venerdì 19 ottobre 2018

[Recensione] "My Sister and I" di Sean-Paul Thomas

E con questo libro dalla cover estremamente inquietante che mi ha ricordato fin da subito Samara di The Ring - in versione doppia, oltretutto - vi auguro un buon weekend.

Avrei voluto tradurvi la sinossi più lunga, ma forse era troppo lunga. 
Allo stesso tempo quella che vi ho messo mi sembra troppo corta - ma è anche quella che effettivamente fa meno spoiler.


Titolo: My Sister and I
Autore: Sean-Paul Thomas
Data di uscita: 31 agosto 2018
Pagine: 220 (ebook)
Editore: Paul Thomas Publishing
Link Amazon: https://amzn.to/2IA7pSC

Trama [tradotta da me]: Una giovane ragazza adolescente e la sua psicotica sorella gemella devono crescere velocemente e in modo duro nelle spietate Highlands scozzesi mentre il loro padre - un uomo malato, contorto e violento, ossessionato dalla fine del mondo - insegna loro come sopravvivere nella natura selvaggia senza nessuno su cui contare tranne loro stesse.


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Questo libro non è assolutamente adatto ai deboli di cuore e di stomaco - io ve lo dico. 
Così come vi dico di non affezionarvi a nessuno perché questo è il festival dell'infelicità.


Narrato in prima persona da una tredicenne senza nome, assistiamo impotenti a tutte le angherie a cui lei e la sua sorella gemella sono sottoposte dal loro stesso padre. 

Nessun ricordo della propria madre che, a detta del padre, se n'è andata appena sono nate e una sorella che pende fin troppo dalle labbra di quell'uomo che proclama che la fine del mondo è vicina e che solo il più forte sopravvive, la nostra protagonista fa il possibile per restare buona e per coltivare sogni di una vita migliore nonostante le cose atroci che il loro padre pretende che facciano. 

Vorrebbe tanto scappare, ma per andare dove? E che ne sarebbe di sua sorella? 
È impensabile fuggire senza di lei, non solo perché essendo gemelle hanno un legame speciale, ma anche perché la nostra protagonista ha timore di quello che potrebbe diventare la sorella se non ci fosse lei a mitigare l'influenza del padre e a frenare gli impulsi violenti di quella sorella che a volta sembra non provare alcuna emozione - completamente distaccata dalla realtà e impassibile agli occhi di tutti. 

Il padre esercita su di loro un incredibile abuso psicologico, a volte anche fisico. 
È un survivalista di quelli della peggior specie: uno di quelli che si proclamano dei che tutto sanno e tutto possono, uno che tiene lontane le figlie dalla gente e chiuse in casa, uno che lascia le figlie ancora bambine per giorni e notti da sole nei boschi scozzesi per insegnar loro nel modo più duro e rapido possibile a cavarsela da sole per quando arriverà l'apocalisse che spazzerà via tutta quella gente inutile che popola il mondo - e consigliando caldamente loro di ricorrere ad ogni mezzo per sopravvivere perché tutto e tutti sono una potenziale preda.

Uccidi o vieni ucciso

Ma c'è forse un limite che queste sorelle sono disposte a non sorpassare, anche a costo di incorrere nella furia cieca del padre? 


My Sister and I è una storia di famiglia, una famiglia la cui stessa casa quando viene descritta nelle azioni quotidiane trasuda malvagità. 
È la storia di un padre che sembra - oppure è - il male incarnato che però nessuno vede.
È la storia di due sorelle diverse, ma allo stesso tempo simili. Una sorella che pende dalle labbra del padre e gli assomiglia sempre di più man mano che i giorni passano e l'altra sorella che fa il possibile per non diventare come loro e che lo odia, ma allo stesso tempo ne brama l'affetto sperando che possa cambiare ma ben conscia che non accadrà mai. 
È una storia in cui la sorella che apparentemente sembra più forte in realtà ha anche lei delle vulnerabilità e la sorella che invece è più "umana" è anche quella che non è consapevole che sia proprio quella la sua forza. 
È la storia di come a volte la famiglia e l'ambiente in cui cresci possa rovinarti l'infanzia e pregiudicare la tua vita da adulta.

È un libro crudo, in cui non vengono risparmiati i dettagli delle violenze gratuite e degli atti atroci commessi dal padre e a volte dalla sorella - e la crudeltà sugli animali mi ha proprio fatto rivoltare lo stomaco, volevo quasi interrompere la lettura e per fortuna si è trattato di un singolo episodio, ma ho dovuto fare dei respiri profondi e guardare per un po' la mia Alaska che dormiva beata per riuscire a calmarmi. 

È un libro che è reso ancora più sinistro dal fatto che i dialoghi siano pochi e quasi tutti sono conversazioni a senso unico del padre - un padre padrone che ordina e che non vuole sentire una parola in risposta. Il fatto stesso che le gemelle non parlino quasi mai tra loro rende la tensione un po' più alta - perché non è solo il rapporto con il padre ad essere malato, ma spesso anche quello tra loro. 

Per quanto riguarda la presenza dell'elemento paranormale... beh, credo che vada a libera interpretazione del lettore. 
Io sto ancora pensando a come "leggere" gli ultimi capitoli e se l'avrei preferito o meno.

My Sister and I è un libro grafico, contiene scene splatter e horror psicologico - scorre nonostante una prima parte forse un po' lenta e dettagliata, ma una volta passata la metà, quando le cose si fanno davvero concitate, è quasi impossibile metterlo giù. 
I dialoghi sono in dialetto scozzese, quindi non è adatto a chi è alle prime armi con l'inglese - io stessa ho fatto fatica un paio di volte nel tradurre lo scozzese in inglese. 


mercoledì 17 ottobre 2018

WWW.. Wednesday! #116

Buon mercoledì, lettori!

Dopo la meravigliosa notizia che a fine mese avrò la casa invasa di parenti che hanno pensato bene di autoinvitarsi per qualche giorno, sono qui che mi sono messa nell'ottica di guardare quante più serie televisive e leggere quanto più possibile adesso che ho tempo - visto che poi dovrò essere di compagnia. 
Oh, quale gioia e quale gaudio vista la mia nota asocialità.  
 
