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mercoledì 3 aprile 2024

[Recensione] "The Merciless King of Moore High" di Lily Sparks

Torno di nuovo online con una recensione vera e propria - chi l'avrebbe mai detto? 
E solo Lily Sparks poteva compiere questo miracolo. 

 
Grazie a NetGalley e alla Flux per la copia digitale in anteprima.
 
 
Titolo: The Merciless King of Moore High
Autrice: Lily Sparks
Data di uscita: 23 aprile 2024
Pagine: 368 (Kindle Edition)
Editore: Flux
Link Amazon: https://amzn.to/3VAmOdb

Trama [tradotta da me]: Quando gli adulti di Brockton, Connecticut, si trasformarono in giganteschi mostri assetati di sangue nove mesi fa, gli studenti della Jefferson High si barricarono dentro la loro scuola.

Ora la diciottenne Kay Kim è una dei membri del Consiglio Studentesco che cerca di impedire che i suoi compagni di classe muoiano di fame. Kay non è capace di bluffare e non riesce a tenere la bocca chiusa quando sa di avere ragione così, quando viene per caso a conoscenza di un segreto che minaccia il delicato equilibrio di potere alla Jefferson, viene trascinata fuori dalla scuola nel cuore della notte e mollata nel bel mezzo della città in un segreto tentativo di assassinio.

Ma quando una banda di cheerleaders provenienti dalla rivale Moore High dall'altra parte della città arriva in suo soccorso, Kay si ritrova tra spietate e festanti guerriere di strada che hanno adottato le usanze feudali di un popolare videogioco di una volta. La vita alla Moore è violenta e divisa in gruppi, ma tutti prosperano. Tutti, si intende, coloro che sopravvivono alle periodiche cacce al mostro del regno.

Perché l'amato Re della Moore Max pretendo solo assoluta fedeltà e che tutti alla Moore aiutino ad uccidere i "draghi". Se Kay vuole sopravvivere, le deve essere garantito asilo alla Moore–il che significa uccidere draghi, non fare le domande sbagliate e navigare attraverso fazioni rivali, triangoli amorosi e intrighi politici a corte.

Ma quando Kay scopre un letale segreto che porta fino alla Jefferson, la sua incapacità di nascondere la verità potrebbe innescare la rivoluzione che brucerà entrambe le scuole fino alla fondamenta.

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CONTENT WARNING: sangue, morte, gore, body horror, consumo di alcol e droghe.


Oh, mio Dio. 
 
Lily Sparks l'ha fatto di nuovo, ha scritto un libro (primo di una nuova serie, mi auguro!) che mi ha catturata e avvinta tra le sue pagine fin dall'inizio - tanto che l'ho divorato (passatemi il termine che qui assume un'accezione alquanto macabra visti i contenuti) in soli due giorni perché non riuscivo a staccarmi dalla storia e dai personaggi. 

Sono stata attratta da questo libro in primis perché si tratta di Lily Sparks, che ha scritto uno dei miei libri preferiti di sempre (Teen Killers Club) e mi ha regalato uno dei bookish boyfriends più psicopatici e attraenti di sempre (ciao, Erik), ma anche perché l'ambientazione della scuola superiore in cui i ragazzi si barricano dentro per nascondersi da mostri assetati di sangue mi ha ricordato un altro dei miei libri preferiti di sempre scritti da una delle mie autrici preferite di sempre: This Is Not a Test di Courtney Summers. 

Ma qui non ci sono zombie, c'è ben altro - e non sappiamo mai veramente tutto, non sappiamo il perché e non sappiamo come, ma tutti gli adulti si sono trasformati in mostri e non dico altro per non rovinarvi la sorpresa. Kay, la protagonista, ci racconta poco e niente perché è chiaramente traumatizzata, ma vediamo alcune cose del giorno che ha cambiato le vite di tutti per sempre tramite il punto di vista di altri personaggi. 

Dopo una trilogia come quella di Teen Killers Club c'era il rischio che alcuni personaggi finissero per assomigliare ad altri - ma non è così. Kay non è Signal, il Re del titolo non è Erik, nessuno dei personaggi maschili è Javier e nessuna dei personaggi femminili è Jada. Ma quanto sono rimasta coinvolta da tutti loro lo stesso. 


La storia inizia proprio con quello che ci racconta la trama: Kay è fuori dalla scuola, esiliata in un colpo di stato per qualcosa che ha scoperto, nel bel mezzo del nulla e alla mercé dei mostri - dei Growns, come li chiama la Jefferson. Ma un gruppo di ragazze la salva e la porta nell'altra scuola della città, la Moore. Oltre ad essere sorpresa dal fatto che lei e i suoi compagni di classe non sono gli unici sopravvissuti, si meraviglia anche del fatto di come siano in salute e non stiano facendo la fame come loro alla Jefferson. Ma quello che la lascia più sgomenta di tutto è la differenza tra le due scuole: mentre la Jefferson ha adottato una politica di serietà, raziocinio e no non-sense dove tutto viene discusso e approvato o meno dal Consiglio Studentesco durante le assemblee pubbliche, la Moore vive come se fossero ancora nel Medioevo basandosi su un vecchio videogame - il ragazzo che per primo ha ucciso un "drago" è Re, il suo migliore amico Capitano delle Guardie, gli altri amici Cavalieri, la ragazza che si occupa di medicare i feriti si fa chiamare Wizard Merlin e il resto della scuola occupa ognuno una classe formata dal suo clan e tutti formano la corte del Re. 

