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mercoledì 24 marzo 2021

WWW.. Wednesday! #233

Come accade spesso ultimamente, sto crollando dal sonno mentre preparo questo post - e dire che fino a ieri prendevo ancora solo mezza pastiglia di miorilassanti, immagino che da stasera sarò KO venti minuti dopo averla presa.
 
Vi chiederei anche se avete novità, ma so benissimo che non mi rispondereste scrivendomi che siete di ritorno da qualche località esotica. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso This Is Where It Ends di Marieke Nijkamp che, dalle recensioni che avevo letto, mi aspettavo mi deludesse su tutta la linea e invece non è andata poi così male. O meglio, bene ma non benissimo - per la tematica che tratta ne ho letti di migliori. Recensione QUI
Infine ho letto 2AM Thoughts di Makenzie Campbell, una raccolta di pensieri e frasi un po' in poesia e un po' in prosa. Sempre della stessa autrice avevo amato di più la sua seconda opera - che però ho letto per prima - ma anche in questo caso non ho potuto esimermi dall'evidenziare il mondo; credo proprio che finirò per prendere questo e l'altro cartacei. Una recensione vera e propria non l'ho pubblicata perché vorrei fare un BRT, ma nel frattempo potete leggere quello che ne ho pensato QUI su Goodreads. 
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Mi mancano circa una sessantina di pagine... alla metà. Gente, so che sono abbastanza veloce, ma
Il Regno di Rame di S.A. Chakraborty ha 650 pagine - datemi tregua. Comunque mi sta piacendo tanto, i capitoli sono sempre lunghi ma sto trovando il tutto molto più scorrevole rispetto al primo, sono intrigata da tutti i sotterfugi e le manipolazioni e sebbene Dara continui ad avere il mio cuore, mai avrei pensato che mi sarei preoccupata così tanto per Alizayd. Ovviamente non aspettatevi una recensione venerdì. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Eh... mi sono "mangiata" dieci giorni del mese grazie al colpo di coda finale con Storytel, ma mi piacerebbe mantenere i fantomatici buoni propositi che avevo stilato a fine anno - quindi due eARC ci sono (anche se tecnicamente la seconda è attualmente in corso), ma manca un cartaceo all'appello. E io vorrei davvero riuscire ad infilare una cartaceo piccino picciò entro la fine di marzo - Il Regno di Rame permettendo, incrociate le dita. 
 
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Che dire? La narcolessia ha assunto del tutto un altro significato visto che i miei ritmi serali sono dettati da quella pastiglia - inoltre, adesso che ho terminato la visione delle serie DC, mi sono messa in testa di finirne altre che avevo in sospeso ora che ho il tempo e soprattutto la voglia. Tante sono serie di cui mi manca solo una stagione - che in chiaro non hanno mai trasmesso - e una l'ho anche quasi finita, mi mancano solo tre episodi.
Mi è anche saltato il pallino di rivoluzionare tutta la libreria - sarà una versione distorta delle pulizie di primavera? In realtà fa ancora un freddo cane, ma vabbè...
La primavera ha fatto venire voglia anche a voi di rivoluzionare qualcosa o iniziare qualche progetto? State invece vegetando sul divano? Combattete contro il sonno perché sentite che non è ancora ora di andare a dormire e avete ancora cosa da fare/guardare? 
Scrivetemi tutto qui sotto oppure linkatemi il vostro post - la procedura è sempre quella. 

venerdì 19 marzo 2021

[Recensione] "This Is Where It Ends" di Marieke Nijkamp

Concludiamo la settimana con la recensione di un libro che ho rimandato per molto tempo - per la precisione lo acquistai nell'aprile 2018 - perché molte recensioni lo demolivano. 

Nel frattempo dell'autrice ho letto lo scorso settembre Even If We Break e ho scoperto solo adesso che This Is Where It Ends è stato tradotto nel 2017 dalla Newton Compton con il titolo Un giorno tranquillo per uccidere - sempre sul pezzo io, eh.
 
 
Titolo: This Is Where It Ends
Autrice: Marieke Nijkamp
Data di uscita: 5 gennaio 2016
Pagine: 282 (copertina rigida)
Editore: Sourcebooks Fire
Link Amazon: https://amzn.to/3bVEAjY

Trama [tradotta da me]: Tutti hanno un motivo per temere il ragazzo con la pistola…

10.00: La preside di Opportunity, liceo dell'Alabama, finisce il suo discorso dando il benvenuto all'intero corpo studentesco ad un nuovo semestre e incoraggiando i ragazzi ad eccellere e a raggiungere i propri obiettivi.

10.02: Gli studenti si alzato per lasciare l'auditorium e andare in classe per la prossima lezione.

10.03: Le porte dell'auditorium non si aprono.

10.05: Qualcuno inizia a sparare.

In 54 minuti, quattro studenti devono affrontare le loro più grandi speranze e le loro più oscure paure mentre arrivano faccia a faccia con il ragazzo con la pistola. 

