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mercoledì 31 marzo 2021

WWW.. Wednesday! #234

Mi sento divisa tra la voglia di fare mille cose e la voglia di non fare assolutamente nulla. Dite che è normale? Dite che è la primavera? 
 
Ma ci pensate che domenica è Pasqua e sembra non essere cambiato niente? 
Se penso che poi la settimana dopo è anche il mio compleanno... *alza gli occhi al cielo* 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ci ho messo poco più di una settimana per finire Il Regno di Rame di S.A. Chakraborty, ma ne è valsa la pena. Ho trovato questo secondo volume ancora più scorrevole del primo, i personaggi maturati, i vari intrighi capaci di tenere viva l'attenzione e ho soprattutto rivalutato un personaggio che nel primo libro mal tolleravo. Recensione QUI.
E siccome mi mancava ancora un cartaceo per mettere la spunta agli obiettivi mensili, mi sono buttata su due raccolte di poesie: Raising the Dead e Waking di Ron Rash. Sono molto americane, molto concentrate sulla sua Carolina del Nord e del Sud e la vita lì - nel passato risalendo fino alla Guerra Civile e arrivando anche in tempi abbastanza recenti come gli anni '90. Alcune non le ho capite davvero perché con la poesia io ci faccio a botte, ma altre hanno saputo toccarmi il cuore. Ve ne parlo meglio nell'appuntamento del BRT che andrà online venerdì.
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Concludiamo il mese con questo gioiellino di dolcezza: Heartstopper – Volume 3 di Alice Oseman - mi basterà oggi pomeriggio per riuscire a leggerlo.
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Mi è venuta voglia di tornare a Cherrywood Grove e quindi ho subito preso dalla libreria Death of a Bachelor di M.A. Hinkle. Qualsiasi scorcio ci possa essere di Gareth e Felix è ben più che gradito, anche se tecnicamente questo viene prima di Diamond Heart nella serie - ma si sa che io non faccio mai le cose nel verso giusto.
Leggerò poi Breath Like Water di Anna Jarzab, che mi aspetta su NetGalley ormai da quasi un anno e che avevo aggiunto perché per qualche motivo mi ha ricordato From Lukov with Love - lettura dalla quale ero reduce al tempo. 
 
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Fine dell'ultimo WWW di marzo che ho scritto con un occhio chiuso e l'altra mezzo aperto - caspita, questo miorilassante sì che fa da sonnifero. 
Comunque, nel caso ve lo siate persi, venerdì è andato online il recap dei miei danni librosi, domani c'è il recap del mese e vi ricordo che venerdì va online il BRT!
Per quanto riguarda il post di oggi, la procedura la sapete... ci sentiamo presto!

lunedì 29 marzo 2021

[Recensione] "Il Regno di Rame" di S. A. Chakraborty

Nuova settimana, nuova recensione - e ammetto che per un attimo me la sono vista brutta e pensavo che non sarei riuscita a postare. Perché il libro sarà anche scorrevole - anche di più del precedente - ma sono comunque 650 pagine, gente.
 
Grazie alla Oscar Vault, che è sempre generosa con le sue ARC digitali.
 
 
Titolo: Il Regno di Rame
Titolo originale: The Kingdom of Copper
Serie: The Daevabad Trilogy #2
Autrice: S. A. Chakraborty
Data di uscita: 2 marzo 2021
Data di uscita originale: 22 gennaio 2019
Pagine: 650 pagine (Kindle Edition)
Editore: Mondadori Oscar Vault
Link Amazon: https://amzn.to/3lv6Lt1

Trama: La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere.

Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù.

Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo.

Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.
 
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Cercherò di essere breve, sia per non spoilerare questo libro che per non spoilerare chi invece non ha nemmeno ancora letto La Città di Ottone

Il primo libro era finito con un cliffhanger nell'epilogo che poneva più domande di quante se ne avevano prima e teorie in attesa di essere verificate - ehi, che poi alla fine una cosa l'ho proprio teorizzata correttamente. 

Il Regno di Rame inizia poco dopo il momento in cui ci siamo lasciati con la fine della Città di Ottone, ma poi salta di cinque anni in avanti e vediamo come in questi cinque anni alcune cose siano cambiate e altre siano rimaste le stesse, come certe ferite di guerra siano guarite e altre siano ancora aperte - sanguinanti e mai cicatrizzate.

Nahri riversa tutta se stessa nel suo ruolo di guaritrice, cercando di assimilare quanto più possibile dalla sua mentore e divisa tra i doveri che le sono stati imposti per mantenere la pace tra la varie tribù e il desiderio di libertà per i suoi daeva, consapevole di non essere in grado di proteggerli senza pesanti conseguenze per tutti quanti. 

