuraccia di Giuditta e ciò comporta il voler conoscere immediatamente le conseguenze. È un romanzo carino e spensierato se volete staccare da letture più pesanti e se siete disposti a non prendere le cose troppo sul serio - ha uno dei tipici canovacci che si trovano in un romance - e se volete sognare (solo sognare!) scarpe Louboutin e borsette Chanel.

mercoledì 22 aprile 2020

WWW.. Wednesday! #189

Oggi è il compleanno di una mia amica e anche lei - come ho fatto io - lo festeggerà in quarantena aspettando il giorno in cui finalmente potremo vederci tutte insieme e festeggiare tutte le ricorrenze e le occasioni perse. 
 
In attesa che arrivi il giorno - ma non è questo il giorno (cit.) - dedichiamoci alle letture passate, presenti e future della settimana.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso L'infinito tra me e te di Mariana Zapata, ma devo dire che mi era piaciuto di più From Lukov with Love. Non che questo romanzo sia malvagio - anzi, mi è comunque piaciuto - ma dopo un po' tutti i riferimenti al fisico di Aiden e alla sua prestanza avevano iniziato a stancarmi. Recensione QUI
Ieri pomeriggio invece ho concluso Punizione divina di Paola Chiozza. Devo ammettere che ho riso parecchio in diversi punti, ma devo anche ammettere che mi aspettavo qualcosa di più. La recensione è già scritta e arriverà venerdì. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Avendo concluso l'ultimo libro letto solamente ieri, comincio oggi Stronze si nasce di Felicia Kingsley - motivo per il quale non vi so/posso dire niente a riguardo. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
Come era successo con la Kingsley, ho intenzione di riprovarci una seconda volta con la Chiozza e quindi leggerò Conflitto di interessi. Continuando sulla scia del genere romance che però spero mi dia più soddisfazioni visto che so quanto questo libro sia amato, leggerò Him di Sarina Bowen e Elle Kennedy - in inglese, anche se so che è stato tradotto in italiano con il titolo Io+Te perché su Kindle Unlimited è disponibile in lingua.

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Dopo i miei sproloqui aggiornamenti ora tocca a voi: raccontatemi la vostra settimana di letture, ditemi se avete letto solo un libro oppure più di uno o se magari avete messo tutto in pausa per dedicarvi ad altro. Scrivetemelo nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e passerò a ricambiare la visita appena possibile!

lunedì 20 aprile 2020

[Recensione] "L'infinito tra me e te" di Mariana Zapata

Inizia una nuova settimana e qui sul blog inizia con una recensione - e di un altro libro italiano, oltretutto. Ringraziate pure la Vodafone per il periodo gratis su Kindle Unlimited.


Titolo: L'infinito tra me e te
Titolo originale: The Wall of Winnipeg and Me
Autrice: Mariana Zapata
Data di uscita: 14 giugno 2018
Data di uscita originale: 29 febbraio 2016
Pagine: 416 (Kindle Edition)
Editore: Newton Compton Editori
Link Amazon: https://amzn.to/39URsCo

Trama: Vanessa Mazur sa che sta facendo la cosa giusta. Non ha alcuna intenzione di sentirsi in colpa per aver mollato. Il lavoro di assistente tuttofare di Aiden Graves è sempre stato un impiego temporaneo. Lei ha altri piani per il futuro, ha delle ambizioni, e di certo non comprendono il ruolo di fatina personale di una star del football. E allora perché quando Aiden si presenta alla sua porta, pregandola di ripensarci, Vanessa esita? Per due anni, l’uomo che le televisioni chiamano “il muro di Winnipeg” è stato il suo incubo: neanche un buongiorno al mattino, o un sorriso il giorno del suo compleanno. Era talmente concentrato sullo sport che sembrava non accorgersi nemmeno di chi o cosa lo circondasse. Cos’è cambiato, allora? Quello che Aiden chiede, per Vanessa è semplicemente incomprensibile. Dopo il modo in cui è stata trattata, lei desidera solo dedicarsi alla sua vera passione, il design, e lasciarsi alle spalle l’indifferenza. La perseveranza di Aidan sarà in grado di farle cambiare idea? In questo genere di partite, segnare un punto richiede pazienza, gioco di squadra e una buona dose di determinazione.


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Questo è il secondo libro che leggo di Mariana Zapata - e non è andata affatto male. Certo, non è From Lukov With Love (aka Non so perché ti amo), ma è comunque un libro che ho divorato in due giorni e mezzo. 