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TRIGGER WARNING: sparatoria scolastica, violenza, abuso domestico, stupro (passato e solo fatto intuire).


Non è la prima volta che mi cimento con un libro che parla di sparatorie a scuola - se non ho dimenticato niente, questa è la sesta volta.
Mi rendo anche conto che è un argomento delicato e molto difficile da trattare - soprattutto è difficile trattare una storia quando la si vuole narrare nel qui e ora.

Hate List di Jennifer Brown e Dear Charlie di N.D. Gomes parlano del dopo, pur raccontando o accennando momenti della sparatoria in se stessa. Close Your Eyes di Nicci Cloke e Violent Ends scritto da diciotto autori narrano un prima, un durante e un dopo. 
#NotReadyToDie di Cate Carlyle è stato finora l'unico che ho letto a narrare la storia durante una sparatoria, ma mi ha alquanto delusa. 

Con This Is Where It Ends non è andata poi così male come mi sarei aspettata dopo aver visto tante recensioni ad una sola stella su Goodreads, ma non è andata neanche così bene da dare lo stesso voto che ho dato ai libri letti in precedenza sull'argomento. 

 
Abbiamo quattro punti di vista che si alternano nell'arco dell'ora che serve a chi spara per cambiare per sempre le vite di tutti. 

Abbiamo Claire, che non ha partecipato all'assemblea in auditorium perché impegnata con gli allenamenti di corsa sul campo sportivo. Grande è il suo orrore quando sente gli spari sapendo il fratellino all'assemblea e ancora più grande è l'orrore quando si rende conto chi è colui che sta sparando. 

Abbiamo Autumn e Sylvia, chiuse nell'auditorium insieme agli altri studenti - fidanzate senza che nessuno lo sappia, legate personalmente al ragazzo con la pistola in modi diversi, tormentate da problemi famigliari con qualche segreto anche tra loro che fingono non esista. 

Abbiamo Tomás, fratello di Sylvia, rimasto fuori perché si è messo nei guai per uno scherzo ad un professore che l'ha mandato in presidenza e quale migliore occasione di curiosare nell'ufficio della preside mentre questa è impegnata nell'assemblea? Al rumore di spari lui e l'amico Fareed hanno poi l'occasione di fuggire e uscire dalla scuola, ma Tomás non ne vuole sapere di abbandonare la gemella senza provare a salvare lei e tutti gli altri aprendo le porte dall'esterno. 


Scrivere il romanzo perfetto sull'argomento è difficile, praticamente impossibile. 
E come scriveva Jennifer Brown nella sua nota d'autore, dare il punto di vista - dare una voce - a chi impugna l'arma è molto pericoloso perché suonerebbe quasi come una giustificazione per un atto così orribile. 

Ho amato Hate List in particolare perché attraverso Valerie avevamo anche la voce di Nick, avevamo i suoi pregi e i suoi difetti, e nessuno era un personaggio totalmente bianco o totalmente nero. Erano tutti di svariate sfumature di grigio, scritti in modo tale da portarti a pensare che saresti anche potuto essere tu da un lato o l'altro della barricata. 

This Is Where It Ends è stato comunque in grado di coinvolgermi e mi sono anche commossa alla fine, empatizzando specialmente con il dolore di un personaggio, ma ha anche tanto potenziale sprecato. 

Qui i personaggi sono tutti o bianchi o neri, non ci sono sfumature di grigio in mezzo. 
Claire, Autumn, Sylvia e Tomás risultano i buoni, le vittime - che poi vittime lo sono anche, alcune più di altri sotto diversi aspetti. 
E lo so che è brutto da dire, ma risultano "solo" quello. 
Tyler, il ragazzo che spara, risulta "solo" cattivo - vendicativo, chiaramente felice di fare del male, senza zone grigie che possano anche dare solo una parvenza del perché. 
Che poi è dove anche #NotReadyToDie ha fallito. 

Lo so che è come metterla in termini fin troppo semplicistici, ma di solito chi arriva a compiere un gesto del genere è perché è stato vittima dei bulli, si è sentito ignorato o poco amato e c'è stato qualcosa che poi l'ha fatto scattare. 
Tyler invece è un bullo fatto e finito, che gode nel fare e nel vedere fare del male agli altri, stupratore e probabilmente anche omofobo e razzista. Man mano che la storia va avanti arriviamo a scoprire qualcosa di lui e della sua vita, ed è innegabile che ci siano stati eventi che hanno lasciato un segno, ma non ci viene mai detto o mostrato cosa l'abbia fatto davvero cambiare - e la possibilità c'era perché ognuno dei personaggi è legato a Tyler in un modo o nell'altro. 

Claire è la sua ex-ragazza, che l'ha mollato quando si è accorta del suo comportamento nei confronti di Sylvia e non ha più riconosciuto come il ragazzo dolce di un tempo. 
Autumn è sua sorella e Tyler era l'unico su cui poteva fare affidamento per credere ancora nel suo sogno di ballare dopo che la loro vita è stata distrutta da un incidente e che la proteggeva, mentre ora resta a guardare mentre il padre la picchia. 
Sylvia ha sofferto per mano sua in maniera tale che ha deciso di mantenere il silenzio, sia con la sua ragazza Autumn che con suo fratello Tomás. 
Tomás, che si era accorto che la sorella era terrorizzata dalla sua presenza, aveva cominciato a dargli addosso fino a quando Tyler non ha mollato la scuola. 

