lunedì 16 aprile 2018

[Recensione] "Say Something" di Jennifer Brown

Ho postato sabato la mia recensione di Hate List, un libro che ho veramente amato.
E sono felice che la mia edizione contenga anche la novella oggetto della recensione di oggi, perché anche quella è un piccolo calcio nello stomaco - anche lei merita e chiude il cerchio della storia di Valerie e del massacro alla Garvin High.

E come sempre forse ho scritto troppo, specialmente considerando che questa è una novella e non un romanzo vero e proprio. 
E spero di non aver spoilerato niente, ma sia Hate List che Say Something dovrebbero essere considerati come una lettura obbligatoria.


Titolo: Say Something
Autrice: Jennifer Brown
Data di uscita: 7 gennaio 2014
Data di uscita originale: 1 gennaio 2014
Pagine: 87 (Kindle edition)
Editore: Little, Brown Books for Young Readers
Link Amazon: https://amzn.to/2qmDip3

Trama [tradotta da me]: Con Hate List, Jennifer Brown ha consegnato ai lettori una potente storia sul dolore, l'amicizia e il perdono all'indomani di una sparatoria scolastica. Ora ci porta un suggestivo e nuovo racconto mentre scava più a fondo nei temi che ha toccato prima nel suo romanzo di debutto.

David Judy sa cosa vuol dire essere preso di mira dai bulli. Timido e gentile, con una voce morbida e "il nome di una ragazza come cognome," è un ottimo obiettivo. Fortunatamente c'è una ragazza con cui David si sente a suo agio -- Valerie, la ragazza che sta uscendo con il suo vicino di casa e qualche volta amico Nick. Valerie è gentile con David e lo fa entrare nella loro cerchia di amici emarginati, dove finalmente sente di appartenere (più o meno). Così quando David comincia a sospettare che Nick e il suo amico Jeremy stiano pianificando una vendetta nei confronti dei loro aguzzini, lotta contro la decisione se sia il caso di dirlo o meno a qualcuno. Nel momento in cui trova finalmente il coraggio di dire qualcosa...è troppo tardi.

David cerca di lasciarsi alle spalle quello che sa -- di dimenticare e andare avanti -- ma è difficile farlo mentre l'ultimo anno di scuola comincia e osserva la sua vecchia amica, Valerie, lottare in una profonda e cupa situazione di colpa e confusione. È ora di parlare. David potrà non essere in grado di fermare il bullismo, ma alzando la testa e prendendo posizione potrebbe fare la differenza. E questo è quello che conta.


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Nella mia recensione di Hate List non avevo citato Jeremy e David - non perché non fossero in qualche modo importanti, ma perché c'erano tante altre cose che volevo dire. 

Jeremy è un ragazzo più grande, uno che le superiori le ha finite da qualche anno, uno che beve, uno che fuma erba, uno che picchia la sua ragazza - un amico di Nick. 
Jeremy è quello con cui Nick passava più tempo nelle settimane prima della sparatoria, quello che rendeva lo sguardo di Nick totalmente diverso - più freddo, quasi irriconoscibile, tanto che Valerie pensava che Nick volesse lasciarla. 
Quello che Valerie sospetta fosse parte attiva nella pianificazione di quanto successo quella mattina per mano di Nick.  

David, il protagonista di questa novella, è l'unico che all'inizio di Hate List sembra felice del ritorno di Valerie alla Garvin High. 
David è quello che la abbraccia, quello che prova ad alzarsi per farle posto al loro solito tavolo in mensa, quello che poi abbassa lo sguardo e asseconda la decisione di Stacey e Duce di tagliare qualsiasi legame con Valerie per non essere in nessun modo associati a lei - come se non si fossero mai conosciuti, come se non fossero mai stati amici, come se non avessero mai condiviso nulla.  

In Hate List, attraverso alcuni episodi di bullismo che Valerie ricorda, vediamo Nick passare dalla tristezza e dallo sgomento con le lacrime agli occhi a uno sguardo vuoto e a una rabbia silenziosa - forse la più pericolosa. 

E lo vediamo anche qui, in un modo ancora più inquietante che mette i brividi.


David ha fatto il suo ingresso alla Garvin High all'inizio del terzo anno, vittima di bullismo fin da subito per il suo essere molto esile e timido. Preso di mira da Chris Summers - lo stesso che tormentava Nick - e dal suo amico Jacob Kinney, David si prende una piccola cotta per Valerie, l'unica gentile con lui fin da subito e che lo invita ad unirsi al suo gruppo di amici.

