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lunedì 10 gennaio 2022

[Recensione] "Fuoco sotto la cenere" di Teodora Kostova

Buon inizio settimana, gente - torna una vera recensione su questi schermi, ammesso che mi ricordi come si fa. 

La prima lettura dell'anno non è stata a cinque stelle come quella dell'anno scorso - anzi, forse si meriterebbe pure qualcosa in meno rispetto alla valutazione in stelline che ho effettivamente dato, ma sebbene non sia stata eccelsa come lettura è stata comunque capace di tirarmi fuori dalla reading slump.
 
 
Titolo: Fuoco sotto la cenere
Titolo originale: Stoking the Fire
Serie: Salus Security #1
Autrice: Teodora Kostova
Data di uscita: 27 agosto 2021
Data di uscita originale: 4 marzo 2021
Pagine: 255 (Kindle Edition)
Editore: self-publishing
Link Amazon: https://amzn.to/3IvcjyT

Trama: «Hai assunto il mio ex per farmi da guardia del corpo?»

Quando Alec ha lasciato New York, e ha lasciato me, ero un vero casino e i miei giorni erano uno sfocato susseguirsi di alcool, feste e sesso senza senso.
Fino a quando mia sorella non è quasi morta in un incidente stradale e la sua ripresa è stata la sveglia di cui avevo bisogno.
Adesso, tre anni dopo, mi sono dato una ripulita, sono sobrio e sono finalmente diventato il figlio che mio padre ha sempre voluto che fossi: l’erede della Van Dorf Media Group.
Ma far parte di una delle famiglie più influenti d’America ha degli svantaggi, come dei fantastici suprematisti che cercano di ucciderti.
La soluzione di mio padre? Assumere Alec Bonovich per proteggermi.
Non importa che sia il mio ex.
Non importa che mi basti vederlo perché il cuore mi salti in gola.
Non importa che sia l’unico uomo che mi abbia mai spezzato il cuore.
Perché Alec è il migliore.
Ed è l’unico di cui mi fidi per proteggermi, ora che la mia vita è in pericolo.

Fuoco sotto la cenere è il primo libro della serie Salus Security. Questo romanzo ha per protagonisti una guardia del corpo che vuole una seconda occasione, il riluttante erede di un impero mediatico che non pensa di meritare una seconda occasione e una sottotrama di suspense con un pizzico di angst. Tutti i libri della serie possono essere letti come stand-alone, ma leggerli in ordine offrirà al lettore un’esperienza più ricca.

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Se vogliamo essere del tutto sinceri, questo libro non mi ha entusiasmata troppo ma l'ha fatto quel tanto che basta perché mi sentissi comunque invogliata a proseguire nella lettura e non ricadessi nella reading slump. 
 

Zach Van Dorf è l'erede di un vasto impero mediatico a New York - almeno lo è sulla carta, dal momento che non ha nessuna intenzione di partecipare all'attività di famiglia ma non sa ancora come dirlo a suo padre. Il suo è un cognome pesante: ovunque vada viene riconosciuto, fotografato, taggato e tutti cercano di essergli amici oppure lo osteggiano apertamente come ragazzo viziato ed egocentrico. 

L'incontro con Alec è attrazione a prima vista per entrambi: Alec è un ex-militare che sta costruendo la sua società di sicurezza ed è l'unico capace di distrarre Zach dalla sua ansia e dal suo perenne controllare i social media per vedere cosa la gente e le malelingue dicano di lui e della sua famiglia. 

Entrambi però non sono pronti per una storia che ha già tutte le connotazioni di una relazione seria: Alec è ancora tormentato dagli incubi e dal suo disturbo da stress post-traumatico, Zach non riesce a fregarsene di quello che la gente dice di lui e non riesce a gestire l'ansia. Il fatto che poi Alec debba andare a Los Angeles per trovare investitori e costruire seriamente la sua società non aiuta affatto - e così Zach, che non ha intenzione di mollare tutto per seguirlo, lo lascia nel più crudele dei modi. 

Tre anni dopo, una serie di attentati e minacce alla famiglia Van Dorf riportano Alec nella vita di Zach, quando il padre di quest'ultimo decide di assumerlo per proteggere suo figlio. Zach non ne vuole sapere di limitazioni alla propria libertà - anche se ora è tutto casa e università e non più feste e club privati - e di avere una guardia del corpo che lo segue ovunque. Soprattutto non ne vuole sapere di Alec perché, e lo sa benissimo, non ha mai smesso di amarlo e vederlo è un continuo colpo al cuore. 


Quello tra Zach e Alec è chiaramente un instalove - che in realtà stavolta non mi ha disturbata tanto quanto avrebbe fatto in altre occasioni. A disturbarmi di più è stato il "tell, no show" dell'autrice - tante cose della conoscenza tra Zach e Alec, del loro rapporto e della sua profondità ci vengono dette e non mostrate e io non mi sono mai sentita coinvolta emotivamente da loro o dalla loro storia. 

Zach è un ragazzo egocentrico e viziato che di base non ha questa gran crescita emotiva - e anche se ce l'ha, ci viene detto e non mostrato. Ha fatto una carognata nei confronti di Alec, il quale avrebbe meritato molto di meglio e invece quest'ultimo continua ad adorare Zach qualunque cosa faccia ed è praticamente il suo zerbino - ci sarebbe proprio voluto il suo punto di vista perché Alec non riusciamo mai a conoscerlo davvero o a sapere qualcosa del suo passato che non siano informazioni riportate da Zach in passaggio a seconda dell'occasione o della circostanza in cui si trovano. 

Lo stesso vale per il migliore amico di Zach, Adrian - complice anche lui, sebbene involontario, della carognata. Anche lui non è un personaggio che ho particolarmente amato - un personaggio che vuole mantenere a tutti i costi un alone di mistero in quanto "giornalista investigativo", ma che risulta alquanto irritante con questo atteggiamento. Lui sarà il protagonista del secondo romanzo e potrei anche leggerlo quando uscirà, ma anche in questo caso Felix - proprio come Alec - si meriterebbe di meglio. 

Il mistero di fondo, ciò che sta alla base delle minacce alla famiglia Van Dorf, è un po' debole e lasciato in disparte per la maggior parte del romanzo - e anche quando viene affrontato, viene affrontato in maniera alquanto superficiale perché il focus resta sempre la storia tra Zach e Alec. O meglio, Zach resta sempre concentrato su stesso e su quello che prova per Alec, sul sesso tra loro e su quanto sia magnifico e su quello che Alec potrebbe o non potrebbe provare per lui. Cioè, alla fine manco ho capito in cosa si è laureato e che lavoro andrà a fare - anche se in realtà non mi sembra dissimile da quello che avrebbe potuto fare lavorando per suo padre.

Fuoco sotto la cenere non è stata per me una lettura memorabile oppure emotivamente coinvolgente, ma è stata quello di cui avevo bisogno per ricominciare a leggere e sentirmi di nuovo invogliata a riprendere in mano un libro - a volte basta solo questo. 

sabato 31 luglio 2021

[Recensione] "Audrey" di Sean-Paul Thomas

Ci credete che siamo qui con una recensione?
E soprattutto con la recensione di un libro che ho cominciato il 12  giugno?
 
