mercoledì 12 dicembre 2018

WWW.. Wednesday! #123

Oggi è giorno di WWW Wednesday, oggi mancano quattro mesi precisi al mio trentesimo compleanno (che poi, ma dove?!) e oggi, se il caos che è la mia vita mi lascia un attimo di tregua, forse riuscirò ad andare avanti con la lettura. 

Nel caso nei giorni scorsi abbiate letto della visita che dovevo fare e siate interessati al bollettino medico, il succo della questione è questo - se non vi interessa, liberissimi di passare direttamente ai libri.

In pratica lunedì ho visto il gastroenterologo che mi ha rimessa di nuovo a regime alimentare stretto (cose bianche, cose magre, cose secche, le gioie infinite mentre io sono qui che vedo i cioccolatini volare) ed è del parere che dovrei ricominciare ad assumere acidi biliari e secondo lui dovrei farlo a vita, mi ha detto di stare lontana da alcune famiglie di farmaci perché vanno a stimolare un "interruttore" all'imbocco di un dotto e mi ha fatto la ricetta per una risonanza magnetica d'urgenza. E se da questa risonanza magnetica dovesse risultare che si sono formati nuovi calcoli, dovrei fare una gastroscopia per toglierli. 
Nel frattempo sono passate due settimane da quando mi hanno sbagliato l'accesso venoso al pronto soccorso e ho ancora il braccio livido e gonfio e il mio medico ieri l'ha esaminato e ha detto che si sente ancora il liquido che non si è assorbito e sono tornata a casa dalla farmacia con due scatole di acidi biliari - e ne mancano ancora due perché in farmacia arrivano oggi. 

Bene, quindi io adesso sono in balia di me stessa mentre aspetto che mi chiamino per la risonanza perché ovviamente - anche se si tratta di un'urgenza - non c'era posto e ogni volta che vedo gli altri mangiare assomiglio ad una belva rabbiosa. 

Quanto manca alla fine del 2018?


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


In una sola giornata ho letto Leggere è una faccenda da gatti di Alex Howard e sono rimasta alquanto delusa perché non ha rispettato per niente le mie aspettative. Sappiamo tutti che i gatti sanno di essere superiori, sono vanitosi e a volte altezzosi, ma questo è stato veramente antipatico. Cioè, avevo anche rimosso questa lettura - manco me la sarei ricordata se non fosse che sono andata a recuperare il WWW della settimana scorsa. Recensione QUI.
Ho poi letto By Your Side di Kasie West. Per me è il primo dell'autrice, ma ho tutte le intenzioni di recuperare gli altri perché è stato davvero dolcino senza farmi venire il diabete. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho iniziato domenica sera tardi la raccolta di racconti My True Love Gave to Me curata da Stephanie Perkins, ma visti gli ultimi giorni ne ho letti solo tre su dodici. Il primo mi è piaciuto, il secondo mi è rimasto alquanto oscuro, il terzo mi è piaciuto però forse un po' meno del primo. Vedremo come andrà con i prossimi. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Giuro solennemente che la presenza di un titolo come Voglio vivere prima di morire di Jenny Downham non è dettata dal mio naturale pessimismo e dalle mie attuali condizioni mediche - semplicemente questo libro aspetta di essere letto da tre anni e ho anche il film che ne è stato tratto da vedere. 
Poi leggerò Tiger Lily di Jodi Lynn Anderson, un inedito retelling di Peter Pan che si concentra su Giglio Tigrato. 

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Siamo giunti alla fine anche di questo appuntamento e spero che la vostra settimana sia iniziata in modo migliore rispetto alla mia. Nel frattempo scrivetemi nei commenti come stanno andando le vostre letture oppure lasciatemi il link del vostro post e io, tra un racconto e l'altro, passerò a ricambiare la visita. 
Per domani non c'è nulla in programma, ma venerdì vi aspetta il secondo appuntamento del Singing the Book!
Cheers! :)

martedì 11 dicembre 2018

Christmas: Book & Food - "Oliver, il gatto che salvò il Natale" di Sheila Norton & ...

Buon pomeriggio, lettrici e lettori! 

Oggi tocca a me - insieme a Nik del blog Gli Alberi Da Libri - parlarvi di un libro a tema natalizio e di qualcosa di mangereccio che gira a casa mia in questo periodo grazie all'idea di Susy (I miei magici mondi) ed Ely (Il Regno dei Libri) e con il supporto della grafica creata da Francesca (Libri, libretti, libracci)



Siccome io poi non leggo mai i libri quando escono ma sempre dopo una vita, il libro oggetto di oggi è uscito l'anno scorso.
Mi sembra anche chiaro il motivo per cui l'ho voluto leggere: il gatto rosso in copertina.



