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lunedì 19 febbraio 2024

[Recensione] "Teen Killers at Large" di Lily Sparks

Sto scrivendo questa recensione una settimana dopo aver finito il libro, ma facciamo finta che sono una brava blogger e che l'ho scritta subito e non ho retrodatato il post come finisco per fare ultimamente. A mia discolpa, sono stata male anche tre settimane e non sono ancora del tutto guarita - ciao, otite.
 
 
Titolo: Teen Killers at Large
Serie: Teen Killers Club #3
Autrice: Lily Sparks
Data di uscita: 10 ottobre 2023
Pagine: 243 (copertina rigida)
Editore: Crooked Lane Books
Link Amazon: https://amzn.to/48YO1dU

Trama [tradotta da me]: Con le autorità che riesaminano la sua condanna per il brutale omicidio della sua migliore amica, Signal Deere attende il suo destino insieme a quegli assassini Classe A che lei chiama i suoi amici più stretti. Quando il filmato che prova la sua innocenza viene cancellato, è chiaro che qualcuno di cui si fida stia sabotando il suo caso—e Signal finirà dritta in prigione se non scopre di chi si tratta. Signal ha disperatamente bisogno di aiuto da parte di qualcuno che è ossessionato dalla verità tanto quanto lo è Erik.

Ma dopo che le loro peripezie alla Bonnie & Clyde li hanno fatti diventare virali, Erik è un uomo ricercato. Il Campo vuole ucciderlo, la polizia vuole imprigionarlo e più di una fan vuole reclamare il suo cuore nero. Tutto quello che Erik vuole è la libertà che non ha mai avuto. Può Signal convincere il membro con la conta più alta di cadaveri del Teen Killers Club a consegnarsi e testimoniare?

Stare con Erik le metterà un bersaglio sulla schiena, ma perderlo potrebbe anche ucciderla. Mentre il Teen Killers Club affronta il suo processo finale, Signal scopre che le sue opzioni potrebbero essere limitate—o la vita dietro le sbarre oppure finché morte non li separi.

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E con questo terzo volume si chiude infine la storia di Signal - anche se per me ci sono ancora tante cose e aspetti del suo mondo e della società in cui vive che potrebbero essere esplorati. Soprattutto per quanto riguarda Erik e ciò che ha intenzione di fare andando avanti viste le premesse lasciate alla fine del libro. 

Ma comunque... 

Ci eravamo lasciati con Signal che era riuscita a dimostrare praticamente in mondovisione streaming la sua innocenza e ciò che lei e i suoi amici avevano dovuto sopportare a Camp Naramauke e cosa erano costretti a fare. Il padre facoltoso di un amico di Dennis ha deciso di sostenerla e di fornirle un avvocato per rappresentarla e difenderla in tribunale ad un nuovo processo, ospitando nella sua casa anche i restanti membri del Teen Killers Club - o chi ne resta, perlomeno. 

Ma anche con tutti sotto lo stesso tetto ed Erik latitante, le prove che scagionerebbero Signal spariscono e lei non vorrebbe proprio sospettare di nessuno dei suoi amici, nonostante Aarush voglia convincerla del contrario. Pertanto starà sempre a Signal salvare se stessa, Erik e tutti gli altri perché chiaramente c'è qualcuno che vuole rimetterla in prigione, costringere i suoi amici a tornare ad essere assassini al soldo del quartier generale di Camp Naramauke e fare in modo che l'algoritmo che li ha tutti condannati resti sempre un segreto in mano a chi ne detiene i diritti - un qualcuno che ha un interesse molto personale per il modo di pensare e di reagire di Erik. 

Con nemici dentro e fuori casa, Signal ha veramente poco tempo per dimostrare al mondo la sua innocenza e redimere i suoi amici Classe A. 


Anche questo terzo volume è stato una botta di adrenalina ad ogni capitolo - e sebbene io non abbia segnalato i trigger warning all'inizio della recensione, ovviamente aspettatevi di trovare sangue, omicidi, brutture all'interno delle pagine considerando anche che ad un certo punto Signal accetta finalmente di ricordare cos'ha visto la notte dell'omicidio di Rose e non è affatto una passeggiata nel parco. 

Ho adorato Signal e la sua lealtà, che a volte arriva fino agli estremi dell'ingenuità e non prende in considerazione neanche la remota eventualità che i suoi amici potrebbero tradirla in qualche modo - e per questo c'è Erik che la costringe ad andarci con i piedi di piombo. Però Nobody, Jada, Dennis e sì, anche Javier quando non fa la carogna gelosa, sono gli amici che Signal avrebbe sempre dovuto avere crescendo perché sono disposti a tutto gli uni per gli altri e se c'è da saltare non mettono (troppo) in dubbio la cosa, ma chiedono quanto in alto. 

