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giovedì 25 maggio 2023

[Recensione] "Defy the Dark" a cura di Saundra Mitchell

Sono ancora viva, eh - ma nel frattempo mi sono presa la quarta bronchite.
Sì, anche a maggio - non mi faccio mancare nulla.
 
 
Titolo: Defy the Dark
Autori: AA.VV.
Data di uscita: 18 giugno 2013
Pagine: 496 (copertina flessibile)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/4531v6u

Trama [tradotta da me]: Apri le pagine e scopri: un tizio inquietante che fissa troppo a lungo. I segreti al centro della terra. Sogni delle vite delle altre persone. Una ragazza che impazzisce nell'oscurità. Mostri in Bavaria. Una nave spaziale con una generazione a bordo dove la notte non esiste. E altri misteri e stranezze.

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Ho scoperto - che poi "scoperto" è un parolone - che di fatto le raccolte di racconti dopo un po' mi annoiano. Magari mi godo anche le singole storie, ma ammetto che arrivata ad un certo punto non vedevo l'ora di terminare il libro perché mi sembrava infinito. 

Inoltre mi aspettavo qualcosa di più dark oppure horror - ci sono storie realistiche, paranormal, sci-fi, ma di base in alcune mi è proprio mancato il senso di quel "defy the dark" che dà il titolo all'antologia.


Sleepstalk di Courtney Summers - 5/5
Questa è una storia di sonnambulismo e stalking - inizialmente non è ben chiaro come sia la dinamica tra i due personaggi protagonisti ma, man mano che entriamo nel racconto e nella mente della ragazza, ci accorgiamo di quanto i suoi pensieri siano inquietanti. E sì, forse sono di parte perché si tratta della Summers, ma i suoi finali aperti sono sempre i migliori.

Nature di Aprilynne Pike - 4/5
Qui abbiamo una società distopica, ambientata molto avanti nel futuro, viene divisa - secondo test di intelligenza, ma anche misure fisiche del corpo una volta terminato lo sviluppo adolescenziale - tra lavoro intellettuale, mettere al mondo figli e lavoro manuale. La protagonista è molto intelligente, ama la chimica e studiare, ma per un solo centimetro i suoi fianchi e il suo bacino sono della misura perfetta per far parte di coloro che metteranno al mondo la prossima generazione della società. Sebbene non sia "obbligata" a trovare un compagno e a mettere al mondo figli, la società e l'edificio in cui è stata trasferita incoraggiano in maniera non tanto sottile la promiscuità e la riproduzione - ma lei non è l'unica che ha visto i suoi sogni andare in frantumi. Questa storia costituisce un'ottima base per un intero romanzo.

The Dark Side of the Moon di Dia Reeves - 2/5
Non si capisce se il mondo in cui è ambientata la storia sia il nostro oppure no, se sia ambientato nella realtà oppure in un mondo fantastico. Abbiamo una città piena di mostri e nessuno batte ciglio, i cittadini trattano i cadaveri per strada come una cosa normale e si vestono sempre di nero in pubblico perché tanto c'è un funerale ogni giorno - forse abbiamo anche degli alieni. E il nostro protagonista, che viene da un'altra città dove i mostri non esistono ma ne ha appena scoperto l'esistenza dopo una battuta di caccia, è andato a trovare la sua ragazza con cui ha una relazione a distanza e intende provare a lei e alla sua famiglia - che storce il naso di fronte a lui - che non ha paura di nulla e che quindi può affrontare l'unica cosa che spaventa i cittadini di quel paese: un viaggio su un autobus notturno infestato/indemoniato/qualsiasi cosa sia, da cui nessuno fa ritorno. Racconto troppo psichedelico e assurdo per avere una parvenza di senso.

Ghost Town di Malinda Lo - 4/5
Racconto con protagonista LGBT che non segue l'ordine cronologico, ma che parte dalla fine per arrivare all'inizio, su una casa ritenuta stregata e un tentato scherzo durante la notte di Halloween. Creepy il finale - che poi sarebbe la fine della parte iniziale.

Eyes in the Dark di Rachel Hawkins - 4/5
Questo sembra uscito direttamente dalla serie Supernatural.
Paesini isolati e circondati da boschi, posti in cui è proibito andare, leggende metropolitane che si rivelano vere... creepy e spaventoso quanto basta, infuriante sotto certi aspetti, dal finale aperto e ambiguo. Peccato che non siano apparsi i fratelli Winchester.

Stillwater di Valerie Kemp - 4/5
Questo è stato molto interessante e sarebbe bello leggerne un intero libro perché la storia ha molto potenziale. Stillwater si dice che sia un cittadina maledetta e ogni giorno sempre uguale - un po' troppo uguale - in un'estate che sembra non finire mai. Pruitt ricorda un fratello che in realtà non ha e trova messaggi criptici incisi sulle rocce al confine di Stillwater che lui è certo di non aver lasciato - mettiamoci poi anche una faida famigliare di mezzo...

I Gave You My Love by the Light of the Moon di Sarah Rees Brennan - 4/5
Qui abbiamo una ragazza appena trasformata in lupo mannaro che ancora non sa cosa sta per succederle alla sua prima luna piena e un ragazzo vampiro che le offre ospitalità nel momento del bisogno. Racconto molto carino e scritto bene.

Night Swimming di Beth Revis - 3/5
Per quanto possa "sostenersi" da sola, è chiaro che questa storia fa parte di un universo più grande e molte cose restano poco chiare - non ho mai letto la serie Across the Universe dell'autrice (dovrebbero essere tre libri e altrettante novelle companion), pertanto mi è risultato tutto alquanto oscuro. Da quello che ho capito, tutto quello che succede qui avviene prima dell'inizio della serie vera e propria e i protagonisti - sebbene stiano viaggiando su una navicella spaziale - vivono in quello che è stato designato come ospedale (di preciso nel reparto psichiatrico) e ogni giorno vengono date loro delle pillole per mantenerli sani. Ma ogni tanto qualcuno sparisce perché diventa troppo triste (ho letto su Goodreads che Selene ha una novella tutta sua in cui si racconta che le è successo) oppure perché è troppo intelligente e ha capito/scoperto cose che non avrebbe dovuto conoscere. La cosa che più mi ha urtata di questa storia è che non si capisce se a narrare sia un maschio oppure una femmina - non abbiamo un nome oppure pronomi e atteggiamenti e pensieri sono ambivalenti. 
 
The Sunflower Murders di Kate Espey - 5/5
Racconto molto breve, mi ha ricordato per certi versi Cracked Up to Be di Courtney Summers e Gli occhi neri di Susan di Julia Heaberlin - anche se non vi posso dire in che maniera o misura. La protagonista vive parecchi sensi di colpa nei confronti della sua migliore amica e il mistero resta irrisolto - ma credo che anche questo verrebbe fuori come un buon mystery thriller, volendo.
 
Almost Normal di Carrie Ryan - 5/5
Racconto a tema zombie, su un'ultima notte di "normalità" che quattro adolescenti vogliono passare prima dell'ondata di morti viventi che sta per colpire la città dove vivono di lì a qualche giorno. Ovviamente non andrà tutto bene.

There’s Nowhere Else di Jon Skovron - 3/5
Storia di un ragazzo che quando sogna entra nel corpo di altre persone e ne prende possesso. Nessuno gli crede, tutti attribuiscono i suoi sogni alla sua difficile situazione famigliare e ben presto qualcuno - nel sonno - si accorge delle sue abilità. Forze del bene e del male verranno a contenderselo e se il racconto fosse stato più lungo non avrebbe guastato.

Naughty or Nice di Myra McEntire - 4/5
Una vacanza in Bavaria a dicembre si trasforma presto in una lotta per la sopravvivenza quando i turisti vengono attratti dalla gente del posto per sfamare i mostri delle favole che prendono vita. Mai sentito parlare di Krampus?

Shadowed di Christine Johnson - 5/5
Abbiamo un contesto medievale, una ragazza figlia di un duca costretta a vivere nell'oscurità da una maledizione che rende la sua ombra viva e intenzionata ad ucciderla. Finale da mandibola per terra, degno di un film horror.

