mercoledì 11 settembre 2019

WWW.. Wednesday! #158

Ho troppe poche ore di sonno alle spalle. 
Lunedì sera sono andata a vedere IT - Capitolo Due e me la sono fatta sotto dalla paura - si sa che io sono una fifona, ma il primo mica era così spaventoso! E niente, James McAvoy più invecchia e più diventa figo e poi io sono ho sognato circhi e palloncini. 
E ieri sera poi mi sono vista con le amiche.

Al lavoro mi stanno facendo impazzire e io vorrei solo restare a letto a leggere - che non faccio in tempo a rimettermi in carreggiata che subito Goodreads mi dice che sono indietro con la challenge. Che ansia!


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho terminato The Way I Used to Be di Amber Smith, un libro che avevo in wishlist da tanto e che ho potuto leggere grazie al periodo gratuito di Storytel. La sua protagonista non è di quelle che potrebbero piacere a tutti perché in seguito al trauma subito - ovvero uno stupro - inizia a fare terra bruciata attorno a sé man mano che passano gli anni. Ma la decisione di vedere la vita di Eden nel corso dei quattro anni scolastici è molto interessante e il libro, nonostante qualche difetto, per me è promosso. Recensione QUI.
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 
 
Ieri, nel periodo a casa per il pranzo visto che ho ripreso a fare lo spezzato, in quell'oretta tutta per me sono riuscita ad arrivare al 41% di Michigan vs. the Boys di Carrie S. Allen - poi invece ieri sera non ho ho avuto tempo perché sono andata all'ultima serata di fiera con le amiche. Il libro comunque mi sta piacendo, soprattutto la sua protagonista e ora le cose mi sa che iniziano a farsi toste, difficili e spero non troppo brutte.



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

 
Dopo la parentesi NetGalley riprendiamo con Storytel e quindi con la versione ebook di We Are the Ants di Shaun David Hutchinson e con il mio primo audiolibro - Jack of Hearts (And Other Parts) di Lev A.C. Rosen, un M/M decisamente sopra le righe e con un protagonista che non si prende troppo sul serio.
 
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Ora tocca a voi: scrivetemi nei commenti le vostre letture oppure lasciatemi il link dei vostri post e passerò appena possibile! 
Stasera ho degli episodi di alcune serie televisive da recuperare, ma almeno mi rilasso e spero di avere anche un po' di tempo per leggere prima che mi colga il sonno.

lunedì 9 settembre 2019

What's on my bedside table? #64 | "Michigan vs. the Boys" di Carrie S. Allen

Li sentite i miei livelli di stress che aumentano da lì? 
Se non li sentite, ve lo dico io: ho i livelli di stress che stanno aumentando vertiginosamente a causa del lavoro. 

Quando posso avere un po' di tempo solo per me per leggere in santa pace? 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Michigan vs. the Boys" di Carrie S. Allen
Uno YA inedito sulla mascolinità tossica e lo sport in uscita ad ottobre negli USA.


SONO A... 
Pagina al 31%. Ho letto dieci capitoli fino a questo momento e la protagonista, Michigan, mi sta proprio piacendo. È il tipo di ragazza che pur di fare quello che ama - ovvero giocare ad hockey - è disposta a tentare di entrare nella squadra maschile dopo che quella femminile è stata sciolta per motivi di budget scolastico e non ha intenzione di fermarsi davanti a niente, neppure di fronte ai ragazzi che palesemente non la vogliono o che cercano di spaventarla. Non sarà certo qualche livido ad intimorirla e mi sta piacendo come suo fratello minore la incoraggi e le sia di supporto - inoltre il probabile love interest mi ha già fatto ridacchiare come una ragazzina alla prima cotta. Michigan, faccio il tifo per te! 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... è un'eARC che la Kids Can Press mi ha concesso di leggere tramite NetGalley e perché questo è un argomento che mi interessa.

sabato 7 settembre 2019

[Recensione] "The Way I Used to Be" di Amber Smith

Recensione difficile quella di oggi per un libro che ha un tema altrettanto difficile.


Titolo: The Way I Used to Be
Autrice: Amber Smith
Data di uscita: 22 marzo 2016
Pagine: 441 (Storytel Edition)
Editore: Margaret K. McElderry Books
Link Amazon: https://amzn.to/328KzKw

Trama [tradotta da me]: Eden era sempre stata brava ad essere una brava ragazza e iniziare le superiori non ha cambiato chi fosse. Ma la notte in cui in cui il migliore amico di suo fratello la violenta, il mondo di Eden si capovolge.

Quello che una volta era semplice, ora è difficile. Ciò che Eden una volta amava—chi una volta amava—ora lo odia. Quello che pensava di sapere fosse vero, ora sono bugie. Niente ha più senso e lei sa che dovrebbe dire a qualcuno quello che è successo, ma non può. Così lo seppellisce. E seppellisce anche la persona che era solita essere.

Narrato in quattro parti—primo, secondo, terzo e quarto anno di scuola—questo provocatorio romanzo di debutto svela quanto scavi nel profondo un trauma. Ma mostra anche la forza di una ragazza mentre attraversa la delusione e gli insopportabili dolori dell'adolescenza, del primo amore e del primo cuore spezzato, dell'amicizia infranta e poi ricostruita - il tutto mentre impara a far suo il potere della sopravvivenza che non sapeva di avere nascosto nel proprio cuore.