Titolo: Oliver, il gatto che salvò il Natale
Titolo originale: Oliver: The Cat Who Saved Christmas
Autrice: Sheila Norton
Data di uscita: 30 novembre 2017
Data di uscita originale: 8 ottobre 2015
Pagine: 281 (copertina rigida)
Editore: Newton Compton Editori
Link Amazon: https://amzn.to/2TRaymk

Trama: Oliver è un gatto timido e pigro e raramente si spinge fuori dal pub dove vive. Il suo mondo è tra quelle mura, le avventure non fanno per lui. Ma la sua vita è destinata a cambiare da un giorno all’altro, quando un incendio divampa nella cucina e costringe Oliver ad abbandonare la dimora tanto amata. È giunto il momento di affrontare un ambiente per lui sconosciuto. Eppure Oliver non ha grandi difficoltà a farsi amare dagli uomini, che si mostrano gentili e premurosi con lui. Un giorno però, tra i volti allegri di tanta gente, nota una ragazzina molto triste e sola. Ha bisogno di un amico, pensa Oliver. E visto che siamo vicini al Natale, perché non diventare il protagonista di un piccolo miracolo… 


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Io vedo un gatto e non so resistere, è più forte di me. 

Siamo in un piccolo paesino in Inghilterra e Oliver è un bel gatto bianco e rosso che vive nel pub gestito dal suo umano, George. Ma una notte, a causa di un guasto elettrico, scoppia un terribile incendio che distrugge il pub e buona parte del municipio a fianco e i piani di tutti, ad un paio di mesi di distanza dal Natale, vanno in fumo. 
La vita viene sconvolta soprattutto ad Oliver, che per cause di forza maggiore si trova separato dal suo umano ma che è tanto fortunato da trovare in paese gente che lo riconosce e che è sempre pronta ad offrirgli una carezza - è così fortunato da trovare non solo una famiglia adottiva, bensì due. 

E Oliver è un gatto speciale, riesce a portare gioia e il sorriso anche nelle situazioni difficili e in seguito all'incidente tutti in paese scopriranno un nuovo modo di darsi una mano l'uno con l'altro per non dover rinunciare alle attività che amano e alla speranza per delle feste serene in compagnia. 
Ma è anche Oliver che si sente in dovere di ricambiare in qualche modo tutto l'affetto che gli viene dato e anche se questi umani proprio non si decidono ad imparare la lingua dei gatti, lui comunque è deciso a non demordere e a dimostrarsi non solo un gatto coraggioso ma anche un gatto capace di compiere un piccolo miracolo. 


La storia di Oliver l'ho letta in poco più di due giorni ed è stata molto gradevole, ma non ho potuto fare a meno di notare le tante somiglianze con la serie di Alfie di Rachel Wells. 
Siamo sempre in Inghilterra, anche qui c'è un gatto estremamente interessato alla vita umana e a fare il possibile perché siano tutti felici - ho trovato Oliver forse fin troppo umanizzato nei suoi pensieri e nei suoi comportamenti e quindi poco credibile, proprio come è successo ad Alfie con il proseguire della serie. 
E ora chiamatemi Grinch, ma anche qui come nella serie della Wells c'è un personaggio che all'apparenza non ama i gatti ed è scontroso con tutti e che improvvisamente diventa un cuore di panna. Dicevo: chiamatemi pure Grinch, ma non credo che nella realtà accada esattamente così. 

Forse sono io che non sono ancora entrata nello spirito natalizio, ma questo libro è proprio il festival del buonismo - che, per carità, ci sta anche sotto un certo punto di vista: in fondo, abbiamo bisogno di un periodo in cui vada tutto bene e possiamo rilassarci senza ossessionarci sui nostri problemi. 

Ma la storia di Oliver è comunque piacevole, una lettura scorrevolissima che nonostante lo zucchero alla Mulino Bianco, mi ha fatta sorridere e venire voglia di andare a scovare Alaska ovunque fosse per stritolarla di coccole - anche a rischio di finire con un braccio sbranato perché, diciamoci la verità, nessun gatto è così interessato agli umani. 
Anche se effettivamente ci sono volte in cui Alaska sembra davvero rispondere alle domande o quando in genere le parliamo quindi chissà, magari i gatti capiscono davvero quando gli parliamo.

Se volete una lettura per rilassarvi senza pensieri, per credere che la solidarietà disinteressata possa ancora esistere, che sul finale vi restituisca un po' di quella magia che respiravamo quando eravamo bambini fatta di aspettativa e attesa e feste numerose con famiglia e amici in aggiunta con quattro zampe, tanti baffi, una coda e diversi miagolii, la storia di Oliver è quello che fa per voi. 


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Passando ora al cibo... 
andrò praticamente contro tutto ciò che significa essere emiliana. 

Confession time: ho sempre avuto delle fisime con il cibo, il che significa che pure i piatti tradizionali di Natale non ne sono esenti.

Abitando di fianco ai miei nonni materni, il giorno di Natale siamo sempre andati a pranzo dai miei nonni paterni. 
Fin da piccola ho sempre detestato tutto quelle cose come purè di patate, cotechino, zampone e via di questo passo. Motivo per il quale da mia nonna le mie scelte erano tra lasagne/pasta al forno (dipende da come la chiamate voi a seconda della zona d'Italia in cui abitate) e tortellini. 
Da quando ho smesso di mangiare carne dieci anni fa, la mia situazione è ancora più precaria: se prima facevo uno sforzo, da un paio d'anni non ne voglio proprio più sapere - oltretutto mia nonna mette il peperoncino ovunque e quindi io resto a guardare gli altri che mangiano. 
Purtroppo quando si hanno dei nonni vecchi attaccati ai piatti della tradizione o mangi quello che passa il convento oppure ti porti il cibo da casa. 