Tutti loro avevano l'opportunità di farci conoscere Tyler, dargli un po' di umanità - soprattutto Autumn e Claire - anche mentre assistevano all'orrore e cercavano di salvarsi la vita e invece la maggior parte dei loro punti di vista è legata al racconto di se stessi prima e ora e dei loro legami famigliari. 

So che il male puro e semplice può esistere, che a volte può anche non esistere un briciolo di umanità in qualcuno e sebbene mi abbia coinvolta in diversi punti, in altri non mi sono sentita coinvolta al punto di avere la sensazione di essere lì con loro - di sentire ansia, paura, terrore, speranza e perdita di essa. 
 
Libri su questo argomento sono difficili da scrivere, dare una voce a chi spara è pericoloso, situazioni come queste sono lontane dalla nostra cultura e dal nostro tipo di Stato e scuola. Eppure libri così dovrebbero darti la coscienza e il pensiero - instillare il dubbio - che potrebbe capitare anche a te, che potresti non essere solo la vittima ma eventualmente anche il carnefice. 

In tutti i libri che ho letto c'era sempre l'ambivalenza, c'era sempre la linea che sfumava tra vittima e carnefice perché noi non siamo né tutti bianchi né tutti neri - non siamo né completamente buoni e neanche completamente cattivi. 

Ci si concentra molto su altri aspetti della vita dei ragazzi e spesso questo li allontana dal qui e ora - e noi con loro di conseguenza. Ci viene negata una conoscenza più approfondita di Tyler, che risulta quasi macchiettistico nelle sue azioni e nelle sue frasi - la sparatoria quasi un capriccio quando sappiamo che di solito c'è molto altro dietro. 

Non l'ho trovata una pessima lettura come molti voti su Goodreads sembravano presagire - e nell'epilogo mi sono anche commossa - ma è anche vero che non l'ho apprezzato tanto quanto altri libri sull'argomento che ho letto. 
 

mercoledì 17 marzo 2021

WWW.. Wednesday! #232

Io lo so che dico sempre che il rosso è il mio colore preferito, ma se anche la mia regione non si adattava alle mie preferenze cromatiche io ero contenta lo stesso, eh.

Tutto questo per dire che mi mancano le mie amiche, mi manca una vita normale, probabilmente passerò anche quest'anno il mio compleanno in lockdown e il nuovo miorilassante che mi ha prescritto il reumatologo mi fa sbadigliare pesantemente un'ora dopo che ho preso mezza pastiglia - perciò, se ad un certo punto vedete frasi senza senso, sappiate che è la mia guancia sulla tastiera che è stata colta da un estro creativo.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho concluso Le belve di Manlio Castagna e Guido Sgardoli e, se avete letto il mio mezzo trattato sull'argomento, sapete che è andata bene ma non benissimo. A livello di storia c'è stato un crescendo promesso di orrore che per me non si è concretizzato a sufficienza, ma il mio problema principale con questo romanzo resta il narratore dell'audiolibro. Recensione QUI.
Ho poi divorato - come era stato nel caso del primo libro della serie - The Last Secret You'll Ever Keep di Laurie Faria Stolarz. Forse, per certi aspetti come la sensazione angosciante di claustrofobia, non è all'altezza di Jane Anonymous, ma questo companion - uscito ieri negli USA - porta con sé altre cose: la frustrazione di non essere creduti, il panico di non sapere di chi potersi fidare. Recensione QUI.
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Sono quasi a metà di This Is Where It Ends di Marieke Nijkamp, che ha come argomento una sparatoria scolastica. Tutti su Goodreads l'hanno odiato perché dicono che il tema è trattato malissimo - devo dire che finora non mi sta dispiacendo, ma non sono neanche troppo impressionata. È vero che è ancora presto per giudicare, ma ne ho letti di migliori e l'anno scorso ne ho letti anche di peggiori - vedremo. Ho sempre amato la cover, però. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Incredibile ma vero, mi darò un attimo alla poesia con 2AM Thoughts di Makenzie Campbell perché di questa autrice ho già letto e amato Nineteen - anche se in realtà 2AM Thoughts viene prima di Nineteen in termini di cronologia temporale di scrittura. 
Poi, siccome mia madre mi sta facendo i buchi nella schiena perché ha bisogno di parlarne per commentare varie cose, leggerò Il Regno di Rame di S.A. Chakraborty.
 
