giovedì 14 dicembre 2017

[Recensione] "Weltanschauung" di Vikki Patis

Ammetto che ero alquanto indecisa in merito a questa recensione e pensavo che l'avrei scritta solo su Goodreads e che qui l'avrei inserita in un nuovo appuntamento della rubrica BRT: Breve Riassunto della Trama
Alla fine ho pensato che in fondo ho scritto recensioni sul blog anche per libri più piccini di questo e che mi andava di farvi conoscere queste storie. 


Titolo: Weltanschauung
Autrice: Vikki Patis
Data di uscita: 5 novembre 2016
Pagine: 156 (copertina flessibile)
Editore: CreateSpace
Link Amazon: http://amzn.to/2jgTCF0

Trama [tradotta da me]: Il Messaggero, il tipo strambo, la gemella rimasta… Weltanschauung cerca di aprire i tuoi occhi a storie diverse ambientate in mondi diversi e in tempi diversi, ma sempre con in mente lo stesso scopo: farti mettere in discussione la tua visione del mondo.
Questa raccolta di storie brevi attraversa i generi, introduce una certa varietà di personaggi e accende una luce su alcune delle nostre paure più profonde.
Sfida le tue percezioni.


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Questo libro è stato la mia ultima vincita su Goodreads e, a dispetto del titolo tedesco, è scritto in inglese. Weltanschauung è proprio una parola tedesca e io che non l'ho mai studiato, mi fido di chi su Goodreads dice che significa proprio "visione del mondo". 

Weltanschauung è una raccolta di cinque storie, tutte dal sapore vagamente inquietante e in alcuni casi anche horror e forse sovrannaturale. Protagonisti sono personaggi... normali, personaggi che seguono tutti bene o male la stessa routine fino a quando quel senso di tranquillità comincia a tremare - fino a quando la loro realtà comincia a sfaldarsi e non lo possono più ignorare, fino a quando le ombre e il macabro si rendono manifesti. 

Sono tutte storie che affrontano il tema della morte, della perdita, della malattia mentale con alcuni accenni di psicologia - tutti temi "oscuri" che però hanno lo scopo di farvi guardare il mondo da una prospettiva diversa. Così come i personaggi sono costretti a staccarsi dalla loro routine e a prendere in considerazione una diversa visione delle cose, così il lettore li accompagna nel loro percorso. 


Zombie

Zombie è la prima storia del libro, con protagonista il tenente Walker rimasto solo dopo che una parte del suo plotone è stata uccisa da un ordigno IED e l'altra parte dai nemici che li attaccavano mentre erano feriti. Accoltellato e convinto lui stesso di essere arrivato al suo ultimo respiro, Walker si risveglia da solo senza traccia dei corpi dei suoi compagni. Trova un rifugio e cerca di sopravvivere come può, ma è difficile visto che quando cala il sole i demoni prendono forma - ombre apparentemente incorporee che sono in grado di picchiarlo, farlo sanguinare e che cercano di ucciderlo.
Il twist finale non lo vedrete arrivare. 


Only If

Only If racconta di Ivy, una ragazza che un anno fa ha perso la sorella gemella e ancora non riesce a farsene una ragione. La madre sembra cominciare ad andare avanti con la sua vita, ma Ivy - anche emarginata da quelle che una volta erano sue amiche - ha gli incubi ed è tormentata dai ricordi di quella notte d'estate e da quella promessa fatta a Freja. Da quella mano che ha lasciato andare. 
Non smettere di credere. Ma che succede quando lo fai?


Grave Oversight
 
Grave Oversight è la più spaventosa delle cinque storie e vi raccomando di non leggerla di notte. Questa racconta di Simon, casellante dell'autostrada e proprietario di una vita buia in una casa che diventa sempre più opprimente - una casa nella quale non entra più la luce da quando lui e sua moglie Jade sono stati colpiti da una tragedia e già prima di conoscerlo, Jade non aveva avuto una vita facile. Ad un certo punto Simon non riesce più a stare in casa, ha il terrore di tornare perché la puzza di morte ormai è ovunque - però non ha scelta. C'era qualcosa che avrebbe potuto fare prima? 
La pelle d'oca nel finale non ve la leverà nessuno.  


