sabato 20 aprile 2019

Some (New) Books Are (Here) - Speciale Compleanno + Acquisti del Mese

So che stavate aspettando questo post da un bel po', ma la sera arrivavo sempre così stanca che non avevo neanche la voglia di mettermi al computer per scrivere - e dire che le foto le avevo già fatte. 

Ma ora siamo qui e oggi quindi vedrete i libri che mi sono fatta regalare per il mio compleanno dai miei genitori - il regalo delle mie amiche non è ancora arrivato, ma comunque a loro non ho chiesto libri. 

Procediamo? 

Some (New) Books Are (Here) è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro le mie nuove entrate in materia librosa, perché sono arrivate in casa mia e via di questo passo.


Seguendo un certo ordine abbiamo subito Two Can Keep a Secret di Karen M. McManus, della stessa autrice di Uno di noi sta mentendo - che, a quanto pare, non è più disponibile in italiano. E non solo il titolo, ma anche la stessa trama, mi ricorda tantissimo Pretty Little Liars e non vedo l'ora di leggerlo.
Abbiamo poi More Happy Than Not di Adam Silvera, che era l'ultimo libro dell'autore che mi mancava e The Inexplicable Logic of My Life di Benjamin Alire Sáenz - anche se devo ancora leggere il libro su Ari e Dante. 
Arriviamo agli adolescenti problematici e abbiamo Playlist for the Dead di Michelle Falkoff, sulla scia di Tredici di Jay Asher in cui il protagonista Sam si trova ad ascoltare una playlist di canzoni che un suo amico che si è tolto la vita gli ha lasciato. E poi c'è Nina is not ok di Shappi Khorsandi, in cui la protagonista ha dei problemi di dipendenza dall'alcol e racconta come questo si riflette sulla sua vita e nella sua famiglia. 
Per quanto riguarda le dolcezze varie ed eventuali c'è The Lover's Dictionary di David Levithan - perché io amo Levithan e la storia è narrata in modo particolare, si tratta di una storia d'amore narrata secondo determinate parole in ordine alfabetico e credo che sia un esperimento davvero interessante. E poi c'è Diamond Heart di M.A. Hinkle, che ho letto a gennaio e ho amato da morire - è la mia coccola, quando torno a casa di cattivo umore o particolarmente stanca mi leggo sempre qualche parte. 


Ma ho fatto anche due acquisti questo mese. 

 
Li ho presi perché erano entrambi scesi sensibilmente di prezzo. 
Abbiamo A Tragic Kind of Wonderful di Eric Lindstrom - e con una copertina rigida a poco più di sei euro mi ci sono fiondata subito - con protagonista una ragazza che soffre di disturbo bipolare e Waking di Ron Rash, una raccolta di poesia sulla natura e la vita delle montagne - che sono l'ambientazione preferita delle storie dell'autore. 

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Sono arrivata alla fine e sì, lo so, sono tutti libri inediti in Italia - e Federica mi ha detto di smettere di leggere in inglese, LOL. 
Voi ditemi comunque se qualcuno di questi libri vi ispira o se sperate di vederne qualcuno tradotto e intanto io vi auguro una buona Pasqua! 
Cheers! :)

mercoledì 17 aprile 2019

WWW.. Wednesday! #141

È già ora di un nuovo appuntamento del WWW Wednesday e io non so davvero dove quest'ultima settimana sia finita. 

Se vi siete persi la notizia, ho iniziato un tirocinio che negli ultimi giorni mi ha fatta andare parecchio in crisi e il tempo da dedicare a me stessa è veramente poco - specialmente considerando che lavoro sette ore e che ogni viaggio per andare e tornare dalla città dura un'ora. Non ho nemmeno l'opportunità/la scusa di leggere durante il tragitto perché ci vado in macchina, quindi sto ancora cercando di trovare un equilibrio e, tra l'aver visto le mie amiche per festeggiare il mio compleanno e il cinema, poi quando sono a casa recupero i mille telefilm che seguo e la lettura ne sta risentendo - e mi addormento pure. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso solo This is Not a Love Story di Suki Fleet - libro che volevo leggere da una vita e che non fa per voi se non siete in vena di storie depresse. Recensione QUI
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 
 