Now Bid Time Return di Saundra Mitchell - 2,5/5
Storia ambientata in Norvegia, dove una ragazza americana si trasferisce temporaneamente per fotografare le northern lights nel periodo dell'anno in cui il sole non sorge mai per mesi, in un cottage lontano da tutto e da tutti. Inizialmente sembra una storia di vampiri o fantasmi, ma poi si rivela una storia di viaggi nel tempo con un instalove decisamente troppo insta.

The Moth and the Spider di Sarah Ockler - 1/5
Non l'ho proprio capito. Protagonista è Cali, tornata a casa dopo essere stata in cura per un tentativo di suicidio declassato dal dottore come "ricerca di attenzioni". Ora Cali vuole farlo per bene, ha tenuto da parte tutte le pillole che avrebbe dovuto prendere per andare in overdose e sta decidendo il modo migliore di scrivere una lettera di addio, ma viene continuamente distratta dal pensiero di falene, ragni e da una chiamata di una ragazza che ha sbagliato numero - e questa particolare storyline nel racconto non ha né capo né coda. Avrebbe dovuto farmi effetto, toccarmi in qualche modo visti anche i trigger warning, ma invece non è successo - mi ha lasciata perplessa e annoiata.

Where the Light Is di Jackson Pierce - 3,5/5
Will ha ereditato il mestiere del padre - minatore in una cava di carbone - e ha anche addosso una pesante eredità morale perché, un decennio prima, suo padre ha salvato un gruppo di minatori dal crollo di una cava. Ma Will non vuole fare il minatore - peccato che però è il mestiere della sua cittadina, tutti finiscono a fare i minatori e chi se ne va, viene poi disconosciuto anche dalla famiglia. Un giorno però Will scopre che il popolo fairie delle leggende esiste davvero e che forse è la sua occasione per cambiare vita.

This Was Ophelia di Tessa Gratton - 4/5
Sebbene non specificato, siamo negli anni '20 o '30 e Ophelia non si sente a suo agio nel suo corpo - preferisce di gran lunga uscire la sera con i vestiti di suo fratello maggiore e spacciarsi per un ragazzo. Non sa ancora chi è di preciso o chi vorrà essere in futuro - sa solo che nei panni di O si sente davvero chi dovrebbe essere. Ed è una di queste sere che incontra Halden King, figlio del sindaco - la complicità e l'intesa sono immediate, i baci nei vicoli bui sono roventi, ma se venissero scoperti potrebbero venire uccisi. Figurarsi se poi venisse fuori che O è una ragazza che ama travestirsi. Il loro amore è destinato a rimanere nel buio? E come la prenderebbe Hal se scoprisse Ophelia?


Media dell'antologia, quindi? 
3,70 stelline. 

mercoledì 17 agosto 2022

[Recensione] "All That's Left in the World" di Erik J. Brown

Questa recensione arriva più tardi di quanto avessi preventivano all'inizio, ma questo libro me lo sono proprio goduta con calma.
 
 
Titolo: All That's Left in the World
Autore: Erik J. Brown
Data di uscita: 8 marzo 2022
Durata: 10H 06Min (Storytel Edition)
Editore: Balzer + Bray/HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/3p3sNWz

Trama [tradotta da me]: Quando Andrew incappa nella casa di Jamie, è ferito, affamato e non ha niente da perdere. Un patogeno mortale ha ucciso la maggior parte della popolazione, inclusi chiunque i due ragazzi abbiano mai amato. E se questo nuovo mondo ha insegnato loro qualcosa è di aver paura di ciò che le persone disperate sono disposte a fare . . . allora perché sembra così facile per loro fidarsi l'uno dell'altro?

Dopo che il pericolo irrompe nel loro rifugio, i ragazzi fuggono a sud in cerca di civiltà. Ma qualcosa non torna nella storia di Andrew e ciò potrebbe costare loro tutto. E anche Jamie ha un segreto - comincia a provare qualcosa di più dell'amicizia per Andrew e ciò aggiunge ulteriore paura e confusione ad un viaggio già tumultuoso.

La strada davanti a loro è lunga e per sopravvivere dovranno liberarsi dei propri segreti, affrontare le conseguenze delle loro azioni e trovare il coraggio di lottare per il futuro che desiderano - insieme. Solo una cosa sembra certa: tutto ciò che di certo è rimasto al mondo è l'innegabile spinta che sentono l'uno verso l'altro.

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TRIGGER WARNING: pandemia, violenza, morte, omofobia, uso di armi. 


Certo, leggere di un libro ambientato in un mondo post-apocalittico dove una malattia pandemica ha spazzato via il 90% della popolazione quando ancora non siamo usciti dalla nostra pandemia di COVID-19 non mette forse nella migliore delle predisposizioni, ma per questo libro - e per questi personaggi - ne vale la pena. 

Il COVID viene comunque nominato e anche l'Italia - anzi, in questo libro siamo anche presi d'esempio come paese che prima di tutti in Europa ha capito la gravità della cosa e si è messo in lockdown preventivo. Beccati questa, medico inglese che avevi detto a noi italiani piace fare la siesta. 
 
In ogni caso siamo in un mondo che ha imparato la lezione ma che, nonostante questo, nulla ha potuto contro una nuova super-influenza resistente a tutto: non sono bastati isolamenti, lockdown, gel antibatterici, mascherine, distanziamenti sociali, antibiotici o quant'altro per riuscire a sopravvivere - solo chi è riuscito a combattere la malattia o chi è risultato immune ora popola il mondo. 


Il primo protagonista che incontriamo è Andrew: ha perso tutta la sua famiglia a causa del virus, viene dal Connecticut e si sta dirigendo verso Alexandria in Virginia perché è in missione. Questa sua missione ha molto a che fare con i suoi sensi di colpa per il segreto che si porta dietro e oltre a questo è pure ferito perché è incappato in una trappola per orsi e la sua gamba è alquanto maciullata. 

Siamo nei boschi fuori Philadelphia e vede un cottage: la sua speranza è che sia vuoto, ma che almeno ci sia qualcosa per riuscire a curare la gamba. 

Il cottage non è vuoto, però: al suo interno c'è Jamison, che vive solo da quando sua madre è morta per l'influenza. Sua madre lavorava all'ospedale, era in prima linea, ma ha portato se stessa e Jamison nel cottage quando ha capito che la situazione sarebbe solo peggiorata. Jamison sopravvive con quello che gli è rimasto perché non solo non ha avuto il coraggio di fare quello che sua madre lo pregava di fare quando ormai era chiaro come sarebbe finita, ma non ha neanche il cuore di sparare quando va a caccia. 

Eppure alza il fucile quando si ritrova Andrew in casa. 
Andrew chiede solo aiuto, chiede solo che possa medicarsi la gamba e poi leverà le tende ed entrambi si guardano con sospetto, sempre all'erta per vedere se l'altro tenterà di ucciderli. 
Sono entrambi la prima persona con cui l'altro parla da mese e dopo un po' di ritrosia, è facile cadere in una routine nel poco comfort che hanno - ma Andrew ha un segreto e una missione e improvvisamente il cottage non è più un posto sicuro, tanto che sono costretti a mettersi in strada e diventare nomadi. 
 
O meglio, quella è sempre stata l'intenzione di Andrew e Jamie, ancora non sa perché, non ha potuto fare a meno di seguirlo.


La prima parte del romanzo è una piccola bolla romantica di comfort all'interno di un mondo che è andato in rovina - nel cottage però c'è ancora spazio per un po' di normalità.
Andrew è gay e dopo anni passati a nascondere la propria sessualità, ancora è restio ad uscire allo scoperto - soprattutto in un mondo dove tutti sembrano essere armati e ognuno lotta per la propria sopravvivenza. Con Jamie però si sente al sicuro, anche se è convinto che prima o poi vorrà trovare della civiltà e magari sistemarsi con qualche ragazza invece che restare con lui; dal canto suo, Jamie sceglie proprio un momento post-apocalittico per scoprirsi bisessuale.

Ma niente accade tra loro se non verso la fine: è uno slow burn che si destreggia nella seconda parte tra azione, avventura e pericolo. Non sono mai davvero al sicuro se non con l'altro - i pochi sopravvissuti che incontrano non sanno mai se saranno amichevoli oppure se li minacceranno di portargli via quel poco che hanno e tenteranno poi di fare loro del male. 

