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lunedì 17 luglio 2023

[Recensione] "Girl Made of Stars" di Ashley Herring Blake

Sono in reading slump, per quello non mi avete più vista - e non ho neanche fatto il resoconto di metà anno delle letture. 
 
E odio il caldo - ogni anno lo odio sempre di più, dormo sempre meno la notte e mi sveglio ogni quarto d'ora, mi tiro su dal letto più dolorante che mai e poi crollo il pomeriggio. E lì sì che continuerei a dormire, altro che leggere o fare altro. 

Ma alla fine ce l'ho fatta a portare a termine la prima lettura di luglio - e poverino il libro, mica è colpa sua. Ero anche avanti di due libri sulla challenge di Goodreads, ma ormai ho capito che l'estate proprio non è il mio periodo per divorare un libro dietro l'altro. 


Titolo: Girl Made of Stars
Autrice: Ashley Herring Blake
Data di uscita: 30 luglio 2019
Data di uscita originale: 15 maggio 2018
Pagine: 289 (copertina flessibile)
Editore: HMH
Link Amazon: https://amzn.to/43nsDuI

Trama [tradotta da me]: Mara e Owen sono quanto di più vicino possano essere due fratelli gemelli, pertanto quando Hannah - 'amica di Mara - accusa Owen di stupro, Mara non sa cosa pensare. Può suo fratello essere davvero colpevole di un tale atto violento? Divisa tra la sua famiglia e il suo senso di giusto e sbagliato, Mara si sente persa e non aiuta neanche il fatto che il suo rapporto con Charlie, la sua ex-ragazza, sia piuttosto teso. Mentre Mara, Hannah e Charlie fanno fronte comune in seguito a questo terribile crimine, Mara deve affrontare un trauma del suo stesso passato e decidere dove Charlie si colloca nel suo futuro.

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TRIGGER WARNING: stupro, molestie, slut-shaming. 


Sono figlia unica, ma credo che sia devastante ritrovarsi in una situazione in cui una delle tue migliori amiche accusa tuo fratello di stupro. E non un fratello qualsiasi, ma il tuo gemello. E non un'amica qualsiasi, ma la ragazza di suo fratello da quasi un anno. 

Mara conosce Owen: è la sua metà, la sua persona preferita al mondo, la sua ancora di salvezza quando le cose si fanno brutte. Non può aver fatto ciò di cui è accusato. 

Ma Mara conosce anche Hannah, la spendida e fiera e bellissima Hannah, la sua amica - Hannah non ha alcun motivo di mentire, lei non è una che mente. 

E per Mara la situazione è davvero devastante: non vuole credere a nessuno dei due, vuole credere ad entrambi, credere ad uno di loro significa voltare le spalle all'altro. Significa che non conosce bene le persone come credeva, significa che si sono stati segnali che non ha visto, significa che ci sono aspetti di una persona che possono restarci per sempre sconosciuti. 
 
Come si renderà poi conto Mara, i fatti sono bianco o nero - è ciò che viene dopo che complica le cose e le rende grigie. 

E come se non bastasse, quello che vive come un tradimento di Owen non lo vive solo come amica di Hannah, ma anche come sorella e ragazza - questo perché ciò che ha fatto Owen ha risvegliato in Mara qualcosa che tiene in silenzio da tre anni, qualcosa che ora non ne vuole più sapere di stare in gabbia. 


Questo libro è un pugno nello stomaco, non solo per lo stupro in sé - che comunque viene tenuto lontano dai riflettori - ma per tutto ciò che porta con sé e che costringe il lettore ad affrontare e assorbire. 

Lo stupro di Hannah non è il focus fondamentale del libro, ma è il motore che spinge Mara a crescere, ad affrontare i suoi demoni e a trovare la sua voce. I motivi della sua rottura con Charlie sono più profondi di quanto appaiono e vengono a galla mano a mano che Mara ricorda e affronta il suo trauma, risvegliatosi dopo le accuse a suo fratello. E scopriremo poi perché le accuse a suo fratello l'abbiano scossa così tanto, al di là dell'ovvio motivo di essere suo fratello gemello.