Daevabad è una polveriera pronta ad esplodere con tutti i suoi problemi politici, di disuguaglianza tra purosangue e sanguemisti e l'evidente disparità di ricchezza non solo tra le due categorie sopra citate, ma anche tra le diverse tribù - e pur essendo ambientata nell'Ottocento, tutto questo è decisamente attuale e applicabile ai giorni nostri. 
Tirannia, oppressione, sacrificio, privilegi - ognuno dice la sua sull'argomento, portando inevitabilmente a scontri tra le parti che potrebbero anche risultare fatali quando vengono a contrapporsi famiglia, lealtà, valori e ciò che è giusto fare.
Bei discorsi sull'unione del popolo che invece portano soltanto a divisioni più profonde.

Per tutto il libro l'autrice crea una tensione di intrighi politici, di corte e anche nelle strade di Daevabad che cresce e cresce fino ad arrivare all'azione finale in cui tutto esplode. Personalmente adoro i libri con gli intrighi politici, con l'arte del compromesso che inevitabilmente va a scontrarsi con l'impulsività di chi non riesce a stare zitto e fermo. 

Quello di Daevabad è un mondo complesso, in cui ogni personaggio che narra ha le sue ragioni e i suoi torti - in alcuni casi è difficile individuare chi sia il cattivo della situazione (a parte i malvagi assoluti e anche lì la cosa è comunque grigia) perché ognuno di loro offre un punto di vista peculiare a seconda della sua vita, dei suoi valori e delle sue credenze. 
Si resta comunque incantati di fronte alla sua magia, ai suoi usi e costumi, al cibo e ai suoi sapori, ai profumi e ai colori di ogni cosa, ai vestiti e alle tradizioni - e i riferimenti ai metalli della città non sono mai stati tanto importanti come in questo libro. 

I personaggi sono incredibilmente maturati - nel primo mal sopportavo Ali per quella sua rigidità sebbene avesse il cuore al posto giusto, mentre in questo mi sono ritrovata ad amarlo e a preoccuparmi per lui in ogni occasione. E l'altro personaggio che nel primo volume gli preferivo continua ad avere il mio cuoricino, ma accidenti se non prende una cantonata dietro l'altra in questo secondo libro - anche lui convinto di fare la cosa giusta, spezzato nell'anima e convinto di non essere nulla più di ciò che l'hanno fatto diventare. 
Nahri invece è diventata una giovane donna che ha dovuto imparare l'arte del compromesso, a chiedere cose piccole facendo un passo alla volta con la speranza di arrivare a qualcosa di più grande un giorno - nonostante questo, Nahri è comunque frustrata e stanca, intrappolata in quello che una volta era il palazzo della sua famiglia e ora costretta a chinare la testa di fronte ai Qathani, sempre più spesso nostalgica dell'Egitto e del Cairo che ancora identifica come la sua vera casa.

In questo secondo libro i personaggi secondari assumono più peso e ci sono anche delle new entries a cui è impossibile non affezionarsi. Ad alcuni ho voluto bene fin da subito, con altri ho avuto un rapporto altalenante per tutto il romanzo ma pure con loro, quando arriva il momento #mainagioia (e ce ne sono di momenti #mainagioia in questo libro), finisci inevitabilmente per restarci malissimo. 

Così come si rimane a bocca aperta per alcuni segreti di famiglia che vengono alla luce, per legami famigliari che prima erano ignorati o sconosciuti, per vendette che stanno aspettando da anni di essere compiute, per alcuni sprazzi di storia antica che finalmente emergono e per altri elementi che è ancora difficile incastrare insieme - come il coinvolgimento dei Marid in primis, all'alba dei tempi, e di come potrebbero essere stati coinvolti anche in tempi più recenti. No, perché intanto io mi sono fatta un'altra teoria.

Ovviamente l'epilogo è un'altra mazzata sui denti che ti lascia con più domande che risposte e non vedo l'ora di avere tra le mani il terzo volume conclusivo. 

mercoledì 24 marzo 2021

WWW.. Wednesday! #233

Come accade spesso ultimamente, sto crollando dal sonno mentre preparo questo post - e dire che fino a ieri prendevo ancora solo mezza pastiglia di miorilassanti, immagino che da stasera sarò KO venti minuti dopo averla presa.
 
