venerdì 10 novembre 2017

Chi ben comincia... #10 | "L'evidenza delle cose non viste" di Antonio Monda

Ieri mi sono presa una piccola pausa dalla lettura - ho dovuto "supervisionare i lavori" per la mia nuova libreria e poi mi sono messa a fare liste per il 2018. 
Oddio sì, lo so, sto correndo troppo avanti. 
Ah, e poi mi sono messa in testa di fare un supermega-post di riepilogo a fine 2017 e ho smadonnato dietro all'HTML di Blogger e alla sera mi sono pure vista due film. 

Tutti validi(?) motivi per i quali il libro in oggetto l'ho cominciato solo oggi. 

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



Credevo che la cosa più difficile fosse vederti arrivare. 
È quello che pensavo stamattina, senza che ne potessi parlare con nessuno, come sempre. 
Ma credevo di riuscire a controllare le emozioni, in fondo è quello che abbiamo fatto ogni volta che non eravamo soli. 
Poi invece i figli mi hanno commosso, i tuoi figli Warren, quelli che hai avuto con Beth. Mi hanno fatto piangere quando si sono raccolti intorno a te e hanno cantato Nearer, my God, to Thee. Non sapevo che avessero fede, e chissà se ne hanno, in realtà: non me ne hai mai parlato, tu queste cose le hai sempre combattute. Anzi disprezzate. 
Dicono che sei stato un padre distante, ma erano belli quando cantavano e ringraziavano, ne sentivano il bisogno, si vedeva. E avrei voluto ringraziare anch'io, e disperarmi, sì, Warren, anche dopo tutti questi anni. E accarezzare la cassa come ha fatto Beth, e poi baciarla. E ricevere l'abbraccio di tutti. Ma non era né il luogo né il momento. 

(Antonio Monda - L'evidenza delle cose non viste)

giovedì 9 novembre 2017

[Recensione] "The Upside of Unrequited" di Becky Albertalli

Come ormai saprete, in ogni mia recensione c'è un tocco personale - a volte forse anche più di un tocco. Questa non sarà da meno, quindi lettore avvisato...


Titolo: The Upside of Unrequited
Autrice: Becky Albertalli
Data di uscita: 11 aprile 2017
Pagine: 336 (copertina flessibile)
Editore: Penguin

Trama [tradotta da me]: Molly Peskin-Suso sa tutto quello che c'è da sapere sull'amore non corrisposto. Non importa quante volte la sua sorella gemella Cassie le dica di farsi avanti, Molly è sempre cauta. Meglio essere cauti che essere feriti

Ma quando Cassie si trova una nuova ragazza e con lei è incluso il suo migliore amico - un bel ragazzo hipster - tutto cambia. Will è divertente, flirta continuamente ed è praticamente il perfetto primo fidanzato. 
C'è solo un unico problema: il collega di Molly, Reid, l'imbranato superfan di Tolkien per il quale lei non potrebbe mai prendersi una cotta... vero?

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Molly Peskin-Suso ha diciassette anni, una sorella gemella che non le assomiglia, un fratellino molto più piccolo di lei e due mamme amorevoli. 
Nella sua vita ha avuto ventisei cotte, ma mai una volta si è fatta avanti - lei non è come la sua gemella che si butta e poi le racconta delle ragazze che incontra, Molly è cauta. Non ha mai dato neanche un primo bacio, ma non è mai neanche stata rifiutata. 

Le cose erano già cambiate quando la sua migliore amica e cugina Abby si è trasferita, lasciando le gemelle solo con la compagnia di Olivia - fidanzata da quattro anni con un ragazzo che sembra avere più difetti che pregi. 
Le cose cambiano ancora però quando una sera, nel bagno di un locale, Molly fa la conoscenza di Mina - e accidenti se Mina non sembra perfetta per sua sorella. 
E così è, infatti: Cassie e Mina legano subito e con Mina seguono i suoi due migliori amici, Will e Max. Will è davvero molto carino e sembra flirtare con Molly, quindi scatta l'operazione "Trova a Molly un Fidanzato" - e cosa ci sarebbe di meglio di due gemelle che escono con due migliori amici? 
Ma Molly se la sente di buttarsi? E se se la sente, se la sente di farlo con Will? Oppure si sente più a suo agio con Reid, il figlio dei proprietari del negozio nel quale ha trovato un lavoretto estivo? 


