martedì 19 novembre 2019

[Recensione] "Easy" di Tammara Webber

Per chi non lo sapesse, la qui presente poteva benissimo essere identificata come emo quando era al liceo: Converse ai piedi, cinture a scacchi, polsini, trucco nero pesante e ciuffo perennemente sugli occhi. La cosa è continuata anche dopo: a vent'anni avevo le DC o le Macbeth ai piedi (ancora adesso, in realtà), felpe e maglie della Atticus, della ES e della DC, i capelli un po' più disciplinati e con il ciuffo tenuto a bada da una molletta, trucco ancora nero ma meno calcato. Forse. 

Il punto è che, ormai è chiaro e lo so, io ho due tipi in particolare quando si tratta di ragazzi: prendo una sbandata immediata per chi ha i capelli mossi e/o ricci - che poi, c'è riccio e riccio - alla Michael Vlamis e per chi porta ancora i capelli lunghi "alla emo" o comunque lunghi alla Soldato d'Inverno

Tutto questo monologo noioso per dire che non negherò la mia superficialità trascurando di dire che, quando mi sono iscritta su Goodreads nel 2013, uno dei primi libri ad attrarmi fu questo e il motivo fu il tizio in copertina - fatemi causa. 

Ma a dispetto del motivo superficiale che mi ha spinta verso questo libro e che nel corso degli anni spesso mi ha portata sul punto di eliminarlo dalla wishlist perché non ero più così sicura di volerlo leggere, ora che l'ho letto quello che ho trovato al suo interno è davvero un gioiellino e mi sto mangiando le mani per non averlo fatto prima.


Titolo: Easy
Serie: Contours of the Heart #1
Autrice: Tammara Webber
Data di uscita: 25 maggio 2012
Durata: 8H 46Min (Storytel Edition)
Editore: Penguin Berkley
Link Amazon: https://amzn.to/2q6Y3cc

Trama [della Leggereditore]: Quando Jacqueline segue il fidanzato di lunga data al college di sua scelta, l’ultima cosa che si aspetta è di venire lasciata all’inizio del secondo anno, e di ritrovarsi single a frequentare un’università statale invece di un conservatorio di musica, ignorata da quelli che credeva essere suoi amici.
Una sera, un membro della confraternita del suo ex la aggredisce, ma un misterioso sconosciuto si trova proprio al posto giusto nel momento giusto. Jacqueline vorrebbe solo dimenticare quella notte, ma il suo salvatore, Lucas, si siede il giorno dopo nell’ultima fila della classe di economia, e quando non è impegnato a disegnare la rapisce in un gioco di sguardi. Attratta da Lucas ma spaventata dalle proprie paure, Jacqueline non sa se può fidarsi di lui: vuole solo proteggerla e incoraggiarla? Lucas sembra nascondere molti segreti... eppure solo insieme potranno combattere il dolore e il senso di colpa, affrontare la verità e sperimentare l’inatteso potere dell’amore.


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TRIGGER WARNING: tentativi di stupro, violenza sessuale. 


Il primo capitolo ci butta subito in una situazione che, se siete sensibili, allora dovreste evitare a piè pari. Jacqueline, di rientro da sola da una festa di confraternita, nel parcheggio viene aggredita da un "fratello" del suo ex-ragazzo - viene spinta dentro la sua vettura ed è chiaro che Buck ha tutte le intenzioni di violentarla. 
Jacqueline è immobilizzata sia fisicamente che paralizzata dal terrore e riesce a malapena a gridare prima che Buck le spinga la testa contro il sedile - le preghiere non servono a niente, le lacrime non servono a niente. 
Improvvisamente, però, uno sconosciuto le toglie Buck di dosso e, dopo una breve azzuffata, riesce a metterlo a terra. Jacqueline non sa chi sia questo ragazzo che l'ha aiutata, ma è scossa e trema di paura - però non vuole chiamare la polizia. 

Dopo quella notte, Jacqueline comincia a notare il ragazzo che l'ha salvata nei posti che frequenta: è alle sue lezioni di economia, fa il barista da Starbucks dove lei e la sua migliore amica Erin prendono il caffè e i suoi sguardi sembrano di sincero interesse e preoccupazione. E nonostante vederlo all'inizio sia soltanto un promemoria di una delle notti più brutte della sia vita, tra lei e Lucas comincia a nascere un cauto rapporto - Jacqueline non può evitare di sentirsi al sicuro in sua presenza. 

Intanto Jacqueline deve destreggiarsi tra le lezioni da recuperare quando, stupidamente, ha passato due settimane a piangere per la rottura con Kennedy e le voci che Buck ha messo in giro. Ma, cosa ancora più difficile da affrontare, è la paura e il fatto che Buck sembra non volersi arrendere nel portare a termine quello che ha iniziato. 


Perché diamine non ho letto prima questo libro. 

Ammetto che inizialmente le (non) reazioni di Jacqueline mi hanno fatta storcere il naso - questo perché Jacqueline, non solo in principio non vuole sporgere denuncia, ma perché subito si affida a Lucas perché la riporti a casa dopo il tentato stupro avendo solo la sua parola che lui non è come quel rifiuto umano di Buck. Inoltre Jacqueline inizialmente non sembra mostrare segni di trauma nei giorni successivi - solo in quelle rare occasioni in cui vede Buck - e non cambia abitudini e i suoi pensieri vanno sempre a Lucas. 

Però poi ho pensato che per fortuna a me non è mai successo niente. 
Ho pensato che fosse naturale avere fiducia e nutrire un senso di sicurezza nei confronti di qualcuno che ti ha salvata da qualcosa che poteva finire molto peggio. 
Ho pensato che anche la reazione di Hermione in Exit, Pursued by a Bear era stata quella di volersi riprendere la sua vita e non aver paura di essere toccata da altri ragazzi - questo perché ognuna reagisce a modo suo ad un'aggressione e perché non possiamo permettere loro di farci vivere nella paura. E pur nelle piccole cose, anche Jacqueline è più attenta a quello che fa: non smette di andare alle feste, ma si assicura di avere sempre vicino Erin e di bere solo dai bicchieri che l'amica le passa. Inoltre dopo, spinta da Erin, decide di frequentare un corso di difesa personale. 

