giovedì 14 gennaio 2021

[Recensione] "I Hate You, Fuller James" di Kelly Anne Blount

Questo libro l'avevo richiesto su NetGalley l'anno scorso, ma la mia richiesta non era stata approvata - così, appena attivato Storytel e scoperto che questo titolo era stato aggiunto da poco al catalogo, mi sono fiondata a scaricarlo e ascoltarlo. 

Cosa mi aveva attirata in principio, a parte la cover carinissima? 
Il fatto che dalla trama sembrasse uscito direttamente da uno dei miei film preferiti di sempre, 10 cose che odio di te

Ne sarà stato all'altezza?


Titolo: I Hate You, Fuller James
Autrice: Kelly Anne Blount
Data di uscita: 2 marzo 2020
Durata: 6H 46Min (Storytel Edition)
Editore: Entangled: Crush
Link Amazon: https://amzn.to/3qcNiyw

Trama [tradotta da me]: Ti odio, Fuller James.

Odio i tuoi capelli flosci e il tuo ghigno storto e quei ridenti occhi blu che sembrano sempre ridere di me.

Odio il fatto che tu sia il ragazzo più popolare della scuola e che io sia ancora la ragazza che ha starnutito e sputato il suo apparecchio su qualcuno al ballo delle medie. È un tale cliché.

Odio il fatto di essere costretta a darti ripetizioni di inglese tenendolo segreto a tutti quanti. Perché altrimenti potrebbe mettere a repentaglio le chances della squadra di basket di vincere le nazionali e, anche se ti odio, amo il basket.

Odio che tu sembri nascondermi un segreto…e che più tempo passiamo insieme, meno mi sento con la terra sotto i piedi. Perché sto cominciando a capire che c'è ben più di te oltre l'apparenza. Al di sotto di essa, tu sei reale.

Ma quello che odio più di tutto è che in realtà non ti odio neanche un po'. 

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Wren è all'ultimo anno di scuola - deve tenere duro ancora poco, poi finalmente sarà fuori da quell'inferno che è la Magnolia Valley High.
E Wren non vede l'ora di andarsene perché è dalla seconda media che viene tormentata - da quando la sua ex-migliore amica Marissa ha cominciato a cambiare, diventando egocentrica e superficiale ma soprattutto da quando, a causa di un raffreddore, al ballo ha sputato il suo apparecchio addosso al suo accompagnatore in seguito ad uno starnuto e Fuller James ha coniato il terribile soprannome che ha preso immediatamente piede e che ancora la segue: Wrentainer (combinazione del suo nome + la parola inglese per "apparecchio")
Come se non bastasse, quella sera Marissa e Fuller James sono diventati una coppia e Marissa le ha riferito, ben più che felice, che Fuller James non voleva più che lei fosse amica con Wren - facendole quindi terra bruciata attorno. 

Wren è da allora che non ha più amiche femmine e i suoi migliori amici sono Dae e Brandon - quest'ultimo purtroppo compagno di squadra di Fuller James. 
E Wren ama il basket, sebbene la squadra della sua scuola sia capitanata da un idiota arrogante che la passa sempre liscia, perché è una passione che condivide con suo nonno - che ora vive con loro perché purtroppo soffre di Alzheimer. 

Quando però Wren non ne può di essere bersagliata - sia verbalmente che fisicamente - durante una battaglia a colpi di cibo in mensa decide di rispondere al fuoco, ma questo le sarà quasi fatale: essere sospesa e avere una macchia sul curriculum che le impedirà l'accesso allo STEM Academy Camp oppure fare da tutor a Fuller James, che sta fallendo miseramente nella classe di inglese avanzato e un'insufficienza lo farebbe restare in panchina. E non sia mai che la star della squadra non possa giocare.

A complicare le cose per Wren c'è anche il fatto che non possono dire a nessuno perché improvvisamente passano del tempo insieme: se si scoprisse che la stella del basket rischia di cominciare la stagione in panchina, allora anche tutti gli altri giocatori andrebbero nel pallone (ha, l'avete capita questa?) e improvvisamente non sarebbero più in grado di giocare.  Sì, un branco di idioti con un unico cervello che vanno nel panico senza la loro ape regina - o almeno questo è quello che afferma il Coach che, oltre al danno pure la beffa, è lo zio di Wren.

A inventarsi la scusa peggiore di sempre - e anche assai ignobile - è ovviamente Fuller James, che rischia non solo di mandare all'aria la sua carriera scolastica e la possibilità di una borsa di studio per il basket, ma anche il fragile rapporto che lui e Wren stanno costruendo tra una sessione di tutoring e l'altra. 


Ho odiato anche io Fuller James - o comunque, se non l'ho odiato, non mi sono lasciata neanche abbindolare. 
Sapete tutti che io ho uno strano rapporto con questo trope: a volte mi piace leggerlo, ma - in quanto vittima di bullismo a mia volta - lo trovo sempre alquanto irrealistico.

Fuller James è fondamentalmente un bullo che l'ha sempre vinta: coetanei e professori gliela lasciano passare liscia ogni volta con la scusa del "boys will be boys", si accontentano di rimorsi apparentemente contriti e poi siamo di nuovo da capo. 
Ed è dalle medie che per Fuller James conta solo la popolarità: conta solo il basket perché è l'unica maniera per pagarsi il college, in quanto i soldi della famiglia sono tutti per il fratellino Hudson (che lui ama moltissimo) che soffre della malattia delle ossa fragili, detta anche "ossa di cristallo" - ma non basta come scusa per i suoi comportamenti. 
Voglio dire, il libro comincia con lui che tira il purè di patate alla schiena di Wren in mensa e, tra un tira e molla continuo con Marissa, se la fa con altre ragazze cambiandole come ci si cambia i calzini. E ve lo giuro, a parte sentirmi dire dalla sua voce quanto si rende conto di essere in realtà lui uno sfigato una volta che si trova di fronte alla rabbia - più che giustificata - di Wren, mi devo proprio essere persa il momento in cui comincia a diventare un essere umano decente. O meglio, tutti gli altri lo vedono, ma io no - e non perché effettivamente non cambi, ma perché a me è sempre rimasto alquanto indifferente. 