Harbinger

Harbinger è stata una delle mie storie preferite e già dal titolo sapevo di cosa avrebbe parlato perché avendo visto tutta la serie di Teen Wolf, la figura di questo Messaggero della Morte ce l'avevo ben presente. 
E Zoe, la protagonista, è proprio una di loro - una ragazza con un dono, un dono che suo padre le ha sempre detto di tenere nascosto: Zoe può percepire e vedere quando una persona sta per morire. 
Quello di Zoe è un mondo in cui gli Harbinger sono noti e se trovati a girare da soli, possono anche venire attaccati oppure uccisi perché è convinzione della gente che siano loro a portare la morte invece di limitarsi a prevederla. 
Così Zoe, seguendo i consigli di suo padre, cerca di mimetizzarsi tra la gente normale e allo stesso tempo di dare un senso al suo dono - ma questa vita solitaria è davvero tutto ciò che l'aspetta?


Bane

Bane è stata la mia preferita - e anche quella più lunga che si presterebbe davvero bene a diventare un libro intero. Bane ha un sapore distopico, quasi apocalittico, in cui la noiosa routine casa-lavoro di Rachel viene mandata a monte dalla notizia di un virus che sta decimando la popolazione - un virus di cui non si sa l'origine, di cui non si conosce il modo di contagio, per il quale non c'è ancora una cura e che viene chiamato Red Mist. Rachel, dapprima controvoglia, prenderà le redini dell'ufficio quando i suoi colleghi inizieranno ad ammalarsi e la sua voglia di aiutare verrà notata da Lucy - una donna misteriosa che parla a nome di una potente organizzazione e che coinvolge Lucy nella sua missione di trovare i viveri rimasti e le persone non ancora infette.
Rachel si butta nell'impresa, ma avrà gli occhi bene aperti? 

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L'ultima in particolare credo sia la storia che più fa riflettere, che più spinge il lettore ad avere una visione diversa del mondo che lo circonda.
In tutte le storie c'è questo senso di disagio che cresce fino al punto in cui si arriva a sfogliare le pagine sempre più fretta per scoprire che aspetto ha l'oscurità - e poi è scritto in maniera scorrevole e semplice, si legge che è un piacere. 

mercoledì 13 dicembre 2017

WWW.. Wednesday! #78

Buongiorno, lettori!
Mi sembra passata una vita dall'ultimo WWW Wednesday, forse perché la mia ultima lettura ha avuto un po' il peso di una palla al piede. E invece sono passati solamente sette giorni - e no, ok, questa frase mi ricorda decisamente brutte cose. Cose che se a voi non si è bloccata la crescita come alla sottoscritta dopo aver visto The Ring, allora non potete proprio capire. 
 
Ma lasciamo da parte queste cose terribili che ancora mi fanno venire gli incubi e andiamo a vedere com'è stata e come sarà la mia settimana.  



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho letto solo Il Rosso e il Nero di Stendhal - e no, il fatto che io ci abbia messo solo una settimana ha un che di miracoloso. Quasi temevo che me lo sarei tenuto per tutto dicembre, pranzi e cenoni compresi - invece no, grazie al cielo. Questo di Stendhal è un classico "serio", uno di quelli che andrebbero letti a scuola quando si studia quel determinato periodo storico e c'è qualcuno che nel caso può spiegartelo - e se è un po' che avete studiato la Restaurazione, un bel ripasso vi serve. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Avrei potuto iniziare ieri Weltanschauung di Vikki Patis, ma poi ho passato il pomeriggio presa da acquisti di Natale e compleanni - già, perché ho la bellezza di due amiche che compiono gli anni nella seconda metà di dicembre e quindi per loro doppio regalo da procurarsi in una volta sola. E poi mi serviva almeno un giorno per riposare il cervello dopo Stendhal, no? 
La verità è che, da quanto promette la trama e da quelle recensioni che ho letto su Goodreads, questi sembrano essere cinque racconti inquietanti sicuramente e forse anche paurosi - io di sicuro non me la sono sentita di iniziare a leggere senza la luce del giorno e le persiane alzate! 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Ho sempre Love, Care and Share di Tom Herstad, che mi è stato mandato dal suo autore in digitale un paio di settimane fa. 
Dopodiché mi dedicherò a The Twelve Days of Dash & Lily di Rachel Cohn & David Levithan - sequel di Come si scrive ti amo che avevo letto a marzo (recensione).

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Benissimo, eccoci giunti alla fine di questo WWW! 
Credo proprio che d'ora in poi procederò spedita nella lettura, ma ditemi un po' come sono state le vostre invece! Scrivetemele nei commenti oppure lasciatemi il link al vostro post e appena mi sarà possibile verrò a farvi visita! 
Ah, e chi è impaziente per Star Wars - Gli ultimi Jedi? Io, io, io, io, io! *-*
Cheers! :)

martedì 12 dicembre 2017

[Recensione] "Il Rosso e il Nero" di Stendhal

Eccoci qui, esattamente una settimana dopo l'inizio di questa lettura, giunti al momento di una recensione che spero sarà comprensibile.