Lungo il cammino incontrano persone, alcune meravigliose, che li aiutano e altre invece che non esiterebbero ad ucciderli - vuoi perché Andrew è gay e la supremazia bianca è l'unico virus che sembra non mutare o morire mai. 

Ci sono momenti dolci, momenti divertenti, momenti drammatici e momenti spensierati - Andrew non riesce a tenere a freno la lingua e dice tutto quello che pensa, Jamie invece è più calmo e riflessivo. Insieme si completano a vicenda e la costruzione del loro rapporto - insieme alla loro crescita personale - durante tutto il romanzo è qualcosa di spettacolare. Entrambi affronteranno cose che in un mondo normale non sarebbero mai accadute, compiranno scelte che non avrebbero mai dovuto contemplare, ne accetteranno le conseguenze anche quando sarà dura e difficile - cambieranno la loro natura, cambieranno la loro visione del mondo, ma lo faranno per tutto ciò che gli è rimasto al mondo: l'altro.

Non lasciatevelo sfuggire: ha dei bei personaggi, un'ambientazione ben costruita e un ritmo costante che non annoia mai. Assolutamente consigliato. 

lunedì 18 luglio 2022

[Recensione] "A Little Bit Country" di Brian D. Kennedy

Inizia di nuovo a fare un caldo tremendo oppure è una mia impressione?
 
 
Titolo: A Little Bit Country
Autore: Brian D. Kennedy
Data di uscita: 7 giugno 2022
Durata: 8H 59Min (Storytel Edition)
Editore: Balzer + Bray/HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/3RnkD8e

Trama [tradotta da me]: Emmett Maguire vuole diventare la più grande superstar gay della musica country – obiettivo un po' lontano quando hai diciassette anni e vivi in Illinois. Ma per adesso è felice di fare la cosa che più ci si avvicina: stare da sua zia a Jackson Hollow, Tennessee, per l'estate ed esibirsi al parco divertimenti di proprietà del suo idolo, la leggenda del country Wanda Jean Stubbs.

Luke Barnes odia la musica country. In quanto nipote di Verna Rose, la cantante caduta in disgrazia che ebbe un famoso screzio con Wanda Jean, Luke sa quanto dolore la musica country abbia portato nella sua famiglia. Ma quando i costi delle cure mediche di sua madre iniziano ad aumentare, Luke decide di andare a lavorare nell'ultimo posto che avrebbe desiderato: un ristorante a Wanda World.

Nessuno dei due ragazzi sta cercando l'amore, ma quando si incontrano sprizzano scintille – e presto diventano inseparabili. Fino a quando un segreto perduto da tempo su Verna e Wanda viene a galla, minacciando di distruggere tutto.

Riusciranno Emmett e Luke ad andare oltre le verità che scopriranno oppure la loro relazione passerà alla storia come un'altra Triste Canzone D'Amore Country?

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Nei miei recap mensili è sempre presente musica rock/punk-rock/screamo e via discorrendo, ma forse non sapete che ho anche un piccolo debole per la musica country. 
Non so neanche dire da dove sia partita, se dalla prima volta che ho sentito la canzone Run di George Strait grazie ad una fanfiction oppure se sia stato guardando Hart of Dixie - arrivando fino a Sam Hunt e ho scoperto di recente questo tizio, Alex Melton, che trasforma canzoni rock in country e la cosa funziona benissimo. 
Non sono un'esperta, niente del genere, ma se sento una canzone country è molto facile che mi fermi ad ascoltarla e che probabilmente finirà per piacermi. 

Forse per questo è stato facile per me empatizzare e capire cosa voleva dire Emmett quando provava a spiegare a Luke cosa significasse per lui la musica country - cosa gli evocasse, che visioni di vita gli portasse alla mente, che emozioni gli suscitasse, cosa gli risvegliasse nell'anima e nel cuore. E davvero, ci sono certe canzoni country che risvegliano proprio le medesime cose che Emmett tentava di condividere con Luke durante le loro conversazioni. 

A Little Bit Country è la storia di Emmett e Luke, che all'apparenza non potrebbero essere più diversi: Emmett viene da Chicago e per l'estate di trasferisce in Tennessee da sua zia, la patria dei country per eccellenza perché la musica è la sua vita e vuole farne una carriera; Luke è di Jackson Hollow ed evita il country come la peste perché il country ha rovinato la vita di sua nonna e della sua famiglia.

Il loro incontro è il tipico scontro da film ed entrambi non riescono a togliersi dalla testa l'altro - Emmett pensa che potrebbe proprio scrivere una canzone sul cowboy dai capelli biondi e Luke vorrebbe tanto trascorrere del tempo con lui, ma siamo nel sud degli Stati Uniti e lui non ha fatto coming out, consapevole che sarebbe un duro colpo per sua madre così fragile di salute e anche estremamente religiosa. 

Questo di Brian D. Kennedy è stato un ottimo debutto e si sente la sua personale adorazione per la musica country e per tutto ciò che la circonda. Emmett e Luke sono carinissimi insieme, anche se non mancano i momenti di dramma causati dal fatto che Emmett è molto più aperto riguardo la sua sessualità mentre Luke va nel panico se anche solo Emmett lo guarda in pubblico - e questo ovviamente finisce con il ferire Emmett, anche se Luke non ne avrebbe intenzione. 
Entrambi lottano contro i loro demoni personali: Emmett scopre di non avere abbastanza fiducia nelle sue doti di cantautore e Luke teme la perdita totale della sua famiglia se dovesse fare coming out - e anche lui oltretutto crede che il suo sogno di fare il cuoco sia solo qualcosa destinato a rimanere tale: un sogno. Eppure Emmett e Luke si migliorano a vicenda, entrambi diventano delle persone migliori in compagnia dell'altro - ed è poi claustrofobico vedere come Luke si rinchiuda in se stesso di fronte a chiunque altro.

Ho apprezzato anche l'approfondimento fatto sulla musica tramite Emmett, come lui vorrebbe essere se stesso anche nelle canzoni che scrive, ma come le case discografiche invece vorrebbero qualcuno che fosse etero - il classico esempio di cowboy virile, ma anche amorevole. Pertanto la strada di Emmett è più in salita che mai, soprattutto rispetto ai suoi sogni di gloria. 

Il segreto del passato tra Wanda Jean e Verna Rose per me è stato palese fin da quando si è cominciato a parlarne, ma ciò nonostante è stato comunque piacevole arrivare in fondo alla storia insieme a Emmett e Luke. 

A Little Bit Country è una storia perfetta per l'estate, dolce e tenere, ma anche riflessiva. 
 

giovedì 7 luglio 2022

[Recensione] "Last Chance Books" di Kelsey Rodkey

Credo che ormai sia ora di accettarlo: il 2022 è l'anno dei libri mediocri.
 
 
Titolo: Last Chance Books
Autrice: Kelsey Rodkey
Data di uscita: 18 maggio 2021
Durata: 10H 07Min (Storytel Edition)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/3OJ4VCb

Trama [tradotta da me]: Non ami semplicemente l'odore di vecchi libri al mattino?

Madeline Moore lo ama. Books & Moore, l'antiquato negozio di libri che la sua famiglia possiede da generazioni, è dove si sente di più se stessa. Nulla potrà fermarla dal tornare dopo il college per prendere le redini del negozio al posto dell'amata zia.

Nulla, davvero—fino a quando una catena di librerie chiamata Prologue apre dall'altra parte della strada e minaccia di farli chiudere.

Madeline è determinata a distruggere la competizione, ma Jasper, il tipo che lavora a Prologue, sembra intenzionato a rovinarle la vita. Non solo le sta rubando i clienti, ma ha anche l'incredibile audacia di essere… estremamente carino.

Ma non importa: Jasper è il nemico e quindi sarà distrutto. In fondo tutto è lecito in amore e in guerra (libresca).