E se di 10 cose che odio di te ha le somiglianze nella trama e nel classico cliché che sta alla base di quella storia e di altre storie young adult in cui improvvisamente il bello e popolare della scuola inizia a frequentare la sfigata/anonima della situazione mentre un branco di iene e avvoltoi (mean girls e compagni di squadra di lui) sta a guardare e a ridacchiare, ciò che in realtà questo libro mi ha ricordato è stato One Tree Hill

Fuller James è un Nathan Scott wannabe - capitano della squadra di basket, ha bisogno di ripetizioni e ha pure gli stessi colori di occhi e capelli di James Lafferty. 
Questo fa di Wren la nostra Haley James (oddio, tutti James qui?!) e del suo migliore amico Brandon il Lucas Scott della situazione. 
Peccato che se Wren può essere all'altezza di Haley, Fuller James a Nathan Scott non può neanche reggergli la candela - e ve lo dice una che è partita amando Lucas Scott e poi è finita per innamorarsi perdutamente di Nathan. 
Cioè, i Naley a questi due gli fanno mangiare la polvere - e poi sarà che una roba come quella che combina Fuller James nei confronti di Wren io non la perdonerei mai. E per carità, Fuller James è sicuramente mille volte meglio e mentalmente più stabile di Hardin Scott (anche gli Scott qui fioccano come neve) di After, ma si sa che io non perdono nulla.

È un libro prevedibile nel suo svolgimento, forse dedicato proprio alla parte young del target young adult, a tratti un po' ripetitivo nella dinamiche e nelle scene, ma oh, che vi devo dire? È scorrevole e la voce della narratrice di Wren l'ho trovata piacevolissima e piena di sfumature ed enfasi a seconda della parte che stava leggendo - alla fine non ci ho impiegato neanche un giorno e mezzo ad ascoltarlo e questo comprendendo la notte di sonno, una mattina impegnata e il pranzo. 

Su Goodreads l'ho arrotondato per eccesso anche solo per avermi riportata nei licei di 10 cose che odio di te e One Tree Hill - lì sì che avrei voluto starci.

mercoledì 13 gennaio 2021

WWW.. Wednesday! #224

Io non so come gennaio abbia la capacità di durare tre mesi in soli 31 giorni - cioè, ma ci pensate che è passata solo UNA SETTIMANA dall'Epifania?! 
Cioè, io una settimana fa avevo ancora l'albero di Natale addobbato e stavo aprendo i regali della Befana e... e... e boh, io non lo so, non capisco. Sembra passata un'eternità. 
 
Mah, nella mia incredulità e nel mio scetticismo vediamo un po' di andare avanti.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Gente, sono stupita quanto voi - ve l'ho detto questa settimana in realtà ne è durata due.
Il primo libro del 2021 è stato What If It's Us di Becky Albertalli & Adam Silvera (che trovate anche in italiano con il titolo Può succedere anche a noi?) e come sono contenta di aver iniziato l'anno con una lettura a cinque stelle. Mi è piaciuto davvero tanto - saranno stati anche tutti i riferimenti ad Hamilton? - e sono stata ancora più felice nello scoprire che è previsto un sequel per questo autunno. Recensione QUI.
Ho poi recuperato una eARC che avevo lasciato indietro l'anno scorso - trattasi di How to Quit Your Crush di Amy Fellner Dominy. Confesso che mi aspettavo di trovare più scene divertenti ed esilaranti, ma è stato comunque carino e la chimica tra i due protagonisti è davvero buona - però ho comunque preferito nettamente Anthony a Mai. Recensione QUI.
Ed infine è qui che i miei buoni propositi dell'anno vanno a farsi friggere perché ho cominciato i due mesi gratuiti su Storytel - che poi lui e la Vodafone devono smettere di fare offerte e promozioni solo per i nuovi account, ormai ho usato tutti e cinque i miei indirizzi email esistenti. CINQUE! Comunque ho cominciato l'ascolto con I Hate You, Fuller James di Kelly Anne Blount, un libro che mi era stato negato l'anno scorso su NetGalley e che ho finito nel giro di un giorno e mezzo. La recensione è già scritta e siccome venerdì andrà online il Singing the Book - che surprise, surprise! devo ancora scrivere - ditemi se la volete leggere già domani oppure sabato. 
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Ancora nulla - nisba, nada. Aggiunto sulla base dell'ispirazione perché mi andava qualcosa che mi desse dei brividi, comincerò oggi l'ascolto di This Is Not a Ghost Story di Andrea Portes - tra i tag su Goodreads c'è paranormal, supernatural, ghosts, thriller e horror. Io ho sempre queste belle pensate, poi finisco per morire di crepacuore. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Non lo so, è assai probabile che torni al romance young adult per riprendermi dal crepacuore - ho aggiunto più roba al catalogo di quella che riuscirò effettivamente ad ascoltare in due mesi.
 
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Il secondo appuntamento del WWW dell'anno - solo il secondo?! - si conclude qui: ditemi se anche voi vi sentite più invecchiati in quest'ultima settimana che in tutto il resto dell'anno (scorso, ovviamente).
Nel frattempo io non è che abbia granché da fare visto che ho dovuto annullare alcune cose - l'arancione è un colore che mi sta malissimo, ma ahimè sembra che dovremo indossarlo per tutto il mese. 
Raccontatemi le vostre letture qui sotto oppure lasciatemi il link del vostro post - tra la paura della mia stessa ombra che sicuramente mi verrà e un rannicchiamento sotto le coperte facendo attenzione che non sporga niente (né un piede, né un orecchio), alla prima occasione passo a rispondere e/o a ricambiare la visita. E non dimenticatevi di dirmi quando volete la recensione, se domani o sabato!

lunedì 11 gennaio 2021

[Recensione] "How to Quit Your Crush" di Amy Fellner Dominy

Il lunedì sta diventando quel giorno in cui non so mai se la domenica sera dovrei programmare un What's on my bedside table? o se dovrei aspettare perché forse faccio addirittura in tempo a finire il libro e a scrivere la recensione.
 
