sabato 23 marzo 2019

[Recensione] "Il contratto" di Elle Kennedy

Buon sabato, lettori - spero che stiate passando un bel weekend! 

Inizialmente avevo pensato di programmare questa recensione per lunedì ma, dal momento che invece ho finito di leggere prima di quanto pensassi, ho deciso di pubblicarla immediatamente appena terminata di scrivere. 

E chi è che è rimasta piacevolmente sorpresa da questa lettura? Moi.


Titolo: Il contratto
Titolo originale: The Deal
Serie: Off-Campus #1
Autrice: Elle Kennedy
Data di uscita: 5 agosto 2016
Data di uscita originale: 24 febbraio 2015
Pagine: 385 (Kindle Edition)
Editore: Newton Compton Editori
Link Amazon: https://amzn.to/2ERrrrH

Trama: Hannah Wells è una studentessa modello. Una di quelle ragazze intelligenti che al college non godono di nessuna popolarità. Ora si è presa una bella cotta per il ragazzo più fico della scuola, ma c’è un problema: per lui Hannah non esiste. Come fare per farsi notare?

Garrett Graham è un bad boy, ed è anche uno dei ragazzi più popolari della scuola, grazie alle sue imprese sul campo da hockey. Ma le speranze di un grande futuro rischiano di andare in fumo perché i suoi voti sono troppo bassi. Avrebbe bisogno di un aiuto per superare l’esame finale e poter diventare un giocatore professionista… E allora è naturale che i due stringano un patto. Hannah sarà la tutor di Garrett fino alla fine dell’anno. In cambio, Garrett fingerà di uscire con lei per accrescere la sua fama: a quel punto tutti la noteranno di sicuro. Ma qualcosa va storto e quel bacio in pubblico, tra Hannah e Garrett, non sembra poi così falso…


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Le mie esperienze con i New Adult non sono mai state delle più felici: After è stato uno sfacelo un libro dopo l'altro e anche Grazie per avermi spezzato il cuore non mi aveva soddisfatta come mi sarei aspettata inizialmente. 

La trama di questo libro porta inevitabilmente a pensare al peggio, a pensare di essere di fronte agli stessi stereotipi che mi hanno già fatto saltare i nervi in passato e invece mi sono trovata davanti a personaggi molto più sfaccettati e non così superficiali come la trama li vuole dipingere. 


Hannah Wells è una studentessa di Musica al terzo anno, impegnata tra i corsi e le prove per l'esibizione invernale e il lavoro alla tavola calda per non pesare troppo sui genitori. Non è spoiler dire che Hannah è stata drogata e stuprata quando aveva quindici anni perché lei stessa ce ne parla subito quando ci racconta della cotta che ha per Justin Kohl, il giocatore di football trasferitosi da qualche mese alla Briar. 
Ho apprezzato davvero, ma davvero tanto com'è stato costruito il personaggio di Hannah: è andata in terapia dopo lo stupro, sa divertirsi con gli amici ma è sempre attenta a non bere in pubblico e non prova più quel terrore paralizzante in mezzo alla gente anche se vuole sempre avere il controllo della situazione. 
Ed è andata a letto con due ragazzi dallo stupro, ma si rende conto che comunque qualcosa "non va" perché, per quanto provi dei sentimenti e per quanto si ecciti, finisce sempre per bloccarsi e non raggiungere mai l'orgasmo quando è insieme ad un ragazzo. Gli atleti non sono proprio il suo tipo, ma in Justin c'è qualcosa che le fa pensare che stavolta potrebbe essere la volta buona. 

Garrett Graham è uno studente di Storia, al suo primo anno come capitano della squadra di hockey. La sua media è più che buona, ma a lui piacciono i fatti e le cose concrete e le date da ricordare - ecco quindi che una materia come Etica Filosofica gli fa precipitare la media con un brutto voto. Vedendo per caso il voto di Hannah gli viene più che naturale chiederle aiuto con delle ripetizioni, ma è la prima volta che una ragazza non cade ai suoi piedi e che gli risponde che non ha tempo da dedicargli. Dalla trama Garrett sembra uno sciovinista, ma non nega la possibilità di avere una fidanzata e una famiglia in futuro - è solo che adesso non ha tempo e si rende conto che tutte le ragazze con cui va a letto sono interessate a lui solo come capitano della squadra di hockey e non come un semplice ragazzo di nome Garrett con interessi e preferenze. 
Diventa una questione di principio, diventa una sfida riuscire a convincere Hannah a dargli ripetizioni e l'unico modo sembra essere quello di prometterle di darle visibilità facendosi vedere in sua compagnia in modo da attirare l'attenzione di Justin. 

