venerdì 29 novembre 2019

[Recensione] "Bright Side" di Kim Holden

Finalmente il weekend è alle porte e per fortuna questa settimana è passata anche abbastanza in fretta perché ho sonno, ho bisogno di riposarmi e ho bisogno di dormire. L'ho già detto che ho sonno?


Titolo: Bright Side
Serie: Bright Side #1
Autrice: Kim Holden
Data di uscita: 4 luglio 2014
Pagine: 429 (Kindle Edition)
Editore: Do Epic LLC
Link Amazon: https://amzn.to/2O4NsGQ

Trama [della Leggereditore]: Tutti abbiamo un segreto da nascondere. Alcuni ne hanno di inconfessabili, altri di pericolosi, altri ancora di innocenti. Ma una cosa è certa: rivelare un segreto può cambiare per sempre le nostre vite, guarire i mali del nostro animo, oppure crearci un bel po’ di problemi...

Kate Sedgwick non è mai stata molto fortunata, ha sopportato durezze e tragedie, ma nonostante ciò si è sempre sforzata di guardare l’aspetto positivo delle cose, tanto che per Gus, il suo amico del cuore, lei è il lato luminoso della vita. Kate ha tantissimi progetti per il futuro, è divertente, in gamba e ha un dono innato per la musica... L’unica cosa in cui non riesce proprio a credere è l’amore. Perciò, quando lascia San Diego e si trasferisce a Grant, Minnesota, per frequentare il college, l’ultima cosa che si aspetta è di potersi innamorare. Eppure, l’incontro con Keller Banks le fa scoprire quanto sia dirompente la forza di un legame condiviso e la voglia di stare insieme nonostante tutto. Presto, però, il loro rapporto sarà messo a dura prova: entrambi custodiscono un segreto inconfessabile, qualcosa che non deve essere rivelato e che potrebbe dividerli per sempre... 


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Anche questo libro fa parte dei primi che ho visto su Goodreads appena iscritta e l'ho messo subito in lista perché dalle recensioni avevo visto che prometteva lacrime - che ci posso fare, ogni tanto sono masochista e mi piace farmi un bel pianto. 

Di acqua ne è passata sotto i ponti da allora e ho sempre un po' titubato - in parte perché, adesso che l'ho letto e so che la parole "do epic" si ripetono spesso nel romanzo, sospetto che il libro sia autopubblicato e in tutti gli anni che è stato nella mia wishlist non è mai sceso sotto i quattordici euro e in parte perché temevo tantissimo che ci fosse un triangolo amoroso e sappiamo benissimo tutti quanto questo trope non faccia per me. 


Kate Sedgwick è soprannominata Bright Side dal suo migliore amico Gus perché lei non è solo ottimista, lei vive proprio nel lato più luminoso possibile della vita. 
Kate ascolta in silenzio, non giudica, tira fuori battute, è forte e coraggiosa, si rimbocca le maniche perché non vuole essere di peso per nessuno e mette sempre gli altri davanti, vede sempre il bicchiere mezzo pieno e quindi cerca di vedere sempre il meglio nelle persone e nelle situazioni e, dopo i tiri mancini che le ha tirato la vita, sa benissimo che ogni istante - ogni tramonto - non va sprecato. 

Ha sempre vissuto al fianco di Gus, condividendo gli amici e le onde dell'oceano e la passione sfrenata per la musica che li portava anche a comporre insieme. 
Ora stanno per separarsi perché Gus ha appena firmato con il suo gruppo un contratto per il disco di debutto e per il tour promozionale e Kate sta per lasciare l'assolata California per l'innevato Minnesota per frequentare il college e quindi fare una spunta ad un'altra voce delle sue cose da fare prima di morire. 

Innamorarsi non fa parte dei piani, ma quando incontra Keller Banks dietro il bancone della sua caffetteria preferita le cose cominciano a cambiare - e in più di un senso, perché i segreti e il peso della vita che Kate vuole tenere per sé cominciano a farsi pesanti. 
Lo stesso vale per Keller, con un grande dolore alle spalle e una vita dettata dalle regole dei suoi genitori che cerca di farsi piacere: innamorarsi di Kate non fa parte dei piani, ma resistere alla sua allegria non è qualcosa che è in grado di fare. 

Vale la pena provare un amore così intenso anche quando sai che il tempo per godertelo è limitato e che poi seguirà il dolore? 


I rumors delle recensioni mi avevano già avvisata che questo libro fa parte della categoria Colpa delle Stelle e Voglio vivere prima di morire per ciò che affligge i suoi protagonisti - sapevo a cosa andavo incontro. 

E non fraintendetemi, ha un messaggio bellissimo: bisogna vivere la vita al massimo, bisogna vivere il presente apprezzandolo, bisogna fermarsi un attimo per renderci conto della bellezza che ci circonda, dobbiamo circondarci di persone che amiamo e che ci amano a loro volta, non bisogna mai dare nulla per scontato, bisogna accettare il dolore ma poi guarire e andare avanti. 
Non nego di aver pianto alle battute finali perché è una situazione che va a toccare nervi ancora scoperti nonostante siano passati anni. 

Però da una parte non mi sono sentita pienamente coinvolta - questo forse perché a me piacciono quelle protagoniste un po' unlikeable e invece Kate piace a tutti, in qualunque stanza entri è capace di conquistare ogni singola persona con un sorriso, anche chi sta sempre sulle sue improvvisamente decide di aprirsi. 
Ecco, forse da questo punto di vista l'ho trovato un po' irreale - che tutti, ma proprio tutti, la adorassero così tanto da non vedere neanche un difetto ed è quasi un sollievo quando finalmente vediamo Kate cedere alla paura e alla rabbia. 

Keller interviene ogni tanto perché la maggior parte della storia è narrata dal punto di vista di Kate, leggiamo come se fosse un diario della sua vita al college e delle sue telefonate con Gus. 
Poi anche Keller piano piano prende la parola, ci confida i suoi segreti ed è lui poi ad accompagnarci nel finale tra le lacrime. 

Keller mi è piaciuto, così come mi è piaciuto il rapporto che instaura con pian piano con Gus quando entrambi si rendono conto di cosa li accomuna, ma credo che il mio preferito sia stato proprio Gus - il rapporto che ha con Bright Side è qualcosa di spettacolare, è un amore così profondo che esula dalle etichette che gli si può attribuire o in cui lo si vuole incastrare perché loro sono due metà della stessa persona. Il loro è uno di quei legami per la vita che non si spezzano mai, non importa le circostanze, frutto di una vita passata assieme e di una comprensione reciproca assoluta. 
E infatti sospetto che, come era stato per Resta anche domani e Resta sempre qui di Gayle Forman all'epoca, finirò per amare di più il secondo del primo perché narrato dal punto di vista maschile e "macchiato" dalla perdita. 