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Avevo tante aspettative verso questo libro, soprattutto perché la trama mi ricordava un sacco uno dei miei film preferiti - C'è posta per te. Peccato che qui manchi la componente delle lettere/email anonime e della seconda identità che porta poi a quel delizioso angst che si sviluppa tra Meg Ryan e Tom Hanks. Aveva comunque le carte in regola per piacermi, eppure questo libro mi ha lasciata alquanto indifferente. 


Quella di Madeline è l'ultima estate prima di partire per il college e ha intenzione di passarla nel suo posto preferito: la libreria di famiglia, la Books & Moore, fondata da sua nonna e ora gestita da sua zia Astrid e, tra quattro anni, spera finalmente sua. Per lei la libreria è un membro della famiglia a tutti gli effetti: con una madre troppo occupata a rincorrere sogni e a farsi vedere ogni tot anni, Madeline e suo fratello Benny - affidati ad Astrid - ci sono cresciuti dentro e per Madeline è molto più che un lavoro. 

Ma l'estate sembra volgere al peggio quando Dahlia torna e stavolta sembra decisa a mettere radici e Benny trascorre quasi tutto il suo tempo a casa del padre Sterling, lasciando Madeline in balia di una madre sconosciuta che ora vuole fare l'amicona. 
Inoltre, quello che doveva essere un semplice e innocuo flirt estivo si rivela essere invece una guerra aperta senza quartiere perché Jasper, il ragazzo carino con cui finalmente si è scambiata il numero di telefono, lavora nella libreria - franchising nuovo di zecca - che ha aperto dall'altra parte della strada. 

E Madeline non ci sta a farsi rubare le idee, l'allestimento e soprattutto i clienti. 


Insomma, cosa è andato storto per me? 
Un po' tutto e un po' niente - mi sento in quella specie di limbo in cui non credo che un libro si meriti un brutto voto perché ho letto di molto peggio, ma in cui è anche difficile trovare qualcosa che mi sia effettivamente piaciuto. 

Per come ci viene presentata, Madeline dovrebbe piacerci - è chiaro che soffre della sindrome dell'abbandono, che innalza muri e tende a lasciare prima di essere lasciata perché è tutta la vita che Dahlia si dimentica di lei. Così come è chiaro che, per quanto voglia bene al fratello Benny e per quanto Sterling si sia sempre occupato di lei anche se non era tenuto a farlo, Madeline comunque gli rinfacci di avere un padre a cui rivolgersi e da cui rifugiarsi mentre il suo lei non sa neanche che aspetto abbia.
Quelle di Madeline sono tutte ragioni valide, tutti motivi per i quali è anche abbastanza facile capire perché si attacchi con le unghie e con i denti alla libreria e non accetti di andare avanti o non contempli un futuro in cui la Books & Moore non sia compresa - eppure è scritta in un modo che risulta sempre lagnosa, infantile, estremamente egoista e melodrammatica. Tutti sbagliano tranne lei.

Di base in questo libro non succede niente, se non tentativi di sabotaggio e scherzi tra lei e Jasper che non hanno nulla di cute come era stato invece il caso in Meet Me at Midnight di Jessica Pennington e che rischiano anche di sfociare nel pericoloso. 

Jasper, dal canto suo, tanto caruccio, ma lo si vede ben poco sotto il lato romance - anzi, dalle sue parole sembra esserci un caso di instalove nei confronti di Madeline e il suo modo di flirtare o di non capire quanto a volte invece Madeline sia seria o prenda le cose sul serio (anche se è vero che spesso e volentieri sfocia nel melodrammatico) rendono il lettore abbastanza freddo nei suoi confronti. 

Ci sono stati momenti carini tra loro due, ma il romance qui per me è quasi inesistente, tanto che si arriva alla fine dell'estate e... boh. 

Non c'è sviluppo, non c'è crescita e, da parte mia, non c'è stato coinvolgimento emotivo. 
Inoltre, la cosa che per me ha avuto meno senso - e che fondamentalmente è ciò che costituisce una trama poco solida e/o assente - è il fatto che Madeline decida di dedicare tutta la sua estate a salvare il negozio quando ancora ha quattro anni di college davanti: quattro anni in cui vivrà lontana, in cui studierà, in cui farà altre esperienze, in cui potrà decidere di fare qualcosa di diverso una volta laureata e/o cambiare idea mille volte. Quattro anni in cui può succedere di tutto. 
Fosse stata fresca di laurea e si fosse vista il lavoro incerto e il futuro in pericolo avrei anche capito, ma fare tutto questo prima ancora di andare al college quando comunque sarebbe stata lontana anni è ciò che ha meno senso. 

Insomma, le premesse c'erano - l'esecuzione un po' meno. 
 
Non sarebbero tre stelline piene, ma ho apprezzato certi temi famigliari e mi sono sentita (anche se per molto poco e molto meno di quanto mi sarei aspettata) vicina a C'è posta per te, quindi ho deciso di essere generosa. 

mercoledì 22 giugno 2022

[Recensione] "Jay's Gay Agenda" di Jason June

Una volta il mercoledì era dedicato al WWW Wednesday - ormai non ricordo neanche quando ho postato l'ultimo - oggi invece lo dedichiamo ad una recensione.


Titolo: Jay's Gay Agenda
Serie: Jay's Gay Agenda #1
Autore: Jason June
Data di uscita: 1 giugno 2021
Durata: 9H 05Min (Storytel Edition)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/3OhFk2Z

Trama [tradotta da me]: C'è una cosa che Jay Collier sa per certo—lui è un'anomalia statistica in quanto unico ragazzo gay dichiarato nella sua piccola cittadina di campagna nello stato di Washington. Mentre tutti i suoi amici non fanno altro che parlare delle loro relazioni e botte e via eterosessuali, Jay può solo sognare le sue prime volte compilando una lista di tutte le romantiche cose-da-fare di cui un giorno spera di poter fare esperienza—la sua Gay Agenda.

Poi, contro ogni previsione, la famiglia di Jay si trasferisce a Seattle e lui comincia il suo ultimo anno in un liceo con un'attiva comunità LGBTQIA+. Per la prima volta in assoluto Jay sente di aver trovato finalmente un posto a cui appartenere, dove può flirtare con Ragazzi Davvero Sexy e cercare l'amore. Ma mentre Jay comincia a cancellare le voci dalla sua lista, si sente presto in conflitto con il suo cuore e con i suoi ormoni, i vecchi amici e quelli nuovi...perché, dopotutto, la vita e l'amore non vanno sempre secondo i piani.

Dallo scrittore al suo primo romanzo Jason June arriva una commovente e divertente storia sex-positive sulle complessità dei primi amori, delle prime esperienze e dei primi cuori infranti—e su come rimanere fedeli a se stessi anche di fronte a ciò che non ci aspettava.
 
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Mi sento un po' in conflitto nei confronti di questo libro: ne ho apprezzato il messaggio e l'intenzione, ma ci sono state tante altre cose - forse perché sono ormai fuori target e sto dimenticando com'era essere adolescenti - che mi hanno fatto storcere il naso. 


Jay Collier è una giovane ragazzo gay, l'unico del suo piccolo paese di nome Riverton - collocato nel bel mezzo del nulla nello stato di Washington. Sa tutto di statistiche, è appassionato di liste e mentre tutti intorno a lui sperimentano i primi amori e le prime esperienze sessuali, lui può solo sognarsele - tanto più che l'estate prima dell'ultimo anno trascorre ancora più solitaria del solito quando la sua migliore amica Lu si trova il ragazzo e Jay si sente ancora di più lasciato indietro. 

La svolta arriva quando deve trasferirsi a Seattle a causa del lavoro di sua madre - improvvisamente è circondato da una comunità queer, sta incontrando altri ragazzi gay e molte delle voci sulla sua lista/manifesto vengono spuntate a velocità record - anche grazie al suo nuovo amico Max, dai lunghi capelli biondi e un impeccabile senso dello stile che si proclama la sua guida gay per far sì che Jay viva tutte le esperienze che si è perso nei primi diciassette anni della sua vita. 

Così Jay assiste ad uno spettacolo di drag queen, esce con un ragazzo, ne bacia un altro e inizia anche ad avere qualche esperienza sessuale - peccato che non sempre sia sincero e che spesso menta, sia con i ragazzi che frequenta che con Lu, rimasta a Riverton e in crisi con il ragazzo e con la vita in generale. 