Titolo: Il Rosso e il Nero
Titolo originale: Le Rouge et le Noir
Autore: Stendhal
Data di uscita: 14 maggio 2013
Data di uscita originale: 1830
Pagine: 576 (copertina flessibile)
Editore: Feltrinelli

Link Amazon: http://amzn.to/2Bl8OaH

Trama: La bruciante e tragica ascesa di Julien Sorel, giovane avventuroso, romantico e calcolatore, nella Francia della Restaurazione. Il protagonista del più celebre romanzo dello scrittore francese sfida se stesso e la società che vorrebbe conquistare: i suoi amori travolgenti e la sua arida sete di dominio, che di volta in volta gli consentono di affermarsi e lo portano alla distruzione, sono i segni distintivi di una letteratura che è riuscita a misurarsi con le più profonde e misteriose contraddizioni del cuore umano.


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Premessa: non so recensire i classici. 
Forse sono troppo moderna, forse non mi so immedesimare abbastanza come suggerisce io debba fare mia madre - non lo so. 
Comunque ci provo. 

Prima di cominciare con la recensione vera e propria, mi sento di dire una cosa: credo ci siano romanzi - classici - che debbano essere letti in determinate circostanze e in determinati periodi. 
Non ho letto poi così tanti classici da poter definire questa mia ultima frase un dogma, ma se c'è un classico che me l'ha fatto pensare è proprio Il Rosso e il Nero.

Il paragone con Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen e Cime Tempestose di Emily Brontë mi è saltato subito alla mente: la Austen critica la società inglese e ho detestato con tutto il mio cuore Catherine e Heathcliff, ma non ho mai faticato tanto come nel leggere l'opera di Stendhal. 

Il punto è che, per quanto forse l'avrei odiato a sedici o diciassette anni, Il Rosso e il Nero è un libro che andrebbe letto a scuola nel momento in cui si studia il periodo storico della Restaurazione. E invece, anche se si ha la fortuna di trovare nella stessa persona l'insegnante di storia e di italiano, le cose non vanno mai di pari passo oppure non sono previste dal programma. 
Il problema è che noi studiamo sì la Rivouzione Francese, Napoleone e la sua caduta (Il cinque maggio di Manzoni tornerà a tormentarmi per il resto della mia vita, ma quella è un'altra storia per un'altra volta), ma da quel momento in poi inevitabilmente passiamo alle ripercussioni in territorio italiano - e non ricordo moltissimo di quando ho studiato la Restaurazione, ma sono piuttosto sicura di averne studiato le conseguenze italiane. 
Stesso discorso vale per la letteratura: essendo italiani, studiamo la letteratura italiana. E non dico che sia un male, lungi da me farlo - e solo il cielo sa quanto io sia ignorante in questa materia per colpa di anni di insegnamenti ridotti all'osso e continui ritardi sul programma nel corso di tutto il liceo - però, parlando per esperienza personale, anche fissarsi due anni sui Promessi Sposi e i restanti tre sulla Divina Commedia mi pare eccessivo, soprattutto se a discapito di classici che hanno una profonda radice storica e politica come Il Rosso e il Nero.

Detto questo, ho lottato tantissimo leggendo Il Rosso e il Nero proprio perché a 28 anni non ricordo quasi nulla della Restaurazione e il clima politico in Francia di quell'epoca risulta parecchio ostico tra giacobini, liberali e ultra - e l'odio così sfrenato per Napoleone dei francesi per motivi monetari e di immagine risulta estraneo. 


Il Rosso e il Nero si apre a Verrières, paese della provincia francese. 
Julien Sorel, di diciannove anni e figlio di un carpentiere, viene assunto come precettore dei figli del sindaco - figura che a Verrières è pari a quella di un monarca. 
Julien è un ragazzo che ha sempre avuto grandi ambizioni militari e come modello Napoleone, ma nato nel periodo sbagliato perché nel 1830 quello di Napoleone è il nome più odiato di Francia. Julien è anche per sua stessa ammissione un ipocrita perché in nome di queste ambizioni che gli bruciano dentro, passa dal rosso della carriera militare al nero della tonaca ecclesiastica - unica via per fare carriera e ottenere vantaggi economici. Ed è proprio grazie alla sua memoria, alla sua ipocrisia e ai suoi studi teologici di una fede in cui non crede minimamente che entra in casa del sindaco e che con orgoglio, presunzione e anche tanta ingenuità comincia la sua scalata sociale. 