Non sono quattro stelle piene - sono quel 3.75 che in realtà mi sta anche stretto perché il messaggio di questo libro è straordinario, ma mi rode il fatto che mi abbia fatta sentire come se io fossi dall'altra parte di un vetro a guardare Kate vivere la sua vita. 
Sarà anche perché forse io sono il suo opposto come attitudine.

Se invece adesso con Gus si sguazza nel dolore, allora sì che sono nel mio elemento. 



E poi - quasi fosse una coincidenza cosmica - il giorno che ho finito il libro, nella mia playlist in macchina è passata Telescope degli Yellowcard... e niente, è assolutamente perfetta per questa storia. Fatevi un favore e ascoltatela anche acustica.

You were inspiration
When no one else believed
You showed me strength in my skin
That no one else could see

Let's just keep driving on
All the stars jumping in through the windows
Let's go where we belong
Headed fast as we can for the unknown

I remember how
Like a telescope you could always find
(You could always find)
Something worth a wish
You said every day's a gift and we'll be alright
(We'll be alright)

And something took you from me
I can't understand why
But wherever you're resting
(I'm carrying)
I'm carrying your line

mercoledì 27 novembre 2019

WWW.. Wednesday! #168

Ultimo mercoledì di novembre - non riesco a credere che domenica inizierà dicembre e che presto arriverà anche Natale. O meglio, da un parte sì perché mi sono già portata avanti con le richieste librose dei regali - ops. 
D'altronde, non potete mica biasimarmi - e in fondo non è che sto solo pretendendo, con qualche regalo mi sono anche già portata avanti ma l'ansia resta comunque.   

Detto questo, non pensiamo alle letture che verranno ma concentriamoci su quelle che al momento sono già tra le mie mani.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


In realtà sto un po' barando, non ho ancora finito del tutto Bright Side di Kim Holden - ma suvvia, non volevo terminare novembre con un No WWW, no party! Sono una brutta persona? A mia discolpa mi manca veramente pochissimo per finirlo, oggi lo concludo sicuramente e la recensione arriverà venerdì. Si vede che senza audiolibri arranco.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Ahem, va da sè che Gus, sempre di Kim Holden, non lo sto ancora leggendo. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
Concluderò la serie con Franco, personaggio già incontrato nel primo volume e poi penso che leggerò Bull Mountain di Brian Panowich - che punto da un sacco di tempo. 
 
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Bene, ammettiamo tutti a voce alta che questo WWW è stato imbarazzante visto che ho barato e proseguiamo oltre - ovvero lasciando la parola a voi. 
Parlatemi delle vostre letture, scrivetemi nei commenti come stanno andando oppure lasciatemi il link del vostro post e passerò a ricambiare la visita appena possibile! 

martedì 26 novembre 2019

Jane Austen's World | Altre opere

Mentre il meteo fa un po' quello chi gli pare - domenica quasi mi serviva una canoa per uscire in giardino e ieri sono uscita senza cappotto né sciarpa dal sole e dalla temperatura che c'erano - oggi sono qui con un post diverso dai soliti e dedicato alla scrittrice che ho scoperto alle medie grazie ad una zia di mia madre e che mi ha regalato uno dei miei libri preferiti di sempre: Jane Austen. 


Come sempre un immenso grazie a Susy ed Ely che hanno creato e mi hanno coinvolta nel progetto, a Tania per la grafica e alle mie colleghe per le altre bellissime tappe. 

E ora veniamo a noi: loro vi hanno parlato dei romanzi completi che sono stati pubblicati, io sono qui per parlarvi dei suoi primi lavori e di ciò che è rimasto incompiuto e di quello di cui potreste non essere a conoscenza. 

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Come non iniziare da Lady Susan, I Watson e Sanditon

Raccolti in un unico volume dalla Newton Compton - nell'edizione che possiedo io - questi tre lavori rappresentano tre diverse fasi della vita e della produzione artistica della scrittrice. 

Lady Susan si ritiene che sia stato scritto a metà degli anni '90 del 1700, non fu mai pubblicato dall'autrice ma dal nipote molti anni dopo - il quale diede anche il titolo all'opera. Questo - dopo il cambiamento di rotta avvenuto per Elinor and Marianne in Ragione e Sentimento - resta l'unico lavoro epistolare della Austen, ovvero narrato in forma di lettera. Si tratta anche dell'unico racconto in cui la Austen scelse degli aristocratici come protagonisti, prima di dedicarsi alla classe media nelle sue opere successive - ma sempre con arguzia e ironia. 

I Watson fu cominciato e poi abbandonato all'inizio del 1800 e la sua struttura e la sua storia rispecchiano quella che era la vita di Jane Austen in quegli anni. La storia infatti vede protagonista una ragazza che dopo essere stata cresciuta da una zia elegante e senza problemi di soldi, deve tornare a vivere nella sua famiglia di origine - povera e senza quasi prospettive. C'è molto della vita della Austen in queste righe, che in quegli anni aveva perso il padre ed era stata costretta a vivere in alloggi sempre più piccoli con la madre e la sorella pesando come un fardello sulle spalle dei fratelli. Quando poi la vita di Jane Austen si risollevò, abbandonò la stesura di questo romanzo non volendo più scrivere di sensi di colpa e miseria - lasciando quindi I Watson incompiuto. Il nipote della Austen, nella biografia della zia, ci riporta però quello che potrebbe essere stato il finale della storia in quanto Jane ne avrebbe parlato con l'amata sorella Cassandra. 

Sanditon fu l'ultima opera su cui Jane Austen mise le mani, ma che non riuscì a finire perché sopraggiunse prima la morte. Sanditon sarebbe potuto essere l'inizio di una nuova direzione nelle storie dell'autrice se fosse vissuta più a lungo per scriverle perché quel poco che possiamo leggere di Sanditon ci porta una ventata d'aria fresca, ci porta l'impressione di una società che cambia e che si apre ai tempi nuovi e alla modernità e che forse ci avrebbe regalato un nuovo eroe su cui sospirare in Sydney Parker. 

Tre opere diverse per tre fasi molto diverse della vita personale e artistica dell'autrice che sono però ognuna indimenticabile a modo suo. 


Se non dovesse bastarvi, esiste anche Sir Charles Grandison - che io trovai per caso da Libraccio due anni fa. 
 