E poi c'è Erik - Erik che, nonostante le sue tendenze omicide e violente, è veramente un sogno e lui e Signal sono una coppia di cui personalmente sono stata davvero invidiosa, circostanze sfavorevoli a parte. Ciò che li lega è qualcosa di così profondo e viscerale, leale e pronto al sacrificio e se pensiamo che Erik credeva di non provare veri sentimenti, rende la cosa ancora più emozionante. 

Ho provato rabbia nei confronti di Aarush perché, da bravo ragazzo ricco, non si fidava mai della parola e dei dubbi di Signal solo a causa della sua provenienza e metteva in discussione anche tutti gli altri membri del Teen Killers Club. Aarush ha sempre remato contro, cieco di fronte a cose così evidenti e palesi che mi veniva voglia di urlargli contro perennemente - ma almeno quando ha finalmente aperto gli occhi, la sua coscienza l'ha obbligato a fare la cosa giusta per una volta. 

Ci sono colpi di scena, rivelazioni, ha un ritmo forse più lento di quanto mi sarei aspettata da un libro conclusivo, ma è stato un finale che ho comunque apprezzato e questa trilogia mi ha regalato personaggi, momenti e scene veramente indimenticabili - e ribadisco, ci sarebbe spazio ancora di più per le mosse di Erik in futuro perché in realtà di Erik non se ne ha mai abbastanza. 

mercoledì 25 ottobre 2023

[Recensione] "Teen Killers In Love" di Lily Sparks

Quanto avevo amato Teen Killers Club, era stato uno dei miei libri preferiti del 2021 - e sebbene avesse comunque un finale soddisfacente, lo spazio per continuare la storia c'era eccome e sono stata entusiasta di scoprire l'uscita del sequel l'anno scorso. 

Perché ci ho messo tanto allora? Perché il cartaceo non è mai sceso sotto i venti euro e finora nessuna piattaforma l'aveva disponibile come audiolibro. E mentre lo ascoltavo, alla fine i venti euro del secondo li ho pagati eccome - e ne ho pagati altrettanti per preordinare il terzo in uscita il 10 ottobre perché, mandando all'autrice la prova dell'acquisto, lei in cambio avrebbe mandato una novella dal punto di vista di Erik ambientata durante il primo libro. E io potevo forse dire di no ad Erik?
 
 
Titolo: Teen Killers In Love
Serie: Teen Killers Club #2
Autrice: Lily Sparks
Data di uscita: 9 agosto 2022
Durata: 11H 1Min (Audible Edition)
Editore: Crooked Lane Books
Link Amazon: https://amzn.to/46z1EhE

Trama [tradotta da me]: Il Teen Killers Club è sull'orlo della distruzione, con una fazione schierata contro l'altra in un gioco mortale per la sopravvivenza. Erik e Signal fanno parte del gruppo che ha avuto il loro "pulsante della morte" disabilitato e gli altri hanno l'ordine di dare loro la caccia—oppure incontrare la propria fine. Ora, Erik e Signal devono trovare il modo di neutralizzare gli interruttori degli altri e ripulire il nome di Signal nel mezzo di una caccia all'uomo che è diventata virale e che li ha trasformati nei Bonnie e Clyde dell'era di internet.

Erik e Signal sono entrambi due Classe A—il profilo che identifica i criminali più pericolosi e manipolatori—ma Erik è il Classe A per eccellenza, con dieci morti sotto il suo nome e un segreto nel suo passato che cambierà tutto.

E se essere inseguiti e cacciati non è abbastanza, Erik è determinato a far ammettere a Signal che lo ama. Ma Signal invece è più che decisa a soffocare la sua crescente attrazione.

È una corsa contro il tempo quella per salvare il Teen Killers Club dal suo peggiore incubo—dover uccidere gli amici di cui hanno più bisogno che mai.

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Ci ho messo 24 giorni per leggerlo - che vergogna. Ero partita a bomba il primo giorno - perché cadeva nel weekend ed ero a casa - e avevo ascoltato in una sola seduta quasi un quarto di libro. E poi il solito - il lavoro, la vita, gli impegni, la stanchezza, la salute. 

 
Ci eravamo lasciati con il primo libro in cui si scopriva chi era il vero assassino di Rose, con Signal ed Erik presunti morti e in fuga per cercare le prove che scagionerebbero definitivamente Signal da ogni accusa. 