Re Max non si fida fin da subito di Kay, credendola una spia e la affida per tanto alla custodia del suo migliore amico - e se Kay vuole ottenere fiducia e asilo alla Moore, deve allenarsi e uscire con gli altri alla prossima Espansione per uccidere un drago. Se questo prima non uccide lei. 

E, tra un allenamento e l'altro, una lezione di guida e l'altra, scopre che non tutti sono fedeli al Re e che c'è una fazione che aspetta solo l'occasione giusta per ribellarsi alla tirannia. Ma scopre anche qualcosa che lega entrambe le scuole e lei, che è incapace di mentire, ora deve custodire il segreto più grande di tutti. 


Cosa vi devo dire? Di più non posso. 
Non posso dirvi i nomi gli altri personaggi perché rischio di spoilerare grosse cose e non voglio di certo. 
 
Vi posso dire che storcevo il naso all'idea di un triangolo amoroso, ma in realtà il triangolo non viene mai a formarsi per via dei sentimenti che due delle persone coinvolte provano per altre persone e perché alla fine faceva solo parte di un intrigo politico. 

Vi posso dire che è difficile individuare un vero e proprio cattivo all'interno di queste pagine perché ognuno pensa di agire per il meglio per la sua gente, ma poi si vede come la nuova realtà che sono costretti a vivere abbia portato cambiamenti significativi nelle loro personalità. Quindi sì, forse alla fine qualcuno è veramente un villain. 

Vi posso dire che lo scetticismo provato da Kay nel doversi inchinare davanti al Re quando questo è un ragazzo della sua età - e quando nella sua scuola ogni cosa è decisa insieme dopo essere stata oggetto di discussione - è reale anche per il lettore. Ma poi la storia va avanti e si capisce perché tutti abbiano adottato quello stile di vita - che sia per disperazione, per speranza o perché tutti gli altri l'hanno già fatto, ma il credere in qualcosa, credere nel potere di sconfiggere i draghi, ha dato a tutti loro della Moore uno scopo e la voglia di continuare a vivere.

Vi posso dire che non vi annoierete mai perché ci sono colpi di scena quasi ad ogni pagina, intrighi di corte, trame nell'ombra, cambi di alleanze, duelli e tradimenti - in alcuni momenti vi verrà l'ansia. 

Vi posso dire di non affezionarvi a nessuno perché Lily Sparks - come già sapevo - non ha paura di uccidere i suoi personaggi se serve alla storia. E ancora piango se ripenso ad una certa morte in questo libro. 

Vi posso dire che ho amato Brick - senza dirvi nel dettaglio chi è Brick. 

Vi posso dire che, sebbene la storia abbia una sua conclusione, come era stato per Teen Killers Club c'è ancora tanto spazio, tanto margine, tanto ignoto da esplorare e la storia non può fare altro che crescere - anche questo è pun riferito al contenuto del romanzo. 
 
Vi posso dire che l'epilogo è qualcosa di illegale e che lascia il lettore atterrito perché non coincide con quello che si sapeva prima dei Growns - o draghi, come preferite. Quindi servono altre risposte ad altrettante domande.

Insomma Lily, dacci un seguito! 

lunedì 19 febbraio 2024

[Recensione] "Teen Killers at Large" di Lily Sparks

Sto scrivendo questa recensione una settimana dopo aver finito il libro, ma facciamo finta che sono una brava blogger e che l'ho scritta subito e non ho retrodatato il post come finisco per fare ultimamente. A mia discolpa, sono stata male anche tre settimane e non sono ancora del tutto guarita - ciao, otite.
 
 
Titolo: Teen Killers at Large
Serie: Teen Killers Club #3
Autrice: Lily Sparks
Data di uscita: 10 ottobre 2023
Pagine: 243 (copertina rigida)
Editore: Crooked Lane Books
Link Amazon: https://amzn.to/48YO1dU

Trama [tradotta da me]: Con le autorità che riesaminano la sua condanna per il brutale omicidio della sua migliore amica, Signal Deere attende il suo destino insieme a quegli assassini Classe A che lei chiama i suoi amici più stretti. Quando il filmato che prova la sua innocenza viene cancellato, è chiaro che qualcuno di cui si fida stia sabotando il suo caso—e Signal finirà dritta in prigione se non scopre di chi si tratta. Signal ha disperatamente bisogno di aiuto da parte di qualcuno che è ossessionato dalla verità tanto quanto lo è Erik.

