mercoledì 30 settembre 2020

WWW.. Wednesday! #210

Che freddo, che gelo - ci congediamo così da settembre, non solo con l'ultimo WWW Wednesday del mese, ma anche da temperature che fino alla settimana scorsa sembravano quelle di agosto e nel giro di due giorni si sono trasformate in un'anteprima dell'infinito inverno che si profila all'orizzonte. 
 
Nel frattempo io speravo di avere grossi aggiornamenti da mostrarvi, invece i miei piani sono andati in fumo perché improvvisamente ieri sono dovuta andare in città e ci sono stata tutto il pomeriggio - rientrando poi solo all'ora di cena. 
 
Morale della favola? Non ho letto quasi nulla.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso l'ascolto di Even If We Break di Marieke Nijkamp e ammetto che il mezzo voto in più che gli ho dato è dovuto in gran parte all'atmosfera creepy che hanno saputo creare i narratori - roba da tenere sempre la luce accesa. Ha dei difetti, cose che ho immaginato e capito date un po' le circostanze e un po' l'espediente narrativo già letto altrove, ma ciò non toglie che abbia tanti lati positivi - primo tra tutti il "cast" di personaggi super-inclusivo. Recensione (chilometrica, lo so, perdonatemi) QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Come vi dicevo sopra, ieri sono andata avanti di pochissimo con Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini di Mackenzi Lee (e grazie Oscar Vault per la copia digitale in anteprima) - ma grazie ad Alaska che mi ha tenuta inchiodata alla poltrona lunedì sera, dormendomi addosso per ore, sono quasi arrivata a metà. È un libro leggero, quasi una commedia romantica con l'aggiunta di un'epoca storica diversa dalla nostra e della pirateria, e mi sta piacendo - Monty è un adorabile scemo. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
The End di Mats Strandberg è sempre in pole position (a differenza delle Ferrari, ma questa è una storia dolorosa a parte) e, prima di passare a leggere la storia della sorella di Monty e prima ancora di riprendere in mano Storytel, leggerò grazie a NetGalley Quiet No More di Nikki Barthelmess - sequel di The Quiet You Carry letto nel 2018. 

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Che dire prima di salutarvi? Intanto spero che da voi non ci sia il freddo glaciale e che, al contrario di me, siate riusciti ad andare avanti con la lettura - io personalmente mi sento una lumaca, anche se mi rendo perfettamente conto che il libro della Lee è davvero scorrevole e le pagine volano. 
Ditemi cosa state leggendo sotto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post - poi passo a rispondere e a ricambiare la visita, ma nel frattempo ho un recap mensile da preparare per domani!

lunedì 28 settembre 2020

What's on my bedside table? #81 | "Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini" di Mackenzi Lee

Ma che freddo fa? Non so da voi, ma da me si è passati dalla canottiera al maglione. 
E per carità, io sono una di quelle che detesta il caldo - specialmente quando è umido, afoso e appiccicoso - quindi non vedevo l'ora che si tornasse a temperature più miti, ma non volevo neanche subito l'inverno! 

Insomma, non sono psicologicamente pronta ad affrontare queste temperature. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
Uno young adult leggero e divertente, che unisce al romanticismo un pizzico di avventura e di pirateria nel 1700 e qualcosa.


SONO A... 
Pagina 145. Sono più indietro di quanto avessi previsto perché il weekend è sempre un pochino complicato - oltre che davvero, non ho proprio memoria del tempo che non ho impiegato sabato nel leggere a quale altra attività sia stato dedicato. Ha dalla sua comunque che scorre davvero veloce perché lo stile della Lee è veramente semplice - e Monty è un po' una spina nel fianco, da un lato ti fa una tenerezza incredibile e dall'altra vorresti prenderlo a ceffoni per quanto è scemo, ma mi fa anche tanto ridere. 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
...ce l'avevo in wishlist solo dal 2017 - anno della sua uscita - ma c'è voluta la traduzione della Santa Oscar Vault (che ringrazio per la copia digitale in anteprima) perché mi decidessi finalmente a scrollarmi di dosso la pigrizia e a leggerlo.

venerdì 25 settembre 2020

[Recensione] "Even If We Break" di Marieke Nijkamp

Seriamente, qualcuno deve insegnarmi a scrivere delle recensioni più corte. 
Dov'è che sbaglio? 

Ah, se mi vedesse la mia professoressa di filosofia di terza liceo - diceva che ero troppo sintetica, che non ci mettevo abbastanza sentimento. 
E proprio adesso stavo per lanciarmi nel raccontare la storia - e quindi dilungarmi ulteriormente - quando mi sono ricordata che in realtà quella storia sta proprio alla base della mia rubrica BRT: Breve Riassunto della Trama

Ciao prof, guarda adesso quanto scrivo - certo, non su Socrate, ma tant'è...


Titolo: Even If We Break
Autrice: Marieke Nijkamp
Data di uscita: 15 settembre 2020
Durata: 7H 42Min (Storytel Edition)
Editore: Sourcebooks Fire
Link Amazon: https://amzn.to/2ZHHbaC

Trama [tradotta da me]: Dall'autrice
bestselling del New York Times Marieke Nijkamp arriva uno scioccante nuovo thriller su un gruppo di amici che va in una baita per vivere un'avventura con un gioco di ruolo… solo per ritrovarsi ad avere il gioco puntato contro di loro.

CINQUE amici vanno in una baita.
QUATTRO di loro stanno nascondendo un segreto.
TRE anni di storia in comune li legano.
DUE di loro sono condannati fin dall'inizio.
UNA persona vuole mettere fine a tutto questo.
NESSUNO È AL SICURO.

Per cinque amici questa doveva essere l'ultima "fuga" prima di prendere strade diverse, un'occasione per salutarsi e per dire addio anche al gioco a cui hanno giocato negli ultimi tre anni anni. Ma ognuno di loro ha i propri demoni e tutti stanno nascondendo dei segreti.

Finn non si fida di nessuno da quando è stato aggredito qualche mese prima. La ragazza popolare Liva l'ha visto accadere e non ha fatto nulla per fermare l'aggressione. Maddy è stata coinvolta in un incidente che ha distrutto la sua carriera sportiva. Carter sta affogando sotto il peso delle aspettative della sua famiglia. Ever vuole mantenere in vita il gioco fino a quando è possibile, a tutti i costi. Quando la linea tra gioco e realtà comincia a sfumare in conseguenze letali è una corsa contro il tempo prima che il gioco finisca - e questa volta per sempre. Sei pronto a giocare?

Perfetto per i lettori che amano: · libri mystery per ragazzi o horror young adult · storie LGBT con un gruppo di amici e intersezionalità · Karen McManus, Gretchen McNeil o Natasha Preston



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TRIGGER WARNING: transfobia, attacchi di panico, dipendenza da antidolorifici, violenza, tortura, morte. 