Vi chiederei anche se avete novità, ma so benissimo che non mi rispondereste scrivendomi che siete di ritorno da qualche località esotica. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso This Is Where It Ends di Marieke Nijkamp che, dalle recensioni che avevo letto, mi aspettavo mi deludesse su tutta la linea e invece non è andata poi così male. O meglio, bene ma non benissimo - per la tematica che tratta ne ho letti di migliori. Recensione QUI
Infine ho letto 2AM Thoughts di Makenzie Campbell, una raccolta di pensieri e frasi un po' in poesia e un po' in prosa. Sempre della stessa autrice avevo amato di più la sua seconda opera - che però ho letto per prima - ma anche in questo caso non ho potuto esimermi dall'evidenziare il mondo; credo proprio che finirò per prendere questo e l'altro cartacei. Una recensione vera e propria non l'ho pubblicata perché vorrei fare un BRT, ma nel frattempo potete leggere quello che ne ho pensato QUI su Goodreads. 
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Mi mancano circa una sessantina di pagine... alla metà. Gente, so che sono abbastanza veloce, ma
Il Regno di Rame di S.A. Chakraborty ha 650 pagine - datemi tregua. Comunque mi sta piacendo tanto, i capitoli sono sempre lunghi ma sto trovando il tutto molto più scorrevole rispetto al primo, sono intrigata da tutti i sotterfugi e le manipolazioni e sebbene Dara continui ad avere il mio cuore, mai avrei pensato che mi sarei preoccupata così tanto per Alizayd. Ovviamente non aspettatevi una recensione venerdì. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Eh... mi sono "mangiata" dieci giorni del mese grazie al colpo di coda finale con Storytel, ma mi piacerebbe mantenere i fantomatici buoni propositi che avevo stilato a fine anno - quindi due eARC ci sono (anche se tecnicamente la seconda è attualmente in corso), ma manca un cartaceo all'appello. E io vorrei davvero riuscire ad infilare una cartaceo piccino picciò entro la fine di marzo - Il Regno di Rame permettendo, incrociate le dita. 
 
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Che dire? La narcolessia ha assunto del tutto un altro significato visto che i miei ritmi serali sono dettati da quella pastiglia - inoltre, adesso che ho terminato la visione delle serie DC, mi sono messa in testa di finirne altre che avevo in sospeso ora che ho il tempo e soprattutto la voglia. Tante sono serie di cui mi manca solo una stagione - che in chiaro non hanno mai trasmesso - e una l'ho anche quasi finita, mi mancano solo tre episodi.
Mi è anche saltato il pallino di rivoluzionare tutta la libreria - sarà una versione distorta delle pulizie di primavera? In realtà fa ancora un freddo cane, ma vabbè...
La primavera ha fatto venire voglia anche a voi di rivoluzionare qualcosa o iniziare qualche progetto? State invece vegetando sul divano? Combattete contro il sonno perché sentite che non è ancora ora di andare a dormire e avete ancora cosa da fare/guardare? 
Scrivetemi tutto qui sotto oppure linkatemi il vostro post - la procedura è sempre quella. 

lunedì 22 marzo 2021

What's on my bedside table? #89 | "Il Regno di Rame" di S.A. Chakraborty

Gente, io davvero non credevo, ma questi nuovi miorilassanti mi mettono KO nel giro di un'ora - roba che davvero la narcolessia è roba da ridere al confronto. 
 
In ogni caso, è iniziata una nuova settimana e vediamo di fare il punto della situazione. 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Il Regno di Rame" di S.A. Chakraborty
Secondo libro di una trilogia fantasy.


SONO A... 
Pagina 107. E considerando che il libro ne ha 650... non so, mi sento alquanto intimorita dalla mole. In ogni caso procede bene: i capitoli sono sempre lunghi una vita e mezzo - fate conto che, se non ricordo male perché non ho il tablet alla mano, dovrei aver appena finito il quarto capitolo - ma scorrono anche meglio che nel volume precedente. Ovviamente io sempre #TeamDara e soffro come i cani perché temo il peggio, però devo anche ammettere che Alizayd comincia a starmi più simpatico - vedremo, oltretutto il prossimo punto di vista è il suo.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
...è il sequel de La Città di Ottone, che mi era piaciuto tanto.

mercoledì 17 marzo 2021

WWW.. Wednesday! #232

Io lo so che dico sempre che il rosso è il mio colore preferito, ma se anche la mia regione non si adattava alle mie preferenze cromatiche io ero contenta lo stesso, eh.