Ma dopo che le loro peripezie alla Bonnie & Clyde li hanno fatti diventare virali, Erik è un uomo ricercato. Il Campo vuole ucciderlo, la polizia vuole imprigionarlo e più di una fan vuole reclamare il suo cuore nero. Tutto quello che Erik vuole è la libertà che non ha mai avuto. Può Signal convincere il membro con la conta più alta di cadaveri del Teen Killers Club a consegnarsi e testimoniare?

Stare con Erik le metterà un bersaglio sulla schiena, ma perderlo potrebbe anche ucciderla. Mentre il Teen Killers Club affronta il suo processo finale, Signal scopre che le sue opzioni potrebbero essere limitate—o la vita dietro le sbarre oppure finché morte non li separi.

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E con questo terzo volume si chiude infine la storia di Signal - anche se per me ci sono ancora tante cose e aspetti del suo mondo e della società in cui vive che potrebbero essere esplorati. Soprattutto per quanto riguarda Erik e ciò che ha intenzione di fare andando avanti viste le premesse lasciate alla fine del libro. 

Ma comunque... 

Ci eravamo lasciati con Signal che era riuscita a dimostrare praticamente in mondovisione streaming la sua innocenza e ciò che lei e i suoi amici avevano dovuto sopportare a Camp Naramauke e cosa erano costretti a fare. Il padre facoltoso di un amico di Dennis ha deciso di sostenerla e di fornirle un avvocato per rappresentarla e difenderla in tribunale ad un nuovo processo, ospitando nella sua casa anche i restanti membri del Teen Killers Club - o chi ne resta, perlomeno. 

Ma anche con tutti sotto lo stesso tetto ed Erik latitante, le prove che scagionerebbero Signal spariscono e lei non vorrebbe proprio sospettare di nessuno dei suoi amici, nonostante Aarush voglia convincerla del contrario. Pertanto starà sempre a Signal salvare se stessa, Erik e tutti gli altri perché chiaramente c'è qualcuno che vuole rimetterla in prigione, costringere i suoi amici a tornare ad essere assassini al soldo del quartier generale di Camp Naramauke e fare in modo che l'algoritmo che li ha tutti condannati resti sempre un segreto in mano a chi ne detiene i diritti - un qualcuno che ha un interesse molto personale per il modo di pensare e di reagire di Erik. 

Con nemici dentro e fuori casa, Signal ha veramente poco tempo per dimostrare al mondo la sua innocenza e redimere i suoi amici Classe A. 


Anche questo terzo volume è stato una botta di adrenalina ad ogni capitolo - e sebbene io non abbia segnalato i trigger warning all'inizio della recensione, ovviamente aspettatevi di trovare sangue, omicidi, brutture all'interno delle pagine considerando anche che ad un certo punto Signal accetta finalmente di ricordare cos'ha visto la notte dell'omicidio di Rose e non è affatto una passeggiata nel parco. 

Ho adorato Signal e la sua lealtà, che a volte arriva fino agli estremi dell'ingenuità e non prende in considerazione neanche la remota eventualità che i suoi amici potrebbero tradirla in qualche modo - e per questo c'è Erik che la costringe ad andarci con i piedi di piombo. Però Nobody, Jada, Dennis e sì, anche Javier quando non fa la carogna gelosa, sono gli amici che Signal avrebbe sempre dovuto avere crescendo perché sono disposti a tutto gli uni per gli altri e se c'è da saltare non mettono (troppo) in dubbio la cosa, ma chiedono quanto in alto. 

E poi c'è Erik - Erik che, nonostante le sue tendenze omicide e violente, è veramente un sogno e lui e Signal sono una coppia di cui personalmente sono stata davvero invidiosa, circostanze sfavorevoli a parte. Ciò che li lega è qualcosa di così profondo e viscerale, leale e pronto al sacrificio e se pensiamo che Erik credeva di non provare veri sentimenti, rende la cosa ancora più emozionante. 

Ho provato rabbia nei confronti di Aarush perché, da bravo ragazzo ricco, non si fidava mai della parola e dei dubbi di Signal solo a causa della sua provenienza e metteva in discussione anche tutti gli altri membri del Teen Killers Club. Aarush ha sempre remato contro, cieco di fronte a cose così evidenti e palesi che mi veniva voglia di urlargli contro perennemente - ma almeno quando ha finalmente aperto gli occhi, la sua coscienza l'ha obbligato a fare la cosa giusta per una volta. 