Non mi sono mossa da quel 70% di lunedì in cui vi ho detto che sul mio comodino c'è I Knew Him di Abigail de Niverville. Si tratta di un inedito uscito da due giorni negli USA e che ho richiesto a NetGalley per via delle somiglianze con un altro libro che avevo in precedenza amato - e vogliamo poi parlare della cover? Il teatro non è presente come avevo immaginato e forse è un po' veloce in alcuni punti, ma di base mi piace e spero di avere il tempo di finirlo questa settimana. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

 
Ce la posso fare a leggere Hurricane Season di Nicole Melleby e poi, se faccio in tempo prima che scada il periodo gratuito di Kindle Unlimited, vorrei leggere P.S. I Like You di Kasie West - avevo comunque idea di leggerlo prima o poi in inglese, ma tanto vale approfittarne adesso. 

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Bene, ora tocca a voi tirarmi un po' su di morale raccontandomi la mole di pagine che state divorando - e lo so che state ancora aspettando di vedere i libri che ho ricevuto per il compleanno, ma le foto sono già sul computer e devo solo avere il tempo di preparare il post. E anche questo spero che succeda entro la fine della settimana.
Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e appena avrò un attimo di respiro passerò a ricambiare la visita. 
Cheers! :)

martedì 16 aprile 2019

Bianca Marconero's World | "Un maledetto lieto fine"

Mancavo solo io alla festa - come sempre, del resto. 



Ancora una volta ci tengo a ringraziare Ely del blog Il Regno dei Libri e Susy del blog I miei magici mondi per avermi coinvolta nel progetto. 


Un maledetto lieto fine è l'ultimo (finora) libro pubblicato da Bianca Marconero, uscito il 7 febbraio - data che probabilmente ricorderò a vita perché lo stesso giorno gli Our Last Night fecero uscire il primo singolo del nuovo album, Demons. E mentre leggevo il romanzo insieme a Federica, continuavo a pensare che quella canzone si adattasse perfettamente - tanto che poi io e lei abbiamo messo su una mini-playlist unendo i nostri gusti musicali. 

Un maledetto lieto fine è la storia di Brando e Agnese, due ragazzi provenienti da due contesti differenti che si ritrovano a vivere sotto lo stesso tetto a causa dei propri genitori. 

Il loro è un rapporto che nasce un po' per sfida, un po' per il silenzio che entrambi sanno manterranno a riguardo, un po' per l'attrazione che scoprono "sfrigolare" tra loro. 
Ma il loro è anche un rapporto in cui si fanno tanto, ma tanto male - in cui quel lieto fine è proprio come da titolo, maledetto

Personalmente l'ho amato - così, pieno di sofferenza e dolore. 

Ho amato Brando e Agnese per motivi diversi, li ho amati per l'amore tra di loro e per le loro scelte sbagliate. 

Un maledetto lieto fine è un romanzo che secondo me "gioca" anche molto nella cosiddetta "zona grigia" perché non c'è mai uno stacco netto tra bianco e nero, tra bene e male. Perché il dolore che si causano a vicenda - con gesti e parole - ad un occhio esterno può apparire come una violenza, ma se anche Brando e Agnese lo vedessero come tale, nel loro modo di viversi un senso ce l'ha. 
E a me che piace l'angst, che piacciono i personaggi complicati che a volte scivolano nella zona grigia della moralità, è andata benissimo così. 

E se vi preoccupa quel "maledetto lieto fine" che comunque io ho trovato perfetto così come Bianca l'ha scritto, tranquilli - un seguito arriverà. 

In fondo a Bianca Marconero piace strapazzarci un po', ma alla fine ci coccola sempre. 