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Benissimo, sono riuscita a scrivere questo WWW senca crollare addormentata - anzi, passato il punto critico della crisi, poi il sonno mi è anche passato. 
Hello insomnia, my old friend...
Comunque ditemi voi se dormite, se siete in zona rossa o meno e come stanno procedendo le vostre letture - la procedura è sempre la solita!

mercoledì 30 settembre 2020

WWW.. Wednesday! #210

Che freddo, che gelo - ci congediamo così da settembre, non solo con l'ultimo WWW Wednesday del mese, ma anche da temperature che fino alla settimana scorsa sembravano quelle di agosto e nel giro di due giorni si sono trasformate in un'anteprima dell'infinito inverno che si profila all'orizzonte. 
 
Nel frattempo io speravo di avere grossi aggiornamenti da mostrarvi, invece i miei piani sono andati in fumo perché improvvisamente ieri sono dovuta andare in città e ci sono stata tutto il pomeriggio - rientrando poi solo all'ora di cena. 
 
Morale della favola? Non ho letto quasi nulla.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso l'ascolto di Even If We Break di Marieke Nijkamp e ammetto che il mezzo voto in più che gli ho dato è dovuto in gran parte all'atmosfera creepy che hanno saputo creare i narratori - roba da tenere sempre la luce accesa. Ha dei difetti, cose che ho immaginato e capito date un po' le circostanze e un po' l'espediente narrativo già letto altrove, ma ciò non toglie che abbia tanti lati positivi - primo tra tutti il "cast" di personaggi super-inclusivo. Recensione (chilometrica, lo so, perdonatemi) QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Come vi dicevo sopra, ieri sono andata avanti di pochissimo con Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini di Mackenzi Lee (e grazie Oscar Vault per la copia digitale in anteprima) - ma grazie ad Alaska che mi ha tenuta inchiodata alla poltrona lunedì sera, dormendomi addosso per ore, sono quasi arrivata a metà. È un libro leggero, quasi una commedia romantica con l'aggiunta di un'epoca storica diversa dalla nostra e della pirateria, e mi sta piacendo - Monty è un adorabile scemo. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
The End di Mats Strandberg è sempre in pole position (a differenza delle Ferrari, ma questa è una storia dolorosa a parte) e, prima di passare a leggere la storia della sorella di Monty e prima ancora di riprendere in mano Storytel, leggerò grazie a NetGalley Quiet No More di Nikki Barthelmess - sequel di The Quiet You Carry letto nel 2018. 

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Che dire prima di salutarvi? Intanto spero che da voi non ci sia il freddo glaciale e che, al contrario di me, siate riusciti ad andare avanti con la lettura - io personalmente mi sento una lumaca, anche se mi rendo perfettamente conto che il libro della Lee è davvero scorrevole e le pagine volano. 
Ditemi cosa state leggendo sotto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post - poi passo a rispondere e a ricambiare la visita, ma nel frattempo ho un recap mensile da preparare per domani!

venerdì 25 settembre 2020

[Recensione] "Even If We Break" di Marieke Nijkamp

Seriamente, qualcuno deve insegnarmi a scrivere delle recensioni più corte. 
Dov'è che sbaglio? 

Ah, se mi vedesse la mia professoressa di filosofia di terza liceo - diceva che ero troppo sintetica, che non ci mettevo abbastanza sentimento. 
E proprio adesso stavo per lanciarmi nel raccontare la storia - e quindi dilungarmi ulteriormente - quando mi sono ricordata che in realtà quella storia sta proprio alla base della mia rubrica BRT: Breve Riassunto della Trama

Ciao prof, guarda adesso quanto scrivo - certo, non su Socrate, ma tant'è...


Titolo: Even If We Break
Autrice: Marieke Nijkamp
Data di uscita: 15 settembre 2020
Durata: 7H 42Min (Storytel Edition)
Editore: Sourcebooks Fire
Link Amazon: https://amzn.to/2ZHHbaC

Trama [tradotta da me]: Dall'autrice
bestselling del New York Times Marieke Nijkamp arriva uno scioccante nuovo thriller su un gruppo di amici che va in una baita per vivere un'avventura con un gioco di ruolo… solo per ritrovarsi ad avere il gioco puntato contro di loro.

CINQUE amici vanno in una baita.
QUATTRO di loro stanno nascondendo un segreto.
TRE anni di storia in comune li legano.
DUE di loro sono condannati fin dall'inizio.
UNA persona vuole mettere fine a tutto questo.
NESSUNO È AL SICURO.

Per cinque amici questa doveva essere l'ultima "fuga" prima di prendere strade diverse, un'occasione per salutarsi e per dire addio anche al gioco a cui hanno giocato negli ultimi tre anni anni. Ma ognuno di loro ha i propri demoni e tutti stanno nascondendo dei segreti.

Finn non si fida di nessuno da quando è stato aggredito qualche mese prima. La ragazza popolare Liva l'ha visto accadere e non ha fatto nulla per fermare l'aggressione. Maddy è stata coinvolta in un incidente che ha distrutto la sua carriera sportiva. Carter sta affogando sotto il peso delle aspettative della sua famiglia. Ever vuole mantenere in vita il gioco fino a quando è possibile, a tutti i costi. Quando la linea tra gioco e realtà comincia a sfumare in conseguenze letali è una corsa contro il tempo prima che il gioco finisca - e questa volta per sempre. Sei pronto a giocare?