 
Titolo: Audrey
Autore: Sean-Paul Thomas
Data di uscita: 23 maggio 2021
Pagine: 250 (Kindle Edition)
Editore: self-publishing
Link Amazon: https://amzn.to/3vJoEbI

Trama [tradotta da me]: Appena uscito di prigione, un giovane idraulico e aspirante scrittore, Joe, incontra un'attrice francese di mezza età ormai relegata solo a ruoli secondari che tenta di aiutarlo a riavvicinarsi alla figlia trasformando la sua sceneggiatura in un film a Parigi. 

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Questo libro è capitato nel periodo sbagliato perché in piena stagione turistica non ho la testa nemmeno per la lista della spesa, figuriamoci un romanzo in inglese. 


Joe è sempre stato affascinato dal cinema e il suo sogno è sempre stato quello di fare lo sceneggiatore, ma si sa che la vita ha altri piani - pur non demolendo del tutto le sue aspirazioni, i suoi genitori l'hanno sempre invitato ad avere una carriera sicura e a seguire le orme del padre nel ramo idraulico. Joe forse non ha mai avuto il coraggio necessario per fare un atto di fede e buttarsi nel cinema e dopo il lavoro, il matrimonio con Julie e la nascita di Sarah, sempre più spesso i suoi abbozzi di sceneggiature rimanevano abbandonati e dimenticati sul computer. 

Ora uscito di prigione dopo cinque anni, una ex-moglie che non gli vuole neanche parlare e una figlia che ha dimenticato la sua esistenza, Joe può fare affidamento solo sull'amico e coinquilino Colm mentre tenta di riadattarsi alla vita normale e cerca di trovare il modo di potersi ricongiungere con la figlia. In prigione ha scritto una sceneggiatura, la prima e unica che ritiene davvero valida, ma Edimburgo non è Hollywood e quindi sembra destinata a rimanere l'ennesimo sogno nel cassetto. 

Al festival del cinema però incontra Audrey Beart: mentre tutti svengono davanti alla supermodella protagonista del film, Joe è affascinato dall'attrice non protagonista dall'aria sbarazzina che risulta anche essere la sceneggiatrice del film. Superando la timidezza, Joe riesce ad attaccare bottone e Audrey sembra davvero interessata a quello che lui ha da dire - Audrey rimane anche estremamente colpita dalla sceneggiatura di Joe, così tanto che ritiene possa diventare un film prodotto a basso budget in Francia. 

Joe quasi non riesce a crederci - tutti i suoi sogni sono finalmente a portata di mano e chissà che questo non lo porti poi a ritrovare anche Sarah. 


L'ambientazione scozzese con questo autore è la prassi - le descrizioni di Edimburgo sono state molto belle e suggestive e altrettanto si può dire di quelle di Parigi, specialmente per quanto riguarda le catacombe. 

Ci si mette un po' a scoprire perché Joe è stato in prigione, forse un po' troppo - l'attesa in realtà non mi sarebbe neanche dispiaciuta se non avessi visto ripetere la stessa frase tre o quattro volte come giustificazione alla riluttanza di Joe nell'aprirsi con gli altri e con il lettore. Ed essendo un self, qualche errore e qualche ripetizione di troppo che fanno incespicare la lettura ci sono. 

Joe e Audrey vengono approfonditi quanto basta - i due hanno vite estremamente diverse che, pur partendo da una situazione che ovviamente non capita tutti i giorni e risulta quindi quasi fantastica, prendono poi una strada e una risoluzione alquanto realistica. Questo è un aspetto che ho apprezzato molto e il tratto dolceamaro è qualcosa che si ritrova sempre con questo autore. 

Audrey è di sicuro una dichiarazione d'amore al cinema, a quello europeo a volte molto distante dallo stile hollywoodiano - ma sempre con gli stessi meccanismi di luci e ombre, di fascino ma anche di meschinità e ripicca. Peccato perché avrei voluto vedere un po' di più della vita in generale di Joe o di Sarah - in fondo è per lei che Joe fa tutto questo, invece questa è solo la parentesi parigina del percorso di riabilitazione di Joe. 
Invece è la Audrey del titolo che ruba la scena: sbarazzina, carismatica, affascinante - ovunque vada riesce ad attirare l'attenzione e le simpatie su di sé.

Resta comunque un buon romanzo, è stato il periodo totalmente sbagliato per leggerlo.

lunedì 14 giugno 2021

What's on my bedside table? #92 | "Audrey" di Sean-Paul Thomas

Inizia una nuova settimana - ma per me i giorni sono tutti uguali perché non esiste giorno di riposo e solo le rubriche del blog mi aiutano a capire a che punto siamo.
 
Nel frattempo però, ehi... sono riuscita a prenotare il vaccino. 
O meglio, l'ha fatto mia madre di attaccarsi al telefono perché io ero al lavoro, ma il nocciolo della questione è quello. 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Audrey" di Sean-Paul Thomas
Con questo autore è sempre difficile inquadrare il genere.


SONO A... 
Pagina 10%. Indietrissimo - l'ho cominciato venerdì, sabato non ho letto niente e ieri sono arrivata dove mi vedete ora perché il weekend è sempre devastante in una tipica giornata di lavoro in zona turistica. Finora poi è stato solo introdotto il protagonista e ancora non sappiamo niente di cosa l'ha portato a trascorrere i suoi ultimi cinque anni in galera - oggi spero di andare avanti, ma dovrebbe venire anche il tecnico di internet e quindi chissà.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
...si tratta di un omaggio dell'autore stesso, di cui ho già letto diverse cose.

venerdì 21 maggio 2021

[Recensione] "The Weight of the Sky" di Caroline Schley

Puntuale come vi avevo promesso, ecco la recensione di un libro che mi è piaciuto davvero molto e che è uscito ieri negli USA.
 
Grazie a NetGalley per la copia digitale in anteprima.


Titolo: The Weight of the Sky
Autrice: Caroline Schley
Data di uscita: 20 maggio 2021
Pagine: 306 pagine (Kindle Edition)
Editore: self-publishing
Link Amazon: https://amzn.to/3uaU6ig

Trama [tradotta da me]: Per ogni decisione importante nella sua vita, la quindicenne Chris Miller si affida al silenzio piuttosto che al coraggio. Nel suo alquanto brutale quartiere di Bridgeport, Chris si morde la lingua quando la sua migliore amica viene mandata in un centro di detenzione giovanile per un crimine che non ha commesso. In quanto ragazza con una borsa di studio alla St. Catherine’s Prep, Chris si sente in dovere di assecondare il ‘drinkstagram’ che avviene alle feste a cui partecipa. A casa con una madre autoritaria si sente costretta ad ingoiare le sue domande a proposito dell'identità di suo padre. Chris capisce che una quieta insicurezza non è il modo più audace di approcciarsi alla vita, ma l'aiuta ad arrivare a fine giornata illesa. Fino a quando viene aggredita sessualmente.

Come conseguenza, i fragili meccanismi di adattamento di Chris crollano insieme ai suoi voti e alla sua esile felicità, eppure non riesce a trovare il coraggio di denunciare l'aggressione. Ad un bivio, Chris è costretta a fare volontariato in un programma doposcuola per mantenere la borsa di studio e si ritrova catapultata proprio nel quartiere da cui ha cercato di fuggire. Quando la sua famiglia è spinta nel mirino di una guerra tra gang, Chris scopre quanti danni può provocare il suo silenzio. Alla fine dovrà decidere se continuare a restare zitta mentre gli altri prendono le decisioni e restare una vittima o crearsi la forza di prendere posizione, dire la verità e chiamare se stessa una sopravvissuta. 
 
