venerdì 25 ottobre 2019

[Recensione] "The Memory of Light" di Francisco X. Stork

Il weekend è alle porte ma, prima di lasciarci andare ad esso, io ho ancora due giorni di lavoro e voi avete una recensione - questa recensione - da leggere.


Titolo: The Memory of Light
Autore: Francisco X. Stork
Data di uscita: 26 gennaio 2016
Durata: 9H 17Min (Storytel Edition)
Editore: Arthur A. Levine Books
Link Amazon: https://amzn.to/2JbuNYe

Trama [tradotta da me]: La sedicenne Vicky Cruz si sveglia nel reparto psichiatrico dell'ospedale dopo un tentativo fallito di suicidio. Ora deve trovare la sua strada per guarire - e magari aiutare qualcun altro lungo il percorso.

Quando Vicky Cruz si sveglia nel reparto di Disordini Mentali del Lakeview Hospital, sa una cosa: dopo il suo tentativo di suicidio non dovrebbe essere viva. Ma poi incontra Mona, una mina vagante; Gabriel, quello paziente e spirituale; E.M., sempre arrabbiato; e la dottoressa Desai, calma ma risoluta. Con le loro storie e la loro onestà, gentilezza e duro lavoro, tutti loro la spingono a riconsiderare la sua vita prima di Lakeview e le offrono un'approvazione che non ha mai avuto.

Ma la appena ritrovata pace di Vicky è fragile come le rose che crescono attorno all'ospedale. E quando una crisi costringe il gruppo a dividersi, mandando Vicky di nuovo alla vita che l'aveva condotta al suicidio, lei dovrà trovare da sola il suo coraggio e la sua forza. Potrebbe non averli. Non lo sa.

Ispirato in parte dalla sua esperienza con la depressione, The Memory of Light è uno dei rari romanzi young adult che si concentrano non sugli eventi che portano al tentativo di suicidio, ma sul percorso di recupero da uno di essi - sul continuare a vivere quando la vita sembra non valerne la pena e su come andiamo avanti lo stesso.


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TRIGGER WARNING: tentativo di suicidio. 


Ho messo l'avviso anche questa volta, ma forse non era necessario come per altre letture che ho fatto. Questo perché la storia comincia dopo quel tentativo di suicidio, dopo che Vicky ha tentato di togliersi la vita.
Comincia quando Vicky si risveglia in ospedale e sa che non era così che doveva andare. 

È difficile parlare di un libro così perché è difficile parlare di un tema così. 

Quando qualcuno tenta di suicidarsi o riesce a farlo davvero, tutti voglio sapere perché. Perché ci deve essere una ragione. E agli occhi di chi chiede non basta che quella ragione esista, ma deve anche essere valida.

Il punto è che non sempre c'è una ragione. Non sempre ha una valenza oggettiva e se ce l'ha, ce l'ha agli occhi di chi sta male e ha provato a togliersi la vita. 

Vicky Cruz è una ragazza che apparentemente ha tutto: frequenta una scuola privata e suo padre guadagna tanti soldi. Ma poi...
C'è il fatto che sua madre è morta sei anni prima e che lei non è mai riuscita ad elaborare completamente il lutto perché suo padre e sua sorella maggiore sono i tipi di persone che quando stanno male si arrabbiano e già il giorno dopo il funerale, secondo suo padre, la vita doveva tornare alla normalità. Ma quale normalità?
C'è il fatto che suo padre è deluso perché Vicky non è come sua sorella Becca, perché non mostra ambizioni di grande portata e non lotta per ottenere grandi risultati. 
C'è il fatto che suo padre e la sua matrigna vogliono rimandare in Messico la donna che ha lavorato per loro per anni, Juanita, perché ora ha l'artrosi e non può più lavorare e che per Vicky è come una nonna.
C'è il fatto che Vicky non riesce più a mentire: non riesce più a dire che sta bene quando non è vero, non riesce più ad essere gentile e a sorridere quando vorrebbe solo urlare, non riesce più a fingere di essere felice. 
C'è il fatto che a Vicky non piace niente, non prova niente, non si specchia da mesi e si sente morta dentro e una notte semplicemente decide di ingoiare delle pastiglie. 