Ma detto questo, vediamo un po' che letture ci/vi aspettano sotto.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho finito Some Boys di Patty Blount, un libro inedito qui da noi in Italia che parla di stupro. È un libro che fa inacidire il sangue, un libro che raccoglie tutti i temi più importanti contenuti in altri libri che ho amato ma che però pecca in qualcosa - e quel qualcosa mi ha fatto storcere un po' il naso, ma ciò non toglie che sia comunque un libro che andrebbe letto. La recensione è andata online domenica e la trovate QUI
Ho poi letto quel gioiellino di graphic novel che risponde al nome di Slothilda: Living the Sloth Life di Dante Fabiero - è stata una lettura divertente e adorabile e sì, non potrete fare a meno di riconoscervi in Slothilda. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Sono al 35% di My Sister and I di Sean-Paul Thomas, altro libro inedito in Italia e che mi è stato mandato dall'autore. Non so ancora che piega prenderà, se paranormal o meno - però a questo punto ne dubito - ma anche questa è una lettura che fa inacidire il sangue. Per motivi diversi, però, rispetto a Some Boys - qui c'è violenza gratuita e crudeltà sugli animali, cosa che non riesco a digerire. I dialoghi poi sono in scozzese e vi garantisco che non è semplice "tradurli" in inglese. Vedremo. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Siccome prevedo - e spero di non sbagliarmi - di finire abbastanza in fretta la mia attuale lettura, mi dedicherò a qualcosa di breve e quindi la mia scelta è ricaduta su Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller. Se volete sapere cosa mi ha spinta verso quest'opera, vi consiglio di leggere il quarto appuntamento di Strange (Bookish) Things
Non so se poi l'avete già letto sul blog di Federica (L'ennesimo Book Blog), ma io e lei e Siannalyn di The road to hell is paved with books leggeremo insieme Iron Gold - Il fuoco dei conquistatori di Pierce Brown - perché Pierce Brown non lo si può leggere senza sostegno psicologico. Amazon mi ha garantito la consegna martedì 23, quindi gli conviene essere puntuale - e gli conviene pure che la mia copia sia intonsa, visto che Morning Star era un po' rovinata. Che, voglio dire, era appena uscito, era fresco di stampa, come diamine faceva ad essere già sgualcito? E che diavolo!
E le letture un po' horror le rimando - tanto, anche se finirò per leggerle ad inizio novembre, va bene uguale.

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Eccoci alla fine di questo corposo appuntamento del WWW Wednesday! 
La vostra settimana di letture invece com'è andata? Avete qualcosa che fremete dalla voglia di leggere? 
Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link dei vostri post e passerò a ricambiare la visita appena mi sarà possibile!
Cheers! :)

martedì 16 ottobre 2018

[Recensione] "Slothilda: Living the Sloth Life" di Dante Fabiero

La recensione di questa graphic novel che vedete oggi è dovuta a NetGalley perché ha approvato la mia richiesta, ma soprattutto è dovuta a Siannalyn del blog The road to hell is paved with books - l'ho vista e non ho saputo resistere.


Titolo: Slothilda: Living the Sloth Life
Autore: Dante Fabiero
Data di uscita: 2 ottobre 2018
Pagine: 128 (ebook)
Editore: Skyhorse Publishing
Link Amazon: https://amzn.to/2ya784V

Trama [tradotta da me]:  Un'affascinante collezione di vignette su un'ambiziosa piccola bradipa che preferirebbe prendersela comoda.

Sei un fan di carboidrati, internet e pisolini? Slothilda è il tuo spirito animale!

Dall'ex-animatore dei Simpsons Dante Fabiero arriva questa serie comica, ma fin troppo reale, su un'adorabile piccola bradipa guidata dal desiderio di migliorare se stessa. Slothilda esplora il conflitto interiore che tutti noi proviamo―il desiderio di avere successo e crescere, mentre paradossalmente siamo sempre tentati di prendercela comoda.

Con temi relativi al lavoro, al fitness, al cibo, allo shopping e agli animali, questo libro mostra che non sei solo tu quello pigro.


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Come si fa a non amare Slothilda? 


Slothilda è questa piccola bradipa che vuole crescere e migliorarsi e fare più esercizio e mangiare più sano, ma... ma
L'entusiasmo della palestra il primo giorno ben presto scema e anche dopo un intenso allenamente viene la voglia di premiarsi con qualcosa di buono e allora dopo ci si sente in colpa e si ritorna in palestra - perché ogni caloria persa è una caloria dopo guadagnata. 
Le cose fuori posto in casa le nascondiamo alla vista negli armadi, nei cassetti, sotto il letto - salvo poi venirne travolti non appena apriamo suddetto armadio o cassetto. 
E vogliamo parlare delle faccende domestiche oppure dello shopping online? 
Del procrastinare tutto il procrastinabile (e anche non) perché, mamma mia, guarda il letto e il divano come sono invitanti... e suvvia, solo un pisolino, e che sarà mai? 

"Patience is a virtue.
Unless I'm hungry, then patience can kiss my ass."

Mi sono innamorata di questa graphic novel, dei suoi disegni e dei suoi colori. 
Mi sono innamorata di Slothilda perché, aehm, mi sono rivista fin troppo in lei e mi sono innamorata di Peanut, la sua cagnolina - perché anche se la mia Alaska è una gatta, le dinamiche sono più o meno le stesse. 


Ma Slothilda, nonostante le ciambelle e i pisolini, trova comunque la forza di fare esercizio e mangiare carote - quindi perché non possiamo farlo anche noi? 
In fondo, bene o male, siamo tutti un po' Slothilda dentro - tanto che secondo me non farete affatto fatica a riconoscervi in lei. 

Quindi se anche cedete alla pigrizia ogni tanto non è un problema... c'è sempre domani! 

lunedì 15 ottobre 2018

[Spotlight] "La dama fantasma – La leggenda di Donna Canfora" di Felice Diego Licopolo

Tra una recensione e l'altra - quella che è andata online ieri mattina e quella che invece andrà online domani - vi mostro oggi l'ultima uscita della Santelli Editore. 
E devo dire che mi sembra anche abbastanza in tema con il mese di ottobre data la presenza di Halloween che incombe. 


Titolo: La dama fantasma – La leggenda di Donna Canfora
Autore: Felice Diego Licopolo
Genere: romanzo d’avventura
Finale: conclusivo
Data di uscita: Ottobre 2018
Pagine: 224
Prezzo: € 9,99 (eBook) - € 19,90 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: https://www.santellieditore.it/product/la-dama-fantasma/

Trama: La voglia di conoscere la misteriosa leggenda di Donna Canfora spinge Rick e compagni, giovani turisti americani, a scegliere come propria meta quella che da molti è stata considerata la più affascinante delle regioni del sud Italia: la Calabria.
Il mare splendido, la gente solare e l villa che i giovani hanno preso in affitto per le vacanze calabre fanno da sfondo al grande fascino della leggenda di Donna Canfora.
Ma c’è qualcosa che turberà l’entusiasmo dei ragazzi americani: qualcosa di oscuro si annida in quel posto e i ragazzi si troveranno presto a fare i conti con esso, mettendo in gioco le proprie vite.