Il libro non è sullo stupro in sé, ma sulla situazione impossibile in cui Mara si ritrova. Il libro si concentra su ciò che comporta per Mara, per quelli intorno a lei e per tutte le ragazze in generale - per le ragazze che sentono di non avere voce, per le ragazze che temono e sanno che non verranno credute, per le ragazze che vengono continuamente deluse da questa società maschilista e patriarcale, ma che poi trovano comunque forza e sostegno in coloro che sono disposti a credere loro. Perché ci sarà sempre qualcuno che crederà alla loro storia, alla loro verità.

Ho amato il rapporto di Mara con Hannah, ho avuto serie difficoltà con la madre di Mara che si autoproclama una femminista convinta ma che poi crede ciecamente al figlio perché è il suo bambino e improvvisamente tutti quei discorsi di sorellanza e ascolto della vittima vanno a farsi un giro fuori dalla finestra - persino con Mara ha fatto così all'epoca del suo trauma. E anche questo è realistico - vedere come di fronte alle accuse verso qualcuno che ami, anche quelli che credevi i tuoi valori più saldi vacillano. Tutti vacillano in questo libro, per un motivo o per un altro - nessuno vorrebbe vedere chi ama accusato di un atto simile o addirittura crederlo colpevole, ma accade. È la realtà - eppure tutti vorremmo sempre che il nostro stupratore standard sia un estraneo sbucato fuori dal vicolo buio, mai qualcuno che ci è accanto.  

Ho amato Mara, una protagonista in una situazione impossibile - una situazione che non capita certo a chiunque e tutti i giorni, nondimeno è impossibile non empatizzare con la sua confusione, il suo turbamento, la sua tristezza e la sua rabbia. Ho amato Hannah e la sua resilienza e ho amato anche Alex, il migliore amico di Owen, perché anche lui si ritrova spaesato come Mara - diviso tra la lealtà verso l'amico di una vita che l'ha sempre difeso da quelli che lo prendevano in giro a causa delle sue origini coreane e quella che sa essere la verità della situazione.

Questo libro è una denuncia verso chi ascolta solo una versione della storia, verso chi è sempre portato a credere alla parte maschile, verso chi sminuisce sempre il dolore e il trauma della vittima ed è sospettoso nei loro confronti, verso chi trova sempre il modo di rigirare i fatti e trovare una scusa per condannare la vittima - perché le leggi sono fatte dagli uomini per gli uomini. 
 
Questo libro è anche estremamente realistico perché non ci consegna la giustizia su un piatto d'argento - sappiamo tutte benissimo che accade raramente nella realtà. Non ci sono punizioni o conseguenze legali, però ci sono conseguenze morali e famiglie distrutte nel modo più realistico possibile - ma soprattutto ci sono ragazze che trovano la loro voce, che dicono la loro verità, che fanno fronte comune, che si sostengono a vicenda. Ragazze che dicono "sì, io ti credo".
 
Ragazze che forse possono essere un "certo tipo di ragazza", possono essere una o centomila, possono essere tutte le versioni o tutti i tipi di ragazza che vogliono essere, ma sono sempre e comunque ragazze in carne ed ossa.

lunedì 14 dicembre 2020

[Recensione] "Stained" di Cheryl Rainfield

Sapevo che la reading slump non se n'era totalmente andata, che era ancora in agguato - e me l'ha dimostrato con questo libro che, lo ammetto, speravo mi catturasse di più.
Soprattutto perché ho scelto di leggerlo prima di un altro della stessa autrice già in mio possesso cartaceo, ma che continuo a rimandare perché rappresenta un mio grandissimo trigger già a partire dal titolo. 

Comunque oggi non siamo qui per parlare di quell'altro e dei miei trigger, ma per parlare di Stained - e di cosa, nonostante un bel messaggio, non abbia funzionato.
 
 
Titolo: Stained
Autrice: Cheryl Rainfield
Data di uscita: 1 ottobre 2013
Durata: 7H 43Min (Storytel Edition)
Editore: HMH
Link Amazon: https://amzn.to/39yezGA

Trama [tradotta da me]: Un'intensa e potente storia di una ragazzina, presa di mira da bulli per la sua voglia di vino sul viso, che deve racimolare tutta la sua forza per sopravvivere al rapimento e all'orrendo abuso per mano di un folle assassino.

