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martedì 11 dicembre 2018

Christmas: Book & Food - "Oliver, il gatto che salvò il Natale" di Sheila Norton & ...

Buon pomeriggio, lettrici e lettori! 

Oggi tocca a me - insieme a Nik del blog Gli Alberi Da Libri - parlarvi di un libro a tema natalizio e di qualcosa di mangereccio che gira a casa mia in questo periodo grazie all'idea di Susy (I miei magici mondi) ed Ely (Il Regno dei Libri) e con il supporto della grafica creata da Francesca (Libri, libretti, libracci)



Siccome io poi non leggo mai i libri quando escono ma sempre dopo una vita, il libro oggetto di oggi è uscito l'anno scorso.
Mi sembra anche chiaro il motivo per cui l'ho voluto leggere: il gatto rosso in copertina.



Titolo: Oliver, il gatto che salvò il Natale
Titolo originale: Oliver: The Cat Who Saved Christmas
Autrice: Sheila Norton
Data di uscita: 30 novembre 2017
Data di uscita originale: 8 ottobre 2015
Pagine: 281 (copertina rigida)
Editore: Newton Compton Editori
Link Amazon: https://amzn.to/2TRaymk

Trama: Oliver è un gatto timido e pigro e raramente si spinge fuori dal pub dove vive. Il suo mondo è tra quelle mura, le avventure non fanno per lui. Ma la sua vita è destinata a cambiare da un giorno all’altro, quando un incendio divampa nella cucina e costringe Oliver ad abbandonare la dimora tanto amata. È giunto il momento di affrontare un ambiente per lui sconosciuto. Eppure Oliver non ha grandi difficoltà a farsi amare dagli uomini, che si mostrano gentili e premurosi con lui. Un giorno però, tra i volti allegri di tanta gente, nota una ragazzina molto triste e sola. Ha bisogno di un amico, pensa Oliver. E visto che siamo vicini al Natale, perché non diventare il protagonista di un piccolo miracolo… 


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Io vedo un gatto e non so resistere, è più forte di me. 

Siamo in un piccolo paesino in Inghilterra e Oliver è un bel gatto bianco e rosso che vive nel pub gestito dal suo umano, George. Ma una notte, a causa di un guasto elettrico, scoppia un terribile incendio che distrugge il pub e buona parte del municipio a fianco e i piani di tutti, ad un paio di mesi di distanza dal Natale, vanno in fumo. 
La vita viene sconvolta soprattutto ad Oliver, che per cause di forza maggiore si trova separato dal suo umano ma che è tanto fortunato da trovare in paese gente che lo riconosce e che è sempre pronta ad offrirgli una carezza - è così fortunato da trovare non solo una famiglia adottiva, bensì due. 

E Oliver è un gatto speciale, riesce a portare gioia e il sorriso anche nelle situazioni difficili e in seguito all'incidente tutti in paese scopriranno un nuovo modo di darsi una mano l'uno con l'altro per non dover rinunciare alle attività che amano e alla speranza per delle feste serene in compagnia. 
Ma è anche Oliver che si sente in dovere di ricambiare in qualche modo tutto l'affetto che gli viene dato e anche se questi umani proprio non si decidono ad imparare la lingua dei gatti, lui comunque è deciso a non demordere e a dimostrarsi non solo un gatto coraggioso ma anche un gatto capace di compiere un piccolo miracolo. 


La storia di Oliver l'ho letta in poco più di due giorni ed è stata molto gradevole, ma non ho potuto fare a meno di notare le tante somiglianze con la serie di Alfie di Rachel Wells. 
Siamo sempre in Inghilterra, anche qui c'è un gatto estremamente interessato alla vita umana e a fare il possibile perché siano tutti felici - ho trovato Oliver forse fin troppo umanizzato nei suoi pensieri e nei suoi comportamenti e quindi poco credibile, proprio come è successo ad Alfie con il proseguire della serie. 
E ora chiamatemi Grinch, ma anche qui come nella serie della Wells c'è un personaggio che all'apparenza non ama i gatti ed è scontroso con tutti e che improvvisamente diventa un cuore di panna. Dicevo: chiamatemi pure Grinch, ma non credo che nella realtà accada esattamente così. 

Forse sono io che non sono ancora entrata nello spirito natalizio, ma questo libro è proprio il festival del buonismo - che, per carità, ci sta anche sotto un certo punto di vista: in fondo, abbiamo bisogno di un periodo in cui vada tutto bene e possiamo rilassarci senza ossessionarci sui nostri problemi. 