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L'autore: 
F. D. Licopoli è nato in provincia di RC il 1985. 
Si laurea il 2012 in Architettura a Reggio Calabria.
Pubblica cinque romanzi; l'ultimo, 'Il volo della Ghiandaia', è pubblicato nel 2018 con Santelli Editore. 
Si è avvicinato anche al cinema con un primo cortometraggio. 
È stato anche corrispondente per le testate giornalistiche di Calabriaonweb ed Approdonews.

domenica 14 ottobre 2018

[Recensione] "Some Boys" di Patty Blount

Come scrivevo nello speciale di compleanno quando ve l'ho fatto vedere per la prima volta, questo libro non mi ha attirata solo per il tema ma anche per il fatto che il suo titolo è così simile a quello del primo libro di Courtney Summers che ho letto e amato - e lo stesso tema fa parte anche del libro della Summers, ma in modo diverso. 

Comunque l'autrice - i cui libri avevo già incrociato qualche volta su Goodreads, ma che non avevo mai letto - ha fatto uscire ad agosto un altro libro, Someone I Used to Know, sullo stupro e l'ho messo immediatamente in wishlist. 

Ma intanto parliamo di Some Boys


Titolo: Some Boys
Autrice: Patty Blount
Data di uscita: 5 agosto 2014
Pagine: 339 (copertina flessibile)
Editore: Sourcebooks Fire
Link Amazon: https://amzn.to/2HFVGUv

Trama [tradotta da me]: Alcune ragazze dicono no. 

Alcuni ragazzi non ascoltano. 

Quando Grace incontra Ian, ha paura. Paura che la respingerà come ha fatto il resto della scuola, come ha fatto la sua stessa famiglia. Dopo che ha accusato Zac, il ragazzo d'oro della città, di stupro, tutti le si rivoltano contro. Ian non sarebbe il primo a chiamarla una sgualdrina e una bugiarda. 

Solo che Ian non la respinge. Lui è l'unica persona che guarda oltre lo scherno, gli appellativi e l'atteggiamento da ragazza tosta e vede la vera Grace. Lui è l'unico che le dà il coraggio di combattere. 

Lui è anche il migliore amico di Zac.

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Ho parlato di Courtney Summers all'inizio. 
Ho detto che il titolo di questo libro mi ha ricordato un libro della mia scrittrice preferita - per il tema e per il titolo. 
Ma in questo libro non ho trovato solo tracce di Some Girls Are - Some Boys racchiude gli elementi di Some Girls Are, All the Rage e What We Saw che più colpiscono come un calcio nello stomaco. 


La trama sulla quarta di copertina dà un'idea forse più romantica di quanto dovrebbe perché quello che è contenuto all'interno del libro - quello che costituisce il rapporto tra Grace e Ian - è assai più complicato e non privo di difficoltà nel vedere le cose dallo stesso punto di vista. 

Da un mese la vita di Grace Collier è un inferno: a scuola viene tormentata dai compagni, è costretta a vedere il ragazzo che l'ha stuprata e che ha messo il video online tutti i giorni, gli insegnanti si proclamano imparziali ma si voltano dall'altra parte quando Grace viene chiamata puttana in classe, le amiche l'hanno abbandonata dandole della bugiarda, la madre vorrebbe che fuggisse per un semestre all'estero e il padre la incolpa di quanto è successo, il ragazzo per cui aveva una cotta e che l'ha trovata incosciente e sanguinante sul luogo della festa resta comunque zitto al fianco del suo migliore amico - che è poi lo stesso che l'ha stuprata. 

Ian Russell ha sempre avuto una cotta per Grace, ma non ha mai avuto il coraggio di chiederle di uscire e il suo amico Zac l'ha battuto sul tempo. 
Se anche Grace non avesse gridato allo stupro, non potrebbe comunque farci niente - c'è il bro code e il bros before hos e Zac è arrivato prima di lui.
Lui ha trovato Grace da sola nel bosco perché, data la punizione in cui l'aveva messo suo padre, è arrivato tardi alla festa e non ha trovato più nessuno. 
Lui ha portato Grace all'ospedale, ma non può credere che il suo migliore amico abbia fatto quello di cui Grace lo accusa. 

In seguito ad una punizione per cui lui e Grace sono costretti a passare la settimana dello spring break a pulire gli armadietti a scuola, Ian sarà costretto ad ammettere che esistono due versioni della stessa storia - ma non è sicuro di voler sapere chi tra Grace e Zac stia dicendo la verità. 


Ci sono tante, tantissime cose in questo libro che fanno inacidire il sangue. 

Some Boys ha il bullismo femminile di Some Girls Are - Grace viene tormentata dalle sue amiche che non le credono esattamente come succedeva a Regina. 
Some Boys ha le molestie maschili di All the Rage - tutti credono Grace una facile e provano a toccarla esattamente come succedeva a Romy. Non solo: come Romy, anche Grace ha accusato il golden boy di stupro e indossa una sua "armatura" per affrontare i giorni a scuola. 
Some Boys ha quell'idolatria per gli atleti e la rape culture di What We Saw - Zac è l'idolo della squadra di lacrosse e la misoginia e la crudezza dei maschi nei confronti delle ragazze è quella che si vedeva tra i compagni di Kate. 

Avevo apprezzato tantissimo What We Saw perché, secondo me, l'autore era stato eccezionale nel mettersi nella mente di una ragazza e nel rappresentare lo slut-shaming che le ragazze usano tra di loro invece di fare fronte unito. 
Qui invece abbiamo un'autrice che ci offre il punto di vista di Ian alternato a quello di Grace e che getta uno spiraglio sulla mente maschile - non poteva esserci in What We Saw perché lì non era la protagonista Kate quella stuprata e darci un punto di vista maschile avrebbe solamente rovinato l'effetto finale. Oltretutto quello non era l'obiettivo che doveva essere raggiunto.

E non nego che per questo - per quello che passava per la sua testa - molto spesso avrei preso a bastonate Ian. 

Grace non era popolare come Regina, Grace non era "white trash" come Romy e Stacey - Grace era una ragazza come tante. Una ragazza con un suo stile: trucco goth, pantaloni aderenti e giacche di pelle e stivali e polsini con le borchie. 
Nessuno aveva mai battuto ciglio, ma da quando è diventata "the girl who cried rape" improvvisamente il suo modo di vestire è oggetto di derisione e viene accusata di volersi far notare e di eccitarsi all'idea che i maschi la spoglino con gli occhi. 