Ci sono colpi di scena, rivelazioni, ha un ritmo forse più lento di quanto mi sarei aspettata da un libro conclusivo, ma è stato un finale che ho comunque apprezzato e questa trilogia mi ha regalato personaggi, momenti e scene veramente indimenticabili - e ribadisco, ci sarebbe spazio ancora di più per le mosse di Erik in futuro perché in realtà di Erik non se ne ha mai abbastanza. 

mercoledì 25 ottobre 2023

[Recensione] "Teen Killers In Love" di Lily Sparks

Quanto avevo amato Teen Killers Club, era stato uno dei miei libri preferiti del 2021 - e sebbene avesse comunque un finale soddisfacente, lo spazio per continuare la storia c'era eccome e sono stata entusiasta di scoprire l'uscita del sequel l'anno scorso. 

Perché ci ho messo tanto allora? Perché il cartaceo non è mai sceso sotto i venti euro e finora nessuna piattaforma l'aveva disponibile come audiolibro. E mentre lo ascoltavo, alla fine i venti euro del secondo li ho pagati eccome - e ne ho pagati altrettanti per preordinare il terzo in uscita il 10 ottobre perché, mandando all'autrice la prova dell'acquisto, lei in cambio avrebbe mandato una novella dal punto di vista di Erik ambientata durante il primo libro. E io potevo forse dire di no ad Erik?
 
 
Titolo: Teen Killers In Love
Serie: Teen Killers Club #2
Autrice: Lily Sparks
Data di uscita: 9 agosto 2022
Durata: 11H 1Min (Audible Edition)
Editore: Crooked Lane Books
Link Amazon: https://amzn.to/46z1EhE

Trama [tradotta da me]: Il Teen Killers Club è sull'orlo della distruzione, con una fazione schierata contro l'altra in un gioco mortale per la sopravvivenza. Erik e Signal fanno parte del gruppo che ha avuto il loro "pulsante della morte" disabilitato e gli altri hanno l'ordine di dare loro la caccia—oppure incontrare la propria fine. Ora, Erik e Signal devono trovare il modo di neutralizzare gli interruttori degli altri e ripulire il nome di Signal nel mezzo di una caccia all'uomo che è diventata virale e che li ha trasformati nei Bonnie e Clyde dell'era di internet.

Erik e Signal sono entrambi due Classe A—il profilo che identifica i criminali più pericolosi e manipolatori—ma Erik è il Classe A per eccellenza, con dieci morti sotto il suo nome e un segreto nel suo passato che cambierà tutto.

E se essere inseguiti e cacciati non è abbastanza, Erik è determinato a far ammettere a Signal che lo ama. Ma Signal invece è più che decisa a soffocare la sua crescente attrazione.

È una corsa contro il tempo quella per salvare il Teen Killers Club dal suo peggiore incubo—dover uccidere gli amici di cui hanno più bisogno che mai.

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Ci ho messo 24 giorni per leggerlo - che vergogna. Ero partita a bomba il primo giorno - perché cadeva nel weekend ed ero a casa - e avevo ascoltato in una sola seduta quasi un quarto di libro. E poi il solito - il lavoro, la vita, gli impegni, la stanchezza, la salute. 

 
Ci eravamo lasciati con il primo libro in cui si scopriva chi era il vero assassino di Rose, con Signal ed Erik presunti morti e in fuga per cercare le prove che scagionerebbero definitivamente Signal da ogni accusa. 

Ben presto però parte una caccia all'uomo: due Classe A in fuga per la California e i loro vecchi amici, a cui non era stato possibile disattivare il kill switch nel collo, vengono fatti tornare prima al campo e poi sguinzagliati sulle loro tracce - come se non bastasse già la polizia a braccarli. 
 
Signal ed Erik però non sono da soli: alleati vecchi e nuovi si schierano al loro fianco, determinati ad aiutare Signal a tornare dove tutto è cominciato per far emergere davvero la verità. Ma riusciranno ad arrivare a Ledmonton senza essere intercettati? E una volta arrivati lì, riusciranno a non cadere nella trappola che sicuramente li aspetta? 
 
 
Ammetto che il primo mi era piaciuto di più - c'era l'ansia di una situazione per niente idilliaca, Signal era un coniglietto spaurito in una gabbia di leoni. Ma Signal quei leoni li aveva conquistati e qui l'amicizia che era nata al campo dimostra di non essere stata solo frutto delle circostanze, ma che ad unirli è un vero legame di fratellanza - ovviamente ho adorato il rapporto tra Signal e Nobody, ma anche Jada mi ha davvero stupita in positivo con il suo affetto e la sua devozione a Signal. E anche quando tutti (a parte Erik che già lo sapeva) scoprono l'innocenza di Signal, anche quando scoprono che non è un'assassina come loro, il loro legame non vacilla. 

E che dire di Erik? Erik è un vero e proprio sogno - e sì, sono consapevole che viene definito psicopatico e che ha diversi cadaveri sulle spalle. Signal teme che Erik stia solo giocando con lei - che lei sia la prova che c'è del buono anche in lui e che una volta scagionata Signal e mostrato difettoso quindi l'algoritmo che li ha portati alla condanna e al campo, allora lei smetterà di avere qualsiasi utilità per lui ed Erik se ne andrà. Quindi Signal tenta più volta di restare distaccata, ma Erik è determinato a farla cedere - così come è determinato a proteggerla e a far sì che non le accada nulla di male. 