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TRIGGER WARNING: stupro, abuso di alcol, linguaggio volgare, violenza. 


Eden ha quattordici anni quando il migliore amico di suo fratello si infila in camera sua la notte della Vigilia di Natale e la stupra, minacciandola di ucciderla se mai dirà una sola parola - ma tanto, chi dovrebbe credere alla piccola Minnie, così timida e silenziosa e con una cotta evidente a tutti per Kevin? 

Quando la mattina Eden si rende conto che non è stato un incubo, la sua vita non è più la stessa. Sua madre continua a interromperla quando Eden all'inizio ha il coraggio di aprire bocca e spera che almeno suo fratello si accorga che qualcosa non va - invece no, i genitori sono così entusiasti che l'adorato figlio maggiore sia a casa per Natale dopo i suoi primi mesi al college - che quando è assente, loro e Eden non hanno poi molto da dirsi a tavola - e Kevin è seduto con loro a fare colazione perché lui e Caelin sono inseparabili. 

E quando la sua migliore amica Mara, stanca di essere presa di mira dai bulli, decide di fare qualche cambiamento estetico, Eden pensa di seguire il suo esempio - perché il suo corpo è un problema, perché non lo sente più suo, perché se potesse smettere di indossare la sua pelle lo farebbe. 

E al secondo anno Joshua Miller, il capitano della squadra di basket, inizia ad interessarsi a lei e Eden vuole solo disperatamente essere normale. Ma la paura, la confusione, il terrore e la rabbia che covano dentro di lei la portano sempre a sabotare questo rapporto. 

Poi iniziano i pettegolezzi, iniziano a scrivere sui muri dei bagni che è una puttana, i ragazzi cercano di metterla all'angolo in corridoio e Eden va sempre più in pezzi fino a quando non resta più nulla della ragazzina che era.


The Way I Used to Be è raccontato nel corso di quattro anni e descrive la spirale discendente nella quale precipita Eden - una spirale che la porta ad essere cinica, cattiva, ad abusare di alcol e a saltare da un letto all'altro cercando di riprendersi il controllo che le è stato tolto. Diventa manipolatrice, diventa qualcuno che usa le persone - specialmente i ragazzi, rendendoli oggetti proprio come Kevin ha fatto con lei - e il sesso contenuto in questo libro non ha mai una connotazione positiva perché Eden stessa non lo può vedere in maniera tale. 

Essendo raccontato dal punto di vista di Eden, gli altri personaggi restano forse un po' monodimensionali - ma questo perché visto attraverso gli occhi di Eden che ora vede tutto in bianco e nero, in quanto ogni cosa ha perso colore. Ma ho apprezzato come la sua amica Mara non si sia mai lasciata influenzare dai pettegolezzi e non abbia abbandonato Eden, ho apprezzato l'evidente affetto che Josh nutriva nei suoi confronti anche quando Eden lo trattava malissimo. 

Per ogni anno che passa vediamo Eden cadere sempre più giù, cercando di mostrarsi come una tosta - spesso non provando davvero alcuna emozione e riempiendo il vuoto con il sesso, spesso crollando quando qualcuno le diceva che era ancora quella quattordicenne di un tempo sapendo bene di non esserlo più, ma allo stesso tempo sentendosi bloccata in quella notte che ha cambiato tutto.

Eden non si sviluppa come un personaggio piacevole, diventa una persona sgradevole e, man mano che passano gli anni, le bugie aumentano e fa terra bruciata attorno a sé, allontanando tutti quelli che amava trattandoli male - all'inizio di ogni capitolo ci si chiede cosa dirà o farà per fare del male a se stessa oppure agli altri. 
La sua furia mi ha ricordato un po' quella di Romy in All the Rage di Courtney Summers, ma quella di Eden è costante e sfocia nella violenza quando alla fine colpisce qualcuno. Eden, in un modo che non è ovviamente sano, cerca di venire a patti con il suo trauma e di riprendere il controllo - sentendosi comunque piccola e un oggetto senza valore, mai stabilendo un rapporto con un ragazzo che non avesse come scopo o mezzo il sesso.

The Way I Used to Be è un libro in cui nessuno domanda direttamente ad Eden cosa non vada, in cui nessuno si ferma un secondo per ascoltare e andare oltre le sue bugie, in cui nessuno si chiede il perché di quel cambiamento - e io fortunatamente non ho mai vissuto quello che ha vissuto Eden, ma quello che per me è stato un trauma e che molti forse vedrebbero come una sciocchezza adolescenziale, mi fa ancora vivere come se avessi ancora diciassette anni, mi ha portata a mentire, mi ha portata a diventare una persona che non avrei mai immaginato io potessi diventare, mi ha portata a nascondermi e a bere troppo, mi ha portata a non riconoscere più chi sono stata - a non riconoscere la persona che ero solita essere una volta. E per questo ho capito molte cose di Eden. 