E visto che comunque Grace è uscita due volte con Zac prima di capire che non era il suo tipo e che avrebbe desiderato che fosse stato Ian a chiederle di uscire, questo fa di lei una bugiarda - questo fa di lei una che cerca vendetta per essere stata mollata dal ragazzo che può avere tutte le ragazze che vuole e che non vuole impegnarsi. 

'The cops wanted to know if I was Zac's girlfriend, if I was drinking, doing drugs, if I ever worked as a stripper, if I ever kissed Zac before that night.

What the hell does any of that have to do with what happened?

Do the laws against sexual assault not apply to strippers? To girlfriends? I don't get that. (...) He thinks because I went to the woods, drank alcohol, and dressed the way I dress, I should have
expected this to happen. That I actually wanted this to happen.'

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'I poliziotti hanno voluto sapere se ero la ragazza di Zac, se avevo bevuto, se avevo assunto qualche droga, se avevo mai lavorato come spogliarellista, se avevo mai baciato Zac prima di quella notte. 

Cosa diavolo aveva a che fare tutto quello con quanto era successo?

Le leggi contro la violenza sessuale non si applicano alle spogliarelliste? Alle fidanzate? Non lo capisco. (...) Lui pensa che, visto che sono andata nel bosco, ho bevuto alcol e mi sono vestita nel modo in cui mi vesto avrei dovuto aspettarmi che accadesse. Che in realtà ho voluto che accadesse.'

Come in What We Saw, anche qui - nelle conversazioni tra Grace e Ian - vengono sviscerate tutte quelle regole a cui noi ragazze dovremmo sottostare: non dovresti vestirti in un certo modo, non dovresti bere, non dovresti provocare un ragazzo - altrimenti è chiaro che te la stai andando a cercare. 
Grace è coraggiosa e non permette alla paura di farla arretrare - se i ragazzi non accettano di essere definiti come animali che non sanno controllare il loro corpo di fronte ad una ragazza, perché lei dovrebbe accettare di essere chiamata puttana?

I confronti tra lei e Ian sono accesi: lei sa che lui comprende benissimo quello che Zac le ha fatto, ma Ian non lo vuole accettare. E stare nella mente di Ian a volte è doloroso: lui tenta di giustificarsi con Grace, ma lei gli risponde per le rime dicendo che le sue non sono motivazioni bensì scuse. 
Per quanto Ian cerchi di proteggere Grace allontanando Zac e gli altri suoi amici in più di un'occasione, di fatto per molto tempo non si schiera - e forse non avrà mai chiamato Grace puttana, ma di certo non ha messo a tacere i suoi amici quando l'hanno fatto. 

Come ho detto, stare nella mente di Ian è... difficile. 
Perché c'è questa sottomissione a Zac, perché c'è quel cameratismo maschile che fa comportare da idioti i ragazzi quando sono in gruppo, perché c'è quell'ipocrisia da "spaccherei la faccia a chiunque trattasse le mie sorelle così" ma poi lo stesso atteggiamento non si applica alle altre ragazze nella medesima situazione, c'è quel ragionamento da "non capisco perché le ragazze si vestano in un certo modo se non vogliono essere oggetto di interesse maschile" e poi c'è la ciliegina sulla torta: "perché le ragazze non capiscono che c'è una linea sottile tra l'apparire belle e l'andarsela a cercare" - e non ho parafrasato, l'ha pensato davvero. 

'(...) What the hell, just what the hell was wrong with how I looked...why does he care if I wear eye-black like the football team? It's my face. It's my body. I can dress it up or down however I want. Why is that such a hard concept for guys to accept? All that crap Jax said about dressing to be noticed - being noticed is fine. But being noticed isn't the same as being ridiculed, insulted, ostracised, shamed.

Being noticed isn't an open invitation to guys to do whatever they want to me.' 

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'(...) Che diavolo, cosa diavolo c'è di sbagliato nel modo in cui appaio... cosa gli importa se mi dipingo gli occhi di nero come la squadra di football? È la mia faccia. È il mio corpo. Posso vestirlo o svestirlo come mi pare. Perché è un concetto tanto difficile per i ragazzi da capire? Tutte le cazzate che Jax ha detto sul vestirsi per essere notata - essere notata va bene. Ma essere notata non è la stessa cosa che essere ridicolizzata, insultata, ostracizzata, svergognata. 

Essere notata non è un invito aperto ai ragazzi per farmi quello che vogliono.'

Grace si salva da sola in più di un'occasione perché Ian fa sempre il bello e il cattivo tempo: un attimo prima è gentile e quello dopo la oggettifica nella sua mente, unendosi anche ai suoi amici nel metterla in ridicolo - per me Grace gli ha dato anche tre occasioni di troppo per comportarsi in maniera decente. 
Soprattutto non crede mai fino in fondo a Grace, sentendo la versione di Zac riflette sul fatto che Grace possa aver interpretato quello che è successo come uno stupro, le chiede addirittura di smettere di comportarsi così se non vuole avere tutti quei problemi a scuola - completamente cieco di fronte alla paura e alle reazioni di Grace. 
E Grace gli risponde che sarebbe facile, ma non giusto

Ian si fa crescere una spina dorsale solo quando vengono tirate in mezzo le sue sorelle, solo quando si guarda allo specchio e si rende conto che non gli piace quello che vede, solo quando finalmente viene messo di fronte al vero volto di Zac e vede come questo tratta quelli attorno a lui quando lo contrariano - maschi inclusi. 
Ho avuto diversi problemi con Ian nel corso del libro con la sua apatia, con il suo non prendere posizione, con il suo mettere in dubbio che uno stupro non sia uno stupro e basta ma che sia soggetto ad interpretazione - perché anche lui, come tanti altri, non è esente da quella pessima abitudine di dare la colpa alla vittima. 
Perché sembra non essere mai colpa di chi commette lo stupro, ma di chi invece ha subìto violenza perché se l'è andata a cercare. 

Mi è piaciuta moltissimo la madre di Grace e mi è piaciuto il padre di Ian, nei cui confronti all'inizio avevo qualche riserva ma che poi si è rivelato l'unico in grado di mettere del sale in zucca a suo figlio. 
Ovviamente ho detestato il padre di Grace e credo non ci sia cosa peggiore per una ragazza in una situazione come quella di Grace che vedere il tuo stesso padre che ti incolpa di quanto accaduto. 


Ma dopo tutto questo papiro perché il libro non ha il punteggio pieno? 