Julien è dotato di un orgoglio che gli fa vedere tutti come nemici, dal sindaco ai seminaristi che incontrerà dopo fino ai nobili dei salotti parigini. Cerca di farsi furbo ma proprio a causa della sua ingenuità cade spesso in contraddizione perché quello che pensa è in realtà molto diverso da quello che dovrebbe fare, rimane spesso accecato dalle apparenze e non importa quanto cerchi di scrollarsi di dosso i panni di "provinciale", con sua grande irritazione tutti lo giudicano sempre per meno di quello che è. 
Nella provincia contano i soldi, ma lui è troppo povero; a Parigi si dà più importanza ai titoli nobiliari che ai soldi, ma nonostante tutto il suo impegno e il riconoscimento altrui dei suoi meriti e del suo "grande cuore" e senso dell'onore rispetto a molta altra gente, lui sarà sempre di una casta troppo bassa. 

Basato su un fatto di cronaca realmente accaduto, indubbiamente Il Rosso e il Nero è un grande romanzo di ambientazione storica e politica. 
L'ipocrisia non è solamente quella di Julien, nessuno ne è esente nel libro: gente corrotta, lo stesso clero che trama con il governo per nomine sempre più altisonanti e sempre più soldi e sempre più ricchezze, alleanze politiche che cambiano a seconda di quello che più conviene e tanto, ma tanto orgoglio. Quella di Stendhal è una forte critica sociale, una forte critica della società francese del diciannovesimo secolo - una Francia che aspirava a tornare alla monarchia di un tempo, che voleva cancellare Napoleone come se non fosse mai esistito e che lo malediva, che temeva le rivolte popolari, che vedeva l'arrivo e l'instaurarsi di una Repubblica come il più grande male possibile perché avrebbe significato la perdita dei titoli nobiliari e di tutti i vantaggi del clero. Una Francia in cui, se hai la sfortuna di nascere povero e senza titoli, tutti cercheranno di impedirti di alzare il tuo status sociale perché la macchina del gioverno e del clero è troppo forte.
Il Rosso e il Nero è anche un romanzo psicologico, se così vogliamo dire: siamo sempre con Julien nella sua testa e con i suoi pensieri - sempre a conoscenza delle sue ambizioni, dei suoi tormenti, di quel dovere che sente anche quando dovrebbe trattarsi di amore perché per lui ogni cosa è una battaglia, un pegno da conquistare - e vediamo poi quello che alla fine diventa amore straziante per Madame de Rênal e Mathilde. 

Il mio problema - oltre che con il periodo storico e politico che ad un francese o anche solo ad un appassionato di storia sembrerà semplicissimo, ma che per me che l'ho studiato più di dieci anni fa è stato estremamente difficile - è stato con la narrazione. 
Nella postfazione, la scrittura di Stendhal viene definita "rapida e tagliente". 
Ora, forse perché io sono sempre stata quella con il dono della sintesi - e okay, vedo già le vostre espressioni sconcertate, ma come, tu che scrivi recensioni chilometriche? - e non ero solita perdermi in dettagli, ho trovato la narrazione davvero lenta e a tratti prolissa e troppo descrittiva. Proprio perché siamo nella mente di Julien, assistiamo a tutti i suoi monologhi interiori e filosofici - e basta però ad un certo punto! 
Vero è che questi monologhi portano alla fine Julien a spogliarsi delle sue ipocrisie e a chiedersi per cosa valga davvero la pena vivere, a fargli ricordare con tenerezza momenti semplici che all'epoca aveva sminuito e macchiato con la sua ambizione e voglia di essere altrove - ma tutto questo, e la poca azione del romanzo, avvengono solo nell'ultimo centinaio di pagine. 

Il Rosso e il Nero è indubbiamente un grande romanzo storico e politico, non è difficile capire perché sia diventato un classico.
Però di certo quella de Il Rosso e il Nero non è una lettura facile: armatevi di pazienza perché forse avrete voglia di lanciare il libro fuori dalla finestra ogni tanto e magari fatevi anche un ripasso di storia prima. 



Note sciocche: 
In un momento di sclero nel quale non ne potevo più di Julien e di tutti i suoi voli pindarici, ho letto a mia madre uno stralcio in cui il nostro Sorel per ripararsi dalla pioggia mentre era fuori - a passeggio o per una commissione del marchese, ora non ricordo - entra in un café e qui si offende a morte perché uno sconosciuto lo guarda. Da qui ad attaccar briga per non lasciare impunito l'insulto al dare dell'individuo spregevole al tizio fino a chiedergli l'indirizzo per un duello all'alba, il passo è breve - quando vi dicevo che l'orgoglio di Julien non gli permetteva di accettare di essere inferiore a nessuno, non lo dicevo mica tanto per dire. 
Comunque, il dialogo poi tra me e mia madre è stato questo - in cui racconto una breve scena, ma non a mio parere non è nulla di spoiler. Soprattutto visto che si tratta del riassunto estremamente condensato di dieci pagine sulla bellezza di 544 - se però avete paura e/o non volete sapere, non proseguite.