Vanessa Mazur ha lavorato per due anni come assistente di Aiden Graves, uno dei giocatori di football più famosi della NFL. All'inizio, quando l'hanno assunta, non sapeva neanche lui chi fosse ma la paga era così buona da poter smettere di fare tre lavori e finalmente poter risparmiare abbastanza da mettersi in proprio come graphic designer. E l'obiettivo l'ha raggiunto da qualche mese e da sola, rimboccandosi le maniche a dispetto della sua travagliata storia famigliare, eppure ancora esita a comunicare ad Aiden che intende dare le dimissioni. 

Questo perché, nonostante abbia sempre nutrito una grande ammirazione per la sua etica lavorativa e abbia provato spesso a diventare sua amica visto tutto il tempo trascorso insieme e a cucinare e tenere pulita la casa per lui, Aiden non vede e non sente nulla oltre al football - non ha nemmeno mai risposto ai suoi saluti quando lei gli dava il buongiorno al mattino e ultimamente, seppure comprensibilmente di malumore in seguito ad un infortunio che avrebbe potuto stroncargli la carriera, si è messo pure a trattarla male in pubblico. E Vanessa decide quindi che ne ha abbastanza di dimostrare lealtà a qualcuno che manco si accorgerebbe della sua assenza nelle sue giornate. 

Ma com'è che si dice? Non ti rendi conto di quello che avevi finché non lo perdi. 
Ed è così che dopo un po' Aiden si presenta alla sua porta, insistente oltre ogni limite di umana decenza perché abituato a sentirsi dire sempre di sì, chiedendo a Vanessa un favore perché stavolta ha davvero bisogno di lei. 
Vanessa non ha nessuna intenzione di tornare a lavorare per lui e non ha nemmeno intenzione di aiutarlo in quello che le chiede, ma ciò che Aiden le offre in cambio è così allettante che persino la sua morale e la sua coscienza pensano di andare a farsi un giro. 

Il punto è: Vanessa sarà capace di perdonarlo abbastanza per aver ferito i suoi sentimenti e prendersi un impegno che vale ben più di una partita di football e qualche pasto?


Non vi dirò cosa chiede Aiden a Vanessa perché non voglio fare spoiler, ma vi darò un indizio: assomiglia a quello che c'era nell'ultimo libro che ho letto e recensito, solo che qui è gestito molto meglio. 

Intanto Vanessa e Aiden si conoscono già da due anni - o meglio, è Vanessa che lo conosce, che conosce i suoi gusti e ha imparato a leggere il suo linguaggio del corpo e le espressioni per valutarne le reazioni e le emozioni. Dopotutto due anni da assistente che prevedono uno stretto contatto in casa e in trasferta portano a questo. Il punto è che Vanessa ritiene che non sarà credibile visto che Aiden ha sempre dimostrato di non accorgersi mai di nulla o di chi lo circonda - probabilmente non sa nemmeno quanti anni ha Vanessa e quando li compie. 

C'è tanto slow burn in questo libro perché dopo tutti gli scontri e l'esasperazione provata da Vanessa quando Aiden insiste ed insiste e sembra proprio non voler capire il concetto di quando Vanessa non vuole parlare di qualcosa, Aiden pian piano comincia ad interessarsi della sua vita, della sua famiglia e del suo lavoro. Inspiegabilmente Vanessa si ritrova a trascorrere più tempi adesso con Aiden - davvero in sua compagnia - di quanto non abbia mai fatto nei due anni precedenti. 

Mi è piaciuto questo libro, ma non ai livelli di From Lukov With Love.
Lo slow burn mi piace - e probabilmente è proprio quello che mi fa divorare un libro del genere: l'ansia e quella piccola palla di angst che si forma nello stomaco quando non vedi l'ora che finalmente qualcosa accada - ma le interazioni di Vanessa e Aiden sono più calme e più serie (dati anche i trascorsi famigliari di entrambi) di quelle che avevano Jasmine e Ivan, dove invece volavano insulti e frecciate con più leggerezza. 
Le loro interazioni sono più "blande", non ci sono le scintille di chimica che volano - e Aiden non si sbilancia quasi mai, resta davvero stoico di fronte a tutto ed è davvero degno del suo soprannome. È solo dopo che Vanessa gli fa notare quanto sia sempre apparso freddo, indifferente e menefreghista che allora Aiden si sforza di migliorare le sue capacità relazionali e comunicative, ma non mi sono mai innamorata di lui come mi era invece successo con Ivan sebbene abbia avuto anche lui i suoi momenti.
Mi sono sentita meno coinvolta emotivamente con Vanessa e Aiden di quanto mi sia sentita con Jasmine e Ivan - sebbene anche con Vanessa abbia avuto alcuni aspetti caratteriali in comune.