Io sono arrivata alla fine, ma se vi siete persi qualche tappa la potete sempre recuperare consultando il calendario qui sotto. 


lunedì 15 aprile 2019

What's on my bedside table? #60 | "I Knew Him" di Abigail de Niverville

Questo post arriva nella tarda serata perché ultimamente non ho proprio il tempo di fare niente - neanche di quello di programmare i post.  
È un periodo frenetico, di cambiamento e che sto odiando. 

Non ho nemmeno il tempo di leggere per stare dietro a tutto. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"I Knew Him" di Abigail de Niverville
Un inedito che esce oggi negli USA a tematica LGBTQ+.


SONO A... 
Pagina al 70%. Il protagonista di questa storia è un ragazzo bisessuale e non è la prima volta che mi capitano protagonisti con questo orientamento e che devono avere a che fare con una discriminazione tutta loro e il timore di confidarlo a qualcuno. Ammetto che dalla trama mi aspettavo che il teatro sarebbe stato più presente - un po' come in Diamond Heart - e ad un certo punto ho trovato le cose un po' veloci, ma comunque è molto scorrevole e si legge in fretta. E soprattutto è importante per il suo messaggio. 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... è un'eARC che ho chiesto a NetGalley perché mi ispirava tantissimo.

venerdì 12 aprile 2019

Singing the Book #6

Dunque... buon compleanno a me. 

I fantomatici 30 anni sono arrivati e mi chiedo perché non hanno avvisato e da dove sono arrivati - non dico che fisicamente ne dimostro dieci di meno, ma sicuramente non dimostro l'età che ho e soprattutto una parte di me è rimasta invece ferma ai diciassette.

E visto che oggi è il mio compleanno volevo anche "viziarmi" in questo appuntamento con alcuni dei miei artisti preferiti - se non oggi, quando? 

Ma prima di procedere c'è una precisazione da fare - o meglio, un'aggiunta.

Singing the Book è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro (e racconto) libri il cui titolo è lo stesso - o con qualche piccola variante - di canzoni che amo oppure ho amato e che potrebbero o non potrebbero c'entrare affatto con la trama.

Nell'appuntamento #5 vi avevo parlato di quei libri/canzoni che mi ricordavo anche film e serie televisive... e beh, ne ho dimenticato uno. 
Questo perché mi sono sempre concentrata sui libri che ho fisicamente in casa e perché poi mi sono messa a "pulire" le liste su Goodreads, ma c'è un'altra lista che ho dimenticato: quella di Amazon. 
E in quella lista c'era un libro che si adattava perfettamente al tema di quell'appuntamento e che, ehi, è arrivato proprio oggi per il mio compleanno. 

Quindi, prima di procedere con il tema di oggi, faccio un piccolo update - consideratelo lo spin-off dello scorso appuntamento. 


Two Can Keep a Secret di Karen M. McManus / Secret delle The Pierces

Quando ho visto il titolo (con tanto di tag-line) e la cover del secondo libro di Karen M. McManus - la stessa autrice di Uno di noi sta mentendo - è stato impossibile non iniziare a cantare la canzone che fa da sigla a Pretty Little Liars. Ammetto di essere vergognosamente indietro con la visione di PLL - credo di essermi fermata all'inizio della quarta stagione - ma prima o poi recupererò quel piccolo guilty pleasure trash. Per quanto riguarda il libro... Come il suo romanzo di debutto, anche Two Can Keep a Secret è un mystery YA e non vedo assolutamente l'ora di leggerlo - e credo proprio che la canzone sarà assolutamente adatta al libro se la trama è di qualche indicazione: la piccola cittadina che sembra perfetta, i cadaveri che iniziano a fare la loro apparizione... Il libro è ancora inedito in Italia, ma chissà che non arrivi visto che il precedente mi sembra che fosse andato piuttosto bene. 


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E ora, senza ulteriori indugi... 