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TRIGGER WARNING: alcol, acquisto di sostanze stupefacenti, aborto (menzionato), dubbio consenso, aggressione, stupro.


Bridgeport, Connecticut. Chris vive nella parte più povera e criminale della città, ha quattordici anni e ha appena ottenuto una borsa di studio per frequentare il secondo anno di liceo al St. Catherine's, una prestigiosa scuola privata dall'altra parte della città. Da sempre sono solo lei e sua madre, un'infermiera che si è fatta da sola attraverso grandi sacrifici e che ripete sempre a Chris quanto sia importante sfruttare tutte le opportunità che le vengono date - però di suo padre non fa mai parola e anche la sua amica Lesley non viene vista di buon occhio. 

Chris è fondamentalmente una brava ragazza, ma sua madre non sa che ha già baciato un ragazzo e fatto un po' di esperienza e che Lesley è bravissima nel sottrarre l'alcol alla madre e conosce le persone giuste da cui comprare erba - inoltre Chris non è neanche sicura che il sogno di fare il medico sia davvero soltanto suo. 

Il St. Catherine's è tutto un altro mondo rispetto al suo e le differenze sociali ed economiche sono fin troppo evidenti, anche se le sue nuove amiche Sterling, Bree e Ainsley non glielo fanno mai pesare. Però è anche una scuola estremamente competitiva e la pressione esercitata da sua madre perché Chris eccella in ogni campo non facilita le cose - Chris vorrebbe anche passare del tempo normalmente con le sue amiche tra pigiama party, merende al diner frequentato dai ragazzi popolari e feste di quelli dell'ultimo anno a cui imbucarsi. E all'ultimo anno c'è anche un ragazzo terribilmente affascinante per il quale Chris si prende una cotta, nonostante tutti gli avvertimenti delle sue amiche e anche del fratello e dell'amico di una di loro. 

Ed è proprio ad una di queste feste che accade una delle cose più brutte che può accadere ad una ragazza, le cui conseguenze sono tragiche: delle tre persone alle quali Chris prova a dirlo immediatamente solo una le crede ed è dalla sua parte, mentre i suoi voti vanno a picco e l'intera sua vita sembra andare in pezzi - dolore, rabbia, vergogna, paura ora le uniche costanti della sua vita e dei suoi incubi. 
Solo accettando il sostegno di chi non l'ha mai abbandonata e ricordando l'amore e gli insegnamenti datele da quello che è stato il suo padre putativo, Chris riuscirà a rimettersi sulla strada giusta per imparare a guarire e a cicatrizzare le ferite. 


Dalla trama il libro sembra più un The Hate U Give di quanto non sia in realtà. Ci viene detto che quello di Chris non è un bel quartiere e che Jose - il marito della migliore amica di sua madre e l'unica figura paterna che Chris abbia mai conosciuto - è in carcere da cinque anni perché si è ritrovato in mezzo agli affari di una gang e non ha voluto denunciare per paura delle ripercussioni, ma a parte qualche notizia in seguito e l'incontro con persone della sua vecchia vita, l'esistenza di Chris scorre lontana da quei binari.

La prima metà del libro è quasi tutta focalizzata sulla differenza economica tra Chris e le sue amiche e la costante vergogna di non sentirsi all'altezza, nonostante sua madre le abbia sempre detto che una persona ricca non è meglio di lei solo perché ha più soldi a sua disposizione. Celeste è una madre dura, che certamente cerca di fare del suo meglio in quanto madre single, ma che spesso risulta antipatica per le aspettative che riversa sulla figlia e perché lei stessa finge che vada tutto bene e non parla dei problemi anche quando chiaramente c'è qualcosa che non va. 

Il libro inizia a coinvolgere emotivamente di più dalla festa di Halloween in poi - e il dubbio consenso di Chris con Caldwell, il ragazzo per cui ha una cotta e da cui tutti l'avevano messa in guardia, non è nemmeno la parte peggiore della storia. L'autrice ha fatto un lavoro eccezionale nel descrivere e nell'affrontare tutte le conseguenze nella vita di Chris in seguito all'aggressione sessuale: la rabbia, la vergogna, la paura, l'apatia, l'incapacità di concentrarsi, l'allontanamento anche delle persone che le credono e la vogliono aiutare - tutto è descritto in maniera così realistica che fa male al cuore. 

Ho amato profondamente l'amicizia tra Chris e Petey, già nell'aria ancora prima di quella notte - Petey è chiaramente un ragazzo che, per esperienza personale, sa benissimo che i soldi non ti rendono automaticamente una brava persona e che è determinato ad aiutare Chris in qualunque modo, anche chiedendo aiuto su come fare alla sua ragazza al college. L'impegno e l'attenzione che Petey ci mette per far uscire Chris dal suo guscio sono qualcosa che mi ha scaldato il cuore e che vorrei vedere più spesso e ho adorato anche come Chris non abbia necessitato di nessuna relazione romantica - anche perché era proprio l'ultima cosa di cui aveva bisogno - per riuscire a salvarsi da sola. 

Credo di aver "sentito" questo libro in una maniera anche più intensa rispetto a quei libri in cui i protagonisti hanno diciassette anni - sebbene per me siano proprio i diciassette anni l'età più critica nei miei ricordi e nella mia vita. 
Però ricordo com'era averne quattordici/quindici - quella sensazione di avere il mondo ai propri piedi, di essere invincibili, di essere arrivate finalmente all'età per cominciare a sperimentare l'alcol e infatuarsi dei ragazzi più grandi e sperare di essere notate da loro. Quella sensazione di sapere esattamente cosa si sta facendo, anche se a volte ti mettono in guardia nei confronti delle situazioni in cui ti stai cacciando. 
 
Certamente Caldwell è stato terribile e superficiale, certamente si è approfittato dell'infatuazione di una ragazzina per il suo piacere personale e di certo non è stato ad ascoltare davvero ciò che Chris intendeva/voleva dirgli - l'ho odiato, ma mai quanto invece ho odiato l'altro personaggio maschile e il gesto di Caldwell alla fine mi fa ben sperare che abbia capito la gravità della situazione e quale sia il limite invalicabile, rendendolo una persona migliore in futuro. 
 
Il titolo ha il suo perché - questo perché il cielo della vita di Chris non sarà mai più azzurro e senza nuvole come era stato fino a quel momento, ma ciò non vuol dire che l'alba non possa sorgere di nuovo. È assolutamente un bel libro, con temi pesanti affrontati però nel modo giusto - non mi ha coinvolta tanto nella prima parte quanto invece ha fatto nella seconda e non mi ha fatto bruciare di rabbia come hanno fatto altri libri, ma è sicuramente meritevole di tutta la vostra attenzione. Inoltre è impossibile non voler bene a Chris.
 

lunedì 4 maggio 2020

[Recensione] "Conflitto di interessi" di Paola Chiozza

Preparatevi ad una recensione stranamente corta frutto di una reading slump - e spero davvero che il prossimo libro me la faccia passare - e incrociate le dita per me affinché questo lunedì funesto non sia l'esempio di come andrà il resto del mese di maggio.