Ma tanto per svergognarmi pubblicamente, ammetterò pure che ho sempre avuto problemi anche con i dolci di Natale. 
Sopporto a fatica il pandoro e ho sempre detestato il pampepato (e io sto in provincia di Ferrara, parliamoci chiaro, è una delle cose più note della mia zona), ma mai quanto ho sempre odiato il panettone - non parlatemi poi di uvetta e canditi.

L'unico panettone che per me ha senso di esistere è solo quello salato e insomma, farmi mangiare a Natale è sempre stato un problema. 


Quindi con cosa diamine sono qui, vi chiederete voi?
Con un panettone. 


Da un paio di anni a questa parte, la Coop si è messa a produrre un panettone con i frutti esotici - e badate bene che non sono canditi. 
La prima volta che mia madre l'ha portato a casa ero alquanto scettica, ma mi sono ricreduta alla grande perché lo adoro.
È dolce, ma non troppo; la frutta (ananas, papaya, guava e jack fruit) è solo disidratata e zuccherata e se mi avessero detto che un giorno avrei smaniato per un panettone, gli avrei riso in faccia per tre giorni di fila. 

Ho assaggiato l'anno scorso anche quello arancia e cioccolato, ma continuo a preferire questo. 
E quindi farò anche la fame dai miei parenti, ma poi torno a casa mia e mi consolo con questo bel panettone - l'ironia, proprio. 

E quando ho accettato di partecipare a questo progetto e ho detto a mia madre "Ma', mi serve un panettone", lei ha quasi perso la mandibola. 
Già, perché lei è quella che mangerebbe panettone (con uvetta o canditi, non importa) anche ad agosto - a ben pensarci, tutti i giorni dell'anno. 


E come sempre trasformo tutto in un monologo, quindi sotto vi lascio il calendario in modo che possiate seguire tutte le altre tappe e rifarvi gli occhi con quello che le altre blogger hanno deciso di portare in tavola. 


lunedì 10 dicembre 2018

[Recensione] "By Your Side" di Kasie West

Buon inizio settimana, miei cari lettori! Come avete passato il weekend? 
Io sabato ho fatto l'albero e ammetto che un po' di spirito natalizio ha iniziato a farsi sentire - saranno forse i regali che ci stanno sotto? 

E mentre voi leggete questa recensione, io mi preparo che tra qualche ora ho la visita con il gastroenterologo - vediamo quindi se chiuderò l'anno in bellezza e il termine "bellezza" dipende da quanto ottimismo oppure sarcasmo ci volete leggere.


Titolo: By Your Side
Autrice: Kasie West
Data di uscita: 31 gennaio 2017
Pagine: 346 (copertina flessibile)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/2ByFwL1

Trama [tradotta da me]: Quando Autumn Collins si ritrova accidentalmente rinchiusa in biblioteca per tutto il weekend non pensa che le cose potrebbero andare peggio di così. Questo prima di rendersi conto che Dax Miller è rinchiuso lì con lei.

Autumn non sa molto su Dax, tranne che è sinonimo di guai. Tra i pettegolezzi su una rissa in cui è rimasto coinvolto (e il breve periodo in riformatorio che ne è seguito) e la sua reputazione di lupo solitario, lui non è esattamente la persona ideale con cui restare rinchiusi da qualche parte. Inoltre, lei continua a ripetersi che è solo una questione di tempo prima che Jeff, il suo quasi-ragazzo, capisca che l'ha lasciata in biblioteca e venga in suo soccorso.

Solo che lui non arriva. Non arriva nessuno.

Invece diventa quindi chiaro che Autumn dovrà trascorrere il prossimo paio di giorni cibandosi del cibo delle macchinette e facendo conversazione con un ragazzo che chiaramente non vuole avere niente a che fare con lei. Solo che Dax è molto di più di quello che appare a prima vista.

Mentre lui e Autumn dapprima riluttanti - e poi non così tanto - si aprono l'uno con l'altra, Autumn è colpita dalla loro sorprendente connessione. Ma i sentimenti che hanno l'una per l'altro possono sopravvivere anche una volta finito il weekend e con la vecchia vita e il vecchio interesse amoroso di Autumn che minacciano di separarla da Dax?


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Avevo sempre visto in giro i libri di Kasie West, ma non ne avevo mai letti. 
Ricordo che però la trama di questo mi aveva colpita e avevo letto l'incipit che era stato dato in anteprima a EW, così quando qualche mese fa l'ho trovato a pochissimo ne ho approfittato - e ne sono contenta. 

Autumn è una ragazza appassionata di fotografia pronta a passare il weekend con i suoi amici dopo un intenso pomeriggio di studio in biblioteca - e chissà che durante il weekend lei e Jeff non smettano di flirtare e girarsi attorno.
Solo che Autumn resta indietro e si ritrova rinchiusa in biblioteca, senza possibilità di chiamare nessuno perché ha lasciato la sua borsa nella macchina dei suoi amici. 
Autumn è anche una ragazza che soffre di ansia e di attacchi di panico, ma cerca di mantenere la calma e si dice che presto si accorgeranno della sua assenza - che anche se sono convinti che sia in macchina con qualcun altro, di sicuro una volta arrivati a destinazione si renderanno conto che lei non c'è. 