Questo libro non è privo di difetti, tuttavia. Dovendo coprire molti anni ovviamente non vediamo tutto, ma spesso si ha la sensazione che molte scene chiave siano state lasciate nell'ombra - è tutto un susseguirsi di brutte cose che accadono a/commette Eden e io per esempio avrei voluto vedere il momento il cui Josh va al college e la reazione di Eden, avrei voluto sapere se è capitato qualcosa di particolare che ha spinto Eden tra il terzo e il quarto anno a smettere di chiamare i suoi genitori "mamma" e "papà" e a chiamarli invece per nome, nonostante i loro rapporti fossero già tesi da molto tempo. 

Non sono neanche contraria ai finali aperti, ma The Way I Used to Be forse finisce un po' troppo presto - anche Cracked Up to Be di Courtney Summers ci lascia incerti sul futuro di Parker ma, per quanto aperto come finale, con quello ho comunque avuto una sensazione di "completezza", per quanto questo possa suonare strano. 


In ogni caso è una lettura che mi è piaciuta e per quanto tagliato in alcuni punti, l'esperimento di dipanare la spirale discendente di Eden nel corso di quattro anni l'ho trovato veramente interessante - inoltre è il primo libro sull'argomento che leggo in cui la protagonista reagisce ad uno stupro facendo sesso con chi le capita e quando le capita in seguito alla violenza - usando il sesso per cancellare lo stupro dal suo corpo. Forse non accade spesso, ma accade anche questo perché ognuno ha reazioni diverse al trauma. 

È una lettura difficile, a volte frammentata come la psiche di Eden e forse ho letto libri che mi hanno coinvolta di più e fatta stare male di più, ma è comunque una lettura che promuovo perché alcune reazioni di Eden - sebbene in circostanze totalmente diverse - le ho avute anche io e mostra come un evento traumatico può mettere radici e cambiare completamente una persona. 

mercoledì 4 settembre 2019

WWW.. Wednesday! #157

Il 4 settembre avrà sempre un posticino speciale nel mio cuore: il 4 settembre 2010 ho visto all'IDay di Bologna All Time Low, Simple Plan, Sum 41 e Blink-182; il 4 settembre 2015 mi sono fatta il mio secondo tatuaggio, quello dedicato agli Yellowcard; il 4 settembre 2018 è uscito Sadie di Courtney Summers, anche se io l'avevo già letto in anteprima ad aprile. 

Oggi, anche se è un altro 4 settembre, non succede niente di particolare - se non che devo lavorare 11 ore e mezza senza interruzioni e/o pause, quindi ricordare queste gioie è più che giusto. E lecito. 

Nel frattempo ieri ho comprato l'intera trilogia di Nevernight di Jay Kristoff - anche se prima di novembre dubito di riuscire a leggerla - e ho visto Il Re Leone al cinema e niente, una bambina nella fila dietro di me candidamente commentava come Mufasa fosse svenuto o morto senza alcun problema e io intanto singhiozzavo senza ritegno. Ma vabbè, questi sono i trent'anni e i traumi infantili che si risvegliano. 

Passiamo ai libri? 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso The Grey Sisters di Jo Treggiari, in uscita tra venti giorni - un mystery YA con tinte inquietanti e forse horror a tratti, ma che mi è piaciuto. Sono consapevole che non tutti hanno lo stomaco per un determinato argomento, motivo per il quale ho segnalato il trigger warning. Recensione QUI.
Ho poi letto Alex, Approximately di Jenn Bennett, retelling in chiave YA di C'è Posta Per Te e che dire? È stato davvero carino - anche se qualche difettuccio ce l'ha - ma in compenso ho preso una cotta stratosferica per Porter e grazie alla lettura tramite il periodo gratis di Storytel mi sono decisa a prenderlo cartaceo prossimamente. Recensione QUI.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Sto leggendo The Way I Used to Be di Amber Smith - l'edizione Storytel ha 441 pagine e io credo di averne lette un centinaio. È un libro che affronta il tema dello stupro e, forse perché si vuole snodare nel corso dei quattro anni di scuola superiore, ho come la sensazione che in quanto lettori tanti pezzi della vita di Eden non ci vengano mostrati, lasciandoci a colmare i vuoti. Vedremo alla fine. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

 
Torniamo su NetGalley con Michigan vs. the Boys di Carrie S. Allen, in uscita il 1 ottobre negli USA e con presente il tema dell'aggressione e della mascolinità tossica. E come in una partita di ping-pong, dopo torniamo su Storytel con We Are the Ants di Shaun David Hutchinson, YA a sfondo M/M e con la presenza di... alieni. 
 
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Prima o poi arriverà un libro in italiano su questi schermi - ma non è questo il giorno. 
Nel frattempo, ditemi un po'...  siete tutti presi dalla febbre di Nevernight? Mi raccomando, niente spoilers! Cosa avete letto in quest'ultima settimana e cosa avete in programma di leggere? Scrivetemelo nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post - e se non svengo stasera dalla stanchezza provo pure a passare per ricambiare la visita. Al massimo aspettatemi domani.

lunedì 2 settembre 2019

[Recensione] "Alex, Approximately" di Jenn Bennett

Prima giorno della settimana e prima recensione di settembre per l'ultimo libro cominciato - e inaspettatamente concluso - l'ultimo giorno di agosto. 

Quanti di voi sono felici che settembre sia arrivato? Io lo sarei anche di più se finalmente la temperatura si decidesse a calare. 