Perfetto per i lettori che amano: · libri mystery per ragazzi o horror young adult · storie LGBT con un gruppo di amici e intersezionalità · Karen McManus, Gretchen McNeil o Natasha Preston



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TRIGGER WARNING: transfobia, attacchi di panico, dipendenza da antidolorifici, violenza, tortura, morte. 


Inizia sempre con un omicidio. 

Questa è la regola nel gioco di ruolo creato da Ever il primo anno di liceo - un gioco di ruolo con un'ambientazione, dei personaggi, dei dadi che determinano le azioni di suddetti personaggi, dei puzzle da risolvere, degli indovinelli da decifrare. 
Un gioco di ruolo che unisce magia, mistero, avventura e sì, comincia sempre con un delitto - questo è Gonfalon. 

Inizialmente erano in sei: Ever, Finn, Carter, Maddy, Liva e Zac. 
Quando però la storia tra Liva e Zac finisce, termina anche la partecipazione al gioco di Zac - o forse non ne era mai stato appassionato tanto quanto gli altri. 

Anche per gli altri non è più lo stesso, nonostante Gonfalon resti il loro luogo sicuro - il posto in cui possono essere qualcun altro, il posto in cui possono avere poteri e qualità che nella vita reale non esistono o che non è sicuro mostrare al mondo intero. Ma dentro il mondo di Gonfalon si può - Gonfalon continua a restare ciò che li lega anche quando le loro relazioni di amicizia iniziano a sfaldarsi. 

Finn è un ragazzo trans disabile, costretto ad usare le stampelle a causa del dolore cronico - e come se non bastasse questo, è stato vittima di un pestaggio di stampo transfobico e Liva, testimone poco distante, non ha fatto nulla per impedirlo e non è intervenuta. Finn ora non si fida più di nessuno - soprattutto non si fida di quelli che si sono sempre proclamati suoi amici. 

Ever lotta da sempre contro la povertà, spesso privandosi di qualcosa pur di rendere felice la sorella con grandi problemi di ansia - in realtà vorrebbe rendere tutti felici e sistemare i loro problemi. Si identifica come non-binario, vuole che gli altri usino il pronome essi/loro quando gli parlano - Finn e Ever sono gli unici trans dichiarati a scuola. 

Carter vive sotto le pressioni e le aspettative costanti dei suoi genitori, che non fanno altro che spingerlo verso una vita che gli procuri ricchezza - e lui stesso vuole essere ricco ormai perché non regge più il constante confronto con Liva, specialmente da quando lavora per il padre di lei. 

Maddy è autistica, spesso non sa come prendere le sue emozioni e cosa farne, spesso sente di reagire sempre nel modo sbagliato e mai come gli altri ragazzi "normali" invece fanno - per questo passa molto tempo a studiare e a "leggere" il comportamento non-verbale di chi la circonda. Era una promessa del lacrosse, ma un incidente in macchina le ha lesionato un ginocchio e non solo - lasciandola quindi in balia del dolore cronico e di frequenti attacchi di panico dovuti non solo al trauma, ma anche al mondo in sé che per lei spesso è troppo rumoroso e caotico.

Liva è la più ricca tra loro, quella che nonostante la forte spinta paterna ad essere sempre seria e distaccata per seguire le orme del genitore nel ramo assicurativo è anche la più creativa: è Liva che disegna e realizza i loro costumi - sia quando sono solo tra di loro ad intraprendere una nuova avventura di Gonfalon, sia quando vanno ad una convention. Non manca però di essere spesso superficiale e incurante dei problemi e dei sentimenti degli altri, specialmente se non figurano tra i pochi eletti che lei chiama amici.

Hanno passato tre anni a giocare, ma i loro rapporti personali si sono lacerati. 
Ora stanno per separarsi - Finn, Liva e Carter stanno per diplomarsi e in autunno andranno al college, quindi hanno pensato che non c'è niente di meglio di un'ultima avventura tutti insieme per celebrare il gioco che hanno tanto amato e che ha dato loro un rifugio sicuro dalla realtà per tre anni. E anche se ora Finn e Liva non si guardano nemmeno in faccia, i personaggi da loro interpretati non hanno mai smesso di essere uniti - magari tramite loro, i ragazzi potranno recuperare un po' di quel legame perduto. 

Le cose però si dimostrano difficili fin da subito: la strada per arrivare alla baita che ospiterà l'ultima avventura di Gonfalon è impervia - ardua da percorrere per chi è in perfetta salute, figuriamoci per chi usa le stampelle e/o è affetto da dolore cronico. La tensione tra i ragazzi sale sempre di più e non si quieta arrivati alla baita - e in quanto Game Master, Ever ha deciso di unire Gonfalon ad una leggenda locale che mette i brividi.