Dunque, di base lo trovo un romanzo molto realistico per quanto concerne il comportamento adolescente. Jay è un ragazzo di diciotto anni che non ha mai avuto esperienze, quindi è logico che abbia gli ormoni a mille e voglia farsi qualsiasi cosa si muova. Ci sta che nella vita si possa andare a letto con qualcuno in stile "amici con benefici" e intanto innamorarsi di qualcun altro - di fatto Jay e Albert non hanno mai dichiarato di avere un rapporto esclusivo, ma ad un certo punto è chiaro che la cosa cominci a farsi seria e Albert non se la prende tanto per il tradimento in sé perché di fatto non avevano ancora reso le cose ufficiali, ma proprio perché Jay non fa altro che mentire e tacere sulle cose e perché si sente usato da Jay come se fosse solo un elemento della lista da spuntare. 

Jay è molto disonesto - vuole tentare di rendere tutti felici, ma intanto ricevere tutti i benefici: va a letto con un ragazzo e intanto esce con Albert, promette alla sua amica Lu di esserci per il ballo a Riverton ma poi non vuole perdere tutte le occasioni ed esperienze gay che sta vivendo e quindi finge di essere già fidanzato con Albert, rinfacciando a Lu che anche lei l'aveva piantato in asso durante l'estate per stare con Chip. 

Le relazioni tra tutti loro sono realistiche: potevo capire benissimo il fastidio di Jay nei confronti di Lu perché anche io sono stata messa da parte da certe amiche quando queste si sono trovate il ragazzo, potevo capire la sensazione di sentirsi lasciati indietro e di voler vivere in prima persona quelle esperienze che per gli etero sono più facili e quasi scontate, ma sebbene non si sia trattato di effettivo tradimento, per me è stato come se lo fosse e tutto questo mi ha portata ad essere molto critica e, lo ammetto, a giudicare parecchio. 

In generale non ho amato nessuno dei personaggi: Jay etichetta praticamente ogni ragazzo che vede come VSB (Very Sexy Boys) - la sigla torna continuamente nelle frasi di Jay e dopo un po' mi ha dato a noia perché capisco gli ormoni e i diciotto anni, ma dopo un po' possiamo andare oltre le apparenze? Sembra invece che trovarsi un ragazzo e avere esperienze sessuali diventi la sua intera personalità - inoltre la mancanza di onestà e rispetto nei confronti degli altri mi ha dato alquanto fastidio. 
Lu mi ha ricordato tanto certe mie ex-amiche, che prima spariscono quando si fidanzano e poi quando si mollano ritornano e pretendono che tu riprenda da dove vi siete lasciate anche se per te la vita nel frattempo è andata avanti. 
A Max non gli si può dire niente che si voglia tenere segreto perché subito lo andrà a riferire a qualcuno: in un caso non è stata neanche colpa sua, ma di una bugia che Jay aveva detto e di cui Max era totalmente all'oscuro, ma andare a spiattellare ad un'altra persona la Gay Agenda di Jay - sebbene involontariamente - mi è sembrata una violazione della privacy che io non avrei perdonato. Certo Jay non aiuta, infoiato dagli ormoni com'è, perché lui stesso - a dispetto delle sue proclamazioni di volere che tutto accada in maniera naturale ed organica - si comporta come se fosse una lista di cose da spuntare e addirittura nel minore tempo possibile, tanto che il romanzo copre la durata di un mese. 

Di base ho apprezzato l'intenzione della storia e il suo messaggio - è un romanzo dove la sex-positivity fa da padrone, di sesso se ne parla tranquillamente, lo si fa e la cosa non viene censurata. Siamo in un mondo idilliaco, dove Jay non è mai stato bullizzato per il suo essere gay, dove nessuno prende in giro Max per il suo aspetto a volte femminile, dove andare ad un brunch drag è una cosa totalmente normale, dove la squadra di football segue un corso di fashion design e nessuno batte ciglio. 
Però lo stile di scrittura mi ha un po' urtata - tutte le liste di Jay (e sono tante) ripetute per intero ogni volta che spuntava una voce e tutti i VSB - e certi comportamenti dei personaggi non hanno aiutato, per quanto assolutamente in linea con l'essere adolescenti quindi sarò io che sono ormai fuori target. Inoltre, se vi aspettate di trovare del romanticismo, rivolgetevi altrove - qui sono gli ormoni e l'attrazione sessuale a fare da padrone, tanto che la chimica tra Jay e Albert io non l'ho neanche percepita e li si vede veramente poco interagire in paragone a tutto il resto.

Ammetto che mi aspettavo molto di più da questo libro e forse qualcuno più in target - sia come età che come orientamento sessuale - lo apprezzerà di più, ma per me sono tre stelline un po' stiracchiate.

venerdì 26 febbraio 2021

[Recensione] "The Good Girls" di Claire Eliza Bartlett

Chi ha le analisi del sangue questa mattina per vedere se ha ancora il ferro sotto i tacchi alzi la mano. Solo io? Ah, solo io.  

Gente, io credo di non aver spoilerato niente - mi sembra di non aver detto niente, eppure la recensione mi appare chilometrica. Che me lo dite se mi dilungo troppo ed è ora che io impari a trovare il modo di accorciare le recensioni?
 
 
Titolo: The Good Girls
Autrice: Claire Eliza Bartlett
Data di uscita: 1 dicembre 2020
Durata: 9H 55Min (Storytel Edition)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/3qtqJpP

Trama [tradotta da me]: La piantagrane. L'ambiziosa. Il capitano delle cheerleaders. La ragazza morta.

Come ogni scuola in America, Jefferson-Lorne High contiene tutte le ragazze di cui sopra.

Dopo lo scioccante omicidio di una ragazza dell'ultimo anno, Emma Baines, tre delle sue compagne di scuola sono in cima alla lista dei sospettati: Claude, la famigerata ragazza delle feste; Avery, la capo cheerleader; e Gwen, la futura valedictorian.

Tutte hanno un'etichetta, che piaccia loro o meno--e Emma era sempre stata conosciuta come la brava ragazza. Ma le apparenze non sono mai quello che sembrano e la verità che sta dietro a ciò che è davvero capitato ad Emma potrebbe essere semplicemente nascosta in bella vista. Mentre segreti sepolti da tempo vengono alla luce, l'orologio per trovare l'assassino di Emma ticchetta--prima che un'altra brava ragazza venga uccisa.

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Questo libro viene consigliato a chi ha amato Uno di noi sta mentendo di Karen M. McManus e Sadie di Courtney Summers. Ora, voi sapete che essendo la Summers la mia autrice preferita, questo non è un paragone che prendo alla leggera - in passato è sempre andata male con tutti i libri a cui veniva associato. 
 
Stavolta invece è andata bene: The Good Girls prende il mystery thriller adolescenziale della McManus e lo combina con il femminismo e le ragazze unlikeable della Summers - però senza la sua cruda brutalità e, per questo motivo, spesso il paragone lo trovo inaccettabile. Quindi sì, manca la scrittura tagliente e brutale della Summers, l'orrore infinito suggerito anche con poche parole, ma trovo che la Bartlett abbia fatto comunque un lavoro eccellente nel comunicare i punti fondamentali della sua storia e la sua scrittura li porta al lettore in maniera lo stesso chiara, diretta, coinvolgente ed efficace. 

Dirvi i contenuti trigger di questo libro sarebbe spoilerare una parte fondamentale della storia che sta alla base di tutto, quindi non lo farò - sappiate però che ci sono dei trigger. 


Il libro si apre con il punto di vista di una ragazza, inseguita nella notte e consapevole di essere sul punto di morire - uccisa per mano di qualcuno, spinta giù da un ponte tra le acque gelide di dicembre del fiume che scorre appena fuori Lorne, Colorado. 

Il giorno dopo si scopre che la ragazza è Emma Baines: un video che mostra cos'è accaduto ad Emma la notte precedente viene postato sulla sua pagina Facebook, diventa presto virale e la denuncia di persona scomparsa si trasforma in un'indagine per omicidio. 
 