Ma inizia a nevicare e nessuno arriva e ben presto Autumn si rende conto di non essere sola in biblioteca. 
Con lei c'è Dax Miller, il ragazzo con una dubbia reputazione finito in riformatorio - per cosa di preciso non lo sa, i pettegolezzi sono tanti. 

Autumn e Dax non si conoscono - eppure in qualche modo devono passare il tempo, così Autumn cerca di coinvolgerlo e di conoscerlo e per la prima volta ammette a qualcuno che non fa parte della sua famiglia dei suoi problemi di ansia e Dax, con la sua calma e la sua compostezza, diventa una presenza rassicurante per Autumn e una distrazione quando il panico minaccia di prendere il sopravvento.

Ma una volta usciti di lì che ne sarà del loro rapporto? 
Che ne sarà della vita "normale" che Autumn vuole indietro, anche se questo significa che i suoi amici ignorano i suoi problemi e i suoi bisogni di spazio - sarà ancora possibile? 
E Dax, su cui ha ormai imparato diverse cose, può ancora tornare ad isolarsi e fare finta di nulla ignorando tutto ciò che ha confidato - seppure in maniera riluttante - ad Autumn nel corso di quasi tre giorni?


Questa è stata una lettura davvero dolce, che spesso mi faceva sorridere come una cretina perché Autumn e Dax sono così dolcini! 
Ma non sono dolci in maniera zuccherosa - sapete bene che non sopporto quel genere di romance. Sono dolci nel senso che si compensano davvero bene a vicenda: Autumn riesce a far sorridere Dax e Dax riesce a restituire la calma ad Autumn, facendole finalmente aprire gli occhi sul fatto che dovrebbe pensare a sé e a quello che vuole lei senza dover sempre e per forza accontentare gli altri. 
Le loro interazioni mi sono piaciute davvero tanto e anche Autumn mi è piaciuta: io non sono a quei livelli d'ansia, ma so bene cosa vuol dire avere la mente che va nel caos e che poi sa cosa dovresti fare però il tuo corpo reagisce a modo suo e fa un po' quello che gli pare. Conosco bene il bisogno di avere il controllo su quello che ci circonda e sulle reazioni delle persone - cosa che ovviamente è impossibile. So cosa vuol dire avere delle regole e una "struttura" che ti aiuta a non perdere la calma.

Dax non parla moltissimo, ma quello che dice è sempre diretto e senza tanti giri di parole - e spesso volto a rendere Autumn consapevole del modo in cui a volte si esaurisce. È un ragazzo schivo e che non dà confidenza, con una difficile situazione famigliare e che per questo non vuole legami e non vuole impegni a lungo termine - ma impara a capire quando Autumn ha bisogno di una distrazione.

La storia si concentra su Autumn, ma i genitori non sono poi così assenti come in altri young adult: sono genitori che si preoccupano per la figlia, che vorrebbero che a volte rallentasse il ritmo e imparasse a mettere se stessa al primo posto invece di voler cercare di accontentare tutti. 

Perché è importante ascoltare se stessi. Perché è importante capire cosa si vuole. 
Perché dovresti renderti conto di quando non fai mai domande e di quando invece vuoi conoscere davvero una persona. 
Perché innamorarsi dovrebbe essere facile, dovrebbe farti sentire a tuo agio e non mandarti sull'orlo del panico. 

Detto questo, sicuramente recupererò anche gli altri libri della West. 

domenica 9 dicembre 2018

[Spotlight] "Frame rate" di Eugenio Kaen

Sì, ci vedete bene - oggi doppia segnalazione.


Titolo: Frame rate
Autore: Eugenio Kaen
Genere: raccolta di poesie
Data di uscita: 10 dicembre 2018
Pagine: 136
Prezzo: € 4,99 (eBook) - € 9,90 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: https://www.santellieditore.it/product/frame-rate/

Trama: Fotogrammi, istantanee di versi e eterei simulacri di una poesia-racconto.
Narrazione interiore, elevata ad ancella di calliope, questa raccolta di poesie “frame rate” si staglia in una direzione dialogica; o meglio dire in un profondo soliloquio interiore tra l’Io poetico e l’Io apparente, l’involucro corporeo visibile a tutti.
Echi del passato e turbolenza contemporanee accendono una scintilla d’amore per la poesia.


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L'autore: 
Eugenio Kaen (pseudonimo di Orel Yevgen) è nato a Slavyansk’ nel '97, attualmente residente a Tolentino (MC).
Studente di Lettere Moderne presso l’Università di Macerata è un organizzatore d’eventi culturali e realtore a diverse conferenze.
È membro dell’Associazione Culturale Riflessistorici e attualmente è membro attivo della Commissione alla Cultura presso la città di Tolentino.

[Spotlight] "Lilluccia e Rodolfo" di Concetta Salituro

Mi sa che ormai le segnalazioni mi sono ridotta a farle la domenica pomeriggio tardi/sera.