Un grazie a NetGalley e alla Entangled: Crush per la copia digitale di questo libro (che una volta era) in anteprima.
 
 
Titolo: How to Quit Your Crush
Autrice: Amy Fellner Dominy
Data di uscita: 4 maggio 2020
Pagine: 242 (Kindle Edition)
Editore: Entangled: Crush
Link Amazon: https://amzn.to/3pSe4vJ

Trama [tradotta da me]: Mai Senn sa che Anthony Adams non va bene per lei - non importa quanto sia forte la sua cotta per lui. Lei è la prima della classe, lui è un surfista scansafatiche. Lei ha dei piani e degli obiettivi, lui ha la sua arte. Sono dei completi opposti in qualsiasi cosa - aceto e bicarbonato di sodio, ci hanno scherzato sopra una volta. Una reazione chimica che fa le bollicine.

Già, avevano fatto le bollicine. Forse le fanno ancora.

Meno male che Anthony ha in mente il piano perfetto: due settimane per dimostrare quanto sbagliati siano insieme. Chiunque riesca a farsi venire in mente l'appuntamento peggiore—qualcosa che l'altro assolutamente odia, provando così quanto davvero siano incompatibili—vince.

Come portare qualcuno che ha la fobia dei serpenti al rettilario allo zoo (idea di lui).

O una lezione di cucina dove non possono neanche magiare il cibo (idea di lei).

È tutta una competizione ed è fatta per aiutarli a distruggere finalmente le loro infatuazioni. Ma non avrebbe dovuto essere così eccitante. O così divertente. E quando il futuro di Mai si trova a repentaglio, lei sarà in grado di fare la cosa giusta e smetterla con Anthony per sempre?

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Mai Senn e Anthony Adams non potrebbero essere più diversi: Mai ama pianificare tutto nel dettaglio, ha tutto il suo futuro già chiaro in mente e non ammette distrazioni o deviazioni dal percorso già tracciato; Anthony non sembra avere intenzione di andare al college, vive alla giornata e il futuro è qualcosa che non vuole contemplare. 

Non potrebbero essere più diversi, eppure non riescono a stare lontani l'una dall'altro. 

Dopo aver avuto un'avventura durante le vacanze di primavera, essersi frequentati per un po' e visti di nascosto, Mai aveva chiuso con Anthony. 
Ma dopo il diploma, all'ennesima festa di quelli che ora sono diventati amici in comune, entrambi non hanno potuto fare a meno di ricascarci. 
E la cosa non va bene: Mai ha due settimane prima di partire per il college in California e ogni sua singola giornata è scandita da qualcosa che deve fare, Anthony - anche se non lo ammetterà mai - sta pianificando anche lui qualcosa, ma sanno che finché l'attrazione tra loro non sarà consumata ed esaurita non riusciranno a combinare nulla. 

Come uccidere un'attrazione sul nascere prima che diventi qualcos'altro?
Semplice: mostri i lati di te stesso che daranno sui nervi all'altra e coinvolgi l'altra persona in attività che finirà sicuramente per detestare. 

Due settimane dovrebbero essere sufficienti, vero? 
Forse. 

O forse no. 


Ammetto che mi aspettavo di trovare qualcosa di più divertente, descrizioni di appuntamenti così orribili che ti avrebbero per forza strappato una risata. 
Invece, per quanto si possa cogliere l'ironia, il lettore - così come gli stessi Mai e Anthony - scopriranno che quelle attività non fanno altro che avvicinarli ancora di più. 

Ho preferito decisamente Anthony perché è un Fidanzato di Carta con tutte le maiuscole: bello, protettivo, divertente, dolce... e ahimè, inesistente nella realtà. 
Il suo vivere alla giornata senza fare piani è dovuto alla perdita del padre tre anni prima - alla perdita di quel futuro insieme che era dato per scontato e che poi è stato loro negato. Ecco perché, a parte la sua arte, Anthony ha accantonato qualsiasi sogno avesse una volta ed è deciso a vedere il mondo e i posti dove suo padre voleva andare. 

Mai non è che mi sia stata antipatica perché in fondo potevo anche comprendere il suo modo di pensare: abbandonata dai suoi genitori naturali e adottata da piccolissima dai Senn, Mai era sempre stata un po' irrequieta e "vagabonda". Ma dopo un brutto spavento a sette anni quando, durante una camminata con i suoi genitori, si è persa e ha temuto il peggio, Mai ha giurato a se stessa che non sarebbe mai più uscita dal percorso tracciato - e l'ha fatto. Con la consapevolezza di non assomigliare ai suoi genitori e a suo fratello, Mai è determinata ad essere una Senn a tutti gli effetti e in tutto quello che può - anche se questo significa essere più rigidi di un manico di scopa. 
Si sentiva fortunata come Cenerentola, ma solo dopo il suo incontro con Anthony si è resa conto delle enormi pressioni e aspettative che tutti quanti - lei compresa - le hanno messo addosso e che lei ha fatto il possibile per rispettare per non essere di nuovo abbandonata. 

Mai e Anthony si dicono spesso che sono la persona più sbagliata per l'altro, ma invece si completano benissimo: Mai fa tornare ad Anthony la voglia di guardare più in là del giorno dopo, Anthony le permette non di essere davvero se stessa - non esattamente - ma di essere altre parti della sua persona che di solito non vengono fuori. 

Pur capendo da dove veniva Mai con i suoi pensieri e le sue paure, ogni volta che respingeva Anthony mi veniva voglia di dirgliene quattro. 
E se quindi ho trovato Mai rigida come un palo, i suoi genitori e suo fratello non li ho proprio sopportati - persone che si credono intelligenti solo loro, che guardano tutti dall'alto in basso, che non ti ritengono all'altezza se non miri o vieni dall'Ivy League, che vogliono che Mai segua il percorso pianificato da loro altrimenti ti fanno pesare addosso il loro disappunto. Spocchiosi, saccenti, snob - brave persone, certo, ma comunque snob. 