I ragazzi iniziano a giocare mentre il sole tramonta e le ombre della notte si allungano. 
Tutti avvertono una strana sensazione, tutti nascondono un segreto, tutti stanno sulle spine - i loro legami sono spezzati, questo weekend romperà definitivamente il gioco e non sanno che di lì a poco un altro gioco, stavolta più crudele e con lo scopo di spezzarli uno ad uno, sta per cominciare. 

Poi le urla, rumori strani, musica che suona, biglietti inquietanti. 

Il gioco nato dalla fantasia di Ever inizia a sfumare lentamente nella realtà mentre i ragazzi si sentono osservati e il conto delle vite inizia a calare. 

L'alba non arriverà mai troppo presto. 


Even If We Break è un mystery thriller che sfocia abbastanza nell'horror: la baita solitaria in montagna, circondata da fauna selvatica e lontana dalla civiltà e anche un (bel) po' di sangue e capelli che si rizzano sulla nuca per la paura. 

Sicuramente il mio giudizio è anche influenzato dal fatto che l'ho ascoltato in audiolibro: se lo ascoltavo di sera dovevo per forza tenere le luci accese perché c'erano delle parti in cui rischiavo veramente di farmela sotto, in cui le voci dei narratori erano eccezionali nell'esprimere tutto l'orrore, l'angoscia e la tensione del momento. 

L'inizio è stato un po' difficile, non lo nego. Proprio perché non potevo "vedere" le parole, ho faticato a capire i termini del gioco di ruolo e, sempre perché lo stavo ascoltando, spesso non si capiva esattamente chi stesse parlando - ci sono narratori che pur interpretando il loro personaggio, quando nel loro punto di vista è un altro a parlare, alterano leggermente la voce per farlo capire mentre qui non è stato il caso. 

Ognuno dei ragazzi ha il suo punto di vista e i capitoli si alternano tra loro, facendoci fare la loro conoscenza piano piano - e ci sono flashback di episodi che ci forniscono il loro background ed esplorano la ragnatela complessa delle loro relazioni e delle loro vite, però non prendono interi capitoli come era stato per All Your Twisted Secrets, in cui spezzavano bruscamente il ritmo e la tensione. Il tutto è ben calibrato e dosato e il lettore riceve le informazioni quando è giusto che le abbia. 

Sono ragazzi fragili, incerti sul loro futuro e schiacciati ognuno da qualcosa: le aspettative della famiglia, i giudizi altrui, il dolore fisico ed emotivo, la mancanza di fiducia che sentono nei confronti degli altri e di quelli che più ritenevano amici. 
E hanno dei segreti che li stanno divorando da dentro, che potrebbero ucciderli prima ancora che ci riesca chi sta dando loro la caccia.

Maddy è quella che mi ha fatto più tenerezza, probabilmente la mia preferita: quasi sempre non riesce a rapportarsi con il mondo e con le persone, non le piace il contatto fisico e Carter è l'unico che riesce davvero a stabilire un rapporto con lei - l'unico a cui permette anche solo di toccarle le mani per calmarla quando il panico prende il sopravvento. Ma anche Finn e Ever mi sono piaciuti tanto - Finn poi dimostra sempre una forza incredibile nel reclamare chi sente di essere davvero a dispetto di quello che possono pensare gli altri e dell'etichetta che gli vogliono affibbiare.

La rappresentazione è davvero ben fatta e giusta - non si tratta del solito libro politically correct che prevede di spuntare la casellina per ogni diversità inserita, ma si sente che è personale per l'autrice e lo confermano anche le note finali e i ringraziamenti. Ogni personaggio è ben disegnato, ogni suo aspetto viene alla luce - specialmente nel caso dei tre che rimangono e che quindi acquistano più capitoli a loro nome. 

E sarò sincera: ho immaginato quasi subito chi ci fosse dietro a tutto - e ci ho anche preso alla fine. C'è stata qualche frase ben piazzata - che però è in mezzo ad un discorso generale e quindi può anche passare inosservata in mezzo al resto o passare addirittura per qualcos'altro - che mi ha messo la pulce nell'orecchio e, insomma, altri libri di altri nomi più "grossi" hanno già usato quell'espediente narrativo in passato quindi il sospetto mi era venuto alla luce di alcuni indizi. 

È un libro che parte lentamente, anche se le tensioni tra i ragazzi serpeggiano sottopelle - ma sono soprattutto alcune frasi di quella leggenda/storia di fantasmi e serial killer ripetute più volte, con cadenza quasi regolare, che iniziano poi a mettere inquietudine. 
Ci vuole però un quarto di libro prima che accada davvero qualcosa, ma quando poi si parte... beh, tenetevi forte. 

C'è da dire che il livello di tensione ne avrebbe giovato se le due morti - non è spoiler, è letteralmente scritto nella trama - non fossero state così ravvicinate e ci fosse stata un po' più di caccia al topo da parte del gatto nel mezzo. Che poi di caccia ce n'è, eh... la baita in sé sembra viva e ogni ombra sembra in grado di allungare una mano per afferrarti e trascinarti nel buio. I ragazzi rimasti devono ricorrere a tutto il loro istinto di sopravvivenza - scoprendo che forse non saranno in possesso della magia come in Gonfalon, ma perlomeno hanno acquisito un po' più di capacità di pensare fuori dagli schemi. Scoprendo che forse il gatto si aspetta un certo comportamento da parte loro, ma mescolando le carte forse il gatto può diventare esso stesso la preda. 