Titolo: Conflitto di interessi
Autrice: Paola Chiozza
Data di uscita: 20 gennaio 2020
Pagine: 288 (Kindle Edition)
Editore: self-published
Link Amazon: https://amzn.to/3eHG6W0

Trama: Disturbo mentale o trauma cranico? Sofia Russo non capisce cosa abbia colpito la sua famiglia. Forse è stata la vincita alla lotteria a farla impazzire.
Se almeno fosse stato un meteorite, avrebbe ereditato il denaro e bevuto cocktail su una spiaggia dei Caraibi per il resto dei suoi giorni.
Di certo non avrebbe speso quei soldi per aprire una pasticceria in Islanda.
E così, a ventiquattro anni suonati e con una naturale inclinazione alla catastrofe socio-sentimentale, Sofia si ritrova a Reykjavík. A combattere contro il freddo e la puzza di pesce putrefatto.
Proprio quando pensa che non ci sia niente di più brutto dell’assenza del bidet, arriva lui.
Joann Sigurdarson è un vichingo, in tutte le accezioni del termine.
Soprattutto in quelle negative.
Sfacciato, prepotente, scorbutico e… maledettamente affascinante.
Può andare peggio? Sì, se Joann spunta proprio dall'unico posto da cui Sofia dovrebbe tenersi alla larga: il negozio di fronte a quello della sua famiglia.
Il vichingo impertinente rappresenta la concorrenza. Quella spietata, fatta di equivoci, provocazioni, conflitti e puro odio.
Eppure, sebbene nessuno dei due creda al proverbio “chi disprezza compra”, resistere alla tentazione sembra impossibile. Joann e Sofia non sanno più chi sono. Si odiano o si vogliono?
Già.
Forse era meglio il meteorite.



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Chiamatemi pure la pecora nera dei romance/chick-lit perché ormai mi sembra chiaro: il mio cuore cinico e nero vince su tutto e gli occhiali dalle lenti rosa li ha persi per strada. 
Questo libro su Goodreads ha recensioni stellari e io... boh. 

Poi non so se è stato questo libro in particolare oppure un po' il mood in generale, ma sono entrata di brutto in slump. 
E dire che all'inizio ero anche presa bene, forse perché reduce dalla visione della 6A di Vikings e quindi, insomma, gente alta e bionda e con gli occhi azzurri e folklore norreno ci stavano con la mia predisposizione del momento. 

A me non dispiacciono le regine del melodramma, mi strappano sempre qualche risata (perché in fondo un po' regina del melodramma lo sono anche io, almeno secondo mia madre) ma qui ci sono state situazioni in cui molto spesso il tutto era troppo sopra le righe - con reazioni così esagerate di cui non vedevo la necessità. 

Da quanto ho capito poi la storia narrata copre circa un anno, ma a me non è sembrato affatto perché è un altro di quei casi in cui le cose accadono fuori dalla pagina perciò ti vengono raccontate e non mostrate. Un anno non mi è sembrato affatto realistico.

Dovrebbe esserci questa grande rivalità tra le due famiglie, ma di fatto non la si vede. Mi aspettavo di vedere scaramucce, occhiatacce da una parte all'altra della strada, marketing strategico volto a sabotare l'attività dell'altro, guerra a suon di torte e pasticcini - nulla di tutto questo. O meglio, c'è qualcosa, ma nulla che ai miei occhi giustifichi tutto l'odio che queste famiglie provano l'una per l'altra. 

Sofia ha un fratello, Samuele. 
Joann ha una sorella, Elina. 

Ti viene detto che Sofia ed Elina sono diventate amiche, che Sofia conosce esattamente la routine quotidiana di Elina e mi sono chiesta quando queste due hanno passato così tanto tempo insieme da diventare così intime perché non ho visto alcuno sviluppo di relazione. 

Anche le storie secondarie ti chiedi da dove siano nate, quando il lettore se le ritrova come un fatto già consolidato e il fattore temporale non sai dove sia finito. 

Finendo con i protagonisti, non mi sono sentita coinvolta neanche da loro. 
Tutto questo odio prima e tutto questo amore dopo mi sono chiesta da dove fosse giunto perché le loro interazioni sono qualcosa che ti viene solo raccontato e quasi mai mostrato - per il resto è tutto un apprezzamento del fisico di Joann e anche lì dopo un po' basta. 
Come nel precedente romanzo, mi sono chiesta di cosa esattamente si siano innamorati - cosa abbiano visto l'uno nell'altra che ne valesse la pena. 

Ci sono stati dei momenti - anche assurdi - che mi hanno strappato qualche risata, ma l'intento di un chick-lit dovrebbe essere quello di far emozionare e sognare il lettore e con me non è successo. Anzi, tutti i tira e molla mi hanno esasperata - e i cliché sugli italiani non hanno aiutato. Ve l'ho detto, il problema sono sicuramente io e magari il libro a voi può piacere se comunque volete passare qualche ora in totale leggerezza perché lo stile semplice e i capitoli abbastanza brevi lo permettono - con me però non c'è stato il click

martedì 28 aprile 2020

Chi ben comincia... #26 | "Conflitto di interessi" di Paola Chiozza

Torno con questa rubrica che non vede la luce da fine luglio 2019 e spero che questo libro sia divertente come promesso perché ho bisogno di cose un po' liete, dal momento che questi sono giorni difficili in quanto è da circa una settimana che Alaska - la mia gattina - non sta bene e i miei livelli d'ansia hanno raggiunto livelli pazzeschi.  

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



Il 99 percento di chi compra un biglietto della lotteria sogna di aprire un chiringuito a Cuba, tra sole, mare e musica caraibica. E poi c'è il restante 1 percento, quello che invece sogna roba ridicola, senza senso. Come fare il giro del mondo in barca a vela o trasferirsi in Islanda. 
La mia famiglia, neanche a dirlo, fa parte del maledetto 1 percento.
Possibile che, con quel 99 percento di persone normali, la dea bendata abbia fatto vincere alla lotteria proprio i miei genitori? 

(Paola Chiozza - Conflitto di interessi)

martedì 10 marzo 2020

[Recensione] "From Lukov with Love" di Mariana Zapata

Scusate l'assenza di questi giorni - un po' sono stata sommersa dai telefilm (e lo sono tuttora) e un po' mi sono voluta gustare con calma il libro protagonista di questo post.

Libro che ho letto in inglese perché disponibile su Kindle Unlimited solo in lingua, anche se esiste anche tradotto in italiano con il titolo Non so perché ti amo.


Titolo: From Lukov with Love
Autrice: Mariana Zapata
Data di uscita: 1 febbraio 2018
Pagine: 524 (Kindle Edition)
Editore: self-publishing
Link Amazon: https://amzn.to/2w5cVKV

Trama [della Newton Compton]: Jasmine Santos ha trascorso quasi tutta la vita sul ghiaccio: è una campionessa di pattinaggio in coppia. Ma, ora che il suo partner l’ha scaricata, non ha molte possibilità: per quanto sia talentuosa, il suo caratteraccio è un vero ostacolo a trovare qualcuno disposto a fare coppia con lei. Forse è arrivato il momento di dire addio ai pattini? Quando il campione del mondo in carica, Ivan Lukov, le chiede di diventare la sua nuova partner, Jasmine sa che potrebbe essere un’occasione unica e irripetibile. Il problema è che lei e Ivan non si sopportano e non fanno che litigare da quando erano adolescenti. Ma, se vogliono che la coppia funzioni, devono provare ad andare d’accordo… o almeno a cercare di non uccidersi durante gli allenamenti. Perché il pattinaggio è una questione di fiducia e per Jasmine e Ivan è impensabile vincere senza fidarsi l’una dell’altro. Se Jasmine vuole davvero tornare in pista, dovrà rimettere tutto in discussione. Persino il suo odio per Ivan.