Non mentirò: i difetti in questo romanzo non mancano e forse perché più divertente e più nerd (nonostante i numerosi riferimenti alla pop-culture presenti anche in questo libro), ho preferito Non so chi sei, ma io sono qui - oltretutto è stata una bella sorpresa scoprire che la Abby cugina di Molly è la stessa Abby che nel romanzo precedente dell'autrice si è trasferita nella scuola di Simon e si è fidanzata con Nick, il migliore amico di quest'ultimo. Abby ha un ruolo in questo romanzo e gli stessi Nick e Simon ad un certo punto fanno una breve comparsata. 
Ma nonostante i difetti, The Upside of Unrequited mi è piaciuto - e temo che la colpa sia da imputare a (quasi) tutte le mie somiglianze con Molly. 

Becky Albertalli inserisce molta "diversità" - se così vogliamo chiamarla - in questo libro. 
Le mamme di Molly e Cassie sono una bisessuale e una lesbica, una di razza bianca e una di razza nera. Molly e Cassie sono state concepite tramite un donatore di sperma e messe al mondo da Patty e con lo stesso donatore l'altra mamma Nadine ha dato alla luce il fratellino Xavier. Purtroppo viene dato poco spazio a questo, a parte una breve frase di Molly su quanto le dia fastidio che la gente le chieda come possa essere Abby sua cugina visto che è nera e che non hanno legami di sangue - come questo sembri non fare di loro una "famiglia" quando invece lo sono a tutti gli effetti. 
Gli argomenti di omofobia, diverso orientamento sessuale, religione e cultura diverse, sorellanza e immagine di sé vengono solo accennati e poco approfonditi - questo per dare spazio a Molly che a volte, non lo nego, risulta un po' ripetitiva. 

Avevo già accennato a questo libro quando, nel mese di maggio, avevo recensito The List di Siobhan Vivian per "stroncare" in parte la recensione che una blogger che seguo ha fatto al secondo romanzo della Albertalli. 
Mi piace seguire questa blogger inglese, scrive recensioni molto articolate - però non sempre sono d'accordo. 

Molly ha diciassette anni, è grassa e insicura del suo aspetto e vede sua sorella e tutti coloro che la circondano come molto più belli di lei. 
Non ha esattamente un rapporto di odio con il suo corpo - parlando con sua nonna afferma di non sentirsi nel corpo "sbagliato", però è consapevole del suo aspetto e spera sempre che nessuno noti quanto è grassa. Si preoccupa costantemente di quello che potrebbero pensare gli altri guardandola.
Motivo per il quale trova difficile credere che qualcuno potrebbe mai trovarla attraente e motivo per il quale non si è mai dichiarata con nessuna delle sue cotte. 

E il punto è che comunque Molly è ossessionata dall'idea di avere un ragazzo, dall'idea di restare indietro rispetto a sua sorella e alle sue amiche - è persino troppo ossessionata. La maggior parte del romanzo verte soltanto su questo, dimenticandosi forse persino di sviluppare a dovere il personaggio maschile - tanto che a volte si ha la sensazione che molte delle interazioni che portano all'innamoramento avvengano off-screen. O forse sono io che sono troppo "fredda" e mi ci vuole di più per "innamorarmi".

Ed è questo che ha dato fastidio a quella blogger inglese, questo che probabilmente irriterà tutte le femministe, questo che io ho contestato nella sua recensione: il fatto che Molly cominci ad apprezzarsi solamente quando lei sembra piacere ad un ragazzo. 
È "sbagliato" in un certo senso, lo so - dovremmo smettere di pensare a quello che pensano gli altri di noi e il giusto insegnamento sarebbe quello di imparare ad essere le prime a credere in noi stesse, ad amarci. Poi il resto verrà da sé.
Ma quando come Molly sei sempre stata presa in giro fin dalle medie e non hai autostima su cui contare ogni volta che ti guardi allo specchio e diventi paranoica nell'analizzare cosa possa significare un'occhiata, di quella "validazione" arrivi ad averne bisogno. 
Arrivi ad avere bisogno del fatto che almeno una persona ti trovi attraente per cominciare a vedere qualcosa di bello in te. 

Molly è forse fin troppo ossessionata dall'idea di avere un ragazzo e l'ho anche trovata un po' esagerata nel pensare che in ogni sua frase il ragazzo con cui stava parlando in quel momento potesse trovare un messaggio nascosto che indicasse che lei era cotta di lui. Ma l'ho capita - eccome, se l'ho capita. 
Ho capito quello che fondamentalmente era invidia, gelosia, risentimento quando sua sorella Cassie si allontana perché troppo presa dalla sua storia con Mina. Ho capito il suo disagio nel rendersi conto di non voler essere quella persona orribile e cattiva, ma incapace comunque di parlare con sua sorella ad un certo punto. Ho capito la paura di restare indietro, la paura di essere abbandonata, la sensazione di essere soli al mondo in quella "condizione" - la condizione nella quale tutti si innamorano e sembrano essere ricambiati tranne lei. Anche Molly vuole le farfalle nello stomaco.
Sono stata Molly - diamine, sono ancora Molly. Anche ad undici anni di distanza. 
Senza quel numero a doppia cifra di cotte, però. 