In qualche modo mi ha ricordato Una sfida come te di Katie McGarry: lei brava ragazza di famiglia benestante, lui "delinquente" agli occhi dei genitori di lei - la differenza è che Rachel era già una "ribelle" prima ancora di conoscere Isaiah e che Anthony ha la fedina penale immacolata e non è un delinquente solo perché ha i capelli lunghi. 
 
Il punzecchiarsi di Mai e Anthony e i loro scambi sono davvero carini, ma - visto anche il doppio punto di vista - tutto il "non dovremmo stare insieme, ma non riusciamo a stare lontani" che si protrae per quasi tutto il libro diventa assai ripetitivo dopo un po'.

Insomma, me lo aspettavo più divertente, ma comunque mi è piaciuto - perché non è detto che la persona perfetta sulla carta o che risponde alle nostre aspettative (o a quelle degli altri) vada poi effettivamente bene per noi. A volte bisogna anche sbagliare, a volte bisogna scegliere il rischio, a volte bisogna scegliere la persona che ti fa sentire viva e che forse sotto tanti aspetti è "sbagliata", ma non è sbagliata per te.

venerdì 8 gennaio 2021

[Recensione] "What If It's Us" di Becky Albertalli & Adam Silvera

Prima recensione del nuovo anno - e spero davvero di essere partita con il piede giusto. 
Mi rendo benissimo conto che il voto alla fine è un po' "gonfiato" causa Hamilton citato una trentina di volte, ma ehi - anche oggi diventiamo professionali domani.
 
E mi rendo conto sempre più spesso che passa molto tempo tra quando ho comprato/ricevuto un libro e quando lo leggo - tanto che pure in questo caso ha fatto ora ad essere tradotto e pubblicato dalla Mondadori con il titolo di Può succedere anche a noi?
 
Ma ehi, stavolta va benissimo così perché - avendolo letto adesso dopo essere entrata anche io nel tunnel di Hamilton - con Arthur è stato proprio come trovare un amico con cui fangirlare. Anche con Ben, in realtà... Ben ero io prima di conoscere Hamilton, nella più totale ignoranza e scetticismo salvo poi "convertirsi" dopo l'ascolto.


Titolo: What If It's Us
Serie: What If It's Us #1
Autori: Becky Albertalli & Adam Silvera
Data di uscita: 9 ottobre 2018
Pagine: 448 (copertina flessibile)
Editore: Balzer + Bray / HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/3pWEyfx

Trama [della Mondadori]: Arthur è entusiasta all'idea di trascorrere un'intera estate a New York. Per lui, cresciuto a pane e musical, è proprio una città magica, romantica, dove tutto può succedere. Se Broadway gli ha insegnato qualcosa, poi, è che l'universo può recapitarti una storia d'amore indimenticabile quando meno te l'aspetti. E quale luogo al mondo potrebbe essere un set migliore della città che non dorme mai? Ben, invece, pensa che l'universo per una buona volta dovrebbe imparare a farsi gli affari suoi. Se davvero ci tenesse a lui, di certo non starebbe andando all'ufficio postale per spedire un'intera scatola di oggetti posseduti dal suo ex. Ma quando, proprio in quel grigio luogo affollato, le strade di Arthur e Ben si incrociano, viene il sospetto che il destino abbia davvero qualcosa in serbo per loro. Ma che cosa di preciso? Forse niente. In fondo, dopo essersi incontrati, ognuno va per la sua strada. Forse tutto. In fondo, alla fine si rivedono. E decidono di ripetere l'esperienza. Ma cosa accadrebbe se il loro primo appuntamento "ufficiale" non andasse proprio come previsto? E nemmeno il secondo primo appuntamento... o il terzo? Che cosa accadrebbe se Arthur le tentasse tutte per far andare bene le cose tra loro, e Ben invece non ci provasse abbastanza? E se la vita, quella vera, non fosse così tremendamente magica come pensa Arthur? Ma se invece lo fosse? Chi l'ha detto che non può essere come uno dei musical di Broadway che tanto ama? E soprattutto: perché un amore a prima vista fantastico come quelli che si vedono nei film deve capitare sempre agli altri? Perché non può succedere anche a loro?

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La storia inizia un normalissimo giorno di luglio quando, in giro a prendere il caffè per tutti nell'ufficio dove sua madre fa l'avvocato, Arthur nota fuori dall'ufficio postale un ragazzo alle prese con un grande scatolone. 
Quel ragazzo è Ben, che sta tentando di spedire uno scatolone pieno di cose del suo ex-ragazzo dopo la fine della loro storia e, a rendergli più miserabile la vita, c'è anche il fatto che deve andare a scuola pure d'estate perché è stato rimandato in chimica. 

Ben è un newyorkese fatto e finito, non è abituato a ragazzi che improvvisamente - e in maniera molto impacciata e timida - gli attaccano bottone. All'ufficio postale, per di più. Ma Arthur ha sentito l'impulso di doverlo conoscere, lo sguardo che si erano scambiati fuori dall'edificio gli era sembrato un segno del destino - così come sembra essere un segno del destino essere temporaneamente a New York per l'estate, la stessa città dove tutti i film migliori sono ambientati e la magia è nell'aria, la città dove c'è Broadway e dove Hamilton di Lin-Manuel Miranda va ancora in scena al Richard Rodgers Theatre. 

Nella confusione di un flash-mob però si perdono, quando ancora a nessuno dei due era venuto in mente di presentarsi come si deve o di chiedere il numero all'altro. Ma non sembrava essere un messaggio dell'universo il loro incontro? 
Forse l'universo - tra social media e amici investigatori che rasentano lo stalking - ha solo bisogno di un piccolo aiutino per farli ritrovare... 


Aww, quanto mi è piaciuto questo libro! Quanto mi sono piaciuti Arthur e Ben! 
 