Ma bando alle ciance e parliamo di un libro che ho in wishlist su Amazon da una vita, che una volta ho quasi eliminato - il perché non lo so neanche io, forse mi sentivo troppo vecchia o troppo poco in fase romance in quel momento - e che grazie ai tre mesi gratuiti su Storytel della Vodafone ho divorato e che ora non vedo l'ora di prendere cartaceo.


Titolo: Alex, Approximately
Autrice: Jenn Bennett
Data di uscita: 6 aprile 2017
Pagine: 451 (Storytel Edition)
Editore: Simon & Schuster Children's UK
Link Amazon: https://amzn.to/2MsIjd6

Trama [tradotta da me]: Bailey “Mink” Rydell ha incontrato il ragazzo dei suoi sogni. Condividono l'amore per i film e parlano tutto il giorno – Alex è perfetto. Beh, se escludiamo il fatto che non si sono mai davvero incontrati... e che nessuno dei due conosce il vero nome dell'altro.

Quando Bailey si trasferisce nella soleggiata California per vivere con suo padre, il quale sembra vivere proprio nella stessa città di Alex, decide di rintracciarlo. Ma trovare qualcuno basandosi solo su alcune conversazioni online si dimostra più difficile di quanto Bailey pensasse e con il suo irritante ma carismatico (e potenzialmente attraente?) collega Porter Roth che la distrae continuamente, sarà mai in grado di incontrare il misterioso Alex? 



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Credo che ormai lo sappiate: ho un problema con i ragazzi con i capelli ricci. 
Non nel senso che se prendessero fuoco e io avessi un bicchiere d'acqua in mano me lo berrei mentre loro bruciano, ma più nel senso ginocchia-molli-tenetemi-per-un-braccio-che-le-gambe-non-mi-reggono.

E Porter Roth - per aspetto fisico e personalità - assomiglia in maniera impressionante al mio unico colpo di fulmine e anche ad un altro ragazzo che "conosco" e niente, quindi ciaone: mi sono presa una cotta stratosferica. Sì, per un personaggio di fantasia che vive su carta - o sullo schermo del tablet in questo caso.

Aggiungiamoci il fatto che, pur non essendo io un tipo super-romantico, C'è posta per te è uno dei miei film preferiti di sempre e che questo libro è un retelling in chiave YA del suddetto film e quindi io sono un po' di parte. 


Non starò a dilungarmi molto sulla trama perché in fondo, se avete già visto il film o letto altri YA sul genere, sapete bene com'è il plot della storia. 

Mi sono ritrovata ad empatizzare tantissimo con Bailey perché è un po' come me: tende ad evitare il confronto, è un po' (tanto) solitaria, ha fatto dell'evitare domande scomode e determinate situazioni un'arte - io stessa mi definivo un'artista della fuga, anche se con gli anni ammetto che ho perso smalto. 
Bailey ha difficoltà ad aprirsi con le persone e quando le cose si fanno difficili tende a fuggire: ecco perché decide di lasciare sua madre che non fa altro che litigare con il secondo marito negli ultimi tempi per andare a vivere con suo padre in California. 

E il caso vuole che suo padre viva proprio nella stessa cittadina turistica in cui vive il suo amico virtuale, appassionato come lei di film. Però non gli vuole dire che il volo l'ha già preso e che ora condividono gli stessi spazi - cerca di prendere tempo, cerca di evitare il confronto per paura di restare delusa o di finire in una situazione spiacevole come quella successa quando aveva quattordici anni. 
Ma la curiosità è lì e con un metodo preciso e organizzato, cerca di scoprire e trovare Alex tramite le poche informazioni personali che lui ha lasciato trapelare. Però non è così facile come sembra inizialmente e mentre la vita va avanti e comincia il suo lavoro estivo, le conversazioni diventano più sporadiche e i suoi pensieri occupati da Porter Roth, ragazzo che fa la guardia nel museo dove lavora e che la provoca e la fa reagire in modi che proprio non sono da lei. 

Così, da "arcinemici", Porter e Bailey capiscono che sono davvero sulla stessa lunghezza d'onda quando si tratta di "litigare" e che l'attrazione fisica ci sta mettendo del suo. Ma Alex in tutto questo? 


Come ho detto, mi sono ritrovata ad annuire come una scema ogni volta che Bailey sottolineava quanto fosse incapace a relazionarsi con le persone, come reprimesse sempre tutto e imbottigliasse tutti i sentimenti e le sensazioni, come sentisse il bisogno di osservare situazioni e persone da lontano senza essere vista per farsi un'idea di come comportarsi e come reagire, come i riflettori addosso non le piacciano, come scansare ed evitare domande e deflettere e cambiare argomento fossero come una seconda natura per lei, come Porter la mettesse in difficoltà ma allo stesso tempo non riuscisse ad evitarlo per quanto ci provasse. 

Porter mi ha presa all'amo e non mi ha più lasciata andare - e ve l'ho detto, in questo caso sono di parte per tutti i motivi di cui sopra. È uno che scherza, è un po' uno sbruffone sicuro di sé, ma ha anche un grande cuore ed è dolce e attento con quelli a cui tiene - è il primo ad aprirsi con Bailey e a volere che lei faccia lo stesso chiedendo la stessa fiducia che lui le ha accordato. 