E in questo libro scopriamo buona parte del passato di Erik, veniamo a conoscenza dei suoi genitori e della sua infanzia e che forse non è quel mostro che tutti dipingono. Ho empatizzato davvero tanto con Erik bambino, mi ha fatto una gran tenerezza e spiega molto dei suoi comportamenti da giovane adulto - e ciò che viene a scoprire Signal su Erik e sui trattamenti da lui subiti, la rende ancora più determinata a far chiudere il campo e a far condannare il Direttore perché le nuove reclute di cui vengono a sapere dai loro amici non sono per niente come erano loro... sono peggio

Teen Killers in Love è un buonissimo sequel che tiene alta la bandiera di tutto ciò che era contenuto nel primo - non mancano quindi omicidi, scene grafiche, dettagli macabri e scabrosi, somministrazione di sostanze non bene identificate, sangue e coltelli, scene perfette per un film horror. Tutto resta molto equilibrato: le fughe, i momenti di calma, le amicizie, la relazioni amorose, i flashback del passato e ciò che invece accade nel presente - ovviamente certe cose hanno un peso maggiore perché questo sequel non è più corale come il romanzo d'esordio, ma anche quando certe cose o persone compaiono poche volte hanno comunque un impatto molto intenso. Signal fa dei passi avanti nel dimostrare la sua innocenza e, come era accaduto in precedenza, se anche non esistesse un terzo libro pure questo ha un suo finale - anche se resta sempre la curiosità di saperne di più. 
 
Soprattutto resta la voglia di passare ancora più tempo in compagnia di Erik. 
 

mercoledì 27 gennaio 2021

WWW.. Wednesday! #226

Mi rendo conto di essere monotona - credetemi, lo so - ma ieri sera stavo riguardando il file dove tengo traccia di tutto perché è quasi ora di recap e quando mi è caduto l'occhio sulle serie finite, mi sembrano passati dieci anni da quando ho finito Blindspot
E invece è stato questo mese
 
Gennaio dura veramente un'infinità di tempo - ma ehi, intanto mi ha anche regalato della bella musica in queste settimane.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso Teen Killers Club di Lily Sparks - e penso proprio che finirò per prenderlo cartaceo quando uscirà la versione paperback. Mi è piaciuto davvero tanto, per niente scontato come mystery thriller e con alcuni cliché fin troppo ritriti, ma che in questo contesto per me non stonano. E sì, sto per dirlo: mi sono innamorata del mio primo Psicopatico di Carta - ciao Erik. Recensione QUI.
Ho anche concluso Chasing Lucky di Jenn Bennett - che mi ha coinvolta un pelo meno dell'altro comtemporary romance che avevo letto della stessa autrice, ma che ho comunque apprezzato. La recensione è già scritta e arriva venerdì su questi schermi. 
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Ho iniziato ieri nel tardo pomeriggio
Master of One di Jaida Jones & Dani Bennett, uscendo così dalla mia comfort zone con questo fantasy M/M a tema fae di quasi sedici ore - ma ne ho sentito parlare così bene che non ho saputo resistere. Non vi so ancora dire nulla perché ne ho ascoltati appena 23 minuti e il protagonista è appena stato introdotto.
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Ascolterò poi Burn Our Bodies Down di Rory Power - l'ispirazione con il suo primo libro, Wilder Girls, è sempre andata e venuta e si mormora che verrà tradotto dalla Mondadori e penso proprio che alla fine lo leggerò/ascolterò, ma ho deciso di iniziare da questo perché è letto dalla stessa narratrice di This Is Not a Ghost Story e, dato anche l'argomento, mi aspetto grandi cose dalla sua interpretazione.
A seguire Lucky Girl di Amanda Maciel, di cui avevo già ascoltato Tease lo scorso settembre con buoni risultati. 
 
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Lo so, di libri italiani qua non se ne vede manco l'ombra - prima o poi arriveranno anche quelli, ma nel frattempo ditemi voi cosa avete finito di leggere oppure a che punto siete se avete qualcosa in lettura al momento. O se avete addirittura intenzione di osare con qualche lettura fuori dalla vostra comfort zone. 
Scrivetemi tutto sotto oppure lasciatemi il link al vostro post - appena riesco passo a rispondere e a ricambiare la visita!

venerdì 22 gennaio 2021

[Recensione] "Teen Killers Club" di Lily Sparks

Giuro che non volevo farla così lunga - è stato più forte di me. 
Perdonatemi se potete.

Ma ehi, sono comunque riuscita a non fare spoiler!