Ho amato Lucas che sì, afferma che aveva notato Jacqueline ben prima di quella notte e che sperava di avere un'occasione con lei anche quando stava insieme a Kennedy e magari suona anche un po' male, ma che è gentile e rispettoso dei limiti e dei "no". 
Lucas ha un trauma notevole nel suo passato, un trauma che guidato dal senso di colpa lo spinge a voler proteggere e salvare le ragazze - è lui che insiste perché Jacqueline chiami la polizia, è lui uno degli istruttori di difesa personale.
E sì, per una volta la cover è assolutamente azzeccata perché il tizio corrisponde perfettamente alla descrizione Lucas - again, fatemi causa.

Erin è un altro personaggio che mi è piaciuto tanto, quel tipo di migliore amica che ti supporta e ti sprona e che, per quanto possa far male, decide di piantare il suo ragazzo se questo non crede che il suo migliore amico sia capace di un atto così violento. 

Easy cade nel target dei new adult - target che spesso evito - ma questo non potrebbe avere meno in comune con tutti gli altri ed è un libro che prende una posizione e la mantiene fino alla fine: lo stupro non è questione di sesso, ma di potere. 
Non è mai colpa della vittima perché non è andata a cercarsela, ma è colpa di chi ha commesso l'aggressione. 
È un libro che fa un esempio di tutte quelle volte in cui le donne sono cattive tra di loro, quelle volte in cui non fanno squadra contro uno stupratore perché pensano alla reputazione o al futuro di quest'ultimo, quelle volte in cui anche loro malignano e non supportano la vittima. 
È un libro che ci dice che ragazzi che non commetterebbero mai un atto così orribile, forse per questo motivo non riescono a credere che un loro amico sarebbe capace di una cosa del genere. Non comprendono la gravità, cercano di sminuire o evitare le conseguenze.
È un libro che ribadisce quanto sia sbagliato il concetto secondo il quale tutti credono che lo stupratore sia sempre lo sconosciuto nel vicolo buio e non possa essere l'amico, il vicino, il fidanzato, qualcuno che conosciamo.
È un libro in cui un bellissimo sconosciuto ci mostra che la cavalleria non è morta e che ci salva dal mostro, ma è anche un libro che ci dice che quasi mai c'è qualcuno a salvarci e che quindi dobbiamo lottare noi stesse per prime per salvarci. 

Easy è la storia di Jacqueline che impara ad essere coraggiosa, a non rinunciare ai suoi sogni per un ragazzo, a capire cosa vuole da una relazione. 
Easy è diverso da tutti gli altri new adult che ho mai letto perché non ci sono dichiarazioni d'amore immediate - in questo non ci sono proprio - e anche quando il rapporto tra Jacqueline e Lucas passa al livello successivo, non è mai esplicito o scritto tanto riempire un vuoto o altro. Anzi, loro sono sempre dolci senza mai sconfinare nel melenso e il loro rapporto è fatto di sguardi e parole e silenzi prima di essere anche fisico.

Insomma, non so perché ho titubato in tutti questi anni e la mia recensione probabilmente sarà anche incomprensibile o poco esaustiva di quello che accade veramente a livello di storia (o forse ho rivelato troppo del ruolo di Lucas e delle reazioni di Erin alla notizia), ma sono contenta di averlo letto alla fine - e i messaggi contenuti in questo libro sono la cosa più importante. Dimenticatevi quindi gli altri new adult perché Easy non ha proprio nulla a che spartire con loro.

lunedì 18 novembre 2019

[Recensione] "L'ultimo bacio" di Bianca Marconero

Lo so, questa recensione sarebbe dovuta essere pubblicata venerdì. 

Poi il lavoro, imprevisti vari e tutto il resto che ricade sotto il nome di VitaVera ci hanno messo lo zampino e quindi siamo qui oggi, ad inaugurare una nuova settimana. 

Un sentito grazie all'autrice per la copia digitale in anteprima. 


Titolo: L'ultimo bacio
Autrice: Bianca Marconero
Data di uscita: 15 novembre 2019
Pagine: 504 (Kindle Edition)
Editore: self-publishing
Link Amazon: https://amzn.to/2NFxK5Y

Trama: «È una contraddizione in termini, Alice. Un bacio tra di noi non potrà mai essere l’ultimo.»

Alex e Alice non lavorano più insieme. Dopo l’ultimo licenziamento, le loro strade si sono divise.


Sono trascorsi nove mesi e Alice tenta di tenere insieme i pezzi della sua vita, si barcamena tra mille lavori e cerca di andare avanti. Ma pensa ancora ad Alessandro.
Sono trascorsi nove mesi e Alessandro ha preso le redini del progetto internazionale del Gruppo Francalanza Visconti, dirige la nuova sede di Parigi e ha una relazione stabile con Carlotta, una ricca ereditiera indicata da tutti come la sua compagna ideale. Ma pensa sempre ad Alice.
Sono trascorsi nove mesi e tutto è pronto per il matrimonio di Emilia e Fosco, la location è stata scelta, gli inviti mandati e la chiesa addobbata.
Sono trascorsi nove mesi e per Alex e Alice, entrambi testimoni degli sposi, è venuto il momento di rivedersi.


Nella cornice da sogno di un antico monastero sul lago di Como, tra balli mancati e un duello di sguardi, si delinea un accordo imprevisto: scambiarsi un ultimo bacio e poi ognuno andrà per la sua strada.
Ma un bacio tra due persone che si vogliono ancora, nonostante proclamino di non volersi affatto, non potrà mai essere l’ultimo.
Soprattutto se il destino trama e li porta a lavorare per l’ennesima volta uno accanto all’altra nella città più romantica del mondo.
Ma è davvero possibile capirsi, quando il passato minaccia di tornare? E come si può trovare il perdono quando emerge un segreto in grado di separarli per sempre?
 