La sedicenne Sarah Meadows brama essere "normale". Nata con una voglia di vino che le copre metà del viso, per tutta la sua vita è stata afflitta da sguardi, risatine, bullismo e disgusto. Ma quando viene rapita sulla strada di casa di ritorno da scuola, Sarah è costretta a scoprire il coraggio che non ha mai saputo di avere, diventare un'eroina invece di una vittima e imparare a guardare oltre il suo viso per trovare la bellezza e la forza che ha dentro. Questo o soccombere all'assassino.
 
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TRIGGER WARNING: stupro, rapimento, prigionia, manipolazione emotiva e psicologica, sindrome da stress post-traumatico, bullismo. 


Mi rendo conto - in realtà me ne sono resa conto già da un po' - che non importa quanto il messaggio sia importante: se la resa poi non è all'altezza bisogna comunque essere sinceri con il voto finale. Era già stato così il caso con What Unbreakable Looks Like
 

Sarah Meadows è una ragazza vittima da sempre di sguardi, prese in giro e bullismo per via di una voglia che le copre quasi interamente una guancia. Da anni ritaglia foto di volti di modelle e li appende in camera, desiderosa di svegliarsi e avere un viso come il loro. Ha un rapporto conflittuale con sua madre, la quale non fa che ripeterle quanto sia comunque bellissima e che alla fine l'importante è essere belli dentro, che se gli altri non lo capiscono è un problema loro - ma è Sarah quella che ogni giorno deve affrontare gli sguardi e le battute. E se gli altri la giudicano, lei non può fare a meno di giudicarli a loro volta - classificando la loro bellezza in base ad una scala che va da uno a dieci. 

Sarah ha solo Charlene come amica e forse anche Nick, un ragazzo che condivide con lei la passione per i fumetti ma che tende comunque a mantenere a distanza perché, per l'appunto, non è abbastanza in alto nella scala della bellezza e non vuole che gli altri abbiano un ulteriore motivo per prenderla in giro se li vedono insieme.

La sua vita cambia il giorno in cui finalmente avrebbe dovuto sottoporsi ad un doloroso trattamento che l'avrebbe resa più "normale": la compagnia di suo padre ha perso molti soldi e rischiano la bancarotta, quindi il trattamento è fuori discussione forse per sempre; un nuovo ragazzo a scuola l'ha presa particolarmente di mira pur non conoscendola e Charlene, anche lei alla disperata ricerca di qualcuno che la ami nonostante il suo peso, per un momento si unisce ai bulli quando il ragazzo nuovo sembra darle attenzioni. 
Quando però pensa di essere al sicuro dopo essere stata salvata dal branco sulla via di casa, Sarah viene rapita - e senza testimoni ad assistere, si rende conto che se vuole sopravvivere e tornare alla sua vita dovrà salvarsi da sola. 


C'è una cosa che mi è sempre rimasta impressa sin dalla prima volta che l'ho letta: è vero che a volte c'è davvero il mostro sconosciuto che ti aspetta nel vicolo buio, ma altrettanto spesso è qualcuno che conosci a farti del male. 

È ciò che succede in questo libro: per quanto l'istinto di Sarah sia allenato e sempre pronto a cogliere le minacce dei bulli, questo non ha potuto nulla quando è proprio una persona a lei vicina - e di cui pensava di fidarsi - a farle del male. 
A rapirla e poi a stuprarla, a tenerla segregata per mesi e mettendola alla fame con la chiara intenzione poi di ucciderla alla fine.
Io personalmente ho avuto subito delle brutte sensazioni fin dalla prima volta che il personaggio è entrato in scena e quindi non mi sono neanche stupita quando le cose hanno preso una brutta piega. 

La parte iniziale e quella finale sono quelle più coinvolgenti, ma quella centrale manca del tutto di tensione psicologica - aspetto su cui il romanzo dovrebbe fondarsi. Vediamo ripetute sempre le stesse scene, sentiamo ripetuti sempre gli stessi discorsi - e la morale della storia che il lettore dovrebbe trovare da sé alla fine del libro, ci viene sempre sbattuta in faccia ogni volta che Sarah si dice che deve salvarsi da sola ed essere la sua stessa eroina. E viene ripetuto così tante volte che sembra quasi che se non riesci letteralmente a liberarti da sola e a scappare, allora non sei forte abbastanza oppure non ci hai provato abbastanza. 