Il ponte sul fiume da cui è stata spinta è tristemente noto a tutti: una leggenda narra che una strega di nome Anna fu giustiziata vicino al fiume e ogni tanto Anna's Run - così il nome del fiume in quale particolare punto - reclama per sé un sacrificio e tutti sanno che la corrente del fiume in quel punto è troppo forte, rendendo impossibile la sopravvivenza una volta finiti in acqua.

Anna's Run è anche il punto dove si ritrova la gente poco raccomandabile - un po' come Claude Vanderly, la ragazza che incarna tutto ciò che la benpensante Lorne detesta: va a letto con chi le pare senza problemi, è una vandala e una delinquente già portata in centrale diverse volte. Ciò la porta ad essere la prima sospettata: nonostante il suo essere femminista professando sex-positivity e indignazione per una notizia di cronaca che vede tutti simpatizzare con un senatore accusato di molestie durate anni nei confronti di una donna e iniziate quando era ancora adolescente, lei resta comunque la puttana di Lorne - non può non essere coinvolta, no?

La seconda sospettata è Avery Cross, capitano di un gruppo di cheerleader che viene chiamato da tutti "wolf pack" - e lei è la capobranco. Che Avery sia bisessuale è di dominio pubblico, così come lo è il fatto che Emma fosse negata per il cheerleading e che lo facesse solo perché le servivano i crediti extrascolastici per riuscire ad ottenere una borsa di studio - i pettegolezzi e le domande sulla vera natura del loro rapporto circolano da anni per tutta la scuola e per tutta Lorne. 

Infine c'è Gwen Sayer, considerata da tutti una stronza del tutto priva di emozioni ed empatia. La sua rivalità con Emma è di vecchia data: non solo entrambe concorrevano per la stessa borsa di studio che avrebbe permesso loro di lasciare finalmente Lorne, ma la sorella più grande di Gwen - Lizzy, morta suicida due anni prima - era la mentore di Emma, causando perciò una serie di gelosie a fronte del loro legame.

La polizia le interroga più volte in cerca di alibi, connessioni, omissioni, buchi nelle loro storie e cose che non collimano e tutte e tre hanno qualcosa da nascondere. 
Tra la puttana piantagrane a cui piace fare festa, la cheerleader ricca e con la testa vuota e l'ambiziosa arrivista, chi è responsabile per la morte della brava ragazza Emma Baines? 


Ho solo rielaborato la trama e allungato un po' il brodo perché ci sono tante cose da scoprire in questo libro - tanto che per tutta la prima metà non avevo proprio idea di che pesci pigliare e solo dopo aver passato la metà ho cominciato a sparare tutte le ipotesi che mi venivano in mente. Solo al 65%, a tre ore dalla fine, ho cominciato a mettere insieme i primi pezzi e poi da lì ogni cosa ha cominciato ad incastrarsi e ad andare al suo posto - c'è comunque una cosa che ho trovato poco chiara, una dinamica in particolare la cui risoluzione è rimasta senza una risposta chiara e definitiva. Non so se sia stato fatto apposta come per il finale di Sadie, ma non credo - ci sono indizi che sembrano portare in una direzione precisa, ma senza alcune certezza.

Ho trovato le ragazze tutte interessanti, i titoli dei capitoli erano tutti una "etichetta" che era stata affibbiata loro per definirle e chiuderle in "gabbia" - scopriamo poi che quell'etichetta non le definisce e che c'è molto altro della loro persona, ma le tre ragazze sono anche capaci di sfruttare quell'etichetta a loro vantaggio quando serve. 
 
I capitoli dal punto di vista delle ragazze poi vengono alternati da estratti del diario di Emma che partono da lontano e ci avvicinano alla data della sua morte, referti della scientifica, trascrizioni di chiamate al 911 e interrogatori, documenti della polizia, post di un blog il cui autore sembra sapere molte più cose della polizia e soprattutto fare meglio il loro lavoro. E come spesso accade nei mystery thriller young adult la polizia è totalmente inutile, ma qui serve anche per evidenziare quanto anch'essa sia influenzata dai pregiudizi e dai preconcetti - quanto tutti facciano distinzione tra bianco o nero, tra brava ragazza o puttana. Sono la dimostrazione di ciò che noi vogliamo vedere, incasellandolo in qualcosa che conosciamo e ci mette a nostro agio a dispetto di ciò di cui si tratta realmente e che non vogliamo vedere - e ci sono tante cose in questo libro che gli adulti non hanno voluto vedere e in cui hanno miseramente fallito.

The Good Girls mi ha saputa coinvolgere, mi ha fatta inorridire, mi ha fatta arrabbiare, mi ha fatto avere paura e mi ha fatta indignare. Ma The Good Girls è anche un libro in cui le ragazze prendono in mano la loro vita - per cambiarla, per non farsi più dire e imporre dagli altri chi essere e come essere, per avere un futuro scelto da loro, per dare giustizia a chi non l'ha avuta quando in alcuni casi è troppo tardi o quando c'è ancora speranza, per rendere il mondo un posto più sicuro. 

The Good Girls è un libro dove le ragazze non sono quello che sembrano, non sono definite da una sola caratteristica - da una sola qualità o da un solo difetto. Come noi. 
Un libro in cui le parole e i gesti contano, in cui devi rischiare per fare la cosa giusta, in cui una ragazza che ha smarrito se stessa non vale meno di un'altra - The Good Girls va contro chi vuole fare un esempio di queste ragazze per mettere in guardia le altre sulla fine che fanno le brave ragazze che si perdono, va contro chi vuole scrivere un manuale su come deve essere e comportarsi una Brava Ragazza, va contro chi vuole tenere loro la bocca chiusa - magari per sempre. 

Lo consiglio? Ovviamente sì.
 

lunedì 22 febbraio 2021

What's on my bedside table? #88 | "The Good Girls" di Claire Eliza Bartlett

Avete presente quando vi fate dei programmi? 
 
Beh, io avevo pensato di postare questo aggiornamento molto prima - magari dopo aver guardato un episodio di Batwoman dopo pranzo - e invece siamo qui, senza che io abbia combinato niente delle cose sopra citate.  
 
Ma ho un buon motivo: oggi finalmente mi è arrivato il CD dei The Night Game - aka Martin Johnson - e non potrei essere più felice. Sono già al terzo ascolto e lo amo - lo dichiaro già uno dei migliori album del mio 2021. 
Insomma, ci ha messo meno tempo a partire dal Tennessee, passare per la Florida e decollare da New York che arrivare a casa mia una volta atterrato a Malpensa. 
 
Ma è arrivato - autografato - e io sono una bambina felice.

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"The Good Girls" di Claire Eliza Bartlett
Un mystery thriller young adult.


SONO A... 
Pagina a 2H 10Min. L'ho cominciato ieri pomeriggio tardi e di solito la domenica non riesco a combinare molto in quanto a letture, invece sono presa benissimo. Inizia con il punto di vista di una ragazza che sta per morire, uccisa per mano di qualcuno che non sappiamo e adesso il libro ci sta presentando chi la conosceva e i probabili sospetti che, manco a dirlo, ovviamente nascondono tutti qualcosa. Non ho ancora teorie perché sono a malapena al 20%, però ammetto che un pensiero in particolare me lo sono fatta - vedremo. E poi mi piacciono un sacco i titoli dei capitoli, che presentano i personaggi come il cliché e la nomea che il gossip cittadino vuole vedere.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
...tra le voci c'è una delle mie narratrici preferite, è un mystery thriller che tira in ballo chi ha amato One of Us is Lying e Sadie e non potevo resistere a questo.

venerdì 5 febbraio 2021

[Recensione] "Master of One" di Jaida Jones & Dani Bennett

Una volta mi ero "lamentata" di non saper recensire i romance e i classici perché, di norma, sono fuori dalla mia comfort zone. Ma ancora più fuori dalla mia comfort zone sono i fantasy - genere che leggevo molto di più quando piccola e che ho relegato a sola visione cinematografica in età adolescenziale e adulta.

C'è stato qualcosa però in questo libro che mi ha attirata, una volta che ho cominciato a sentirne parlare davvero bene - così, appena approdato su Storytel, mi ci sono fiondata.
 