Grace mi è piaciuta davvero tanto, ma c'è stata una cosa all'inizio che mi ha fatta storcere il naso. È vero che ogni ragazza reagisce a modo suo - ne è un esempio Hermione in Exit, Pursued by a Bear che si rende conto di non aver paura del tocco dei ragazzi durante gli allenamenti cheerleading - ma il fatto che Grace pensasse "chi mi vorrà adesso?" invece di pensare a tutti i problemi che potrebbe avere ad entrare in intimità con un ragazzo... ecco, l'ho trovato un po' fuori luogo. 
Ma è stato solo quello e in quell'occasione. 
E vabbè, il fatto che si aggrappi a Ian - perché sebbene lui le piacesse da prima e sia stato lui a trovarla e sappia, nonostante non lo voglia ammettere, cosa significassero le condizioni in cui l'ha portata all'ospedale, ciò non lo toglie in molte occasioni la tratti veramente da schifo. 

E poi ho avuto un problema con il finale - ma questo forse è un problema mio. 
Io personalmente avrei mandato tutti a bruciare all'inferno, è irrealistico che tutti se la cavino così facilmente dopo quello che hanno fatto, ma quello che accade nel finale è in qualche modo coerente con quanto professato da Grace fin dall'inizio - lei voleva solo che le credessero, non voleva vendetta. 


Al di là di questo, Some Boys è un libro che merita di essere letto - è un libro che fa arrabbiare, che fa inacidire il sangue, che fa star male, ma è anche un libro che mette in luce tutto quello che non va quando invece di aiutare la vittima si fa muro intorno all'aggressore per proteggerlo. E soprattutto ha una protagonista che affronta l'inferno a testa alta e lotta per quello che è giusto, combattendo anche i suoi demoni invece di scegliere la via più facile e tacere.

mercoledì 10 ottobre 2018

WWW.. Wednesday! #115

Chi è andata al cinema ieri sera e si è scompisciata dalle risate perché un Venom così sassy non l'aveva mai visto e non se l'aspettava? 
Non fatemi poi parlare di Tom Hardy. 

Ma comunque buongiorno e buon mercoledì, lettori!
Dopo la breve parentesi cinematografica di cui sopra, passiamo all'argomento di cui si occupa veramente il blog - ovvero i libri. 

E visto che oggi è mercoledì, oggi è anche il giorno in cui si riassumono le letture passate, presenti e future.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Come volevasi dimostrare, ci ho messo più tempo di quanto avessi preventivato per leggere Mentre noi restiamo qui di Patrick Ness. È stata una lettura strana - non lo dico con un'accezione particolare, semplicemente è stata insolita. E nella sua stranezza, nei suoi personaggi con cui ho iniziato un po' in sordina poi è arrivato quel capitolo sedici e lì... beh, lì è stata un'altra storia che ha preso una piega più personale di quanto mi aspettassi. Recensione QUI.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Al momento ho letto solo una cinquantina di pagine di Some Boys di Patty Blount - un libro inedito in Italia che parla di stupro. Ho letto solo una cinquantina di pagine e già provo quel mix di emozioni che questi libri mi suscitano e nella mia testa sto già costruendo il discorso che farò quando scriverò la recensione. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Piccolo cambio di programma: tra la lettura attuale e quella futura inserirò Slothilda: Living the Sloth Life di Dante Fabiero - una graphic novel che ho visto la settimana scorsa nell'appuntamento del WWW Wednesday di Siannalyn del blog The road to hell is paved with books. Ho fatto richiesta su NetGalley e me l'hanno subito inviato - sento già un'affinità tra me e Slothilda. 
Poi, come era già programmato, leggerò My Sister and I di Sean-Paul Thomas - a tal proposito, fatemi sapere se preferite la sinossi breve oppure quella lunga quando scriverò la recensione. Vincerà la maggioranza, vi avverto!

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Eccoci giunti alla fine come al solito - anche se ammetto che questo WWW Wednesday è praticamente uguale al precedente.
Stavo anche pensando ad un nuova rubrica - ma prima di sottoporvi l'idea per chiedervi se vi andrebbe di leggere un determinato tipo di post, lascio che mi rispondiate alla domanda sulla sinossi così almeno so quale delle due trame tradurre!
Il resto è come al solito: scrivetemi nei commenti com'è stata la vostra settimana di letture oppure lasciatemi il link del vostro post e io passerò a ricambiare la vostra visita. 
Cheers! :)

martedì 9 ottobre 2018

[Spotlight] "Scritture del Primo Mondo" di Aliasor

Cari lettori, torno oggi da voi per la presentazione di un nuovo fantasy che esce oggi per la Santelli Editore - qui sotto tutti i dettagli! 


Titolo: Scritture del Primo Mondo
Autore: Aliasor
Serie: I/X
Genere: narrativa fantasy
Finale: cliffhanger
Data di uscita: Ottobre 2018
Pagine: 164
Prezzo: € 6,99 (eBook) - € 14,90 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: https://www.santellieditore.it/product/scritture-del-primo-mondo/

Trama: Cosa succederebbe se avessimo sempre avuto torto e le divinità non fossero come abbiamo sempre creduto?
 
Tempo non è il sempre rappresentato vecchietto ma ama gli anime, i videogiochi e mangia tutto il giorno cibo spazzatura; Vita non è buona ma è odiata dai suoi colleghi perché ipocrita e arrogante; Morte non è affatto crudele come si pensava. Sono solo alcune delle divinità che vivono il Multiverso, con infiniti mondi e possibilità ma un solo mistero: tre divinità sono morte.
 
Una strana creatura viaggia libera perseguendo uno scopo ancora ignoto, compagnie e unioni segrete complottano nell’ombra senza sapere contro chi lottano veramente, pronti a fare patti col diavolo. L’ordine cronologico, le credenze religiose e quelle mitologiche sono sovvertite distruggendo tabù che i mortali temono e venerano.
 
Non tutti coloro che hanno il dono, o forse maledizione, di conoscere l’esistenza di queste divinità sono loro favorevoli. Nessuno si preoccupa davvero di tutto ciò, ad eccezione di un uomo: l’Uomo Nero, che è tornato. Anche se purtroppo non sempre si può avere, come nelle fiabe, un «E vissero sempre felici e contenti».

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L'autore: 
"Aliasor" è lo pseudonimo, nato dalla quasi casuale fusione delle parole "Alias" e "Or", di A. M. Serpa. 
Nato nel 1995, studia all’Unical. 
Ispirato da autori come H.P. Lovecraft e Ryunosuke Akutagawa, delle mitologie occidentali ed orientali e di cose inconsuete, nel 2018 pubblica il suo primo romanzo.

lunedì 8 ottobre 2018

[Recensione] "Mentre noi restiamo qui" di Patrick Ness

Sembra una cosa fatta apposta - più un libro è breve, più io sembro metterci tempo a finirlo. Non avevo forse detto che sarebbero state le mie ultime parole famose?