Ben presto però parte una caccia all'uomo: due Classe A in fuga per la California e i loro vecchi amici, a cui non era stato possibile disattivare il kill switch nel collo, vengono fatti tornare prima al campo e poi sguinzagliati sulle loro tracce - come se non bastasse già la polizia a braccarli. 
 
Signal ed Erik però non sono da soli: alleati vecchi e nuovi si schierano al loro fianco, determinati ad aiutare Signal a tornare dove tutto è cominciato per far emergere davvero la verità. Ma riusciranno ad arrivare a Ledmonton senza essere intercettati? E una volta arrivati lì, riusciranno a non cadere nella trappola che sicuramente li aspetta? 
 
 
Ammetto che il primo mi era piaciuto di più - c'era l'ansia di una situazione per niente idilliaca, Signal era un coniglietto spaurito in una gabbia di leoni. Ma Signal quei leoni li aveva conquistati e qui l'amicizia che era nata al campo dimostra di non essere stata solo frutto delle circostanze, ma che ad unirli è un vero legame di fratellanza - ovviamente ho adorato il rapporto tra Signal e Nobody, ma anche Jada mi ha davvero stupita in positivo con il suo affetto e la sua devozione a Signal. E anche quando tutti (a parte Erik che già lo sapeva) scoprono l'innocenza di Signal, anche quando scoprono che non è un'assassina come loro, il loro legame non vacilla. 

E che dire di Erik? Erik è un vero e proprio sogno - e sì, sono consapevole che viene definito psicopatico e che ha diversi cadaveri sulle spalle. Signal teme che Erik stia solo giocando con lei - che lei sia la prova che c'è del buono anche in lui e che una volta scagionata Signal e mostrato difettoso quindi l'algoritmo che li ha portati alla condanna e al campo, allora lei smetterà di avere qualsiasi utilità per lui ed Erik se ne andrà. Quindi Signal tenta più volta di restare distaccata, ma Erik è determinato a farla cedere - così come è determinato a proteggerla e a far sì che non le accada nulla di male. 

E in questo libro scopriamo buona parte del passato di Erik, veniamo a conoscenza dei suoi genitori e della sua infanzia e che forse non è quel mostro che tutti dipingono. Ho empatizzato davvero tanto con Erik bambino, mi ha fatto una gran tenerezza e spiega molto dei suoi comportamenti da giovane adulto - e ciò che viene a scoprire Signal su Erik e sui trattamenti da lui subiti, la rende ancora più determinata a far chiudere il campo e a far condannare il Direttore perché le nuove reclute di cui vengono a sapere dai loro amici non sono per niente come erano loro... sono peggio

Teen Killers in Love è un buonissimo sequel che tiene alta la bandiera di tutto ciò che era contenuto nel primo - non mancano quindi omicidi, scene grafiche, dettagli macabri e scabrosi, somministrazione di sostanze non bene identificate, sangue e coltelli, scene perfette per un film horror. Tutto resta molto equilibrato: le fughe, i momenti di calma, le amicizie, la relazioni amorose, i flashback del passato e ciò che invece accade nel presente - ovviamente certe cose hanno un peso maggiore perché questo sequel non è più corale come il romanzo d'esordio, ma anche quando certe cose o persone compaiono poche volte hanno comunque un impatto molto intenso. Signal fa dei passi avanti nel dimostrare la sua innocenza e, come era accaduto in precedenza, se anche non esistesse un terzo libro pure questo ha un suo finale - anche se resta sempre la curiosità di saperne di più. 
 
Soprattutto resta la voglia di passare ancora più tempo in compagnia di Erik. 
 

venerdì 22 gennaio 2021

[Recensione] "Teen Killers Club" di Lily Sparks

Giuro che non volevo farla così lunga - è stato più forte di me. 
Perdonatemi se potete.

Ma ehi, sono comunque riuscita a non fare spoiler!


