venerdì 15 gennaio 2021

Singing the Book #27

La metà del mese è qui e questo significa il consueto appuntamento con la rubrica che unisce libri e musica - e spero che riusciate a vedere tutto perché, a parte il primo video, poi quando caricavo l'anteprima i restanti quattro proprio non esistevano anche se nella bozza erano ben più che presenti. 
 
Mah, misteri di Blogger.
 
Comunque! Chi è contento che oggi uscirà la serie Marvel su Wanda e Visione?
Chi nel frattempo sta aspettando con impazienza quella su Falcon e il Soldato d'Inverno?
 
E chi è contento che oggi esce anche l'album di una delle sue band preferite? 

Singing the Book è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro (e racconto) libri il cui titolo è lo stesso - o con qualche piccola variante - di canzoni che amo oppure ho amato e che potrebbero o non potrebbero c'entrare affatto con la trama.

Siamo al ventisettesimo appuntamento e oggi parliamo come al solito di abbinamenti che mi sono capitati per caso tra le mani.

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As Long as She Needs Me di Nicholas Weinstock / As Long As You Love Me dei Backstreet Boys
 
Non sono mai stata troppo un tipo da boy band. Con questo non voglio dire che fossi "addormentata" quando i grandi nomi imperversavano la scena musicale - ero già musicalmente "sveglia" quando i Backstreet Boys sono diventati famosi, semplicemente la mia ex-migliore amica (e in generale le mie compagne di classe) era più in fissa con loro di quanto fossi mai stata io. Che poi, io anarchica fino alla fine: tutte pazze per Nick mentre io, se proprio dovevo scegliere il più attraente per me, rispondevo sempre Kevin - rispondo ancora Kevin. Questo per dire quindi che conoscevo le loro canzoni (quelle più famose, quelle che diventavano singoli), le ballavo, le cantavo, ma non ho mai avuto i cd oppure i poster in camera. Eppure quando nella newsletter di BookBub ho visto questo libro con questo titolo, il pensiero mi è andato direttamente alla canzone dei Backstreet Boys - però neanche cantata da loro, perché in anni più recenti l'ho sentita nella versione dei Sleeping At Last. Per quanto riguarda il libro, essendo un chick-lit romance direi che ci sta benissimo.
 

 

Fading di Cindy Cipriano / Faded di Alan Walker

Se vi devo dire  quando e dove ho sentito per la prima volta questa canzone, non vi so proprio rispondere. Anzi, è una bugia: la canzone che troverete linkata sotto la sento ora per la prima volta mentre scrivo - questo perché nella mia playlist c'è il remix fatto da LaRry Rong ed è il remix che non ricordo in che circostanze sia entrato nella mia vita. Ma questa non è l'unica canzone che il libro mi ha fatto venire in mente: con lo stesso titolo, Faded, nella mia playlist in macchina c'è anche quella di ZHU. Il libro è un paranormal romance young adult - primo di una serie secondo Goodreads - e se con quella di ZHU non ha nulla in comune, con quella di Alan Walker la situazione comincia a cambiare visto che entrambe citano fantasia e sogni.
 

 
 
Good Girl, Bad Girl di Michael Robotham / Good Girls Go Bad dei Cobra Starship feat. Leighton Meester

Andavo ancora al liceo la prima volta che ho sentito nominare i Cobra Starship - e ci avevo provato ad ascoltarli, ma niente: proprio non mi erano piaciuti. Nel corso dei due/tre anni successivi ci ho riprovato, ma sempre niente da fare. Poi, ad un certo punto della mia vita, su Rai 4 (o era Deejay TV?) hanno trasmesso dall'inizio alla fine (praticamente ho fatto un binge-watching) la serie Greek - e ammetto che Scott Michael Foster era stato un buonissimo incentivo di partenza e ho finito per adorare la serie in tutto e per tutto. Comunque c'è un episodio nella terza stagione in cui la canzone viene usata e le parole modificate in una gara a cui la sorority delle ZBZ partecipa - e quando ho visto l'episodio mi sono resa conto che avevo già sentito la canzone, che la conoscevo... e stavolta mi piaceva pure. Il libro è un thriller e con Good Girls Go Bad e il suo testo non c'entra niente. 
 