Tra una salita sulla butte di Montmartre e una passeggiata ai giardini del Lussenburgo, tra serate all’Opéra Garnier e shopping sulla rive gauche, Alex e Alice avranno la loro occasione per scoprire il vero significato dell’ultimo bacio.

Il capitolo conclusivo della storia di Alex e Alice.


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Quando un bacio è davvero l'ultimo? 
Quando sei forse convinta che la storia è davvero finita o quando sai che quella persona ha significato così tanto per te che, con chiunque verrà dopo, i baci non avranno più lo stesso significato?

Dopo tutti i disastri che Alex ha combinato in Le nostre prime sette volte, sono passati nove mesi - nove mesi nei quali Alex non ha più visto né sentito (parlare di) Alice. 
Nove mesi nei quali Alex si è fatto un esame di coscienza, nei quali ha capito di aver sbagliato molte delle cose che ha fatto e delle frasi che ha detto, nove mesi nei quali si è accontentato di un'esistenza grigia che non prevede la presenza di Alice - nove mesi nei quali la relazione con Carlotta è di reciproco vantaggio sotto molti aspetti, ma sicuramente non quello sentimentale. 

Ed è poi il matrimonio di Fosco ed Emilia, nel quale sono entrambi testimoni, che li fa incontrare di nuovo - che riaccende quella fiamma mai del tutto spenta, che risveglia i dialoghi taglienti e caustici. 
Complice un ultimo ballo e un ultimo bacio, Alex si rende conto di volere far parte della lista di cose che Alice vuole fare nella vita prima di morire e quando scoprirà come vive Alice a causa di tutte le porte sbattute in faccia per merito delle sue azioni nei mesi precedenti, accettare un no da parte sua non è un'opzione. 
Involontariamente poi ci mette lo zampino anche sua madre Lucrezia, che assume di nuovo Alice nella stessa azienda dalla quale è stata licenziata sette volte - stavolta però il setting non è Milano, ma la modaiola Parigi dove il gruppo Francalanza Visconti sta aprendo la sede internazionale. 
(È stata poi Federica - mia fedele compagna di lettura quando si tratta di questi personaggi - a "sgridarmi" perché non le avevo detto che praticamente era come essere in Il diavolo veste Prada versione francese. Pardon, ero troppo presa a sghignazzare con Maurice, il mio pettegolo preferito.)

E se Alice credeva di essersi liberata di Alex dopo quell'ultimo ballo e quell'ultimo bacio, si sbagliava alla grande perché è proprio Alex a dirigere i lavori in Francia e fare di tutto perché stavolta Alice non si allontani. 
Perché tra loro non può esistere un ultimo bacio che sia davvero l'ultimo. 


Il percorso che compie Alessandro in questo libro è assolutamente notevole - avevamo già notato un accenno di cambiamento in una dichiarazione che rilasciava a Storie2000 alla fine di Non è detto che mi manchi e che viene ripresa all'inizio di questo romanzo. Questo perché Alex è cambiato, ha imparato ad accettare i suoi sentimenti per Alice senza averne paura con la consapevolezza di esserci però arrivato troppo tardi. 

Avere di nuovo Alice nella sua vita lo spinge ad essere più esplicito - certo, mai mettendo del tutto le carte in tavola e sempre omettendo qualcosa che poi si rivelerà essere un enorme passo falso - e le sue frasi e alcuni suoi gesti parlano di un sentimento per Alice che non può essere ignorato. 
Qui però è Alice che si rifiuta di vedere, che non si fida di Alex e la cui parola per lei non vale niente perché ha imparato che a quelle parole non seguono mai i fatti. Lei crede ai suoi baci - a quello che dovrebbe essere l'ultimo, ma non lo è mai - crede a quell'attrazione che quelle labbra esprimono, ma non crede che Alex possa mantenere un impegno. È Alice che fugge mentre Alex cerca anche solo di mantenere il passo. 

Anche in questo romanzo non mancano le incomprensioni, i fraintendimenti, le omissioni che portano questi due a farsi sempre male mentre noi speriamo che quell'ennesimo bacio spacciato ancora una volta come ultimo faccia finalmente aprire loro gli occhi. 

Ma non sono i soli ad avere problemi perché anche i loro migliori amici Fosco ed Emilia stanno affrontando un periodo complicato - e questo mi ha ricordato una delle mie citazioni preferite di sempre anche se è di uno scrittore che non esiste.

She smiles weakly. "You know why love stories have happy endings?" I shake my head. "Because they end too early," she continues. "They always end right at the kiss. You never have to see all the bullshit that comes later. You know, life." 
(Hank Moody - God Hates Us All)

Anche Fosco ed Emilia partono dal presupposto di sapere cosa l'altro pensa e vuole e se per i nostri protagonisti c'è una Carlotta che, quando presente, semina zizzania, per loro c'è una Gaia che ricompare con pretese così assurde che ti viene voglia di spedirla dall'altro capo del mondo. Per fortuna che esiste Ulisse, quel bambino è decisamente intelligente per la sua età - l'ultima scena in cui compare poi è da cuori su cuori.

È una storia che ho divorato nonostante sia più cupa della precedente, la scena al parco in cui Alice incontra Cedric mi ha fatta ridere perché giuro che sembrava presa dalla mia vita e Alex ha compiuto un percorso bellissimo e ho emesso un sacco di versetti stupidi ogni volta che veniva nominato l'anello con l'unicorno. 

E a me piace quando Bianca sforna un nuovo libro in tempi neanche troppo lunghi, ma devo dire che - seppure con motivazioni e dinamiche successive differenti - c'è una sequenza nella seconda metà del romanzo che riporta chiaramente alla memoria la stessa sequenza letta in Un maledetto per sempre
Vuoi perché i romanzi sono usciti (e stati letti) a neanche troppa distanza l'uno dall'altro, vuoi perché il plot-twist è il medesimo, ma mi sono chiesta se non ci sarebbe stato un altro modo per "rompere" e "rimettere insieme" Alex e Alice. 
Ma dall'altra parte, loro non sono creature mie ma sono di Bianca, che quindi avrà visto questa scelta come la più adeguata ai personaggi. 