Buon inizio di settimana, lettori - cominciamo subito con una recensione.


Titolo: Mentre noi restiamo qui
Titolo originale: The Rest of Us Just Live Here
Autore: Patrick Ness
Data di uscita: 5 giugno 2018
Data di uscita originale: 27 agosto 2015
Pagine: 240 (copertina rigida)
Editore: Mondadori
Link Amazon: https://amzn.to/2zu8xEr

Trama: Mentre i coraggiosi Prescelti - gli indie, con i capelli perfetti e i vestiti vintage - tentano di salvare il mondo dall'Apocalisse, in uno sperduto paesino di provincia Michael, un ragazzo normale che studia e che, al massimo, combatte contro la noia, ha desideri più semplici: per esempio riuscire a baciare Henna, di cui è innamorato da sempre, aiutare la sua problematica sorella Mel, e studiare per gli esami senza perdere l'amicizia con Jared, il migliore amico che sembra nascondergli più di un segreto. Tra apparizioni di daini dagli occhi illuminati d'azzurro, attacchi di zombie e misteriose morti dei Prescelti, Michael scoprirà che, anche se tutto attorno a lui sembra avvicinarsi alla catastrofe, le vite ordinarie come la sua possono rivelarsi le più straordinarie di tutte.


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Tutti conosciamo Harry Potter, tutti conosciamo almeno un'opera - che sia un libro, un film oppure una serie televisiva - in cui i protagonisti devono salvare il mondo (o, in scala ridotta, la loro città) dai cattivi di turno. 
Con Teen Wolf - di cui sono stata una grande fan principalmente per il personaggio di Stiles interpretato da Dylan O'Brien - potrei elencarvene una vagonata. Non solo di cattivi di turno, ma anche di persone comuni che vivevano la loro vita - forse consapevoli o forse ignari di quello che intanto stava succedendo - e di adulti che ricorrevano alle scuse più implausibili per giustificare quello che in realtà accadeva sotto i loro occhi. 

Ma questo libro, pur avendo una parte fantasy/paranormal o comunque la vogliate chiamare che viene raccontata all'inizio di ogni capitolo, non parla dei Prescelti - o degli hipster oppure degli indie, a seconda del nome che va al momento di moda. 

Mentre noi restiamo qui racconta di quei ragazzi che stanno tra le comparse, quelli che sono consapevoli che qualcosa sta accadendo ma che non spetta a loro risolverlo, quelli che a volte ci sbattono contro quasi per caso e giustamente se la danno a gambe - perché di solito negli altri romanzi i Prescelti sono quelli che devono salvare il mondo, ma se la cavano (quasi) sempre e tutti gli altri sono gli effetti collaterali che li spingono ad andare avanti. Qui invece gli indie sono proprio loro gli obiettivi, ai cattivi di oggi la gente comune non interessa. 

E qui si collocano i nostri Mike, Mel, Henna e Jared - e con l'ultimo arrivato Nathan che a Mike sta parecchio sulle scatole. 
Ma non credete che solo perché non sono indie e quindi non sono destinati a salvare il mondo oppure a morire provandoci, non abbiano comunque dei problemi a cui pensare - anche vivere una vita normale è una lotta quotidiana. 

Abbiamo prima di tutto il nostro protagonista, Mike Mitchell: una madre tutta presa dalla carriera politica e un padre un po' furfante e un po' troppo attaccato alla bottiglia, una sorellina - Meredith - fin troppo intelligente che però stravede per una boyband costruita a tavolino dall'industria musicale e una sorella più grande - Mel - ancora in classe con lui all'ultimo anno a causa dei problemi di anoressia che le hanno fatto perdere un anno durante la precedente campagna elettorale della madre, ma che si sta faticosamente riappropriando dei chili persi per tornare a vivere la vita che vuole vivere. 

E non dimentichiamo che lui stesso ha seri problemi-ossessivi compulsivi ed è innamorato da una vita di Henna - cosa che sembrano sapere tutti tranne la diretta interessata. Oppure lo sa? 

Vogliamo poi parlare di Jared, il suo migliore amico gay che sua madre non vede affatto di buon occhio non certo per l'orientamento sessuale di quest'ultimo, ma perché suo padre è il suo avversario politico da sempre? Come se fosse facile poi per Jared essere per un quarto divinità - ma quella storia risale a quando la loro piccola cittadina è stata invasa dagli Dei, prima dei fantasmi divoratori di anime e dei vampiri dopo. 

Anche ai nostri ragazzi comuni i problemi non mancano, anche loro cercano di sopravvivere come possono - perché la vita è già complicata di suo senza che l'elemento paranormale arrivi a disturbare. 
Ad un passo dal diploma e dalle loro esistenze che stanno per cambiare, c'è il ballo di fine anno a cui pensare e al modo di passare quanto più tempo possibile insieme prima di prendere ognuno la propria strada. Ci sono segreti ancora taciuti, ci sono le paure del futuro e dei cambiamenti, il disagio di non vedere i propri amici tutti i giorni come prima, ci sono le insicurezze, ci sono le spirali ossessive che prendono Mike in ostaggio e che gli rendono difficile gestire la propria vita senza dover chiedere aiuto alla fine. 

Ma per fortuna ci sono gli amici, la famiglia che ti sei scelto e mentre Mike combatte per affrontare le sue spirali ossessive e ci racconta tutto questo - perché lo fa, perché si rivolge direttamente al lettore - è quasi inevitabile tornare a sentirsi un po' adolescenti. 


Mentre noi restiamo qui è un po'... strano. Si tratta del primo libro di Patrick Ness che leggo e sebbene io l'abbia definito "strano", ne è decisamente valsa la pena. 
Vi avviso che se però vi aspettate di comprendere del tutto gli aspetti paranormali o la storia degli indie che viene raccontata in segmenti, allora non troverete quello che cercate. Questi segmenti sono tuttavi dotati di un umorismo sottile - di una certa sagacia - che prende forse un po' in giro i classici clichés che si possono trovare nel genere, ma che io ho particolamente apprezzato.