 

Cursed di Casey Odell / Curses dei Bullet For My Valentine

Questa parte di appuntamento rischia di diventare la più personale. Forse troppo personale - ma d'altronde è quello che succede nel malaugurato caso in cui leghi la musica a persone specifiche. I Bullet For My Valentine sono entrati nella mia vita quando ero in piena fase emo, quindi nei miei ultimi due anni di liceo - e per puro caso poi, proprio come gli A Day To Remember: mi sono lasciata ispirare dal nome della band e dai titoli di qualche canzone. Ma cosa è successo è poi? È successo che mi ero presa una cotta per un ragazzo della mia scuola e anche lì, per puro caso, avevo scoperto che anche lui ascoltava i BFMV. Come potete immaginare poi non è andata a finire bene e da quel momento tutte le canzoni che amavo della band non sono più riuscita ad ascoltarle - non sono più riuscita ad ascoltare la band in generale, ma ad essere onesta stavo entrando nella fase in cui mi stavo allontanando da diversa musica di quegli anni e i miei diciannove anni hanno segnato una svolta in più di un senso. L'album Scream, Aim, Fire è uscito tre mesi prima dei miei diciannove anni, sei mesi prima del mio diploma ed è stato difficile ascoltarlo per molti versi perché i BFMV mi ricordavano sempre quel ragazzo, ma avevo scoperto che ascoltare le versioni acustiche di alcune di quelle canzoni in realtà mi aiutava - però ricordo benissimo me stessa in macchina quella mattina del 2 luglio 2008 mentre mi dirigevo a dare l'orale della maturità con Hearts Burts Into Fire a tutto volume. E non in versione acustica. Poi nel 2010 era uscito l'album Fever e in qualche modo avevo fatto pace con i BFMV, ma sentivo che la magia era sparita - e forse ero io che ero cambiata, forse erano rimasti "macchiati" permanentemente dal periodo a cui erano legati, ma non sono mai riuscita a "riprendermeli" come sono riuscita a fare con altre band. Ad oggi sono pochissime le loro canzoni sul mio computer e quasi tutte in versione acustica - le sole che riesco a sopportare. Curses è l'unica che scelgo quando capita quella rara volta in cui voglio ascoltarli - e questo perché credo sia stata la prima loro canzone che io abbia mai ascoltato e l'amavo già alla follia prima ancora di accorgermi di quel ragazzo, perciò non ha mai smesso di essere davvero "mia". Il libro è un paranormal YA, con magia e fate ed elfi, ma a dispetto della somiglianza del titolo e della suggestione che dà il suo genere, lui e la canzone non hanno nulla in comune. 
 

 

Kissing & Telling di Jenna Reed / Kiss & Tell degli You Me At Six

Kiss & Tell è uscita nel 2009 - in un EP insieme alla sua versione acustica e alla cover di Poker Face di Lady Gaga - a cavallo tra il loro primo album Take Off Your Colours e il secondo, Hold Me Down. Quando il loro primo album è stato fatto uscire di nuovo in edizione deluxe, Kiss & Tell è stata aggiunta insieme ad altre canzoni e un paio di versioni acustiche. Mi piacevano già tantissimo, Take Off Your Colours era stato per me una vera scoperta e una ventata d'aria fresca, qualcosa di solo mio che non condividevo con nessuno - nessuna macchia, nessuna persona. E, se vi devo dire la verità, questi sono ancora i miei YMAS preferiti. Comunque questo appuntamento non poteva capitare in un giorno migliore perché proprio oggi esce il loro nuovo album, il settimo, dal titolo Suckapunch. Il libro e la canzone potrebbero avere forse un paio di punti in comune, ma non così tanti come potrebbe sembrare a prima vista.
 

 
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Siamo giunti alla fine di un altro appuntamento e come al solito vi rinnovo l'invito a commentare sotto per farmi sapere se conoscete qualcuna di queste canzoni, se vi piacciono oppure se qualcuno dei libri vi incuriosisce!

giovedì 14 gennaio 2021

[Recensione] "I Hate You, Fuller James" di Kelly Anne Blount

Questo libro l'avevo richiesto su NetGalley l'anno scorso, ma la mia richiesta non era stata approvata - così, appena attivato Storytel e scoperto che questo titolo era stato aggiunto da poco al catalogo, mi sono fiondata a scaricarlo e ascoltarlo. 

Cosa mi aveva attirata in principio, a parte la cover carinissima? 
Il fatto che dalla trama sembrasse uscito direttamente da uno dei miei film preferiti di sempre, 10 cose che odio di te

Ne sarà stato all'altezza?


Titolo: I Hate You, Fuller James
Autrice: Kelly Anne Blount
Data di uscita: 2 marzo 2020
Durata: 6H 46Min (Storytel Edition)
Editore: Entangled: Crush
Link Amazon: https://amzn.to/3qcNiyw

Trama [tradotta da me]: Ti odio, Fuller James.

Odio i tuoi capelli flosci e il tuo ghigno storto e quei ridenti occhi blu che sembrano sempre ridere di me.

Odio il fatto che tu sia il ragazzo più popolare della scuola e che io sia ancora la ragazza che ha starnutito e sputato il suo apparecchio su qualcuno al ballo delle medie. È un tale cliché.

Odio il fatto di essere costretta a darti ripetizioni di inglese tenendolo segreto a tutti quanti. Perché altrimenti potrebbe mettere a repentaglio le chances della squadra di basket di vincere le nazionali e, anche se ti odio, amo il basket.