Questo libro non è privo di difetti: tanti personaggi e tanta diversità, ma poco approfonditi e senza caratteristiche che spicchino sopra ad altre; una protagonista che sembra non avere altri interessi a volte che non siano quelli di trovarsi un ragazzo. 
La scrittura della Albertalli è però brillante e vivace come lo era in Non so chi sei, ma io sono qui e il romanzo è comunque tenero e dolce e imbarazzante, con tutto il disagio che segue quando metti adolescenti e discorsi sul sesso nella stessa frase o pagina o conversazione con i genitori - e la Molly sagace e sarcastica è quella che piace di più.
Eppure il messaggio alla fine è chiaro: ci piace chi ci piace e noi piacciamo a chi piacciamo, non c'è un'età specifica e presto o tardi quel momento arriva per tutti - anche quando ormai pensavi che il tempo fosse scaduto e non ci fosse più speranza. 

mercoledì 8 novembre 2017

WWW.. Wednesday! #74

Buongiorno a tutti
Torniamo alla normalità con il consueto appuntamento mattutino, dato che la settimana scorsa a causa del recap di ottobre il post era andato online di pomeriggio. 

A causa della concentrazione particolarmente intensa di telefilm il lunedì sera, ormai il martedì non è più giorno di recensioni perché sono troppo impegnata a recuperare gli episodi - ma non temete: recupero di due episodi di Scandal e uno di Shameless permettendo, una recensione arriverà domani!



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho finito Every Last Promise di Kristin Halbrook - una protagonista difficile e per questo non particolarmente piacevole. A tutti piacciono le eroine, ma Kayla è così assolutamente umana nei suoi fallimenti e nelle sue mancanze che pur non potendola amare si arriva in un certo senso a capirla. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Mi mancano circa 70 pagine per finire The Upside of Unrequited di Becky Albertalli e so già che recensione scriverò. Quella famosa recensione di cui parlavo prima, telefilm permettendo. E sì, potrei dirvi già adesso qualcosa, ma perché rovinarvi l'attesa?



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


In programma ho L'evidenza delle cose non viste di Antonio Monda - e dovrei anche fare presto visto che ha solo 150 pagine. Che per carità, cover bellissima e tutto quanto, ma con un numero così esiguo di pagine cara Mondadori quanto mi costi. 
Leggerò poi in digitale Operation: Hail Storm di Brett Arquette, che mi è stato proposto direttamente dall'autore tramite Goodreads - a quanto pare sulla base del mio gradimento di Blake Crouch. È una sorta di spy-story/techno-thriller e ammetto che forse la mia voglia di leggere una storia simile al momento è un po' scemata rispetto alla fine di ottobre quando ho ricevuto il messaggio, ma la vedo anche un po' come "preparazione": i presupposti sono simili a quelli di American Assassin - prima libro di Vince Flynn e prossimamente al cinema con protagonista Dylan O'Brien e non vedo l'ora

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Bella gente, siamo giunti alla fine di questo WWW!
Come sempre siete i benvenuti a lasciarmi le vostre letture settimanali nei commenti oppure direttamente il link ai vostri post e io non mancherò di passare! 
Nel frattempo io vado a finire il libro di Becky Albertalli (qui da noi ancora inedito), così domani avrete una recensione tutta nuova da leggere. 
Cheers! :)

martedì 7 novembre 2017

Teaser Tuesday #15 | "The Upside of Unrequited" di Becky Albertalli

In velocità perché ceno prestissimo e poi vado al cinema, vi porto un piccolo estratto - sempre tradotto da me - del libro che ho quasi finito.  

Teaser Tuesday è una rubrica del martedì ideata dal blog Should be Reading con lo scopo di condividere con voi lettori uno spezzone di un libro che abbiamo attualmente in lettura.

1. Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
2. Condividi un breve estratto da quella pagina
3. Attenzione a non fare spoiler!
4. Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


Ma il punto è che non riesco a parlare con i ragazzi che mi piacciono. Non davvero. Il mio corpo mi tradisce nel modo più completo. Ed è un po' diverso con ogni ragazzo, quindi è un po' difficile generalizzare - ma se dovessi descrivere la sensazione di una cotta, direi questo: hai appena corso un miglio e hai da vomitare e stai morendo di fame ma nessun cibo sembra appetibile e ti si annebbia il cervello e devi anche fare pipì. Ci manca tanto così perché sia intollerabile. Ma mi piace.
Anzi, non è che mi piace - ne ho bisogno.
Perché ci sono la nausea e l'intorpidimento, ma c'è anche la sensazione che qualcosa di incredibile stia per accadere che non riesci a scrollarti di dosso. Questa è la parte che non riesco a spiegare. Non importa quanto sia improbabile, ho sempre una piccola parte di speranza. E come sentimento è qualcosa di particolarmente assuefante.