Tutto questo per dire che mi mancano le mie amiche, mi manca una vita normale, probabilmente passerò anche quest'anno il mio compleanno in lockdown e il nuovo miorilassante che mi ha prescritto il reumatologo mi fa sbadigliare pesantemente un'ora dopo che ho preso mezza pastiglia - perciò, se ad un certo punto vedete frasi senza senso, sappiate che è la mia guancia sulla tastiera che è stata colta da un estro creativo.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho concluso Le belve di Manlio Castagna e Guido Sgardoli e, se avete letto il mio mezzo trattato sull'argomento, sapete che è andata bene ma non benissimo. A livello di storia c'è stato un crescendo promesso di orrore che per me non si è concretizzato a sufficienza, ma il mio problema principale con questo romanzo resta il narratore dell'audiolibro. Recensione QUI.
Ho poi divorato - come era stato nel caso del primo libro della serie - The Last Secret You'll Ever Keep di Laurie Faria Stolarz. Forse, per certi aspetti come la sensazione angosciante di claustrofobia, non è all'altezza di Jane Anonymous, ma questo companion - uscito ieri negli USA - porta con sé altre cose: la frustrazione di non essere creduti, il panico di non sapere di chi potersi fidare. Recensione QUI.
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Sono quasi a metà di This Is Where It Ends di Marieke Nijkamp, che ha come argomento una sparatoria scolastica. Tutti su Goodreads l'hanno odiato perché dicono che il tema è trattato malissimo - devo dire che finora non mi sta dispiacendo, ma non sono neanche troppo impressionata. È vero che è ancora presto per giudicare, ma ne ho letti di migliori e l'anno scorso ne ho letti anche di peggiori - vedremo. Ho sempre amato la cover, però. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Incredibile ma vero, mi darò un attimo alla poesia con 2AM Thoughts di Makenzie Campbell perché di questa autrice ho già letto e amato Nineteen - anche se in realtà 2AM Thoughts viene prima di Nineteen in termini di cronologia temporale di scrittura. 
Poi, siccome mia madre mi sta facendo i buchi nella schiena perché ha bisogno di parlarne per commentare varie cose, leggerò Il Regno di Rame di S.A. Chakraborty.
 
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Benissimo, sono riuscita a scrivere questo WWW senca crollare addormentata - anzi, passato il punto critico della crisi, poi il sonno mi è anche passato. 
Hello insomnia, my old friend...
Comunque ditemi voi se dormite, se siete in zona rossa o meno e come stanno procedendo le vostre letture - la procedura è sempre la solita!

mercoledì 17 giugno 2020

WWW.. Wednesday! #196

Dopo aver saltato l'appuntamento la settimana scorsa - ripiegando quindi su un No WWW, No Party per mancanza di aggiornamenti/cambiamenti nelle mie letture - torna sul blog la rubrica più amata di metà settimana che ci accomuna un po' tutti
 
Quello che invece mi accomuna meno a voi in questa rubrica è il fatto che solo uno dei cinque libri qui sotto sia in italiano perché tutto il resto è in inglese. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ci ho messo undici giorni, ma ne è valsa la pena perché La città di ottone di S. A. Chakraborty - uscito giusto ieri per Oscar Vault, sempre sia ringraziata per la copia digitale in anteprima - è proprio un bel mattoncino. Vi ho già detto di prendere appunti perché la storia - a livello temporale nel passato - è ancora lontana dall'essere ben chiara e il mistero continua ad avvolgere un certo personaggio (ma in realtà un po' tutti) perché niente è come sembra, ma io ve lo dico: lasciatevi catturare dalla magia. 
Recensione QUI
Ho poi letto e ascoltato Four Days of You and Me di Miranda Kenneally, uno young adult che ben si presta a questo periodo estivo e che vi farà sentire la nostalgia delle gite scolastiche. Ammetto che non è indimenticabile, ma è molto carino e lo stile narrativo particolare scelto dall'autrice mi ha sempre lasciata curiosa di scoprire come si sarebbe svolta la storia anno dopo anno. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
OH. MIO. DIO. Per fortuna che ho abbassato di mezzo voto la valutazione del romanzo della Kenneally da quelle che erano le mie intenzioni iniziali perché sono al 65% e mi mancano poco più di tre ore e mezza di ascolto, ma Meet Me at Midnight di Jessica Pennington è proprio tutta un'altra storia - e la sto adorando da morire. 
Avevo già letto un altro romanzo dell'autrice l'anno scorso - When Summers Ends - e se penso che a quello avevo dato quattro stelle e mezza, è assai probabile che questo finirà per beccarsi il punteggio pieno. Sydney e Asher sono adorabili e hanno una chimica pazzesca e i loro narratori sono assolutamente perfetti. Aww, mi vedete indossare gli occhiali con le lenti rosa?