Odio che tu sembri nascondermi un segreto…e che più tempo passiamo insieme, meno mi sento con la terra sotto i piedi. Perché sto cominciando a capire che c'è ben più di te oltre l'apparenza. Al di sotto di essa, tu sei reale.

Ma quello che odio più di tutto è che in realtà non ti odio neanche un po'. 

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Wren è all'ultimo anno di scuola - deve tenere duro ancora poco, poi finalmente sarà fuori da quell'inferno che è la Magnolia Valley High.
E Wren non vede l'ora di andarsene perché è dalla seconda media che viene tormentata - da quando la sua ex-migliore amica Marissa ha cominciato a cambiare, diventando egocentrica e superficiale ma soprattutto da quando, a causa di un raffreddore, al ballo ha sputato il suo apparecchio addosso al suo accompagnatore in seguito ad uno starnuto e Fuller James ha coniato il terribile soprannome che ha preso immediatamente piede e che ancora la segue: Wrentainer (combinazione del suo nome + la parola inglese per "apparecchio")
Come se non bastasse, quella sera Marissa e Fuller James sono diventati una coppia e Marissa le ha riferito, ben più che felice, che Fuller James non voleva più che lei fosse amica con Wren - facendole quindi terra bruciata attorno. 

Wren è da allora che non ha più amiche femmine e i suoi migliori amici sono Dae e Brandon - quest'ultimo purtroppo compagno di squadra di Fuller James. 
E Wren ama il basket, sebbene la squadra della sua scuola sia capitanata da un idiota arrogante che la passa sempre liscia, perché è una passione che condivide con suo nonno - che ora vive con loro perché purtroppo soffre di Alzheimer. 

Quando però Wren non ne può di essere bersagliata - sia verbalmente che fisicamente - durante una battaglia a colpi di cibo in mensa decide di rispondere al fuoco, ma questo le sarà quasi fatale: essere sospesa e avere una macchia sul curriculum che le impedirà l'accesso allo STEM Academy Camp oppure fare da tutor a Fuller James, che sta fallendo miseramente nella classe di inglese avanzato e un'insufficienza lo farebbe restare in panchina. E non sia mai che la star della squadra non possa giocare.

A complicare le cose per Wren c'è anche il fatto che non possono dire a nessuno perché improvvisamente passano del tempo insieme: se si scoprisse che la stella del basket rischia di cominciare la stagione in panchina, allora anche tutti gli altri giocatori andrebbero nel pallone (ha, l'avete capita questa?) e improvvisamente non sarebbero più in grado di giocare.  Sì, un branco di idioti con un unico cervello che vanno nel panico senza la loro ape regina - o almeno questo è quello che afferma il Coach che, oltre al danno pure la beffa, è lo zio di Wren.

A inventarsi la scusa peggiore di sempre - e anche assai ignobile - è ovviamente Fuller James, che rischia non solo di mandare all'aria la sua carriera scolastica e la possibilità di una borsa di studio per il basket, ma anche il fragile rapporto che lui e Wren stanno costruendo tra una sessione di tutoring e l'altra. 


Ho odiato anche io Fuller James - o comunque, se non l'ho odiato, non mi sono lasciata neanche abbindolare. 
Sapete tutti che io ho uno strano rapporto con questo trope: a volte mi piace leggerlo, ma - in quanto vittima di bullismo a mia volta - lo trovo sempre alquanto irrealistico.

Fuller James è fondamentalmente un bullo che l'ha sempre vinta: coetanei e professori gliela lasciano passare liscia ogni volta con la scusa del "boys will be boys", si accontentano di rimorsi apparentemente contriti e poi siamo di nuovo da capo. 
Ed è dalle medie che per Fuller James conta solo la popolarità: conta solo il basket perché è l'unica maniera per pagarsi il college, in quanto i soldi della famiglia sono tutti per il fratellino Hudson (che lui ama moltissimo) che soffre della malattia delle ossa fragili, detta anche "ossa di cristallo" - ma non basta come scusa per i suoi comportamenti. 
Voglio dire, il libro comincia con lui che tira il purè di patate alla schiena di Wren in mensa e, tra un tira e molla continuo con Marissa, se la fa con altre ragazze cambiandole come ci si cambia i calzini. E ve lo giuro, a parte sentirmi dire dalla sua voce quanto si rende conto di essere in realtà lui uno sfigato una volta che si trova di fronte alla rabbia - più che giustificata - di Wren, mi devo proprio essere persa il momento in cui comincia a diventare un essere umano decente. O meglio, tutti gli altri lo vedono, ma io no - e non perché effettivamente non cambi, ma perché a me è sempre rimasto alquanto indifferente. 