Madre: E si è offeso perché questo gli ha dato uno sguardo? 
Io: Eh, già. E poi non contento chiama questo tizio con cui tira di scherma per fargli da padrino al duello e si presenta all'indirizzo del biglietto da visita che il tizio gli ha gettato in faccia e una volta lì scopre che il padrone di casa non è quello con cui ha litigato. Scopre che però il tizio con cui ha litigato è il cocchiere del padrone di casa e lo picchia, allora il padrone di casa che nel frattempo ha sentito la rissa scende e dice che ora ci sono i presupposti per un duello. E Julien si becca una pallottola in un braccio in tipo tre secondi. Cioè, Julien, ma datti una calmata! 
Madre: Ah, io stavo per dire "Julien, ma datti fuoco!". 

Fine. 

lunedì 11 dicembre 2017

What's on my bedside table? #35 | "Il Rosso e il Nero" di Stendhal

In questo freddissimo, grigio e piovoso lunedì di dicembre vi aggiorno sulla mia attuale situazione libresca. Situazione che è drammaticamente sempre la stessa visto che sono ancora alle prese con lo stesso libro da una settimana. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Il Rosso e il Nero" di Stendhal
Un classico della letteratura che però forse andrebbe letto in determinate circostanze - poi vi spiegherò il perché.


SONO A... 
Pagina 404. Mi mancano esattamente 140 pagine e... che fatica. Prenderei a mazzate tutti quanti - cioè, non ce n'è uno che mi sembri sano di mente. Con un po' di fortuna oggi riuscirò a finirlo e domani arriverà la recensione.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... me l'ha prestato la mia vicina di casa ancora a fine settembre/ottobre in modo che lo leggessi prima io in quanto lei in quel periodo non aveva tempo, per restituirglielo poi a Natale dicendole com'è.

sabato 9 dicembre 2017

[Book Tag] The Joy of Christmas

Mentre io arranco con Il Rosso e il Nero di Stendhal - perché sì, sto decisamente arrancando, non ho altre parole per descrivere il mio rapporto con questo libro - ho pensato di tenervi compagnia con un booktag che ho trovato giusto ieri sul blog La collezionista di parole e che a sua volta deriva dalla booktuber Sam's nonsense

Così, per non lasciarvi troppo soli mentre il mio cervello fatica nella Francia del 1830. 


The Joy of Christmas


1. ASPETTATIVA
L'eccitazione natalizia è palpabile. Quale uscita aspetti di più?


Non ha ancora un titolo, non ha ancora una copertina, non ha ancora una data di pubblicazione e sto pregando in tutte le lingue possibili che esca nel 2018.
Sto parlando nel nuovo libro di Courtney Summers - di cui ho già iniziato a fangirlare come un'invasata in questo post. Ho bisogno di questo libro tipo... ieri.


2. CANZONI E CAROLE NATALIZIE
Di quale libro o autore non puoi non cantare le lodi?


Non starò a fare la lista dei libri, altrimenti stiamo qui fino a domani. 


3. CASETTE DI PAN DI ZENZERO
Quale libro o serie ha un meraviglioso world-building?


Dunque, premesso che io leggo per la maggior parte standalone contemporanei, devo ammettere che sono alquanto ignorante in questa materia. Quindi, per non finire a citare sempre i soliti - ovvero Harry Potter e Red Rising - vado sulla fiducia viste le meraviglie che ne ho letto e dico Wolf di Ryan Graudin. Giuro che in questo 2018 che viene lo leggerò, parola. 


4. CANTO DI NATALE
Il classico preferito o uno che vorresti leggere


Qui sono costretta a ripetermi, mi dispiace - Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.
Ma per non fare quella che inserisce sempre gli stessi titoli, cambio la "o" con una "e" e aggiungo il prossimo classico che vorrei leggere: Jane Eyre di Charlotte Brontë.


5. DOLCI DI NATALE
Che libro vorresti ricevere per Natale?


Ahem, tecnicamente so già quali libri riceverò in regalo dai miei genitori - diamine, mi sono fatta io l'ordine con l'account di mio padre!
Dal momento che però - come forse saprete - io e le mie amiche abbiamo l'abitudine di fare le liste e poi scambiarcele, sopra potete vedere alcune delle opzioni che ho dato loro tra le quali poter scegliere. 


