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mercoledì 21 novembre 2018

WWW.. Wednesday! #120

Ho freddo e ho sonno e ho ancora più freddo e ho ancora più sonno e buon mercoledì e un buon WWW Wednesday a tutti voi! 

Sta iniziando a prendermi un attacco d'ansia natalizia e intanto sto cercando di non spendere tutti i miei soldi in DVD, dal momento che il prezzo di molti di quelli che mi interessano si è abbassato. 
A questo punto devo forse ringraziare qualche potere superiore che non è successa la medesima cosa ai prezzi dei libri e che per questo non sono ancora sotto un ponte?
SPOILER: ho trovato un libro che avevo in wishlist a 3,16€ - che facevo, lo lasciavo? 

Ma non parliamo di cose che non sono ancora tra le mie mani perché devono ancora essere ordinate e spedite, parliamo piuttosto delle mie letture!


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho concluso The Quiet You Carry di Nikki Barthelmess - che ho letto in anteprima grazie a NetGalley dal momento che uscirà a marzo 2019. Non è un libro leggero, è un libro che contiene tematiche forti e che ho segnalato con cura per avvisare i lettori di quello a cui vanno incontro - che però non impedirà alla sottoscritta di comprarlo cartaceo. Recensione QUI.
Ho poi letto Canzoni senza musica di Andrea Valente - non posso dire esattamente di esserne rimasta delusa perché è colpa mia che non ho letto tutta la trama e quasi mi sono fermata al titolo e alle prime righe della quarta di copertina, ma mi aspettavo forse qualcosa di diverso anche se comunque non sono mancate alcune cose positive. Recensione QUI.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Credo di essere circa a metà con Ti odio, anzi no, ti amo! di Sally Thorne - e dico "credo" perché ieri non ho avuto neanche il tempo di aprire il libro. Come sapete il romance non è il mio punto forte, ma il trope "enemies to lovers" è sempre stato uno dei miei guilty pleasures e devo ammettere che mi sta strappando diversi sorrisi nonostante gli inevitabili e immancabili clichés. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Dopo lo zucchero che sto leggendo e prima di darmi alle letture di Natale - di cui subito una ad inizio dicembre per via di un progetto a cui partecipo - tornerò a rivolgermi ancora alle mie letture (inedite) da mattone sullo stomaco.
Prima sarà la volta di Skyscraping di Cordelia Jensen - libro scritto in versi e ambientato nel 1993, in cui la protagonista scopre il padre con il suo amante e la battaglia che il genitore deve affrontare contro l'HIV.
Poi sarà la volta di Close Your Eyes di Nicci Cloke - questo invece parla di un gruppo di adolescenti e di una sparatoria a scuola. 

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Benissimo lettori, anche per oggi abbiamo finito! 
Non mi sento praticamente più le mani da quanto sono fredde e quindi lascio la parola a voi: ditemi com'è stata la vostra settimana di letture oppure lasciatemi il link del vostri post - il tempo di prendere un tizzone ardente dal camino per ridare un po' di calore e sensibilità alle mie dita e sarò da voi a ricambiare la visita! 
Cheers! :)

lunedì 19 novembre 2018

[Recensione] "Canzoni senza musica" di Andrea Valente

Un buon inizio di settimana, miei cari lettori! 

Quella che seguirà sarà, assai incredibilmente, forse la recensione più corta che io abbia mai scritto - d'altronde non può essere altrimenti visto che non è possibile scendere nel dettaglio trattandosi di trenta racconti. 

Confesso che mi era quasi sorta la voglia di inserire il libro in un prossimo appuntamento del BRT, ma dopo vari ripensamenti sono andata sul "classico".


Titolo: Canzoni senza musica
Autore: Andrea Valente
Data di uscita: 13 marzo 2018
Pagine: 140 (copertina rigida)
Editore: Rizzoli
Link Amazon: https://amzn.to/2DBAOfz

Trama: Tre amici che anno dopo anno si incontrano nel bar in cui si sono conosciuti il primo giorno di liceo, per scattare una foto che celebri il loro legame nonostante gli inciampi della vita; un ragazzo che come in una vecchia tradizione indiana eredita da un anziano amico appena morto un eccezionale talento per il liscio; una ragazza che dalla finestra della sua classe sogna il mondo oltre alberi, case e confini... Andrea Valente ritorna con trenta storie sospese tra sogno e realtà, che parlano di amicizia, primi amori ed eterne passioni, senza mai dimenticare i colori caldi del sorriso.


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Ammetto che sono stata un po' superficiale nel leggere la trama all'inizio - visti i miei trascorsi e le mie preferenze di lettura, come ho visto le parole "anno dopo anno" e "liceo" mi sono fatta questi mille castelli in aria di incontri e rimpatriate malinconiche e cose che forse si vedono solo nei film americani e ho finito con il tralasciare il resto, scoprendo poi di essermi lanciata nel buio. 

Invece quella è solo una delle storie che compongono il libro - e cara Rizzoli, te lo devo dire, per un volumetto di così poche pagine e scritto in grande con tanti spazi bianchi, 15€ di copertina sono un furto. 

Comunque. 

Sono trenta storie diverse: alcune più serie, altre mi hanno strappato una risata, alcune mescolano Medioevo e personalità illustri della storia e della letteratura e dell'arte con la tecnologia moderna, altre sono ai limiti dell'assurdo e del surreale tanto da sembrare - o essere? - voli pindarici. 

Credo che ognuno possa trovare qualcosa di sé in almeno un racconto perché si parla di scuola, primi amori, occasioni mancate, fantasia, crescita, aspirazioni e sogni, affermazione di sé e incertezza nel trovare la propria strada, scelte, famiglia, amicizia. 

Sono conscia che forse non piacerà a tutti - sia per il fatto che non tutti amano i racconti e che io stessa sono rimasta stranita a volte con un paio di loro, ma quello che dà il via alla trama che leggete sopra - "I tre della foto" - è stato il mio preferito e quelle 3-4 pagine sono state capaci di farmi venire i brividi lungo la schiena. 

Le volte che mi è capitato di fare qualcosa per l'ultima volta, se solo avessi saputo che sarebbe stata l'ultima volta, probabilmente avrei fatto in modo che non fosse davvero l'ultima volta.