Ho trovato sconcertante come Nick, sebbene abbia una cotta per lei, ogni giorno fosse a casa dei genitori di Sarah per stare insieme a loro - e capisco aiutare nelle ricerche, distribuire volantini, ma piazzarsi così in casa altrui e anche presentarsi ogni giorno alla centrale di polizia, chiedendo malamente ai detective cosa stanno facendo per trovare Sarah, l'ho trovato eccessivo. 

In generale non ho sviluppato empatia con i personaggi - sì, un po' con Sarah, ma non nella parte in cui sarebbe davvero contato. Sono tutti un po' monodimensionali ed è vero che essendoci solo il punto di vista di Sarah e Nick si perdono un po' le voci degli altri personaggi, ma dopo l'inizio non si sa più niente di Charlene e manca anche un vero epilogo che mostri le reazioni di quelli che conoscono Sarah. 

Sembra passare anche lo stereotipo (inverso rispetto a quello delle fiabe) secondo il quale le persone di bell'aspetto sono cattive e quelle invece di aspetto "normale" o "brutto" sono buone - addirittura, ad un certo punto, un personaggio si chiede perché questo non sia accaduto alla mean girl della situazione, come se certe cose alcune persone se le meritassero più di altre. Passa quindi un messaggio che ha insito un pregiudizio, che mette un gruppo di persone contro un altro per partito preso - in questo caso, la bellezza.

Il rapitore di Sarah fa delle cose orribili, è cattivo e crudele, ma nonostante ciò resta un personaggio di carta e basta - ha tutte le caratteristiche per appartenere ad un episodio di Criminal Minds, eppure la resa sembra quasi quella di un personaggio dei cartoni animati. Proprio perché la parte centrale è piatta e priva di tensione psicologica, non ci sono mai stati momenti in cui ho avuto seriamente paura - proprio perché le stesse scene e le stesse dinamiche tendevano a ripetersi, ogni volta che andava a trovare Sarah non c'era mai un brivido di terrore che mi facesse temere il peggio. 

Questo libro ha un messaggio davvero positivo, ma mi dispiace che la resa non sia all'altezza - e mi dispiace ancora di più perché la stessa autrice ha scritto nelle note che è ispirato a cose vere che ha subito lei: rapimento, segregazione, abusi, fame. Così come altre cose che ha scritto nel libro che non ho ancora letto perché rappresenta un trigger. 
 
Ci sono state parti che ho sottolineato perché mi sono ritrovata in Sarah all'inizio, quando deve affrontare i bulli: quando è sempre all'erta, quando è in tensione, quando capisce che sta per essere presa di mira - sia verbalmente che fisicamente. 
Sono cose in cui mi sono ritrovata perché le ho affrontate anche io, ho avuto anche io persone che mi hanno attaccata per il mio aspetto anche senza conoscermi - che mi hanno chiesto con che coraggio uscissi di casa e mostrassi la mia faccia al mondo. Potevo capire, sentire il suo disagio - e non con la stessa gravità, ma io ho sempre avuto una guancia più rossa dell'altra che ha sempre stonato con la mia carnagione pallida e che ogni volta, prima di uscire, copro con fondotinta e strati su strati di correttore. 

La storia è terribile - terribile nel senso che è vera e realistica, ispirata a cose orribili che purtroppo continuano ad accadere a ragazze che non sempre vengono salvate da altri o riescono a salvarsi da sole. Quindi è davvero un peccato che il modo di presentarla non sia stato all'altezza del messaggio che voleva trasmettere. 
Per questo ho di gran lunga preferito Jane Anonymous, letto all'inizio di quest'anno.
 

lunedì 3 agosto 2020

[Recensione] "By the Book" di Amanda Sellet

Dite pure ciao ad un libro che finisce dritto nella lista di quelli da comprare cartacei!