Titolo: Teen Killers Club
Autrice: Lily Sparks
Data di uscita: 10 novembre 2020
Durata: 10H 40Min (Storytel Edition)
Editore: Crooked Lane Books
Link Amazon: https://amzn.to/3sEC1Jo

Trama [tradotta da me]: La diciassettenne Signal Deere ha fatto inarcare diverse sopracciglia in quanto Goth disadattata e infelice proveniente dalle case mobili. Quando viene condannata per il brutale omicidio della sua migliore amica Rose, viene catalogata come Classe A--il più pericoloso e manipolatore profilo criminale. Per evitare la prigione, Signal firma per un programma segreto per ragazzi di Classe A minorenni e viene trasferita in un campo scuola estivo abbandonato, dove lei e altri sette compagni di camerata si alleneranno come assassini. Eppure, persino nel Teen Killers Club, Signal stona con tutto. Il sangue le fa impressione, è gentile ed empatica e la sua predisposizione ottimista sta minacciando di trasformare un gruppo sgangherato di maniaci in una squadra di intimi amici. Forse è a causa del fatto che Signal non è davvero un'assassina. È stata incastrata per l'omicidio di Rose e ha accettato di unirsi al programma solo per scappare, rintracciare il vero assassino di Rose e ripulire il suo nome. Ma Signal non aveva messo in conto le sinistre tecnologie usate per tenere rinchiusi i "campeggiatori". Non aveva messo in conto l'uomo misterioso nei boschi determinato ad eliminarli uno ad uno. E di certo non aveva messo in conto di innamorarsi. La strategia di Signal sta cadendo a pezzi un po' alla volta mentre il vero assassino si prepara a colpire ancora nel Teen Killers Club.

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CONTENT WARNING: sangue, violenza, omicidi, manipolazione psicologica, abuso di sostante stupefacenti e altre cose macabre e raccapriccianti in generale.
 
 
La trama è un po' fuorviante - alquanto fuorviante.
Dalla trama sembra quasi un Dieci Piccoli Indiani oppure un mystery thriller young adult come tanti che ho letto in cui devi aspettare che il cattivone della situazione faccia fuori i ragazzi uno ad uno mentre sono in trappola come conigli indifesi. 

Le cose non stanno proprio così - soprattutto perché questi adolescenti sanno bene come difendersi. E sanno ancora meglio come attaccare.


Signal, dopo un anno passato in isolamento e la successiva condanna per il brutale omicidio della sua migliore amica, si ritrova di fronte una scelta: la prigione a vita oppure smettere di "esistere" per lo Stato e unirsi ad un nuovo programma che mira ad addestrare i profili criminali di Classe A come lei e diventare un'assassina ancora più brava, indirizzando poi il suo "talento" verso chi lo necessita. 

Peccato che Signal non sia neanche un'assassina in erba perché non è stata lei ad uccidere la sua migliore amica Rose - qualcuno l'ha incastrata. Ed è stato pure facile fare ricadere la colpa su di lei: dopo un'infanzia come amiche per la pelle e vicine di casa mobile, in seguito al matrimonio della madre di Rose con un uomo ricco e al conseguente trasferimento a casa di lui, Rose aveva cambiato abitudini e persone da frequentare - andava in chiesa, aveva un fidanzato con cui si era scambiata gli anelli della promessa di verginità fino al matrimonio e con Signal aveva proprio smesso di parlare. 

Questo fino all'ultimo periodo della sua vita. 
Questo fino a quando non ha avuto bisogno di un paio di favori dalla sua migliore amica goth - che tanto non avrebbe avuto nessuno a cui andarli a raccontare. 

Signal accetta di unirsi al programma con la speranza che, fuori di prigione, avrà la possibilità di scoprire chi è stato davvero ad uccidere Rose e a ripulire il suo nome - ma non sarà facile come pensava. Già essere sull'autobus diretta al campo comporta una sfida: seduta accanto a lei c'è un'altra Classe A, le braccia coperte di cicatrici da ustione e un passamontagna in viso che si fa chiamare Nobody. E Nobody non ha nessuna intenzione di restare tranquilla mentre la portano via. 

Al campo, tutta la sicurezza di Signal svanisce: oltre a lei e Nobody ci sono altri sei ragazzi: Erik, Javier, Jada, Troy, Kurt e Dennis. 
Tutti lì per lo stesso motivo, tutti lì perché hanno ucciso almeno una persona oppure hanno pensato di farlo. Ma lei? Lei non è come loro e rivelare la propria innocenza potrebbe essere proprio ciò che la potrebbe condannare a morte. 
 
Ma se si trovano in un vecchio campeggio estivo che non ha recinti o reti metalliche sormontate da filo spinato e sono solamente in due a sorvegliare otto ragazzi (nella maggior parte dei casi) pluriomicidi, com'è che nessuno fugge e sono tutti tranquilli? Perché non tentano neanche di ammazzarsi tra loro? 
Perché, come scopriranno Signal e Nobody quella sera stessa, un dispositivo impedisce loro di provare anche solo ad infrangere le regole.

