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mercoledì 17 marzo 2021

WWW.. Wednesday! #232

Io lo so che dico sempre che il rosso è il mio colore preferito, ma se anche la mia regione non si adattava alle mie preferenze cromatiche io ero contenta lo stesso, eh.

Tutto questo per dire che mi mancano le mie amiche, mi manca una vita normale, probabilmente passerò anche quest'anno il mio compleanno in lockdown e il nuovo miorilassante che mi ha prescritto il reumatologo mi fa sbadigliare pesantemente un'ora dopo che ho preso mezza pastiglia - perciò, se ad un certo punto vedete frasi senza senso, sappiate che è la mia guancia sulla tastiera che è stata colta da un estro creativo.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho concluso Le belve di Manlio Castagna e Guido Sgardoli e, se avete letto il mio mezzo trattato sull'argomento, sapete che è andata bene ma non benissimo. A livello di storia c'è stato un crescendo promesso di orrore che per me non si è concretizzato a sufficienza, ma il mio problema principale con questo romanzo resta il narratore dell'audiolibro. Recensione QUI.
Ho poi divorato - come era stato nel caso del primo libro della serie - The Last Secret You'll Ever Keep di Laurie Faria Stolarz. Forse, per certi aspetti come la sensazione angosciante di claustrofobia, non è all'altezza di Jane Anonymous, ma questo companion - uscito ieri negli USA - porta con sé altre cose: la frustrazione di non essere creduti, il panico di non sapere di chi potersi fidare. Recensione QUI.
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Sono quasi a metà di This Is Where It Ends di Marieke Nijkamp, che ha come argomento una sparatoria scolastica. Tutti su Goodreads l'hanno odiato perché dicono che il tema è trattato malissimo - devo dire che finora non mi sta dispiacendo, ma non sono neanche troppo impressionata. È vero che è ancora presto per giudicare, ma ne ho letti di migliori e l'anno scorso ne ho letti anche di peggiori - vedremo. Ho sempre amato la cover, però. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Incredibile ma vero, mi darò un attimo alla poesia con 2AM Thoughts di Makenzie Campbell perché di questa autrice ho già letto e amato Nineteen - anche se in realtà 2AM Thoughts viene prima di Nineteen in termini di cronologia temporale di scrittura. 
Poi, siccome mia madre mi sta facendo i buchi nella schiena perché ha bisogno di parlarne per commentare varie cose, leggerò Il Regno di Rame di S.A. Chakraborty.
 
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Benissimo, sono riuscita a scrivere questo WWW senca crollare addormentata - anzi, passato il punto critico della crisi, poi il sonno mi è anche passato. 
Hello insomnia, my old friend...
Comunque ditemi voi se dormite, se siete in zona rossa o meno e come stanno procedendo le vostre letture - la procedura è sempre la solita!

sabato 13 marzo 2021

[Recensione] "Le belve" di Manlio Castagna e Guido Sgardoli

Questo libro ricordo di averlo visto l'anno scorso su vari blog all'epoca della sua uscita. Ovviamente uno penserebbe che dato il gatto in copertina mi ci sarei fiondata subito sopra, ma sappiamo tutti che tendo a leggere più in inglese che in italiano - e forse è anche un mio limite sotto certi aspetti. 

Il punto è che di questo libro non avevo neanche letto la trama fino a quando non mi è capitato sott'occhio sul catalogo di Storytel tra le storie (abbastanza) brevi; incuriosita, ho letto la trama e un dettaglio mi ha convinta a metterlo in lista. 

Il dettaglio? 

La storia di svolge a Tresigallo, provincia di Ferrara - ovvero a circa una trentina di chilometri da dove vivo io.
 
 
Titolo: Le belve
Autori: Manlio Castagna e Guido Sgardoli
Data di uscita: 12 maggio 2020
Durata: 5H 48Min (Storytel Edition)
Editore: Piemme
Link Amazon: https://amzn.to/303ybwc

Trama: Ci sono luoghi che diventano malvagi perché malvagie sono state le persone che ci hanno vissuto...
In una sonnolenta provincia italiana. Tre banditi senza un piano. Ventuno ostaggi senza scampo. Ventiquattro ore di orrore puro. Questa è la storia di Lince, Poiana e Rospo, tre criminali dilettanti che fuggono da una rapina andata male. Di una classe di liceali di Ferrara sequestrati durante una gita in un ex ospedale abbandonato. Dell'ex sanatorio Boeri, che nasconde strati di storie maledette, sepolte nei suoi muri fatiscenti e nelle sue viscere oscure. Di una ragazza con un potere extrasensoriale che le permette di percepire il Male. Di un paese di provincia, Tresigallo, sospeso in una terra nebbiosa e silenziosa, e dei fatti occulti che brulicano sotto la sua superficie all'apparenza pacifica. Di animali e di uomini che certi fantasmi della mente e la ferocia dei loro aguzzini trasformano in belve.