(Becky Albertalli - The Upside of Unrequited)

lunedì 6 novembre 2017

What's on my bedside table? #31 | "The Upside of Unrequited" di Becky Albertalli

Buonasera lettori! 
Anche in questo piovoso e grigio lunedì di novembre posto in serata - e in realtà è tutta una scusa per presentare un numero di pagine maggiori e non la misera cinquantina a cui ero ferma ad inizio pomeriggio, altrimenti sembra che io non faccia altro che guardare serie televisive. 

Il che non è poi lontanissimo dalla verità, ma non è questo il punto.  
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"The Upside of Unrequited" di Becky Albertalli
Il secondo romanzo dell'autrice di Non so chi sei, ma io sono qui - ed è ancora inedito in Italia.


SONO A... 
Pagina 122. Non so nemmeno a metà e onestamente capisco le critiche che sono state mosse a Molly in molte delle recensioni su Goodreads, ma mi ritrovo ad avere così tante cose in comune con lei che non riesco a fargliene una colpa


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... il primo romanzo dell'autrice l'avevo trovato molto carino e divertente, amo la cover di questo secondo romanzo e come Molly ne so qualcosa sull'andarci con i piedi di piombo quando si tratta di cotte.

sabato 4 novembre 2017

Chi ben comincia... #9 | "The Upside of Unrequited" di Becky Albertalli

Oggi comincio il secondo libro di Becky Albertalli - già autrice di Non so chi sei, ma io sono qui - e ancora inedito in Italia. So già qualcosa di questa storia perché una blogger inglese che seguo su Goodreads l'ha già letto e recensito e io stessa ho preso in causa parte della sua recensione in un altro libro che ho letto quest'anno (The List di Siobhan Vivian), tuttavia sono davvero curiosa di farmi una mia opinione. 

L'incipit è sempre tradotto dalla sottoscritta.  

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



Sono nel bagno del 9:30 Club e mi sto domandando come facciano le sirene a fare pipì. 
Non è un pensiero a caso. C'è un adesivo di Barbie Sirenetta attaccato alla porta. Il che è una scelta abbastanza strana per una mascotte dei bagni. Ammesso che esistano. Le mascotte dei bagni, dico. 
Ma poi la porta del bagno si apre, lasciando entrare un'esplosione di musica dal club. Questo non è un bagno in cui puoi entrare discretamente. La porta di un cubicolo si chiude mentre io sto aprendo la mia. Esco fuori. 
Ci sono specchi sopra tutti i lavandini. Succhio all'interno le guance così sembra che io abbia gli zigomi. È una trasformazione notevole. Qualche volta penso che potrei restare così. Potrei passare il resto della mia vita mordendo piano l'interno delle mie guance. Se non fosse per il fatto che renderebbe le mie labbra strane. Inoltre mordere le proprie guance sicuramente rende difficile parlare e questo è un po' troppo anche per me. Anche se si tratta di ottenere gli zigomi.

(Becky Albertalli - The Upside of Unrequited)

venerdì 3 novembre 2017

[Recensione] "Every Last Promise" di Kristin Halbrook

Non so quanto sarà lunga questa recensione perché c'è molto da dire, ci sono molte cose da considerare, c'è una protagonista da analizzare. 
Quindi spero che, alla fine di tutto, quello che segue abbia un senso.


Titolo: Every Last Promise
Autrice: Kristin Halbrook
Data di uscita: 21 aprile 2015
Pagine: 288 (copertina flessibile)
Editore: HarperTeen

Trama [tradotta da me]: Un ragazzo è morto. Un ragazzo è ferito. Ed è tutta colpa di Kayla. Perlomeno questo è quello che tutti pensano. 

Nessuno conosce la vera ragione per la quale si è messa al volante in primo luogo quella notte o la promessa che ha fatto alla sua amica Bean. La verità è che Kayla ha visto qualcosa a quella festa che non avrebbe dovuto vedere e non l'ha detto a nessuno. 
Kayla ha lasciato la sua piccola città per fuggire dagli sguardi e dalle accuse. Ma ora sta tornando a casa per il suo ultimo anno. Se Kayla resta zitta potrebbe tornare ad avere la sua vecchia vita. Se dice la verità rischia di perdere l'affetto di tutti e tutto ciò a cui ha sempre tenuto. 