Il loro incontro, il loro ritrovarsi, il loro frequentarsi è sembrato davvero uscito da una rom-com di Hollywood - e proprio come la tanto odiata chimica di Ben, sembrano due opposti che si attraggono. 
Arthur è pieno di entusiasmo per qualsiasi cosa, così pieno di energia che ha sempre paura di essere "troppo" - troppo chiacchierone, troppo espansivo, troppo invadente, troppo in tutto, esagerato persino nei sentimenti e nell'intensità con la quale li prova. 
Ben, d'altro canto, è più riservato, timido e fin troppo duro con se stesso tanto che prende qualsiasi cosa che non vada perfettamente liscia come un suo fallimento personale o una sua mancanza. 

Ecco perché i loro primi appuntamenti sono stentati e hanno sempre bisogno di un altro tentativo per riprovare a fare sul serio - Arthur non ha mai avuto un ragazzo prima e va nel panico, pensando e analizzando troppo, comparando tutto con i film e i musical che conosce; Ben è appena rimasto scottato perché non solo ha perso il suo ragazzo, ma Hudson prima era anche suo amico e se non è riuscito a far funzionare le cose con qualcuno che conosceva da tempo, come può funzionare con Arthur? La pressione che sente per questo motivo sembra quasi soffocarlo e spingerlo a restare scostante. 

Eppure, fosse anche solo per un'estate, provano a farlo funzionare. 

Mi sono piaciuti entrambi, anche se è vero che a volte Arthur è fin troppo geloso e invadente nei confronti della passata relazione di Ben con Hudson - ma non mi sono neanche sentita di fargliene una colpa, in quanto si tratta della sua prima relazione in assoluto e non sa proprio come comportarsi. 
Devo perciò ammettere che forse ho amato un pochino di più Ben e ho assolutamente adorato la sua amicizia/fratellanza con il suo migliore amico Dylan - ero lì per fangirlare e sospirare su lui e Arthur, ma ammetto che quasi non vedevo più l'ora di vederlo interagire con Dylan: una bromance scritta benissimo. 

Ben era me prima di conoscere Hamilton e immediatamente dopo averlo fatto; Arthur sono io in pieno tunnel e ossessione per il musical e Lin-Manuel Miranda. 
In generale tutto questo libro è pieno di riferimenti alla pop culture e all'attualità: spettacoli di Broadway, cartoni animati, politica americana, fanfiction e mi sento di scommettere sul fatto che Becky Albertalli abbia scritto di Arthur - adolescente fissato con il teatro e i musical e proveniente dalla Georgia - e che Adam Silvera abbia scritto di Ben - adolescente di origini portoricane, newyorkese, che fa continui riferimenti ad Harry Potter e al fandom. E pur avendo tanto in comune con altri loro protagonisti che me li hanno ricordati - Simon per la Albertalli nel Simonverse e Griffin per Silvera in History Is All You Left Me - Arthur e Ben sono assolutamente due personaggi a sé stanti che non possono essere confusi o scambiati con nessun altro. 

La scrittura della Albertalli e di Silvera è armoniosa, fluida ed estremamente scorrevole. 
Ho amato questi due personaggi, ho amato tutte le riflessioni sulle relazioni e sull'amicizia - come a volte sia difficile tornare ad essere quelli che si era prima, come a volte possa nascere un nuovo tipo di rapporto, come la storia può cambiare le persone e il modo in cui vediamo le cose. E certo, svolgendosi in un mese ha forse un po' il sentore di instalove, ma non mi verrete forse a dire che le storie nate in estate non sono sempre così intense? Ho amato il finale - che è un po' aperto, un po' ambiguo, un perfetto what if interrogativo su quello che può riservare loro il futuro: l'ho trovato realistico, coerente con due ragazzi che devono ancora crescere e capire cosa farne delle loro vite... e se è destino, succederà. Facciamo tutti il tifo per loro, ma forse non dobbiamo neanche preoccuparci troppo del loro eventuale lieto fine - a quanto pare, in autunno, arriverà il sequel Here's To Us.

Di suo è un solidissimo 4, forse anche un 4.5 - sappiamo tutti però che qui la professionalità non sta di casa, che ci facciamo guidare dall'entusiasmo e dalle ossessioni, perciò non mi vergogno proprio nel dire che gli ho dato il massimo dei voti anche per tutto l'amore che viene dedicato ad Hamilton e a Lin-Manuel Miranda all'interno di queste pagine. Il romanticismo tra Arthur e Ben mi ha fatta sospirare, l'amicizia tra Ben e Dylan mi ha fatta ridere e aspirare a quel tipo di rapporto che sai sarà per sempre una certezza, ma i riferimenti ad Hamilton mi hanno davvero strappato un sorriso da Stregatto. 

Quindi sì: il mio primo libro del 2021 si becca cinque stelle. 

giovedì 7 gennaio 2021

Some (New) Books Are (Here) - Speciale Befana

Ebbene sì, le feste sono finite ed è arrivato il momento di smontare l'albero di Natale - anzi, gli alberi: quello grande in sala e quello piccolo in camera mia.
 
Eppure mi sembra ieri che li ho addobbati. 
 
Così, mentre io mi do allo smontaggio e allo spolvero, qui sotto voi potete vedere cosa mi ha portato ieri la Befana - SPOILER: lo sapevo già.

Some (New) Books Are (Here) è una rubrica inventata da me a cadenza assolutamente casuale nella quale vi mostro le mie nuove entrate in materia librosa, perché sono arrivate in casa mia e via di questo passo.

Quattro libri erano arrivati a Natale, quindi ne erano rimasti tre sotto l'albero. 


Sempre da sinistra a destra abbiamo: 
 
  • Bookish and the Beast di Ashley Poston, retelling moderno - e facente parte di una serie - della Bella e la Bestia
  • Don't Call Me Kit Kat di K. J. Farnham, libro sul bullismo femminile e i problemi alimentari che bramavo da una vita ma che, essendo autopubblicato, ha sempre avuto un costo abbastanza elevato.
  • Heroine di Mindy McGinnis - bellissimo, straziante Heroine che ho ascoltato su Storytel nell'ottobre del 2019 (recensione).

