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lunedì 7 marzo 2022

[Recensione] "Here's to Us" di Becky Albertalli & Adam Silvera

Non credevo che oggi saremmo stati qui con questa recensione, ma invece ci siamo.
 
 
Titolo: Here's to Us
Serie: What If It's Us #2
Autori: Becky Albertalli & Adam Silvera
Data di uscita: 28 dicembre 2021
Durata: 10H 9Min (Storytel Edition)
Editore: Quill Tree Books
Link Amazon: https://amzn.to/36VoXZx

Trama [tradotta da me]: Ben è sopravvissuto al suo primo anno di college, ma si sente più bloccato che mai. Le lezioni sono faticose, il suo lavoro part-time alle dipendenze di suo padre è ancora peggio e il suo migliore amico Dylan si sta comportando in maniera strana da settimane. L'unica luce di Ben è il suo partner di scrittura Mario, che gli sta dando un sacco di lezioni di spagnolo e ancora più baci. I grandi sogni hollywoodiani di Mario stanno facendo sognare più in grande anche Ben—e le scelte che compie oggi potrebbero essere la chiave per ridefinire il suo futuro. Allora perché non riesce a smettere di pensare a un certo ragazzo del suo passato?

Arthur è tornato a New York per la prima volta in due anni, pronto a conquistare il mondo del teatro come il miglior . . . tirocinante dell'assistente di un regista di off-off-Broadway del mondo. Certo, fa schifo trascorrere l'estate lontano dal suo dolce e affidabile ragazzo, Mikey, ma sa che la loro relazione è forte a sufficienza da sopportare la distanza. Ecco perché non è un gran problema quando il suo ex-ragazzo Ben rientra in scena. E va assolutamente bene il fatto che Ben beatamente felice con un misterioso ragazzo. I primi amori sono speciali, ma è decisamente troppo tardi per i "e se?". Giusto?

Mentre i ragazzi cercano di scrollarsi di dosso il passato, continuano ad incappare l'uno nell'altro nel presente. Si tratta forse dell'universo che cerca di dire loro che c'è un'altra possibilità nel loro futuro?
 
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What If It's Us era stato il mio primo libro del 2021 - e l'avevo amato. E il finale, pur non rientrando nel classico happy ending, mi aveva soddisfatta perché l'avevo trovato molto realistico per due ragazzi di sedici e diciassette anni che devono ancora sperimentare il mondo e la vita. 
 
Però il mio cuoricino atrofizzato ogni tanto si risveglia e alla notizia che ci sarebbe stato un sequel, ho letteralmente esultato. Diciamocelo: se leggo fanfiction, è perché cerco quel lieto fine nelle mie ship che i vari show televisivi non hanno dato loro.
 
Non so se questo sequel fosse nei piani della Albertalli e di Silvera fin dall'inizio o se sia stato scritto per accontentare coloro che non avevano amato l'epilogo di What If It's Us - e lo dico perché in questo sequel la trama è un po' assente e Arthur e Ben passano tutto il tempo a ricordare l'estate in cui si sono conosciuti. E quando non lo fanno si incontrano - per sbaglio o per caso - nel presente oppure cercano di andare avanti con le loro vite e ognuno di loro ha una storia di cui l'altro non fa parte. Invece il bello di What If It's Us era stato portare queste due vite ad incontrarsi, scontrarsi ed unirsi.  
 
Ma veniamo ad Here's To Us
 
 
Sono passati due anni da quando li avevamo lasciati alla fine del primo volume. Scopriamo che all'inizio hanno continuato a tenersi in contatto con videochiamate e messaggi e che hanno provato a tenere in piedi una relazione a distanza tra New York e Georgia. Sono stati amici e hanno continuato a sentirsi, ma il fatto che poi Arthur abbia cominciato il college in Connecticut non ha portato la loro relazione su un piano diverso - anzi, Ben sembrava quasi allontanarsi e a trovare scuse per non vedersi di persona e pian piano non solo la loro "relazione" si è rotta, ma anche la loro amicizia. Quando incontriamo Arthur a fine maggio scopriamo che Ben non aveva mai risposto al suo messaggio di auguri per il compleanno e scopriamo anche, con il tempo, che entrambi hanno una visione ben diversa di quando e come la loro storia sia andata in frantumi. 
 