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Siamo a Winbrooke, un paesino di campagna del Missouri - uno di quelli lontani dalle città, uno di quelli pieni di fattorie in cui si conoscono tutti e d'estate si lavora sodo e il quarterback della squadra di football è l'idolo indiscusso di tutti per aver portato il paese ai campionati. 

La protagonista Kayla è al penultimo anno ed è amata da tutti: suo fratello è una simpatica canaglia e sta per andare al college, ha tre migliori amiche e a scuola sono popolari, il fratello gemello della sua migliore amica Jen è il quarterback della squadra di football e con tutti gli altri ragazzi formano un gruppo unito. 
E soprattutto Kayla ama profondamente Winbrooke: i suoi campi sterminati, i colori del tramonto, le persone che ci vivono, le feste in riva al fiume, la bevanda segreta al coffee shop che non risulta sul listino. 
Mentre tutti fanno programmi per visitare il mondo e andarsene al più presto, lei è l'unica che vuole restare - è l'unica che non vuole lasciare Winbrooke, nemmeno per il college, perché semplicemente è casa sua. 

La storia si alterna tra la primavera del penultimo anno a partire dal ritorno dallo spring break e tra l'autunno dell'ultimo anno di scuola, al ritorno di Kayla dopo tre mesi passati a Kansas City da sua zia. 
In primavera, durante la festa organizzata per la fine della scuola a casa di Jen e Jay, Kayla ad un certo punto ha visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. 
Nessuno sa perché fosse al volante: quello che tutti sanno è che lei stava guidando e l'auto è finita in un fosso, uccidendo uno dei ragazzi che era a bordo con lei e ferendone un altro. Lei stessa ne è uscita con traumi, contusioni e una caviglia distrutta. 
Mandata via dai suoi genitori per essere protetta dai pettegolezzi, quando non ha saputo di notizie e denunce riguardo a quello che aveva visto, Kayla si è convinta di essersi sbagliata - si è convinta che se la stessa persona non aveva denunciato nulla, allora andava bene anche per lei stare zitta. Che quello era il tacito accordo. 

E così Kayla torna a casa per l'ultimo anno, tutti la chiamano Killer Kayla e nessuno è contento di rivederla. Dove sono finite le persone che le volevano bene? Perché il paese che tanto ama le si sta rivoltando contro? 
Kayla è vittima di bullismo, vede come sono cambiate le cose in sua assenza e fa di tutto per tornare ad appartenere a casa sua. E lo fa fingendo di non ricordare quella notte, lo fa nonostante i sensi di colpa e il continuo ricordo di quella promessa che aveva fatto - quella promessa di tornare indietro e aiutare. 
Perché è convinta che se starà zitta, allora tutto e tutti torneranno come prima. 


Kayla Martin non è un bel personaggio. Per niente. 
Molti hanno massacrato questo libro su Goodreads proprio a causa sua, a causa della sua codardia e delle sue promesse non mantenute. 
Eppure il libro a me è piaciuto - non per Kayla in sé, ma per quello che racconta e il modo in cui lo fa, perché costringe il lettore a mettersi in discussione. 

Come si fa a vivere divisi tra il dovere di mantenere una promessa fatta a qualcuno e la voglia di restare zitti per proteggersi?

A tutti piacciono le eroine nei libri, quelle ragazze badass che sono altruiste e si battono per le cose giuste. Quelle che non si inchinano di fronte alla paura.
Kayla è il contrario di questi personaggi: è vigliacca, preda della paura delle conseguenze, egoista perché rivuole tutto com'era prima pur sapendo cosa è cambiato e l'orrore di quell'evento che ha scatenato il cambiamento, interessata più alla sua auto-conservazione che alla giustizia. 

Però a me piace leggere di queste protagoniste perché sono umane.
Per quanto spiacevoli e sgradevoli e assolutamente colpevoli - se non direttamente, per complicità - mostrano fin quanto in basso è in grado di scendere l'essere umano. 
A tutti piacciono le eroine, tutti noi siamo convinti che in certe circostanze saremmo in grado di fare la cosa giusta - di porci a paladini contro chi ha commesso un crimine - ma saremmo davvero in grado di farlo? 

C'è un libro - che ho solamente in digitale, ma che prima o poi comprerò cartaceo - che si chiama Here We Are: Feminism for the Real World e in cui 44 scrittrici, tra cui la mia adorata Courtney Summers, parlano delle loro storie e dei loro personaggi e della loro idea di femminismo. 
Se avete letto le mie recensioni dei libri di Courtney Summers, sapete che le sue protagoniste non sono affatto dolci e gentili e generose - sono difficili, a volte cattive, spesso lottano tra il fare la cosa giusta e stare zitte. 