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CONTENT WARNING: horror, sovrannaturale, sangue, altre cose di natura impressionante se siete deboli di stomaco. 


Credo che questa sarà una recensione un po' anticonvenzionale e vi chiedo anche già scusa in anticipo per la sua lunghezza e il (semi) trattato finale. 

 
La storia ha inizio nel 1976, quando assistiamo a qualcosa che non siamo certi sia allucinazione oppure realtà.
Ma la vera storia ha inizio ai giorni nostri, in quel 2020 che - se vogliamo - è stato un po' maledetto sotto tutti i punti di vista. 

Una classe di liceali di Ferrara si sposta dalla città verso la campagna in una nebbiosa mattinata. Meta, l'ex-sanatorio Boeri a Tresigallo. 
Quella che doveva essere una noiosa gita scolastica prende presto una brutta piega, sin dal momento in cui Giulia - la nostra protagonista - scende dal pullman e avverte una brutta sensazione. E non è solo il posto in sé a dare i brividi, ma soprattutto ciò che si nasconde al suo interno annidato nel buio - fisico e non tanto fisico, ma comunque vivo
Presi in ostaggio da tre malviventi reduci da una rapina finita male, le cose si complicano quando sembra non esserci una via d'uscita non solo dal Boeri, ma anche da ciò che Giulia avverte chiaramente hanno disturbato con la loro presenza e che ora si sta risvegliando nell'oscurità: una crudeltà tanto malvagia capace di trasformare le creature in belve. 


Dunque, premesso che io sono del luogo - sono nata a Ferrara, ma vivo al mare in provincia - mi sento di poter entrare più nel personale su certi aspetti rispetto a tutti quelli che l'hanno recensito su Goodreads e sui blog. 

Innanzitutto i miei complimenti a questi due autori: nessuno di loro è originario di qui, ma hanno azzeccato bene Via del Mare - che è quella che collega tutti i paesini da qui a Ferrara se uno non vuole prendere la superstrada - e molti cognomi che si sentono da queste parti, oltre ad alcune parole in dialetto e ad una particolare espressione del nostro parlato che affronterò dopo più sotto. 
Gli perdoniamo la licenza poetica del Liceo Galilei che non esiste - ma apprezziamo il riferimento a Parco Massari - e il fatto che nessuno in quinta superiore da queste parti fa gite "locali": finite le medie si va fuori regione e dal triennio in poi all'estero e per noi che stiamo nella "bassa", il massimo della gita locale consiste nell'andare in città a Palazzo dei Diamanti a vedere una mostra d'arte. 
 
Quindi chi è che andrebbe mai in gita in un ex-sanatorio?
Nessuno, però qui si fa - e si va - perché è in funzione della storia che vogliono narrare.

Ma ehi, questo non ha influito sul mio giudizio - la parte relativa all'audiolibro sì, ma la "località" è stata per me un punto a favore. Non ve l'aspettavate, eh? 

Il problema è stato che, secondo me, c'è un gran crescendo - fomentato soprattutto da Giulia che, con le sue capacità extrasensoriali ci annuncia sempre questa grande oscurità che si muove e si avvicina - che però non si rivela lo tsunami che mi sarei aspettata, ma al massimo un'onda un po' più forte del normale. 

È vero che i ragazzi vedono e affrontano cose terribili e spaventose - e anche un po' schifose - ma gente, vengo da quindici anni di Supernatural dove ne ho viste di ogni e ammetto che forse questa è la prima volta in cui mi avrebbe fatto più effetto leggere il libro invece di ascoltarlo. 
Ho ascoltato libri che non avevano molto di originale e in cui avevo già capito chi c'era dietro - un esempio è Even If We Break - ma che erano narrati in maniera così dinamica e coinvolgente che ci stavo annegando dentro. Qui?
Qui ne accadono di cose spaventose - gente, da un ex-sanatorio non mi aspetterei niente di meno, per non parlare di quello che viene dopo - ma la verità? Ad un certo punto mi stavo quasi annoiando perché sembrava di non andare da nessuna parte. Ve l'ho detto: un gran crescendo che per me, almeno ascoltandolo, sfuma nel nulla per tre quarti del libro. 
Mi ha fatto molto più effetto l'ultima parte, ma resto convinta che mi avrebbe spaventata di più se l'avessi letto invece che ascoltato - e di solito è il contrario, i narratori che sussurrano al mio orecchio riescono a farmi accapponare la pelle come era stato il caso con la bravissima Lauren Ezzo in This Is Not a Ghost Story.