Arthur sta con Mikey da diversi mesi, ma ci ha messo diverso tempo a mettergli l'etichetta del suo ragazzo e ancora sente che qualcosa non ha fatto click - ma forse è solo perché nessuna relazione può essere come il tuo primo amore oppure eccitante come uno spettacolo a Broadway. 
Ben ci ha messo parecchio a riprendersi dalla sua rottura con Arthur e solo recentemente le cose con Mario si sono fatte fisiche e più intime - non stanno insieme e Ben non vuole chiedere chiarezza per paura di sentirsi dire che Mario non è coinvolto tanto quanto lui. 
 
Rivedersi a New York e proprio nei luoghi che hanno visto nascere la loro storia è per Ben e Arthur uno shock - soprattutto perché l'universo sembra mettercela tutta per riportarli all'estate di due anni prima. Ma entrambi hanno altre storie, la vita va avanti - però non parlarsi più e non essere più l'uno nella vita dell'altro fa ancora più male, soprattutto quando ancora riescono a capirsi con uno sguardo.
 
 
Se mi conoscete un po' e conoscete i miei gusti e i libri che leggo, non sono una fan del second chance romance. Un po' perché ritengo che il primo amore sia irripetibile e tale debba restare - o si resta insieme per sempre oppure, quando ognuno va per la sua strada, poi non si torna indietro. Mi è difficile pensare al mio primo amore e immaginarci oggi insieme - per quanto ancora mi batta un po' il cuore se ripenso a lui, razionalmente so che è passata troppa acqua sotto i ponti. Se si tratta però di alcuni dei miei personaggi preferiti però sono disposta a buttare tutto alle ortiche.  
 
Ammetto che per una parte di me è stato molto difficile leggere di Arthur e Ben con altre persone quando mi sentivo la rappresentazione vivente del meme "NOW KISS" che avvicina a forza due personaggi perché si bacino. Per carità, Mikey e Mario sono stati due ragazzi splendidi, assolutamente adatti alle persone che Arthur e Ben sono diventate. Eppure... Eppure il mio cuore non smetteva di fare il tifo per Arthur e Ben e per quell'universo che li riportasse insieme. 
 
Come dicevo all'inizio, qui non c'è molta trama a differenza del primo: ci sono Arthur e Ben che si studiano, che ricordano chi erano e che rivedono nell'altro cose che hanno amato o che ancora conoscono oppure aspetti nuovi che si sono persi nella lontananza. Entrambi sono un disastro con i loro sentimenti ed entrambi fanno dei gran casini - specialmente quando viene ricordata la loro relazione a distanza si nota una palese mancanza di comunicazione che non viene esattamente affrontata e Mikey, sebbene gli abbia preferito Mario sotto molti aspetti, meritava sicuramente di meglio. 
 
Non ho trovato in loro una gran crescita o maturità, ma restano comunque due ragazzi di diciotto anni che ancora non sanno come funziona una relazione e incredibilmente segnati dall'amore di un'estate speciale - e qui li posso fin troppo comprendere. 
 
Ho amato però ritrovarli, ho amato passare del tempo con loro, ho amato passare del tempo a New York, ho amato ancora tutti i riferimenti a Hamilton, a Lin-Manuel Miranda, a Dear Evan Hansen e quella che probabilmente era una citazione autoreferenziale a They Both Die at the End (L'ultima notte della nostra vita in italiano) dello stesso Silvera. 
E a proposito di Dear Evan Hansen, ho amato come anche questo sequel abbia mantenuto la tradizione dei versi di Only Us come "titoli" delle varie parti in cui è diviso il romanzo. Spettacolare la narrazione di Froy Gutierrez come Ben e Noah Galvin come Arthur - in questo caso, essendo Arthur il fissato dei musical e Noah Galvin uno dei gli interpreti di Evan Hansen, ogni volta che veniva nominato il musical sorridevo come una scema. 
 
Ho anche amato i personaggi secondari, ma in particolare ho amato Dylan - Dylan è Dylan e senza di lui il libro perderebbe tutta la verve e tutti i momenti più comici ed esilaranti. L'amicizia tra lui e Ben resta uno dei capisaldi questa serie. 
 