Titolo: Lilluccia e Rodolfo
Autrice: Concetta Salituro
Genere: fiaba per l’infanzia
Finale: conclusivo
Data di uscita: 03 Dicembre 2018
Pagine: 80
Prezzo: € 9,90 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: https://www.santellieditore.it/product/lilluccia-e-rodolfo/

Trama: ‘Lilluccia e Rodolfo’ è una favola che racconta l’avventura di una giovane stella marina messa sotto accusa per i suoi sentimenti.
Grandi e piccini impareranno tante cose sullo stare insieme, sull’amore, sui veri valori della vita.


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L'autrice: 
Concetta Salituro ha già pubblicato 'Polvere bianca' con Santelli vincendo innumerevoli premi letterari.
Pubblica anche Lilluccia e Rodolfo, una favola per bambini, nel 2018 sempre con Santelli Editore.

venerdì 7 dicembre 2018

Christmas: Book & Food - Presentazione

Vi ricordate quel progetto di cui avevo accennato la settimana scorsa? 
Beh, eccolo qui. 



Ideato da Susy (I miei magici mondi) ed Ely (Il Regno dei Libri) e con il supporto della meravigliosa grafica creata da Francesca (Libri, libretti, libracci), in questo Christmas: Book & Food io e altre blogger vi accompagnemo in queste settimane parlandovi di libri che abbiamo letto a tema natalizio e di cibo presente sulle nostre tavole a Natale - potrà trattarsi di una ricetta, di qualcosa fatto con le nostre mani (non guardate me) o fatto dai parenti, di qualcosa di comprato. 

Vi lascio il calendario qui sotto e mi auguro che ci seguirete con entusiasmo! 

giovedì 6 dicembre 2018

[Recensione] "Leggere è una faccenda da gatti" di Alex Howard

Sono già qui, il giorno dopo il WWW Wednesday, con un nuovo post - con una nuova recensione perché questa è stata una lettura breve, in qualche modo veloce ma purtroppo anche... meh.


Titolo: Leggere è una faccenda da gatti
Titolo originale: Library Cat: The Observations of a Thinking Cat
Autore: Alex Howard
Data di uscita: 11 maggio 2017
Data di uscita originale: 28 aprile 2016
Pagine: 200 (copertina rigida)
Editore: Garzanti
Link Amazon: https://amzn.to/2KGzIQw

Trama: Con una zampa bianca e una nera e baffi eleganti, il Gatto della Biblioteca non è un gatto come gli altri. Alla calda casa di un essere umano preferisce la biblioteca dell'università di Edimburgo. I libri sono la sua vera passione, oltre al bacon e ai grattini dietro l'orecchio sinistro. È nei libri che trova le risposte ai rompicapo più stravaganti e scopre universali verità filosofiche. Sono le pagine di Nietzsche, Joyce, Orwell e Heaney a farlo riflettere sulle cose del mondo. Ma soprattutto i libri gli insegnano l'arte di leggere le profondità dell'animo umano e coglierne i segreti più nascosti. Gli umani, infatti, sono esseri complicati, a volte fragili e ingenui. Eppure sono anche piuttosto prevedibili e, in fondo, desiderano tutti le stesse cose: trovare l'amore, scoprire passioni nascoste, vivere emozioni forti. Da lettore esperto, il Gatto della Biblioteca sa bene che per ognuno di questi desideri c'è il libro giusto: 1984 ci offre una nuova prospettiva sul mondo, Shakespeare ha sempre una risposta per tutto, Harper Lee ci aiuta a prendere le decisioni giuste e ad ascoltare il cuore, mentre Trainspotting è la lettura perfetta per sentirsi su di giri. A volte basta la pagina di un libro a farci capire che la felicità sta nelle piccole cose. Perché i libri sono compagni fidati e ci indicano la via. E se sapremo seguire i consigli di lettura del Gatto della Biblioteca, troveremo quello che stiamo cercando. Ispirato alla storia del gatto Jordan, assiduo frequentatore nonché vero residente dell'Università di Edimburgo, questo romanzo tenero e irriverente è subito diventato un caso editoriale in Inghilterra, appassionando migliaia di lettori. È nata persino una pagina Facebook, che conta migliaia di fan e su cui tutti sono invitati a condividere i propri pensieri. Un libro sul potere e il fascino della letteratura. Un libro che ci insegna a conoscere noi stessi e a vedere il mondo con occhi diversi. Crediamo di saperla lunga, ma ci sbagliamo di grosso...



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Mi ero lasciata affascinare dal gatto - ovviamente. 
Mi ero lasciata affascinare dal fatto che fosse ispirata a qualcosa di reale - ad un gatto che davvero è un assiduo frequentatore della Biblioteca di Edimburgo. 
Mi aspettavo una rielaborazione delle sue giornate, di cosa rende tanto speciale questo gatto da essere famoso e amato - anche perché, sinceramente, io Alaska non ce la vedrei in biblioteca. Anzi, la libreria bassa in camera mia le serve solo come appoggio per il suo regale deretano quando vuole guardare fuori dalla mia finestra.