Courtney Summers la chiama "The Likability Rule", quella regola secondo la quale un personaggio femminile deve essere piacevole al di sopra di ogni cosa altrimenti viene meno l'ideale femminile dato per scontato. 
Nel momento in cui un personaggio femminile esce dal seminato e non è più gentile, generoso, pacato e deferente, ecco che si è portati ad odiarlo. 
Kayla non è nessuna delle cose sopra - credeva di esserlo, ma non lo è ed è per questo che molti l'hanno massacrata. Perché viene vista come un personaggio non meritevole di tempo, compassione, empatia o gentilezza. 

Questa regola non si applica esattamente a Kayla perché lei è diversa dalle ragazze Summers - non presenta le medesime caratteristiche, gli stessi presupposti di "vittima" che hanno le ragazze Summers - però in qualche modo è pertinente, in qualche modo è scattata l'associazione nella mia mente.

Avevo già capito dove la storia volesse andare a parare, cosa avesse visto Kayla quella notte alla festa. 
C'erano indizi nel modo in cui notava alcune cose un po' strane osservando certe dinamiche, ma io sono ormai avvezza a certi temi nei libri e quindi l'ho subito intuito. 
E pur essendo anche lei unlikable, Kayla è diversa dalle ragazze Summers. 
Le atmosfere sono quelle di All the Rage, ma non coinvolgono Kayla - perlomeno non direttamente. Come Regina in Some Girls Are, Kayla si trova al di fuori del suo giro di amiche cercando una chance per poter rientrare nel gruppo ma facendo amicizia con chi aveva sempre snobbato fino a quel punto - e quanto è stato dolce il personaggio di Noah. Kayla è forse più simile a Parker di Cracked Up to Be - entrambe hanno visto qualcosa durante una festa, ma se Parker decide di dire addio al mondo di cui aveva sempre fatto parte, Kayla non ci vuole rinunciare e questo a dispetto della giustizia e delle promesse che aveva fatto. 

"[***] lo vede.
Quello che stavo per fare. La persona forte abbastanza che credevo di essere.
Non dicono che, nei momenti di disperazione, diventiamo più forti di quanto fossimo stati fino a quel momento? Forti abbastanza da sollevare macchine da sopra dei corpi per portare le persone al sicuro? Da promettere di salvare qualcuno? Da dire la verità quando tutto è finito?
Eventualmente però la forza scompare e diventiamo di nuovo mortali."

Kayla è diversa dalle ragazze Summers perché mentre Regina e Parker tentano di auto-distruggersi, i sensi di colpa di Kayla non sono mai così forti da stemperare la sua voglia - il suo bisogno - di appartenenza. 
Come vi ho detto, Kayla non è un bel personaggio - non è uno di quelli che ci aspettiamo di trovare nei libri - e non sempre prende la decisione giusta. 
Nessuno dei personaggi all'interno di questo libro lo fa, e forse più di Kayla ho trovato sgradevoli le sue amiche Jen e Selena. Eppure sono tutti così reali nei loro difetti e nelle loro mancanze e nei loro sbagli.

La cosa inquietante di questo romanzo è però come Kayla si renda conto - troppo tardi e troppo lentamente - che il paese e coloro che lo abitano non sono come li aveva sempre visti e immaginati. 
Winbrooke è un paese che vive e respira e osserva e il romanzo dà al lettore un senso di claustrofobia perché gli abitanti si muovono come una sola persona e si aizzano contro chiunque provi a minacciare lo status quo parlando e rivelando i piccoli sporchi segreti. 
Fondamentalmente è un paese che si basa sull'omertà, dove tutti chiudono gli occhi perché i ragazzi sono ragazzi e la famiglia Brewster detta le regole. È un paese dove nessuno pensa male degli eroi del paese, dove le scelte vengono fatte da altri e se ti ribelli sei costretto a vivere nella paura di quello che ti potrebbero fare. 

Kayla non è un bel personaggio: è codarda, si convince che stare zitta sia quello che vogliono tutti a dispetto della giustizia che la stessa vittima ha paura a chiedere, si odia per la sua vigliaccheria perché ama il suo paese e non riesce a fare la cosa giusta e odia anche coloro che hanno tolto la patina dorata a Winbrooke mettendo in mostra tutte le sue brutture. 
Kayla però verso la fine è anche comprensibile - non dico che si arrivi ad apprezzarla, ma di sicuro si arriva a capire la sua paura e c'è un evento che finalmente le fa aprire gli occhi. Perché quando i nostri eroi ci deludono, ci rifiutiamo di vedere la verità e di vedere che i loro fallimenti sono anche i nostri. 