Titolo: By the Book
Autrice: Amanda Sellet
Data di uscita: 12 maggio 2020
Durata: 9H 57Min (Storytel Edition)
Editore: HMH
Link Amazon: https://amzn.to/2OLKGa1

Trama [tradotta da me]: In quanto devota lettrice di romanzi classici, Mary Porter-Malcolm sa tutto a proposito degli Errori Che Sono Stati Commessi, specialmente da impressionabili giovani donne. Così quando una ragazza nella sua nuova scuola quasi soccombe ai raggiri di un noto mascalzone, Mary inizia a compilare la Guida di Sopravvivenza alle Canaglie - un elenco di tipi letterari da evitare a tutti i costi.

Sfortunatamente, Mary è più brava a dispensare consigli che a seguirne—e il cattivo ragazzo numero uno sulla sua lista è terribilmente affabile. Mentre le sue migliori intenzioni vanno in fumo, Mary scopre che la vita non segue le stesse regole della finzione. Se vuole il lieto fine nella realtà, dovrà scriverselo da sola.



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Mi sentite fangirlare come una pazza? 
Ho ascoltato questo libro in due giorni e non ero neanche a metà quando ho capito che l'avrei comprato cartaceo per averlo come "libro coccola" ogni volta che ne sento la necessità - e per sentirmi di nuovo come alla mia prima lettura di Orgoglio e Pregiudizio


Mary è la penultima di cinque figli in una casa dove nessuno possiede un cellulare perché mantenere un piano telefonico per sette persone sarebbe davvero troppo dispendioso. 
I suoi genitori sono entrambi professori al college, le due sorelle gemelle più grandi Addie e Van sono due registe teatrali con la loro compagnia interamente dedicata a Shakespeare, l'altra sorella più grande Cam è all'ultimo anno di liceo e dedica la sua vita all'hockey su prato e il fratellino minore Jasper Orlando è all'ultimo anno di medie e la sua passione è mettere in imbarazzo Mary. 
Mary, dal canto suo, ha la passione per i libri - specialmente per i romanzi classici e non vede l'ora di essere lei finalmente protagonista di una storia e magari proprio della sua, visto quel po' di risentimento che prova per i genitori che hanno dato a tutti gli altri figli nomi collegati a Virginia Woolf mentre lei si ritrova incastrata con un banale "Mary". 

Mary sente che la sua occasione si sta per presentare quando i genitori le comunicano che la scuola che frequentava fino a quel momento - una sorta di esperimento educativo tenuto nel campus del college - ha chiuso per mancanza di fondi e ora Mary, a partire dal suo secondo anno di liceo, deve frequentare una vera scuola pubblica. 
Mary si sente come una debuttante che sta per fare il suo ingresso in società e pensa a tutti gli incontri e alle occasioni che le si potranno presentare davanti - e almeno avrà la sua amica Anjuli che la seguirà in questo nuovo percorso. 
Peccato che Anjuli la pianti in asso proprio il primo giorno in mensa, facendole capire quanto ritenga noiosa Mary a causa della sua passione dei libri e il lettore non può fare a meno di chiedersi se, nella sua ingenuità, Mary non abbia mai colto i segnali e Anjuli non sia mai stata sua amica. 

Lo stesso giorno, per caso, Mary ascolta parte di una conversazione che si sta svolgendo tra tre ragazze e non può fare a meno di intervenire - specialmente quando sente che una di loro è stata invitata ad uscire da Alex Ritter e Mary questo proprio non lo può permettere. Perché Mary conosce Alex, sa come si comporta e non può lasciare che un'altra ragazza caschi nella sua rete ed esca insieme ad un Vronskij di quel calibro - insomma, Mary non vuole mica vedere quella ragazza sotto un treno (anche se metaforico) come Anna Karenina! 

Le tre ragazze - Arden, Lydia e Terry - sono incuriosite ma allo stesse tempo scettiche, ma in breve tempo gli indizi forniti da Mary sembrano rivelarsi validi e allora Mary diventa la loro guida per riconoscere le canaglie che si spacciano da bravi ragazzi (con tanto di esempi tratti dai libri) e in cambio le ragazze faranno vivere a Mary una "stagione" di appuntamenti mondani che non può assolutamente mancare nella vita di ogni adolescente che si rispetti. 