Così Signal deve adattarsi alla sua nuova vita e imparare come fuggire o darsi alla macchia da una scena del crimine, deve imparare come disfarsi di un corpo, deve imparare come non lasciare tracce. Ma è chiaro fin da subito che lei è incapace, che è la più debole tra tutti loro - che è l'unica a non avere lo spirito o la mente di un assassino. 

Signal si rifiuta di diventare come i sorveglianti vogliono che diventi, si rifiuta di credere che un branco di ragazzini possa già essere una perfetta macchina per uccidere. 
Nobody diventa la prima su cui poter contare, quella che la difende dalle battute velenose e dalle minacce di Jada, la quale sente minacciato il suo territorio, e dal primo approccio predatorio di Erik che, con la sua mente brillante, è l'unico ad aver capito che Signal è innocente - ma innocente per davvero. Javier è un altro che la aiuta durante le prove più difficili a cui Dave e Kate continuano a sottoporla. 

Che lo vogliano o no, e anche sotto lo spunto di Signal che non vuole parlare di omicidi o fare confronti con i numeri e le valutazioni di chi ha ucciso chi e come, nei momenti in cui sono soli hanno l'occasione di essere ragazzi normali - adolescenti comuni che per un momento si sentono davvero come se fossero in campeggio, salvo poi essere riportati bruscamente alla realtà quando scoprono un uomo mascherato che si aggira nei boschi e che tenta ripetutamente di ucciderli, ma quello è solo il primo passo verso una lunga catena di domande, eventi, conseguenze e scoperte. 


Sembra che io vi abbia raccontato tanto, ma non è così - è solo la punta dell'iceberg.

Signal non ricorda nulla della notte in cui Rose è morta - non ricorda nulla delle ore precedenti passate nel capanno prima di risvegliarsi con il suo corpo in grembo. E sa di non potersi fidare di Erik, di uno che afferma di avere già ucciso dieci persone e che dicono tutti ti entri in testa per manipolarti - però sembra conoscere a fondo il caso di Signal e Rose e, un po' per noia e un po' per la voglia e il gioco di risolvere un rompicapo, vuole aiutare Signal a trovare il vero colpevole. 

Così come sa di non potersi fidare di tutti gli altri, sebbene presto si renda conto che non sono quei criminali di Classe A del tutto privi di umanità che Dave, Kate e il resto del mondo vogliono far credere loro. Nobody è leale e capisce spesso cosa sta provando chi la circonda, è chiaro che Jada è rimasta traumatizzata da qualcosa che ha subito, Javier nasconde un dolore profondo dietro la sua gentilezza nei confronti di Signal, Dennis si è offerto volontario per il test prima che i suoi pensieri si trasformassero in realtà - Troy e Kurt sono quelli meno esplorati ed Erik è un mistero avvolto da un enigma, che non si sbottona mai se non in qualche occasione sotto la pressione delle domande di Signal. 

E Signal non può accettare che degli adolescenti spezzati come loro - seppure assassini, tranne che nel suo caso - imparino a sopprimere quella parte ancora umana per passare poi, ad addestramento completato, da un obiettivo all'altro come se niente fosse. Non può accettarlo, perché finché resta dell'umanità in loro c'è ancora speranza.
Ma cosa può fare per impedirlo? Cosa può fare quando, nonostante gli spazi aperti, sono comunque in gabbia e a rischio di essere uccisi appena qualcosa va storto? 

Signal è quella che in qualche modo li rende una squadra - sgangherata, certo, ma anche se è solamente Erik a conoscenza della verità, almeno altri due di loro si mettono sempre in mezzo per proteggerla e aiutarla, quasi inconsciamente sapessero della sua natura diversa dalla loro. 
Che poi nessuno di loro ha la stessa natura degli altri: alcuni sono più empatici di altri, altri proprio provi di empatia o qualcosa di simile e mai ho pensato che l'avrei detto, ma mi sono presa una cotta enorme per uno di quegli psicopatici - Erik, hai il mio cuore. 

In generale rappresentano un po' i cliché del liceo messi nelle vesti di assassini teenager in addestramento: Signal la bella (che non sa di esserlo) eroina emarginata, Jada la mean girl, Javier il bravo ragazzo, Dennis il nerd dei computer, Troy e Kurt i clown del gruppo, Nobody l'amica che non ti aspetti ed Erik il bad boy della situazione - ma ragazzi quanto mi sono piaciuti e quanto mi è piaciuto il libro.  