Titolo: Teen Killers Club
Autrice: Lily Sparks
Data di uscita: 10 novembre 2020
Durata: 10H 40Min (Storytel Edition)
Editore: Crooked Lane Books
Link Amazon: https://amzn.to/3sEC1Jo

Trama [tradotta da me]: La diciassettenne Signal Deere ha fatto inarcare diverse sopracciglia in quanto Goth disadattata e infelice proveniente dalle case mobili. Quando viene condannata per il brutale omicidio della sua migliore amica Rose, viene catalogata come Classe A--il più pericoloso e manipolatore profilo criminale. Per evitare la prigione, Signal firma per un programma segreto per ragazzi di Classe A minorenni e viene trasferita in un campo scuola estivo abbandonato, dove lei e altri sette compagni di camerata si alleneranno come assassini. Eppure, persino nel Teen Killers Club, Signal stona con tutto. Il sangue le fa impressione, è gentile ed empatica e la sua predisposizione ottimista sta minacciando di trasformare un gruppo sgangherato di maniaci in una squadra di intimi amici. Forse è a causa del fatto che Signal non è davvero un'assassina. È stata incastrata per l'omicidio di Rose e ha accettato di unirsi al programma solo per scappare, rintracciare il vero assassino di Rose e ripulire il suo nome. Ma Signal non aveva messo in conto le sinistre tecnologie usate per tenere rinchiusi i "campeggiatori". Non aveva messo in conto l'uomo misterioso nei boschi determinato ad eliminarli uno ad uno. E di certo non aveva messo in conto di innamorarsi. La strategia di Signal sta cadendo a pezzi un po' alla volta mentre il vero assassino si prepara a colpire ancora nel Teen Killers Club.

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CONTENT WARNING: sangue, violenza, omicidi, manipolazione psicologica, abuso di sostante stupefacenti e altre cose macabre e raccapriccianti in generale.
 
 
La trama è un po' fuorviante - alquanto fuorviante.
Dalla trama sembra quasi un Dieci Piccoli Indiani oppure un mystery thriller young adult come tanti che ho letto in cui devi aspettare che il cattivone della situazione faccia fuori i ragazzi uno ad uno mentre sono in trappola come conigli indifesi. 

Le cose non stanno proprio così - soprattutto perché questi adolescenti sanno bene come difendersi. E sanno ancora meglio come attaccare.


Signal, dopo un anno passato in isolamento e la successiva condanna per il brutale omicidio della sua migliore amica, si ritrova di fronte una scelta: la prigione a vita oppure smettere di "esistere" per lo Stato e unirsi ad un nuovo programma che mira ad addestrare i profili criminali di Classe A come lei e diventare un'assassina ancora più brava, indirizzando poi il suo "talento" verso chi lo necessita. 

Peccato che Signal non sia neanche un'assassina in erba perché non è stata lei ad uccidere la sua migliore amica Rose - qualcuno l'ha incastrata. Ed è stato pure facile fare ricadere la colpa su di lei: dopo un'infanzia come amiche per la pelle e vicine di casa mobile, in seguito al matrimonio della madre di Rose con un uomo ricco e al conseguente trasferimento a casa di lui, Rose aveva cambiato abitudini e persone da frequentare - andava in chiesa, aveva un fidanzato con cui si era scambiata gli anelli della promessa di verginità fino al matrimonio e con Signal aveva proprio smesso di parlare. 

Questo fino all'ultimo periodo della sua vita. 
Questo fino a quando non ha avuto bisogno di un paio di favori dalla sua migliore amica goth - che tanto non avrebbe avuto nessuno a cui andarli a raccontare. 

Signal accetta di unirsi al programma con la speranza che, fuori di prigione, avrà la possibilità di scoprire chi è stato davvero ad uccidere Rose e a ripulire il suo nome - ma non sarà facile come pensava. Già essere sull'autobus diretta al campo comporta una sfida: seduta accanto a lei c'è un'altra Classe A, le braccia coperte di cicatrici da ustione e un passamontagna in viso che si fa chiamare Nobody. E Nobody non ha nessuna intenzione di restare tranquilla mentre la portano via. 

Al campo, tutta la sicurezza di Signal svanisce: oltre a lei e Nobody ci sono altri sei ragazzi: Erik, Javier, Jada, Troy, Kurt e Dennis. 
Tutti lì per lo stesso motivo, tutti lì perché hanno ucciso almeno una persona oppure hanno pensato di farlo. Ma lei? Lei non è come loro e rivelare la propria innocenza potrebbe essere proprio ciò che la potrebbe condannare a morte. 
 
Ma se si trovano in un vecchio campeggio estivo che non ha recinti o reti metalliche sormontate da filo spinato e sono solamente in due a sorvegliare otto ragazzi (nella maggior parte dei casi) pluriomicidi, com'è che nessuno fugge e sono tutti tranquilli? Perché non tentano neanche di ammazzarsi tra loro? 
Perché, come scopriranno Signal e Nobody quella sera stessa, un dispositivo impedisce loro di provare anche solo ad infrangere le regole.