E per chi è fan di Brando, non temete che un'apparizione da guest star la fa anche qui e segna il momento preciso che si incastra prima dell'epilogo in Un maledetto lieto fine

Alex e Alice restano due dei miei personaggi preferiti di Bianca - forse secondi solo ad Andrea ed Elisa - e la loro era una storia che attendevo da tanto tempo. 
Una storia fatta di risposte caustiche, incomprensioni, alti e bassi, licenziamenti ed inseguimenti, esasperazione e sentimenti tanto forti da far paura. 

Vedrete quattro stelle sotto però non sono quattro stelle piene perché amo i personaggi, ma il plot-twist ha inciso sulla visione d'insieme. 

venerdì 15 novembre 2019

Singing the Book #13

Il 15 novembre è un giorno che dal 2003 segna un brutto anniversario per me e la mia famiglia. E oggi avrei voluto portarvi una recensione, ma ho pensato di tirarmi un po' su il morale con un po' di musica - e una canzone tra quelle che seguono non era prevista, ma l'ho sentita in macchina in questi giorni e mi chiedo come ho fatto a non pensarci prima.

Singing the Book è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro (e racconto) libri il cui titolo è lo stesso - o con qualche piccola variante - di canzoni che amo oppure ho amato e che potrebbero o non potrebbero c'entrare affatto con la trama.

Siamo al tredicesimo appuntamento e anche oggi - con l'eccezione della canzone di cui parlavo sopra - ci sono libri di cui ho scoperto l'esistenza tramite la newsletter di Bookbub e i cui titoli mi hanno subito fatta cantare.

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What Doesn't Kill Her di Christina Dodd / Stronger (What Doesn't Kill You) di Kelly Clarkson

Quando uscì questa canzone nel 2011, io ero uscita dalla fase pop da un bel po'. Sinceramente non ricordo nemmeno quando, come e dove l'ho sentita perché Kelly Clarkson per me era una hit con Since U Been Gone - che amo addirittura di più in versione A Day To Remember - e in generale con l'album Brekaway del 2004, ma poco dopo ho iniziato ad ascoltare musica più "pesante" e quindi la Clarkson faceva parte di una vita musicale che non mi apparteneva più. Però, allo stesso tempo, la Clarkson ha sempre avuto quella nota più grintosa che continuava a piacermi e, sentendo la prima volta la canzone di questo post, ho capito subito che quella sarebbe stata una di quelle canzoni che restano nonostante tutto. Da quello che leggo su Goodreads il libro è un thriller e invece la canzone parla di una storia d'amore finita, quindi credo di poter affermare con una certa sicurezza che hanno ben poco in comune. 




Where We Belong di K.L. Grayson / Where We Belong dei My Last Fall

Da quello che ho capito leggendo la trama del libro e alcune recensioni, questa storia non fa proprio per me. E quindi in realtà io sono qui per la canzone, perché questa canzone... questa canzone! Band romana emergente di tanti anni fa, vista live una volta a Bologna insieme ad un'altra band emergente romana che amavo e niente - quella sera di fine maggio resterà per sempre impressa nella mia mente e in quella della mia amica che era con me probabilmente per l'eternità, tra il disagio e le risate isteriche. E davvero, sono passati dieci anni - perché era il 2009 e dove devo firmare per tornare ad avere quell'età e quella vita in cui vedevo concerti e band e puntualmente mi prendevo una sbandata per qualcuno di loro? Libro e canzone non hanno nulla in comune - così come il libro non ha nulla in comune neanche con la più recente Where I Belong dei Simple Plan. 




Don't Tell di Willow Rose / Don't Tell Me di Avril Lavigne

Anche in questo caso il libro non l'avevo mai visto prima di ricevere la newsletter - si tratta di un thriller, è il settimo di una serie e, a quanto pare, è pure basato su un vero caso di omicidio irrisolto. Il suo titolo però mi ha portato alla mente una canzone che parla di tutt'altro, ovvero di un'altra storia d'amore finita - mi ha portato alla mente la canzone di Avril Lavigne appartenente a quell'album, Under My Skin del 2004, che io ho praticamente consumato a forza di ascoltarlo e che probabilmente è ancora il mio preferito. Ammetto che Don't Tell Me forse non era una di quelle che ascoltavo sempre in loop perché ne preferivo altre da sentire a ripetizione, però anche lei era ben in alto in classifica - e mi ricordo ancora il video senza neppure doverlo guardare. Va da sé che, date le premesse, libro e canzone non hanno nulla in comune.




True Colors di Judith Arnold / True Colors dei Artists Against Bullying

Lo so, lo so - la canzone originale è di Cindy Lauper e a me piace anche la versione di Phil Collins. So anche che questo non ve lo aspettavate. Ma esiste anche un'altra versione - tra le centinaia di migliaia - che probabilmente è la mia preferita perché tra quel collettivo di artisti che la canta sotto il nome di Artists Against Bullying c'è anche Pierre Bouvier dei Simple Plan e in generale trovo che il progetto sia bellissimo. Non mi ricordo quando l'ho sentita la prima volta - e considerate che il video è del 2012 e se lo riguardo adesso, mamma mia, quanto era giovane Pierre! - ma ovviamente, essendo i Simple Plan una delle mie band preferite, immagino di averla sentita subito appena uscita. Della trama del libro ho capito poco - e dovrebbe anche essere brevissimo - ma credo che non abbia nulla in comune con la canzone. 