Non mi sono affezionata a nessuno dei personaggi - in parte perché è abbastanza breve e in parte perché la protagonista di base è Giulia. A lei un po' mi sono affezionata e l'ho davvero apprezzata nel finale per la sua scelta, ma il capo dei banditi mi ha irritata oltre ogni misura tanto che speravo sempre si sparasse accidentalmente - il classico cattivo che urla e strepita sempre in preda alla rabbia facendosi venire una crisi isterica. 

Di base è una storia piacevole che intrattiene e comunque coinvolge grazie alla curiosità che suscita di scoprire il passato e le leggende maledette di questi luoghi, forse più adatta ad un pubblico abbastanza giovane - ed è in questi momenti che mi sento pesantemente fuori target - e che sono convinta avrei apprezzato di più se l'avessi letta con i miei occhi, ansiosa di girare la pagina per scoprire cosa sarebbe successo. 

Quindi i miei complimenti a questi due autori che, seppure non del luogo, hanno portato in scena alla perfezione tanti elementi ferraresi - peccato per la storia che non mi ha spaventata quanto avrei voluto (ma gente, ve l'ho detto, dopo quindici anni di Supernatural sono avvezza a certe cose) e per il fatto che si perde un po' nei dettagli che non vengono spiegati, come ad esempio una parte della storia del luogo sul quale è stato costruito sopra il Boeri e come tutti i pezzi poi vadano ad incastrarsi. 

Il problema fondamentale per me è stato l'audiolibro e soprattutto il suo narratore, di cui è - ahimè - arrivato il momento di parlare.

 
Premesso che Filippo Nigro non mi dispiace né come attore e neanche come voce narrante, qui purtroppo è entrato in gioco un po' di campanilismo ad influenzare il mio giudizio - perché forse non sempre saremo fieri di essere italiani, ma di certo siamo orgogliosi dei nostri modi di dire e dialetti di origine. 

Innanzitutto mi sembrava di ascoltare SKAM Italia, specialmente quando Filippo Nigro dava voce ai ragazzi - l'inflessione romana era qualcosa che non riusciva a venire mascherata. Inoltre, l'insegnante dei ragazzi ci viene presentato come siciliano e se inizialmente Filippo Nigro riesce a dargli accento e cadenza, questo dura solo nelle prime due battute e poi torniamo alla sua voce normale. 
In generale, a dispetto di quello che ho letto in una recensione su Goodreads, ho trovato la narrazione monocorde e tutti i personaggi - che fossero maschi o femmine, giovani o più vecchi - con la stessa voce, senza alcuna differenza che non fosse a volte una sfumatura particolare per indicarne l'umore corrente.

Ma la cosa che per me è stata un tasto dolente è stata una in particolare - alcune parole in dialetto suonavano precise, ma noi ferraresi abbiamo una parola che è iconica: maial
Che non va inteso come "maiale" nel senso letterale di animale, eh - quello si dice in un altro modo. Maial è il nostro intercalare, maial è la prima cosa che ti esce di bocca quando ti dicono qualcosa che ti fa restare scioccato o ti lascia incredulo, maial è il commento comune a quasi qualsiasi cosa. E se abbiamo le S e le Z sibilanti, noi abbiamo anche la L che è impossibile non sentire da quanto la calchiamo. Maial è qualcosa che dici con enfasi, qualcosa che è infuso di sentimento

Il modo in cui Filippo Nigro lo pronuncia manca di tutto questo - anzi, la prima volta che glielo si sente pronunciare sembra quasi che stia in realtà chiamando qualcuno per nome. Non so, mi sono immaginata questa persona che si sbraccia per richiamare l'attenzione di un'altra e, invece di chiamare il suo nome, chiama "maial" - l'inflessione di Nigro è quella.
La seconda volta va un po' meglio, ma manca sempre dell'enfasi necessaria - specialmente considerato che viene pronunciato davanti ad uno che è appena andato morto ammazzato. 

Con tutto il rispetto per Filippo Nigro, ma a leggere questo libro ci sarebbe voluto qualcuno di emiliano - un po' come Malvaldi è letto da un toscano. Ci sono cose tipicamente ferraresi in questo libro - pur non essendo stato scritto da autori di queste parti - che solo qualcuno che ha ben familiarità con gli usi e costumi del "maial" (tanto per fare un esempio) può capire tanto da rendergli giustizia. 

Maial non è qualcosa che pronunci sommessamente, non è qualcosa che pronunci come se stessi per chiamare qualcuno - maial è una parola che ha carattere, enfasi, sentimento, che esprime da sola in cinque lettere tutto ciò che stai provando in quel momento: dalla rabbia alla frustrazione, dall'incredulità allo shock, dalla noia all'esasperazione. 
 