Non ho amato Kayla - non come ho amato le ragazze Summers - perché lei è davvero difficile da amare. Anche da capire, forse - sebbene alla fine ci si riesca. 
Forse perché, appunto, siamo convinti che noi faremmo meglio - che noi faremmo la cosa giusta incuranti della paura e dei cambiamenti.
Forse perché io ancora credo che non mi sarei comportata come Kayla, che un segreto del genere non sarei riuscita a tenermelo dentro in nome dell'amore verso il proprio paese e delle amicizie di una vita. 
Ma poi penso a dove sono cresciuta e alle persone con cui l'ho fatto e a quelle che ho osservato e da cui sono stata osservata a mia volta durante l'adolescenza e allora non ne sono più tanto sicura - perché è rassicurante vivere in un posto in cui tutti conoscono tutti fino a quando non lo è più. 

Non avrò amato Kayla, però mi è piaciuta perché reale e conscia delle sue mancanze - conscia della sua codardia. E lei e la sua storia non le dimenticherò tanto facilmente perché sono un monito di insegnamento. 

Every Last Promise non è un libro che ti incalza perché tutto viene scoperto poco alla volta e di azione effettivamente ce n'è poca perché il conflitto di Kayla occupa la maggior parte dello spazio. Però è reale, crudele e spinge il lettore a notare le piccole cose rinchiudendolo in questa piccola bolla di nome Winbrooke, osservato e giudicato. 
Un paese che credi resterà sempre uguale con i suoi dei del football, la sua routine, le sue feste popolari, ma che sotto la patina di sicurezza e familiarità nasconde ben altro.


mercoledì 1 novembre 2017

WWW.. Wednesday! #73

Dopo il recap mensile di stamattina, eccoci di nuovo qui su Some Books Are!
Adesso è la volta del riepilogo delle letture settimanali, quindi senza tanti indugi vi lascio alle mie risposte alle classiche tre domande del mercoledì!



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Exit, Pursued by a Bear di E.K. Johnston è un libro che tratta un tema delicato: lo stupro. Per me non è esattamente una novità: ho letto libri in cui c'è una tentata aggressione, ho letto libri in cui la protagonista assiste e non sempre fa la cosa giusta, ho letto All the Rage di Courtney Summers in cui la protagonista viene accusata di essere una bugiarda dopo la violenza. Questo libro invece è diverso - è comunque intenso e con delicatezza offre quella che non dovrebbe essere l'alternativa, ma una costante: il sostegno, il supporto, la terapia. Hermione è una ragazza che non ci sta a passare per vittima. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Non sono ancora vicina alla fine - sono ancora a metà, ma so già che tipo di recensione scriverò per Every Last Promise di Kristin Halbrook. Forse perché dipende dal fatto che si tratta del mio "tipico" libro. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


In programma ho sempre The Upside of Unrequited di Becky Albertalli, inedito in Italia. 
In successione leggerò L'evidenza delle cose non viste di Antonio Monda, che tratta un argomento a cui di solito mi oppongo con forza ma che però in questo caso mi incuriosisce. La cover poi è stupenda e questo non mi ha lasciata indifferente.

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La vostra settimana di letture com'è andata? Avete letto tanto oppure poco? 
Siete sempre i benvenuti a scrivermelo nei commenti oppure a lasciarmi i link dei vostri post - appena mi è possibile passerò da voi! 
Cheers! :)

Monthly Recap | Ottobre 2017

Buongiorno lettori! 
Oggi troverete sul blog due post - questo che state leggendo e l'abituale WWW Wednesday nel pomeriggio. Non è mia abitudine pubblicare due volte nello stesso giorno, ma la concomitanza del recap mensile e del WWW questa volta è stata inevitabile. 

Bando quindi alle ciance e proseguiamo. 


LETTURE

https://www.goodreads.com/book/show/30973355-you-know-me-well  https://www.goodreads.com/book/show/36309079-alice-punto-e-a-capo  https://www.goodreads.com/book/show/26177619-london-belongs-to-us

https://www.goodreads.com/book/show/35393946-la-fine-della-solitudine  https://www.goodreads.com/book/show/30689371-exit-pursued-by-a-bear

You Know Me Well di Nina LaCour & David Levithan
Alice, punto e a capo di Carol Marinelli
London Belongs to Us di Sarra Manning
La fine della solitudine di Benedict Wells
Exit, Pursued by a Bear di E.K. Johnston

Questo mese ho letto due libri in meno rispetto al mese precedente ma, come vedrete sotto, sono stata letteralmente seppellita dalle serie televisive. 
Non che la valanga si sia al momento arrestata, eh. 


CHI BEN COMINCIA...



WHAT'S ON MY BEDSIDE TABLE?