Invece questo Gatto della Biblioteca - altrimenti chiamato G.B. - che si definisce "pensante" e di una razza superiore rispetto ai gatti "normali" è un narcisista pomposo che si ritiene più intelligente di tutti, tanto da trattare con sufficienza i suoi cugini francesi e londinesi - non parliamo poi di tutti gli altri. 
E lo definisco narcisista perché si innamora del suo riflesso in una pozzanghera credendo di vederci invece una bella gattina e non capisce perché non la vede quando alza lo sguardo - mah, chissà perché. 
Per carità, sono la prima che chiama Alaska "Sua Altezza Reale" quando fa la sdegnosa ed è sicuramente più furba di tutti noi messi insieme, ma qui ho trovato tutto esagerato.

G.B. passa le giornate a dormire, mangiare, rubare libri alla biblioteca e nasconderli nelle sue stanze per leggerli - certo, perché è credibile, cioè, va bene che è fantasia ed è pura creazione riportare i "pensieri" di un gatto, ma un po' di realismo e che diamine - e ad osservare l'umanità, lasciandosi poi andare a monologhi e riflessioni "profonde" e panegirici pieni di clichés che hanno di già visto e già sentito e che risultano pesanti man mano che si fanno più filosofici. E sappiamo tutti che io ho un pessimo rapporto con la filosofia.

Di base questo libro non ha una trama, non succede nulla, ogni osservazione e riflessione di G.B. sugli umani e sulle loro reazioni dura il tempo di 4/5 pagine per poi passare ad un altro argomento. Il problema è che, pur essendo narrato in terza persona, a volte è narrato dal punto di vista felino e altre volte sembra essere raccontato dal narratore onnisciente che parla di cose e oggetti che un felino ovviamente non può conoscere - e qui si sente la voce dell'autore e non quella del gatto, cosa che mi ha infastidita. 
Perché passi un felino umanizzato come in altri libri, ma non uno che si comporta e parla e pensa come un essere umano.  
Ha di positivo che alla fine di ogni giornata c'è un libro consigliato che in qualche modo è inerente a qualcosa vissuto da G.B. e ci sono riflessioni sulla natura umana che molto spesso sono azzeccate.

Si becca due stelle solo perché, per quanto antipatico, si tratta di un gatto e perché tra i libri consigliati ci sono anche How To Be Good di Nick Hornby e 1984 di George Orwell.
Se fosse stato completamente umano, con un protagonista così e la pochezza del libro la valutazione di una stella sarebbe stata l'unica scelta possibile. 

mercoledì 5 dicembre 2018

WWW.. Wednesday! #122

Tra un'ansia e l'altra, siamo di nuovo qui con un nuovo WWW Wednesday. 
Ansia per la salute, ansia per il Natale e i regali che non mi decido ad andare a comprare e i parenti che incombono minacciosi. 

Ma per fortuna ci sono i libri a distrarmi.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Il primo libro che ho finito di leggere è stato Close Your Eyes di Nicci Cloke, un inedito che racconta di una sparatoria a scuola. Ma più che raccontare della sparatoria, racconta del rapporto di amicizia tra i personaggi e come ci siano cose che proprio non notiamo, come i nostri comportamenti influenzino quelli di chi ci circonda. È un libro che mi è piaciuto davvero tanto anche per il modo in cui la storia viene narrata. 
Recensione QUI
Ho poi letto Oliver, il gatto che salvò il Natale di Sheila Norton, la prima delle mie tre letture natalizie. L'ho letto in anticipo rispetto a quanto avessi pensato mesi fa, ma l'ho fatto perché mi "serviva" per un progetto a cui partecipo - infatti la recensione la leggerete martedì 11 dicembre. Vi posso dire comunque che è stata una lettura carina, anche se mi ha fatto un po' storcere il naso il modo in cui il gatto Oliver è stato un po' troppo umanizzato. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Come capita spesso da queste parti, non lo sto veramente leggendo - Leggere è una faccenda da gatti di Alex Howard lo comincio oggi pomeriggio.



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Per me si tratta del primo libro dell'autrice, ma By Your Side di Kasie West mi sembra proprio quel tipo di romance leggero che potrebbe farmi passare delle ore piacevoli senza troppi pensieri per la testa.
Toccherà poi alla seconda lettura a tema natalizio ovvero la raccolta di racconti My True Love Gave to Me curata da Stephanie Perkins - anche se questa edizione non ha proprio la cover che volevo e al momento mi sento proprio come il Grinch. Che dite, passerà?

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Un WWW che si è praticamente scritto da solo, questo. 
E voi invece che mi dite? Com'è stata la vostra settimana di lettura? Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link dei vostri post e passerò a ricambiare la visita! 
Cheers! :)

lunedì 3 dicembre 2018

[Recensione] "Close Your Eyes" di Nicci Cloke

Inizia una nuova settimana, inizia la prima settimana di dicembre e io la comincio con una recensione - che, io ve lo dico, cercherò di non fare troppo lunga perché non voglio dire più del necessario. 

Ho fatto lo stesso con la trama: ho scelto di riportare quella della quarta di copertina del mio libro e di non tradurre quella su Goodreads perché, sebbene più esaustiva, vorrei che se decideste di leggere il libro lo faceste senza avere un'idea della direzione che prenderà la storia - perché crederete di sapere e invece no, non avrete notato nulla.