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Ma perché io non ho letto prima questo libro?! 

Ero ancora una ragazzina alle superiori quando, in un caldo pomeriggio estivo, ho visto per la prima volta il film In due per la vittoria - ideale seguito, anche se all'epoca non lo sapevo, del film The Cutting Edge del 1992. Anche perché io nel 1992 avevo tre anni, ma ho colto comunque il riferimento esplicito che la Zapata ha fatto a questo film. 

Ed era stato subito amore per quel film sul pattinaggio su ghiaccio con la sua dose di slow burn e di angst. Ecco perché mi chiedo perché non abbia letto prima questo libro visto che spunta tutte le caselle di quelle fantasie romantiche da ragazzina. 

Ora, io non sono una romanticona - o meglio, non più come una volta - ma questo libro mi è piaciuto tantissimo e mi ha fatta sospirare anche di più. 


Jasmine Santos ha 26 anni e ama il pattinaggio su ghiaccio quasi più della sua vita. Dopo essere passata da solista a pattinatrice in coppia, da un anno e mezzo non ha più un partner con cui gareggiare - un po' colpa della circostanze, un po' colpa del suo temperamento. Però non smette di allenarsi, non smette di sognare il momento in cui tornerà a gareggiare sul ghiaccio e in cui avrà la sua rivalsa su tutte quelle brutte posizioni in classifica - il momento in cui vincerà una medaglia d'oro. 

Non smette di allenarsi di Jasmine e non smette di farlo nel centro sportivo che frequenta da sempre, quello posseduto dalla famiglia della sua migliore amica Karina. Peccato che Karina abbia un fratello più grande che non è altrettanto adorabile quanto lei. Quindi, quando non è in trasferta per qualche competizione, è da una vita che Jasmine deve condividere la pista con Ivan Lukov - e anche quando non c'è deve condividerla con tutti i manifesti che lo portano in trionfo appesi nel centro sportivo. 
Ivan Lukov che vince medaglie su medaglie, campionati su campionati, che è spocchioso e testardo quanto lei ma che sembra sempre uscirne pulito quando invece sono le parolacce e gli insulti di Jasmine che vengono trasmessi ai posteri. 

Jasmine e Ivan si odiano da sempre: si punzecchiano, si insultano, si provocano a vicenda sin da quando ne hanno memoria. 

E poi arriva il giorno in cui Jasmine riceve una proposta inaspettata: essere la nuova partner di Ivan sul ghiaccio quando quella precedente si prende un anno di pausa per motivi personali. Tornare a gareggiare e rendere fiera se stessa e la sua famiglia è tutto ciò che Jasmine desidera, ma accoppiata ad Ivan? Jasmine sa benissimo che Ivan è forte e un eccellente pattinatore - persino lei è costretta ad ammetterlo a denti stretti - ma come può fidarsi di lui dopo tutti i loro trascorsi? Ivan potrà anche non farla cadere sul ghiaccio di proposito perché ne va anche della sua performance, ma tutto il resto? 

Jasmine dovrà fare un atto di fede e sperare che la loro condivisa voglia di primeggiare e vincere ad ogni costo sia più forte di ogni altra cosa e che li possa rendere alleati. 


QUESTO LIBRO. 

Ho iniziato a ridere fin dall'inizio con tutti gli insulti creativi che Jasmine ha in serbo per Ivan - ma i miei preferiti restano sempre Lucifero e Satana. E Jasmine mi è piaciuta fin da subito perché non ha paura di usare le parolacce, non ha paura di mandarle a dire, è testarda fino all'esaurimento (degli altri) ed è determinata ad ottenere quello che vuole con tutto il sudore e la fatica che serviranno. Ma è anche incapace di chiedere aiuto, ha delle insicurezze e fragilità che nasconde dentro di sé e che non è disposta a mostrare al mondo - spesso neanche alla sua famiglia. 
La sua famiglia è poi un'altra meraviglia di questo libro: chiassosa, invadente, da strapparsi i capelli quando tutti i fratelli e le sorelle Santos si ritrovano e si punzecchiano, ma una famiglia con cui adorerei passare del tempo. 

Ivan Lukov è altrettanto testardo e determinato, spesso freddo e impassibile, non si frena quando si tratta di stuzzicare Jasmine e le risponde colpo su colpo ad ogni "insulto" e provocazione - posso dire che ho adorato ogni volta che la chiamava Polpetta? 

Entrambi sono esasperanti, un po' arroganti, competitivi al punto da volersi sempre superare a vicenda e ci vuole un po' prima che capiscano di dover lavorare insieme per riuscire a vincere. O meglio, Ivan lo sa da un bel po' che Jasmine è la partner perfetta per lui - è Jasmine che è più lenta a capirlo. Molto più lenta.

Il loro è un percorso che nasce in salita visti tutti i preconcetti che soprattutto Jasmine sembra avere, ma che pian piano si cementa man mano che la fiducia cresce - sei giorni a settimana insieme per mesi e mesi di preparazione a condividere fatica, sudore e un sogno e le barriere fisiche e psicologiche iniziano a cedere poco alla volta, lo spazio personale smette di avere significato specialmente quando Ivan si insinua nella vita famigliare di Jasmine anche fuori dagli allenamenti.

Ivan dimostra sempre di più di conoscerla meglio di quanto Jasmine credesse e Jasmine scopre che c'è molto di più di Ivan di quanto sembri all'apparenza.
È un percorso lento quello che li porta ad essere amici, a condividere cose più private e personali delle proprie vite, a diventare l'uno il pilastro dell'altro - a diventare l'uno il partner dell'altro quando si ha bisogno di un appoggio fisico e/o morale in un momento di crisi anche al di fuori dal pattinaggio. 

Lo slow burn mi è piaciuto tanto - da una parte non vedevo l'ora di arrivare alla fine per godermi finalmente la ricompensa di questo viaggio e dall'altra invece non volevo arrivarci mai per cogliere ogni singolo dettaglio e sfumatura di questo rapporto che pian piano si sviluppava e cresceva tra loro. I loro battibecchi poi sono fantastici.

Non è un libro perfetto perché siamo sempre nella testa di Jasmine e a volte le battute di alcuni dialoghi vengono rimandate a più tardi per dare spazio a quello che Jasmine sta pensando/ricordando in quel momento. 

E quello che gli avrebbe dato il punteggio pieno sarebbe stato il punto di vista di Ivan - specialmente in alcuni momenti chiave della storia. È vero che pian piano esce dall'ombra man mano che si insinua nella vita di Jasmine e che lo conosciamo sempre meglio con l'avanzare della storia, ma sentire la sua voce avrebbe messo il fiocco a questo libro. 

E sì, lo ammetto: mi sono presa una cotta mostruosa per lui. 
Intanto ho già messo il libro cartaceo in wishlist su Amazon. 

venerdì 28 febbraio 2020

[Recensione] "Sarah Smiles" di Sean-Paul Thomas

Quello che doveva essere il canonico ultimo giorno di febbraio è invece quest'anno il penultimo - e indovinate un po'? Domani è il compleanno del blog! 

