giovedì 13 ottobre 2016

Throwback Thursday: "Slam" di Nick Hornby

Continua la mia rassegna di Throwback Thursday dedicata ad un autore che apprezzo particolarmente: Nick Hornby
Dopo How To Be Good e About A Boy, oggi è invece il turno di Slam.

Tradotto in italiano con il titolo Tutto per una ragazza, sempre dalla casa editrice Guanda, l'ho letto in lingua ad inizio 2015.   

Throwback Thursday è ideata da The Housework Can Wait e Never Too Fond of Books.
Rubrica del giovedì in cui parlo di libri che ho recensito solo su Goodreads o altrove, in quanto ancora non avevo un blog in cui parlarne.


Titolo: Slam
Autore: Nick Hornby
Data di uscita: 2010

Data di uscita originale: 2007
Pagine: 293 (copertina flessibile)
Editore: Penguin Books

Trama [tradotta da me]: 'C'era questo momento nel quale ogni cosa sembrava essere al posto giusto. E ovviamente era ora di rovinare tutto.'

Sam ha sedici anni ed è uno skater. Giusto per essere chiari: lui non pattina, va sullo skateboard. Non c'è ghiaccio coinvolto. La vita di Sam sta andando bene - sua mamma si è liberata del suo pessimo fidanzato, lui sta pensando al college e ha incontrato qualcuno: Alicia. 
E poi accade un piccolo incidente. Uno con grandi conseguenze per qualcuno che sta ancora cercando di trovare la sua strada nella vita. Sam non può correre (nemmeno sullo skate) via da questo incidente. È un ragazzo che si ritrova davanti i problemi di un uomo e la domanda è: ha quello che serve per affrontarli? 


È stato il terzo libro di Nick Hornby che ho letto ed è stato quello con cui mi sono relazionata meno.
Non so perché, forse perché non ho figli e non ho intenzione di averne in futuro. Certe persone non sono nate per essere genitori e io sono abbastanza onesta nell'ammettere che non sono nata per diventare madre.

Sam commette lo stesso "errore" di sua madre e diventa genitore a sedici anni. Non c'è fuga da qualcosa del genere, nemmeno sul suo fedele skateboard. Sam è un ragazzo di sedici anni che a volte è un po' troppo ingenuo e anche egoista (come dovrebbe essere, diciamoci la verità), padre di un bambino piccolo e io sono una ragazza single di quasi 26 anni [all'epoca della recensione inglese scritta su Goodreads il 21 gennaio 2015 che trovate QUI]: non abbiamo niente in comune.
Avevamo in comune il non voler essere genitori, ma poi la sua ragazza è rimasta incinta e c'è voluto del tempo, ma alla fine ha accettato l'idea e le sue responsabilità. Non penso che io lo potrei fare, per questo sono abbastanza onesta nel dire che non voglio essere un genitore: meglio essere senza figli piuttosto che essere una cattiva madre.

Nonostante questo, è stata comunque una lettura piacevole perché adoro troppo il sense of humor di Hornby e la sua sagacia. Non avevo niente in comune con nessuno dei personaggi e ho avuto spesso l'istinto e la voglia di prendere a ceffoni Alicia quando era troppo capricciosa e cambiava umore come qualcuno si cambia i calzini - e capisco gli ormoni e la gravidanza, okay (no, in realtà no), ma volevo schiaffeggiarla sin dalla sua prima apparizione - però ho riso. Forse persino quando non avrei dovuto.

Avevo intenzione di dargli tre stelle perché, come ho detto, questo è stato il libro con cui ho avuto meno in comune ma, andiamo, si tratta pur sempre di Hornby.
Poi sono arrivata alla fine e come sempre sono rimasta affascinata dal modo in cui Hornby riesce a scrivere delle imperfezioni delle persone e delle loro vite. Mi piace sempre come Hornby riesce a descrivere l'amore, le relazioni, i loro cambiamenti e le eventuali conclusioni delle stesse.

Alla fine Sam fa la cosa giusta e resta, quando invece è nella mia natura scappare sempre nel momento in cui le cose si fanno difficili.
È stato l'ultimo capitolo a farmi cambiare idea riguardo alle tre stelle, con uno scorcio del futuro di Sam e la sua comprensione del fatto che questa potrà anche non essere la vita che voleva ma che può avere e ottenere ancora molto e poi, ehi, non è così male.
Giorno dopo giorno, scelta dopo scelta, può ancora vivere la sua vita e non semplicemente sopravvivere come temeva di dover fare


"Sometimes you know you will remember moments for ever, even if there's nothing much happening."



Non l'ho ancora letto, ma quando sono incappata nella trama di Tieni per mano il mio cuore di Jay McLean ho avuto immediatamente un flashback di Slam
Entrambi i protagonisti sono due ragazzi giovani che si ritrovano ad essere improvvisamente padri, ma gli atteggiamenti verso la cosa non potrebbero essere più diversi - almeno da quello che ho percepito del libro di Jay McLean perché, appunto, non l'ho ancora letto. 


Anche per questo Throwback Thursday è tutto. 
Mi manca ancora un libro di Nick Hornby di cui parlarvi prima di arrivare al fantomatico High Fidelity che tengo per ultimo - anche se tecnicamente sarebbe il primo che ho letto e ne avrei ancora due da leggere. 
Ma non troverete Nick Hornby e uno dei suoi libri protagonisti la settimana prossima, bensì troverete la recensione di Fangirl di Rainbow Rowell - e per me sarà un Throwback Thursday perché l'ho letto l'anno scorso in lingua. 

Alla prossima! :) 

4 commenti:

  1. Ciao Aliceee che bello leggere quanto sei affezionata a questo autore, la prossima volta che vedrò un suo libro in libreria non penso che lo poserò di nuovo sullo scaffale <3

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    1. Dovresti iniziare da High Fidelity - io lo amo.

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  2. Grazie per la scoperta, non lo conoscevo proprio... mi avvicinerò di sicuro! Bacio
    http://pazzadimoda.blogspot.it/?m=1

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    1. Mi fa piacere averti fatto scoprire un nuovo libro! :)

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