Here's to Us era un sequel necessario? No. 
Mi è piaciuto? Sì, anche se non mi ha fatta sognare tanto What If It's Us, mi ha comunque incantata in diversi momenti e ho amato ritrovare Arthur e Ben e l'epilogo - entrambi - è ciò che il mio cuoricino atrofizzato in fondo ha sempre voluto. Ad avercelo un amore per cui l'universo si fa in quattro! 
 

sabato 18 settembre 2021

[Recensione] "Meet Cute Diary" di Emery Lee

Ve l'avevo promessa per giovedì, ma avendo pubblicato tardi il WWW Wednesday non ho voluto fare due post troppo ravvicinati - e poi, diciamoci la verità, questa recensione l'ho scritta proprio giovedì pomeriggio, quindi...
 
 
Titolo: Meet Cute Diary
Autrice: Emery Lee
Data di uscita: 4 maggio 2021
Durata: 7H 03Min (Storytel Edition)
Editore: Quill Tree Books
Link Amazon: https://amzn.to/3ng7X6r

Trama [tradotta da me]: Felix Ever After incontra Becky Albertalli in questa estasiante e sincera rom-com su come il primo amore di un adolescente transgender mette alla prova le sue idee su come dovrebbe essere una relazione perfetta.

Noah Ramirez pensa di essere un esperto di storie d'amore. Deve esserlo per il suo famoso blog, il Meet Cute Diary, una collezione di "e vissero tutti felici e contenti" trans. C'è solo un problema—tutte le storie sono false. Quello che era cominciato come le fantasie di un ragazzo trans spaventato all'idea di uscire allo scoperto, è poi diventato un faro di speranza per i lettori trans di tutto il mondo.

Quando un troll smaschera il blog come finzione, il mondo di Noah va in pezzi. L'unico modo per salvare il Diario è convincere tutti quanti che le storie sono vere, ma non ha nessuna prova per farlo. Poi Drew entra nella vita di Noah e tutti i pezzi vanno al loro posto: Drew si rende disponibile ad uscire per finta con Noah per salvare il Diario. Ma quando i sentimenti di Noah si evolvono in qualcosa che va al di là della loro storia d'amore costruita a tavolino, si rende conto che uscire con qualcuno nella vita reale non è esattamente la stessa cosa che trovare l'amore su una pagina.

In questo affascinante romanzo scritto da Emery Lee, Noah dovrà scegliere tra seguire le proprie regole in amore oppure scoprire che i finali più romantici sono quelli che non seguono una sceneggiatura.
 
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Dunque: io ero partita carichissima con questo libro perché aveva tutti i tropes che normalmente amo in un romance YA. Poi mi sono smontata come la panna. 

Noah si dimostra ben presto un personaggio insostenibile: non solo è sempre attaccato al telefono, non sono parla del Diario in ogni singola frase che pronuncia e la mette giù come se il mondo dovesse andare in fiamme se non salva il suo blog, non solo ha un ego grande come tutti gli Stati Uniti e dà tutti quanti nella sua vita per scontati, non solo dà a noi Millenials dei decrepiti con un piede nella fossa... ma non è neanche capace di camminare per venti minuti senza aver bisogno di chiamare un Uber. 

Seriamente: lui è a Denver in Colorado con il fratello Brian che deve iniziare il college mentre i loro genitori organizzano il trasloco dalla bigottissima Florida alla più liberale California e ha disposizione una carta di credito con 400 dollari per provvedere al cibo durante l'estate. Bene, lui 400 dollari li fa secchi in una settimana a suon di passaggi in Uber per la ricerca di location in cui ambientare i suoi finti Meet Cute. Poi si lamenta che sua madre non gli vuole ridare la carta di credito ed è estremamente oltraggiato dalla proposta di trovarsi un lavoro e ingrato nei confronti di Brian quando questo gli trova un lavoro al campo estivo dove lavora anche lui. 

Ora: è vero che anche io sono ancora dipendente economicamente dai miei genitori alla mia "veneranda età" perché qui, se non è stagione turistica, è difficile trovare qualcosa di stabile. Ma è anche vero non spendo 400 euro alla settimana in Uber e di sicuro non chiamo i miei genitori "la mia banca" come fa Noah. 

Anche le grandiose premesse del Meet Cute Diary iniziano presto a cadere come pedine del domino: se quando viene smascherato - perché poi ha la fantasia di un bradipo e ambienta tutte le sue storie a Miami e tutte hanno protagoniste coppie M/M e non F/F o M/F - perde migliaia di follower al giorno, possibile che con un seguito del genere e anni di attività, nessuno gli abbia mai fornito tramite un Ask in anonimo su Tumblr la sua storia di Meet Cute così da rendere le storie pubblicate almeno in parte vere e con esperienze reali?