L'introduzione e la postfazione danno due interpretazioni diverse di quello che è racchiuso tra le pagine - e io mi sento più vicina alla linea di pensiero dell'introduzione perché scritta da una donna il cui nome era comparso molto spesso nelle mie ricerche quando ho scritto la mia tesi di laurea su Orgoglio e Pregiudizio. In origine, The History of Sir Charles Grandison è un romanzo epistolare in sette volumi scritto da Samuel Richardson (autore amato dalla Austen), ma una Jane quindicenne l'avrebbe ridotto a cinque brevi atti in modo da poterlo recitare in famiglia come forma di intrattenimento. Tra le righe si leggono molte delle sue battute sagaci che si prestano a doppi sensi, ma c'è chi confuta questa teoria - c'è chi confuta questa Jane così vivace e irriverente e con una passione per il teatro perché va a collidere con l'immagine di donna riservata e conservatrice che molti membri della sua famiglia hanno cominciato a dipingere dopo la sua morte, partendo proprio dall'eliminazione quasi totale delle lettere scritte da Jane. L'altra teoria sarebbe quella della nipote Anne di sette anni che un giorno si è presentata a zia Jane con il canovaccio di questa storia, dettandogliela in modo che la scrivesse - e l'opinione dell'autore della postfazione è che l'abbiano scritta insieme, che quella di Jane sia stata una lezione pedagogica per Anne. Ho trovato la "voce" di Jane Austen in molte righe, ma allo stesso tempo questo testo teatrale non mi ha fatta impazzire - e forse dipende dal fatto che non conoscendo per niente l'opera originale, i salti temporali fanno risultare del tutto incomprensibili le scene negli atti successivi e perfetti sconosciuti i personaggi. Io resto dell'opinione che sia stata scritta da Jane Austen - anche perché, come viene spiegato nell'introduzione, nel testo (sia quello rimasto che quello tagliato) ci sono riferimenti al matrimonio e molte allusioni a ciò che succede in quelli infelici grazie ad un certo personaggio che fa intendere violenze e stupro - non ce la vedo proprio una bambina di sette anni, per quanto nipote di Jane Austen, a rielaborare una cosa del genere. 



Nella mia collezione c'è anche Love and Freindship: And Other Youthful Writings, una raccolta dei suoi scritti giovanili tra racconti brevi, lettere immaginarie, sketch e piccole storie - che dovrebbe (dovrebbe!) avere una corrispondenza con questo volume in italiano chiamato Juvenilia. Io ho preso questa edizione della Penguin Classics all'inizio dell'estate in giugno, ma con tutte le cose a cui ho dovuto dare la precedenza non l'ho ancora letto. Da ciò che ho visto nell'indice però contiene Lady Susan e un altro paio di cose che ho già letto. 


 

Tra i miei possedimenti c'è pure questo piccolo volumetto - sempre della Penguin Classics: The Beautifull Cassandra.

Oltre alla storia omonima che dà il titolo al volumetto, questa è una piccolissima - infinitesimale - selezione dei suoi scritti giovanili, di quelli ironici e pieni di sarcasmo nei quali prendeva in giro gli usi e i costumi della società in cui viveva e ne portava quasi all'esasperazione alcuni tratti, che poi leggeva alla sua famiglia per il loro divertimento. Si parla di balli e di corteggiamenti, si parla di amore e di buon senso, si parla di rendite annuali e di vestiti messi una volta di troppo, si parla di virtù e di difetti grandi come peccati capitali - tutto raccontato con arguzia e sagacia, quelle caratteristiche che l'hanno sempre descritta come scrittrice. Ciò che è contenuto in questo volumetto di poco più di cinquanta pagine è altresì contenuto nel volume che vi ho mostrato prima sopra. La storiella vera e propria che dà il titolo a questo volumetto la potete trovare anche da sola in italiano con il titolo La bella Cassandra edito Garzanti. Grazie all'estratto su Amazon ho visto solo quella, ma dal momento che la trama sull'immagine del retro di copertina è la traduzione letterale di quella sulla mia copia della Penguin, può anche darsi che ci sia pure il resto. Il resto inteso quello che è contenuto nel volumetto nero, non nel libro cicciotto di quasi 450 pagine - di cui però potete trovare tradotto in italiano da solo, l'ho appena scoperto, anche Evelyn
In teoria, però, se davvero gli Juvenilia corrispondono a Love and Freindship: And Other Youthful Writings, allora trovate tutto in quel volume.

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La mia tappa era l'ultima e il viaggio finisce qui ma, se per caso vi siete persi qualcosa in questo approfondimento su Jane Austen, sotto trovate il calendario per recuperare! 


giovedì 21 novembre 2019

[Recensione] "Until Friday Night" di Abbi Glines

Ad attirarmi in questa serie non è mai neanche stata tanto la trama, quanto piuttosto tutte le sue cover con tutte quelle meravigliose sfumature di tramonto - sì, lo so, sono estremamente superficiale. 

Il primo libro poi mi ricordava, sia per titolo che per football, anche la serie televisiva Friday Night Lights - che però non ho mai visto per intero.

Questa serie della Glines attualmente si colloca in una wishlist su Amazon dal nome "Maybe Someday" - proprio perché, se fossi ricca sfondata, l'avrei già presa anche solo per le cover ma dal momento che ricca sfondata non lo sono e che io sono sempre difficile con i romance, sta lì in attesa di non so quale segno divino. 

Così, quando ho visto che il primo romanzo della serie era disponibile su Storytel l'ho scaricato per ogni evenienza, nel caso mi fosse rimasto tempo dopo aver ascoltato quello a cui volevo dare la precedenza. 
Non ce l'ho fatta perché Easy di Tammara Webber è stato l'ultimo che rientrava nel periodo gratuito. Ma cosa è successo dopo? 
Mi sono accorta che Storytel non si era ripresa quello che aveva scaricato nel frattempo - così come dovrebbe fare Kindle Unlimited - e così, anche se avrei dovuto cominciare a leggere Bright Side di Kim Holden, mi sono buttata immediatamente su questo per soddisfare la mia curiosità prima che Storytel se lo riprendesse.


Titolo: Until Friday Night
Serie: The Field Party #1
Autrice: Abbi Glines
Data di uscita: 25 agosto 2015
Durata: 6H 51Min (Storytel Edition)
Editore: Simon & Schuster
Link Amazon: https://amzn.to/2CTJDit

Trama [tradotta da me]: Per tutti quelli che lo conoscono, West Ashby è sempre stato quel tipo di ragazzo: il dio del football pieno di sé, popolare e troppo bello per essere vero. Ma lontano da occhi indiscreti è lacerato dal dolore - suo padre sta morendo e, incapace di affrontare la verità, non l'ha detto a nessuno.

Ora, mentre il suo dolore cresce, West decide finalmente che ha bisogno di parlare con qualcuno di suo padre. Così, nelle zone in ombra di una festa dopo-partita, lo confida ad una ragazza che non parla mai. Le dice tutto quello che non può dire a nessun altro. West si aspettava di provare sollievo, un fiume di emozioni - ma quello che non si aspettava era di sentire la replica di Maggie Carleton e la rivelazione di un segreto, più doloroso e terrificante del suo. Quello che non si aspettava era di stringere un legame così forte da non poterla lasciare andare.