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

 
Dopo il recuperone di due arretrati che una volta erano anteprime prima che molteplici letture si accavallassero, ci lasciamo alle spalle per il momento gli young adult dolci e coccolosi e ci tuffiamo non solo nell'oscurità con due libri dai temi pesanti, ma anche nei primi due blogtour americani su quattro che ho in programma. 
Il primo è What Unbreakable Looks Like di Kate McLaughlin, uno young adult che parla di traffico di esseri umani specialmente in relazione a giovani ragazze e a tutti gli orrori che ne conseguono - l'avevo richiesto inizialmente io su NetGalley, ma la mia richiesta era stata respinta e infine mi è stato offerto direttamente dalla St. Martin's Press in occasione del blogtour promozionale in quanto esce la settimana prossima. Vi ho detto che ormai che anche oltreoceano sanno che libri leggo, no? 
Il secondo invece è No One Saw di Beverly Long, il secondo nella serie di A.L. McKittridge - il primo, Ten Days Gone, l'ho letto quattro mesi fa. Questo - anche lui mandatomi dalla casa editrice per il blogtour - è un thiller per adulti e se nel primo il caso verteva su donne assassinate con uno schema alla Criminal Minds, questo invece è una corsa contro il tempo per trovare una bambina scomparsa. 

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Eh, lo so - vi avevo abituati bene i mesi scorsi con i libri in italiano e invece adesso il mio blog si è trasformato nella landa dei libri inediti. Ma mi volete bene lo stesso, no? 
Se non siete qui pronti a lanciare pomodori, lo spazio sotto è tutto per voi - per dirmi cosa state leggendo oppure per lasciarmi il link del vostro post. Poi appena possibile passo a ricambiare la visita!

venerdì 12 giugno 2020

[Recensione] "La città di ottone" di S. A. Chakraborty

Ci ho messo la bellezza di undici giorni per leggerlo - non ricordo l'ultima volta che ci ho messo tanto per leggere un libro. 
Ma è un libro corposo, con un'atmosfera estremamente affascinante e me lo sono voluto gustare - ma mi è servito anche il tempo per incastrare tutti i pezzi e non sono comunque certa di esserci riuscita.

Ma diciamo tutti un bel grazie alla Oscar Vault per la copia digitale e avermi permesso di leggerlo in anteprima - sempre sia lodata la Oscar Vault.


Titolo: La città di ottone
Titolo originale: The City of Brass
Serie: The Daevabad Trilogy #1
Autrice: S. A. Chakraborty
Data di uscita: 16 giugno 2020
Data di uscita originale: 14 novembre 2017
Pagine: 528 (copertina rigida)
Editore: Mondadori Oscar Vault
Link Amazon: https://amzn.to/2TVVzJc

Trama: EGITTO, XVIII SECOLO. Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.

Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone. Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.


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♫  Nelle notti d'Orienteeeeeeeee...  ♫

Se è vero che leggevo più fantasy quando ero piccola e che la maggioranza delle mie letture è sulle problematiche di stampo young adult contemporaneo, è altrettanto vero che comunque nel corso degli anni il fantasy non è mai mancato nelle serie televisive e nei film che ho guardato - da quel lato lì non ho mai smesso. 

Non è la prima volta che la mia strada si incrocia con quella di un jinn (o djinn, a seconda di come volete fare lo spelling) - non letteralmente, per fortuna. 

Se escludiamo il cartone animato della Disney Aladdin (che è il mio secondo preferito perché per me niente batte Mulan), ho incontrato i jinn svariate volte durante la visione di Supernatural - in questi quindici anni di serie televisiva non sono mai comparsi tante volte quanto demoni, angeli, vampiri o mutaforma, ma la loro apparizione "mostruosa" l'hanno fatta in almeno sei stagioni su quindici.
Più recentemente, quello che era chiaramente un ifrit - ovvero un jinn fatto di puro fuoco - l'ho visto in American Gods

E gli ifrit sono sono una delle specie di jinn che compare in questo libro - e sospetto che avranno anche più spazio in futuro. 


La storia si apre con la nostra protagonista Nahri: nessuna famiglia, non sa nemmeno di chi sia figlia e non sa neanche con precisione quanti anni ha, ma vive al Cairo cercando di sopravvivere come può - ovvero truffando gente ricca, predicendo loro il futuro e sfruttando le debolezze che percepisce in loro grazie ad una sorta di "sensibilità" con la quale è nata. Sogna di diventare medico e guarire le persone, ma sa che ci vogliono soldi per quello - per riuscire a corrompere qualcuno e a convincerlo a far studiare una donna che oltretutto non sa né leggere né scrivere. 