6. CANDELE ALLA FINESTRA
Che libro ti da una sensazione calda e accogliente?


Poteva forse non essere Harry Potter di J.K. Rowling?


7. ALBERI DI NATALE E DECORAZIONI
Quali sono alcune delle tue copertine preferite?


Tre libri che ho già letto: Sorta Like a Rock Star di Matthew Quick, Sweethearts di Sara Zarr e Noi siamo grandi coma la vita di Ava Dellaira
Tre libri che leggerò prossimamente: What Light di Jay Asher, I Was Here di Gayle Forman, I'll Meet You There di Heather Demetrios


8. LA GIOIA DEL NATALE
Quali sono le tue cose preferite del Natale e/o i tuoi ricordi più belli?

Beh, ricordo l'ansia e l'eccitazione di quando ero una bambina e aspettavo Babbo Natale - la tensione della sera del 24 dicembre mentre guardavo la televisione in divano con i miei genitori e le lucine dell'albero illuminate e come scendevo di corsa le scale la mattina del 25 dicembre e perlustravo tutto il salotto alla ricerca dei regali nascosti. 
Ricordo i sorrisi dei miei genitori e tutti i pranzi dai nonni paterni - perché quelli materni già li vedevo tutti i giorni. 
Ricordo l'atmosfera e il profumo dell'aria che con l'età adulta ho quasi smesso di sentire. 
Ricordo la mia prima Barbie a 6/7 anni e ricordo quanto sono sempre stata curiosa e molesta nel voler sapere cosa avrei ricevuto una volta saputo che Babbo Natale non esisteva - non parliamo poi di quando ribaltavo mezza casa e a 28 anni ancora non so dove mia madre nasconda i regali. 
E a proposito di questo, il mio ricordo più bello - ma che all'epoca fu terribilmente drammatico - è il modo in cui ho scoperto che Babbo Natale non esisteva: rovistando un pomeriggio nel cassetto in cucina alla ricerca di un pezzo di carta (non ricordo a cosa mi servisse, forse per la malacopia di un qualche compito scolastico), in mezzo a tutti i fogli possibili e immaginabili trovai la lista della spesa e girandola scoprii che dietro c'era scritto qualcosa in penna rossa. 
Con la mia calligrafia. 
Era la mia letterina a Babbo Natale. 
Era la mia letterina a Babbo Natale e mia madre l'aveva tagliata e "riciclata" per scriverci dietro la lista della spesa. 
Urla, lacrime, sgomento - oggi ci ridiamo su, ma all'epoca dei miei forse nove anni fu un vero e proprio trauma.  

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Il booktag si conclude qui! 
Ieri avete fatto l'albero? Io quest'anno sento più atmosfera natalizia del solito e l'albero l'ho fatto pure io - che, per tutta una serie di motivi che non è il caso di spiegare qui, non facevo da quindici anni. 
Il tempo stringe, ma se vi va di fare il tag verrò a sbirciare volentieri le vostre risposte! :)

Detto questo, mi stanno aspettando nella Francia del 1830...

mercoledì 6 dicembre 2017

WWW.. Wednesday! #77

Buongiorno, lettori!
 
In questo freddissimo mercoledì di dicembre vi porto uno degli ultimi WWW Wednesday del 2017. L'atmosfera natalizia un po' la sento e un po' non la sento, alcuni regali li ho già fatti e per gli altri da fare l'ansia incombe minacciosa. 
 
Quindi distraiamoci con le letture che mi hanno fatto compagnia in quest'ultima settimana e con quelle che verranno! 



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Il primo libro che ho finito è stato Ragdoll di Daniel Cole, un buon thriller che bilancia aspetto poliziesco e umano e con un detective che per una volta tanto non è infallibile. Recensione QUI
È stata poi la volta di The Darkest Corners di Kara Thomas, che sonda più l'aspetto psicologico della protagonista e che mi è piaciuto anche di più. Ah, e se lo leggete di notte è probabile che vi venga un po' di pelle d'oca alla sola idea di uscire dalla vostra stanza anche solo per andare in bagno. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho iniziato ieri Il Rosso e il Nero di Stendhal - prestatomi dalla mia vicina di casa, ma non avendo letto neanche 20 pagine non vi so proprio dire nulla a riguardo. In ogni caso, ieri ho postato l'incipit e lo potete leggere QUI



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Sarà poi la volta di Weltanschauung di Vikki Patis che, a dispetto del titolo dal suono tedesco, è in inglese. Si tratta di una raccolta di storie - cinque, per la precisione - e l'ho vinto il mese scorso su Goodreads. 
Infine, prima di darmi alle tre letture natalizie che desidero ardentemente fare, ho in programma Love, Care and Share di Tom Herstad - mandatomi dall'autore in digitale. 