Winner Take All di Laurie Devore / Miracle In The Mourning degli You Me At Six

E terminiamo con una delle mie band del cuore e una delle mie canzoni preferite del loro ultimo album. Questo libro - insieme a quello precedente, How to Break a Boy - è stato nella mia wishlist per molto tempo perché Courtney Summers una volta aveva consigliato in maniera entusiasta l'autrice. E insomma, se qualcosa piace a Courtney Summers posso non appuntarmela da qualche parte? Però quando, tempo dopo, mi sono decisa a fare un po' di pulizia nella wishlist, continuavo a leggere le trame e titubavo - mi ispiravano, ma non al punto di sentire la necessità impellente di leggerli ed è finita che li ho depennati. Direte voi: i titoli non hanno niente in comune, come hai fatto a fare l'associazione? Perché nel ritornello Josh canta "Oh I'm a winner, and I'm the winner / And the winner takes it all". Insomma, mentre la sentivo in macchina l'altro giorno, improvvisamente ho avuto un flash della cover del libro e ora che guardo la cover inizio automaticamente a cantare. E, bonus, stavolta canzone e libro potrebbero avere un sacco di cose in comune. Inoltre, ho voluto postare questa canzone proprio oggi perché Josh canta anche "In the mourning, you'll need a miracle" e la parola mourning è quella che assocerò sempre al 15 novembre di qualsiasi anno dal 2003. 



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Bene, siamo giunti alla fine di un altro episodio della rubrica - che non terminerà tanto presto perché ho stilato giusto ieri una lista di associazioni che le newsletter di Bookbub mi hanno gentilmente fornito, più qualche extra. 
Nel frattempo ditemi se conoscete qualche canzone oppure se qualche libro vi incuriosisce e intanto vi do appuntamento al prossimo post!

mercoledì 13 novembre 2019

WWW.. Wednesday! #166

Oddio, non è che domani è già domenica, vero? 
No, perché questa settimana mi ha già esaurita e siamo solo a metà. 
  
E poi le parti più belle di andare al lavoro ormai sono i momenti in macchina, specialmente perché in questi giorni la mia selezione musicale mi offre You Me At Six, A Day To Remember, The Night Game e Mayday Parade e ciò rende tutto molto più sopportabile. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho ascoltato Lucky in Love di Kasie West, l'ultimo libro dell'autrice che avevo a disposizione su Storytel - e niente, questo a differenza degli altri è stato una delusione. Recensione QUI.
Sempre grazie a Storytel ho letto - e riso con - Adulthood Is a Myth e Big Mushy Happy Lump di Sarah Andersen. Se questi non sono estratti di vita vera, allora proprio non so come altro definirli. 
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 
 
Sto leggendo L'ultimo bacio di Bianca Marconero, il tanto atteso sequel di Le nostre prime sette volte. Se riesco, proverò a fare uscire la recensione venerdì - lo stesso giorno in cui uscirà anche il libro - e quindi l'appuntamento mensile del Singing the Book verrà rimandato di qualche giorno. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
Se riuscissi a compiere un miracolo, mi piacerebbe ascoltare Easy di Tammara Webber prima che mi scada il periodo gratuito su Storytel - ho questo libro nel mirino da anni, è stato uno dei primi che ho notato su Goodreads quando mi sono iscritta nel 2013. Come vedete, non scherzo quando parlo di anni e nel frattempo è stato anche tradotto in italiano mantenendo lo stesso titolo.
Poi finalmente comincerò ad approfittare anche del periodo gratuito su Kindle Unlimited e progetto di leggere Bright Side di Kim Holden - anche questo notato su Goodreads ben prima che venisse tradotto, ma sapete che io sono sempre in ritardo alla festa. 
 
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Novembre non è decisamente uno dei miei mesi preferiti e i giorni 13, 15 e 17 sono i peggiori di sempre e, guarda un po', cadono anche tutti nella stessa settimana. Ma voglio consolarmi pensando che questo mese al momento mi ha regalato anche un nuovo libro di Bianca Marconero e che l'ultimo album degli Our Last Night è bellissimo e io sono innamorata in particolare di una canzone che potrei essere sul punto di ascoltare in loop da quasi una settimana insieme a una dei Bastille e a una dei Mayday Parade. 
Ma ora ditemi di voi - delle vostre letture, dei vostri ascolti, della vostra fissa del momento. Scrivetemelo nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e alla prima occasione passerò a rispondere e/o ricambiare la visita! 

lunedì 11 novembre 2019

[Recensione] "Lucky in Love" di Kasie West

Buon inizio di settimana, lettori! 

La mia sul blog comincia con la recensione di un libro ancora inedito della West che però, a differenza dei precedenti, stavolta non mi ha catturata come le altre volte.


Titolo: Lucky in Love
Autrice: Kasie West
Data di uscita: 25 luglio 2017
Durata: 7H 24Min (Storytel Edition)
Editore: Point
Link Amazon: https://amzn.to/2Ncdusj

Trama [tradotta da me]: Maddie non è impulsiva; lei lavora sodo e pianifica in anticipo. Ma una sera, per sfizio, compra un biglietto della lotteria e, con suo enorme stupore --
vince!
In un istante, la vita di Maddie è irriconoscibile. Non deve più stressarsi a causa delle borse di studio per il college. Improvvisamente si ritrova a parlare di noleggiare uno yacht. Ed essere al centro dell'attenzione a scuola è divertente . . . fino a quando le voci cominciano a correre e gente a caso le chiede un prestito. Ora Maddie non è sicura di chi potersi fidare.
Ad eccezione di Seth Nguyen, il suo divertente e affascinante collega allo zoo. Seth non sembra essere a conoscenza della grande novità nella vita di Maddie. E, per qualche ragione, non glielo vuole dire. Ma cosa succederà se lui scoprirà il suo segreto? 


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Cosa fareste se improvvisamente vinceste 50 milioni alla lotteria? 
Io sicuramente per prima cosa farei secca la mia wishlist su Amazon in un secondo e magari mi comprerei un appartamento per metterci tutti i miei libri - che qua iniziamo a stare un po' stretti. Per il resto non lo so, qualche sfizio sicuramente me lo toglierei - come viaggiare e vedere tutti i posti che sogno da sempre - ma di sicuro farei in modo di poter vivere tranquillamente per tutto il resto dei miei anni. 