Inizia sempre con un omicidio. 

Questa è la regola nel gioco di ruolo creato da Ever il primo anno di liceo - un gioco di ruolo con un'ambientazione, dei personaggi, dei dadi che determinano le azioni di suddetti personaggi, dei puzzle da risolvere, degli indovinelli da decifrare. 
Un gioco di ruolo che unisce magia, mistero, avventura e sì, comincia sempre con un delitto - questo è Gonfalon. 

Inizialmente erano in sei: Ever, Finn, Carter, Maddy, Liva e Zac. 
Quando però la storia tra Liva e Zac finisce, termina anche la partecipazione al gioco di Zac - o forse non ne era mai stato appassionato tanto quanto gli altri. 

Anche per gli altri non è più lo stesso, nonostante Gonfalon resti il loro luogo sicuro - il posto in cui possono essere qualcun altro, il posto in cui possono avere poteri e qualità che nella vita reale non esistono o che non è sicuro mostrare al mondo intero. Ma dentro il mondo di Gonfalon si può - Gonfalon continua a restare ciò che li lega anche quando le loro relazioni di amicizia iniziano a sfaldarsi. 

Finn è un ragazzo trans disabile, costretto ad usare le stampelle a causa del dolore cronico - e come se non bastasse questo, è stato vittima di un pestaggio di stampo transfobico e Liva, testimone poco distante, non ha fatto nulla per impedirlo e non è intervenuta. Finn ora non si fida più di nessuno - soprattutto non si fida di quelli che si sono sempre proclamati suoi amici. 

Ever lotta da sempre contro la povertà, spesso privandosi di qualcosa pur di rendere felice la sorella con grandi problemi di ansia - in realtà vorrebbe rendere tutti felici e sistemare i loro problemi. Si identifica come non-binario, vuole che gli altri usino il pronome essi/loro quando gli parlano - Finn e Ever sono gli unici trans dichiarati a scuola. 

Carter vive sotto le pressioni e le aspettative costanti dei suoi genitori, che non fanno altro che spingerlo verso una vita che gli procuri ricchezza - e lui stesso vuole essere ricco ormai perché non regge più il constante confronto con Liva, specialmente da quando lavora per il padre di lei. 

Maddy è autistica, spesso non sa come prendere le sue emozioni e cosa farne, spesso sente di reagire sempre nel modo sbagliato e mai come gli altri ragazzi "normali" invece fanno - per questo passa molto tempo a studiare e a "leggere" il comportamento non-verbale di chi la circonda. Era una promessa del lacrosse, ma un incidente in macchina le ha lesionato un ginocchio e non solo - lasciandola quindi in balia del dolore cronico e di frequenti attacchi di panico dovuti non solo al trauma, ma anche al mondo in sé che per lei spesso è troppo rumoroso e caotico.

Liva è la più ricca tra loro, quella che nonostante la forte spinta paterna ad essere sempre seria e distaccata per seguire le orme del genitore nel ramo assicurativo è anche la più creativa: è Liva che disegna e realizza i loro costumi - sia quando sono solo tra di loro ad intraprendere una nuova avventura di Gonfalon, sia quando vanno ad una convention. Non manca però di essere spesso superficiale e incurante dei problemi e dei sentimenti degli altri, specialmente se non figurano tra i pochi eletti che lei chiama amici.

Hanno passato tre anni a giocare, ma i loro rapporti personali si sono lacerati. 
Ora stanno per separarsi - Finn, Liva e Carter stanno per diplomarsi e in autunno andranno al college, quindi hanno pensato che non c'è niente di meglio di un'ultima avventura tutti insieme per celebrare il gioco che hanno tanto amato e che ha dato loro un rifugio sicuro dalla realtà per tre anni. E anche se ora Finn e Liva non si guardano nemmeno in faccia, i personaggi da loro interpretati non hanno mai smesso di essere uniti - magari tramite loro, i ragazzi potranno recuperare un po' di quel legame perduto. 

Le cose però si dimostrano difficili fin da subito: la strada per arrivare alla baita che ospiterà l'ultima avventura di Gonfalon è impervia - ardua da percorrere per chi è in perfetta salute, figuriamoci per chi usa le stampelle e/o è affetto da dolore cronico. La tensione tra i ragazzi sale sempre di più e non si quieta arrivati alla baita - e in quanto Game Master, Ever ha deciso di unire Gonfalon ad una leggenda locale che mette i brividi.

I ragazzi iniziano a giocare mentre il sole tramonta e le ombre della notte si allungano. 
Tutti avvertono una strana sensazione, tutti nascondono un segreto, tutti stanno sulle spine - i loro legami sono spezzati, questo weekend romperà definitivamente il gioco e non sanno che di lì a poco un altro gioco, stavolta più crudele e con lo scopo di spezzarli uno ad uno, sta per cominciare. 

Poi le urla, rumori strani, musica che suona, biglietti inquietanti. 

Il gioco nato dalla fantasia di Ever inizia a sfumare lentamente nella realtà mentre i ragazzi si sentono osservati e il conto delle vite inizia a calare. 

L'alba non arriverà mai troppo presto. 


Even If We Break è un mystery thriller che sfocia abbastanza nell'horror: la baita solitaria in montagna, circondata da fauna selvatica e lontana dalla civiltà e anche un (bel) po' di sangue e capelli che si rizzano sulla nuca per la paura. 

Sicuramente il mio giudizio è anche influenzato dal fatto che l'ho ascoltato in audiolibro: se lo ascoltavo di sera dovevo per forza tenere le luci accese perché c'erano delle parti in cui rischiavo veramente di farmela sotto, in cui le voci dei narratori erano eccezionali nell'esprimere tutto l'orrore, l'angoscia e la tensione del momento. 

L'inizio è stato un po' difficile, non lo nego. Proprio perché non potevo "vedere" le parole, ho faticato a capire i termini del gioco di ruolo e, sempre perché lo stavo ascoltando, spesso non si capiva esattamente chi stesse parlando - ci sono narratori che pur interpretando il loro personaggio, quando nel loro punto di vista è un altro a parlare, alterano leggermente la voce per farlo capire mentre qui non è stato il caso. 

Ognuno dei ragazzi ha il suo punto di vista e i capitoli si alternano tra loro, facendoci fare la loro conoscenza piano piano - e ci sono flashback di episodi che ci forniscono il loro background ed esplorano la ragnatela complessa delle loro relazioni e delle loro vite, però non prendono interi capitoli come era stato per All Your Twisted Secrets, in cui spezzavano bruscamente il ritmo e la tensione. Il tutto è ben calibrato e dosato e il lettore riceve le informazioni quando è giusto che le abbia. 