Se soltanto Alex Ritter non spuntasse ovunque Mary vada...


Gente, io questo libro l'ho adorato! 
So che nessuno (specialmente adolescente) nella vita reale parla in quel modo così affettato, ma è proprio la particolarità di Mary e della sua ossessione per i romanzi classici - dove lei crede esistano tutte le risposte, salvo poi rendersi conto che la realtà è ben diversa e soprattutto piena di tante sfumature che nei libri non esistono. 

A dispetto di quello che si potrebbe pensare, questo libro è concentrato più sull'amicizia che sull'aspetto romantico. 
Mary - scaricata pubblicamente da Anjuli in quella che poi viene chiaramente riconosciuta come un'amicizia tossica - trova in Arden, Lydia e Terry delle vere amiche, che l'accettano così com'è. Ossessione per i classici compresa. 
Le tre ragazze poi sono fantastiche, ognuna con una personalità chiara e ben definita: Arden, spumeggiante come i suoi capelli rossi, ottimista, la prima ad abbracciare in toto le storie e le teorie di Mary e a volerle far vivere tutto ciò che si è persa fino a quel momento; Lydia, bionda e vestita sempre di rosa, che in realtà è un mastino quando si tratta di difendere le sue amiche e con un atteggiamento da no-nonsense come l'avvocato che vuole diventare; Terry, che sembra una principessa uscita da un cartone animato Disney capace di fare girare la testa a tutti, in realtà sogna di diventare una patologa forense, vede potenziali assassini e armi del delitto ovunque ed è sempre pronta a chiedere a Mary esempi di storie in cui tutti muoiono ammazzati. 
È stato davvero bello leggere dei loro momenti insieme e di come Mary si sentisse a suo agio in mezzo a persone che non la facevano sentire strana per i suoi modi di fare e di parlare un po' old-fashioned. Insieme vanno a caccia di ragazzi da classificare come buoni e cattivi seguendo gli esempi della letteratura, ma fanno anche cose "normali" come fare shopping o guardare un film.

E sì, si concentra sull'amicizia, ma i momenti romantici non mancano - anche se forse ne avrei voluto qualcuno in più e anche in questo caso, com'è stato per altri romanzi che ho letto, il punto di vista di Alex non avrebbe guastato per sentire la sua voce e cosa pensava. Però ho fangirlato come una scema lo stesso perché, come dice Anton - il costumista delle gemelle, ci sono i cattivi ragazzi ma ci sono anche i bravi cattivi ragazzi e Alex decisamente ricade in quest'ultima categoria, dimostrando che l'etichetta di Vronskij alla fine non è esattamente corretta. 

E Mary è davvero ingenua perché non si accorge di qualcuno che flirta con lei - si ritiene talentuosa nell'analizzare gli altri, ma quando è compresa lei nell'equazione è più cieca di una talpa. Il che ovviamente porta a tutti i fraintendimenti del caso. 
L'interesse di Alex l'avrebbe visto anche un cieco e io ero quasi lì che mi contorcevo per l'invidia - e gente, dove lo trovo un Alex Ritter?

È stato bello anche leggere dei momenti in famiglia, in cui tutti sono presi dalle loro cose e dalle loro vite, quasi svagati anche di fronte alle cose ovvie oppure ripetute una decina di volte, nella cui casa regna il caos più totale e anche gli amici vanno e vengono a loro piacimento, ma che ci sono sempre in caso di bisogno. 

Spero davvero che un giorno verrà tradotto e pubblicato in Italia perché By the Book di Amanda Sellet è un libro dolce, divertente, romantico, focalizzato sull'amicizia come pochi altri libri che ho letto ed è una dedica a tutti i romanzi classici - e sì, anche ai loro mascalzoni e alle loro canaglie che fanno soffrire le eroine. 

Che poi pure Mary pensa che quella tra Catherine e Heathcliff in Cime Tempestose sia una relazione tossica che porta tutti quanti ad essere miserabili anche generazioni dopo e io posso non adorarla per questo? 

lunedì 26 agosto 2019

[Recensione] "How It Ends" di Catherine Lo

Ormai lo sapete: io sono quella che infila dettagli personali della sua vita ovunque, anche quando deve recensire un libro. 
Ma ci sono libri che hanno bisogno - hanno bisogno di quei dettagli di Vita Vera per essere compresi e capiti da chi non li ha ancora letti oppure non ha sperimentato le stesse cose. 