E se di 10 cose che odio di te ha le somiglianze nella trama e nel classico cliché che sta alla base di quella storia e di altre storie young adult in cui improvvisamente il bello e popolare della scuola inizia a frequentare la sfigata/anonima della situazione mentre un branco di iene e avvoltoi (mean girls e compagni di squadra di lui) sta a guardare e a ridacchiare, ciò che in realtà questo libro mi ha ricordato è stato One Tree Hill

Fuller James è un Nathan Scott wannabe - capitano della squadra di basket, ha bisogno di ripetizioni e ha pure gli stessi colori di occhi e capelli di James Lafferty. 
Questo fa di Wren la nostra Haley James (oddio, tutti James qui?!) e del suo migliore amico Brandon il Lucas Scott della situazione. 
Peccato che se Wren può essere all'altezza di Haley, Fuller James a Nathan Scott non può neanche reggergli la candela - e ve lo dice una che è partita amando Lucas Scott e poi è finita per innamorarsi perdutamente di Nathan. 
Cioè, i Naley a questi due gli fanno mangiare la polvere - e poi sarà che una roba come quella che combina Fuller James nei confronti di Wren io non la perdonerei mai. E per carità, Fuller James è sicuramente mille volte meglio e mentalmente più stabile di Hardin Scott (anche gli Scott qui fioccano come neve) di After, ma si sa che io non perdono nulla.

È un libro prevedibile nel suo svolgimento, forse dedicato proprio alla parte young del target young adult, a tratti un po' ripetitivo nella dinamiche e nelle scene, ma oh, che vi devo dire? È scorrevole e la voce della narratrice di Wren l'ho trovata piacevolissima e piena di sfumature ed enfasi a seconda della parte che stava leggendo - alla fine non ci ho impiegato neanche un giorno e mezzo ad ascoltarlo e questo comprendendo la notte di sonno, una mattina impegnata e il pranzo. 

Su Goodreads l'ho arrotondato per eccesso anche solo per avermi riportata nei licei di 10 cose che odio di te e One Tree Hill - lì sì che avrei voluto starci.

mercoledì 13 gennaio 2021

WWW.. Wednesday! #224

Io non so come gennaio abbia la capacità di durare tre mesi in soli 31 giorni - cioè, ma ci pensate che è passata solo UNA SETTIMANA dall'Epifania?! 
Cioè, io una settimana fa avevo ancora l'albero di Natale addobbato e stavo aprendo i regali della Befana e... e... e boh, io non lo so, non capisco. Sembra passata un'eternità. 
 
Mah, nella mia incredulità e nel mio scetticismo vediamo un po' di andare avanti.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Gente, sono stupita quanto voi - ve l'ho detto questa settimana in realtà ne è durata due.
Il primo libro del 2021 è stato What If It's Us di Becky Albertalli & Adam Silvera (che trovate anche in italiano con il titolo Può succedere anche a noi?) e come sono contenta di aver iniziato l'anno con una lettura a cinque stelle. Mi è piaciuto davvero tanto - saranno stati anche tutti i riferimenti ad Hamilton? - e sono stata ancora più felice nello scoprire che è previsto un sequel per questo autunno. Recensione QUI.
Ho poi recuperato una eARC che avevo lasciato indietro l'anno scorso - trattasi di How to Quit Your Crush di Amy Fellner Dominy. Confesso che mi aspettavo di trovare più scene divertenti ed esilaranti, ma è stato comunque carino e la chimica tra i due protagonisti è davvero buona - però ho comunque preferito nettamente Anthony a Mai. Recensione QUI.
Ed infine è qui che i miei buoni propositi dell'anno vanno a farsi friggere perché ho cominciato i due mesi gratuiti su Storytel - che poi lui e la Vodafone devono smettere di fare offerte e promozioni solo per i nuovi account, ormai ho usato tutti e cinque i miei indirizzi email esistenti. CINQUE! Comunque ho cominciato l'ascolto con I Hate You, Fuller James di Kelly Anne Blount, un libro che mi era stato negato l'anno scorso su NetGalley e che ho finito nel giro di un giorno e mezzo. La recensione è già scritta e siccome venerdì andrà online il Singing the Book - che surprise, surprise! devo ancora scrivere - ditemi se la volete leggere già domani oppure sabato. 
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Ancora nulla - nisba, nada. Aggiunto sulla base dell'ispirazione perché mi andava qualcosa che mi desse dei brividi, comincerò oggi l'ascolto di This Is Not a Ghost Story di Andrea Portes - tra i tag su Goodreads c'è paranormal, supernatural, ghosts, thriller e horror. Io ho sempre queste belle pensate, poi finisco per morire di crepacuore. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Non lo so, è assai probabile che torni al romance young adult per riprendermi dal crepacuore - ho aggiunto più roba al catalogo di quella che riuscirò effettivamente ad ascoltare in due mesi.
 