In ospedale Vicky conosce Mona, Gabriel e E.M. e, andando contro i desideri di suo padre che la vorrebbe fuori di lì e subito sotto medicinali e di ritorno alla vecchia routine, scopre che aprirsi con qualcun altro e venire accettati è possibile. 
Scopre che quello che l'ha spinta al suicidio si chiama depressione, scopre i suoi meccanismi, scopre che di quei pensieri non si deve fare una colpa. 

Scopre di non essere l'unica bisognosa di aiuto: Mona finisce vittima delle sue crisi maniacali se non prende le medicine e il suo unico obiettivo è ritrovare la sorellina minore da cui è stata separata; Gabriel non vuole confessare di cosa soffre per paura di allontanare tutti loro; E.M. non ha un vero e proprio disturbo mentale ma ha un serio problema di gestione della rabbia. 

Vicky, grazie all'aiuto del gruppo e alla dottoressa Desai, impara a stare meglio ma sa che la vera sfida sarà quando tornerà a casa e alla sua vita di prima - solo che non sa se riuscirà ad affrontare da sola di nuovo quella nebbia tossica che le invade i pensieri e che l'aveva spinta a voler mettere fine alla sua vita. 


The Memory of Light è un libro che descrive benissimo la depressione - e questo perché ciò che accade a Vicky è ispirato in parte a quello che è successo davvero al suo autore. È un libro che mi ha presa e non mi ha più lasciata finché non sono arrivata alla fine - e proprio la fine, con la nota dell'autore, mi ha fatta piangere. 

The Memory of Light cattura tutta la rabbia, la tristezza, il disgusto verso se stessi, la sensazione di non valere niente, la perdita di qualunque speranza, la stanchezza che tutto questa comporta e che rispondono al nome di depressione: una nebbia che invade ogni spazio della mente, un mattone che ci schiaccia giorno dopo giorno.

Questa è la storia del percorso - difficile - di Vicky per tornare alla vita. 
Una vita che lei spesso non vuole, non sente di desiderare ma che impara pian piano a capire che può essere vissuta - che ci sono cose per cui vale la pena lottare ogni giorno contro quella nebbia tossica. 
Possono essere le rose che tanto amava sua madre, può essere il verde attorno a noi perché il verde è il colore della vita, possono essere le persone che ci stanno accanto e ci accettano per quello che siamo. 

Vicky crea con i suoi nuovi amici un legame profondo in poco tempo - un legame nato dalla fiducia in persone che sai capiscono perfettamente cosa stai passando perché lo stanno passando anche loro. 
E Vicky, giorno dopo giorno, migliora un po' - impara a sperare di tornare ad avere speranza per un futuro che prima non sembrava poi così certo. 

The Memory of Light ha toccato corde per me personali e sebbene io sia solita inserire fatti della mia vita privata in una recensione, questa volta non lo farò. 
Quello che posso fare è però consigliarvi una canzone assolutamente perfetta, sia per titolo che per argomento: Let Light Overcome The Darkness degli Our Last Night. 
C'è anche acustica, se volete. 

So che forse non vi ho spiegato il libro a sufficienza o magari l'ho fatto male, ma questo è un libro che vi farà arrabbiare, vi renderà tristi, vi donerà speranza ed è un libro per cui ne vale assolutamente la pena. 

2 commenti:

  1. Questo non mi incuriosiva particolarmente, ma poi ho letto la tua recensione e le cose sono cambiate. (E in pratica il mio commento a questa recensione potrebbe essere un copia-incolla dell'ultimo che avevo lasciato a una tua recensione, perché tu nuoci gravemente alla salute della mia wishlist!!!)

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    1. Di nuovo, dovrei sentirmi in colpa ma non è così. xD

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