 
Titolo: Master of One
Autrici: Jaida Jones & Dani Bennett
Data di uscita: 10 novembre 2020
Durata: 15H 40Min (Storytel Edition)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/390Sxvw

Trama [tradotta da me]: Rags è un ladro—uno di quelli proprio bravi. Ha rubato dai forzieri dei nobili, derubato le tasche dei soldati e persino sfilato qualche anello dalle dita di qualche passante. Avanti così fino a quando non è stato catturato dalla guardia reale e costretto a trovare un'antica reliquia fatata per il sadico stregone di corte.

Ma Rags non avrebbe mai potuto immaginare che questa "reliquia" sarebbe stata in realtà un fae in carne e ossa—un
antico principe fae così bello da far girare la testa e perfetto in maniera irritante chiamato Shining Talon. Per fortuna che Rags è bravo a reagire prontamente a tutto perché le cose da lì si fanno ancora più strane...

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TRIGGER WARNING: violenza, tortura, morte, sangue, scene cruente, perdita del libero arbitrio.


Il libro si apre con Tomman Ever-Loyal, figlio maggiore di una delle famiglie più nobili presenti alla corte della regina Catriona Ever-Bright, che assiste impotente al quasi totale sterminio della sua famiglia - sfruttando l'accusa di tradimento nei suoi confronti per evitare future vendette e rivalse. Accusa che è fondata, perché quello che ha scoperto potrebbe veramente cambiare tutto e preferisce uccidersi piuttosto che dire - o essere costretto a dire - allo stregone di corte più potente della regina, Morien The Last, ciò che ha trovato nelle profondità più oscure del castello. 

Un anno dopo, convinto di fare il colpo del secolo e pertanto impossessarsi dei gioielli della corona, Rags - un ladro di sedici anni che vive da sempre in strada - viene beccato e portato al cospetto di Morien The Last e Lord Faolan Ever-Learning. Qui scopre che non esisteva nessun colpo del secolo, che era stata una trappola altamente congegnata per scovare il ladro migliore e obbligarlo a trovare il vero tesoro per conto della regina. E Rags non può rifiutarsi, letteralmente non può - la magia di Morien sfrutta gli specchi e il loro potere e una scheggia di esso gli viene piantata nel cuore senza che Rags riesca ad impedirlo: con quella scheggia nel cuore, Morien può vedere e ascoltare tutto ciò che vede e ascolta Rags, può comandargli di fare qualsiasi cosa lui voglia e può ucciderlo al minimo fastidio o al minimo inconveniente che Rags possa provocare - compresa la fuga. 

Rags viene portato nelle Lost-Lands, terre abitate una volta dal popolo fae sterminato centinaia di anni fa dagli uomini della regina - ma non prima che il loro re, Oberon Black-Boned, maledisse la famiglia Ever-Bright condannando le sue regine a non avere eredi. Ma Catriona Ever-Bright - ultima del suo nome quando è ascesa al trono - non solo è riuscita in qualche modo a spezzare la maledizione e ad avere figli, ma gode anche di una vita innaturalmente lunga e di un aspetto innaturalmente giovane. Questo però non è abbastanza: ci sono altri tesori sepolti sotto le rovine della corte caduta dei fae e Rags è incaricato di superare tutte le trappole potenzialmente mortali e trovare il tesoro. 

Il tesoro che immaginava però - e di cui sperava di intascarsi una piccola parte - non esiste: nell'ultima camera, dopo tutta una serie infinita di prove quasi letali, Rags trova un fae addormentato in una bara di vetro. Incapace di resistere, come attirato da qualcosa di più grande di lui, al suo tocco il vetro esplode in mille pezzi e il fae - che si presenta come Shining Talon - gli giura fedeltà e devozione. 
Alla comparsa di Morien però, per evitare che questi uccida Rags, Shining Talon è costretto a rivelare quale sia il vero tesoro: un'arma o uno strumento dal nome The Great Paragon, creato centinaia di anni fa dai fae come simbolo di unità tra il loro popolo e quello degli umani e composto da sei parti, divise per evitare che cadesse in mani sbagliate - cinque parti destinate a cinque umani degni di entrarne in possesso e una destinata ad un fae. Shining Talon è il Master of Six e Rags, in quanto colui che l'ha svegliato, è il Master of Five - quindi, per quanto Morien vorrebbe tanto torcergli il collo, non può assolutamente uccidere Rags altrimenti passerebbero altre centinaia di anni prima che nasca un altro Master of Five degno. Ciò non significa però che non possa torturarlo almeno un po' alla prima traccia di insolenza.

Inizia così un'avventura più grande di quella che Rags avrebbe potuto immaginare: con Shining Talon che evoca dal fiume One, un'enorme lucertola d'argento che li condurrà al suo padrone e da lì il Master of One li porterà al Master of Two e così via, Rags deve trovare il modo di liberarsi dal controllo di Morien perché è chiaro che le sue intenzioni e quelle della regina sono di usare l'arma per trarne ancora più vantaggio. 

Attraverso terre perdute, terre incantate, nemici e alleati e creature fatte di argento e creature che non dovrebbero neppure esistere, Rags sente come non mai la mancanza della sua semplice esistenza da ladro e mai come in questo momento sente di non essere affatto la persona giusta per compiere il furto del secolo. 


Sembra che io vi abbia raccontato un'infinità di cose, ma questo è solo il primo 15% del libro - perché al suo interno c'è molto, ma molto di più. 

Rags è un ragazzino cinico, sarcastico, incapace di tenere la bocca chiusa anche se questo lo porta ad accendere l'ira di Morien - ma è anche scaltro, capace di vedere ciò che gli altri non vedono e approfittarne, trovando sempre una scappatoia. È sempre stato solo, ha sempre lavorato solo - a Cheapside era l'unica cosa da fare perché la fiducia verso qualcun altro lo avrebbe portato ad essere derubato nel migliore dei casi oppure ucciso nella peggiore delle ipotesi. Ora si trova a dover lavorare in gruppo e soprattutto si trova sempre osservato e tallonato da Shining Talon, che lo vede come l'eroe che lui sa di non essere - trova inconcepibile che sia lui il Master of Five, il padrone di una delle sei creature d'argento che andranno a comporre il Great Paragon. 
 
Rags e Shining Talon li considero un po' i protagonisti perché è con loro che comincia tutto - e Rags è quello che, anche se i conti non li ho davvero fatti, sembra avere la maggior parte dei capitoli dal suo punto di vista. Ma non ci sono solo loro: ci sono una lady caduta in disgrazia ed esiliata, un principe disabile, un disertore della Guardia Reale, un'attrice transgender e ci sono soprattutto le creature d'argento, che creano un legame indissolubile con i loro padroni e provano per loro una devozione senza pari. E ci sono anche le storie del popolo fatato, storie che si rivelano più reali di quanto le leggende facessero credere e che soprattutto fanno ricredere tutti quanti sulle bugie che per anni sono state raccontate sui fae - e quanto ho sofferto ad un certo punto. 
 
Mi sono piaciuti tutti: Rags e il suo cinismo, Shining Talon e la sua devozione, Cabhan e il suo desiderio di fare ammenda, Inis e la sua rabbia e la sua voglia di vendetta, Somhairle e la sua gentilezza. 
Ho odiato Morien con tutte le mie forze e anche Catriona Ever-Bright non è da meno - lei però compare poco e ci lascia un quadro più ampio ancora da esplorare.
 
Il worldbuilding all'inizio mi ha lasciata confusa - anche perché non sono molto avvezza ai fantasy, ma poi ho cominciato a capire questo mondo dalle fattezze e usanze medievali. Ho cominciato a capire le distinzioni tra i nomi e le terre del popolo fae e quelle degli umani e man mano che la storia va avanti, poi tutto prende sempre più forma - sia il passato che il presente e si arriva ad avere un quadro chiaro della situazione. 
 
La prima parte è sicuramente quella più movimentata, quella che assomiglia ad un'avventura di Indiana Jones sulle montagne russe dell'adrenalina e della tensione. Rallenta poi nella parte centrale e accelera di nuovo nel finale, ma non mi sono mai annoiata perché c'era sempre qualcosa di nuovo da scoprire. 