Sono ragazzi fragili, incerti sul loro futuro e schiacciati ognuno da qualcosa: le aspettative della famiglia, i giudizi altrui, il dolore fisico ed emotivo, la mancanza di fiducia che sentono nei confronti degli altri e di quelli che più ritenevano amici. 
E hanno dei segreti che li stanno divorando da dentro, che potrebbero ucciderli prima ancora che ci riesca chi sta dando loro la caccia.

Maddy è quella che mi ha fatto più tenerezza, probabilmente la mia preferita: quasi sempre non riesce a rapportarsi con il mondo e con le persone, non le piace il contatto fisico e Carter è l'unico che riesce davvero a stabilire un rapporto con lei - l'unico a cui permette anche solo di toccarle le mani per calmarla quando il panico prende il sopravvento. Ma anche Finn e Ever mi sono piaciuti tanto - Finn poi dimostra sempre una forza incredibile nel reclamare chi sente di essere davvero a dispetto di quello che possono pensare gli altri e dell'etichetta che gli vogliono affibbiare.

La rappresentazione è davvero ben fatta e giusta - non si tratta del solito libro politically correct che prevede di spuntare la casellina per ogni diversità inserita, ma si sente che è personale per l'autrice e lo confermano anche le note finali e i ringraziamenti. Ogni personaggio è ben disegnato, ogni suo aspetto viene alla luce - specialmente nel caso dei tre che rimangono e che quindi acquistano più capitoli a loro nome. 

E sarò sincera: ho immaginato quasi subito chi ci fosse dietro a tutto - e ci ho anche preso alla fine. C'è stata qualche frase ben piazzata - che però è in mezzo ad un discorso generale e quindi può anche passare inosservata in mezzo al resto o passare addirittura per qualcos'altro - che mi ha messo la pulce nell'orecchio e, insomma, altri libri di altri nomi più "grossi" hanno già usato quell'espediente narrativo in passato quindi il sospetto mi era venuto alla luce di alcuni indizi. 

È un libro che parte lentamente, anche se le tensioni tra i ragazzi serpeggiano sottopelle - ma sono soprattutto alcune frasi di quella leggenda/storia di fantasmi e serial killer ripetute più volte, con cadenza quasi regolare, che iniziano poi a mettere inquietudine. 
Ci vuole però un quarto di libro prima che accada davvero qualcosa, ma quando poi si parte... beh, tenetevi forte. 

C'è da dire che il livello di tensione ne avrebbe giovato se le due morti - non è spoiler, è letteralmente scritto nella trama - non fossero state così ravvicinate e ci fosse stata un po' più di caccia al topo da parte del gatto nel mezzo. Che poi di caccia ce n'è, eh... la baita in sé sembra viva e ogni ombra sembra in grado di allungare una mano per afferrarti e trascinarti nel buio. I ragazzi rimasti devono ricorrere a tutto il loro istinto di sopravvivenza - scoprendo che forse non saranno in possesso della magia come in Gonfalon, ma perlomeno hanno acquisito un po' più di capacità di pensare fuori dagli schemi. Scoprendo che forse il gatto si aspetta un certo comportamento da parte loro, ma mescolando le carte forse il gatto può diventare esso stesso la preda. 

Il finale non è stato esattamente quello che mi sarei aspettata. 
Per quanto sia importante il modo in cui i ragazzi riscoprono i legami tra loro, parlano, si confidano, dicono la verità, ripetono quanto sia importante la terapia specialmente a fronte del dolore cronico fisico ed emotivo e della sua soppressione tramite oppiacei (e come mi è venuta in mente Mickey di Heroine ogni volta che si parlava di abuso di antidolorifici), avrei collocato queste parti altrove per dare spazio ad altro. 
Le motivazioni di chi sta dietro a tutto questo sono state poco chiare, quasi da villain dei cartoni animati - o forse sarebbe servita appunto qualche pagina in più. Diventa chiaro che il modo in cui il "gatto" è stato cresciuto ha influito notevolmente sulla sua psiche e sulla sua visione di come dovrebbe andare il mondo, ma resta comunque un po' di amaro in bocca per la risoluzione affrettata. E diciamoci la verità, io quasi mi aspettavo che non fosse finita davvero, che dietro la curva successiva del sentiero che scende dalla montagna ci fosse un'altra trappola ad aspettare i sopravvissuti - insomma, come in ogni film horror che si rispetti. Invece no, finisce in maniera aperta - nel senso che non sai quali saranno le conseguenze di tutto ciò per chi rimane. 

Quindi, tirando le somme di una recensione che doveva essere corta proprio per evitare spoiler, ma che è venuta lo stesso lunga un chilometro: approvata l'inclusione e la diversità dei personaggi, approvato il focus sull'amicizia e sui rapporti che li legano, approvata l'atmosfera estremamente creepy - tanto che dovevo tenere accesa la luce. 
È un peccato per il finale un po' affrettato, per l'assassino che si capisce quasi subito chi sia e per le motivazioni poco chiare - o meglio, per loro (e con "loro" intendo restare sul generico per non indicare in nessun modo l'assassino) sono chiare, ma io ero a metà tra lo sdegnato a fronte della sua personalità e il "ma ce la fai?" dei suoi ragionamenti. Insomma, ci sarebbe voluto più confronto tra le parti. 
Parte lentamente, ma poi per me tiene alto e costante il livello di tensione - e l'unica pecca è appunto l'ultima mezz'ora (che forse corrisponde agli ultimi tre capitoli, ora non ricordo) perché poteva essere sfruttata per continuare a tenere il lettore sul bordo della sedia invece di farlo assistere ad una seduta di terapia di gruppo. Che per carità, era necessaria, ma non esattamente in quel momento.