Fino al compimento dei suoi diciotto anni, Maddie ha sempre studiato sodo perché nella sua famiglia non sono mai girati molti soldi e l'unico modo per andare al college era ottenere una borsa di studio. 
Oltretutto spera di entrare in un college non troppo lontano da casa per tenere d'occhio la sua famiglia: suo fratello ha dovuto mollare gli studi perché non aveva i soldi per un altro semestre e ora dorme di giorno e sta sveglio di notte, suo padre ha perso il lavoro e sua madre ne deve fare due per compensare e questo porta a litigi continui. 
L'unico posto in cui Maddie si può rilassare è al lavoro allo zoo, in mezzo agli animali e in compagnia di Seth - un ragazzo appassionato di cinema che la fa sempre ridere e per il quale ha una cotta. 

La sua vita cambia quando, in seguito ad una festa di compleanno in cui le sue amiche le hanno dato buca, d'impulso decide di acquistare un biglietto della lotteria nonostante le probabilità di essere colpita da un fulmine siano più alte. E incredibilmente vince. 

Le voci corrono, tutti ora sanno chi è e vogliono essere suoi amici, tutti le chiedono denaro in prestito o in regalo per presunti favori che le avrebbero fatto e Maddie non sa più di chi fidarsi. Ogni giorno qualcuno le chiede come intende spendere i soldi e lei, a parte essere sicura di potersi ora permettere il college voler fare un regalo alla sua famiglia, proprio non sa come rispondere. Non vuole sentire parlare di soldi, non vuole essere la prima cosa a cui tutti pensano quando la guardano, eppure è lei la prima a parlare sempre di soldi e a pensare che i soldi possano risolvere ogni cosa. 


Questo è il libro che mi è piaciuto meno della West tra quelli che ho letto finora. 
Non so se sono stata colpita da una mini-reading slump oppure se è stata proprio Maddie ad annoiarmi e irritarmi così tanto che il libro mi ha presa solo nell'ultimo quarto. 

Immagino che tutti impazziscano un po' di fronte ad una vincita così ingente, però Maddie perde proprio del tutto la testa. Convinta che i soldi possano comprare la felicità, dà ai proprio famigliari un milione a testa - milione che spendono subito in cose inutili e frivole invece di ringraziare il cielo di poter respirare al pensiero di non doversi più preoccupare dei soldi perché tanto, inconsciamente o meno, per loro adesso la figlia è diventata una sorta di banca. Suo fratello poi è  terribile, il peggiore tra loro.
A Maddie viene detto di rivolgersi subito ad un consulente finanziario, ma non è che i suoi genitori insistano più di tanto in quella direzione - quale diciottenne viene lasciata sola ad amministrare tutti quei soldi? 

Maddie non è da meno in quanto a spese inutili e frivole perché in pochissimo tempo butta via un sacco di soldi, dimostrandosi ingenua e senza testa sulle spalle a dispetto del modo in cui continua a dipingersi. 
Tutta la sua determinazione, tutta la sua dedizione, tutto il suo duro lavoro improvvisamente non contano più nulla perché tanto ora c'è il denaro che può comprare qualsiasi cosa. Vuole rendere tutti felici, vuole essere generosa ma prende una pessima decisione dopo l'altra.

Poi non so se sono io che diffidente e paranoica di natura, ma se tutti improvvisamente volessero essere miei amici io qualche domanda me la farei. E alla prima richiesta di denaro, quella è la porta. Insomma, alle truffe mancavano solo le insegne al neon per essere riconosciute come tali. 

Anche la parte romance non è stata entusiasmante perché Seth si vede pochissimo rispetto agli altri personaggi maschili nei libri della West che ho letto e non viene approfondito più di tanto.
Anzi, compare così poco che io il potenziale del love interest non l'ho neanche visto, per tre quarti del libro ho pensato che funzionassero benissimo anche da amici e poi boom, improvvisamente da un momento all'altro siamo già alla fase relazione seria. 

Insomma, non so se sono io oppure se è il libro, ma qualcosa tra noi non ha funzionato. 

giovedì 7 novembre 2019

[Recensione] "Love, Life, and the List" di Kasie West

Come promessa ieri nel WWW Wednesday, ecco la recensione dell'ultimo libro della West che ho letto - il quarto e penultimo a disposizione su Storytel, che intanto mi fa pressing e mi ricorda che la gift card sta per scadere tra otto giorni.


Titolo: Love, Life, and the List
Autrice: Kasie West
Data di uscita: 26 dicembre 2017
Durata: 8H 18Min (Storytel Edition)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/2JydXmu

Trama [tradotta da me]: L'estate della diciassettenne Abby Turner non sta andando nel modo in cui lei l'aveva pianificata. Ha una non-così-segreta ma decisamente non corrisposta cotta per il suo migliore amico, Cooper. Non è stata capace di controllare il crescente problema d'ansia di sua madre. E ora è stata rifiutata da una mostra d'arte perché i suoi lavori “non hanno cuore”. Così quando ottiene un'altra opportunità per mostrare i suoi dipinti, Abby non vuole correre rischi.

Ed è qui che entra in gioco la lista.

Abby si dà un mese di tempo per fare dieci cose, passando dall'affrontare una paura (#3) all'imparare la storia di uno sconosciuto (#5) all'innamorarsi (#8). Sa che riesce a completare la lista, allora diventerà il genere di artista che ha sempre sognato di essere.

Ma mentre il termine di scadenza si avvicina, Abby si rende conto che completare la lista non è così facile come sembra . . . e che forse—solo forse—non può cambiare la sua arte se non è lei stessa la prima a voler cambiare.


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Sono al quarto libro di questa autrice - che ne sforna di nuovi ad un ritmo impressionante e mi rendo conto che alla fine si assomigliano un po' tutti per stile, dinamiche e lieto fine - e forse perché adesso ne ho letti due di seguito e ne ho in lettura un terzo, però sono sempre una piacevole distrazione. 