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L'inizio non è stato proprio dei migliori, eh. 
Ci viene introdotta la nostra protagonista, Maggie, che non parla da due anni a causa di un trauma famigliare e poi ci viene introdotto il nostro protagonista, West, in preda al dolore e arrabbiato perché il padre sta morendo. 
Lei è costretta dai suoi zii a seguire il cugino ad una festa, lui si trova lì di pessimo umore. 
Lui vede lei, bellissima e tutto il resto. Il suo migliore amico Brady ha detto a tutti che quella è sua cugina e che quindi è off-limits, che non parla e quindi di lasciarla stare. Lui riceve una chiamata da sua madre, lei involontariamente sente e lui si arrabbia ancora di più e vuole sfogare il suo dolore prendendosela con lei perché oltretutto è convinto che sia muta e che quindi non possa rispondergli. E la bacia. 
E lei si fa baciare, da questo tipo che manco conosce e che le ha mezzo urlato contro. 

Mi sembra inutile dire che mi si sono alzate le sopracciglia all'attaccatura dei capelli. 
E no, non è spoiler perché accade praticamente all'inizio del romanzo. 

Ma non ho desistito, ho continuato. 

A dispetto di un inizio che mi ha lasciata alquanto perplessa, è stato comunque un romanzo piacevole e con temi profondi sotto quella che sembra essere una patina di superficialità. 

Maggie ha visto la propria vita distrutta a causa delle azioni di suo padre. Dopo aver passato i giorni immediatamente successivi al trauma ad urlare ogni qualvolta qualcuno le si avvicinava, ha smesso direttamente di parlare - il silenzio era la sua cura, era il suo modo di sopravvivere, era il suo modo di non parlare più di quel giorno, era il suo modo di affrontare il dolore. 

West sa che la vera star della squadra è il suo migliore amico Brady, lui quello che si farà un nome fuori da Lawton - lo stesso ama comunque il football, passione gli ha trasmesso suo padre. Il suo eroe, che ora sta invece morendo di cancro ed è l'ombra di se stesso. 

Nonostante sia off-limits, West si ritrova vicino a Maggie - entrambi riconoscono negli occhi dell'altro un dolore che nessun altro sembra vedere, nonostante West ce la metta tutta per farsi odiare da lei apposta. Eppure si ritrova a confidarsi con lei e lei, inaspettatamente, gli risponde con la propria voce. 
Maggie gli vuole essere di conforto, vuole essergli d'aiuto - lei sa cosa significa perdere un genitore, lei conosce la portata di quel dolore. Lei era da sola ad affrontare il lutto e non vuole che anche West lo sia. 


Se sorvoliamo sul fatto che Maggie sembra essere lo special snowflake, così bella e gentile e dal cuore puro tanto che mezza squadra di football sembra cadere ai suoi piedi e che però riesce a far diventare serio un ragazzo che prima aveva solo storie di solo sesso e che lo stesso West a volte ha degli atteggiamenti possessivi che fatti più in là e molla un attimo la presa, Until Friday Night affronta questioni serie. 

Si parla di violenza domestica, morte, dolore e modi di affrontare suddetto dolore. Si parla di appoggiarsi a qualcuno per cercare di sopravvivere, si parla di avere paura che quella persona si allontani da noi e di non farcela quando ciò potrebbe accadere. Si parla di confidarsi con qualcuno e scoprire che non si è soli, che si ha una rete di appoggio. 

La storia di Maggie e West è effettivamente veloce perché tutto il libro si svolge in un mese - troppo veloce se si pensa alla portata dei sentimenti che questi dichiarano di provare. Però non mi ha dato nemmeno troppo fastidio come avrebbe dovuto perché è vero che è tutto veloce, ma la loro è una comprensione dell'altro che chi li circonda non afferra del tutto. 
Maggie si ritrova a parlare con West, ma solo con lui - si stupisce di non andare in pezzi sentendo la sua voce, ma non è ancora pronta ad affrontare il resto del mondo e le sue domande. West ha paura che se Maggie comincia a parlare con gli altri, allora perderà quello che di speciale ha con lei - lei non avrà più bisogno di lui come lui ne ha di lei. 

E non mi ha dato fastidio come avrebbe dovuto perché nella loro storia non ci sono troppi drammi inutili - ovviamente i fraintendimenti su quello che l'altro prova ci sono, altrimenti che romance YA sarebbe? - e tra di loro c'è chi ha il buon senso di chiedersi se il loro rapporto sia sano, se non sia solo una "stampella" per affrontare il dolore che, una volta attenuato, un giorno non servirà più e fare un passo indietro per capire cosa provano davvero senza affrettare le cose.

Certo, non mancano poi le mean girls che affilano la lingua a suon di slut-shaming, ma a compensare ci sono scene in cui questo viene condannato - e dai ragazzi, oltretutto. 

Non è un romanzo perfetto, non rientrerà tra i miei preferiti e continuo a pensare che della cover - di questa e di tutte quelle che seguono - ci farei un poster, ma non è stato poi neanche tanto male. 

Until Friday Night è un romanzo che parla di forza, dolore, sopravvivenza e vita.
Non sono una di quelle che credono che l'amore guarisca ogni cosa, ma è stato bello vedere Maggie e West trarre forza l'una dall'altro per affrontare il dolore e guarire. 

mercoledì 20 novembre 2019

WWW.. Wednesday! #167

Io pensavo di averla sfangata - voglio dire, l'anno scorso non mi sono mai presa neanche un raffreddore. E invece... 

E invece mercoledì scorsa mia madre ha cominciato a starnutire e poi le è venuta la febbre, poi l'ha attaccata a mio padre e infine è stata la volta di mia nonna.  
E io ero convinta di essere salva a quel punto - voglio dire, fino a lunedì pomeriggio stavo benissimo. In formissima, se evitiamo di menzionare un dolore al piede. 

E poi è arrivato lunedì sera. 

E ieri il raffreddore e la tosse hanno monopolizzato la mia giornata - e la notte precedente - e insomma, mi sento un po' uno straccio. 
Ma fortuna che ieri sera gli Our Last Night hanno fatto uscire una nuova cover e niente, amo - mi sono consolata un bel po'. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso L'ultimo bacio di Bianca Marconero, che era in lettura la settimana scorsa. Io amo i personaggi, Alex ha fatto un cambiamento notevole, ma il plot-twist mi ha lasciato un po' l'amaro in bocca. Ovviamente lettura condivisa con Federica perché altrimenti non sarebbe la stessa cosa. Recensione QUI.
L'ultimo audiolibro che sono riuscita ad ascoltare grazie al periodo gratuito di Storytel è stato Easy di Tammara Webber e mi sono chiesta perché non l'ho letto prima, dal momento che presenta la maggior parte degli elementi che mi piacciono in un romanzo. Recensione QUI.
Totalmente fuori programma è stato l'ascolto di Until Friday Night di Abbi Glines perché Storytel non si era ancora ripresa (e tuttora è così) quello che avevo scaricato durante il periodo gratuito e quindi mi ci sono buttata subito, non si sa mai. Amo le cover di questa serie, ma avrò amato il contenuto di questo primo volume con la stessa intensità? Recensione domani. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Avendo avuto una lettura imprevista, spero di cominciare oggi Bright Side di Kim Holden - sempre se raffreddore e tosse non mi mettono KO prima. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

 
Sempre grazie alla Vodafone e al periodo gratuito su Kindle Unlimited, dopo Bright Side leggerò il suo... sequel? companion? ... insomma, il libro che viene dopo ovvero Gus - anche questo tradotto in italiano con lo stesso titolo. 
E sempre restando in tema di Kim Holden, leggerò il terzo volume della serie - Franco - che però è ancora inedito in Italia. 