Tuttavia questo libro non è privo di difetti - e so che c'è chi l'ha odiato profondamente. 

Tanto per cominciare, un personaggio ha problemi di dipendenza dalla droga e viene dipinto come il villain senza che qualcuno faccia qualcosa di serio per aiutarlo - anche coloro che lo conoscono da una vita e che tenevano a lui. 

Bailey in un'occasione non si comporta bene con la sua amica Grace e sebbene anche io non sia un fenomeno nelle relazioni interpersonali e forse come amica in più di un'occasione potrei fare di più, so che non avrei tenuto quel comportamento - è stata l'unica occasione in cui ho smesso di identificarmi con Bailey e mi sono identificata totalmente con Grace. 
Poi vabbè, ogni tanto Bailey ribadisce di non essere come le altre ragazze - lo special snowflake, in altre parole - ma questa gliela passo perché il mio egocentrismo e/o la mia spirale discendente mi fanno pensare la stessa cosa di me stessa a volte. E alla faccia delle volte in cui suo padre le dice che sarebbe una brava detective, gli indizi lei proprio non li vede - ma io non so se lei vedrei invece, quindi su questo punto taccio. 

Ho adorato che ogni capitolo iniziasse con una citazione di film - citazione che poi era inerente a quello che sarebbe successo nel capitolo - ma le conversazioni in chat tra Mink e Alex sono state troppo poche e poco personali: il bello di C'è posta per te è vedere tutte le email che ShopGirl e NY152 si scambiano in parallelo alla loro vita reale e invece i messaggi tra Mink e Alex diminuiscono progressivamente man mano che la storia tra Bailey e Porter si evolve. 
Che ha anche senso perché, se sei presa dalla vita reale, il tempo per quella virtuale diminuisce, ma essendo questo un retelling di C'è posta per te avrei preferito vedere entrambi i rapporti portati avanti con lo stesso ritmo - o quasi. 


In ogni caso ho trovato questa storia davvero adorabile e se in precedenza avete letto e vi sono piaciuti Dimmi tre segreti di Julie Buxbaum e PS: I Like You di Kasie West, nel caso venga tradotto allora non vi potete perdere anche Alex, Approximately

domenica 1 settembre 2019

Monthly Recap | Agosto 2019

È già arrivato il momento di girare un'altra pagina del calendario per iniziare il nuovo mese - e settembre è un mese che ho imparato ad apprezzare nel corso degli anni.

Ma prima dobbiamo salutare agosto che, se dal punto di vista lavorativo è stato un vero film dell'orrore, su altri piani ha portato con sé belle cose. 


LETTURE

https://www.goodreads.com/book/show/45431240-100-days-of-sunlight  https://www.goodreads.com/book/show/43298077-we-are-lost-and-found  https://www.goodreads.com/book/show/46968645-un-maledetto-addio-un-maledetto-lieto-fine-0-5

https://www.goodreads.com/book/show/31125571-how-it-ends  https://www.goodreads.com/book/show/47769412-sherlock  https://www.goodreads.com/book/show/43495134-the-grey-sisters

https://www.goodreads.com/book/show/31331865-alex-approximately

100 Days of Sunlight di Abbie Emmons
We Are Lost and Found di Helene Dunbar
Un maledetto addio di Bianca Marconero
How It Ends di Catherine Lo
Sherlock: Scandalo a Belgravia - Parte 1
The Grey Sisters di Jo Treggiari
Alex, Approximately di Jenn Bennett

È vero che ho letto - con mia grande sorpresa - la stessa quantità di titoli del mese scorso, ma quello che mi ha stupita di più è essere riuscita a leggere l'ultimo titolo - Alex, Approximately di Jenn Bennett - perché ero proprio convinta che sarebbe finito nel recap di settembre. Ero anche stata tentata di postarvi subito ieri la recensione, ma alla fine l'ho programmata per domani - quindi non sparite. 


WWW.. WEDNESDAY



BRT: BREVE RIASSUNTO DELLA TRAMA



SINGING THE BOOK



ACQUISTI


Un maledetto per sempre di Bianca Marconero
Un maledetto addio di Bianca Marconero
Sherlock - Scandalo a Belgravia (Parte 1)


REGALI ED EXTRA

Naked Mole Rat Saves the World di Karen Rivers [ebook]
Only Mostly Devastated di Sophie Gonzales [ebook]


SERIE TV

STO SEGUENDO:

  • Chicago Fire - stagione 6 [21/23]
  • Suits - stagione 9 [6/10]
  • The Blacklist - stagione 5 [17/22]

HO INIZIATO:

  • How To Get Away With Murder - stagione 4 [12/15]
  • Station 19 - stagione 1 [7/10]

HO TERMINATO:

  • Bull - stagione 3
  • Chicago Med - stagione 3
  • Chicago P.D. - stagione 5
  • Elementary - stagione 7 [ultima]

TIME WASTED:

  • THEN: 1 year, 9 months, 29 days, 23 hours, 27 minutes
  • NOW: 1 year, 10 months, 3 days, 27 minutes

Elementary è finito da pochissimo, ma già mi manca tantissimo - e più che altro mi mancheranno tutte le smorfie e l'interpretazione di Jonny Lee Miller. 