Il finale non è stato esattamente quello che mi sarei aspettata. 
Per quanto sia importante il modo in cui i ragazzi riscoprono i legami tra loro, parlano, si confidano, dicono la verità, ripetono quanto sia importante la terapia specialmente a fronte del dolore cronico fisico ed emotivo e della sua soppressione tramite oppiacei (e come mi è venuta in mente Mickey di Heroine ogni volta che si parlava di abuso di antidolorifici), avrei collocato queste parti altrove per dare spazio ad altro. 
Le motivazioni di chi sta dietro a tutto questo sono state poco chiare, quasi da villain dei cartoni animati - o forse sarebbe servita appunto qualche pagina in più. Diventa chiaro che il modo in cui il "gatto" è stato cresciuto ha influito notevolmente sulla sua psiche e sulla sua visione di come dovrebbe andare il mondo, ma resta comunque un po' di amaro in bocca per la risoluzione affrettata. E diciamoci la verità, io quasi mi aspettavo che non fosse finita davvero, che dietro la curva successiva del sentiero che scende dalla montagna ci fosse un'altra trappola ad aspettare i sopravvissuti - insomma, come in ogni film horror che si rispetti. Invece no, finisce in maniera aperta - nel senso che non sai quali saranno le conseguenze di tutto ciò per chi rimane. 

Quindi, tirando le somme di una recensione che doveva essere corta proprio per evitare spoiler, ma che è venuta lo stesso lunga un chilometro: approvata l'inclusione e la diversità dei personaggi, approvato il focus sull'amicizia e sui rapporti che li legano, approvata l'atmosfera estremamente creepy - tanto che dovevo tenere accesa la luce. 
È un peccato per il finale un po' affrettato, per l'assassino che si capisce quasi subito chi sia e per le motivazioni poco chiare - o meglio, per loro (e con "loro" intendo restare sul generico per non indicare in nessun modo l'assassino) sono chiare, ma io ero a metà tra lo sdegnato a fronte della sua personalità e il "ma ce la fai?" dei suoi ragionamenti. Insomma, ci sarebbe voluto più confronto tra le parti. 
Parte lentamente, ma poi per me tiene alto e costante il livello di tensione - e l'unica pecca è appunto l'ultima mezz'ora (che forse corrisponde agli ultimi tre capitoli, ora non ricordo) perché poteva essere sfruttata per continuare a tenere il lettore sul bordo della sedia invece di farlo assistere ad una seduta di terapia di gruppo. Che per carità, era necessaria, ma non esattamente in quel momento.

Insomma, se dovessi essere oggettiva sarebbe un tre stelle e mezzo, ma siccome l'ho ascoltato in audiolibro e mi sembrava di essere davvero intrappolata in quella baita con la sensazione claustrofobica di essere osservata - totalmente immersa e un tutt'uno con i protagonisti - a sentimento gli do quattro, perché quando il gioco si è fatto reale e la baita ha cominciato a "respirare" avevo i capelli dritti in testa. L'atmosfera e la suggestione create dall'audiolibro hanno davvero fatto la loro parte, però credo che potrebbero benissimo reggere il confronto anche se siete voi a leggere il libro con i vostri occhi.