Per me è cominciato in sordina, senza che un personaggio prevalesse sull'altro per conquistarsi i miei affetti. 
E poi Mike ha svelato i suoi tratti ossessivo-compulsivi e lì ho iniziato ad intravedere qualcosa - non chiedetemi quante volte al giorno mi lavo le mani. 
E poi Mel ha detto certe cose riferendosi a se stessa e alle sue cicatrici che resteranno per sempre in cui mi sono identificata - sebbene per un motivo diverso dal suo. 
E poi Jared ha detto certe frasi a Mike e lì c'è stato un altro spiraglio. 
E poi è arrivato il capitolo sedici e di quel capitolo ho praticamente sottolineato ogni parola perché per me è stato come un calcio nello stomaco - perché le parole di Mike e le domande che gli venivano rivolte sembravano prese direttamente da uno qualsiasi dei miei pensieri o da uno qualsiasi dei miei post sul mio blog personale. 

Mentre noi restiamo qui è un libro che - con la sincerità di chi ce lo narra - tra amore, amicizia, accettazione, paure, insicurezze, passato e futuro ci ricorda di vivere e goderci il presente e racconta un po' di tutti noi. 
Di noi che non siamo i Prescelti, di noi che forse non salveremo mai il mondo in maniera eclatante - di noi che siamo comunque eroi in un modo o nell'altro nella vita di tutti i giorni e in quella di chi ci sta accanto. 


e ½

giovedì 4 ottobre 2018

[Recensione] "The Heartbreakers 2 - Cuori di carta" di Ali Novak

Sono passati due anni e mezzo da quando ho letto il primo libro di questa serie e finalmente mi sono decisa a proseguire - forse era pure nella TBR estiva dell'anno scorso, ma si sa che poi il lavoro mi ha letteralmente prosciugata. 
Così è finito nella TBR estiva di quest'anno e, tra una cosa e l'altra, sono riuscita a leggerlo solo adesso - ancora un po' e faceva in tempo ad uscire il terzo negli USA.


Titolo: The Heartbreakers 2 - Cuori di carta
Titolo originale: Paper Hearts

Serie: The Heartbreakers Chronicles #2
Autrice: Ali Novak
Data di uscita: 23 marzo 2017
Data di uscita originale: 1 gennaio 2014
Pagine: 336 (copertina rigida)
Editore: Sperling & Kupfer
Link Amazon: https://amzn.to/2PHkFHe

Trama: Il futuro di Felicity è già stato pianificato nei minimi dettagli. Da quando la sorella maggiore è andata via, le aspettative della madre pesano tutte sulle sue spalle e Felicity fa del suo meglio per non deluderle. Ma le cose migliori della vita, spesso, sono quelle non pianificate e Felicity lo scoprirà presto. Per esempio, quando, a un evento di beneficenza, il famoso membro della band degli Heartbreakers, Alec, le rovescia addosso il suo bicchiere. Felicity non immagina che quell'incontro possa avere un seguito. Eppure, pochi giorni dopo, Alec è seduto accanto a lei, in un viaggio on the road per trovare sua sorella. Che sia la strada giusta anche per trovare la felicità?


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L'estate è quasi agli sgoccioli per Felicity Lyon, che alterna il lavoro alla tavola calda con le ore di volontariato da inserire nella domanda di ammissione a Stanford. 
Perché non entrare a Stanford per studiare giurisprudenza non è un'opzione: da quando sono rimaste solo lei e sua madre a costituire una famiglia - da quando la sua ribelle sorella Rose è scappata di casa quattro anni prima - Felicity ha deciso che sarebbe stata ancora più assennata e giudiziosa di quanto già non fosse e che l'unico modo per rendere felice sua madre fosse entrare in una prestigiosa università per diventare avvocato e non avere più problemi di soldi.

A farle compagnia nelle ore di volontariato all'associazione c'è la sua migliore amica Asha, anche ora che sono arrivate alla fine del lavoro: l'organizzazione di un ballo in maschera a scopo di beneficienza. 
Il turno è finito e ora si possono divertire - e chissà chi possono incontrare in una serata che pare magica. 

Ma la gioia di Felicity ha vita breve: uno sconosciuto le versa accidentalmente il contenuto del suo bicchiere sul vestito - e si sa com'è, più tenti di togliere la macchia e peggio è e, frustrata e nervosa, Felicity decide di prendere una boccata d'aria. 
Però forse c'è davvero della magia nell'aria perché lo sconosciuto - che poi si presenta come Aaron - la cerca per scusarsi e forse perché con uno sconosciuto mascherato si è più portati a confidarsi di quanto a volte si farebbe con chi ci conosce bene, i due si ritrovano a parlare di famiglie e di musica. 
E come in ogni favola che si rispetti, ad un certo punto la maschera cade e Felicity si trova davanti Alec Williams - il famoso bassista degli Heartbreakers.

È qualcosa che non ha un futuro, no? 
È impensabile che nasca una relazione degna delle migliori favole.
Eppure nel bel mezzo di un tornado che travolge tutte le certezze che Felicity ha sempre creduto di avere sulla sua famiglia, Alec sembra essere lì per lei. 
E Felicity, accompagnata dai suoi migliori amici Asha e Boomer e anche da Alec, decide di agire impulsivamente per la prima volta in vita sua per trovare le risposte alle domande che si fa da anni. 


Non sono mai stata esattamente una fan delle boy band: all'epoca dei Backstreet Boys ero alla fine delle elementari e forse troppo piccola per capire il fenomeno e l'hype. 
Ricordo i Blue quando ero alle medie, ma ho iniziato presto a cambiare genere a dirigermi verso altri lidi - verso musica più "pesante". 
Le band che ho iniziato ad ascoltare e amare da adolescente e da quasi adulta non avevano niente delle boy band "mainstream": erano punk-rock, forse emo, erano screamo, erano post-hardcore. 
O sono da considerarsi comunque boy band perché sono composte da ragazzi - nei casi delle band emergenti che seguivo, a volte più grandi di me di solo qualche anno? 

In ogni caso, come avevo trovato somiglianze con Stella che ascoltava quello che le piaceva e non quello che andava di moda al momento, anche con Felicity ho trovato punti in comune: ascoltare musica per ascoltarla e goderne ed essere praticamente all'oscuro della vita privata dei musicisti. 
Forse questo non fa di me una "vera fan", ma amen.

Ricordavo Alec dal libro precedente - come avevo scritto, mi erano piaciuti più gli altri tre di Oliver sebbene io abbia la sindrome del cantante.
Alec Williams - quello taciturno, quello sincero, quello che quando parla lo fa quando ha cose veramente importanti da dire, quello che gira sempre con cuffie e la musica a portata d'orecchio, quello che osserva e per questo capisce le persone più di quanto queste non riescano a fare da sole. 