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Ho così tante cose da leggere che non so a cosa dare la precedenza. 
Ho il periodo gratuito su Kindle Unlimited che in realtà scade ad inizio gennaio perché tutto questo tempo è stato occupato da Storytel. Restando in tema di Storytel, mi è rimasto ciò che ho scaricato ma non vorrei che Storytel se lo riprenda all'improvviso prima che io abbia avuto il tempo di leggere e ascoltare - davvero, non avete idea della mole di libri che ho scaricato convinta di avere tutto il tempo del mondo. Roba che ho anche scaricato in audiolibro secondi volumi di serie di cui devo ancora leggere i primi cartacei in casa. Non dimentichiamo poi gli omaggi e le eARC su NetGalley - giornate neanche di 48 ore, ma 72?!
E niente, scrivetemi voi invece come stanno andando le vostre letture e che piani avete - ditemelo nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e appena avrò il tempo di respirare (ah ah, la battutona!) passerò a ricambiare la visita!

martedì 19 novembre 2019

[Recensione] "Easy" di Tammara Webber

Per chi non lo sapesse, la qui presente poteva benissimo essere identificata come emo quando era al liceo: Converse ai piedi, cinture a scacchi, polsini, trucco nero pesante e ciuffo perennemente sugli occhi. La cosa è continuata anche dopo: a vent'anni avevo le DC o le Macbeth ai piedi (ancora adesso, in realtà), felpe e maglie della Atticus, della ES e della DC, i capelli un po' più disciplinati e con il ciuffo tenuto a bada da una molletta, trucco ancora nero ma meno calcato. Forse. 

Il punto è che, ormai è chiaro e lo so, io ho due tipi in particolare quando si tratta di ragazzi: prendo una sbandata immediata per chi ha i capelli mossi e/o ricci - che poi, c'è riccio e riccio - alla Michael Vlamis e per chi porta ancora i capelli lunghi "alla emo" o comunque lunghi alla Soldato d'Inverno

Tutto questo monologo noioso per dire che non negherò la mia superficialità trascurando di dire che, quando mi sono iscritta su Goodreads nel 2013, uno dei primi libri ad attrarmi fu questo e il motivo fu il tizio in copertina - fatemi causa. 

Ma a dispetto del motivo superficiale che mi ha spinta verso questo libro e che nel corso degli anni spesso mi ha portata sul punto di eliminarlo dalla wishlist perché non ero più così sicura di volerlo leggere, ora che l'ho letto quello che ho trovato al suo interno è davvero un gioiellino e mi sto mangiando le mani per non averlo fatto prima.


Titolo: Easy
Serie: Contours of the Heart #1
Autrice: Tammara Webber
Data di uscita: 25 maggio 2012
Durata: 8H 46Min (Storytel Edition)
Editore: Penguin Berkley
Link Amazon: https://amzn.to/2q6Y3cc

Trama [della Leggereditore]: Quando Jacqueline segue il fidanzato di lunga data al college di sua scelta, l’ultima cosa che si aspetta è di venire lasciata all’inizio del secondo anno, e di ritrovarsi single a frequentare un’università statale invece di un conservatorio di musica, ignorata da quelli che credeva essere suoi amici.
Una sera, un membro della confraternita del suo ex la aggredisce, ma un misterioso sconosciuto si trova proprio al posto giusto nel momento giusto. Jacqueline vorrebbe solo dimenticare quella notte, ma il suo salvatore, Lucas, si siede il giorno dopo nell’ultima fila della classe di economia, e quando non è impegnato a disegnare la rapisce in un gioco di sguardi. Attratta da Lucas ma spaventata dalle proprie paure, Jacqueline non sa se può fidarsi di lui: vuole solo proteggerla e incoraggiarla? Lucas sembra nascondere molti segreti... eppure solo insieme potranno combattere il dolore e il senso di colpa, affrontare la verità e sperimentare l’inatteso potere dell’amore.


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TRIGGER WARNING: tentativi di stupro, violenza sessuale. 


Il primo capitolo ci butta subito in una situazione che, se siete sensibili, allora dovreste evitare a piè pari. Jacqueline, di rientro da sola da una festa di confraternita, nel parcheggio viene aggredita da un "fratello" del suo ex-ragazzo - viene spinta dentro la sua vettura ed è chiaro che Buck ha tutte le intenzioni di violentarla. 
Jacqueline è immobilizzata sia fisicamente che paralizzata dal terrore e riesce a malapena a gridare prima che Buck le spinga la testa contro il sedile - le preghiere non servono a niente, le lacrime non servono a niente. 
Improvvisamente, però, uno sconosciuto le toglie Buck di dosso e, dopo una breve azzuffata, riesce a metterlo a terra. Jacqueline non sa chi sia questo ragazzo che l'ha aiutata, ma è scossa e trema di paura - però non vuole chiamare la polizia. 

Dopo quella notte, Jacqueline comincia a notare il ragazzo che l'ha salvata nei posti che frequenta: è alle sue lezioni di economia, fa il barista da Starbucks dove lei e la sua migliore amica Erin prendono il caffè e i suoi sguardi sembrano di sincero interesse e preoccupazione. E nonostante vederlo all'inizio sia soltanto un promemoria di una delle notti più brutte della sia vita, tra lei e Lucas comincia a nascere un cauto rapporto - Jacqueline non può evitare di sentirsi al sicuro in sua presenza. 

Intanto Jacqueline deve destreggiarsi tra le lezioni da recuperare quando, stupidamente, ha passato due settimane a piangere per la rottura con Kennedy e le voci che Buck ha messo in giro. Ma, cosa ancora più difficile da affrontare, è la paura e il fatto che Buck sembra non volersi arrendere nel portare a termine quello che ha iniziato. 


Perché diamine non ho letto prima questo libro. 