E nonostante questa sua "sensibilità" - questi strani poteri nati con lei che le permettono di percepire le malattie - è una ragazza molto pragmatica, per niente incline a credere a tutte le leggende e le superstizioni che mettono in guardia gli egiziani dai jinn e dalla magia in generale che permea certi luoghi e certi rituali. 
Ed è durante uno di questi rituali che Nahri si abbandona ad una lingua sconosciuta che solo lei ha mai parlato e da quel momento si renderà conto che tutte le leggende narrate dal popolo egiziano avevano un fondo di verità. 

Dara - così si presenta a lei questo guerriero che inizialmente non voleva neanche farle sapere il proprio nome - le parla di un luogo lontano, un luogo che lui un tempo chiamava casa, un luogo in cui abitano tanti come lei. 

Un luogo, questa Daevabad, a cui sfuggire da quelli che ora li inseguono - come gli ifrit. 
Un luogo, questa Daevabad, in cui si parla la lingua che conosce da sempre senza che nessuno gliel'abbia mai insegnata. 
Un luogo, questa Daevabad, intriso di magia. 

Un luogo, questa Daevabad, le cui mura possono tenere fuori i pericoli. 
Ma anche un luogo in cui li possono tenere intrappolati dentro. 


La città di ottone è un libro con una narrazione molto scorrevole, ma è anche un libro dai capitoli molto lunghi - cosa di cui io non sono una grande fan perché puntualmente arriva l'interruzione di turno a scocciarti e a farti perdere il ritmo. 

È un libro intriso di magia, i cui paesaggi e profumi e sapori sono così vividi che sembra di esserci dentro - sembra di respirare l'aria del deserto, sembra di sentire il vento caldo sulla pelle, sembra di sentire l'odore dell'acqua del lago che circonda Daevabad o del fiume che Nahri e Dara sono costretti ad attraversare durante il loro viaggio, sembra di sentire il vociare dei jinn nel Gran Bazar. 

La città di ottone è però anche un libro che parla di oppressione, razzismo, schiavitù - che al suo interno contiene anche stupri (non grafici, solo menzionati), traffico di esseri umani e intolleranza religiosa. È per me un libro che costringe il lettore a mettere alla prova il suo senso dell'etica e la sua morale. Questo perché all'interno di Daevabad vivono sei tribù - ma la loro storia e la loro mitologia lascerò che siate voi a scoprirla - con idee molto diverse riguardo alla vita, alla morte e alla religione. 
Questo perché ci sono tribù molto indulgenti nei confronti dei rapporti tra jinn ed esseri umani, dal cui accoppiamento nascono questo persone che vengono chiamate shafit - persone che hanno sangue jinn e umano e a volte anche poteri magici. E poi c'è una tribù che invece sostiene la purezza del sangue a tutti i costi, che mal vede gli shafit, che una volta avrebbe fatto loro cose orribili - e ne sono state fatte in passato.

È una storia di schiavitù, è una storia di oppressione - un'oppressione che ogni parte di Daevabad vive in modo diverso perché chi si è ribellato a coloro che predicavano la purezza del sangue si sentiva oppresso e limitato nelle sue libertà e chi predicava la purezza del sangue si è visto invadere la città e il territorio da quelle tribù che si sono ribellate, sentendosi ora loro oppressi nella loro stessa casa. 

All'arrivo di Nahri e Dara, Deavabad è una città in precario equilibrio. 
È un calderone pronto ad esplodere - e loro sono la miccia. 


Nahri è una ragazza sveglia, pronta a cogliere le occasioni che le potrebbero fruttare un vantaggio, ma anche incapace di essere come la vorrebbero gli altri che la circondano. Spesso manipola gli altri quando li vede come prede, ma finisce per essere manipolata lei stessa in giochi politici più grandi di lei - vorrebbe solo imparare a guarire le persone e non prova alcun attaccamento o astio verso nessuna delle tribù perché la storia di Daevabad non la sente sua: lei è ancora un'egiziana del Cairo. 
Ma allo stesso tempo è venerata da alcuni e temuta e considerata pericolosa da altri e in tanti cercano di strattonarla da una parte o dall'altra - Dara l'ha sempre messa in guardia dai Qathani, coloro che conquistarono Daevabad col sangue e che ancora regnano su di essa e i Qathani cercano di fare il possibile per allontanarla da Dara, raccontandole che razza di mostro assassino sia stato nella loro storia.  