Tutti i riferimenti poi ai muscoli di Aiden dopo un po' - pochissimo, a dire il vero - hanno cominciato a stancarmi. Va bene che tutta la popolazione femminile - Vanessa compresa - sbava su quanto è alto, grosso, muscoloso, bellissimo e via di questo passo, ma dopo un po' anche basta. Dopo un po' non ne potevo più di tutte le singole volte in cui Vanessa aveva a che fare con Aiden e immancabilmente ne evidenziava una parte del corpo. 

Ma mi è piaciuta la tenacia di Vanessa nel voler raggiungere i suoi obiettivi e il fatto che non abbia perdonato subito Aiden (avete davanti una che porta rancore a vita), ho ammirato la concentrazione di Aiden in qualunque cosa faccia e decida di metterci tempo e tutto se stesso, ma soprattutto ho adorato l'amicizia tra Vanessa e Zac (il coinquilino e compagno di squadra di Aiden) - lui è veramente una simpatica canaglia di cui non mi dispiacerebbe leggere in futuro se la Zapata dovesse mai scriverci sopra un libro. 

Le sue pecche - oltre al fatto che tutta l'oggettificazione fisica e sessuale di Aiden fa presto a stancare - sono che dopo tutto lo slow burn che fino al 95% ti fa sudare ogni singolo "eddai, muovetevi!", il finale vero e proprio e l'epilogo dopo sono un po' (troppo) affrettati e che, come era stato per Ivan, la mancanza del punto di vista maschile si fa notare e ha un suo peso perché sentire parte della storia dal punto di vista di Aiden (e non stando sempre quindi nella testa di Vanessa) avrebbe giovato. 

Resta comunque un libro molto godibile a dispetto di quelli che io ho visto come difetti.

venerdì 17 aprile 2020

Singing the Book #18

Vi direi che non importa se questo è l'ennesimo venerdì 17 nella storia del mondo perché è l'intero 2020 ad essere sfigato sin dalla sua entrata in scena dopo che il 2019 ha levato le tende... ma preferisco cantarci sopra.

Singing the Book è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro (e racconto) libri il cui titolo è lo stesso - o con qualche piccola variante - di canzoni che amo oppure ho amato e che potrebbero o non potrebbero c'entrare affatto con la trama.

Siamo al diciottesimo appuntamento e oggi parliamo come al solito di abbinamenti che mi sono capitati per caso tra le mani.

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A Minute to Midnight di David Baldacci / Five Minutes to Midnight dei Boys Like Girls

Conosco l'autore più che altro di fama e non perché io abbia mai letto nulla di suo - però avevo visto la brevissima serie televisiva che era stata tratta da una serie dei suoi libri, King & Maxwell. Mi ero sempre detta che prima o poi avrei letto qualcosa di suo, ma sapete come siamo noi lettori: c'è sempre qualcos'altro che viene prima e comunque al momento non ho voglia di impelagarmi in altre serie. Però quando ho visto comparire questo libro nella newsletter di Bookbub, il suo titolo mi ha subito fatto venire in mente la canzone dei Boys Like Girls - era abbastanza scontato, non è vero? Dopotutto quello è anche uno dei primi singoli che io abbia mai sentito della band e appartiene al loro primo album - quello che ha dato il via a tutto. Ma non hanno niente in comune: se conoscete Baldacci, sapete che scrive polizieschi e invece la canzone dei Boys Like Girls mi fa immediatamente tornare adolescente desiderando una di quelle serate che speravi non finissero mai. 




Someone to Love di Melissa De La Cruz / Someone You Loved degli Our Last Night feat. I See Stars, The Word Alive & Ashland - Someone You Loved (Lewis Capaldi cover)

Non ho mai letto libri di questa autrice, anche se alcuni li ho visti spesso comparire su Goodreads e in giro per alcuni post sui blog oppure Instagram - soprattutto quelli che credo siano una sorta di retelling di Hamilton. Questo però il primo suo libro che abbia mai attirato la mia attenzione, un po' a causa dei colori e delle sfumature della cover - che adoro - e un po' perché la trama rientra effettivamente nelle mie corde visto che si tratta di un contemporary young adult e che vede una protagonista alle prese con la bulimia. Per quanto riguarda la canzone... bella l'originale eh, per carità, ma ormai dovreste sapere che amo le cover fatte dagli Our Last Night ancora di più e questa è decisamente una delle mie preferite tra quelle che abbiano mai realizzato. E poi ha portato alla mia attenzione il cantante degli I See Stars e quella canzone - New Demons - che amo. E sebbene come titoli si assomiglino, il libro sembra parlare più che altro di amore verso se stessi e invece la canzone parla di una storia finita. 