Mi sorge un dubbio però: avendolo aperto il 29 febbraio 2016 - quindi in un anno bisestile che si ripete ogni quattro anni - quello di domani lo consideriamo come il compimento dei suoi quattro anni oppure ufficialmente, dato che appunto è la prima volta che ritorna un 29 febbraio da quando ho aperto il blog, quello di domani segna solo il suo primo anno di vita? Lo so, mi piace complicarmi la vita.

Fatemi sapere quante candeline dovrei mettere sulla torta - virtuale eh, che altrimenti poi ingrassiamo e già tra poco più di un mese è Pasqua e pioverà cioccolata.  


Titolo: Sarah Smiles
Autore: Sean-Paul Thomas
Data di uscita originale: 11 aprile 2012
Pagine: 200 (Kindle Edition)
Editore: Paul Thomas Publishing
Link Amazon: https://amzn.to/2I3Baf2

Trama [tradotta da me]: Un adolescente introverso fatica ad inserirsi nella sua nuova scuola quando è preso di mira da un bullo minaccioso. Ma quando la sua strada si incrocia con quella della misteriosa - e un po' maschiaccio - Sarah, lei immediatamente gli fa aprire gli occhi fino a quel momento chiusi su un mondo pieno di divertimento, drammi, tragedie e avventura. 


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TRIGGER WARNING: bullismo, linguaggio offensivo, violenza domestica, crudeltà sugli animali. 


Non è la prima volta che leggo ciò che scrive questo autore - e ancora una volta lo ringrazio per la copia digitale - quindi so che l'aspetto dark è sempre dietro l'angolo. 

Questa storia ambientata alla fine degli anni '80 è liberamente ispirata ad alcune esperienze della sua vita, in quanto anche lui - come il protagonista Liam - ha vissuto da ragazzino in una base militare a Cipro al seguito del padre. 


Sarah Smiles è una storia di formazione che vede protagonista Liam, tredicenne alle prese con un ennesimo nuovo giorno di scuola - stavolta a Cipro, dove la famiglia si è appena trasferita a causa del nuovo incarico nell'Esercito di suo padre. 

Immediatamente il suo sguardo viene catturato da Sarah, una ragazzina nella sua classe che è l'unica a non osservarlo mentre l'insegnante lo presenta agli altri. Però è Liam che cattura lo sguardo di qualcun altro: quello di Michael, che a scuola lo offende e lo prende in giro, urla ordini a tutti perché vuole che ogni cosa sia fatta come dice lui e nessuno ha il coraggio di andargli contro per paura delle botte che potrebbero seguire. 
Fuori da scuola Michael però gli vuole essere amico e inizialmente Liam è troppo spaventato per dirgli di no. 

Ed è proprio durante uno di questi pomeriggi in cui Liam si fa trascinare in giro che incrocia fuori dalla scuola Sarah, ma l'incontro non è esattamente dei più piacevoli. 

Ci vuole coraggio per prendere posizione e staccarsi dai bulli - specialmente se hai tredici anni e hai una cotta per una ragazzina su cui vorresti fare colpo. 
Però Liam pian piano trova quel coraggio: il coraggio di essere amico di una ragazza, il coraggio di sperimentare cose mai provate prima e di andare all'avventura, il coraggio di credere nelle proprie capacità, il coraggio di volere giustizia. 

Ci vuole coraggio, ma non è semplice - soprattutto se ci sono questioni molto più grandi in gioco e se i bulli l'umiliazione proprio non la tollerano. 


Quella di Sarah Smiles è una storia che mi ha fatta veramente arrabbiare, di quelle che senti proprio il sangue che ribolle nelle vene. E questo perché Michael è veramente un ragazzino orribile e crudele, senza alcun rispetto per la vita e senza alcuna morale. 
Pure Liam inizialmente non scherza quando gli va dietro e lo asseconda, ma ricordo anche bene quegli anni - ricordo com'era sentirsi assoggettati a qualcuno che fa la voce grossa, sentendoti quindi costretto a fare anche cose che non vuoi. 

Liam migliora quando diventa amico di Sarah, questa ragazzina che si occupa del fratellino minore da quando la madre se n'è andata lasciando suo padre per un altro uomo e che con le sue domande e le sue osservazioni spinge Liam a vedere le cose in modo diverso. 

Ma questa non è solo una storia di bullismo, ma si parla anche di violenza domestica e di quella rabbia a volte latente che però esplode incontrollata in alcune circostanze. 
Una storia in cui è chiaro chi sono i "buoni" e chi i sono "cattivi", che però molto spesso sfiora la zona grigia e ci si ritrova a chiedersi se la violenza generi altra violenza - se la cattiveria e la crudeltà non sono qualcosa con cui sei nato, ma "figlie" cresciute in cattività insieme a te nell'ambiente domestico.

La storia è stata recentemente rimaneggiata: rimangono ancora diversi errori (più che altro di battitura) e i nomi prima erano diversi - in un commento su Goodreads, da quello che ho letto, credo che prima Liam si chiamasse Paul e nel testo ho incontrato un Richard quando si stava parlando di Michael. 

È una storia che indubbiamente colpisce - e se avete lo stomaco debole, per carità, magari evitate perché con la crudeltà sugli animali mi sono sentita male - ma che forse non ho letto nel periodo giusto perché proprio non riuscivo a mantenere la concentrazione e c'era sempre qualcosa (forse l'ingenuità di Liam che ora a quasi trentun anni sento alquanto distante) che pungolava nel verso sbagliato. 

Con Michael poi si è risolta troppo in fretta e anche per quanto riguarda il resto - che non dirò per non fare spoiler - siamo finiti un po' troppo sul lato buonista. 
Oltretutto ho trovato un po' irrealistico che un tredicenne sia capace di affrontare un adulto a muso duro - ma io per fortuna quella situazione non l'ho mai vissuta, quindi magari non ho il diritto di parlare. 

lunedì 23 dicembre 2019

[Recensione] "What I Didn't Say" di Keary Taylor

Ma ci pensate che dopodomani è Natale?

Io oggi per fortuna sono a casa e quindi andrò al primo spettacolo di Star Wars - L'ascesa di Skywalker e intanto, mentre mi preparo psicologicamente per fare chiusura domani al lavoro, vi lascio la recensione dell'ultimo libro che ho finito.


Titolo: What I Didn't Say
Autrice: Keary Taylor
Data di uscita: 30 aprile 2012
Pagine: 328 (Kindle Edition)
Editore: self-published
Link Amazon: https://amzn.to/2LCMFfN

Trama [tradotta da me]: Ubriacarsi la notte del ballo che segna l'inizio del tuo ultimo anno di scuola non è mai una buona idea, ma Jake Hayes non si sarebbe mai aspettato che finisse con un incidente in macchina e un paletto di staccionata piantato nella sua gola.

Il suo più grande rimpianto in tutta questa storia? Quello che non ha mai detto a Samantha Shay: è innamorato di lei da anni e non ha mai avuto il coraggio di dirglielo. Ora è troppo tardi perché, dopo quella notte, Jake non sarà mai più in grado di parlare.