mercoledì 23 settembre 2020

WWW.. Wednesday! #209

Pensavo che avrei avuto più aggiornamenti da mostrare - invece, per esempio, lunedì sono stata fuori casa tutto il pomeriggio, ieri onestamente non so dirvi cos'ho fatto e dove il tempo sia andato e anche questa mattina sono impegnata fuori casa. 
Ma per una di quelle cose poco piacevoli e da adulta che significano fare la fila in posta, ecco - nulla di così eccitante. Mi sa che da adolescente la vita da adulti me la vendevano come qualcosa di migliore - o forse ricordo male io.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso solo The Upside of Falling di Alex Light, uno young adult leggero e carino senza troppe pretese. È vero che è pieno di clichés, ma devo dire che i personaggi non mi hanno fatta innervosire e hanno tirato fuori una maturità e una capacità di comunicare tra loro inaspettate, che normalmente non trovo in questi libri. Recensione QUI.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Per la questione di cui sopra, sono solo a tre ore di ascolto di Even If We Break di Marieke Nijkamp. Ammetto che all'inizio volevo quasi mollare l'audiolibro e passare all'ebook non solo perché le voci dei narratori spesso si "mangiano" le parole, ma anche perché i personaggi giocano ad un gioco di ruolo alla stregua di Dungeons & Dragons e senza effettivamente "vedere" i termini tecnici del gioco o i vari nomi del gioco in sé, dei suoi luoghi e dei vari alter-ego, inizialmente ho fatto fatica prima riuscire a capire e a imparare a separare la realtà dalla fantasia. Insomma, dopo un inizio difficoltoso che ha minacciato di mandarmi in blocco, le cose iniziano a farsi adesso spaventose - e siccome sono una fifona anche se mi faccio sempre attirare da questi mystery thriller, per la piega che sta prendendo e per come si è concluso l'ultimo capitolo che ho ascoltato ieri sera direi che basta ascoltarlo di notte. No, no, no - a big NOPE.
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
Sentivate la mancanza dell'italiano, vero? Beh, ringraziate santa Oscar Vault - sia per la copia digitale di Guida ai Vizi e alle Virtù per Giovani Gentiluomini di Mackenzi Lee, sia per avermi finalmente fatta smuovere dalla mia pigrizia e aver spolverato un libro che stava nella mia wishlist di Amazon probabilmente dal 2017. Non che non lo volessi leggere in inglese - perché se stava nella mia wishlist dalla sua uscita un motivo c'era. È solo che... avete presente quando poi altri libri finiscono per avere la precedenza e voi vi dite "dai, allora sarà il prossimo" e poi finisce come nella famosa frase del mio sempre Re Aragorn de Il Signore degli Anelli "ma non è questo il giorno"? Ecco, la storia è stata un po' così - quando dico che sono una procrastinatrice seriale non lo dico mica tanto per dire. 
Quindi è così che The End di Mats Strandberg finisce per slittare di una posizione - ma solo di una eh, giuro che questo non aspetterà tre anni per essere letto.  

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Bene, la parola spetta a voi ora: ci sono libri che avete rimandato di anni o che state tuttora rimandando? Non necessariamente perché non vogliate leggerli, ma solo perché improvvisamente eravate più interessati ad altro oppure altri romanzi salivano di priorità per un motivo o per l'altro... ditemi voi. 
Scrivetemi tutto nei commenti o lasciatemi il link del vostro post e nel frattempo pensatemi anche durante la mia quest in posta - appena possibile passo a rispondere/ricambiare la visita!

mercoledì 16 settembre 2020

WWW.. Wednesday! #208

Oh, wow... è già ora di un altro WWW Wednesday, quando nel frattempo mi ero dimenticata che la settimana scorsa avevo ancora il libro della Falkoff in ascolto e quindi ero convinta che questo nuovo appuntamento sarebbe stato scarso - e invece no, SPOILER: i libri finiti sono due. 

Nel frattempo sono sempre dentro il tunnel di Hamilton - abbiate pietà di me, ma soprattutto abbiate pietà di mia madre che mi osserva e mi ascolta passare da una stanza all'altra della casa cantando tutto il giorno.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
La settimana scorsa avevo in ascolto Pushing Perfect di Michelle Falkoff - in generale non è stato nulla di indimenticabile, ma dall'altra parye è stato un libro cha ha aperto il cosiddetto "can of worms" e mi ha fatta andare a ripescare nel torbido dei miei anni scolastici. Recensione QUI.
Ho concluso poi ieri sera Girl, Unframed di Deb Caletti, un libro dalle tematiche davvero importanti e che forse poteva osare un po' di più - ma già così fa il suo lavoro e trasmette il messaggio. Ho anche già scritto la recensione e ve lo giuro, io ci provo a scriverle corte, ma è venuto un mezzo papiro perciò domani vi consiglio di procurarvi da bere e da mangiare prima di mettervi a leggerla. Sì, andrà online già domani e non venerdì - questo perché venerdì, essendo metà mese, è il giorno dedicato al Singing the Book



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Capite bene che avendo finito il libro della Caletti ieri sera, adesso sto mentendo spudoratamente e non sto davvero leggendo The Upside of Falling di Alex Light. Nel pomeriggio ho un impegno, ma conto comunque di riuscire ad iniziarlo oggi. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
In realtà avrei libri più vecchi salvati nella libreria di Storytel, ma Even If We Break di Marieke Nijkamp è uscito ieri e visto che me l'avevano rifiutato su NetGalley e sono nel mood di mystery thriller, credo proprio che opterò per questo. 
E a proposito di NetGalley... mi farebbe gola continuare con Storytel, ma penso mi prenderò una breve pausa perché sono rimasta indietro con parecchi libri. Due di loro però faccio ancora in tempo a leggerli in anteprima prima della loro uscita il mese prossimo, quindi comincerò con The End di Mats Strandberg - che è un po' fuori dalla mia comfort-zone perché ha vibes sci-fi e scenario apocalittico, ma ehi, mi citano Sadie di Courtney Summers nella trama... posso forse dire di no?

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Ammetto che forse avrei potuto aspettare per il libro della Nijkamp - la cover mi mette seriamente i brividi e forse vicino ad Halloween sarebbe stato ancora più atmosferico visto che adesso fa ancora caldo, but who cares
Voi che mi dite? Passate con scioltezza da un genere all'altro - dai temi pesanti al romanticismo per poi passare a thriller e fantascienza - oppure restate sempre su quello stesso genere? Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e appena possibile risponderò e ricambierò la visita!