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Fine del primo appuntamento di dicembre! 
Se posso dirvelo in sincerità, non vedo l'ora di smaltire le letture "obbligatorie" per darmi a quelle di Natale - anche se, devo dirlo, Weltanschauung mi ispira davvero tanto perché dovrebbe essere a tinte inquietanti/horror.
Ma ditemi un po' della vostra settimana! Com'è andata? 
Scrivetemi le vostre letture nei commenti oppure lasciatemi il link ai vostri post - appena possibile passo! 
Cheers! :)

martedì 5 dicembre 2017

Chi ben comincia... #11 | "Il Rosso e il Nero" di Stendhal

Inizia oggi la mia avventura con questo classico. 
Detto in tutta sincerità, non so se l'avrei mai preso in mano di mia iniziativa se non fosse che mi è stato prestato dalla mia vicina di casa con la richiesta di leggerlo prima di lei e poi di farle sapere a Natale quando, come da tradizione, mi reco a casa sua dopo pranzo per fare gli auguri a lei e alla sua famiglia. 
E il fatto che mia madre l'abbia abbandonato a pagina 60 di certo non è di buon auspicio. 

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



La cittadina di Verrières può essere considerata una delle più graziose della Franca Contea. Le sue case bianche con i loro tetti a punta di tegole rosse si distendono sul pendio di una collina, con ciuffi di robusti castagni che ne mettono in evidenza ogni minima sinuosità. Il Doubs scorre qualche centinaio di piedi al di sotto delle fortificazioni, erette molto tempo fa dagli spagnoli e oggi in rovina. 
Verrières è protetta a settentrione da un'alta montagna, che è una diramazione del Jura. Le cime frastagliate del Verra si coprono di neve ai primi freddi d'ottobre. Un torrente, che si precipita giù dalla montagna, attraversa Verrières prima di gettarsi nel Doubs, e fornisce il movimento a un gran numero di segherie, un'industria molto semplice che procura una certo benessere alla maggior parte degli abitanti, più contadini che borghesi. Non sono tuttavia le segherie ad aver arricchito questa cittadina. È alla fabbrica di tele dipinte, dette di Mulhouse, che si deve la generale agiatezza grazie alla quale, dopo la caduta di Napoleone, sono state ricostruite le facciate di quasi tutte le case di Verrières. 

(Stendhal - Il Rosso e il Nero)

lunedì 4 dicembre 2017

[Recensione] "The Darkest Corners" di Kara Thomas

Avevo segnato questo libro in wishlist ad aprile dell'anno scorso e a maggio/giugno sono stata così fortunata da trovare il cartaceo in copertina rigida a soli 2€ - ovviamente non potevo lasciarlo. E meno male che non l'ho fatto.


Titolo: The Darkest Corners
Autrice: Kara Thomas
Data di uscita: 19 aprile 2016
Pagine: 327 (copertina rigida)
Editore: Delacorte Press

Link Amazon: http://amzn.to/2BkzhFj

Trama [tradotta da me]: Ci sono fantasmi in ogni angolo di Fayette, Pennsylvania. Tessa se n'è andata quando aveva nove anni ed è da allora che prova a non pensare a quello che è accaduto là in quell'ultima estate. I ricordi di cose così oscure ti si imprimono a fuoco nella mente se le lasci fare.
Callie non se n'è mai andata. Si è trasferita in un'altra casa in modo da non dover più passare in quelle stesse stanze, ma Callie è sempre stata quella più forte. Lei può riuscire a guardare in faccia i suoi demoni—e se va ad abbastanza feste, magari un giorno questi spariranno per sempre.
Tessa e Callie non hanno mai parlato di quello che hanno visto quella notte. Dopo il processo, Callie si allontanò e Tessa si trasferì e le amiche di infanzia hanno un modo tutto loro di perdere i contatti.
Ma fin da quando se n'è andata, Tessa ha avuto delle domande. Fatti che non quadravano esattamente. E ora deve tornare a Fayette—da Wyatt Stokes, che aspetta nel braccio della morte. Da Lori Cawley, la cugina morta di Callie. E dall'unica persona che conosce la verità.
Solo che più Tessa si avvicina alla verità, più si avvicina all'assassino—e questa volta non sarà così facile scappare.


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Bello, bello, bello - davvero bello. 