Insomma, se dovessi essere oggettiva sarebbe un tre stelle e mezzo, ma siccome l'ho ascoltato in audiolibro e mi sembrava di essere davvero intrappolata in quella baita con la sensazione claustrofobica di essere osservata - totalmente immersa e un tutt'uno con i protagonisti - a sentimento gli do quattro, perché quando il gioco si è fatto reale e la baita ha cominciato a "respirare" avevo i capelli dritti in testa. L'atmosfera e la suggestione create dall'audiolibro hanno davvero fatto la loro parte, però credo che potrebbero benissimo reggere il confronto anche se siete voi a leggere il libro con i vostri occhi.

mercoledì 23 settembre 2020

WWW.. Wednesday! #209

Pensavo che avrei avuto più aggiornamenti da mostrare - invece, per esempio, lunedì sono stata fuori casa tutto il pomeriggio, ieri onestamente non so dirvi cos'ho fatto e dove il tempo sia andato e anche questa mattina sono impegnata fuori casa. 
Ma per una di quelle cose poco piacevoli e da adulta che significano fare la fila in posta, ecco - nulla di così eccitante. Mi sa che da adolescente la vita da adulti me la vendevano come qualcosa di migliore - o forse ricordo male io.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso solo The Upside of Falling di Alex Light, uno young adult leggero e carino senza troppe pretese. È vero che è pieno di clichés, ma devo dire che i personaggi non mi hanno fatta innervosire e hanno tirato fuori una maturità e una capacità di comunicare tra loro inaspettate, che normalmente non trovo in questi libri. Recensione QUI.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Per la questione di cui sopra, sono solo a tre ore di ascolto di Even If We Break di Marieke Nijkamp. Ammetto che all'inizio volevo quasi mollare l'audiolibro e passare all'ebook non solo perché le voci dei narratori spesso si "mangiano" le parole, ma anche perché i personaggi giocano ad un gioco di ruolo alla stregua di Dungeons & Dragons e senza effettivamente "vedere" i termini tecnici del gioco o i vari nomi del gioco in sé, dei suoi luoghi e dei vari alter-ego, inizialmente ho fatto fatica prima riuscire a capire e a imparare a separare la realtà dalla fantasia. Insomma, dopo un inizio difficoltoso che ha minacciato di mandarmi in blocco, le cose iniziano a farsi adesso spaventose - e siccome sono una fifona anche se mi faccio sempre attirare da questi mystery thriller, per la piega che sta prendendo e per come si è concluso l'ultimo capitolo che ho ascoltato ieri sera direi che basta ascoltarlo di notte. No, no, no - a big NOPE.
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
Sentivate la mancanza dell'italiano, vero? Beh, ringraziate santa Oscar Vault - sia per la copia digitale di Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini di Mackenzi Lee, sia per avermi finalmente fatta smuovere dalla mia pigrizia e aver spolverato un libro che stava nella mia wishlist di Amazon probabilmente dal 2017. Non che non lo volessi leggere in inglese - perché se stava nella mia wishlist dalla sua uscita un motivo c'era. È solo che... avete presente quando poi altri libri finiscono per avere la precedenza e voi vi dite "dai, allora sarà il prossimo" e poi finisce come nella famosa frase del mio sempre Re Aragorn de Il Signore degli Anelli "ma non è questo il giorno"? Ecco, la storia è stata un po' così - quando dico che sono una procrastinatrice seriale non lo dico mica tanto per dire. 
Quindi è così che The End di Mats Strandberg finisce per slittare di una posizione - ma solo di una eh, giuro che questo non aspetterà tre anni per essere letto.  

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Bene, la parola spetta a voi ora: ci sono libri che avete rimandato di anni o che state tuttora rimandando? Non necessariamente perché non vogliate leggerli, ma solo perché improvvisamente eravate più interessati ad altro oppure altri romanzi salivano di priorità per un motivo o per l'altro... ditemi voi. 
Scrivetemi tutto nei commenti o lasciatemi il link del vostro post e nel frattempo pensatemi anche durante la mia quest in posta - appena possibile passo a rispondere/ricambiare la visita!

lunedì 21 settembre 2020

[Recensione] "The Upside of Falling" di Alex Light

Cominciamo la settimana con la recensione di un libro un po' romantico e leggero che, nonostante gli stereotipi al suo interno, ha saputo sorprendermi in positivo quando non ha calcato la mano sul drama come invece fanno tanti altri.


Titolo: The Upside of Falling
Autrice: Alex Light
Data di uscita: 18 febbraio 2020
Durata: 6H 41Min (Storytel Edition)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/3bECJxV

Trama [tradotta da me]:
Sono passati anni da quando la diciassettenne Becca Hart ha creduto l'ultima volta nel vero amore. Ma quando la sua ex-migliore amica la prende in giro perché non ha un ragazzo, Becca impulsivamente finge di stare frequentando qualcuno di nascosto.

Brett Wells ha tutto. Essendo il capitano della squadra di football e uno dei ragazzi più popolari a scuola non dovrebbe avere problemi nel trovare qualcuno con cui uscire, ma è sempre stato più concentrato sul suo futuro che su chi portare al ballo di fine anno. Quando sente per caso la bugia di Becca, Brett decide di farsi avanti e di essere il suo ragazzo misterioso. È la soluzione perfetta: lui si può liberare di tutte le persone che gli stanno addosso perché non esce con nessuna e lei può continuare a mantenere in piedi l'imbroglio.

Comportarsi come la coppia perfetta non è facile però, specialmente quando conosci a malapena l'altra persona. Ma con Becca che sta ancora raccogliendo i pezzi da quando il suo mondo è esploso anni fa e Brett che a malapena riesce a tenere insieme il suo, i due cominciano a capire di avere in comune più di quanto avessero mai potuto immaginare. Quando la linea tra realtà e finzione comincia a sfumare sono poi costretti a rispondere alla domanda: questa finta storia d'amore è la cosa più vera in ognuna delle loro vite?


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Becca ha diciassette anni e non crede nel vero amore - non dopo aver assistito al divorzio dei suoi genitori, non dopo che suo padre da un giorno all'altro se n'è andato dalle loro vite non solo lasciando sua madre, ma anche abbandonando lei completamente. Sono cinque anni che Becca tenta di dimenticare quei giorni, cinque anni che tenta ignorare quelle domande ancora senza risposta che non ha mai più avuto occasione di fargli, cinque anni che - dopo svariati tentativi - lei e sua madre si sono ricostruite una vita trovando conforto Amy nei dolci e aprendo una pasticceria e Becca nei romanzi rosa. 
Perché è vero che Becca non crede più nell'amore, ma non crede in quello della vita reale. Nella finzione dei romanzi invece c'è sempre il lieto fine ed è bello e catartico proprio perché finisce sul più bello prima che arrivino le cose brutte della vita quotidiana a rovinare la storia d'amore - cosa che mi ha fatto pensate immediatamente ad una delle mie frasi preferite, quasi la stessa, che l'interesse amoroso del protagonista di God Hates Us All di Hank Moody gli dice alla fine del libro.

Un giorno, dopo una lezione di inglese durante la quale una discussione su Romeo e Giulietta ha acceso gli animi, la sua ex-migliore amica Jenny la prende in giro - che ne può sapere Becca dell'amore visto che è sempre stata single e non si è mai innamorata? 
Stanca di quelle continue frecciate, d'impulso Becca risponde a tono dicendo di stare uscendo con qualcuno - salvo poi non sapere che dire quando Jenny le chiede chi sia il fantomatico ragazzo in questione. 
E l'ultima persona che Becca si aspettava arrivasse in suo soccorso - anzi, proprio l'ultima persona in tutti i sensi - è Brett, capitano della squadra di football e amato da tutti, che non solo conferma la sua storia davanti a Jenny con una disinvoltura che ha dell'incredibile... ma le chiede poi anche di continuare a tenere su la messinscena. 