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Le festività natalizie e i regali si concludono qui e noi ci vediamo domani con la prima recensione dell'anno 2021!

mercoledì 6 gennaio 2021

WWW.. Wednesday! #223

Buona Epifania e benvenuti al primo WWW Wednesday del 2021! 
 
Visto che stiamo parlando di un nuovo anno, questo 2021 - salvo recap mensili e annuali - era iniziato con me che vi interrogavo sulla vostra propensione alle riletture e qualche mio piccolo proposito
 
Vi avevo anche detto che non avevo alcuna intenzione di stilare una TBR perché si sa che le TBR portano sfiga, ma la verità è che io una piccola TBR mensile me l'ero fatta nella mia mente - solo per questo mese, nel mio piccolo cervellino. 
Vi avevo poi detto che avrei cercato di tenere fede ai miei buoni propositi - due cartacei al mese e, prima di leggere altro in digitale, smaltire tutte le eARC arretrate - fino a quando non sarebbero sorti eventi eccezionali come periodi gratuiti su Kindle Unlimited o Storytel. 
 
Benissimo, watch me mandare a p... puzzole i miei buoni propositi quando non è passata neanche la prima metà del primo mese dell'anno nuovo. Questo perché ieri la Vodafone mi ha regalato due mesi gratuiti su Storytel da attivare entro l'11 gennaio e quindi niente... finisco il cartaceo, provo a smaltire un'ARC nel frattempo e - a parte un'altra ARC da recensire assolutamente in anteprima prima dell'uscita del libro a marzo - poi probabilmente sarà un audiolibro dietro l'altro.
 
Mai, mai, MAI fare TBR o buoni propositi. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
L'ultimo libro del mio 2020 è stato Sam & Ilsa's Last Hurrah di Rachel Cohn e David Levithan, libro che su Goodreads hanno praticamente tutti odiato ma che invece a me non è dispiaciuto per niente. Certo, forse non è all'altezza di altri libri che questa coppia di autori ha saputo offrirci nel corso del tempo, ma io trovo sempre qualcosa nei loro libri per i quali ne vale la pena. Recensione QUI
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Ho scelto di cominciare l'anno con What If It's Us di Becky Albertalli & Adam Silvera perché sapevo già da una precedente recensione che veniva nominato Hamilton - e poi questi due sono autori che ho già letto e mi sono piaciuti, anche se devo ammettere di aver letto di più la Albertalli e devo ancora recuperare un paio di libri di Silvera. Mi sta piacendo tantissimo e i continui riferimenti a Hamilton sono la ciliegina sulla torta - io e Arthur e tutti gli altri Hamilfans potremmo farci di quelle chiacchierate epiche, ne sono sicura. Me lo sono fatto regalare per la Befana del 2019 e intanto ha fatto in tempo anche ad essere stato tradotto e pubblicato per la Mondadori con il titolo Può succedere anche a noi? - e scopro adesso che probabilmente quest'anno uscirà il sequel. In ogni caso, mi mancano un centinaio di pagine per finirlo. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Una volta si trattava di un'anteprima - poi il libro è uscito, ma io ero ancora infognata con altre letture e l'ARC ancora stava a vegetare sul Kindle fino a questo momento. Ma siamo sinceri, vi va? La verità è che avevo richiesto How to Quit Your Crush di Amy Fellner Dominy perché sul subito mi era venuto un coccolone pensando che il tizio in copertina fosse Chad Michael Murray - la somiglianza all'inizio per me era sconcertante e Lucas Scott di One Tree Hill è stato una delle mie più grandi crush adolescenziali, anche se poi il vero amore è arrivato con il suo fratellastro Nathan quando questo si è finalmente deciso a maturare (ciao James Lafferty, sei sempre il mio ideale con capelli scuri e occhi chiari, ma devo ammettere che sebbene i biondi in generale non mi facciano impazzire, Chad Michael Murray è più figo adesso di quindici anni fa). ANYWAY, questo libro ha tutte le potenzialità per farmi fangirlare come un'idiota - ti prego, non deludermi come la maggior parte degli ultimi young adult a tema romanticismo che hanno segnato la fine del mio 2020. 
E poi... e poi non lo so, vedremo cosa offre Storytel. 
 
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La parola passa a voi ora per dirmi con che lettura avete cominciato il nuovo anno, se avete già le idee chiare e se avete stabilito una cifra per la challenge di Goodreads - io ho scelto 65 libri, cinque in meno dell'anno scorso perché ad una certa me l'ero vista brutta causa svariate reading slump. 
Scrivetemi tutto qui sotto oppure linkatemi il vostro post e passerò a rispondere e ricambiare la visita il prima possibile!

lunedì 4 gennaio 2021

Chiacchiere, domande e qualche buon proposito per il 2021

Forse vi aspettavate un classico What's on my bedside table? visto che è lunedì, ma oggi ho deciso di portarvi un post diverso dal solito. 

Intanto ancora buon anno, nel caso vi siate persi il recap di dicembre e le somme del 2020 andati online il primo gennaio. 

Quindi perché siamo qui oggi? E per cosa?

Non ho intenzione di fare delle vere e proprie TBR perché sappiamo tutti che le TBR portano sfiga e la volta buona che ti prefiggi di leggere certi libri è poi assodato che tu venga aggredito dalla reading slump, sempre pronta ad attenderti dietro l'angolo. 

Nel fare il riassunto del 2020 mi sono resa conto però che, su 80 titoli che ho letto, solo 10 di questi erano cartacei - e la cosa non mi è piaciuta per niente. 
Oh, lo so che questo è stato dovuto ai periodi gratuiti su Kindle Unlimited e Storytel di cui ho approfittato, che sono state fortunata nel ricevere alcune eARC dalla Oscar Vault e anche di più dalle case editrici americane - un po' offerte da loro e un po' richieste da me su NetGalley. I cartacei che però mi osservano dagli scaffali - e che sento mormorare dagli scatoloni - ne hanno sofferto. 