FILM

  • Macbeth [DVD]

Avrei anche voluto vedere Il Re Leone al cinema, ma non l'ho fatto perché abbiamo delle preoccupazioni per un parente in ospedale e poi perché volevo risparmiare al pubblico la visione di me che piango disperata tutte le mie lacrime. Perciò il film è rimandato a quando sarà disponibile nella privacy di casa mia. 


MUSICA


I primi a far uscire un nuovo singolo sono stati gli You Me At Six e sarò sincera: al primo ascolto non mi ha fatto un'impressione positiva. Poi ci ho riprovato - perché mi sono ricordata del trauma che era stata Bad Vibrations degli A Day To Remember all'epoca - e alla fine What's It Like ha fatto presa. Certo, non è una delle mie preferite della band, ma non è nemmeno una canzone che eviterei. Però poi mi sono riascoltata i primi due album - Take Off Your Colours del 2008 e Hold Me Down del 2010 - e quelli sono fondamentalmente i due album del mio cuore della band perché quelle canzoni le amo tutte. E come è stato con Martin Johnson, quando dai The Night Game sono tornata ad ascoltare i Boys Like Girls, anche con gli You Me At Six mi sono accorta - tornando a ritroso - come anche la voce di Josh Franceschi sia cambiata negli anni. Perché un conto è quando ascolti progressivamente le band della tua vita e cresci con loro, un conto è quando poi fai un viaggio indietro nel tempo tornando improvvisamente alle origini e realizzi quanto eravate tutti molto più giovani. Oltrettutto forse all'epoca Josh cercava anche di mascherare il suo accento inglese perché ora è invece molto più marcato. 

Gli A Day To Remember li ho nominati prima parlando degli You Me At Six e anche loro hanno pubblicato un nuovo singolo, Degenerates. E... non mi piace per niente la piega pop che hanno preso. Lo so, direte voi: non sei mai contenta. Fanno canzoni interamente screamo e non va bene, vanno su note più leggere e orecchiabili e non va bene. Non sono contro l'evoluzione di una band - Martin è cambiato tanto da quando c'erano i Boys Like Girls, Ryan Key ha un sound diverso da quando gli Yellowcard si sono sciolti e ha intrapreso la carriera solista, gli You Me At Six sono cambiati anche loro rispetto ai primi album, ma nel caso degli A Day To Remember che da band screamo-hardcore iniziano ad accarezzare il pop... no, per favore, Jeremy non farmi questo. Ma comunque aspetterò di sentire il nuovo materiale prima di esprimere un giudizio. 

E arriviamo agli Angels & Airwaves con Rebel Girl. La canzone era già uscita da tempo, ma è arrivata alla mia attenzione solo grazie al video ufficiale. Ero una fan del Blink-182, ma quando si sono sciolti diciamo che sono sempre stata un po' più dalla "parte" di Mark Hoppus e Travis Barker che quella di Tom DeLonge - avevo affrontato persino una giornata nevosa per andare in città a comprare il CD dei +44, When Your Heart Stops Beating. Forse ho sempre avuto una preferenza per la voce di Mark ed ero fissata con la Atticus, la marca di abbigliamento da lui creata - e l'icona del mio nickname viene proprio da una maglietta della Atticus che ancora possiedo anche se non indosso più. Però non mi dispiaceva neanche il nuovo genere che Tom DeLonge si era messo a cantare con We Don't Need to Whisper e l'album I, Empire del 2007 è per me una meraviglia. Solo che ogni volta mi dimentico quanto anche la sua voce mi piaccia finché non la riascolto in quell'album e ritrovare il modo in cui pronuncia alcune parole in Rebel Girl mi ha fatto venire la pelle d'oca. 


WHAT'S NEXT?

Libri: ho troppe cose da leggere e non so a cosa dare la priorità tra NetGalley, Storytel, un libro per il blogtour della Algonquin e due omaggi da parte di un autore - senza parlare dei cartacei sul mio comodino e la trilogia di Nevernight di Jay Kristoff che voglio. 
A I U T O. 

Serie TV: è settembre e quindi sta per ricominciare il mondo. Vorrei pure vedere la quarta stagione di Fear The Walking Dead su Amazon Prime Video visto che la Vodafone mi ha regalato 30 giga e restano solo quattro episodi prima della fine definitiva di Suits

Film: ovviamente IT - Capitolo Due.

Musica: gli Our Last Night hanno detto di aver appena finito di girare il video di nuova cover e sono curiosa di sapere che canzone sarà. Per il resto, a meno che non ci siano sorprese, non ci sono novità musicali all'orizzonte. 

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Questo è stato il mio mese di agosto - corredato dai miei immancabili monologhi quando si tratta di musica. Venite un po' nei commenti a scrivermi come sono state le vostre vacanze visto che io manco so cosa siano e fatemi un po' morire d'invidia raccontandomi dei vostri ultimi 31 giorni - oppure lasciatemi il link del vostro post - e intanto vi do appuntamento a domani con una nuova recensione!

venerdì 30 agosto 2019

[Recensione] "The Grey Sisters" di Jo Treggiari

Sono veramente stanchissima, ma per fortuna la settimana è praticamente agli sgoccioli - così come agosto e chissà che questa umidità si levi di dosso visto che mi sembra di sentirmi 40° bollenti che mi alitano sul collo. 