E come ogni cliché da high school che si rispetti, c'è stato anche il triangolo amoroso - grr, che odio il triangolo. Ad un certo punto - come scrivevo mercoledì - pensavo si fosse finalmente concluso e invece no! Ma sapete che c'è? Che stavolta neanche mi ha dato fastidio (più di tanto) perché sebbene la chimica di Signal con Tizio A fosse alle stelle, anche Tizio B aveva i suoi perché. O forse dovrei fare a meno di scrivere Tizio A e Tizio B perché tanto abbiamo capito tutti di chi stiamo parlando? 
Insomma, questo triangolo mi ha fatta sudare fino alla fine - in realtà ho sudato fino alla fine perché uno dei miei personaggi preferiti fino all'ultimo minuto di audiolibro non sapevo se fosse vivo o morto e insomma, stavo sulle spine. 
 
Quello che vi ho raccontato finora è solo una piccolissima parte: ci sono flashback della vita di Signal e momenti della sua amicizia con Rose, ci sono ricordi confusi di quella notte, ci sono teorie e ipotesi su chi sia il colpevole e ad un certo punto io e Signal stavamo andando nella stessa direzione (anche se a me il pensiero era venuto prima che a lei), ma un plot-twist dentro un altro plot-twist mi ha lasciata a bocca aperta e niente - non ci ho azzeccato per nulla. E quei plot-twist proprio non li ho visti arrivare - Lily Sparks sa come scrivere un libro e come intrattenere il lettore perché ogni volta che mi dicevo basta, la fine del capitolo mi portava a dover iniziare immediatamente quello successivo.  

A dispetto delle premesse, questo è un romanzo di amicizia - prima quella di Signal con Rose e poi quella con il resto dei ragazzi al campo. 
Signal è quel tipo di personaggio che spesso - anzi, quasi sempre - non apprezzo: bella e non sa di esserlo, contesa tra due ragazzi, incapace di fare la qualunque e bisognosa di essere salvata perché lei è il fiore innocente del gruppo - un po' alla Bella Swan, insomma. Ma che vi devo dire? Sentirlo raccontare da lei, da questo coniglietto in una tana di leoni che deve cercare di uniformarsi ad un branco di assassini e al contempo sperare di far fiorire un briciolo di normalità in una situazione che di normale non ha nulla, ammetto che io avrei fatto uguale se non "peggio". E parti sentendoti in ansia per lei e per quello che le potrebbero fare e alla fine finisci per amare tutti - tranne quelle bestie di Dave e Kate.

E certo, non è realistico che qualcuno venga messo in prigione solo perché ad un test viene fuori una personalità criminale e manipolatrice di Classe A se ancora non ha fatto niente e magari non farà mai niente, ma sapete che c'è? Questo libro e il mondo al suo interno vanno bene così come sono. 

Il finale resta un po' aperto, nel senso che comunque si scopre chi è il colpevole, ma c'è spazio in abbondanza per un sequel - e oh come spero che ci sia un sequel prima o poi! 

giovedì 9 gennaio 2020

[Recensione] "Love, Heather" di Laurie Petrou

La cosa che mi aveva spinta a richiedere questo romanzo in anteprima su NetGalley - anche se nel frattempo, causa caos lavorativo e di vita, sono passati mesi - è stata che qualcuno l'aveva consigliato a chi avesse amato i romanzi di Courtney Summers. 

E poi insomma, sapete che se mi offrite su un piatto d'argento un libro che parla di bullismo e amicizie finite, io non posso rifiutare. 

E avevano anche ragione: mi è venuta una voglia incredibile di rileggere Some Girls Are.


Titolo: Love, Heather
Autrice: Laurie Petrou
Data di uscita: 8 ottobre 2019
Pagine: 280 (Kindle Edition)
Editore: Crooked Lane Books
Link Amazon: https://amzn.to/2tj9oXQ

Trama [tradotta da me]: Quello che vedi non è sempre quello che percepisci.

Stevie non avrebbe mai voluto che le cose arrivassero fino a questo punto. Quando lei e Dee - la ribelle, sfrontata, indistruttibile Dee - cominciarono tutto questo, c'era uno scopo dietro i loro atti di vendetta: rimettere i bulli della Woepine High School al loro posto. E tre mesi fa Stevie credeva che se lo meritassero, quando la sua migliore amica le si è rivoltata contro e il resto della scuola l'ha seguita - e Stevie si è ritrovata da sola e senza protezione con un bersaglio disegnato sulla schiena. Online la situazione era anche peggiore.