TEASER TUESDAY



WWW.. WEDNESDAY



ALTRO



SERIE TV

STO SEGUENDO:

  • Bull - stagione 1 [21/23]
  • Criminal Minds - stagione 12 [16/22]
  • Elementary - stagione 5 [15/24]
  • Hawaii Five-0 - stagione 8 [4/?]
  • NCIS - stagione 14 [22/24]
  • NCIS: Los Angeles - stagione 8 [21/24]
  • NCIS: New Orleans - stagione 3 [19/24]
  • Ray Donovan - stagione 4 [6/12]

HO INIZIATO:

  • Blindspot - stagione 2 [10/22]
  • Game of Thrones - stagione 6 [2/10]
  • Grey's Anatomy - stagione 13 [12/24]
  • Major Crimes - stagione 5 [10/21]
  • Motive - stagione 4 [2/13]
  • Scandal - stagione 5 [5/21]
  • Supernatural - stagione 13 [3/?]

HO TERMINATO:

  • Baby Daddy - stagione 5
  • Black Sails - stagione 3
  • Bones - stagione 12 [ultima]
  • Marvel's Agents of S.H.I.E.L.D. - stagione 4
  • Marvel's Agent Carter - stagione 2 [ultima]
  • Once Upon a Time - stagione 6
  • Rizzoli & Isles - stagione 7 [ultima]
  • The Night Shift - stagione 3

TIME WASTED:

  • THEN: 1 year, 6 months, 19 days, 16 hours, 42 minutes
  • NOW: 1 year, 6 months, 26 days, 18 hours, 12 minutes



FILM


  • Come ti ammazzo il bodyguard
  • Blade Runner 2049
  • It

Solo tre film questo mese, ma tutti al cinema - e sì, lo so che Thor: Ragnarok è uscito da circa una settimana, ma non ho ancora fatto in tempo a vederlo. Rimedierò prestissimo e comparirà nel prossimo recap. 
Come ti ammazzo il bodyguard ho desiderato vederlo sin da quando era stata annunciata la sua realizzazione: insomma, Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson ex-nemici che ora devono allearsi era una premessa troppo bella per resistere e il mio lato Marvel fangirlava nel vedere Deadpool e Nick Fury insieme. 
Non sono una fanatica in senso stretto di sci-fi, quindi non mi vergogno ad ammettere che ho voluto vedere Blade Runner 2049 principalmente per Ryan Gosling. Ryan Gosling è uno dei miei attori preferiti e non spiccica praticamente parola per tutta la prima metà del film - e anche dopo non è che parli molto, ma per me può anche restare sempre muto che tanto i suoi occhi dicono tutto. 
It non potevo non vederlo: avevo letto il libro quando ero ancora alle medie e avevo già visto Bill Skarsgård in Hemlock Grove - e nei panni di Pennywise è stato magnifico.



MUSICA



La prima canzone del mese è stata Amanda's Song di Jason Koiter, sentita alla fine dell'episodio 12x11 di Criminal Minds - mi sono bastate le note iniziali per capire che era speciale. L'ho ascoltata per più di una settimana e già la canzone in sé mi fa piangere, l'ho poi ascoltata in concomitanza delle ultime pagine di La fine della solitudine di Benedict Wells e beh... singhiozzavo senza ritegno. 
E tanto per rimanere in tema di singhiozzi e valli di lacrime, il 27 ottobre i Linkin Park hanno tenuto un concerto a Los Angeles in diretta su YouTube per onorare Chester Bennington. Tanti ospiti che sono saliti a cantare sul palco, tanti artisti che hanno fatto parte della mia adolescenza e altri che occupano ancora una parte importante della mia vita attuale - M. Shadows e Synyster Gates degli Avenged Sevenfold, Oliver Sykes dei Bring Me The Horizon, i Blink 182, Jeremy McKinnon degli A Day To Remember, Deryck Whibley dei Sum 41, Ryan Key degli Yellowcard. 
Per me è stato un ascolto generale di tutte quelle canzoni dei Linkin Park che ho sempre amato e sebbene Ryan Key sia il mio cantante preferito, l'esibizione di Deryck è quella che mi ha colpita di più: Linkin Park e Sum 41 sono state le prime band ad introdurmi in un mondo musicale diverso da quello che ero solita ascoltare. 
E One More Light era nata come dedica ad una persona dell'etichetta della band e in senso più generale a tutti, ma poi Chester l'aveva dedicata a Chris Cornell dopo il suo suicidio e ora invece è dedicata allo stesso Chester e il video-tributo che i Linkin Park hanno creato è qualcosa di straordinariamente commovente.

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Eccoci alla fine del recap! 
Come di consueto vi invito a lasciarmi il link del vostro oppure a raccontarmi se siete soddisfatti del vostro mese, nel frattempo io vi do appuntamento a questo pomeriggio con il primo WWW Wednesday di novembre! 
Cheers! :)