Dara è un guerriero con un passato da schiavo - passato che ancora non è ben chiaro. È un passato di cui chiaramente si vergogna e di cui continua a rimandarne la storia con Nahri, un passato segnato da carneficine eseguite per conto della famiglia che doveva servire e proteggere e altre obbligato ad eseguire contro la sua volontà come schiavo agli ordini di padroni capricciosi. E sì, c'è tanto da biasimare nei suoi trascorsi e anche nel suo presente perché so benissimo che la sua convinzione sulla purezza del sangue e il suo astio per gli shafit è sbagliato - così come il suo voler sballottare Nahri di qua e di là a seconda dei suoi "capricci" senza darle ascolto, volendo imporle la sua visione delle cose - eppure mi sono tanto affezionata a lui. Così come mi sono affezionata alla sua devozione a Nahri, sebbene non sempre "giusta".

Alizayd, l'ultimogenito del re, è inizialmente la "preda" di Nahri - preda che lei vuole sfruttare per le sue conoscenze intellettuali e per imparare quanto più possibile. Ali è stato cresciuto come guerriero per poi essere il comandante delle guardie a difesa di suo fratello quando Muntadhir diventerà re e sebbene venga rispettato da tutti come guerriero, altrettanto non si può dire di lui come persona - troppo religioso, rigido e radicato nelle sue convinzioni. Lui rappresenta quello tollerante, quello che ha a cuore la sorte degli shafit e vorrebbe rendere migliore la loro vita, che non sopporta i cosiddetti "adoratori del fuoco" che inneggiano alla purezza del sangue - eppure spesso l'ho trovato spocchioso e spuntasentenze, così inamovibile nelle posizioni che se una cosa non è scritta in un libro allora non è vera o non è mai accaduta. È tollerante per un verso, ma totalmente intollerante dall'altro - usando persino termini dispregiativi e offensivi per altre tribù.

Tutti i personaggi coinvolti li ho trovati moralmente grigi e complessi, capaci di mettere in discussione la mia etica e la mia morale: Ali è quello dalla parte "giusta" eppure spesso l'avrei preso a schiaffi, Dara è quello con delle visioni della vita oppressive e intolleranti alla diversità perché chiaramente ancorato a convinzioni e fatti storici di una volta eppure l'avrei abbracciato perché è innegabile che sia tormentato da quello che ha fatto e da quello che potrebbe capitare a Nahri se la storia dovesse ripetersi e ogni volta che qualcuno esplicitamente lo odiava io soffrivo - ormai la mia propensione per i personaggi unlikeable dovrebbe esservi nota. 

Vi dico però che è proprio quella storia che continua a restare un po' confusa - quella di Daevabad e di come è caduta, dell'ordine cronologico esatto degli eventi, il passato di Dara stesso. Altre creature - abitanti dell'aria e dell'acqua - sono solo accennate oppure hanno un ruolo minore, ma come nel caso degli ifrit penso che acquisteranno maggiore spazio nei prossimi volumi. 
Ci ho messo tanto a leggerlo perché spesso dovevo tornare indietro per cercare un paragrafo e tentare di incastrare i pezzi insieme - quando lo avrò cartaceo sicuramente mi sarà più facile andare a rileggere parti a cui forse sul momento non avevo dato peso, ma ascoltate il mio consiglio: se lo leggerete cartaceo, assicuratevi di avere tanti foglietti da infilare tra le pagine quando informazioni importanti vengono date; se invece lo leggerete in digitale, prendete appunti. Tanti appunti.

Insomma, come ho detto a Federica in chat (anche se lei lo sta ancora leggendo ma nonostante questo mi ha chiesto un parere conclusivo), il problema è che l'autrice ti butta addosso un sacco di informazioni ma sono troppo sparse qua e là perché il lettore riesca a metterle insieme senza appunti presi durante la lettura. E lo so che è fatto apposta per costruire poi lo scheletro degli intrighi politici, delle alleanze e dei tradimenti - perché ci sono - ma ci sarebbe stata bene un'introduzione in versione jinn del famoso Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana... di Star Wars all'inizio del romanzo. 

Certe parti non presentano molta azione - e lo stesso viaggio di Nahri e Dara per arrivare a Daevabad, pur salvaguardando i momenti chiave funzionali alla storia, viene risolto con un "dopo mesi passati insieme in compagnia" e per questo forse i loro sentimenti e la loro devozione l'uno all'altro all'inizio possono sembrare estranei al lettore - ma quelle parti che invece la contengono di sicuro sanno intrattenere a dovere. 

E l'epilogo, gente - L'EPILOGO. 
Qualcuno - aka santa Oscar Vault - mi dia subito il seguito. 

lunedì 8 giugno 2020

What's on my bedside table? #72 | "La città di ottone" di S. A. Chakraborty

Non so da voi, ma qui piove a secchiate un giorno sì e uno no

E, tanto per saltare di palo in frasca, dubito che mercoledì leggerete un nuovo appuntamento del WWW se consideriamo i miei attuali ritmi di lettura.
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"La città di ottone" di S. A. Chakraborty
Fantasy dalle atmosfere orientali - e, diciamocelo, un bel mattoncino di prossima uscita per la Mondadori.