Entrambi ci ricavano qualcosa: Becca non verrà sbugiardata davanti all'intera scuola e, nel caso sua madre lo venisse a sapere, almeno non avrebbe più Amy addosso in attesa trepidante che la figlia si innamori; Brett, che fino a quel momento si era concentrato solo sul mantenere alti i voti per poter continuare a giocare a football, frequentando Becca avrebbe un altro motivo per rendere orgoglioso suo padre e riprendere da dove lui aveva lasciato - dato che i suoi genitori l'hanno avuto prestissimo, ancora al liceo, non hanno mai sperimentato tutto ciò che la giovinezza poteva offrire loro

Per mantenere in piedi una finta relazione però non basta dire di stare insieme - bisogna costruire una storia di copertura, bisogna conoscersi almeno un po' per evitare di cadere in contraddizione, bisogna farsi vedere insieme. 
Ed è questo il problema dei finti sentimenti: a volte possono diventare veri. 


The Upside of Falling è una lettura leggera e perfetta per quando volete distrarvi o volete intervallare qualcosa di facile tra letture pesanti. 

Non dovete aspettarvi chissà quali approfondimenti però - come potete vedere dalla durata dell'audiolibro, questo è un romanzo davvero breve che avrebbe giovato di qualche pagina (o mezz'ora) in più.
Tanto per cominciare mi aspettavo qualche scena in più di finti appuntamenti in pubblico - magari anche qualcosa che avesse una sfumatura imbarazzante o esilarante. Invece Becca e Brett fanno prestissimo a diventare amici (un po' troppo presto visto che sembra non si siano mai parlati prima di quel momento) e questo poi crea verso il finale un po' il sentore di instalove - è una storia che si muove velocemente e, complice l'assenza di veri e propri riferimenti temporali, sembra svolgersi nel corso di qualche settimana. 

Brett sembra troppo bello per essere vero, ma comunque loro sono davvero carini insieme e tra i due fa presto a crearsi una connessione - questo dovuto al fatto che Becca se la sente di parlare con lui della sua famiglia e gli saprà essere di aiuto quando Brett scoprirà che i perfetti genitori Wells non sono poi così perfetti alla fine. In generale, i due sono bravi a supportarsi a vicenda nel momento del bisogno e, miracolo dei miracoli, si parlano.

C'è da dire che quando arriva inevitabilmente la parte un po' drama e un po' angst, questa è affrontata con più maturità di quanto mi sarei aspettata e questo mi è piaciuto veramente tanto - niente drammi inutili che si protraggono per pagine e pagine e i due sono effettivamente in grado di comunicare tra loro. 
In realtà ci sarebbe una scena in cui Becca compie un gesto sconcertante - cioè, io mi ero limitata a voltare pagina e a cambiare genere (pun intendend visto che si tratta di una scena che vede coinvolti i romanzi d'amore di cui è appassionata) e mai avrei compiuto una cosa così scriteriata, ma vabbè, ognuno reagisce a modo suo (anche se per me resta un crimine contro i libri). 

Altra cosa che ho apprezzato è pure l'assenza di drama nel rapporto tra Becca e Jenny. È vero che Becca ha sofferto quando Jenny è stata l'ennesima persona che l'ha abbandonata quando quest'ultima ha guadagnato popolarità, ma le prese in giro non sono mai descritte come quelle di una bulla e nel corso del romanzo si vede anche un cambiamento in Jenny - come questa non si sia mai resa davvero conto del modo in cui ha fatto sentire Becca e di come tenga ancora a lei cercando di recuperare in parte il loro rapporto. 

Dal lato romance questo romanzo è carino e leggero, anche se Becca deve imparare ad accettare che la vita reale è diversa dai libri e che anche se metti un lucchetto al cuore, le catene si possono sempre spezzare - che far entrare qualcuno nella nostra vita è sempre rischioso, che non ci sono certezze e che comunque certe volte non dipende neanche dalla nostra volontà perché le persone entrano e basta e tu ti sei affezionata prima ancora di accorgertene e poi è troppo tardi per fare marcia indietro. 
È un romanzo piuttosto breve, ma nonostante non sia lunghissimo è capace di entrare in profondità quando entrambi i ragazzi hanno a che fare con le proprie famiglie - ognuno con un tipo di ferita diversa, ognuno con un genitore che ha saputo deluderli e con cui devono scendere a patti per smettere di restare ancorati nel passato e andare finalmente avanti con la loro vita senza una zavorra che si trascina. 

Non è un libro indimenticabile e non mancano i clichés, ma è una lettura davvero veloce e adatta se vi piacciono i romanzi in stile Kasie West - perfetta per staccare la mente quando ne avete bisogno e per farvi venire fame con i dolci della mamma di Becca. 

venerdì 18 settembre 2020

Singing the Book #23

Stasera mi aspetta una serata con le mie amiche - e non vedo davvero l'ora - e oltre a questo, quale modo migliore di iniziare il weekend se non con un po' di musica? 

Oggi ci sono un po' di canzoni attuali che appartengono al mio cuore, ma ci sono anche dei bei tuffi nel passato (musicale).

Singing the Book è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro (e racconto) libri il cui titolo è lo stesso - o con qualche piccola variante - di canzoni che amo oppure ho amato e che potrebbero o non potrebbero c'entrare affatto con la trama.

Siamo al ventitreesimo appuntamento e oggi parliamo come al solito di abbinamenti che mi sono capitati per caso tra le mani.

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Can’t Stop the Feeling di Maria Geraci / Can’t Stop the Feeling! di Justin Timberlake

Come mi sia venuta in mente la canzone di Justin Timberlake vedendo il titolo di questo libro, proprio non ne ho idea dal momento che non sono mai stata neanche davvero una fan di boybands et similia - a parte forse per un millisecondo dei Backstreet Boys. Ho sempre saputo però chi fosse Justin Timberlake, anche se non ho mai ascoltato gli *NSYNC - sfido però chiunque a non conoscere Bye Bye Bye e ovviamente io la amo in versione cover fatta dagli Our Last Night. Ma sono stata un'adolescente nel periodo in cui si stava costruendo la sua carriera solista e in cui MTV era un grande canale televisivo che trasmetteva musica a ripetizione - e se non erano video musicali erano programmi che parlavano di musica o al massimo serie televisive come Boys and Girls con un giovanissimo Adam Brody prima che diventasse il Seth Cohen di The O.C. e Undressed. Oh, ho dimenticato gli anime come Slam Dunk! Tutto questo per dire che quando ero a casa, la mia televisione era sempre sintonizzata su MTV anche quando facevo i compiti ed era inevitabile ascoltare le sue canzoni passare in rotazione - e alcune mi piacevano anche, sebbene lontane dal mio genere musicale preferito. Il libro è un contemporary romance e per me la canzone ha un mood completamente diverso - più allegro e più generico. 