Ammetto che inizialmente le (non) reazioni di Jacqueline mi hanno fatta storcere il naso - questo perché Jacqueline, non solo in principio non vuole sporgere denuncia, ma perché subito si affida a Lucas perché la riporti a casa dopo il tentato stupro avendo solo la sua parola che lui non è come quel rifiuto umano di Buck. Inoltre Jacqueline inizialmente non sembra mostrare segni di trauma nei giorni successivi - solo in quelle rare occasioni in cui vede Buck - e non cambia abitudini e i suoi pensieri vanno sempre a Lucas. 

Però poi ho pensato che per fortuna a me non è mai successo niente. 
Ho pensato che fosse naturale avere fiducia e nutrire un senso di sicurezza nei confronti di qualcuno che ti ha salvata da qualcosa che poteva finire molto peggio. 
Ho pensato che anche la reazione di Hermione in Exit, Pursued by a Bear era stata quella di volersi riprendere la sua vita e non aver paura di essere toccata da altri ragazzi - questo perché ognuna reagisce a modo suo ad un'aggressione e perché non possiamo permettere loro di farci vivere nella paura. E pur nelle piccole cose, anche Jacqueline è più attenta a quello che fa: non smette di andare alle feste, ma si assicura di avere sempre vicino Erin e di bere solo dai bicchieri che l'amica le passa. Inoltre dopo, spinta da Erin, decide di frequentare un corso di difesa personale. 

Ho amato Lucas che sì, afferma che aveva notato Jacqueline ben prima di quella notte e che sperava di avere un'occasione con lei anche quando stava insieme a Kennedy e magari suona anche un po' male, ma che è gentile e rispettoso dei limiti e dei "no". 
Lucas ha un trauma notevole nel suo passato, un trauma che guidato dal senso di colpa lo spinge a voler proteggere e salvare le ragazze - è lui che insiste perché Jacqueline chiami la polizia, è lui uno degli istruttori di difesa personale.
E sì, per una volta la cover è assolutamente azzeccata perché il tizio corrisponde perfettamente alla descrizione Lucas - again, fatemi causa.

Erin è un altro personaggio che mi è piaciuto tanto, quel tipo di migliore amica che ti supporta e ti sprona e che, per quanto possa far male, decide di piantare il suo ragazzo se questo non crede che il suo migliore amico sia capace di un atto così violento. 

Easy cade nel target dei new adult - target che spesso evito - ma questo non potrebbe avere meno in comune con tutti gli altri ed è un libro che prende una posizione e la mantiene fino alla fine: lo stupro non è questione di sesso, ma di potere. 
Non è mai colpa della vittima perché non è andata a cercarsela, ma è colpa di chi ha commesso l'aggressione. 
È un libro che fa un esempio di tutte quelle volte in cui le donne sono cattive tra di loro, quelle volte in cui non fanno squadra contro uno stupratore perché pensano alla reputazione o al futuro di quest'ultimo, quelle volte in cui anche loro malignano e non supportano la vittima. 
È un libro che ci dice che ragazzi che non commetterebbero mai un atto così orribile, forse per questo motivo non riescono a credere che un loro amico sarebbe capace di una cosa del genere. Non comprendono la gravità, cercano di sminuire o evitare le conseguenze.
È un libro che ribadisce quanto sia sbagliato il concetto secondo il quale tutti credono che lo stupratore sia sempre lo sconosciuto nel vicolo buio e non possa essere l'amico, il vicino, il fidanzato, qualcuno che conosciamo.
È un libro in cui un bellissimo sconosciuto ci mostra che la cavalleria non è morta e che ci salva dal mostro, ma è anche un libro che ci dice che quasi mai c'è qualcuno a salvarci e che quindi dobbiamo lottare noi stesse per prime per salvarci. 

Easy è la storia di Jacqueline che impara ad essere coraggiosa, a non rinunciare ai suoi sogni per un ragazzo, a capire cosa vuole da una relazione. 
Easy è diverso da tutti gli altri new adult che ho mai letto perché non ci sono dichiarazioni d'amore immediate - in questo non ci sono proprio - e anche quando il rapporto tra Jacqueline e Lucas passa al livello successivo, non è mai esplicito o scritto tanto riempire un vuoto o altro. Anzi, loro sono sempre dolci senza mai sconfinare nel melenso e il loro rapporto è fatto di sguardi e parole e silenzi prima di essere anche fisico.

Insomma, non so perché ho titubato in tutti questi anni e la mia recensione probabilmente sarà anche incomprensibile o poco esaustiva di quello che accade veramente a livello di storia (o forse ho rivelato troppo del ruolo di Lucas e delle reazioni di Erin alla notizia), ma sono contenta di averlo letto alla fine - e i messaggi contenuti in questo libro sono la cosa più importante. Dimenticatevi quindi gli altri new adult perché Easy non ha proprio nulla a che spartire con loro.

lunedì 18 novembre 2019

[Recensione] "L'ultimo bacio" di Bianca Marconero

Lo so, questa recensione sarebbe dovuta essere pubblicata venerdì. 

Poi il lavoro, imprevisti vari e tutto il resto che ricade sotto il nome di VitaVera ci hanno messo lo zampino e quindi siamo qui oggi, ad inaugurare una nuova settimana. 

Un sentito grazie all'autrice per la copia digitale in anteprima. 


Titolo: L'ultimo bacio
Autrice: Bianca Marconero
Data di uscita: 15 novembre 2019
Pagine: 504 (Kindle Edition)
Editore: self-publishing
Link Amazon: https://amzn.to/2NFxK5Y

Trama: «È una contraddizione in termini, Alice. Un bacio tra di noi non potrà mai essere l’ultimo.»

Alex e Alice non lavorano più insieme. Dopo l’ultimo licenziamento, le loro strade si sono divise.


Sono trascorsi nove mesi e Alice tenta di tenere insieme i pezzi della sua vita, si barcamena tra mille lavori e cerca di andare avanti. Ma pensa ancora ad Alessandro.
Sono trascorsi nove mesi e Alessandro ha preso le redini del progetto internazionale del Gruppo Francalanza Visconti, dirige la nuova sede di Parigi e ha una relazione stabile con Carlotta, una ricca ereditiera indicata da tutti come la sua compagna ideale. Ma pensa sempre ad Alice.
Sono trascorsi nove mesi e tutto è pronto per il matrimonio di Emilia e Fosco, la location è stata scelta, gli inviti mandati e la chiesa addobbata.
Sono trascorsi nove mesi e per Alex e Alice, entrambi testimoni degli sposi, è venuto il momento di rivedersi.


Nella cornice da sogno di un antico monastero sul lago di Como, tra balli mancati e un duello di sguardi, si delinea un accordo imprevisto: scambiarsi un ultimo bacio e poi ognuno andrà per la sua strada.
Ma un bacio tra due persone che si vogliono ancora, nonostante proclamino di non volersi affatto, non potrà mai essere l’ultimo.
Soprattutto se il destino trama e li porta a lavorare per l’ennesima volta uno accanto all’altra nella città più romantica del mondo.
Ma è davvero possibile capirsi, quando il passato minaccia di tornare? E come si può trovare il perdono quando emerge un segreto in grado di separarli per sempre?
 