Abby ci viene presentata subito una pittrice di talento, che vuole assolutamente far parte della mostra che il museo della cittadina terrà a metà estate perché quel grado di esposizione - se riuscisse pure a vendere qualche quadro - la sarebbe di grande aiuto per entrare nel programma invernale dell'istituto d'arte dei suoi sogni. 

Ma fin da subito l'estate si prospetta diversa dal solito. 

Suo padre è di nuovo in missione in Medio Oriente e con lui lontano, riuscire a far uscire di casa sua madre sembra impossibile - neanche suo nonno, sempre più convinto che la figlia abbia bisogno di aiuto professionale, riesce a convincerla. 
Il suo gruppo di quattro amici è spaccato a metà con Justin in Sud America a fare volontariato con la sua chiesa e Rachel in giro per l'Europa con i suoi genitori. 
Restano lei e Cooper, ad un anno esatto di distanza da quando Abby gli ha confessato di amarlo e poi ha dovuto buttare in scherzo la cosa quando dall'espressione sul suo viso ha capito che lui non ricambiava i suoi sentimenti. 

E poi arriva il suo capo, il direttore del museo, che le dice che i suoi quadri non mostrano abbastanza cuore, sono carenti di emozioni. Come si può porre rimedio a questo? 


È così che Abby - insieme a sua madre e a suo nonno - stila una lista di cose da fare prima di proporre di nuovo i suoi quadri a Mr. Wallace: una lista di esperienze, paure da affrontare, cose nuove da fare che dovrebbero aiutarla a cambiare il modo in cui dipinge, a non essere più così ancorata alla realtà e venire a contatto con le sue emozioni e i suoi sentimenti - e Cooper si imbarca in questa avventura con lei. 


Premesso che io non so disegnare neanche un albero stilizzato e che per tutti gli anni delle medie il mio voto in educazione artistica è sempre stato "sufficiente" salvo l'ultimo quadrimestre di terza media in cui, non so per quale miracolo o forse solo per non rovinarmi la "reputazione", ho avuto "molto buono" in pagella - non ci credevo io e non ci credeva nessun altro - credo sia questo il motivo per cui Abby è la protagonista della West a cui mi sono sentita meno vicina in quattro libri. Dal punto di vista artistico perlomeno, perché il terrore - oppure odio che dir si voglia - nei confronti del cambiamento... beh, quello lo avevamo in comune. 

Abby vorrebbe vedere le cose cambiare, vorrebbe cambiare lei stessa, eppure inizialmente non fa nulla per farlo - come me. Resta ferma nella sua posizione, resta ferma esattamente dov'è e per qualche motivo si aspetta che il cambiamento arrivi ma che allo stesso tempo non stravolga tutto - come me. 
In questo è stato molto facile rivedermi in Abby - non solo per quanto riguarda il mondo che la circonda per come lo percepisce e per i sentimenti che prova, ma anche perché inizialmente è una sfida persino allargare il cerchio delle amicizie e uscire dalla propria routine e dalla propria comfort-zone. 
Mi sarebbe piaciuto vedere Abby un po' di più nel suo elemento - vedere queste sue qualità di pittrice e non solo leggere la stessa affermazione più volte - però ho apprezzato come poi decida di affrontare davvero il cambiamento partendo prima da se stessa e scegliendo cosa la fa stare bene davvero, scegliendo di prendersi il tempo per farlo. 

Love, Life, and the List è un altro libro della West carino e piacevole, però ha in più quel momento di lacrime e angst che mi piace e che era assente nel libro che ho letto in precedenza, Listen to Your Heart
Con il trope friends to lovers ho un rapporto altalenante - dipende dalla coppia e dalle vibes che mi dà suddetta coppia - e il rapporto che Abby ha con Cooper è davvero molto bello, ma il mio personaggio preferito resta decisamente suo nonno perché adoravo tutte le volte che quel sarcastico vecchietto entrava in scena. 

Se volete rivivere una coda d'estate prima che il vero freddo ci travolga tutti, questo è il libro adatto per farlo. 

mercoledì 6 novembre 2019

WWW.. Wednesday! #165

Questa settimana è un po' strana - in un certo senso mi sembra lenta, dall'altra mi sembra correre veloce. Per esempio, ieri il lavoro mi ha fatto venire un'ansia non indifferente e oggi penso che è già mercoledì e quindi già metà settimana, poi dopodomani vedo le mie amiche per un compleanno e infine la domenica sarà vicinissima. 

Solo a me questa settimana sembra strana? 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho concluso tre audiolibri nel corso di una settimana. Il primo, che era quasi al termine lo scorso mercoledì, è stato The Female of the Species di Mindy McGinnis - un libro brutale sotto molti aspetti, ma l'ho amato e mi sono decisamente ripromessa di tenere d'occhio la scrittrice. Recensione QUI.
Poi, dopo una serie di libri con temi alquanto pesanti, sono passata al fluff e ho ascoltato Listen to Your Heart (recensione QUI) e Love, Life, and the List di Kasie West - la cui recensione arriverà domani. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


È posizionato qui a scopo meramente dimostrativo perché Lucky in Love di Kasie West lo inizio oggi - quindi non vi so dire proprio nulla.



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


In attesa che esca il nuovo libro di Bianca Marconero e in attesa di vedere se riuscirò nel frattempo ad incastrare un altro audiolibro prima che il mio periodo gratuito scada, in versione ebook su Storytel ci sono anche Adulthood Is a Myth e Big Mushy Happy Lump di Sarah Andersen - li trovate anche in italiano con i titoli Crescere, che palle! e Un grosso morbidoso bozzolo felice. Il primo è praticamente il motto della mia vita da sempre.

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Dal punto delle letture questa settimana è stata soddisfacente - magari avere sempre questo ritmo! 
Voi invece che mi dite? Siete soddisfatti oppure potrebbe andare meglio? 
Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e, appena riesco, passerò a ricambiare la visita!

lunedì 4 novembre 2019

[Recensione] "Listen to Your Heart" di Kasie West

Siamo ufficialmente nella prima settimana di novembre e il tempo non ce lo fa certo dimenticare - tanto che durante il weekend abbiamo acceso il camino per la prima volta. 