Titolo: Close Your Eyes
Autrice: Nicci Cloke
Data di uscita: 23 febbraio 2017
Pagine: 304 (copertina flessibile)
Editore: Hot Key Books
Link Amazon: https://amzn.to/2ziUf8W

Trama [tradotta da me]: SAREBBE POTUTO ACCADERE OVUNQUE...

La Southfield High School non è niente di speciale. 
Con i suoi bravi insegnanti, quelli pessimi e i gruppetti. 

SAREBBE POTUTO ACCADERE A CHIUNQUE...
Aisha e i suoi amici sono come qualsiasi altro gruppo di ragazzi. Non avevano mai pensato che qualcuno sarebbe potuto venire a scuola con una pistola. 

AVREBBE POTUTO ESSERE IMPEDITO...

MA ORA È TROPPO TARDI.

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Questo libro l'ho visto tra i suggerimenti di Amazon, non ricordo se dopo aver letto Hate List oppure Violent Ends. In ogni caso ne sono rimasta subito intrigata.

E anche io mi ci sono buttata alla cieca - anche se effettivamente la trama di Amazon è la stessa di Goodreads. Ma ignoravo tutto dell'autrice e avevo dato per scontato che fosse ambientato negli USA - d'altronde la cronaca ci fornisce purtroppo spesso notizie di sparatorie nelle scuole americane. 
Invece ho cominciato a leggere e mi sono accorta che il numero d'emergenza qui è il 999 invece del 911 e gli anni scolastici hanno nomi diversi, quindi ho capito subito che la storia è ambientata in Inghilterra. 

La Southfield è una scuola come le altre, con i suoi gruppetti e con i suoi clichés - ma credo che tutti ad un certo punto siamo stati un cliché in un modo o nell'altro. 

Qui abbiamo un gruppetto di amici composto da sei ragazzi che sì, effettivamente ognuno rappresenta un tipico cliché scolastico, ma in maniera sfumata perché non sono portati all'estremo. Di base sono ragazzi normali, non vengono dipinti né come super-popolari ma nemmeno come sfigati - sebbene poi sia qui dove casca il cliché. 

Abbiamo i gemelli Aisha e Ash, la prima che con gli esami alle porte e la scelta del college non ha la minima idea di cosa fare in futuro e si sente sotto pressione e con il secondo che è praticamente un genio sempre sui libri. 
Amici loro da sempre sono Gemma e Remy, la prima molto bella e di successo con i ragazzi e migliore amica di Aisha e il secondo amico di Ash - anche se da quando è un ginnasta nella squadra della scuola ha anche altri amici con cui uscire. 
Abbiamo Elise, arrivata un paio di anni prima e accolta nel gruppo, bella e intelligente come Ash e abbiamo Elijah, l'ultimo arrivato che è entrato nel gruppo quasi per caso. Perché Elijah viene definito strano, è sempre silenzioso e osserva, viene preso di mira dagli altri a scuola e ha una storia straziante a casa, vuole fare il tatuatore e i suoi disegni sono tanti belli quanto inquietanti. 

Sono un gruppo normale, un gruppo che cerca di stare tutti insieme quando è possibile, ma che si separa anche per fare ognuno la sua vita. 
Aisha e Ash condividono quel rapporto speciale tra gemelli, Aisha e Gemma escono insieme nei weekend; Ash e Remy non passano più tanto insieme ma Remy cerca sempre di fare uno sforzo per essere presente, anche se forse i loro diversi interessi li stanno portando su strade diverse. Ash ed Elijah sembrano capirsi anche nel silenzio e sono molto uniti, Ash ed Elise ripassano sempre insieme, Elise aiuta Elijah a trovarsi un lavoro per quando la scuola sarà finita. 

Ma poi un giorno qualcuno porta una pistola a scuola e comincia a fare fuoco. 
Com'è possibile che sia successo? Come hanno fatto a non accorgersi di niente? C'erano stati segnali e non li avevano colti? 


Questo libro mi è piaciuto davvero, ho trovato elementi di Hate List e di One of Us is Lying che ovviamente non posso nominare altrimenti svelerei troppo. 

Close Your Eyes non si focalizza sulla sparatoria, ma si focalizza invece sui personaggi e sui loro rapporti - su come le nostre azioni inevitabilmente influenzino quelle di chi ci circonda. E tiene per sé le informazioni, ti dice il minimo indispensabile in maniera criptica e questo ti porta a leggere sempre più velocemente per svelare il mistero di ciò che è successo quel giorno.

Mi è piaciuto tantissimo il modo in cui è narrato: ci sono post di blog, testimonianze, trascrizioni di conversazioni su Facebook e Whatsapp e di pagine di diario, dichiarazioni di uno psicologo, interviste e interrogatori un anno dopo la sparatoria ai protagonisti. 
Cominciamo dal giorno della sparatoria nel maggio 2015 e poi vediamo la storia che parte qualche mese prima dell'evento per mostrarci come siamo arrivati a quel punto, intervallata dalle considerazioni dei ragazzi nel settembre 2016. 
Vediamo come i ricordi e i dettagli cambiano e si modificano a seconda di chi sta raccontando, di come ammettano che quanto stanno dichiarando possa essere influenzato da una conoscenza di fatti che oggi sanno ma che all'epoca ignoravano, vediamo come non tutti avevano notato le stesse cose. 