Catalyst di Rachel Grant / The Catalyst dei Linkin Park

Secondo i generi che gli sono stati attribuiti su Goodreads, questo libro ha a che fare sia con la componente romantica che con la guerra - ma è il secondo di una serie e comunque non lo conosco. Ciò che conosco invece è la canzone, perché sebbene appartenga ad anni in cui mi ero allontanata da loro - chi mi conosce sa che ascoltare i Linkin Park mi fa veramente male al cuore a causa di quello che riporta alla mia mente - li ho sempre ammirati e questa è una di quelle canzoni che mi sono sempre piaciute in particolar modo; paradossalmente però libro e canzone potrebbero persino andare d'accordo se dovessi assecondare alcune sfumature. E siccome la morte di Chester Bennington è ancora un tasto veramente doloroso, non posso non segnalare anche la versione cantata da Deryck Whibley dei Sum 41 in occasione del concerto di beneficienza organizzato per commemorare Chester qualche mese dopo la sua morte. 




Remember Me di D.E. White / Remember di Seinabo Sey

Come suggerisce la cover, questo libro è un thriller. E adoro quella sfumatura di giallo - quando ero alle elementari era il mio colore preferito e molti anni più tardi (potrei essere stata ben oltre i vent'anni - ho detto potrei, eh!) ho detto a mia madre che avrei voluto un cappotto di quel colore perché l'attrice che interpretava Paige in Royal Pains ce l'aveva uguale. Lei mi ha risposto che sarei sembrata una caramella al limone - ma sto divagando. Il punto è che quando questo libro è comparso nella newsletter di Bookbub ero in piena fissa per Skam France e siccome ci sono puntate che so a memoria - come scene, perché come lingua francese ho dimenticato quasi tutto quello imparato alle medie e per questo ringraziate pure la mia professoressa di terza media che me l'ha fatto odiare quando fino all'anno prima mi piaceva tantissimo - il suo titolo mi ha fatto subito venire in mente una canzone (che, anche se non mi piace particolarmente, mi è comunque rimasta in testa per giorni) che si sente nella terza stagione. Libro e canzone non hanno nulla in comune. 




Lovestruck: Crazy in Love di Lane Hart / Love Struck dei V Factory

Non so cosa abbia solleticato nella mia mente questo libro - che credo sia un new adult ambientato in un college con una protagonista che si fa consigliare pozioni per trovare l'anima gemella, ma non chiedete me perché sono scettica quanto voi - ma mi ero persino scordata della canzone dei V Factory che dal 2009 milita in una cartella del mio computer. O forse anche da prima? Insomma, questo è il mio terzo computer e proprio non mi ricordo come ho conosciuto questa canzone. Un film? MySpace? Consigli di altre band? Salto di una canzone all'altra su YouTube? Ascolto di qualunque cosa mi capitasse a tiro in qualunque luogo? Proprio non lo so - e poi non assomiglia neanche lontanamente al genere stracolmo di screamo che ero solita ascoltare in quegli anni. Cioè, qui siamo in pieno stile Backstreet Boys e di sicuro non ascoltavo quel genere in quel periodo - resterà un mistero, almeno a quando non inventeranno davvero un Pensatoio.* In tutto questo però, incredibilmente, la canzone potrebbe pure starci con il libro. 



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Oggi sono tornata ai soliti e classici cinque abbinamenti invece dei tre della volta scorsa. Conoscete qualcuno di questi libri - non credo, ma non offendetevi perché non li conosco manco io visto che non li ho letti - o di queste canzoni? Vi ispita qualcosa? Scrivetemi tutto nei commenti e noi ci vediamo il prossimo mese con questa rubrica!


* Buona la prima, ho risolto il mistero - forse.  
Una breve ricerca sul caro vecchio Google e i commenti sotto al video mi hanno informata del fatto che il lead singer dei V Factory era Asher Moore. Direte voi: e chi è? Un cantante/cantautore, attore e ballerino. Google quindi mi ha anche informata che nella sua filmografia è compreso il film Fame - Saranno Famosi del 2009 e siccome io sono un'appassionata dei vari Step Up e compagnia bella in cui si balla e si canta, è assai probabile che se la canzone non era direttamente nel film (e la tracklist della colonna sonora mi dice di no) sia comunque collegata ad esso. Ah, ora la mia mente si sente in pace con se stessa. No, perché non mi spiegavo dove fossi andata a pescarla una canzone così lontana da me visto cosa ascoltavo in quegli anni.