In un'alternanza di capitoli tra junior year e senior year, vediamo quello che David affronta giorno dopo giorno. 

Vediamo tutte le angherie di Chris, vediamo il proposito di David di farsi forte di fronte a lui e Jacob andare in frantumi, vediamo come Nick si fosse preso delle punizioni per difenderlo, vediamo il suo rapporto con Valerie e gli altri, vediamo come un giorno ha scoperto la Hate List a casa di Nick - come la trovasse una cosa divertente tutto sommato, proprio perché era nata come un modo per sfogare la frustrazione e non come qualcosa nato con il proposito di uccidere. 
I capitoli nel passato iniziano proprio con alcune voci della lista - che non vedeva soltanto i nomi di coloro che li tormentavano ma anche cose come i compiti, il colore rosa, la brutta abitudine di alcune persone di parlare per abbreviazioni. 

E poi David comincia ad accorgersi che qualcosa non va, che Nick si comporta in maniera strana, assiste a discorsi ed eventi che lo turbano e lo mettono a disagio, vorrebbe avere il coraggio di parlare ma come non aveva il coraggio di affrontare Chris Summers, così non ha il coraggio di dire nulla su quello che teme Nick e Jeremy stiano facendo. Magari si sbaglia, quindi tace. Ma poi è troppo tardi. 

Nel corso del senior year, David si accorge di come nulla sia fondamentalmente cambiato - come lui sia ancora preso di mira, come Jacob non abbia imparato niente dalla morte del suo migliore amico, come Nick sia considerato l'unico pazzo e tutti gli altri normali, come Valerie non sembri più la stessa che conosceva, come lui stesso ancora non abbia il coraggio di prendere una posizione, come lui abbia ancora paura di Chris nonostante sia morto e mantenga le vecchie abitudini di non mangiare in mensa. 
E ci sono i sensi di colpa che lo stanno divorando, i sensi di colpa per non aver detto niente e per continuare a non farlo, i sensi di colpa per un gesto che quel 2 maggio 2008 l'ha spiazzato e ha cambiato la prospettiva delle cose. 

E rivediamo Valerie, sia in momenti lasciati fuori da Hate List durante l'anno scolastico e sia in momenti dopo la conclusione della storia.
Attraverso David vediamo quel cambiamento che Valerie non aveva visto in sé, quel suo essere diventata più silenziosa, riservata e arrabbiata che l'aveva fatta diventare così simile a Nick - che l'ha fatta sospettare e mai scagionare del tutto dall'essere egualmente responsabile, di aver saputo e di non aver detto niente. 

Ma era qualcun altro che sapeva e non ha parlato. 
E presto o tardi arriverà al punto di rottura, al punto in cui non riuscirà più a trattenere tutto quello che ha visto e sentito per sé. 

Say Something non è solo il titolo della novella, è quello che David si ripete in continuazione - è quello che non riesce a fare, perché c'è troppo da dire e forse è troppo tardi e perché ha paura delle conseguenze. 
Jennifer Brown ci incita a parlare, ci incita ad essere coraggiosi, ci incita a fare la cosa giusta e ad assumerci le nostre responsabilità. A sottoporci ad un esame di coscienza, a chiederci che genere di persone siamo o vogliamo essere.

Jennifer Brown porta ancora in scena l'ambivalenza umana, ancora ci mostra il cambiamento di Nick da ragazzo gentile a freddo e arrabbiato e il percorso di Valerie, che per David diventa un'estranea che non ha il coraggio di avvicinare. 
E dopo averci fatto odiare Chris Summers attraverso i ricordi di Valerie e David, l'autrice ci mostra anche un altro aspetto di lui - uno inaspettato, uno che io stessa avevo guardato con disprezzo quando veniva decantato come un eroe. 

E ancora una volta ci dimostra che siamo tutti vittime e carnefici, eroi e cattivi - tutti e due allo stesso tempo perché nessuno di noi è un errore.


4 commenti:

  1. Ciao Alice! Ho risposto alle tue domande, ecco il post:

    https://lanostrapassionenonmuore.blogspot.it/2018/04/my-world-award-2018.html

    Grazie ancora per la nomina :-)

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    1. Ciao Silvia, vengo subito a vedere! :)

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  2. Prima di mettere questo in wish list aspetterò di leggere Hate List e vedere come va, ma sono davvero davvero curiosa di leggere questi libri!!!!

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    1. Infatti anche se questa è una novella, il mio consiglio è di leggere prima Hate List - non solo per questioni cronologiche, ma proprio per avere prima il "senso" della storia. :)

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