Questo è il sesto appuntamento del Singing the Book e oggi parliamo di libri i cui titoli sono quelli di alcune delle mie canzoni preferite di sempre cantate dalle mie band preferite di sempre

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The Heartbreakers di Ali Novak / Heart Heart Heartbreak dei Boys Like Girls & Heartbreaker dei The Mission District

Ho messo solo il primo libro della serie (recensione del primo | recensione del secondo), ma Heartbreakers è il nome della band i cui membri hanno un libro dedicato a testa - e si sa che dove c'è musica, ci sono anche io. I BLG non hanno bisogno di presentazioni e Heart Heart Heartbreak è la prima traccia dell'album Love Drunk - quello che mi ha definitivamente fatta innamorare di loro e della voce di Martin Johnson nel 2009 dopo che avevano già lasciato il segno nel 2007. I The Mission District sono stati una scoperta del tutto casuale: era il febbraio del 2009 ed era il periodo in cui andavo in giro seguendo le band emergenti e io e questa mia amica di Milano eravamo andate a Bologna a sentire una band romana che ci piaceva tanto e abbiamo passato la notte da una ragazza del posto che la mia amica conosceva. E quando ci siamo svegliate la mattina dopo il concerto, questa ragazza ci ha fatto sentire le canzoni di una band che aveva scoperto da poco: erano i tempi di MySpace e in quella mattina fredda e nevosa ho fatto la conoscenza dei The Mission District. Non sono mai andata oltre quelle poche canzoni che all'epoca erano su MySpace - forse alcune non mi piacevano, forse la band poi non ha continuato, forse io ho smesso di cercare di restare aggiornata dopo la chiusura di MySpace. Fatto sta che The Age Of Pretending, The Best Of You And Me, So Over You (che amo da morire) e Heartbreaker mi riportano sempre ai miei quasi vent'anni e ai miei weekend di concerti. Per quanto riguarda le affinità tra la serie di libri e le canzoni... beh, i libri sono degli YA leggeri destinati a finire con l'happy ending nonostante i malintesi, le canzoni invece sono più mature e parlano di rotture e cuori spezzati sul serio. 


Sorprendentemente non esiste su YouTube una versione album di Heartbreaker, quindi vi devo mettere una versione live anche se l'audio non è eccellente - altrimenti in questo video si sente meglio, ma è solo metà canzone. 




Crash di Zoe Perdita / Crash degli You Me At Six

Il libro della Perdita l'ho letto molti anni prima di aprire il blog e in seguito all'ossessione che mi era venuta per i lupi mannari grazie a Teen Wolf. Crash è un paranormal M/M - non scritto benissimo, lo ammetto - un po' smut e primo di una serie con protagonisti dei ragazzi shapeshifters che si trasformavano in licantropi. Se mi seguite da un po' di tempo e seguite anche i miei recap mensili, allora sapete che gli YM@6 sono una delle mie band preferite e che fanno parte della mia vita da molto tempo. Scoperti durante l'ultimo anno di liceo nel 2008 con ancora le versioni demo delle loro canzoni, l'album del 2010 Hold Me Down ha sancito l'amore per questa band britannica. Crash è la settima traccia del loro terzo album Sinners Never Sleep del 2011 che, lo ammetto, non mi aveva molto impressionata dopo quel secondo album che per me era stato straordinario - complice anche un featuring in Bite My Tongue con Oliver Sykes dei BMTH che all'epoca ancora non potevo tollerare. Di Sinners Never Sleep inizialmente amavo solo due canzoni: This Is The First Thing e Crash - e questo perché mi ricordavano il mio unico colpo di fulmine. Ricordo che non facevo altro che ascoltarle a cavallo tra il 2011 e il 2012, con le cuffie dell'iPod nelle orecchie mentre a piedi mi dirigevo in biblioteca dove svolgevo il tirocinio universitario e intanto scrivevo la tesi. Poi vabbè, proprio in biblioteca un giorno si sarebbe presentato il soggetto che quelle canzoni mi ricordavano, ma quella è un'altra storia. Comunque con il passare del tempo No One Does It Better (che però nel video ufficiale ha delle parti tagliate) è diventata un'altra delle mie canzoni preferite e poi ho finito con il rivalutare in positivo l'intero album. E rileggendo la trama del libro e studiando il testo della canzone ho trovato molti più punti in comune di quanto avessi previsto inizialmente. 