Fu di Dee l'idea di ripagarli con la stessa moneta tramite qualche scherzo ben studiato, firmando ognuno di essi con Love, Heather - un omaggio al suo film preferito degli anni '80 sulla vendetta. Suo malgrado, Stevie non può evitare di venire coinvolta nella rivalsa, godendosi ogni minuto di sofferenza e per un po' funziona: sembra che la scuola sia in mano agli studenti tranquilli e che non hanno mai cercato lo scontro.

Ma quando studenti anonimi cominciano a partecipare, punendo offese anche solo percepite con una violenza feroce che cresce in maniera esponenziale, la linea che separa il malvagio dal vigilante comincia a sfumare. Mentre gli amici si rivoltano l'uno contro l'altro e l'amministrazione arranca cercando di riprendere il controllo, diventa tutto chiaro: qualunque cosa Dee e Stevie hanno cominciato ha sviluppato una mente - e dei denti - tutti suoi. E quando finalmente li inghiotte tutti quanti, uno solo di loro riemergerà totalmente cambiato e con un piano per un ultimo, terrificante atto di vendetta.


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TRIGGER WARNING: bullismo faccia a faccia e online, slut-shaming, molestie, amicizie femminili tossiche, linguaggio transfobico.


Credo che questa recensione sarà alquanto breve perché tentare di sviscerare la trama anche solo un po' sarebbe già fin troppo rivelatorio.
La trama stessa è fuorviante - pensavo di aver travisato io qualcosa nella traduzione della stessa e invece è scritta proprio per far credere al lettore una cosa e per poi sorprenderlo fin dall'inizio con premesse che non emergevano affatto da quelle poche righe.

Quella di Stevie è una vita solitaria sotto molti aspetti: il padre si è rifatto una vita altrove con una ragazza più giovane, la madre pensa solo ai suoi appuntamenti nel tentativo di rifarsi anche lei una vita e non ha più tempo per le maratone di film che era solita farsi con la figlia e da un po' di tempo la scuola e il web sono diventati un campo minato di atti di bullismo, con studenti e persone sconosciute che la insultano e prendono in giro mentre quelli che le erano amici stanno a guardare oppure partecipano.

L'idea di ripagarli con la stessa moneta è di Dee, anche lei appassionata di film come Stevie - in particolare di quelli con ragazze adolescenti protagoniste che si vendicano dei torti subiti. Heathers diventa il film di riferimento, l'ispirazione, la firma dietro ogni atto di rivalsa. E per un po' va tutto bene, va tutto come dovrebbe andare.
Per un po' i bulli stanno calmi, per un po' non alzano la testa - anzi, hanno il coraggio e la faccia tosta di lamentarsi che non si sentono sicuri a scuola.

Ma Stevie e Dee, con Heather, hanno innescato una scintilla che presto diventa un fuoco che divampa senza controllo: non solo solo i deboli, gli emarginati e i presi di mira che si vendicano di coloro che li hanno sempre tormentati, ma ora ogni occhiata data di traverso è motivo di rivalsa - il tutto sotto gli occhi indifferenti di insegnanti e amministrazione scolastica che guarda con gli occhi mezzi chiusi senza indagare a fondo e limitandosi a dire di smetterla perché in vigore a scuola c'è una tolleranza zero verso il bullismo. Sì, certo, come no - si è visto infatti come sono corsi in aiuto di Stevie quando ne aveva bisogno.

Stevie spesso si chiede se la cosa non stia andando troppo oltre, se lei e Dee non abbiano perso il controllo su quella che era nata come giustizia sociale contro chi fa il bullo, contro chi promuove la rape culture, contro chi assume atteggiamenti razzisti e transfobici nei confronti di chi li circonda.
Dee però è come un fuoco che arde, la fiamma della vendetta e della rivalsa che anima coloro che sono attratti dalla sua personalità e che anche quando Stevie vorrebbe fare un passo indietro, la spinge sempre in avanti ricordandole perché lo stanno facendo.

Stevie e Dee diventano le promotrici di un movimento di vigilanti - un movimento che ben presto assume una vita e un cervello tutti suoi.

Ma è davvero possibile riparare ad un torto con un altro torto? Possono due torti fare una ragione? Esiste davvero un punto in cui ci si può definire pari e voltare pagina? 

È davvero questo il modo migliore - il modo giusto - per insegnare ai bulli che esistono conseguenze per le loro azioni?