SONO A... 
Pagina 296. Ho passato la metà solo da una trentina di pagine - e sì, è da una settimana che ce l'ho in lettura. Ma un po' me lo voglio gustare e un po' sono dovuta tornare spesso indietro per rileggere alcune cose e cercare di incastrare insieme le informazioni - e questo è il "brutto" dei libri digitali quando con un cartaceo basta metterci un bel foglietto in mezzo alle pagine. Comunque, nonostante i capitoli davvero lunghi, è scorrevole e la storia è bella e interessante. E sono sotto un treno per una ship, ma andrà sicuramente a finire male per i miei sogni romantici.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... sapete che non sono un'avida lettrice di fantasy, ma questo mi ha ispirata sin da quando ne ho sentito parlare - sia per il suo mondo che per la mitologia. E un grazie alla santa Oscar Vault che mi ha concesso di leggerlo in anteprima.

mercoledì 3 giugno 2020

WWW.. Wednesday! #195

Gente, sarà anche giugno ma io al momento dormo ancora con il panno gettato sul copriletto e il pigiama lungo - leggero, certo, ma lungo. 
Stanotte poi da me si è anche scatenato un temporale e giuro che la settimana scorsa, mentre ero fuori con le mie amiche e stavamo passeggiando sul viale del lido, con il vento che tirava e quasi nessuno in giro sembrava novembre

Ma meteo a parte, vediamo un po' questo WWW Wednesday - che è in parte è rimasto uguale a quello della settimana scorsa e in parte è stato rivoluzionato.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho letto (e ascoltato) The Sky is Mine di Amy Beashel, uno YA inedito con tanti temi pesanti che mi ha fatta piangere due volte - ma che è anche una di quelle letture necessarie. E niente, finirò per prenderlo cartaceo. Recensione QUI
Ho poi letto Bullied Kids Speak Out: We Survived--How You Can Too di Jodee Blanco, una breve non-fiction sul bullismo che appena avevo aggiunto su Storytel era disponibile in audiolibro e durava appena un'ora ma quando poi sono andata per ascoltarlo (in attesa di cosa lo scoprirete sotto) era in formato ebook. Insomma, alla fine il formato non è stato questo gran problema e si tratta di una raccolta di diciassette esperienze di bullismo diverse tra loro - non penso di scriverci su una recensione vera e propria ma, se vi va, potrei scrivere un breve BRT e programmarlo per venerdì. Fatemi sapere. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Lo so, la settimana scorsa vi stavate tutti "disperando" perché vi avevo detto che sarei tornata alle letture in inglese e che per un bel po' non ci sarebbero stati libri in italiano, ma vi avevo detto "salvo eccezioni" no? Quindi, grazie alla sempre sia lodata Oscar Vault per la copia digitale in anteprima, sto leggendo La città di ottone di S. A. Chakraborty - e in teoria dovrei leggerlo in compagnia di Federica, ma al momento lei è ancora agli sgoccioli con un altro libro e per quello intanto ho ingannato l'attesa con la non-fiction. 
Ho finito con l'iniziarlo ieri e sono arrivata a pagina 120 o giù di lì ed è vero che i capitoli sono belli lunghi, ma è scorrevolissimo ed essendo una trilogia chissà cosa ci aspetta e come si intrecceranno le storie, ma ragazzi - sono già sotto un treno per quella che spero sarà la ship endgame. E lo so, lo so - il romance non dovrebbe essere (e al momento non lo è) neanche lontanamente il focus della storia, ma questi due personaggi insieme mi stanno già facendo partire i film mentali. Ma come minimo la ship endgame (sempre che mi ci buttino il romance in mezzo) finirà per essere un'altra, già lo so. 




What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Four Days of You and Me di Miranda Kenneally e Meet Me at Midnight di Jessica Pennington sono sempre qui, dopo le aggiunte dell'ultimo minuto che hanno stravolto i piani proseguirò con quello che avevo deciso di leggere/ascoltare.

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Mentre io sono fuori casa a svolgere quei compiti da "adulta" che a quanto pare sono richiesti dalla mia età anagrafica, voi intanto raccontatemi come procedono le vostre letture - se vi eravate fatti una TBR o comunque dei piani e questi sono stati stravolti da letture impreviste dell'ultimo minuto oppure se tutto procede come dovrebbe. 
O se non volete scrivermelo nei commenti, lasciatemi il link del vostro post e al mio ritorno passerò a ricambiare la visita!