Anche la storia con Drew è di un cringe assurdo: non solo si tratta di un instalove con tanto di dichiarazioni d'amore immediate, ma Drew capisce di avere davanti l'autore del Meet Cute Diary solo leggendo un paio di storie in cui è certo di riconoscersi e subito si dichiara un grande fan e volenteroso nell'aiutare Noah a mettere a tacere i troll mettendo in scena la più grande storia d'amore EVAH. L'ho già detto cringe?
Che poi dopo Noah accusa Drew di aver mentito - cosa che in effetti ha fatto - ma Noah allora? Perlomeno la loro storia serve a dare una rappresentazione di cosa significa vivere una relazione tossica. 

A salvare in parte questo libro ci sono Brian, Becca e Devin. 

Brian, il fratello di Noah, è fin troppo generoso e comprensivo e ha il suo momento più alto quando difende Noah da diversi commenti transfobici che gli costano anche una persona a cui teneva - e che Noah non mai nascosto di disprezzare.
Becca è la migliore amica di Noah, il quale pretende che risponda ogni volta che la chiama e la tartassa quando non può perché sai, magari è impegnata con la sua vita e Becca ad un certo punto è costretta a fargli un discorsetto - ma no, Noah è tutto un buahhhh, il mondo ce l'ha con me!

Devin, oh Devin - se il libro avesse avuto te come protagonista invece di Noah, sarebbe stato tutto molto più interessante. 
Descrivere Devin in italiano è difficile perché non abbiamo pronomi neutri quindi userò qualcosa che ho visto in un'altra recensione di un altro libro con un personaggio non-binario: lxi. Il genere assegnato alla nascita a Devin è quello maschile, ma per un po' ha pensato di essere una femmina e ha fatto coming out come trans. Per certe persone è difficile capire esattamente chi si è e Devin sta ancora lottando per capirlo - oltre a lottare ancora contro i ricordi del bullismo a scuola che l'hanno spint* quasi al suicidio, l'ansia e gli attacchi di panico. Devin prima si definisce non-binary, ma anche quella è un'etichetta che non sente sua - i suoi pronomi (in inglese) cambiano da they/them a xe/xem fino ad arrivare a e/eir/em. 
Devin è estremamente sensibile, dolce ed è il personaggio che sicuramente si meritava più di tutti gli altri di essere esplorato - continua ad essere gentile con Noah anche quando questo palesemente non se lo merita. 

Insomma, è stato un ascolto piacevole che dura il tempo di un'estate in Colorado e a me piacciono i personaggi unlikeable, ma c'è unlikeable e unlikeable e Noah decisamente NON cade nella categoria che piace a me - sempre a parlare del Diario, sempre attaccato al telefono, sempre concentrato su stesso e neanche un accenno di crescita personale. 
Ho apprezzato comunque l'idea del Diario in sé, un posto sicuro in cui chi viene discriminato ed è oggetto di transfobia può sperare e sognare il suo lieto fine e Noah aveva tutte le possibilità e le occasioni per farlo diventare reale invece di continuare a mantenerne strettamente le redini mentendo.

L'intento era nobile, l'esecuzione... no. 
A salvare questo libro ci sono solamente i personaggi secondari.

lunedì 13 settembre 2021

What's on my bedside table? #93 | "Meet Cute Diary" di Emery Lee

Questa rubrica non vede la luce di metà giugno e quindi, ora che forse sono tornata ad avere una sorta di ritmo, è giunto il momento di rispolverarla

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Meet Cute Diary" di Emery Lee
Uno young adult a tematica LGBT+.


SONO A... 
Pagina 3H 16Min. Sono praticamente a metà e se inizialmente ero partita davvero carica, ora il protagonista inizia a darmi veramente sui nervi. Non fa che parlare del suo blog - seriamente, lo cita in ogni frase che pronuncia. E poi sta sempre attaccato al cellulare - ma ehi, io sono un Millenial e non appartengo alla GenZ come lui, quindi per Noah ho automaticamente un piede nella fossa e non posso capire.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
...l'avevo desiderato quando fu messo inizialmente su NetGalley - non ho potuto leggerlo allora quindi ho rimediato con l'ascolto su Storytel.