Ma la storia di Oliver è comunque piacevole, una lettura scorrevolissima che nonostante lo zucchero alla Mulino Bianco, mi ha fatta sorridere e venire voglia di andare a scovare Alaska ovunque fosse per stritolarla di coccole - anche a rischio di finire con un braccio sbranato perché, diciamoci la verità, nessun gatto è così interessato agli umani. 
Anche se effettivamente ci sono volte in cui Alaska sembra davvero rispondere alle domande o quando in genere le parliamo quindi chissà, magari i gatti capiscono davvero quando gli parliamo.

Se volete una lettura per rilassarvi senza pensieri, per credere che la solidarietà disinteressata possa ancora esistere, che sul finale vi restituisca un po' di quella magia che respiravamo quando eravamo bambini fatta di aspettativa e attesa e feste numerose con famiglia e amici in aggiunta con quattro zampe, tanti baffi, una coda e diversi miagolii, la storia di Oliver è quello che fa per voi. 


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Passando ora al cibo... 
andrò praticamente contro tutto ciò che significa essere emiliana. 

Confession time: ho sempre avuto delle fisime con il cibo, il che significa che pure i piatti tradizionali di Natale non ne sono esenti.

Abitando di fianco ai miei nonni materni, il giorno di Natale siamo sempre andati a pranzo dai miei nonni paterni. 
Fin da piccola ho sempre detestato tutto quelle cose come purè di patate, cotechino, zampone e via di questo passo. Motivo per il quale da mia nonna le mie scelte erano tra lasagne/pasta al forno (dipende da come la chiamate voi a seconda della zona d'Italia in cui abitate) e tortellini. 
Da quando ho smesso di mangiare carne dieci anni fa, la mia situazione è ancora più precaria: se prima facevo uno sforzo, da un paio d'anni non ne voglio proprio più sapere - oltretutto mia nonna mette il peperoncino ovunque e quindi io resto a guardare gli altri che mangiano. 
Purtroppo quando si hanno dei nonni vecchi attaccati ai piatti della tradizione o mangi quello che passa il convento oppure ti porti il cibo da casa. 

Ma tanto per svergognarmi pubblicamente, ammetterò pure che ho sempre avuto problemi anche con i dolci di Natale. 
Sopporto a fatica il pandoro e ho sempre detestato il pampepato (e io sto in provincia di Ferrara, parliamoci chiaro, è una delle cose più note della mia zona), ma mai quanto ho sempre odiato il panettone - non parlatemi poi di uvetta e canditi.

L'unico panettone che per me ha senso di esistere è solo quello salato e insomma, farmi mangiare a Natale è sempre stato un problema. 


Quindi con cosa diamine sono qui, vi chiederete voi?
Con un panettone. 


Da un paio di anni a questa parte, la Coop si è messa a produrre un panettone con i frutti esotici - e badate bene che non sono canditi. 
La prima volta che mia madre l'ha portato a casa ero alquanto scettica, ma mi sono ricreduta alla grande perché lo adoro.
È dolce, ma non troppo; la frutta (ananas, papaya, guava e jack fruit) è solo disidratata e zuccherata e se mi avessero detto che un giorno avrei smaniato per un panettone, gli avrei riso in faccia per tre giorni di fila. 

Ho assaggiato l'anno scorso anche quello arancia e cioccolato, ma continuo a preferire questo. 
E quindi farò anche la fame dai miei parenti, ma poi torno a casa mia e mi consolo con questo bel panettone - l'ironia, proprio. 

E quando ho accettato di partecipare a questo progetto e ho detto a mia madre "Ma', mi serve un panettone", lei ha quasi perso la mandibola. 
Già, perché lei è quella che mangerebbe panettone (con uvetta o canditi, non importa) anche ad agosto - a ben pensarci, tutti i giorni dell'anno. 


E come sempre trasformo tutto in un monologo, quindi sotto vi lascio il calendario in modo che possiate seguire tutte le altre tappe e rifarvi gli occhi con quello che le altre blogger hanno deciso di portare in tavola. 


mercoledì 5 dicembre 2018

WWW.. Wednesday! #122

Tra un'ansia e l'altra, siamo di nuovo qui con un nuovo WWW Wednesday. 
Ansia per la salute, ansia per il Natale e i regali che non mi decido ad andare a comprare e i parenti che incombono minacciosi. 