Ma prima dei saluti a questo mese e prima del recap che arriverà domenica, la parola passa alla recensione di un libro che esce a fine settembre e che io ho letto in anteprima grazie a NetGalley.


Titolo: The Grey Sisters
Autrice: Jo Treggiari
Data di uscita: 24 settembre 2010
Pagine: 288 (Kindle Edition)
Editore: Penguin Teen
Link Amazon: https://amzn.to/31mi9Mr

Trama [tradotta da me]: Due anni dopo un incidente aereo mortale, le migliori amiche D e Spider si dirigono sulle montagne per affrontare il loro dolore.

D e Spider sono sempre state molto amiche e sono ulteriormente legate dal loro dolore condiviso: entrambe hanno perso dei fratelli in un orribile incidente aereo due anni prima. L'avvistamento casuale di un amato giocattolo nella fotografia dell'unica sopravvissuta, spinge D a cercare finalmente il momento di dire addio. Lei, Spider e la loro amica Min partono per un viaggio sulle montagne al sito di quel terribile schianto.

Ariel ha vissuto sulle montagne per tutta la vita. Lei e la sua famiglia allargata sono sempre stati guardati dall'alto in basso dagli abitanti della cittadina vicina e lei ha imparato vivere arrangiandosi, fidandosi di poche persone al di fuori della sua comunità isolata di survivalisti. Un terrificante attacco la spinge giù dalla montagna per chiedere aiuto e lungo la strada incontra tre ragazze -- un incontro casuale che avrà enormi conseguenze per tutte loro.


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Dicevano che questo romanzo è l'ideale per chi ha amato Sadie di Courtney Summers - diciamo che per me la Summers è inarrivabile, ma questo libro mi è comunque piaciuto. 

È doveroso che però sappiate una cosa perché è mio dovere avvisare quando ci sono dei trigger warnings: in questo libro è presente crudeltà sugli animali. 
Ora, io ho stomaco per molte cose ma per questa no e in un paio di punti ho dovuto mettere un attimo in pausa la lettura e andare a vedere con i miei occhi Alaska e Cocco belli tranquilli, coccolati e viziati. 


La storia si apre con Kat e Jonathan all'inizio del secondo anno di scuola, su un aereo che li sta portando in gita. I loro fratelli non ci sono perché a casa ammalati: le gemelle Kat e D sono amiche da una vita con Spider (il cui vero nome verrà rivelato in seguito e verrà anche spiegato il motivo del suo soprannome) e Jonathan, suo fratello, fa parte del pacchetto - anche se più piccolo perché è così intelligente da aver saltato un grado scolatisco ed essere al loro stesso anno. 

Ma poi qualcosa va storto e nonostante le rassicurazioni del pilota, Jonathan capisce che l'aereo sta precipitando - lui cerca di restare lucido e analitico, ma Kat riesce solo a pensare a sua sorella D e se lei sta percependo che qualcosa non va. E pensa alla sua migliore amica Spider, con cui forse poteva nascere qualcosa di più. 

E poi è il buio. 

Quasi due anni dopo, l'unica sopravvissuta - l'assistente di volo - si risveglia dal coma e in una foto sul giornale D riconosce la scimmietta di pezza che lei aveva messo nella valigia di Kat e che qualcuno aveva evidentemente trovato e posato accanto ad Annie per darle conforto durante il coma.

D capisce che l'unico modo per riuscire ad andare avanti non è visitare due tombe vuote al cimitero, ma vedere con i propri occhi il luogo in cui sua sorella è morta. Ad accompagnarla una Spider abbastanza recalcitrante che tende a distrarsi con altre ragazze per cercare di dimenticare quello che poteva avere con Kat e Min, ragazza sempre previdente e gentile e sorridente, ma con una forza incredibile in un fisico tanto minuto. 

Parallelamente conosciamo Ariel e la sua "famiglia" - non tutti sono legati dal sangue, ma tutti condividono gli ideali di Avalon e seguono le regole di Big Daddy: loro sono gli eletti, loro vivono sotto le montagne - le Grey Sisters - che danno loro tutto ciò di cui hanno bisogno. Niente di più, niente di meno. Gli stranieri che vengono dalle città sono un pericolo perché possono corrompere le loro anime e c'è una guerra all'orizzonte e loro devono essere pronti e armati. 

Ecco perché Ariel e le sue sorelle - i bravi soldati di Big Daddy - stanno per andare in missione sulla montagna: è un test, una prova per dimostrare che sono degne della loro posizione. Attraverso Ariel conosciamo la vita di Avalon: campano di quello che riescono a coltivare e le donne hanno solo due funzioni, ovvero procreare o diventare soldati e chi si ribella viene chiuso in cella - o peggio. 
Quando però Aaron - l'unico ragazzo del loro gruppo per età e capacità - viene ferito cercando di proteggere Faith, Ariel sa che i rimedi di Nana Esme non saranno sufficienti e che è necessaria la medicina di città. Ma può Ariel disubbidire a Big Daddy?

E, miglio dopo miglio, le strade di tutti loro finiranno inevitabilmente per incrociarsi. 


Grazie al fatto che quella serie televisiva ha segnato la storia, per me è stato inevitabile pensare a Lost all'inizio della lettura durante la parte dell'incidente aereo. Chi è che ormai non pensa a Lost quando incappa in un incidente aereo su carta o altro formato?