Quando Jake ritorna su quella piccola isola che lui chiama casa - popolazione 5,000 anime - dovrà imparare a convivere con il fatto di essere muto. Scoprirà anche che la sua famiglia non è solamente limitata ai suoi sei fratelli e sorelle e che qualche volta anche un'intera isola può prendersi cura di te e tenerti d'occhio. E quando avrà l'occasione di trascorrere più tempo con Samantha, lei lo aiuterà a capire che non essere in grado di parlare non è la cosa peggiore che potrebbe succederti. Forse, se lei glielo permetterà, Jake le dirà finalmente quello che non le ha detto prima anche se effettivamente non può pronunciarlo a parole.


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Se poteste sentire mia madre, vi direbbe che a volte sono logorroica e che non smetto mai di parlare - avrebbe ragione in parte, ma questo perché lei è mia madre.
Per il resto sono una persona alquanto silenziosa e che non parla molto - vuoi per timidezza, vuoi per altri motivi che nel corso degli anni mi hanno spinta a non parlare anche quando avrei dovuto.

Ma il punto è questo: anche se spesso decido di restare in silenzio, io posso comunque parlare quando voglio - non riesco ad immaginare di aprire la bocca e non sentire uscire neanche un suono.

Questo però è quello che succede a Jake Hayes all'inizio del suo ultimo anno di scuola: durante la festa per festeggiare la vittoria della prima partita di football beve troppo e, spinto dai suoi amici, decide finalmente di andare a casa di Samantha Shay - di cui è innamorato sin dal primo anno - per dirle quello che prova.
Ma nessuno di loro - né i suoi migliori amici Carter e Rain né lui stesso - è abbastanza sobrio ed ė così che fanno un incidente e che nello scivolare lungo una scarpata, durante l'impatto un paletto di ferro gli trafigge il collo ma è il peso dei suoi amici che gli rovinano addosso che gli recide le corde vocali.

Quando Jake si risveglia nell'ospedale di Seattle, circondato dai suoi genitori e dai suoi sei fratelli, si rende poi conto che la sua vita è cambiata per sempre - ma non sarà fino a quando tornerà a casa, sull'isola di Orcas, che la realtà lo colpirà davvero.

Non potrà parlare mai più.
Non potrà volare mai più e nemmeno unirsi all'Air Force.
Non ha mai detto a Samantha Shay quello che prova per lei e non potrà farlo mai più - e questo è uno dei suoi rimpianti più grandi.

Jake ora ha due scelte: cedere alla commiserazione oppure cercare di tornare a vivere una vita quanto più normale possibile come prima.
Alcune cose inevitabilmente cambiano e il suo incidente ha spinto gli abitanti di Orcas Island ancora più vicini. Lo stesso vale per gli studenti, che decidono di prendere quella che poteva essere una tragedia come monito per far sì che un'esperienza del genere non si ripeta più.

E grazie a queste nuove circostanze, Jake si ritrova a passare più tempo con Samantha - e le parole gli restano sempre incastrate in gola, soprattutto quando lei afferma di non credere nell'amore dopo quello che è successo ai suoi genitori.
Ma con più lezioni in comune rispetto a prima, diventa più facile avere una conversazione condivisa su un bloc-notes riservato unicamente allo scopo e non ci vuole molto prima che Jake noti dei cambiamenti in Samantha rispetto all'anno precedente e perché lei - complice il fatto che Jake è un ottimo ascoltatore - gli confidi il segreto che nasconde a tutti da diverso tempo.


Jake e Samantha si avvicinano quando entrambi si trovano nel punto più basso delle loro vite. Molto spesso è facile per Jake cedere alla rabbia, allo sconforto e alla tristezza quando si ricorda che non potrà mai più parlare oppure quando vorrebbe urlare. Quando tutti fissano le cicatrici sulla sua gola o quando inizialmente i rapporti con i suoi amici si raffreddano un po' perché una parte di lui prova del risentimento nei loro confronti. Quando anche altri gli ricordano che non può parlare.
E lo capivo, pure io scegliendo spesso il silenzio andrei completamente  fuori di testa per la rabbia oppure per la tristezza se perdessi la mia voce.
Ma Samantha è lì per ricordargli tutte le cose per cui dovrebbe essere grato: è vivo, ha una casa e una famiglia che ci sarà sempre per lui. Jake ha i suoi momenti in cui si comporta come faremmo tutti nella sua situazione, quando vorremmo raggomitolarci e autocommiserarci. Però Samantha lo aiuta a capire che ci sono situazioni peggiori della sua, aspetti delle vite degli altri che non conosce e che magari, per quanto sia stato tragico, dal suo incidente può uscirne qualcosa di buono.
E forse, se non fosse stato per quello, ora non avrebbe il tempo che ha con Samantha.

What I Didn't Say è un romanzo che inizialmente parte con il rimpianto per tutto ciò che Jake non ha potuto o non ha avuto il coraggio di dire prima di perdere la voce e che poi porta Jake a trovare altri modi per esprimersi, altri modi per far emergere la sua voce.

È un romanzo dolce e delicato - in parte anche ispirato ad una esperienza simile dell'autrice come lei stessa racconta in una nota alla fine, in quanto lei da adolescente ha perso l'udito nell'orecchio destro - sulla speranza e sulla forza che ci vuole per rimettersi in piedi e che vuole spingerci a trovare il tempo per apprezzare le cose belle che abbiamo nella vita anche quando sembra che ogni aspetto di essa sia brutto.

È la storia di due ragazzi che si trovano e si sostengono a vicenda, che affrontano il brutto delle loro vite al momento con la speranza di superarlo e di uscirne al meglio e con la dimostrazione che la famiglia non sempre è data dal sangue. 


lunedì 18 novembre 2019

[Recensione] "L'ultimo bacio" di Bianca Marconero

Lo so, questa recensione sarebbe dovuta essere pubblicata venerdì. 

Poi il lavoro, imprevisti vari e tutto il resto che ricade sotto il nome di VitaVera ci hanno messo lo zampino e quindi siamo qui oggi, ad inaugurare una nuova settimana. 

Un sentito grazie all'autrice per la copia digitale in anteprima. 


Titolo: L'ultimo bacio
Autrice: Bianca Marconero
Data di uscita: 15 novembre 2019
Pagine: 504 (Kindle Edition)
Editore: self-publishing
Link Amazon: https://amzn.to/2NFxK5Y

Trama: «È una contraddizione in termini, Alice. Un bacio tra di noi non potrà mai essere l’ultimo.»

Alex e Alice non lavorano più insieme. Dopo l’ultimo licenziamento, le loro strade si sono divise.


Sono trascorsi nove mesi e Alice tenta di tenere insieme i pezzi della sua vita, si barcamena tra mille lavori e cerca di andare avanti. Ma pensa ancora ad Alessandro.
Sono trascorsi nove mesi e Alessandro ha preso le redini del progetto internazionale del Gruppo Francalanza Visconti, dirige la nuova sede di Parigi e ha una relazione stabile con Carlotta, una ricca ereditiera indicata da tutti come la sua compagna ideale. Ma pensa sempre ad Alice.
Sono trascorsi nove mesi e tutto è pronto per il matrimonio di Emilia e Fosco, la location è stata scelta, gli inviti mandati e la chiesa addobbata.
Sono trascorsi nove mesi e per Alex e Alice, entrambi testimoni degli sposi, è venuto il momento di rivedersi.