Ecco perché, almeno per quanto possibile, la mia intenzione adesso è leggere almeno due cartacei al mese e recuperare le eARC sia italiane che inglesi che ho lasciato indietro prima di leggere qualsiasi altra cosa in digitale - devo davvero pareggiare i conti. 
Dopo sappiamo che, se la Vodafone regalerà ancora i tre mesi gratuiti di Kindle Unlimited oppure i due su Storytel, io manderò tutto all'aria ma almeno voglio provarci fino a quando cause di forza maggiore non mi impediranno di fare diversamente - e ho cominciato a leggere proprio da un cartaceo. 

Il che mi porta ad una domanda per voi - che rapporto avete con le riletture? 
Ne fate? Le ritenete una perdita di tempo? 

Io da piccola ne facevo - tutti i libri del Battello a Vapore che mi erano piaciuti così tanto dalla biblioteca e che poi avevo voluto tutti per me, Harry Potter cominciato quando ero ancora alle elementari, Le Ragazzine e gli Junior Gaia quando sono diventata adolescente, tutta la serie di Twilight dai diciassette anni in poi... diciamo che quando ero piccola avevo molti meno libri in giro per casa e in qualche modo ero anche "obbligata" a rileggere sempre quelli, soprattutto quando sono stata colta una brutta reading slump iniziata alla fine delle superiori che mi sono trascinata per tutta l'università. 
 
Poi ho ricominciato a leggere - sono partita da un libro di due autori che avevo amato in passato, le fanfiction sono arrivate a salvarmi la vita da lettrice e poi ho cominciato a leggere libri in inglese. 
Infine ho cominciato ad accumulare libri come se dovessi recuperare gli anni persi e, sia per la mia salute mentale (e soprattutto per la mia dignità) che per la vostra, è meglio non sapere quanti libri ancora da leggere io abbia in casa. 

E questo mi riporta alla domanda fatta prima: non ho più fatto riletture - tranne una nel 2018 per via di un progetto a cui partecipavo - perché so di avere ancora così tanti libri non letti che mi sembra di perdere una corsa contro il tempo. Ecco perché mi ha atterrita sapere di aver letto solo dieci titoli cartacei su ottanta.
 
Questo porta con sé un altro dilemma: io metto via un euro per ogni libro letto, così all'inizio del nuovo anno ho una certa somma per recuperare cartacei quei libri che so già mi piaceranno oppure che ho amato in digitale - e fare delle riletture non "toglierebbe" tempo e denaro a questo scopo? Oppure dovrei contare anche le riletture? Goodreads te lo permette, quindi dovrebbe valere - eppure c'è una vocina nella mia testa che mi dice di no, che nel conto valgono solo i libri mai letti prima. 

Però in questi anni mi sono trovata ad avere copie doppie di alcuni libri - vuoi perché Amazon non le voleva indietro o perché anche io le ho trovate a cinque euro da Libraccio e le ho prese con l'idea di rileggerle e annotarle da quando ho visto dei video su YouTube in proposito e il risultato mi è sembrato sempre bellissimo. 

E se mi decidessi a fare delle riletture proprio per provare ad annotare una delle mie doppie copie e premesso che non sono ancora dell'idea di mettermi su YouTube, vi piacerebbe vedere un post corredato di foto? Praticamente ne verrebbe fuori una nuova recensione un po' più originale e colorata.

Ecco, i miei buoni propositi di lettura per il 2021 sono tutti qui: leggere almeno due cartacei al mese e smaltire tutte le eARC. Ah, e magari finire anche il libro di poesie di Frost che ho iniziato nell'estate del 2019 - mai segnato su Goodreads perché vederlo ancora in lettura da allora mi farebbe venire l'ansia.

Raccontatemi i vostri di buoni propositi se ne avete e ditemi che rapporto avete con le riletture - se le fate, se le ritenete una perdita di tempo, se valgono comunque ai fini della challenge di Goodreads (che quest'anno ho abbassato di cinque libri) e se vi piacerebbe vedermi alla prese con una di esse e con tanto di libri annotati. 

Vi aspetto nei commenti e mercoledì con il primo WWW Wednesday del 2021.

venerdì 1 gennaio 2021

Tirando le somme del... 2020

Di nuovo buon 2021, ancora qui in mia compagnia.
 
Questa mattina è andato online il recap di dicembre, ma ora è giunto il momento di fare il riassunto dell'anno tirando le somme di quello che ho letto e visto negli ultimi dodici mesi - e lo so che normalmente (come dice anche la scritta qui sotto) andrebbe online il 31 dicembre, ma stavolta si sono accavallate un po' di cose. 
 
Vediamola così: adesso che siamo davvero nel nuovo anno, possiamo dare l'addio definitivo al 2020 dopo aver scritto/letto questo post.

Tirando le somme del... è una rubrica inventata da me e pubblicata l'ultimo giorno dell'anno in cui non solo faccio il riepilogo di tutti i libri letti durante i precedenti 365 giorni, ma anche dei film visti e delle nuove serie iniziate e delle vecchie serie concluse.


2020



LIBRI, GRAPHIC NOVEL, MANGA, ECC...

Nel 2020 ho segnato come letti... 80 titoli.

Avevo deciso di mantenere lo stesso obiettivo del 2019 con 70 titoli, ma sebbene abbiamo avuto decisamente tutti molto tempo libero a nostra disposizione, ho finito comunque per leggere lo stesso numero di volumi dell'anno scorso. 
E dire che non avevo neanche da lavorare se non dopo in estate, ma sono stata colta da diverse reading slump a fasi alterne e tutti i giga e periodi gratis sulle varie piattaforme streaming hanno fatto sì che riempissi le giornate con più film che libri - davvero, se confrontate i numeri dell'anno scorso in cui la situazione era normale e io lavoravo anche con quelli che troverete qui sotto, il divario è qualcosa di impressionante. 