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Il secondo appuntamento del WWW dell'anno - solo il secondo?! - si conclude qui: ditemi se anche voi vi sentite più invecchiati in quest'ultima settimana che in tutto il resto dell'anno (scorso, ovviamente).
Nel frattempo io non è che abbia granché da fare visto che ho dovuto annullare alcune cose - l'arancione è un colore che mi sta malissimo, ma ahimè sembra che dovremo indossarlo per tutto il mese. 
Raccontatemi le vostre letture qui sotto oppure lasciatemi il link del vostro post - tra la paura della mia stessa ombra che sicuramente mi verrà e un rannicchiamento sotto le coperte facendo attenzione che non sporga niente (né un piede, né un orecchio), alla prima occasione passo a rispondere e/o a ricambiare la visita. E non dimenticatevi di dirmi quando volete la recensione, se domani o sabato!

lunedì 11 gennaio 2021

[Recensione] "How to Quit Your Crush" di Amy Fellner Dominy

Il lunedì sta diventando quel giorno in cui non so mai se la domenica sera dovrei programmare un What's on my bedside table? o se dovrei aspettare perché forse faccio addirittura in tempo a finire il libro e a scrivere la recensione.
 
Un grazie a NetGalley e alla Entangled: Crush per la copia digitale di questo libro (che una volta era) in anteprima.
 
 
Titolo: How to Quit Your Crush
Autrice: Amy Fellner Dominy
Data di uscita: 4 maggio 2020
Pagine: 242 (Kindle Edition)
Editore: Entangled: Crush
Link Amazon: https://amzn.to/3pSe4vJ

Trama [tradotta da me]: Mai Senn sa che Anthony Adams non va bene per lei - non importa quanto sia forte la sua cotta per lui. Lei è la prima della classe, lui è un surfista scansafatiche. Lei ha dei piani e degli obiettivi, lui ha la sua arte. Sono dei completi opposti in qualsiasi cosa - aceto e bicarbonato di sodio, ci hanno scherzato sopra una volta. Una reazione chimica che fa le bollicine.

Già, avevano fatto le bollicine. Forse le fanno ancora.

Meno male che Anthony ha in mente il piano perfetto: due settimane per dimostrare quanto sbagliati siano insieme. Chiunque riesca a farsi venire in mente l'appuntamento peggiore—qualcosa che l'altro assolutamente odia, provando così quanto davvero siano incompatibili—vince.

Come portare qualcuno che ha la fobia dei serpenti al rettilario allo zoo (idea di lui).

O una lezione di cucina dove non possono neanche magiare il cibo (idea di lei).

È tutta una competizione ed è fatta per aiutarli a distruggere finalmente le loro infatuazioni. Ma non avrebbe dovuto essere così eccitante. O così divertente. E quando il futuro di Mai si trova a repentaglio, lei sarà in grado di fare la cosa giusta e smetterla con Anthony per sempre?

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Mai Senn e Anthony Adams non potrebbero essere più diversi: Mai ama pianificare tutto nel dettaglio, ha tutto il suo futuro già chiaro in mente e non ammette distrazioni o deviazioni dal percorso già tracciato; Anthony non sembra avere intenzione di andare al college, vive alla giornata e il futuro è qualcosa che non vuole contemplare. 

Non potrebbero essere più diversi, eppure non riescono a stare lontani l'una dall'altro. 

Dopo aver avuto un'avventura durante le vacanze di primavera, essersi frequentati per un po' e visti di nascosto, Mai aveva chiuso con Anthony. 
Ma dopo il diploma, all'ennesima festa di quelli che ora sono diventati amici in comune, entrambi non hanno potuto fare a meno di ricascarci. 
E la cosa non va bene: Mai ha due settimane prima di partire per il college in California e ogni sua singola giornata è scandita da qualcosa che deve fare, Anthony - anche se non lo ammetterà mai - sta pianificando anche lui qualcosa, ma sanno che finché l'attrazione tra loro non sarà consumata ed esaurita non riusciranno a combinare nulla. 

Come uccidere un'attrazione sul nascere prima che diventi qualcos'altro?
Semplice: mostri i lati di te stesso che daranno sui nervi all'altra e coinvolgi l'altra persona in attività che finirà sicuramente per detestare. 

Due settimane dovrebbero essere sufficienti, vero? 
Forse. 

O forse no. 


Ammetto che mi aspettavo di trovare qualcosa di più divertente, descrizioni di appuntamenti così orribili che ti avrebbero per forza strappato una risata. 
Invece, per quanto si possa cogliere l'ironia, il lettore - così come gli stessi Mai e Anthony - scopriranno che quelle attività non fanno altro che avvicinarli ancora di più. 