Ma se fuori fa freddo, perché non riscaldarsi con un romanzo di Kasie West?


Titolo: Listen to Your Heart
Autrice: Kasie West
Data di uscita: 29 maggio 2018
Durata: 8H 13Min (Storytel Edition)
Editore: Point
Link Amazon: https://amzn.to/2BWblKN

Trama [tradotta da me]: Parlare con le altre persone non è il passatempo preferito di Kate Bailey. Preferirebbe di gran lunga essere al lago, immersa nella solitudine ad assorbire i raggi del sole. Così quando la sua migliore amica, Alana, convince Kate ad unirsi al podcast della loro scuola, Kate non si aspetta di essere scelta come conduttrice. Ora dovrà rispondere alle chiamate e dare consigli in diretta? Impossibile.

Ma con grande sorpresa di Kate, lei scopre di essere piuttosto brava a condurre in onda. Poi il podcast riceve una chiamata da un ragazzo in anonimo, che chiede un consiglio a proposito della sua cotta senza fare il suo nome. Kate è piuttosto sicura che chi chiama sia il bellissimo Diego Martinez e ancora più sicura che la ragazza in questione sia Alana. Kate è felice per la sua amica . . . fino a quando la stessa Kate non comincia a provare qualcosa per Diego. Improvvisamente Kate scopre che se diffondere saggezza agli altri può essere facile, chiedere aiuto è più impegnativo di quanto sembri e seguire il proprio consiglio è ancora più difficile.


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Questo è il terzo libro della West che leggo e ormai ho capito che i suoi libri mi servono proprio per staccare, per concedermi un momento di relax e una coccola con qualcosa che mi lascerà il sorriso alla fine della lettura.

Kate non è una che ama condividere la propria vita sui social media: è una ragazza che tiene la sua vita privata e anche le persone non è che le piacciano poi così tanto - escluse le dovute eccezioni.

I suoi genitori sono proprietari del porticciolo sul lago, il suo posto preferito in assoluto - tanto che quello che guadagna durante la stagione turistica, Kate lo spende in benzina per navigare proprio sulla superficie d'acqua. E prendere in mano l'attività di famiglia è quello che vorrà fare in futuro, lo sa già - sempre se la famiglia Young smetterà di provare a prendersi la terra in loro possesso. 

I suoi genitori però vogliono che provi qualcosa di nuovo e che non sia legato al lago, motivo per il quale sono entusiasti quando la sua migliore amica Alana la convince a prendere parte con lei al podcast scolastico. 

L'inizio del terzo anno di scuola si rivela una continua sorpresa per Kate: Alana le mostra già il primo giorno il ragazzo che le piace e Kate finisce per conoscerlo meglio anche lei quando accompagna sua cugina al centro di ripetizioni dove lui lavora; in classe si ritrova Frank Young, con cui ha una faida in corso da anni; scopre che in quanto la sua idea per il podcast è stata la più votata, finirà per essere una delle conduttrici - e dire che lei voleva stare dietro alla quinte. 

Per Kate è difficile aprirsi con le persone, ma a quanto pare il suo senso dell'umorismo sarcastico è molto apprezzato da chi ascolta e la rubrica di consigli una delle più amate di tutti gli anni - specialmente quando Mr. Looking for Love chiama chiedendo aiuto su come conquistare la sua cotta e Kate è piuttosto sicura che a chiamare sia Diego e che stia parlando di Alana. 

Però, mentre Kate e Alana passano più tempo con Diego e Frank al di fuori del contesto scolastico, Kate si accorge anche che Diego le piace - e non poco. 


Listen to Your Heart è stato davvero un libro carino e ho adorato soprattutto la parte del podcast - molte scene del libro infatti si svolgono nello studio di registrazione ed è qualcosa che mi ha interessata un sacco e divertita. 
Kate impara ad uscire dalla sua comfort-zone, scopre di essere brava ed interessata anche ad altre cose che non siano il lago e l'attività di famiglia legata ad esso, scopre che il futuro non è già deciso e che può anche amare qualcos'altro senza per forza rinnegare ciò che già ama. 

La sua è una famiglia numerosa perché vive in mezzo ai suoi zii e ai suoi cugini, una combriccola chiassosa e unita - di loro vedremo specialmente Liza, che sarà fondamentale ad un certo punto della storia. 

Il podcast non offre solo consigli amorosi, ma chi chiama e chi scrive ha anche problemi più seri: in particolare qualcuno scrive una email dicendo di essere vittima di bullismo e ho indovinato subito di chi si trattasse - Kate, quando si rende conto di essere stata troppo concentrata su stessa, si rende conto di aver ignorato molte cose e vi pone rimedio in maniera fantastica. 

L'amicizia tra Kate e Alana è una delle cose più belle di questo libro, matura e solidale di fronte a tutto: la storia non si trasforma mai del tutto in un triangolo amoroso ma, anche di fronte al rischio, Kate e Alana si parlano e affrontano la cosa con serenità. 

Diego è stato un personaggio davvero dolce e che si scopre poco a poco, caratterialmente simile a Kate sotto molti aspetti. Era ovvio come sarebbe finita, ma nonostante questo non ne sono mai stata sicura fino alla fine perché - a parer mio - c'era del potenziale anche con un altro personaggio e anche quel risvolto non mi sarebbe dispiaciuto.

Un'altra delle cose interessanti di questo romanzo è stato il rapporto tra Kate e Frank, che passano dall'odiarsi a stabilire una sorta di tregua - e Frank si dimostra sorprendentemente un ragazzo perbene a dispetto di come viene dipinto all'inizio. 

Listen to Your Heart è forse un po' prevedibile in alcuni punti e il mio preferito resta P.S: I Like You, ma è stata una lettura che mi ha intrattenuta, mi ha fatta sorridere e ridere. Ha tutto quello che vorrei vedere in un teen movie e ve lo consiglio se volete qualcosa di dolce ma non troppo con cui distrarvi o per uscire da una reading slump.