Resta il fatto che la sfida l'ho superata, ma anche quest'anno grazie all'aiuto degli audiolibri che hanno velocizzato la lettura in molti casi. Penso però di abbassare il tiro in questo 2021 perché non so cosa ci aspetta nei prossimi mesi e ho già abbastanza ansia di mio - che se poi devo essere onesta, l'ansia me la faccio venire da sola perché anche a sfida ufficiale conclusa e obiettivo raggiunto, io continuo a fare la maratona per battere il numero di letture dell'anno precedente. 



Di questi 80 titoli, 9 sono stati graphic novel.
Per quanto riguarda romanzi e novelle (tra cartacei, digitale e audiolibri), quest'anno i libri in italiano (grazie Oscar Vault, se ci sono è solo merito tuo) sono stati 13 e quelli in inglese sono stati 60 - di cui 52 inediti in Italia. 
Le valutazioni a cinque stelle sono state 6 in totale, la media delle mie valutazioni 3,6 - non uno spettacolo insomma, ma neanche poi malissimo.

In realtà il libro più lungo è sbagliato perché è sbagliato il modo in cui il libro è stato inserito su Goodreads, ovvero mettendo la versione italiana della Oscar Vault che comprende sia la storia di Monty che quella di Felicity - io però ho letto solo quella di Monty al momento, perché poi sono andata in slump e ho continuato a rimandare quello di Felicity. Ho però già il buon proposito di leggerlo abbastanza presto in questo 2021. 
 

SERIE TV

HO INIZIATO:


 
HO TERMINATO:



HO ABBANDONATO:



TOTALE:

Iniziate: 2 | Terminate: 18 | Abbandonate: 14 | In corso: 60

Questo è stato l'anno durante il quale mi sono finalmente decisa a lasciare andare qualcosa - altrimenti detto abbandonare qualche serie, visto che guardando la mia lista mi sono accorta che mi veniva l'ansia all'idea di doverne recuperare alcune e che altre avevano smesso di interessarmi.
 
Ho poi recuperato le ultime due stagioni di Luther che mi erano sfuggite e alla fine l'ho messa ancora tra le serie finite - ma non è detto che tra qualche anno non saltino di nuovo su con dei nuovi episodi all'improvviso dopo secoli dagli ultimi trasmessi. Per quanto riguarda la fine di Hawaii Five-0 e Supernatural piango ancora una valle di lacrime. 

E quanto sono stata brava che ho iniziato solamente due serie in dodici mesi? Che poi dire che ho iniziato Batwoman è una vera e propria esagerazione, dal momento che Italia 1 ha trasmesso solo il primo episodio e adesso riprenderà il 9 gennaio. 

Le serie in corso sono passate quindi dalle 86 del 2019 alle attuali 60 - ma già quasi nell'immediato ne finirò altre tre: Blindspot, The 100 e Arrow.


FILM

Cinema: 2
DVD: 0
Televisione: 1
Rewatch: 8
Streaming: 117

TOTALE: 128

Direi che il cinema nel 2020 ce lo siamo sognati tutti e, come vedete, io ci ho dato dentro con le piattaforme streaming - grazie Vodafone per i periodi gratuiti su NOW TV e Infinity. Si vede che non potevamo fare altro che stare a casa: tra il mio 2019 e il mio 2020 ci sono 104 film di differenza. 

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E con questo concludiamo il 2020 - che, tra le altre disgrazie, ci ha portato anche il cambio di Blogger e io sono diventata scema a fare questo post, tirando fino alle 4:30 del mattino perché niente voleva collaborare e ho dovuto copiare e incollare diverse volte un sacco di parti di codice da quelli degli anni precedenti. E anche incollandole sapendole corrette andava tutto dove voleva lui. Io amo questo post di fine anno, ma ragazzi... che fatica. 

Direi che il 2020 è incommentabile in sé per sé, però ci sono state cose belle che voglio ricordare: la macchina nuova, i palloncini totalmente a sorpresa per il mio compleanno che le mie amiche mi hanno fatto recapitare a casa in pieno lockdown, il primo aperitivo quando ci siamo potute finalmente rivedere, il gattino che ci siamo ritrovati in giardino tutto magrolino e smunto che abbiamo rimesso in sesto con pazienza e che ormai è praticamente nostro e per fortuna che Alaska lo trova abbastanza simpatico da non essere aggressiva e non fargli male - e questo perché lei viene in casa e lui resta fuori. 

La musica è sempre l'altro punto fermo della mia vita e a tenermi compagnia ci sono stati i soliti nomi: Our Last Night, You Me At Six, A Day To Remember, The Night Game - con Martin che ha praticamente fatto uscire mezzo album nel frattempo e la cosa ci va bene così. Che poi ho scoperto tipo l'altra sera che, non so nemmeno da quando, la sua fidanzata mi segue su Instagram - e non posto nemmeno mai.
Ci sono state però anche canzoni random, la fissa per Achille Lauro in primavera e la scoperta di Machine Gun Kelly in settembre, con le sue canzone dalle sonorità così primi anni 2000 che è subito fase emo. 
La vera scoperta però sono stati gli All Time Low, che dopo anni di ascolto, mi sono entrati davvero nel cuore con l'album Wake Up, Sunshine - è stata la prima volta che ho amato un loro album nella sua interezza. Se togliamo i soliti nomi da cui so che non rimarrò delusa e che quindi sono già certezze, devo ammettere che se devo scegliere qualcuno per rappresentare musicalmente il mio 2020, la mia scelta ricade proprio gli All Time Low. 

E non vogliamo nominare il tunnel nel quale sono caduta e che risponde al nome di Hamilton? Finalmente ho convinto mia madre a guardarlo e tra qualche giorno ci siamo.


È stato un anno difficile, per alcuni più che per altri. 
Un anno che ha influito sulle nostre vite in ogni suo aspetto: salute fisica e mentale, concentrazione e voglia o non voglia di fare qualcosa, tutto o niente. 
Grazie a voi che continuate a seguirmi e siete ancora qui, auguro a voi e a me stessa un 2021 splendido e pieno di belle cose - direi che ce lo meritiamo.