Quindi niente, io ve lo dico: quella che segue è una recensione che non ha nulla di asettico e analitico.


Titolo: How It Ends
Autrice: Catherine Lo
Data di uscita: 13 giugno 2017
Data di uscita originale: 7 giugno 2016
Pagine: 304 (copertina flessibile)
Editore: HMH
Link Amazon: https://amzn.to/2F35oeb

Trama [tradotta da me]: Ci sono due versioni di ogni storia.

È amicizia a prima vista tra Jessie e Annie, la dimostrazione del vecchio proverbio secondo il quale gli opposti si attraggono. La timida e ansiosa Jessie darebbe di tutto pur di avere la bellezza e la sicurezza in se stessa di Annie. E Annie pensa che Jessie abbia la vita perfetta, con la sua famiglia unita e i suoi voti stellari. Sono migliori amiche per sempre... fino a quando improvvisamente non lo sono più. Raccontato tramite i punti di vista alternati, How It Ends è la storia di un'amicizia dal primo incontro fino alla rottura. Ambientata in un tumultuoso secondo anno di scuola superiore segnato da bullismo, ragazzi e pugnalate alle spalle, è una storia veloce ma toccante su ciò che accade quando le amiche scelgono le supposizioni e le paure invece di loro stesse e del loro rapporto.

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Ci sono storie che per me contengono argomenti oppure elementi trigger - spesso (quasi sempre) sono io a cercarle perché cerco qualcosa di catartico, qualcosa che mi dia sollievo e risposte che non ho mai avuto, ma spesso non mi rendo conto di quanto quel trigger sia sensibile e di ciò che può provocare. 

L'amicizia - e la rottura di essa - è uno di quelli. 


Annie si è trasferita da poco dalla città in periferia con suo padre, la sua matrigna e la sua sorellastra. Specialmente con la matrigna non va d'accordo, che sembra tollerarla solo perché figlia del marito. O forse ci prova anche Madge ad esserle d'aiuto, ma ogni suo tentativo viene visto come un'interferenza o una cattiveria. Il problema è che ad Annie manca sua madre, morta sei anni prima. Il problema è che Madge non le assomiglia affatto e le manca quella figura materna che la faceva sentire unica e speciale. E il primo giorno di scuola Annie decide di vestirsi come una ribelle, tutta di nero e con la rabbia verso Madge che sembra sprigionarsi dalla sua persona facendola apparire una tosta. 

Ed è così che Jessie la vede - come una tosta che non ha paura di niente, al contrario di lei che invece soffre di ansia e la scuola le fa paura non per i compiti e le interrogazioni, ma perché i bulli la tormentano dalle medie. 

Annie vede una ragazza che non si preoccupa del trucco e non sembra concentrata su se stessa come tutte le altre; Jessie vede una ragazza che inaspettatamente le rivolge la parola e sembra felice di farlo, arrivando subito a difenderla contro un insulto verbale. 

E diventano amiche, scoprendo di avere in comune la passione per i libri e per le citazioni - di cui Jessie ha un muro della sua stanza tappezzato. Jessie invidia la sicurezza che Annie mostra al mondo girando a testa alta; Annie invidia la famiglia solida di Jessie e le serate che passano insieme. 
Hanno tanto in comune e allo stesso tempo si completano con le loro differenze, ma in qualche modo finiscono per tacersi alcune cose - Annie non sempre racconta di come vanno davvero le cose a casa e di come si sente o di quello che le accade quando non è con Jessie, Jessie invece non vuole confessare di essere depressa e di essere sotto farmaci per la sua ansia per paura che Annie la veda in modo diverso e la abbandoni. 