Drive Me Crazy di Marquita Valentine / (You Drive Me) Crazy di Britney Spears

Con questo abbinamento torniamo davvero indietro negli anni a quando ero ancora una pre-adolescente e i primi singoli di Britney Spears erano la vita - sul serio, avreste dovuto vedermi in fissa con ...Baby One More Time. Era inevitabile quindi che, vedendo un titolo del genere non potesse che venirmi in mente un altro dei suoi singoli più famosi - poi, essendo stata anche una pre-adolescente fin troppo romantica, non potevano mancare tutti i film adolescenziali che seguivano quel filone e lo sapete che esiste un film che si chiama proprio Drive Me Crazy del 1999, il cui titolo è dovuto proprio alla canzone della Spears che fa anche parte della colonna sonora? E che i due protagonisti, Melissa Joan Hart (che conoscevo già per Sabrina, Vita da Strega) e Adrian Grenier (che avrei seguito poi in Entourage), hanno poi preso parte al videoclip ufficiale? Come mi sento vecchia, gente. Il libro è un contemporary romance e quindi è un po' più adulto rispetto alla canzone che è molto più fresca e giovanile (sì, anche se adesso quella canzone ha ventun anni), ma non è detto che si escludano a vicenda. 




Once in a Lifetime di Kathryn R. Biel / Once in a Lifetime dei The Night Game

Poteva forse mancare il mio amato Martin Johnson? Ovviamente no. E credo sia anche abbastanza inutile che io stia a raccontare di nuovo di Martin, dei Boys Like Girls prima e dei The Night Game - salvo per dire che Martin nel 2018 con la sua nuova musica mi ha davvero salvato l'anno, anche se questa è una delle due canzoni di quell'album per cui mi è servito più tempo per affezionarmici. Il libro, si capisce già dalla cover, è un chick-lit e con la canzone non c'entra nulla perché quella racconta uno dei periodi più bui della vita di Martin durante i quali a malapena usciva di casa - e per chi non lo sapesse, Martin ha un passato di tossicodipendenza e ora è pulito da molti anni, quindi Once in a Lifetime è solo una delle canzoni dell'album che parla di quegli anni post-rehab in cui anche la musica l'aveva stancato e non lo ispirava più. 




Nothing Ever Happens Here di Sarah Hagger Holt / Leave The Night On di Sam Hunt

Non so assolutamente niente del libro se non - vedendo adesso le "etichette" su Goodreads - che si tratta di un middle grade a tema LGBTQ+. Però il suo titolo, appena l'ho visto, mi ha fatto venire in mente un verso della canzone di Sam Hunt - che non è nemmeno preciso perché il verso recita they say nothing good happens here / when midnight rolls around. Non sarà preciso eppure mi ha fatto venire in mente questa canzone country che amo moltissimo e che mi fa anche venire un sacco voglia di ballare ogni volta che la sento e non sarà legata a questo libro in particolare, ma ricordo che l'ho scoperta anni fa grazie ad una tappa musicale in un blogtour per non ricordo che libro. Ed è una canzone di quelle che mi fanno desiderare notti divertenti. spensierate, felici - di quelle notti così piene di vita che speri non finiscano mai. 




It’s Reigning Men: Books 1–3 di Jenny Gardiner / It's Raining Men di Geri Halliwell

Ma con un titolo così potevo forse io non tornare neanche pre-adolescente, ma addirittura bambina? La fissa che non avevo per le Spice Girls, gente... e anche se Emma "Baby Spice" Bunton era la mia preferita, lo stesso quando Geri Halliwell ha abbandonato il gruppo per me era stata una tragedia di proporzioni bibliche. E se qualche tempo fa durante la quarantena, presa da un'ondata di malinconia per i tempi che furono, mi sono guardata una carrellata di video delle Spice Girls su YouTube... beh, questo rimane tra noi. Insomma, che dire - il titolo del bundle di libri si commenta da solo e io sono sempre scettica riguardo quelle storie in cui la protagonista "inciampa" in miliardari o, in questo caso, uomini dal sangue blu, ma se per Geri Halliwell possono piovere uomini allora immagino che sia possibile anche inciampare in miliardari o reali. Io al massimo inciampo nei miei stessi piedi. 



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Siamo giunti alla fine di un altro appuntamento e come al solito vi rinnovo l'invito a commentare sotto per farmi sapere se conoscete qualcuna di queste canzoni, se vi piacciono oppure se qualcuno dei libri vi incuriosisce!

giovedì 17 settembre 2020

[Recensione] "Girl, Unframed" di Deb Caletti

Deb Caletti è un'autrice che mi aveva sempre incuriosita, sin da quando sono approdata su Goodreads nel 2013 - sua una citazione che mi aveva colpita, anche quella di un libro con un tema alquanto pesante e delicato come le relazioni tossiche e abusive. 

Non avevo mai letto niente di suo però, ma ho deciso di farlo quando ho visto questo libro nel catalogo di Storytel e ho visto anche il paragone con Sadie di Courtney Summers - tutto quel rosso sulla cover, poi... il rosso è il mio colore preferito.


Titolo: Girl, Unframed
Autrice: Deb Caletti
Data di uscita: 23 giugno 2020
Durata: 8H 31Min (Storytel Edition)
Editore: Simon Pulse
Link Amazon: https://amzn.to/3iokyiw

Trama [tradotta da me]: L'estate di una ragazza adolescente insieme a sua madre assume una piega sinistra in questo thriller avvincente sui pericoli insidiosi delle attenzioni non richieste, scritto dalla vincitrice della medaglia Printz Honor e dalla finalista del National Book Award Deb Caletti—perfetto per i fans di
Sadie di Courtney Summers.

Sydney Reilly ha un brutto presentimento riguardo al tornare a casa a San Francisco prima ancora di salire sull'aereo. Come potrebbe essere altrimenti? Sua madre è Lila Shore—quella Lila Shore—una stella dei film che mette la sua bellezza e le attenzioni maschili al di sopra di tutto…certamente al di sopra di sua figlia.

Ma le preoccupazioni di Sydney si moltiplicano quando scopre che Lila è impegnata sentimentalmente con Jake, un mercante d'arte con losche conoscenze. Jake ama tutti i bellissimi oggetti e Sydney può sentire i suoi occhi addosso ogni volta che lui è nei paraggi. E lui non è l'unico. Sydney sta cominciando ad attirare l'attenzione su di sé—buona e cattiva—ovunque vada: dal dolce e bellissimo Nicco Ricci, dall'inquietante costruttore edile della porta accanto e addirittura da Lila. Comportamenti che una volta sembravano equivoci, ora cominciano a sembrare minacce mentre l'estate diventa sempre più lunga e più calda.