The Grey Sisters è un romanzo che è stato assai creepy in diversi punti e a spaventare non sono neanche tanto i boschi di notte, quanto la vita descritta da Ariel ad Avalon. Ma quella è casa sua e lei crede in tutto quello che le è sempre stato insegnato e ovviamente io non ho detto di più per non fare spoiler, ma c'è molto di più all'interno del romanzo sul modo in cui le donne vengono trattate e fidatevi se vi dico che fa stare abbastanza male. 

Ariel è quella che si sente di più perché lei racconta in prima persona, mentre i punti di vista di D, Spider e Min sono raccontati in terza - ma anche loro riescono a farsi conoscere e ad entrare in contatto con il lettore, Min in particolar modo. 

Forse si può anche provare ad immaginare dove andrà a parare e che piega prenderà la storia e ammetto che se fossi stata più attenta forse mi sarei accorta di quei piccoli dettagli lasciati come indizi, ma ero talmente presa dalle atmosfere alla Non aprite quella porta con le classiche strade deserte in cui non passa un'anima quando hai la macchina in panne e uomini che fanno suonare ogni singolo campanello di allarme non appena li vedi e il timore costante di cosa potrebbero fare questi survivalisti per proteggere la loro casa da ciò che ritengono una minaccia (e qui il pensiero è andato ad alcuni episodi di Justified, Longmire e Cult), che proprio mi sono sfuggiti. Motivo per cui non ho visto i plot-twists arrivare e uno mi ha anche fatto venire una pelle d'oca alta così. 

Ha un ritmo di narrazione costante - certo, alcuni momenti sono pura descrizione senza che accada nulla, ma lo sapete che ai film horror piace che voi vi rilassiate per poi farvi saltare in aria sulla poltrona, vero? 
The Grey Sisters non è horror, ma di certo non ci va leggero con l'inquietudine e la possibilità che qualsiasi cosa sia dietro l'angolo. 

Dal finale mi sarei aspettata forse un po' di più, qualche altro capitolo e pensiero di alcuni personaggi - ho sentito la mancanza specialmente di quello di Ariel, che alla fine è forse quella che mi ha fatto più compassione di tutte. 

Detto questo, The Grey Sisters è un romanzo che mi ha intrattenuta e che ha un po' quelle vibes da film horror vietato ai minori in seconda serata con il bollino rosso - che quando eri adolescente erano il massimo in estate grazie ai loro brividi di terrore. 

mercoledì 28 agosto 2019

WWW.. Wednesday! #156

Ultimo appuntamento di agosto con il WWW Wednesday - e questa umidità atroce non passerà mai abbastanza in fretta. 

Mi sento un po' noiosa oggi perché non ho grandi introduzioni da fare - a parte che sono in fissa con una canzone da due giorni e non ascolto altro (quando posso) e che è probabile che verrà fuori un mini-papiro nella sezione musica del recap mensile. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho finito How It Ends di Catherine Lo, letto nel giro di due giorni perché la storia mi ha presa tantissimo - complice anche il fatto che mi è sembrato di guardarmi allo specchio per come ero tredici anni fa. Recensione - personalissima - QUI
Ho poi letto - e manco avrei saputo che era uscito se non fosse stato per la mia edicolante di fiducia - il quarto volume della serie manga su Sherlock che ricalca la serie televisiva, Scandalo a Belgravia - Parte 1.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Sono al 70% di The Grey Sisters di Jo Treggiari, eARC omaggio di NetGalley. Non credo di riuscire a finirlo oggi perché lavoro e poi stasera vedo le mie amiche, ma il mio giudizio è alquanto positivo - è creepy nelle atmosfere e ha avuto due plot-twist che proprio non mi aspettavo e uno mi ha pure fatto venire la pelle d'oca. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
Prima di rivolgermi ad un'altra eARC di NetGalley, è ora che mi dia da fare per sfruttare i mesi gratis di Storytel omaggio della Vodafone: perciò via con una cosuccia leggera come Alex, Approximately di Jenn Bennett, retelling YA di C'è Posta Per Te e poi torniamo di nuovo sul pesante con The Way I Used to Be di Amber Smith, visto che parla di stupro. 

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Io lo so che nel frattempo sta per uscire Nevernight di Jay Kristoff e sono presa pure io dall'hype - ci facevo un pensierino da tempo sulle edizioni in lingua inglese ma titubavo, poi sono arrivate le stratosferiche edizioni italiane della Oscar Vault e ciao proprio. Quindi anche se la comprerò in blocco - perché se a Federica sta piacendo, vuoi che poi non piaccia anche a me? - e per questo siano benedetti i punti Giunti grazie ai quali i primi due me li porto a casa gratis, con le eARC di NetGalley e Storytel gratis fino a metà novembre la trilogia dovrà aspettare un po'. Ergo, non fate spoiler. 
 
E niente, siete tornati tutti dalle vacanze? Cosa state leggendo di bello? 
Scrivetemelo nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e verrò a ricambiare la visita il prima possibile! 

Nel frattempo spero di portarvi la recensione di The Grey Sisters venerdì e sicuramente ci si vede domenica con il recap di agosto!