E così, a suon di sarcasmo e battute pungenti, irruzioni in camera nei momenti meno opportuni e maratone di Breaking Bad, finiranno entrambi per restare sorpresi l'uno dall'altra - confidandosi cose che non hanno mai confessato a nessun altro mentre il confine tra amicizia e relazione sfuma sempre di più. 


Questo libro mi ha davvero divertita perché Hannah e Garrett non smettono mai di prendersi in giro con delle battutacce - ci sono state occasioni in cui mi sono ritrovata a ridere a voce alta e gli "agguati" che Garrett fa ad Hannah per convincerla a dargli ripetizioni mi hanno fatta sorridere. 

Come ho scritto prima, mi è piaciuto tantissimo com'è stato costruito il personaggio di Hannah: ha subìto una violenza atroce, ma è stata in terapia e si è rimessa in piedi e pur non mancando quel disturbo da stress post-traumatico che è naturale ed inevitabile ma anche lasciato nel passato, è comunque decisa a vivere la sua vita guardando al futuro. 
Garrett è un'adorabile canaglia, onesto, incredibilmente leale con i suoi amici e con la sua squadra, ma anche decisamente protettivo - e non solo nei confronti di Hannah. Nonostante sia il figlio di una star dell'hockey, non ha avuto una bella vita crescendo ed è determinato a conquistarsi la sua indipendenza.

Non c'è quell'angst che mi piace e forse per questo mi sono forse sentita meno coinvolta in alcuni punti pur essendo curiosa di andare avanti, mentre dall'altra parte ho immensamente apprezzato come la relazione tra Hannah e Garrett sia risultata verosimile nonostante la storia si svolga in un lasso di tempo effettivamente breve. 
Ho apprezzato anche la mancanza di drama inutile con cui a volte i new adult vengono infarciti tanto per allungare la storia, sebbene ci sia comunque il cliché della mancata comunicazione che sembra far implodere tutto ad certo punto - ma perlomeno non è stata tirata troppo per le lunghe ed è affrontata con maturità. 

Questo l'ho letto con Kindle Unlimited grazie alla promozione della Vodafone, ma in effetti ce l'ho anche in lingua originale perché una volta l'ho trovato in offerta gratis - sarei curiosa di confrontare le due lingue perché, oltre ai classici refusi e ai tempi verbali non corretti e alcune frasi che non mi suonavano esattamente bene, l'abbreviazione dei termini anatomici femminili proprio non si può leggere. 
So che probabilmente, in questo senso, il traduttore avrà rispettato il testo originale - non sono nuova allo smut, non lo leggo nei libri ma lo leggo nelle fanfiction. 
Il punto è questo: non ho un problema con il dirty talk in sé, ma mi sono resa conto di avere un problema con il dirty talk in italiano perché - a comparazione di termini - in inglese non mi dà fastidio e in italiano invece mi fa accapponare la pelle. 

Detto questo, Il contratto è stata una lettura che mi ha sorpresa in positivo per la costruzione e il background dei suoi personaggi e l'assenza di quegli elementi da new adult che mi fanno normalmente girare al largo da questo target. 
Spero che la serie prosegua così e il prossimo è dedicato a Logan, il migliore amico di Garrett che mi ha davvero incuriosita.

6 commenti:

  1. Oh mannaggia pensavo in una cosa tremenda invece era carino! Senza angst però non sarei in grado di affrontare un romance ora!

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    1. Ahahaha, pure io mi aspettavo il peggio e invece sono rimasta sorpresa! xD

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  2. Io però ho ancora gli incubi per "la clit" xD
    Cioè, non so se poi hanno corretto l'ebook, ma il mio cartaceo - che non ho più - era messo ancora così xD

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    1. No no, l'ebook ha lo stesso problema - che ribadisco, in inglese non mi dà fastidio ma in italiano quell'abbreviazione mi fa accapponare la pelle. xD

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  3. a me era piaciuto proprio per lo stile, una lettura piacevole

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    1. Lo stile l'ho trovato estremamente scorrevole e mi è piaciuto - è proprio il dirty talk in lingua italiana che non mi piace. xD

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