Close Your Eyes è una frase che viene detta in due particolari circostanze, ma è anche un po' il mood del romanzo perché indica tutti quelli che si voltano dall'altra parte di fronte al bullismo e ai soprusi e chiudono gli occhi negando che sia mai accaduto. Indica tutti quei giornali che pur di fare i titoloni di testa e vendere stravolgono la storia a loro piacimento, distorcendo i fatti senza alcun riguardo per le persone di cui parla e indica tutti quelli che credono ciecamente a quella versione perché l'hanno detta i giornali.

In questo romanzo ci sono bullismo e rabbia e se da una parte siamo portati - giustamente e doverosamente - a condannare un'azione del genere, dall'altra si è pure portati ad empatizzare in una certa misura. Si tratta di un terreno scivoloso, ma non mi sono sentita emotivamente manipolata dall'autrice.  
Ma capisco perché Jennifer Brown - l'autrice di Hate List - abbia sempre dichiarato che non avrebbe mai scritto la versione di Nick, perché farlo ed entrare nella sua testa sarebbe stato come giustificare un atto che invece va condannato.
Così come vanno condannati tutti coloro che hanno commesso quegli atti atroci e quegli adulti che dicono sempre che la scuola ha una politica di tolleranza zero verso il bullismo, ma poi puntualmente non vede oppure si volta dall'altra parte e non fa niente. 

Ma in questo romanzo c'è anche tanta amicizia e devo dire che tra i ragazzi ho apprezzato il lato giocoso e protettivo di Remy con le ragazze - sebbene anche lui commetta tutta una serie di errori e leggerezze - e Ash per il suo voler fare sempre la cosa giusta e il non voler mai parlare male di nessuno. 
Alcuni dei ragazzi hanno più spazio di altri - Aisha più di tutti, ma nessuno di loro è scritto in maniera poco realistica. Tutti hanno avuto qualcosa che mi ha parlato.

So che non ho detto praticamente nulla del romanzo, ma per voi è meglio così se deciderete di leggerlo perché voglio che vi immergiate nella storia e che restiate con gli occhi ben aperti.

E quello di chiudere gli occhi è qualcosa che spesso facciamo anche noi - magari in modo innocente e in circostanze più "leggere" e a volte inconsciamente - perché non sempre prestiamo attenzione a tutto. Sarebbe impossibile prestare davvero attenzione a tutto.

Vi lascio con un'ultima cosa - perché io ancora non sono riuscita a togliermela dalla testa e penso che non ci riuscirò mai. 
Vi ho detto che non sapevo nulla dell'autrice e tramite Goodreads sono finita sul suo sito e qui, all'epoca dell'uscita del libro, aveva linkato qualche recensione in anteprima. 
E ne aveva indicata una in particolare che l'aveva commossa, quindi spinta dalla curiosità ho cliccato e ho iniziato a leggere l'introduzione di questa blogger
E nell'introduzione la blogger in questione linka un video e così l'ho visto anche io: parafrasando quello che ha scritto lei, è così facile non notare alcune cose ma spesso i segni non sono mai così evidenti come il video li mostra. 

Il video in questione è questo e io vi consiglio di guardarlo comunque, che decidiate di leggere il libro o meno. 


domenica 2 dicembre 2018

[Spotlight] "Placebo" di Giulia Savarelli

Quasi alla fine del weekend vi lascio con una nuova uscita della Santelli Editore.


Titolo: Placebo
Autrice: Giulia Savarelli
Genere: new weird
Finale: aperto
Data di uscita: 29 Novembre 2018
Pagine: 68
Prezzo: € 5,99 (eBook) - € 11,90 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: https://www.santellieditore.it/product/placebo/

Trama: Placebo è una bambola di porcellana che passa il suo tempo libero vendendo siringhe piene di illusioni, cibo clandestino che ormai nutre gli animi stanchi delle persone, divenute nel corpo e nell’anima nient’altro che esseri di plastica e materiali sintetici. C’è però un motivo se Placebo, con il suo volto aggraziato e le sue delicate movenze, ha scelto proprio questo mestiere: deve guadagnare almeno cento monete d’argento per potersi avvicinare a Frisson, giovane danzatore di carillon del quale è follemente ossessionata e dimostrare a lui e a tutto il suo mondo che sotto il peso di una pelle sintetica può ancora battere un cuore e scorrere del sangue, sinonimi di vita, ma di vita vera. La Bambina che disegnava fumetti, il Clown, le Maschere apatiche, una schiera di soldatini di piombo vivono luoghi bizzarri e decadenti insieme alla bambola, impersonando questioni attuali e problematiche, quali tossicodipendenza, prostituzione e sete di potere.


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L'autrice: 
Giulia Savarelli nasce a Castiglion Fiorentino nel 1990.
È laureata in Lingue presso l’Università di Roma Tre e ha frequentato la scuola di
fotografia Csf Adams a Roma.
Attualmente vive a Rende (CS).
È autrice di vari libri. Nel 2018 pubblica Placebo con Santelli Editore.