È inquietante come la bellezza sia complicata e gli oggetti abbiano una storia e tu puoi essere guardata senza essere davvero mai vista. Ma il vero pericolo, i crimini passionali, quel tipo di cose dove qualcuno viene ucciso—quello capita nella maggior parte dei casi solo nei film, Sydney ne è sicura. Questo fino alla notte in cui qualcosa capace di cambiare la vita di una persona accade sulla scalinata che porta alla spiaggia. Una notte elettrizzante che improvvisamente va molto male, in cui la lealtà viene messa in discussione e durante la quale Sydney impara una terribile verità: anche gli oggetti bellissimi si possono rompere.



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TRIGGER WARNING: molestie, cat-calling, abuso domestico (fisico e psicologico).


Fin dall'inizio si capisce che questa storia ci viene raccontata dalla protagonista dopo che i fatti sono già accaduti - se già non fosse per il fatto che ogni capitolo inizia con la lista delle prove portate al processo che fanno capire al lettore che un crimine verrà commesso, sicuramente è anche per le frasi pronunciate da Sydney chiaramente con il senno del poi che lasciano un senso di inquietudine alla fine di ogni capitolo. 

Sydney ha quindici anni, anzi sedici - li compie praticamente all'inizio del romanzo. 
Per la maggior parte dell'anno vive a Seattle e studia in collegio, non troppo lontano dalla nonna Edwina che vede nei weekend. Ha degli amici, si dedica allo sport e non ha proprio voglia di lasciare queste cose per passare l'estate a San Francisco con sua madre Lila Shore - un'attrice un po' in decadenza che Sydney non chiama mai mamma. 
Oltretutto, a quanto pare, Lila ha un nuovo fidanzato che si è anche già praticamente trasferito a vivere in casa loro. 

Sydney non vuole partire - sente che quest'estate è L'ESTATE, quella in cui potrebbero accadere tante cose e si potrebbero incontrare tante persone. La tipica estate in cui le tipiche quindicenni sentono di avere il mondo ai loro piedi e non è solo per questo che Sydney non vuole partire, ma anche perché ha una brutta sensazione da settimane. 

Eppure sua nonna non vuole sentire ragioni e all'aeroporto, invece di Lila, c'è solo Jake ad attenderla. Jake, un uomo che non ha mai visto e che guida una Lamborghini troppo veloce e che, alla notizia che l'indomani avrebbe compiuto sedici anni, comincia a fare apprezzamenti su quanto il suo corpo invece ne dimostri di più. 

E improvvisamente non è solo Jake a notare il suo corpo e a metterla a disagio ogni volta che è in casa, ma c'è anche uno dei muratori che sta lavorando alla casa a fianco che non le risparmia fischi e gesti volgari ogni volta che esce dalla porta. Pure Lila si comporta in modo strano - le dice di provare ad essere più sexy, ma la rimprovera quando la vede indossare i vestiti che lei stessa le ha comprato e la umilia ogni volta che l'attenzione maschile, di un uomo o di un ragazzo che sia, è su Sydney invece che su di lei. 

L'estate dovrebbe essere fatta per passare del tempo con sua madre, ma Lila è troppo impegnata con il suo sonno di bellezza e con i suoi appuntamenti con lo shopping, gli amici o i registi - per Lila tutto viene prima di sua figlia. E Sydney si ritrova sempre troppo spesso sola, in una casa troppo grande e troppo vuota con la sola compagnia di Max - il cane di Jake, di cui lui manco si occupa - e fin troppi quadri nelle loro casse di imballaggio nella stanza per gli ospiti che rappresentano donne e ragazze dipinte da uomini nel corso del tempo. Donne e ragazze che non hanno una bocca per parlare, donne che sono meramente oggetti da guardare senza essere visti davvero. 

Ed è così che si sente anche Sydney, mentre il suo corpo viene sempre più spesso guardato e trattato come un oggetto - come una proprietà, qualcosa da possedere. 

Il mio corpo era un cartellone pubblicitario da commentare. Il mio corpo era l'intrattenimento di qualcun altro, una storia che non aveva nulla a che fare con me. Ero un quadro. Ragazza, olio su tela.

Nicco però, conosciuto sulla spiaggia, sembra l'unico a vederla davvero e la chimica tra loro sfrigola anche quando non si toccano - e in questo caso sì che Sydney vuole essere toccata perché è una sua decisione. Ma non è solo il classico "che si fa con un ragazzo?" dettato dalla quasi inesperienza a frenarla, no - c'è anche quell'insegnamento tramandato di donna in donna, quello che dice che non puoi mostrare il tuo desiderio e che devi essere una brava ragazza, che altrimenti diventi una puttana e non sei più "pura". E lo dicono anche i romanzi horror del suo scrittore preferito: le ragazze che cedono al desiderio e fanno sesso finiscono sempre per fare una brutta fine, quelle con la camicia abbottonata fino al colletto sopravvivono invece. 

L'estate sembra infinita, ma non in senso buono - non quando Jake e Lila gridano, non quando Jake diventa improvvisamente possessivo, non quando Sydney si accorge che vengono tenuti d'occhio, non quando Lila non risponde al telefono, non quando i fantasmi continuano a gridare avvertimenti, non quando la casa mette angoscia e terrore, non quando Sydney si sente un oggetto sia dentro che fuori casa, non quando l'orologio ticchetta e non è solo la rabbia di Sydney sul punto di esplodere. 

E questo perché il grande avvenimento che senti nell'aria estiva e che aspetti con trepidazione che accada non è detto che sia positivo, ma di sicuro - nel bene o nel male - ti cambierà la vita.


C'è da dire innanzitutto che la parte thriller è "venduta" in una proporzione sbagliata - il libro sembra spingere tanto in quella direzione ma, sebbene accada un crimine e ci sia un processo, in realtà è più che altro una storia di formazione. E sì, ha delle cose in comune con Sadie - non tante quante mi sarei aspettata, ma di sicuro molte di più di quelle presenti in altri libri a cui veniva comparato nel gioco del "se ti è piaciuto questo...". 

Sydney è una ragazza che nonostante la madre famosa vuole essere normale, ma poi neanche tanto a volte - ha sempre creduto di vivere due vite separate, ma durante l'estate si rende conto che in realtà quelle due persone diverse che credeva di essere (la studentessa e la figlia di Lila Shore) sono più intrecciate di quanto avesse creduto.