Esempi vari di cose che capita di dire nella (quasi) quotidianità - almeno a me? 
 
Maial, ac do bal / ac du panit! - che due palle! (frustrazione, rabbia o noia)
Maial, non puoi capire il nervoso!
Maial, sa son stufa. - quanto sono stanca.
Maial, quant temp ag vol? - quanto tempo ci vuole?
Maial, cosa iet dre far? - ma che diamine stai facendo?
Maial, ag fadiga. - che fatica. 
Maial, ac furtuna / ac sfiga! - che fortuna / che sfortuna!
Persona A: Sai, ho visto C insieme a D...  Persona B: Maial, ma stai scherzando?!
Persona A: Che storia. Persona B: Maial, davvero.
 
Ovviamente non viene detto sempre, ma essendo ingranato nel modo di parlare è più facile dirlo senza neanche rendersene conto.

Siccome ho scritto un mezzo trattato, altri approfondimenti li trovate sulla pagina Wikipedia dedicata al dialetto ferrarese, in un articolo su Cosmopolitan - Cosmopolitan! - dove il primo punto è proprio dedicato alla parola in questione, altri fatti e curiosità ed esempi di dialetto quotidiano sulla pagina Facebook "Al Maial ad Frara" e, se mi perdonate la parodia del Signore degli Anelli e il tipico modo in cui aggiriamo la bestemmia vera e propria, al minuto corrente potete sentire una perfetta pronuncia di "maial" - aww, sentite la pura poesia di quella L finale! 

Insomma, un po' come dice questa immagine, il "maial" per un ferrarese è uno stile di vita e un modo di essere - lo dovete sentire pronunciato da uno del posto per capire.
 
 
 
E voi? Avete qualche modo di dire dei vostri luoghi o dei vostri dialetti di cui andate particolarmente "fieri" e che vi irriterebbe sentire storpiati da qualcuno che non sa pronunciarli correttamente o non li capisce appieno?

mercoledì 10 marzo 2021

WWW.. Wednesday! #231

Indovinate chi dovrà assumere altre 120 pastiglie di ferro? 
 
Indovinate chi ha lanciato venti imprecazioni quando la vecchia mi è saltata davanti dal dottore sebbene toccasse a me? Sappiate che era più svelta di me e alla cosa che le servisse il bastone - specialmente quando dopo è uscita tronfia come un pavone - non ci credo minimamente.  

Meglio che non dica gli altri usi e costumi che avevo in mente per quel bastone.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

Ho finito il carinissimo Today Tonight Tomorrow di Rachel Lynn Solomon, che si è beccato cinque stelle. È stata una lettura che mi ha emozionata e fatta sorridere e non vedo l'ora di prendermelo cartaceo. Recensione QUI.
Ho ascoltato anche The Library of Lost Things di Laura Taylor Namey, molto carino pure lui sebbene ci siano state un paio di cose che per me non hanno funzionato nella protagonista. Recensione QUI.
Nella giornata di domenica, intervallato da un pisolino da coma post-cibo visto che era il compleanno di mio padre e ci siamo abbuffati, ho ascoltato Odore di chiuso di Marco Malvaldi - mia seconda esperienza con l'autore e molto positiva, soprattutto considerando il narratore toscano. La recensione va online domani. 
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Ultimo libro con Storytel prima della fine del periodo gratuito, sono a metà con Le belve di Manlio Castagna e Guido Sgardoli - libro che ricordo di aver visto in un sacco di blog l'anno scorso, ma che non avevo calcolato finché un dettaglio della trama non ha attirato la mia attenzione. E... ne parleremo. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Concluso Storytel, torniamo alle eARC su NetGalley - e The Last Secret You'll Ever Keep di Laurie Faria Stolarz è un mio desiderio che è stato esaudito e che non è direttamente un sequel di Jane Anonymous, letto a metà gennaio dell'anno scorso quando andava tutto bene, ma è più un companion. 
Poi si vedrà, cercherò finalmente di tornare in carreggiata con i miei buoni propositi quindi chissà che non tocchi ad un cartaceo.
 
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Fine di un altro WWW Wednesday e veramente, mi sembra di essere tornata indietro di un anno perché, proprio come nel 2020, non sto vedendo le mie amiche dal compleanno di una di loro - che tristezza. 
Ditemi a voi come sta andando indipendentemente dal colore della vostra regione, preparatevi per il Singing the Book di venerdì - che toh, devo ancora scrivere! - e soprattutto iniziate a prepararvi per la recensione del libro che sto leggendo, perché sarò anche solo a metà, ma c'era una postilla che andava assolutamente scritta e gente, la postilla è diventata un mezzo trattato. 
Nel frattempo raccontatemi le vostre letture - la procedura la sapete!