E anche con Felicity è così, pronto a dirle verità forse un po' scomode che lei non ha ancora il coraggio di affrontare e di ammettere. 
Il fatto che però non ci fosse il suo punto di vista penalizza la cosa perché non posso biasimare Felicity quando finisce con il fare supposizioni. Va bene essere riservati, ma proprio perché manca qualcosa di suo tocca al lettore riempire i vuoi e ammetto che a volte mi sono fermata durante la lettura e ho provato a capire cosa avesse fatto scattare la scintilla - la base di questo legame tra lui e Felicity. 

Ma forse, come al solito, dipende da me che sono arrivata alla fine della mia vena romantica - specialmente dopo tutti i romance dell'ultimo periodo. 
Cioè, almeno per quello che ricordo, la storia tra Stella e Oliver si sviluppava su un periodo medio-lungo, qua mi sa che siamo andati un po' troppo in fretta.

Felicity mi è abbastanza piaciuta. 
Io non ho i capelli rossi, ma lei come me ha la pelle così chiara che quando arrossisce diventa uno spettacolo imbarazzante e spesso si sforza di trovare cose da dire per riempire il silenzio prima di rendersi conto che non sempre è necessario parlare per colmare il vuoto. 
È una con i piedi per terra, che considera come un evento straordinario l'aver incontrato una star ma che non si fa castelli in aria sulla possibilità che qualcosa possa nascere da quell'incontro. 
Eppure Alec la cerca: forse all'inizio per la somiglianza con una ragazza che conosce, ma poi per il fatto che - dopo la sorpresa iniziale - Felicity non è corsa a chiamare i paparazzi e l'ha trattato da ragazzo normale. Perché è questo che fa Felicity: lei non vede la star, ma vede il ragazzo amante della musica che è un fratello affettuoso e che ha un rapporto conflittuale con il padre, ma fantastico con i suoi amici e sollecito nei suoi confronti. 
Un vero gentiluomo, insomma.

Però Felicity ha avuto anche dei comportamenti che in alcuni momenti mi hanno dato sui nervi, come origliare le conversazioni altrui - non si fa! 
Il che ovviamente porta ai classici fraintendimenti. 
Ma Felicity imparerà ad inseguire quello che davvero vuole lei e non quello che crede gli altri si aspettino da lei.

Compaiono anche Stella e gli altri Heartbreakers e, come l'altra volta, JJ è quello che mi ha più divertita - specialmente negli scambi di battute con Xander. 

Mi sento sempre un po' fuori target - forse perché non ho una storia di amore per le boy band alle spalle, sebbene abbia avuto anche io le mie crush musicali e mi siano diventate le ginocchia di gelatina in più di un'occasione. 
Forse è per quello che l'iper-entusiasmo e la quasi invadenza di Asha mi hanno dato fastidio in più di un'occasione - perché io invece sono il tipo che si blocca, arrossisce, le diventano le ginocchia di gelatina, si zittisce o al massimo le esce la voce stridula cercando di mettere insieme una frase di senso compiuto. 
E questo era con il cantante di una band emergente, mettetemi davanti Ryan Key oppure Martin Johnson e ciaone - meglio se avete un defibrillatore con voi. 

In ogni caso è stato una lettura piacevole, in cui anche stavolta prevale l'amore per la famiglia e per gli amici al di sopra della fama e della popolarità, perché queste ragazze protagoniste non sono qui per quello e questo me le rende più apprezzabili - perché io non sverrei davanti a Martin o a Ryan a causa del loro aspetto, ma perché loro hanno scritto delle canzoni che mi hanno toccato l'anima con le loro voci e le loro parole. 

Perché poi finisco a parlare di me quando scrivo una recensione non lo capirò mai. 

I Cuori di carta del titolo hanno un significato ben preciso all'interno della storia e l'aspetto romance non c'entra neanche un po' - grazie al cielo. 
In qualche modo mi ha un po' ricordato Wild Awake di Hilary T. Smith, ma in modo più "sano" per quanto riguarda il rapporto tra Felicity e Rose e per quello che Felicity prova per la sorella. 

Sarò anche fuori target, ma mi piace come gli Heartbreakers vengano descritti semplicemente come ragazzi normali che vogliono quello che vogliono tutti. 
Mi piace come queste ragazze siano ragazze normali, ragazze che restano se stesse anche di fronte all'ultima persona che avrebbero mai pensato di trovarsi davanti. 
E ora aspetto i romanzi su Xander e JJ, che sono quelli che mi sono più piaciuti da quando ho iniziato la serie. 

mercoledì 3 ottobre 2018

WWW.. Wednesday! #114

Ho fatto le ore tremendamente piccole ieri notte perché avevo un post da finire - dopo, arrivati al WWW Past, capirete - e poi mi sono ricordata che era ora del WWW Wednesday e i post certo non si scrivono da soli. 

Cosa aspetta qualcuno ad inventare qualcosa che trasferisca i tuoi pensieri dalla mente direttamente sul foglio? 

Mentre aspettiamo quest'invenzione, andiamo a vedere le mie letture della settimana.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho finito giusto ieri sera The Heartbreakers 2 - Cuori di carta di Ali Novak, la cui recensione arriverà domani e vi avviso già che è venuta più lunga di quanto avessi preventivato. Proprio non capisco perché finisco a parlare di me quasi tutte le volte che recensisco un libro. Comunque vi posso anticipare che nonostante abbia trovato il sentimento nato tra i due protagonisti un po' troppo frettoloso visto che comunque si conoscono pochissimo, alla fine gli ho dato tre stelline. Ma i particolari a domani. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Comincerò oggi Mentre noi restiamo qui di Patrick Ness e, visto che è abbastanza sottile, non dovrei metterci molto a leggerlo - speriamo che non diventino le fantomatiche ultime parole famose, sarebbe un classico.  



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Ho sempre in programma Some Boys di Patty Blount, un inedito che parla di stupro.
Poi, visto che è ottobre e c'è Halloween a fine mese, leggerò un ebook che mi è stato mandato il mese scorso dal suo autore - My Sister and I di Sean-Paul Thomas. Non sarebbe il primo libro che leggo di quest'autore perché di suo ho già letto The Old Man and the Princess, quindi so cosa aspettarmi in termini di ambienti "selvatici" e slang irlandese - ma già il fatto che la cover mi ricordi Samara di The Ring mi fa venire i brividi. 

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Un WWW Wednesday alquanto breve, ma il post di domani non lo sarà. 
La parola a voi adesso: com'è stata la vostra settimana di letture? Farete letture a tema visto il mese con Halloween di mezzo? 
Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e passerò a ricambiare la visita. 
Cheers! :)