You'll Miss Me When I'm Gone di Rachel Lynn Solomon / When I'm Gone dei Simple Plan

Questo è un libro che non credo di avere intenzione di leggere, ma l'ho scoperto quando ho recensito When Summer Ends di Jessica Pennington e l'ho visto fotografato sulla sua pagina Instagram. E mi ha fatto subito pensare alla canzone dei Simple Plan perché il suo titolo viene citato interamente nel testo e sono particolarmente affezionata a quell'album per diverse ragioni - soprattutto per Save You, che Pierre aveva dedicato a suo fratello e a me faceva pensare a mio nonno. Ma tutto l'album ha significato qualcosa per me l'anno in cui è uscito ed è uno dei pochi casi in cui non è stato il secondo album a farmi innamorare di una band che già mi piaceva perché l'album omonimo in cui è contenuta questa canzone - che è anche la prima traccia di suddetto album - è il terzo. Ricordo come se fosse ieri il giorno in cui ho scoperto questa canzone e che ciò siginificava che presto avrei messo le mani sul nuovo album di una delle mie band preferite - era giovedì 17 gennaio 2008 e io ero a casa da scuola perché due giorni prima ero tornata a casa e appena dopo pranzo avevo iniziato a rimettere senza tregua a causa di un virus allo stomaco. Quella mattina, dopo aver passato il mercoledì dormendo qualcosa come 20 ore per riprendermi, avevo ancora la febbre a 39°C e mia madre mi aveva convinta a provare a mangiare dei crackers. E così, mentre sgranocchiavo svogliatamente i crackers e la televisione era sintonizzata sull'ancora esistente MTV, il video di When I'm Gone è passato e improvvisamente mi sono sentita più sveglia che mai - tanto che ovviamente il giorno prima stavo troppo male per andare a scuola per l'interrogazione di filosofia, ma quella sera avevo in programma un concerto a Bologna che non volevo assolutamente perdere e ci sono andata nonostante la febbre. Quella canzone e quell'album dei Simple Plan hanno significato tantissimo in quel 2008 perché di lì a poco tutto è tornato a fare schifo nella mia vita e la musica è stata la mia unica àncora di salvezza - When I'm Gone in particolare rappresentava il mio mood del periodo. Non credo che libro e canzone si sposino perfettamente, ma da quello che ho letto nelle recensioni forse qualche sfumatura potrebbe esistere. 




Heroine di Mindy McGinnis / Hero/Heroine dei Boys Like Girls

E concludiamo con ancora i Boys Like Girls come protagonisti. Il libro è una nuovissima aggiunta alla mia lista di "want to read" su Goodreads - lo è dal momento in cui l'ho visto recensito dalla blogger inglese che seguo lì. Questo perché amo i libri che hanno come protagoniste ragazze complicate e alle prese con dipendenze autodistruttive e spirali discendenti che poi hanno l'effetto di un calcio nello stomaco - e come forse potrete intuire dalla cover si parla di droga. I BLG non hanno bisogno di presentazioni - l'associazione di titoli l'ho fatta con la terza traccia del loro primo album ed è stata forse la loro terza o quarta canzone che ho ascoltato quando li ho scoperti al liceo. Ovviamente non avendo letto il libro ancora - e non ce l'ho neanche in nessun formato - non so dire se abbiano o meno qualcosa in comune a parte il titolo, ma se proprio volete trovargli il punto in comune anche Martin Johnson ha avuto problemi di droga prima di disintossicarsi. Del video della canzone dei Boys Like Girls esiste anche una versione alternativa




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E anche oggi siamo arrivati alla fine di un altro appuntamento. 
Fatemi sapere se conoscete qualcuno di questi libri o di queste canzoni e/o se, a forza di metterveli sotto agli occhi, vi ho convertiti alle mie band preferite. 

Nel frattempo io vi saluto e ci vediamo presto con il bottino di compleanno.