Ma per fortuna ci sono i libri a distrarmi.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Il primo libro che ho finito di leggere è stato Close Your Eyes di Nicci Cloke, un inedito che racconta di una sparatoria a scuola. Ma più che raccontare della sparatoria, racconta del rapporto di amicizia tra i personaggi e come ci siano cose che proprio non notiamo, come i nostri comportamenti influenzino quelli di chi ci circonda. È un libro che mi è piaciuto davvero tanto anche per il modo in cui la storia viene narrata. 
Recensione QUI
Ho poi letto Oliver, il gatto che salvò il Natale di Sheila Norton, la prima delle mie tre letture natalizie. L'ho letto in anticipo rispetto a quanto avessi pensato mesi fa, ma l'ho fatto perché mi "serviva" per un progetto a cui partecipo - infatti la recensione la leggerete martedì 11 dicembre. Vi posso dire comunque che è stata una lettura carina, anche se mi ha fatto un po' storcere il naso il modo in cui il gatto Oliver è stato un po' troppo umanizzato. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Come capita spesso da queste parti, non lo sto veramente leggendo - Leggere è una faccenda da gatti di Alex Howard lo comincio oggi pomeriggio.



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Per me si tratta del primo libro dell'autrice, ma By Your Side di Kasie West mi sembra proprio quel tipo di romance leggero che potrebbe farmi passare delle ore piacevoli senza troppi pensieri per la testa.
Toccherà poi alla seconda lettura a tema natalizio ovvero la raccolta di racconti My True Love Gave to Me curata da Stephanie Perkins - anche se questa edizione non ha proprio la cover che volevo e al momento mi sento proprio come il Grinch. Che dite, passerà?

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Un WWW che si è praticamente scritto da solo, questo. 
E voi invece che mi dite? Com'è stata la vostra settimana di lettura? Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link dei vostri post e passerò a ricambiare la visita! 
Cheers! :)

mercoledì 28 novembre 2018

WWW.. Wednesday! #121

Indovinate chi si è presa il raffreddore! Ma io, ovviamente!
E grazie al raffreddore non sto praticamente dormendo quindi sono decisamente più assonnata del solito. 

Motivo per il quale in questi ultimi due giorni il ritmo di lettura è un po' rallentato perché come apro il libro i miei occhi si chiudono. 

Ma vediamo un po' che c'è qui sotto.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ti odio, anzi no, ti amo! di Sally Thorne era in lettura la settimana scorsa. Ormai sapete che i romance non sono esattamente il mio pane quotidiano, ma è stata comunque una lettura piacevole anche se forse mi sarei aspettata qualcosa di più - sicuramente più slow burn. Recensione QUI
Ho poi letto l'inedito Skyscraping di Cordelia Jensen, che è scritto in versi e ambientato nel 1993. Parla di famiglia, segreti, difficoltà, crescita e ho pianto una valle e mezza di lacrime. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Close Your Eyes di Nicci Cloke - libro che parla di una sparatoria a scuola - l'ho cominciato ieri e pensavo che avrei letto molto di più, ma in parte non so dove sia finito il tempo. Inoltre poi è arrivato il corriere, ho starnutito più volte di quante ne possa ricordare e rischiavo un attacco narcolettico ogni cinque minuti. Morale della favola: ho letto solo una quarantina di pagine, ma per il momento mi piace come sta venendo narrata la storia. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Non avevo previsto di cominciare dicembre immediatamente con una lettura natalizia, ma le circostanze me lo "impongono" perché sono contenta di partecipare ad un progetto che presto vedrete su questi schermi. Ecco che quindi la mia prima lettura natalizia sarà Oliver, il gatto che salvò il Natale di Sheila Norton
E poi - sempre restando in tema felini, ma allontanandoci momentaneamente dal Natale - leggerò Leggere è una faccenda da gatti di Alex Howard.  

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Benissimo, eccoci giunti alla fine dell'ultimo WWW di novembre - e domani forse vi mostro pure gli unici due libri che ho pagato pochissimo grazie al Black Friday. 
Nel frattempo raccontatemi nei commenti le vostre letture oppure lasciatemi il link del vostro post e appena il raffreddore o il sonno mi daranno un attimo di tregua passerò a ricambiare la visita!
Cheers! :)