Tra una salita sulla butte di Montmartre e una passeggiata ai giardini del Lussenburgo, tra serate all’Opéra Garnier e shopping sulla rive gauche, Alex e Alice avranno la loro occasione per scoprire il vero significato dell’ultimo bacio.

Il capitolo conclusivo della storia di Alex e Alice.


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Quando un bacio è davvero l'ultimo? 
Quando sei forse convinta che la storia è davvero finita o quando sai che quella persona ha significato così tanto per te che, con chiunque verrà dopo, i baci non avranno più lo stesso significato?

Dopo tutti i disastri che Alex ha combinato in Le nostre prime sette volte, sono passati nove mesi - nove mesi nei quali Alex non ha più visto né sentito (parlare di) Alice. 
Nove mesi nei quali Alex si è fatto un esame di coscienza, nei quali ha capito di aver sbagliato molte delle cose che ha fatto e delle frasi che ha detto, nove mesi nei quali si è accontentato di un'esistenza grigia che non prevede la presenza di Alice - nove mesi nei quali la relazione con Carlotta è di reciproco vantaggio sotto molti aspetti, ma sicuramente non quello sentimentale. 

Ed è poi il matrimonio di Fosco ed Emilia, nel quale sono entrambi testimoni, che li fa incontrare di nuovo - che riaccende quella fiamma mai del tutto spenta, che risveglia i dialoghi taglienti e caustici. 
Complice un ultimo ballo e un ultimo bacio, Alex si rende conto di volere far parte della lista di cose che Alice vuole fare nella vita prima di morire e quando scoprirà come vive Alice a causa di tutte le porte sbattute in faccia per merito delle sue azioni nei mesi precedenti, accettare un no da parte sua non è un'opzione. 
Involontariamente poi ci mette lo zampino anche sua madre Lucrezia, che assume di nuovo Alice nella stessa azienda dalla quale è stata licenziata sette volte - stavolta però il setting non è Milano, ma la modaiola Parigi dove il gruppo Francalanza Visconti sta aprendo la sede internazionale. 
(È stata poi Federica - mia fedele compagna di lettura quando si tratta di questi personaggi - a "sgridarmi" perché non le avevo detto che praticamente era come essere in Il diavolo veste Prada versione francese. Pardon, ero troppo presa a sghignazzare con Maurice, il mio pettegolo preferito.)

E se Alice credeva di essersi liberata di Alex dopo quell'ultimo ballo e quell'ultimo bacio, si sbagliava alla grande perché è proprio Alex a dirigere i lavori in Francia e fare di tutto perché stavolta Alice non si allontani. 
Perché tra loro non può esistere un ultimo bacio che sia davvero l'ultimo. 


Il percorso che compie Alessandro in questo libro è assolutamente notevole - avevamo già notato un accenno di cambiamento in una dichiarazione che rilasciava a Storie2000 alla fine di Non è detto che mi manchi e che viene ripresa all'inizio di questo romanzo. Questo perché Alex è cambiato, ha imparato ad accettare i suoi sentimenti per Alice senza averne paura con la consapevolezza di esserci però arrivato troppo tardi. 

Avere di nuovo Alice nella sua vita lo spinge ad essere più esplicito - certo, mai mettendo del tutto le carte in tavola e sempre omettendo qualcosa che poi si rivelerà essere un enorme passo falso - e le sue frasi e alcuni suoi gesti parlano di un sentimento per Alice che non può essere ignorato. 
Qui però è Alice che si rifiuta di vedere, che non si fida di Alex e la cui parola per lei non vale niente perché ha imparato che a quelle parole non seguono mai i fatti. Lei crede ai suoi baci - a quello che dovrebbe essere l'ultimo, ma non lo è mai - crede a quell'attrazione che quelle labbra esprimono, ma non crede che Alex possa mantenere un impegno. È Alice che fugge mentre Alex cerca anche solo di mantenere il passo. 

Anche in questo romanzo non mancano le incomprensioni, i fraintendimenti, le omissioni che portano questi due a farsi sempre male mentre noi speriamo che quell'ennesimo bacio spacciato ancora una volta come ultimo faccia finalmente aprire loro gli occhi. 

Ma non sono i soli ad avere problemi perché anche i loro migliori amici Fosco ed Emilia stanno affrontando un periodo complicato - e questo mi ha ricordato una delle mie citazioni preferite di sempre anche se è di uno scrittore che non esiste.

She smiles weakly. "You know why love stories have happy endings?" I shake my head. "Because they end too early," she continues. "They always end right at the kiss. You never have to see all the bullshit that comes later. You know, life." 
(Hank Moody - God Hates Us All)

Anche Fosco ed Emilia partono dal presupposto di sapere cosa l'altro pensa e vuole e se per i nostri protagonisti c'è una Carlotta che, quando presente, semina zizzania, per loro c'è una Gaia che ricompare con pretese così assurde che ti viene voglia di spedirla dall'altro capo del mondo. Per fortuna che esiste Ulisse, quel bambino è decisamente intelligente per la sua età - l'ultima scena in cui compare poi è da cuori su cuori.

È una storia che ho divorato nonostante sia più cupa della precedente, la scena al parco in cui Alice incontra Cedric mi ha fatta ridere perché giuro che sembrava presa dalla mia vita e Alex ha compiuto un percorso bellissimo e ho emesso un sacco di versetti stupidi ogni volta che veniva nominato l'anello con l'unicorno. 

E a me piace quando Bianca sforna un nuovo libro in tempi neanche troppo lunghi, ma devo dire che - seppure con motivazioni e dinamiche successive differenti - c'è una sequenza nella seconda metà del romanzo che riporta chiaramente alla memoria la stessa sequenza letta in Un maledetto per sempre
Vuoi perché i romanzi sono usciti (e stati letti) a neanche troppa distanza l'uno dall'altro, vuoi perché il plot-twist è il medesimo, ma mi sono chiesta se non ci sarebbe stato un altro modo per "rompere" e "rimettere insieme" Alex e Alice. 
Ma dall'altra parte, loro non sono creature mie ma sono di Bianca, che quindi avrà visto questa scelta come la più adeguata ai personaggi. 

E per chi è fan di Brando, non temete che un'apparizione da guest star la fa anche qui e segna il momento preciso che si incastra prima dell'epilogo in Un maledetto lieto fine

Alex e Alice restano due dei miei personaggi preferiti di Bianca - forse secondi solo ad Andrea ed Elisa - e la loro era una storia che attendevo da tanto tempo. 
Una storia fatta di risposte caustiche, incomprensioni, alti e bassi, licenziamenti ed inseguimenti, esasperazione e sentimenti tanto forti da far paura. 