È un libro che ho divorato, in cui mi sono sentita coinvolta fin dall'inizio e quello che mi ha colpita di più è che mi aspettavo di trovarmi una storia ambientata all'ultimo anno di superiori quando invece Stevie ha solo quattordici anni.
Per me è stato inevitabile entrare in connessione con lei: parte di quella solitudine, di quella disperazione, di quella depressione, di quell'angoscia appena sveglia all'idea di andare a scuola le ho provate anche io - in parte alle medie per quanto riguarda lo stare in classe, mentre per quanto riguarda le superiori quello è stato un altro paio di maniche perché lì riguardava i corridoi nei quali incontravo quelli degli altri indirizzi scolastici e l'autobus per tornare a casa.

La differenza tra me e Stevie è stata che alle superiori avevo comunque qualcuno dalla mia parte, qualcuno pronto a difendermi - Stevie no, ecco quindi che tutta la sua rabbia si è sedimentata ed è cresciuta incontrollata e l'incontro con Dee è stato l'incontro con qualcuno che l'avrebbe aiutata a sfogarsi.

Non nego che pure io sono stata un'adolescente depressa e rabbiosa - lo sono ancora sotto molti aspetti. Non nego che spesso ho bruciato di rabbia in molte occasioni, che ho pensato tante volte a come avrei voluto vendicarmi e che ancora oggi, vedendo uno di quelli che mi ha fatto venire un attacco di panico a quattordici anni sull'autobus, digrigno i denti e penso sempre se andasse a fuoco e io avessi un bicchiere d'acqua, me lo berrei lentamente e con gusto mentre resto a guardare.
Ma io non avevo i mezzi e forse non avrei neanche adesso il carattere per vendicarmi.

Quella di Stevie è una storia di vendetta - ma alla fine la vendetta ci aiuta davvero a stare meglio? Fa davvero sparire il dolore, lenisce davvero le ferite? Insegna davvero qualcosa a quelli con cui ce la prendiamo? E che dire di noi? Cosa resta di noi dopo?

Attraverso Stevie, l'autrice ci fa racconta una storia che fa male e che fa riflettere - che fa riflettere sul peso delle parole che pronunciamo e sul peso delle azioni che commettiamo.
Mette in luce quanto siamo dipendenti dai social media, quanto della nostra vita mettiamo o viene messa in mostra - a libera disposizione di chiunque voglia mordere e strapparci un pezzo di essa.
Ci mostra come avere qualcuno nel nostro angolo ci dia la forza di andare avanti, quanto essere soli ad affrontare il bullismo scavi una fossa da cui è difficile uscirne indenni o uguali a prima.
Ci dice quanto gli insegnanti credano di sapere sempre tutto quello che succede nelle loro classi e tra i loro studenti, ma sono sempre distratti da altro oppure indifferenti.
Ci porta a riflettere su dove sia l'asticella che stabilisce quando tutto è troppo - quando gli adulti chiedono sorpresi ai figli quando ne vengono a conoscenza se davvero è brutto come lo raccontano. Chi stabilisce quando è davvero brutto e quando invece è solo una "ragazzata"? Chi ha il potere di giudicare oggettivamente cose totalmente soggettive come percezioni e sentimenti?

L'autrice tratta tanti temi importanti: razzismo, transfobia, parità di genere, consenso, mascolinità tossica e femminismo, salute mentale. Ci sarebbe anche un altro argomento che non ho menzionato né qui sopra e neanche nei trigger warning ad inizio post perché sarebbe uno spoiler - è però facilmente intuibile, secondo me, dall'ultima frase della trama e dal genere di libri che normalmente leggo.


Ci sono plot-twist che non mi aspettavo, frasi che - arrivata alla fine - ho riconosciuto come indicative di quello che stava davvero accadendo ma che non potevo sapere e che, rileggendole alla luce di quanto scoperto, assumono tutto un altro significato. 

Stevie è un'eroina ed è lei stessa una bulla. Stevie ha provato a migliorare le cose, Stevie le ha peggiorate oppure non ha cambiato nulla. Steve era depressa e aveva bisogno di aiuto, Stevie era solo una montata che si credeva migliore di tutti e che cercava solo di attirare l'attenzione. 
Tutti hanno la loro opinione su Stevie - tutti hanno ragione, tutti hanno torto.

Love, Heather è un libro importante - è un libro che fa male, ma è anche un libro così perfettamente inserito nella realtà di oggi che dà una bella scossa. 

Non ha il punteggio pieno perché il finale è un po' frettoloso e avrei voluto più pagine sulle conseguenze dopo il climax della storia non solo per Stevie, ma anche per tutti i personaggi coinvolti - detto questo, resta comunque un gran libro.


Mi dicono che, dalle premesse, questa recensione doveva essere breve. 
Ceeeeeeeeeerto