Ho adorato - ADORATO - lo slow burn tra Rags e Shining Talon: è stato lo slow burn degli slow burn. Questo perché Rags sa di non potersi permettere sentimenti o sensazioni di qualsiasi genere, che è pericoloso avvicinarsi o lasciare avvicinare qualcuno - e per quanto inizialmente gli dia fastidio che Tal gli giri sempre attorno, dopo un po' non può farne a meno, ma non può fare anche a meno di domandarsi se Tal lo voglia davvero o se sia "obbligato" dalla devozione fae che gli deve per averlo svegliato in quanto Master of Five. 
No, davvero - Rags e Tal sono bellissimi e non ne avevo mai abbastanza delle loro scene insieme e dei loro momenti comici, specialmente perché Tal a volte prende tutto troppo alla lettera e non capisce l'umorismo o i modi di dire e fare umani. 

Oltretutto ero convinta che questo libro fosse autoconclusivo e sebbene per me il finale possa in qualche modo mettere un punto a questa parte di avventura, allo stesso tempo spalanca le porte per molto, ma molto altro - perché la loro missione non è ancora finita e ci sono ancora molti torti a cui porre rimedio, perciò io spero davvero che esca un sequel prima o poi. 

Insomma, questo libro per me è approvatissimo: è avventuroso, pieno di amicizia in divenire, solidarietà e capacità di fiducia nel collaborare con gli altri per un bene più grande - e finirò sicuramente per comprarlo cartaceo. 

lunedì 18 gennaio 2021

[Recensione] "This Is Not a Ghost Story" di Andrea Portes

Come potete vedere, non sono morta di crepacuore - anzi, nonostante la pelle d'oca di alcuni momenti, mi sono proprio divertita.


Titolo: This Is Not a Ghost Story
Autrice: Andrea Portes
Data di uscita: 17 novembre 2020
Durata: 6H (Storytel Edition)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/35A7enc

Trama [tradotta da me]: Non sono la benvenuta. In qualche modo lo so. Qualcosa non mi vuole qui.

Daffodil Franklin ha dei piani per un'estate tranquilla prima del suo primo anno al college e, fortunatamente, ha trovato un lavoro che può darle proprio quello che cerca: badare alla villa di una coppia facoltosa.

Ma mentre l'estate avanza e le ombre si allungano, Daffodil comincia a capire che la villa è più di quello che sembra. La casa spaziosa sembra chiudersi su di lei e mentre percorre la lunga strada che porta in paese, sente degli occhi addosso per tutto il tragitto e qualcosa che la tira indietro verso di essa.

Quello che Daffodil non ha ancora capito è che il suo lavoro richiede un caro prezzo. La casa ha un risentimento di vecchia data che necessita di essere sistemato . . . e Daffodil è la chiave per farlo. 

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Dopo quindici anni di Supernatural penserete che io ormai mi sia fatta le ossa, ma in realtà erano proprio le puntate con le case infestate a mettermi più ansia - così come la prima stagione di American Horror Story, Murder House
Non c'è niente che faccia venire gli incubi come non sentirsi al sicuro in casa propria. 


Diretta al college, quando il treno su cui si trova Daffodil si ferma alla stazione di Scarlett Mills - piena di petunie e sì, di narcisi, proprio come il suo nome - lei scende, convinta che sia un segno e di essere arrivata. 
Scopre presto che non è la sua fermata però, nonostante questo e visto che comunque era nei piani trovarsi un lavoro per potersi pagare il costoso college di Bryn Mawr, Daffodil decide di passare l'estate a Scarlett Mills e trova lavoro presso la casa di un professore - lui deve raggiungere la moglie su un'isola e a lei spetterà il compito di custodire la villa e sorvegliare gli operai che devono costruire una casa per gli ospiti sul retro. 

A Daffodil non dispiace l'idea di passare l'estate da sola - anzi, era proprio quello a cui aspirava, dal momento che soffre di ansia sociale e si trova particolarmente a disagio con gli uomini tra i venticinque e i quarant'anni di età. Ma non è solo quello - e non è solo il college - che l'ha spinta a lasciare il Nebraska: c'è la cosa che non può essere nominata, l'evento che non può essere ricordato e che non può uscire dalla scatola in cui l'ha rinchiuso per poi essere spinto in un angolo della sua mente. Quindi non importa ciò che porterà l'estate con sé: lei non può permettersi di tornare in Nebraska. 

Ma più passano i giorni e più è difficile mantenere quella promessa: di notte fuori dalla casa si sentono strani rumori, tra le mura della villa accadono cose che razionalmente non dovrebbero succedere, la signora che sta in fondo alla strada entra sempre a suo piacimento e gli operai in teoria lavorano, ma sinceramente a Daffodil sembra che la fossa per le fondamenta sia sempre uguale e che il capo cantiere sia un po' troppo invadente.

Qualcosa - o qualcuno - non la vuole in quella casa e, come se non bastasse, c'è sempre la cosa che non deve essere nominata che minaccia di uscire fuori dalla sua scatola. 


Potete fare tutte le ipotesi che volete - io ne ho formulate a decine e non ci ho preso neanche una volta e manco per sbaglio, proprio cominciando con la prima cantonata che ho preso riguardo alla cosa che non deve essere nominata. 

Daffodil mi è piaciuta tantissimo - tutto il libro è narrato secondo un flusso di coscienza e lei rompe quasi sempre la quarta parete, rivolgendosi al lettore per raccontargli la sua storia e coinvolgerlo nella sua vita. Le cose da pelle d'oca non mancano, ma Daffodil è anche incredibilmente sarcastica, autocritica e autoironica, dotata di un senso dell'umorismo nero che in realtà, pure in alcuni momenti da brividi, mi sono ritrovata a ridere. E lo so che è tremendamente poco realistico essere sarcastici di fronte a cose per cui io sarei morta molto prima di crepacuore assistendo a quello che succede a lei, ma Daffodil cerca sembra di combattere tutto con l'analisi e con la logica - e quando queste non funzionano, il suo cervello vede comunque quello che vuole vedere e lei si rifugia sotto le coperte aspettando il mattino. 
Non riesco a spiegarlo bene, ma giuro che anche nel terrore del momento - sia suo che mio - c'era da mettersi in qualche modo a ridere per come ti presentava le cose. Il fatto che lei si rivolga al lettore, che ricorra all'autoironia e all'umorismo nero proprio nei momenti cruciali aiuta a stemperare il terrore - quindi se siete tipi che ve la fate sotto (come me), questo è il metodo ideale per ascoltare storie che parlano di case infestate.

Daffodil è chiaramente traumatizzata da qualcosa accaduto nel suo passato, qualcosa da cui sta scappando e che non vuole affrontare - badare tutta sola ad una villa per tutta l'estate è il suo modo di processare l'accaduto. 
Più volte ho creduto di aver capito cosa fosse successo e tutte le volte mi sono sbagliata - ed è un percorso tortuoso quello che porta noi e Daffodil a scoprire il passato mentre si racconta un po' alla volta per tutta la durata del libro.

E il finale proprio non me l'aspettavo. 

Se Daffodil e questo libro mi sono piaciuti così tanto il merito va anche a Lauren Ezzo, la narratrice di questo libro - sul serio, la migliore che io abbia mai ascoltato in tutta la mia esperienza con Storytel. Cambiava continuamente il tono di voce - ne aveva uno per tutti i momenti di gioia, di confusione, di panico, di terrore paralizzante, di felicità, di sorpresa; ti faceva immergere completamente nell'atmosfera come se fossi lì con Daffodil. E i suoni onomatopeici, gente - mai sentito niente di così realistico e/o inquietante. Per non parlare degli infarti che mi prendevano anche solo grazie alla sua voce, quando Daffodil entrava in una spirale discendente di panico e la voce diventava sempre più acuta o grave, ma comunque concitata al punto che mancava persino a me il fiato. 

Ci sarebbero diversi content e trigger warning in questo libro, ma anche solo nominarne un paio sarebbe spoiler - perciò, in caso di lettura, dovreste fare un atto di fede.