Vedrete quattro stelle sotto però non sono quattro stelle piene perché amo i personaggi, ma il plot-twist ha inciso sulla visione d'insieme. 

venerdì 15 novembre 2019

Singing the Book #13

Il 15 novembre è un giorno che dal 2003 segna un brutto anniversario per me e la mia famiglia. E oggi avrei voluto portarvi una recensione, ma ho pensato di tirarmi un po' su il morale con un po' di musica - e una canzone tra quelle che seguono non era prevista, ma l'ho sentita in macchina in questi giorni e mi chiedo come ho fatto a non pensarci prima.

Singing the Book è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro (e racconto) libri il cui titolo è lo stesso - o con qualche piccola variante - di canzoni che amo oppure ho amato e che potrebbero o non potrebbero c'entrare affatto con la trama.

Siamo al tredicesimo appuntamento e anche oggi - con l'eccezione della canzone di cui parlavo sopra - ci sono libri di cui ho scoperto l'esistenza tramite la newsletter di Bookbub e i cui titoli mi hanno subito fatta cantare.

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What Doesn't Kill Her di Christina Dodd / Stronger (What Doesn't Kill You) di Kelly Clarkson

Quando uscì questa canzone nel 2011, io ero uscita dalla fase pop da un bel po'. Sinceramente non ricordo nemmeno quando, come e dove l'ho sentita perché Kelly Clarkson per me era una hit con Since U Been Gone - che amo addirittura di più in versione A Day To Remember - e in generale con l'album Brekaway del 2004, ma poco dopo ho iniziato ad ascoltare musica più "pesante" e quindi la Clarkson faceva parte di una vita musicale che non mi apparteneva più. Però, allo stesso tempo, la Clarkson ha sempre avuto quella nota più grintosa che continuava a piacermi e, sentendo la prima volta la canzone di questo post, ho capito subito che quella sarebbe stata una di quelle canzoni che restano nonostante tutto. Da quello che leggo su Goodreads il libro è un thriller e invece la canzone parla di una storia d'amore finita, quindi credo di poter affermare con una certa sicurezza che hanno ben poco in comune. 




Where We Belong di K.L. Grayson / Where We Belong dei My Last Fall

Da quello che ho capito leggendo la trama del libro e alcune recensioni, questa storia non fa proprio per me. E quindi in realtà io sono qui per la canzone, perché questa canzone... questa canzone! Band romana emergente di tanti anni fa, vista live una volta a Bologna insieme ad un'altra band emergente romana che amavo e niente - quella sera di fine maggio resterà per sempre impressa nella mia mente e in quella della mia amica che era con me probabilmente per l'eternità, tra il disagio e le risate isteriche. E davvero, sono passati dieci anni - perché era il 2009 e dove devo firmare per tornare ad avere quell'età e quella vita in cui vedevo concerti e band e puntualmente mi prendevo una sbandata per qualcuno di loro? Libro e canzone non hanno nulla in comune - così come il libro non ha nulla in comune neanche con la più recente Where I Belong dei Simple Plan. 




Don't Tell di Willow Rose / Don't Tell Me di Avril Lavigne

Anche in questo caso il libro non l'avevo mai visto prima di ricevere la newsletter - si tratta di un thriller, è il settimo di una serie e, a quanto pare, è pure basato su un vero caso di omicidio irrisolto. Il suo titolo però mi ha portato alla mente una canzone che parla di tutt'altro, ovvero di un'altra storia d'amore finita - mi ha portato alla mente la canzone di Avril Lavigne appartenente a quell'album, Under My Skin del 2004, che io ho praticamente consumato a forza di ascoltarlo e che probabilmente è ancora il mio preferito. Ammetto che Don't Tell Me forse non era una di quelle che ascoltavo sempre in loop perché ne preferivo altre da sentire a ripetizione, però anche lei era ben in alto in classifica - e mi ricordo ancora il video senza neppure doverlo guardare. Va da sé che, date le premesse, libro e canzone non hanno nulla in comune.




True Colors di Judith Arnold / True Colors dei Artists Against Bullying

Lo so, lo so - la canzone originale è di Cindy Lauper e a me piace anche la versione di Phil Collins. So anche che questo non ve lo aspettavate. Ma esiste anche un'altra versione - tra le centinaia di migliaia - che probabilmente è la mia preferita perché tra quel collettivo di artisti che la canta sotto il nome di Artists Against Bullying c'è anche Pierre Bouvier dei Simple Plan e in generale trovo che il progetto sia bellissimo. Non mi ricordo quando l'ho sentita la prima volta - e considerate che il video è del 2012 e se lo riguardo adesso, mamma mia, quanto era giovane Pierre! - ma ovviamente, essendo i Simple Plan una delle mie band preferite, immagino di averla sentita subito appena uscita. Della trama del libro ho capito poco - e dovrebbe anche essere brevissimo - ma credo che non abbia nulla in comune con la canzone. 




Winner Take All di Laurie Devore / Miracle In The Mourning degli You Me At Six

E terminiamo con una delle mie band del cuore e una delle mie canzoni preferite del loro ultimo album. Questo libro - insieme a quello precedente, How to Break a Boy - è stato nella mia wishlist per molto tempo perché Courtney Summers una volta aveva consigliato in maniera entusiasta l'autrice. E insomma, se qualcosa piace a Courtney Summers posso non appuntarmela da qualche parte? Però quando, tempo dopo, mi sono decisa a fare un po' di pulizia nella wishlist, continuavo a leggere le trame e titubavo - mi ispiravano, ma non al punto di sentire la necessità impellente di leggerli ed è finita che li ho depennati. Direte voi: i titoli non hanno niente in comune, come hai fatto a fare l'associazione? Perché nel ritornello Josh canta "Oh I'm a winner, and I'm the winner / And the winner takes it all". Insomma, mentre la sentivo in macchina l'altro giorno, improvvisamente ho avuto un flash della cover del libro e ora che guardo la cover inizio automaticamente a cantare. E, bonus, stavolta canzone e libro potrebbero avere un sacco di cose in comune. Inoltre, ho voluto postare questa canzone proprio oggi perché Josh canta anche "In the mourning, you'll need a miracle" e la parola mourning è quella che assocerò sempre al 15 novembre di qualsiasi anno dal 2003. 



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Bene, siamo giunti alla fine di un altro episodio della rubrica - che non terminerà tanto presto perché ho stilato giusto ieri una lista di associazioni che le newsletter di Bookbub mi hanno gentilmente fornito, più qualche extra. 
Nel frattempo ditemi se conoscete qualche canzone oppure se qualche libro vi incuriosisce e intanto vi do appuntamento al prossimo post!