Così Signal deve adattarsi alla sua nuova vita e imparare come fuggire o darsi alla macchia da una scena del crimine, deve imparare come disfarsi di un corpo, deve imparare come non lasciare tracce. Ma è chiaro fin da subito che lei è incapace, che è la più debole tra tutti loro - che è l'unica a non avere lo spirito o la mente di un assassino. 

Signal si rifiuta di diventare come i sorveglianti vogliono che diventi, si rifiuta di credere che un branco di ragazzini possa già essere una perfetta macchina per uccidere. 
Nobody diventa la prima su cui poter contare, quella che la difende dalle battute velenose e dalle minacce di Jada, la quale sente minacciato il suo territorio, e dal primo approccio predatorio di Erik che, con la sua mente brillante, è l'unico ad aver capito che Signal è innocente - ma innocente per davvero. Javier è un altro che la aiuta durante le prove più difficili a cui Dave e Kate continuano a sottoporla. 

Che lo vogliano o no, e anche sotto lo spunto di Signal che non vuole parlare di omicidi o fare confronti con i numeri e le valutazioni di chi ha ucciso chi e come, nei momenti in cui sono soli hanno l'occasione di essere ragazzi normali - adolescenti comuni che per un momento si sentono davvero come se fossero in campeggio, salvo poi essere riportati bruscamente alla realtà quando scoprono un uomo mascherato che si aggira nei boschi e che tenta ripetutamente di ucciderli, ma quello è solo il primo passo verso una lunga catena di domande, eventi, conseguenze e scoperte. 


Sembra che io vi abbia raccontato tanto, ma non è così - è solo la punta dell'iceberg.

Signal non ricorda nulla della notte in cui Rose è morta - non ricorda nulla delle ore precedenti passate nel capanno prima di risvegliarsi con il suo corpo in grembo. E sa di non potersi fidare di Erik, di uno che afferma di avere già ucciso dieci persone e che dicono tutti ti entri in testa per manipolarti - però sembra conoscere a fondo il caso di Signal e Rose e, un po' per noia e un po' per la voglia e il gioco di risolvere un rompicapo, vuole aiutare Signal a trovare il vero colpevole. 

Così come sa di non potersi fidare di tutti gli altri, sebbene presto si renda conto che non sono quei criminali di Classe A del tutto privi di umanità che Dave, Kate e il resto del mondo vogliono far credere loro. Nobody è leale e capisce spesso cosa sta provando chi la circonda, è chiaro che Jada è rimasta traumatizzata da qualcosa che ha subito, Javier nasconde un dolore profondo dietro la sua gentilezza nei confronti di Signal, Dennis si è offerto volontario per il test prima che i suoi pensieri si trasformassero in realtà - Troy e Kurt sono quelli meno esplorati ed Erik è un mistero avvolto da un enigma, che non si sbottona mai se non in qualche occasione sotto la pressione delle domande di Signal. 

E Signal non può accettare che degli adolescenti spezzati come loro - seppure assassini, tranne che nel suo caso - imparino a sopprimere quella parte ancora umana per passare poi, ad addestramento completato, da un obiettivo all'altro come se niente fosse. Non può accettarlo, perché finché resta dell'umanità in loro c'è ancora speranza.
Ma cosa può fare per impedirlo? Cosa può fare quando, nonostante gli spazi aperti, sono comunque in gabbia e a rischio di essere uccisi appena qualcosa va storto? 

Signal è quella che in qualche modo li rende una squadra - sgangherata, certo, ma anche se è solamente Erik a conoscenza della verità, almeno altri due di loro si mettono sempre in mezzo per proteggerla e aiutarla, quasi inconsciamente sapessero della sua natura diversa dalla loro. 
Che poi nessuno di loro ha la stessa natura degli altri: alcuni sono più empatici di altri, altri proprio provi di empatia o qualcosa di simile e mai ho pensato che l'avrei detto, ma mi sono presa una cotta enorme per uno di quegli psicopatici - Erik, hai il mio cuore. 

In generale rappresentano un po' i cliché del liceo messi nelle vesti di assassini teenager in addestramento: Signal la bella (che non sa di esserlo) eroina emarginata, Jada la mean girl, Javier il bravo ragazzo, Dennis il nerd dei computer, Troy e Kurt i clown del gruppo, Nobody l'amica che non ti aspetti ed Erik il bad boy della situazione - ma ragazzi quanto mi sono piaciuti e quanto mi è piaciuto il libro.  

E come ogni cliché da high school che si rispetti, c'è stato anche il triangolo amoroso - grr, che odio il triangolo. Ad un certo punto - come scrivevo mercoledì - pensavo si fosse finalmente concluso e invece no! Ma sapete che c'è? Che stavolta neanche mi ha dato fastidio (più di tanto) perché sebbene la chimica di Signal con Tizio A fosse alle stelle, anche Tizio B aveva i suoi perché. O forse dovrei fare a meno di scrivere Tizio A e Tizio B perché tanto abbiamo capito tutti di chi stiamo parlando? 
Insomma, questo triangolo mi ha fatta sudare fino alla fine - in realtà ho sudato fino alla fine perché uno dei miei personaggi preferiti fino all'ultimo minuto di audiolibro non sapevo se fosse vivo o morto e insomma, stavo sulle spine. 
 