Nella cornice da sogno di un antico monastero sul lago di Como, tra balli mancati e un duello di sguardi, si delinea un accordo imprevisto: scambiarsi un ultimo bacio e poi ognuno andrà per la sua strada.
Ma un bacio tra due persone che si vogliono ancora, nonostante proclamino di non volersi affatto, non potrà mai essere l’ultimo.
Soprattutto se il destino trama e li porta a lavorare per l’ennesima volta uno accanto all’altra nella città più romantica del mondo.
Ma è davvero possibile capirsi, quando il passato minaccia di tornare? E come si può trovare il perdono quando emerge un segreto in grado di separarli per sempre?
 

Tra una salita sulla butte di Montmartre e una passeggiata ai giardini del Lussenburgo, tra serate all’Opéra Garnier e shopping sulla rive gauche, Alex e Alice avranno la loro occasione per scoprire il vero significato dell’ultimo bacio.

Il capitolo conclusivo della storia di Alex e Alice.


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Quando un bacio è davvero l'ultimo? 
Quando sei forse convinta che la storia è davvero finita o quando sai che quella persona ha significato così tanto per te che, con chiunque verrà dopo, i baci non avranno più lo stesso significato?

Dopo tutti i disastri che Alex ha combinato in Le nostre prime sette volte, sono passati nove mesi - nove mesi nei quali Alex non ha più visto né sentito (parlare di) Alice. 
Nove mesi nei quali Alex si è fatto un esame di coscienza, nei quali ha capito di aver sbagliato molte delle cose che ha fatto e delle frasi che ha detto, nove mesi nei quali si è accontentato di un'esistenza grigia che non prevede la presenza di Alice - nove mesi nei quali la relazione con Carlotta è di reciproco vantaggio sotto molti aspetti, ma sicuramente non quello sentimentale. 

Ed è poi il matrimonio di Fosco ed Emilia, nel quale sono entrambi testimoni, che li fa incontrare di nuovo - che riaccende quella fiamma mai del tutto spenta, che risveglia i dialoghi taglienti e caustici. 
Complice un ultimo ballo e un ultimo bacio, Alex si rende conto di volere far parte della lista di cose che Alice vuole fare nella vita prima di morire e quando scoprirà come vive Alice a causa di tutte le porte sbattute in faccia per merito delle sue azioni nei mesi precedenti, accettare un no da parte sua non è un'opzione. 
Involontariamente poi ci mette lo zampino anche sua madre Lucrezia, che assume di nuovo Alice nella stessa azienda dalla quale è stata licenziata sette volte - stavolta però il setting non è Milano, ma la modaiola Parigi dove il gruppo Francalanza Visconti sta aprendo la sede internazionale. 
(È stata poi Federica - mia fedele compagna di lettura quando si tratta di questi personaggi - a "sgridarmi" perché non le avevo detto che praticamente era come essere in Il diavolo veste Prada versione francese. Pardon, ero troppo presa a sghignazzare con Maurice, il mio pettegolo preferito.)

E se Alice credeva di essersi liberata di Alex dopo quell'ultimo ballo e quell'ultimo bacio, si sbagliava alla grande perché è proprio Alex a dirigere i lavori in Francia e fare di tutto perché stavolta Alice non si allontani. 
Perché tra loro non può esistere un ultimo bacio che sia davvero l'ultimo. 


Il percorso che compie Alessandro in questo libro è assolutamente notevole - avevamo già notato un accenno di cambiamento in una dichiarazione che rilasciava a Storie2000 alla fine di Non è detto che mi manchi e che viene ripresa all'inizio di questo romanzo. Questo perché Alex è cambiato, ha imparato ad accettare i suoi sentimenti per Alice senza averne paura con la consapevolezza di esserci però arrivato troppo tardi. 

Avere di nuovo Alice nella sua vita lo spinge ad essere più esplicito - certo, mai mettendo del tutto le carte in tavola e sempre omettendo qualcosa che poi si rivelerà essere un enorme passo falso - e le sue frasi e alcuni suoi gesti parlano di un sentimento per Alice che non può essere ignorato. 
Qui però è Alice che si rifiuta di vedere, che non si fida di Alex e la cui parola per lei non vale niente perché ha imparato che a quelle parole non seguono mai i fatti. Lei crede ai suoi baci - a quello che dovrebbe essere l'ultimo, ma non lo è mai - crede a quell'attrazione che quelle labbra esprimono, ma non crede che Alex possa mantenere un impegno. È Alice che fugge mentre Alex cerca anche solo di mantenere il passo. 

Anche in questo romanzo non mancano le incomprensioni, i fraintendimenti, le omissioni che portano questi due a farsi sempre male mentre noi speriamo che quell'ennesimo bacio spacciato ancora una volta come ultimo faccia finalmente aprire loro gli occhi. 

Ma non sono i soli ad avere problemi perché anche i loro migliori amici Fosco ed Emilia stanno affrontando un periodo complicato - e questo mi ha ricordato una delle mie citazioni preferite di sempre anche se è di uno scrittore che non esiste.

She smiles weakly. "You know why love stories have happy endings?" I shake my head. "Because they end too early," she continues. "They always end right at the kiss. You never have to see all the bullshit that comes later. You know, life." 
(Hank Moody - God Hates Us All)

Anche Fosco ed Emilia partono dal presupposto di sapere cosa l'altro pensa e vuole e se per i nostri protagonisti c'è una Carlotta che, quando presente, semina zizzania, per loro c'è una Gaia che ricompare con pretese così assurde che ti viene voglia di spedirla dall'altro capo del mondo. Per fortuna che esiste Ulisse, quel bambino è decisamente intelligente per la sua età - l'ultima scena in cui compare poi è da cuori su cuori.

È una storia che ho divorato nonostante sia più cupa della precedente, la scena al parco in cui Alice incontra Cedric mi ha fatta ridere perché giuro che sembrava presa dalla mia vita e Alex ha compiuto un percorso bellissimo e ho emesso un sacco di versetti stupidi ogni volta che veniva nominato l'anello con l'unicorno. 

E a me piace quando Bianca sforna un nuovo libro in tempi neanche troppo lunghi, ma devo dire che - seppure con motivazioni e dinamiche successive differenti - c'è una sequenza nella seconda metà del romanzo che riporta chiaramente alla memoria la stessa sequenza letta in Un maledetto per sempre
Vuoi perché i romanzi sono usciti (e stati letti) a neanche troppa distanza l'uno dall'altro, vuoi perché il plot-twist è il medesimo, ma mi sono chiesta se non ci sarebbe stato un altro modo per "rompere" e "rimettere insieme" Alex e Alice. 
Ma dall'altra parte, loro non sono creature mie ma sono di Bianca, che quindi avrà visto questa scelta come la più adeguata ai personaggi. 

E per chi è fan di Brando, non temete che un'apparizione da guest star la fa anche qui e segna il momento preciso che si incastra prima dell'epilogo in Un maledetto lieto fine

Alex e Alice restano due dei miei personaggi preferiti di Bianca - forse secondi solo ad Andrea ed Elisa - e la loro era una storia che attendevo da tanto tempo. 
Una storia fatta di risposte caustiche, incomprensioni, alti e bassi, licenziamenti ed inseguimenti, esasperazione e sentimenti tanto forti da far paura. 

Vedrete quattro stelle sotto però non sono quattro stelle piene perché amo i personaggi, ma il plot-twist ha inciso sulla visione d'insieme.