Ho preferito decisamente Anthony perché è un Fidanzato di Carta con tutte le maiuscole: bello, protettivo, divertente, dolce... e ahimè, inesistente nella realtà. 
Il suo vivere alla giornata senza fare piani è dovuto alla perdita del padre tre anni prima - alla perdita di quel futuro insieme che era dato per scontato e che poi è stato loro negato. Ecco perché, a parte la sua arte, Anthony ha accantonato qualsiasi sogno avesse una volta ed è deciso a vedere il mondo e i posti dove suo padre voleva andare. 

Mai non è che mi sia stata antipatica perché in fondo potevo anche comprendere il suo modo di pensare: abbandonata dai suoi genitori naturali e adottata da piccolissima dai Senn, Mai era sempre stata un po' irrequieta e "vagabonda". Ma dopo un brutto spavento a sette anni quando, durante una camminata con i suoi genitori, si è persa e ha temuto il peggio, Mai ha giurato a se stessa che non sarebbe mai più uscita dal percorso tracciato - e l'ha fatto. Con la consapevolezza di non assomigliare ai suoi genitori e a suo fratello, Mai è determinata ad essere una Senn a tutti gli effetti e in tutto quello che può - anche se questo significa essere più rigidi di un manico di scopa. 
Si sentiva fortunata come Cenerentola, ma solo dopo il suo incontro con Anthony si è resa conto delle enormi pressioni e aspettative che tutti quanti - lei compresa - le hanno messo addosso e che lei ha fatto il possibile per rispettare per non essere di nuovo abbandonata. 

Mai e Anthony si dicono spesso che sono la persona più sbagliata per l'altro, ma invece si completano benissimo: Mai fa tornare ad Anthony la voglia di guardare più in là del giorno dopo, Anthony le permette non di essere davvero se stessa - non esattamente - ma di essere altre parti della sua persona che di solito non vengono fuori. 

Pur capendo da dove veniva Mai con i suoi pensieri e le sue paure, ogni volta che respingeva Anthony mi veniva voglia di dirgliene quattro. 
E se quindi ho trovato Mai rigida come un palo, i suoi genitori e suo fratello non li ho proprio sopportati - persone che si credono intelligenti solo loro, che guardano tutti dall'alto in basso, che non ti ritengono all'altezza se non miri o vieni dall'Ivy League, che vogliono che Mai segua il percorso pianificato da loro altrimenti ti fanno pesare addosso il loro disappunto. Spocchiosi, saccenti, snob - brave persone, certo, ma comunque snob. 

In qualche modo mi ha ricordato Una sfida come te di Katie McGarry: lei brava ragazza di famiglia benestante, lui "delinquente" agli occhi dei genitori di lei - la differenza è che Rachel era già una "ribelle" prima ancora di conoscere Isaiah e che Anthony ha la fedina penale immacolata e non è un delinquente solo perché ha i capelli lunghi. 
 
Il punzecchiarsi di Mai e Anthony e i loro scambi sono davvero carini, ma - visto anche il doppio punto di vista - tutto il "non dovremmo stare insieme, ma non riusciamo a stare lontani" che si protrae per quasi tutto il libro diventa assai ripetitivo dopo un po'.

Insomma, me lo aspettavo più divertente, ma comunque mi è piaciuto - perché non è detto che la persona perfetta sulla carta o che risponde alle nostre aspettative (o a quelle degli altri) vada poi effettivamente bene per noi. A volte bisogna anche sbagliare, a volte bisogna scegliere il rischio, a volte bisogna scegliere la persona che ti fa sentire viva e che forse sotto tanti aspetti è "sbagliata", ma non è sbagliata per te.

venerdì 8 gennaio 2021

[Recensione] "What If It's Us" di Becky Albertalli & Adam Silvera

Prima recensione del nuovo anno - e spero davvero di essere partita con il piede giusto. 
Mi rendo benissimo conto che il voto alla fine è un po' "gonfiato" causa Hamilton citato una trentina di volte, ma ehi - anche oggi diventiamo professionali domani.
 
E mi rendo conto sempre più spesso che passa molto tempo tra quando ho comprato/ricevuto un libro e quando lo leggo - tanto che pure in questo caso ha fatto ora ad essere tradotto e pubblicato dalla Mondadori con il titolo di Può succedere anche a noi?
 
Ma ehi, stavolta va benissimo così perché - avendolo letto adesso dopo essere entrata anche io nel tunnel di Hamilton - con Arthur è stato proprio come trovare un amico con cui fangirlare. Anche con Ben, in realtà... Ben ero io prima di conoscere Hamilton, nella più totale ignoranza e scetticismo salvo poi "convertirsi" dopo l'ascolto.