Ma le settimane passano e Annie sembra fare amicizia proprio con le due ragazze che hanno sempre reso la vita di Jessie un inferno - quelle due, Courtney e Larissa, che prima erano sue amiche e poi le hanno voltato le spalle. E Jessie ha paura che Annie farà lo stesso e non capisce come possa non vedere la loro cattiveria ed essere loro amica. Allo stesso tempo Annie non capisce perché non possono essere un unico gruppo di amiche, obbligandola quindi a sentirsi in colpa e a dividere il suo tempo e le sue attenzioni tra loro, e perché Jessie non vede che sono cambiate, perdonando e dimenticando qualcosa successo alle medie. 

Ed è la prima di tante crepe che porteranno due amiche inseparabili a non sapere più comprendere e comunicare con l'altra. 


Come si dice in inglese, questo libro hit too close to home
So che questi libri con determinati argomenti a me fanno un certo effetto, ma non mi aspettavo lo tsunami che mi ha poi colpita. 

Con il passare degli anni - e degli incubi - ho capito perché il mio sogno incubo ricorrente di essere di nuovo a scuola veda protagonisti i corridoi del liceo con i miei compagni di classe delle medie. Perché alla fine tutto è cominciato lì. 
Jessie e Annie hanno quindici anni, quasi sedici, e sono al secondo anno di scuola superiore. Ma i suoi problemi Jessie se li trascina dietro dalle medie. 

Ho rivisto me in Jessie, ho sottolineato pagine intere narrate dal suo punto di vista e ho rivisto la mia storia - e la mia amicizia con E - srotolarsi come il nastro di un vecchio VHS.
Forse perché le situazioni famigliari di Jessie e Annie assomigliavano per certi aspetti anche alla mia e a quella di E, forse perché in Jessie ho rivisto tutte le mie ansie e le mie paure e le mie paranoie e in Annie tutto quello che lei non riusciva a capire di Jessie e che E non riusciva a capire di me. 

Non tutto era uguale, motivo per il quale anche per Annie sono riuscita a provare empatia e tenerezza in diverse occasioni, ma è stata Jessie quella che davvero mi ha stretto il cuore perché io la capivo. Ci sono passata quindi la capisco - a chi non l'ha vissuto forse potrà sembrare che le situazioni siano esagerate, ma non lo sono. 

Ci sono scene che sembrano prese dalla mia vita, come quella di Annie che vuole creare un unico gruppo e ho rivisto E che all'inizio mi coinvolgeva nelle sue uscite con i suoi nuovi compagni di classe e amici - che a lei non dicevano niente perché la consideravano "forte", ma che prendevano sempre di mira me. Ho rivisto me a 16/17 anni, costretta a sedere ad un tavolino del pub con sua sorella minore e il suo nuovo ragazzo, che faceva parte del gruppo che a scuola mi prendeva in giro e che una volta mi ha messo le mani addosso. E ho rivisto il momento in cui E non aveva fatto niente, il momento in cui la colpa era mia perché non mi sforzavo di integrarmi e di superare la cosa. 

Questo libro ha saputo colpire nel profondo dove fa più male, ma è stata comunque un'esperienza catartica che mi ha fatto bene. 
Ho capito di non essere l'unica ad avere avuto problemi nel settore amicizia, ho capito come mi vedeva E quando non andavo oltre il mio egoismo adolescenziale e forse per questo non ero in grado di essere una buona amica - ho visto quanto ancora quei problemi mi limitino e mi impediscano di essere l'amica che invece credevo di essere. 

How It Ends è un libro che cattura perfettamente la natura dell'amicizia femminile, di quanto sia difficile il liceo, di quanto il nostro egoismo desideri che i nostri amici siano solo nostri senza doverli condividere con qualcun altro - di quanto ci sentiamo traditi quando loro escono con qualcun altro e non ci coinvolgono. E invece sono persone anche loro, con una loro vita che non deve essere sempre e per forza intrecciata alla nostra e con i loro problemi - e non sempre la nostra percezione di loro è corretta, facendo scontrare le nostre aspettative su di loro con la realtà, creando quindi una tempesta che non sempre siamo in grado di navigare e superare. 

Jessie e Annie sono state lo specchio del mio passato e il finale che avrei voluto.
Non sono cinque stelle piene perché forse avrei voluto vedere la loro amicizia svilupparsi un po' più a lungo all'inizio prima di tutti gli eventi che sono seguiti, ma resta comunque un libro che non dimenticherò mai.