Quello che vi ho raccontato finora è solo una piccolissima parte: ci sono flashback della vita di Signal e momenti della sua amicizia con Rose, ci sono ricordi confusi di quella notte, ci sono teorie e ipotesi su chi sia il colpevole e ad un certo punto io e Signal stavamo andando nella stessa direzione (anche se a me il pensiero era venuto prima che a lei), ma un plot-twist dentro un altro plot-twist mi ha lasciata a bocca aperta e niente - non ci ho azzeccato per nulla. E quei plot-twist proprio non li ho visti arrivare - Lily Sparks sa come scrivere un libro e come intrattenere il lettore perché ogni volta che mi dicevo basta, la fine del capitolo mi portava a dover iniziare immediatamente quello successivo.  

A dispetto delle premesse, questo è un romanzo di amicizia - prima quella di Signal con Rose e poi quella con il resto dei ragazzi al campo. 
Signal è quel tipo di personaggio che spesso - anzi, quasi sempre - non apprezzo: bella e non sa di esserlo, contesa tra due ragazzi, incapace di fare la qualunque e bisognosa di essere salvata perché lei è il fiore innocente del gruppo - un po' alla Bella Swan, insomma. Ma che vi devo dire? Sentirlo raccontare da lei, da questo coniglietto in una tana di leoni che deve cercare di uniformarsi ad un branco di assassini e al contempo sperare di far fiorire un briciolo di normalità in una situazione che di normale non ha nulla, ammetto che io avrei fatto uguale se non "peggio". E parti sentendoti in ansia per lei e per quello che le potrebbero fare e alla fine finisci per amare tutti - tranne quelle bestie di Dave e Kate.

E certo, non è realistico che qualcuno venga messo in prigione solo perché ad un test viene fuori una personalità criminale e manipolatrice di Classe A se ancora non ha fatto niente e magari non farà mai niente, ma sapete che c'è? Questo libro e il mondo al suo interno vanno bene così come sono. 

Il finale resta un po' aperto, nel senso che comunque si scopre chi è il colpevole, ma c'è spazio in abbondanza per un sequel - e oh come spero che ci sia un sequel prima o poi! 

mercoledì 20 gennaio 2021

WWW.. Wednesday! #225

E niente, a me una singola settimana di gennaio sembra durarne tre. 
Seriamente, da quanto caspita è iniziato questo mese?!
 
E nel frattempo fa un freddo cane e da me ieri c'era una nebbia che a momenti pure ad uscire dalla porta di casa mi sembrava di essere a Silent Hill - e no, no, assolutamente no, pessima idea nominare Silent Hill che poi mi torna in mente il film e faccio gli incubi.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
A proposito di incubi, ho terminato This Is Not a Ghost Story di Andrea Portes, i cui momenti più terrificanti in realtà sono stati smorzati dall'umorismo nero della protagonista Daffodil. Mi è piaciuto più di quanto mi sarei aspettata e il merito va anche a Lauren Ezzo, la narratrice di questo libro che è stata assolutamente straordinaria. Recensione QUI.
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Mi mancano tre ore e mezza per finire Teen Killers Club di Lily Sparks e, anche se effettivamente me lo aspettavo un po' sulla scia di Dieci Piccoli Indiani come sembrava suggerire la trama, mi sta piacendo proprio tanto. Invece quella parte è stata breve e poco consistente perché c'è altro in gioco - compreso un triangolo che spero ora sia finito perché ehi, chi l'avrebbe mai che avrei finito per shippare la protagonista con un probabile psicopatico. Non che lì ci sia qualcuno di santo, eh... così, per dire. Conto di finirlo oggi e sono incredibilmente curiosa di scoprire come si concluderà. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Prima ci daremo al romanticismo con Chasing Lucky di Jenn Bennett, autrice che ho già letto poco più di un anno fa con Alex, Approximately e poi uscirò dalla mia comfort zone con il fantasy Master of One di Jaida Jones & Dani Bennett - negli ultimi tempi ne ho sentito parlare spessissimo. 
 
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Per il resto, direi che novità non ne ho - sono sempre impossibilita a vedere una delle mie amiche causa comune diverso, ho convinto mia madre a vedere Hamilton e ha accettato di vederlo un'altra volta più avanti, il nuovo album degli You Me At Six mi piace tantissimo. 
Ah, vero: tutto questo non c'entra niente con i libri. E vabbè... usciamo un po' dagli schemi oggi e facciamo che mi raccontate un po' quello che vi pare. I libri non sono bannati, eh - non sia mai. Solo che, se vi va, potete anche dirmi cosa state ascoltando o guardando questa settimana - questo gennaio dovrà finire ad un certo punto.