Il suo rapporto con Lila è qualcosa di tossico, completamente sbilanciato - è Lila quella che sembra una bambina, quella fragile che deve essere sempre consolata, quella che è passata per mille relazioni finendo per essere sempre la parte sottomessa e finendo sempre per ripetere la storia di famiglia, quella che vede le donne abbandonate o abusate dai loro mariti e compagni. Sydney è quella che deve consolarla, quella che deve dosare le parole, quella che deve essere cauta e prendersi cura di Lila - Lila, che è ancora così bella ma anche tanto fragile, quella che prende come un complimento che la figlia le somigli salvo poi umiliarla pubblicamente a causa di una storia vecchia come il mondo: lei sta invecchiando e ora il momento della figlia di risplendere. 
Qualcosa che è inaccettabile per Lila, che ho detestato in tantissimi momenti per non essere mai stata accanto a Sydney, per non aver mai ascoltato le sue paure, per ogni volta che con la vocina stucchevole (l'audiolibro aiuta un sacco in questo caso) la chiamava "baby" e "Syd-Syd". Ma Lila però è una donna che in parte mi ha fatto anche pena perché, cresciuta povera con la madre Edwina, è entrata nell'industria cinematografica quando era addirittura più giovane di Sydney - e se il #metoo ci ha insegnato qualcosa è che spesso accadono cose orribili alle ragazze quando entrano in quel mondo. Da questo punto di vista Edwina è una nonna migliore per Sydney di quanto non sia mai stata come madre per Lila, avendola spinta in quel mondo perché sapeva che la bellezza di Lila le avrebbe aiutate a risollevarsi economicamente e non avendola mai protetta. 

La parte thriller assume meno rilevanza man mano che si va avanti perché questa diventa la storia di come Sydney vive le relazioni, di come vede se stessa e le altre donne trattate dagli uomini - in casa, per strada, nei quadri, nei film, nei romanzi. 
Di come la misoginia sia imperante e di come gli uomini trattino le donne come oggetti, non considerandole persone e non vedendole davvero e usandole solo quando fa comodo, meglio ancora se nel frattempo stanno zitte - e di come questa misoginia sia spesso interiorizzata anche nelle donne. 

Sydney prova tanta rabbia - non solo per i gesti volgari ed esibizionisti, non solo per il cat-calling e per la supposizione implicita degli uomini secondo la quale dobbiamo considerarlo un complimento quando invece si tratta di una molestia, non solo per il dover essere sempre lei (o una donna in generale) quella che si deve allontanare impedendosi di godersi il momento o la giornata perché un uomo decide di non farla sentire al sicuro, ma anche perché si rende conto di quanto spesso le donne siano impotenti di fronte a uomini a cui basterebbe una spinta per fare loro del male. Quanto le donne siano sempre costrette ad essere educate, cortesi e a sorridere perché reagire a quel tipo di comportamento potrebbe causare qualcosa di ancora peggiore e di come gli uomini non siano (quasi) mai nella posizione di provare quella stessa paura - di certo non nei confronti di una donna se i ruoli venissero invertiti.

Sydney deve anche lottare contro i sentimenti contrastanti verso il suo corpo - perché devi essere sexy, ma non troppo sexy e devi far capire di volere e desiderare un ragazzo, ma lo devi anche nascondere agli occhi del mondo e agli occhi del ragazzo stesso. Sydney capirà anche che "volere" e "desiderare" una persona spesso non sono la stessa cosa e, ancora più spesso, non sempre vanno di pari passo. 

È un libro con un messaggio importantissimo e un ritratto fin troppo accurato di ciò di cui le ragazze e le donne sono vittime fin troppo spesso, con tante frasi che avrei voluto sottolineare se avessi avuto il libro digitale o cartaceo - ancora una volta mi sono resa conto di quanto forte mi colpiscano alcune frasi di questa autrice. 

Detto questo però, da che all'inizio credevo avrei finito per prenderlo cartaceo, passata la metà ho cambiato idea - lo spazio in libreria sta finendo e sto cercando di comprare solo quei libri che mi coinvolgano appieno emotivamente. 

Il libro mi è piaciuto e anche tanto - ho anche ricordato la me stessa quindicenne, quella che sentiva di avere il mondo ai suoi piedi prima che la sua vita implodesse. Ho ricordato quell'estate passata con la mia ex-migliore amica, quell'estate in cui tutto sembrava potesse accadere, quella in cui ho cominciato a mettere le maglie un po' più scollate e volevo essere guardata ma allo stesso tempo ne avevo anche timore. 
Per Sydney in questo libro è stata la medesima cosa: quel desiderio contrastante di essere guardata e desiderata finché quelle occhiate e quel desiderio non sfociano in qualcosa di più brutto che "sporca" quella sensazione che inizialmente ci faceva sentire bene e sicure di noi stesse e del nostro corpo. 

Come ho detto il libro mi è piaciuto, però... non è neanche la mancanza - o il poco peso - della parte thriller, perché il messaggio del libro vuole essere un altro e per me, a differenza di altri lettori, non è stato un problema. 
È che si sente la distanza quasi impersonale, un muro tra Sydney e il lettore - e non credo sia perché lei sta raccontando fatti già avvenuti e il "distacco", per quanto se ne possa avere con temi del genere, è insito in simili circostanze. 
Credo sia perché ci sono effettivamente poche scene tra Sydney e Jake - o almeno, io leggendo la trama me ne ero aspettate molte di più e molto più cariche di ansia e creepiness. Idem per quando Sydney è fuori casa da sola - e ora non voglio dire che il mondo deve essere per forza pieno di squali ad ogni angolo che giri (anche se un po' lo è), ma dato l'argomento mi aspettavo più episodi spiacevoli in quel senso. Non sono una che vuole la violenza e la bruttura gratuita, ma spesso quel senso di ansia e angoscia e rabbia che Sydney avrebbe dovuto provare in certe situazioni e con certe persone non mi arrivava in quanto lettrice - come in un classico caso di troppo detto e poco mostrato. 

E il finale, per quanto non metta un punto fermo, l'ho trovato coerente e realistico - ho detestato con tutte le fibre del mio essere una decisione di Sydney e avrei voluto prenderla per le spalle e scrollarla, ma era fin troppo coerente con quanto visto della sua personalità fino a quel momento e non poteva essere diversamente. 

Detto questo, è comunque un libro che merita davvero di essere letto e che con Sadie ha di sicuro in comune il tema delle ragazze e di come queste vengano viste e trattate dal mondo maschile. Le quattro stelle non sono forse pienissime proprio perché a volte i sentimenti di Sydney non mi arrivavano e mi è mancato il pieno coinvolgimento emotivo che ho avuto con altri libri, ma dargli di meno sarebbe stato come fargli un torto.