Tessa Lowell ha diciotto anni, un lavoro estivo con il quale programma di pagarsi i libri del college e vive ad Orlando con sua nonna. 
Un giorno riceve una chiamata e si trova costretta a tornare a Fayette, in Pennsylvania - suo padre, che è rinchiuso in carcere da più dieci anni per rapina a mano armata e tentato omicidio, sta morendo. 
Tessa si trova così costretta a tornare nel paese in cui è cresciuta per i primi otto anni della sua vita - il paese in cui c'era la sua migliore amica Callie, il paese in cui quell'estate di dieci anni fa Lori Cawley è stata assassinata e loro due hanno testimoniato contro l'uomo accusato di essere il Mostro dell'Ohio River con già tre ragazze uccise trovate in precedenza, il paese da cui sua sorella Joslin è scappata qualche mese dopo l'omicidio della sua amica, il paese in cui anche sua madre l'ha abbandonata poco dopo. 

Ed è con qualche difficoltà che Tessa torna a Fayette, un paese di gente povera e molto spesso criminale. Un paese dove in molti si sono dimenticati di lei, un paese dove molti invece ricordano benissimo suo padre Glenn e cosa vuol dire fare Lowell di cognome. 
Tessa è ospite dei Greenwood, la famiglia di Callie - la stessa Callie che era sua amica, la stessa Callie che l'ha obbligata a dare la stessa versione al processo, la stessa Callie che poi è sparita dalla sua vita negandosi sempre al telefono una volta che Tessa è andata a vivere ad Orlando. 

Perché Tessa non è mai stata convinta di aver visto davvero Wyatt Stokes quella notte. 
Perché Tessa aveva tenuto informazioni per sé per paura delle conseguenze. 
Perché Fayette aveva bisogno di un colpevole sotto la pressione dei media e perché non c'era un'altra versione possibile per Maggie Greenwood - non poteva non esserci una sentenza di morte per chi aveva ucciso sua nipote. 

Tessa è di nuovo a Fayette con dubbi vecchi di dieci anni e altre domande che sembrano nascere man mano che passa del tempo in paese. E le possibili risposte a quelle domande fanno molta più paura di quanta non ne facessero dieci anni fa. 
E se avessero fatto la cosa sbagliata? E se il vero Mostro fosse ancora là fuori? 
E se fosse più vicino di quanto loro stesse non sappiano? 


The Darkest Corners - gli angoli oscuri di Fayette, gli angoli oscuri della mente.

The Darkest Corners parte piano ed è poi tutto un crescendo verso il finale - un finale veramente scioccante che proprio non mi aspettavo. 
Ed è un punto estremamente a favore perché le dinamiche tra i personaggi sono il vero fulcro di questo romanzo, non tanto la ricerca del Mostro: la rabbia e il bisogno d'amore che Tessa prova per la sua famiglia, la gratitudine e la paura di deludere Maggie che Tessa prova all'idea di voler riaprire il caso, l'astio e la tristezza che Tessa prova nei confronti di Callie - Kara Thomas si prende il tempo di costruire tutte queste dinamiche e tante altre in un posto in cui non si sa davvero di chi fidarsi. 

The Darkest Corners è un thriller che si basa sulle bugie, sulla verità, sul proprio passato e su quello degli altri, sulla famiglia e sulla paura di essere fin troppo simili, su quanto pensiamo di conoscere una persona e poi mille dubbi ci assalgono, su come le apparenze rendano diversa una persona rispetto ad un'altra e in base a questo alcune cose vengano precluse, su quanto un dettaglio può sembrare insignificante ma può anche cambiare radicalmente la situazione. 

Tessa è rimasta ossessionata da quell'estate per dieci anni, interrogandosi su quello che davvero aveva visto quella notte - rosa dal tarlo di una verità che le sfugge. 
Callie, all'apparenza più forte, si è data all'alcol per dimenticare la morte di sua cugina Lori ma sotto sotto anche lei ne è ossessionata - però allo stesso tempo non vuole pensare alle alternative per non contraddire sua madre. 

The Darkest Corners è la storia di queste due ragazze che devono scendere a patti con quello che hanno o non hanno fatto, che devono avere finalmente il coraggio di aprire gli occhi, che devono mettere insieme domande e risposte ed eventi che non sembrano appartenere nemmeno allo stesso puzzle fino alla sconvolgente verità finale. 
The Darkest Corners è la storia di un'amicizia ritrovata tra le macerie di un inferno attraversato insieme - due ragazze che a modo loro si erano rinchiuse in una sorta di "prigione" e che ora devono tornare a vivere. 

Un libro che mi ha tenuta incollata dall'inizio alla fine, che letto di notte in alcuni momenti mi ha dato qualche brivido e che nel finale mi ha veramente lasciata a bocca aperta.