Titolo: What If It's Us
Serie: What If It's Us #1
Autori: Becky Albertalli & Adam Silvera
Data di uscita: 9 ottobre 2018
Pagine: 448 (copertina flessibile)
Editore: Balzer + Bray / HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/3pWEyfx

Trama [della Mondadori]: Arthur è entusiasta all'idea di trascorrere un'intera estate a New York. Per lui, cresciuto a pane e musical, è proprio una città magica, romantica, dove tutto può succedere. Se Broadway gli ha insegnato qualcosa, poi, è che l'universo può recapitarti una storia d'amore indimenticabile quando meno te l'aspetti. E quale luogo al mondo potrebbe essere un set migliore della città che non dorme mai? Ben, invece, pensa che l'universo per una buona volta dovrebbe imparare a farsi gli affari suoi. Se davvero ci tenesse a lui, di certo non starebbe andando all'ufficio postale per spedire un'intera scatola di oggetti posseduti dal suo ex. Ma quando, proprio in quel grigio luogo affollato, le strade di Arthur e Ben si incrociano, viene il sospetto che il destino abbia davvero qualcosa in serbo per loro. Ma che cosa di preciso? Forse niente. In fondo, dopo essersi incontrati, ognuno va per la sua strada. Forse tutto. In fondo, alla fine si rivedono. E decidono di ripetere l'esperienza. Ma cosa accadrebbe se il loro primo appuntamento "ufficiale" non andasse proprio come previsto? E nemmeno il secondo primo appuntamento... o il terzo? Che cosa accadrebbe se Arthur le tentasse tutte per far andare bene le cose tra loro, e Ben invece non ci provasse abbastanza? E se la vita, quella vera, non fosse così tremendamente magica come pensa Arthur? Ma se invece lo fosse? Chi l'ha detto che non può essere come uno dei musical di Broadway che tanto ama? E soprattutto: perché un amore a prima vista fantastico come quelli che si vedono nei film deve capitare sempre agli altri? Perché non può succedere anche a loro?

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La storia inizia un normalissimo giorno di luglio quando, in giro a prendere il caffè per tutti nell'ufficio dove sua madre fa l'avvocato, Arthur nota fuori dall'ufficio postale un ragazzo alle prese con un grande scatolone. 
Quel ragazzo è Ben, che sta tentando di spedire uno scatolone pieno di cose del suo ex-ragazzo dopo la fine della loro storia e, a rendergli più miserabile la vita, c'è anche il fatto che deve andare a scuola pure d'estate perché è stato rimandato in chimica. 

Ben è un newyorkese fatto e finito, non è abituato a ragazzi che improvvisamente - e in maniera molto impacciata e timida - gli attaccano bottone. All'ufficio postale, per di più. Ma Arthur ha sentito l'impulso di doverlo conoscere, lo sguardo che si erano scambiati fuori dall'edificio gli era sembrato un segno del destino - così come sembra essere un segno del destino essere temporaneamente a New York per l'estate, la stessa città dove tutti i film migliori sono ambientati e la magia è nell'aria, la città dove c'è Broadway e dove Hamilton di Lin-Manuel Miranda va ancora in scena al Richard Rodgers Theatre. 

Nella confusione di un flash-mob però si perdono, quando ancora a nessuno dei due era venuto in mente di presentarsi come si deve o di chiedere il numero all'altro. Ma non sembrava essere un messaggio dell'universo il loro incontro? 
Forse l'universo - tra social media e amici investigatori che rasentano lo stalking - ha solo bisogno di un piccolo aiutino per farli ritrovare... 


Aww, quanto mi è piaciuto questo libro! Quanto mi sono piaciuti Arthur e Ben! 
 
Il loro incontro, il loro ritrovarsi, il loro frequentarsi è sembrato davvero uscito da una rom-com di Hollywood - e proprio come la tanto odiata chimica di Ben, sembrano due opposti che si attraggono. 
Arthur è pieno di entusiasmo per qualsiasi cosa, così pieno di energia che ha sempre paura di essere "troppo" - troppo chiacchierone, troppo espansivo, troppo invadente, troppo in tutto, esagerato persino nei sentimenti e nell'intensità con la quale li prova. 
Ben, d'altro canto, è più riservato, timido e fin troppo duro con se stesso tanto che prende qualsiasi cosa che non vada perfettamente liscia come un suo fallimento personale o una sua mancanza. 

Ecco perché i loro primi appuntamenti sono stentati e hanno sempre bisogno di un altro tentativo per riprovare a fare sul serio - Arthur non ha mai avuto un ragazzo prima e va nel panico, pensando e analizzando troppo, comparando tutto con i film e i musical che conosce; Ben è appena rimasto scottato perché non solo ha perso il suo ragazzo, ma Hudson prima era anche suo amico e se non è riuscito a far funzionare le cose con qualcuno che conosceva da tempo, come può funzionare con Arthur? La pressione che sente per questo motivo sembra quasi soffocarlo e spingerlo a restare scostante. 

Eppure, fosse anche solo per un'estate, provano a farlo funzionare. 

Mi sono piaciuti entrambi, anche se è vero che a volte Arthur è fin troppo geloso e invadente nei confronti della passata relazione di Ben con Hudson - ma non mi sono neanche sentita di fargliene una colpa, in quanto si tratta della sua prima relazione in assoluto e non sa proprio come comportarsi. 
Devo perciò ammettere che forse ho amato un pochino di più Ben e ho assolutamente adorato la sua amicizia/fratellanza con il suo migliore amico Dylan - ero lì per fangirlare e sospirare su lui e Arthur, ma ammetto che quasi non vedevo più l'ora di vederlo interagire con Dylan: una bromance scritta benissimo. 

Ben era me prima di conoscere Hamilton e immediatamente dopo averlo fatto; Arthur sono io in pieno tunnel e ossessione per il musical e Lin-Manuel Miranda. 
In generale tutto questo libro è pieno di riferimenti alla pop culture e all'attualità: spettacoli di Broadway, cartoni animati, politica americana, fanfiction e mi sento di scommettere sul fatto che Becky Albertalli abbia scritto di Arthur - adolescente fissato con il teatro e i musical e proveniente dalla Georgia - e che Adam Silvera abbia scritto di Ben - adolescente di origini portoricane, newyorkese, che fa continui riferimenti ad Harry Potter e al fandom. E pur avendo tanto in comune con altri loro protagonisti che me li hanno ricordati - Simon per la Albertalli nel Simonverse e Griffin per Silvera in History Is All You Left Me - Arthur e Ben sono assolutamente due personaggi a sé stanti che non possono essere confusi o scambiati con nessun altro. 

La scrittura della Albertalli e di Silvera è armoniosa, fluida ed estremamente scorrevole. 
Ho amato questi due personaggi, ho amato tutte le riflessioni sulle relazioni e sull'amicizia - come a volte sia difficile tornare ad essere quelli che si era prima, come a volte possa nascere un nuovo tipo di rapporto, come la storia può cambiare le persone e il modo in cui vediamo le cose. E certo, svolgendosi in un mese ha forse un po' il sentore di instalove, ma non mi verrete forse a dire che le storie nate in estate non sono sempre così intense? Ho amato il finale - che è un po' aperto, un po' ambiguo, un perfetto what if interrogativo su quello che può riservare loro il futuro: l'ho trovato realistico, coerente con due ragazzi che devono ancora crescere e capire cosa farne delle loro vite... e se è destino, succederà. Facciamo tutti il tifo per loro, ma forse non dobbiamo neanche preoccuparci troppo del loro eventuale lieto fine - a quanto pare, in autunno, arriverà il sequel Here's To Us.

Di suo è un solidissimo 4, forse anche un 4.5 - sappiamo tutti però che qui la professionalità non sta di casa, che ci facciamo guidare dall'entusiasmo e dalle ossessioni, perciò non mi vergogno proprio nel dire che gli ho dato il massimo dei voti anche per tutto l'amore che viene dedicato ad Hamilton e a Lin-Manuel Miranda all'interno di queste pagine. Il romanticismo tra Arthur e Ben mi ha fatta sospirare, l'amicizia tra Ben e Dylan mi ha fatta ridere e aspirare a quel tipo di rapporto che sai sarà per sempre una certezza, ma i riferimenti ad Hamilton mi hanno davvero strappato un sorriso da Stregatto. 

Quindi sì: il mio primo libro del 2021 si becca cinque stelle. 

giovedì 7 gennaio 2021

Some (New) Books Are (Here) - Speciale Befana

Ebbene sì, le feste sono finite ed è arrivato il momento di smontare l'albero di Natale - anzi, gli alberi: quello grande in sala e quello piccolo in camera mia.
 
Eppure mi sembra ieri che li ho addobbati. 
 
Così, mentre io mi do allo smontaggio e allo spolvero, qui sotto voi potete vedere cosa mi ha portato ieri la Befana - SPOILER: lo sapevo già.

Some (New) Books Are (Here) è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro le mie nuove entrate in materia librosa, perché sono arrivate in casa mia e via di questo passo.

Quattro libri erano arrivati a Natale, quindi ne erano rimasti tre sotto l'albero. 


Sempre da sinistra a destra abbiamo: 
 
  • Bookish and the Beast di Ashley Poston, retelling moderno - e facente parte di una serie - della Bella e la Bestia
  • Don't Call Me Kit Kat di K. J. Farnham, libro sul bullismo femminile e i problemi alimentari che bramavo da una vita ma che, essendo autopubblicato, ha sempre avuto un costo abbastanza elevato.
  • Heroine di Mindy McGinnis - bellissimo, straziante Heroine che ho ascoltato su Storytel nell'ottobre del 2019 (recensione).

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Le festività natalizie e i regali si concludono qui e noi ci vediamo domani con la prima recensione dell'anno 2021!