lunedì 24 ottobre 2016

What's on my bedside table? #7 | "Wild Awake" di Hilary T. Smith

Buon inizio di settimana a tutti voi! Come andiamo?
Il mio umore recentemente non è dei migliori, ma potrebbe andare decisamente peggio quindi perché non trovare rifugio tra le pagine del libro e rallegrarsi un po' il morale? 

Forse però avrei dovuto scegliere un altro libro se avessi voluto raggiungere lo scopo  

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
Wild Awake di Hilary T. Smith
È il romanzo di debutto dell'autrice - autrice che mi incuriosisce parecchio


SONO A... 
Pagina 279. Come al solito, mi mancano un centinaio di pagine. Nonostante i mille telefilm da recuperare, conto di andare avanti stanotte e spero di riuscire a finirlo domani. 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... l'ho comprato nell'attesa spasmodica di mettere le mani sul secondo che è stato quello che mi ha fulminata a prima trama. Anche se a questo proposito.. beh, dovrete aspettare il recap di ottobre per scoprirlo. :)

giovedì 20 ottobre 2016

Throwback Thursday: "Fangirl" di Rainbow Rowell

Perché, se Fangirl di Rainbow Rowell è uscito due giorni fa per la Piemme, lo trovate nella rubrica "Throwback Thursday" del mio blog e non sotto forma di recensione? 
La risposta è semplice: questo libro l'ho letto ad inizio giugno dell'anno scorso in lingua originale ed è stato il primo libro della Rowell che ho avuto tra le mani.
La mia cover è rossa con la scritta verde e satinata e la ADORO, anche se è stato un caso che mi sia arrivata così quando ho acquistato il libro online e non nego che all'inizio ci sono anche rimasta male perché la volevo con i colori originali. 

Comunque, essendo che io l'ho letto in lingua, i dati che trovete sotto saranno quelli della mia edizione - così come la traduzione della trama

Throwback Thursday è ideata da The Housework Can Wait e Never Too Fond of Books.
Rubrica del giovedì in cui parlo di libri che ho recensito solo su Goodreads o altrove, in quanto ancora non avevo un blog in cui parlarne.

Titolo: Fangirl
Autrice: Rainbow Rowell
Data di uscita: 30 gennaio 2014
Data di uscita originale: 10 settembre 2013
Pagine: 461 (copertina flessibile)
Editore: Pan Macmillan

Trama [tradotta da me]: Cath e Wren sono due gemelle identiche e fino a questo momento hanno sempre fatto tutto insieme. Ora sono partite per l'università e Wren ha deciso che non vuole più essere la metà di una coppia - vuole andare a ballare, incontrare nuovi ragazzi, andare alle feste e lasciarsi andare. Non è così semplice per Cath. Cath è terribilmente timida e si è sempre nascosta nella fan fiction che scrive, dove sa sempre esattamente cosa dire e come scrivere una storia d'amore molto più intensa di qualsiasi altra cosa abbia sperimentato nella realtà. Ora Cath deve decidere se è pronta ad aprire il suo cuore a nuove persone e a nuove esperienze e si sta anche rendendo conto che c'è più da imparare sull'amore di quanto credesse possibile... Una storia di fan fiction, famiglia e primo amore. 



Da dove cominciare? 
Intanto dico che mi è piaciuto, ma non ai livelli che mi aspettavo oppure ai livelli di tutti quelli che l'hanno adorato. 
È stata comunque una lettura piacevole ed estremamente scorrevole perché il linguaggio della Rowell ti porta a girare le pagine velocemente e in un attimo sei già a metà libro senza neanche accorgertene. 

In questo libro è nominata - e presente così tanto da essere un'altra protagonista - una saga di libri che possiamo paragonare alla reale saga di Harry Potter di J.K. Rowling. È una sua rivisitazione, possiamo dire che è una fan fiction dentro una fan fiction.
Nella saga citata in Fangirl e creata da Gemma T. Leslie invece che Harry Potter, il protagonista si chiama Simon Snow e la missione di Cath è quella di finire di scrivere la sua fan fiction amata e commentata in tutto il web prima che l'autrice faccia uscire l'ultimo libro della saga - le cui vicende diventeranno quindi canon. 
La missione di Cath è rendere canon la sua fan fiction prima che la serie possa concludersi ufficialmente. 

Ora, se avete praticità con saghe e serie televisive, saprete sicuramente la differenza tra "canon" e "fanon", ma se invece la ignorate è presto detta: "canon" è tutto ciò deciso e scritto e pubblicato e filmato da chi ha creato la saga/serie, mentre "fanon" è tutto ciò che i fans decidono essere vero oppure accaduto e come la storia deve/dovrebbe proseguire o la strada che avrebbe dovuto prendere ad un certo punto. 

Comunque, abituata a condividere ogni cosa e soprattutto la sua fan fiction con Wren, Cath si ritrova improvvisamente spaesata quando questa le spiattella in faccia senza mezzi termini di aver fatto richiesta per una compagna di stanza diversa da Cath. 
Cath si sente dire da Wren che ha bisogno di spazio e che ormai è ora di crescere, che Simon Snow sarà sempre parte della sua infanzia ma ora vuole fare nuove esperienze. 

Così Cath, già socialmente ansiosa e preoccupata per la salute del padre che tende a non prendersi affatto cura di sé quando si immerge in un progetto lavorativo e con una madre che le ha abbandonate da un giorno all'altro quando erano piccole, si ritrova senza l'appoggio della gemella e totalmente confusa quando fuori dalla porta della sua stanza trova seduto un ragazzo. 
E la povera Cath va nel panico all'idea che possa essere il suo coinquilino, ma ben presto scoprirà che la sua compagna di stanza è una ragazza di nome Reagan e che il ragazzo - che si chiama Levi - è un suo amico. 

Cath ce la mette tutta per uscire il meno possibile dalla sua stanza, facendolo solo quando si tratta di lezioni e sopravvivendo con le barrette energetiche che si è portata da casa perché persino l'idea di andare in caffetteria la atterrisce e all'inizio non importa che Reagan e Levi tentino di trascinarla fuori - Cath non ne vuole sapere, ha altro da fare. L'unica cosa che vuole fare è seguire il corso di scrittura creativa e scrivere la sua fan fiction - che però la sua professoressa disapprova in toto e reputa come un plagio di qualcosa creato da un altro scrittore. 

Cath piano piano riuscirà ad uscire dal suo guscio e non certo grazie alla sorella Wren, che è veramente una persona tremenda e che molto spesso non risponde nemmeno alle telefonate - troppo impegnata ad andare alle feste e ad ubriacarsi
Ma grazie all'assoluta mancanza di delicatezza di Reagan - che adoro, alla dolcezza di Levi che la prende sempre alla sprovvista perché non c'è mai stato nella sua vita un ragazzo che si interessasse a lei e al suo mondo e alla creazione a quattro mani di una storia nuova e originale insieme ad un compagno di corso, Cath imparerà che nella vita c'è molto più di una fan fiction su cui focalizzarsi.  

Credo di potermi definire una fangirl - credo
Ma allora perché non ho amato questo libro come hanno fatto tanti altri essendo Cath anche lei una fangirl? 
Forse perché Cath è una fangirl "atipica" che porta tutto all'estremo o forse sono io a non rientrare nei canoni di una tipica fangirl. 
È vero che quando entro nel tunnel di qualcosa poi mi ossessiono fino a saperne ogni minimo dettaglio, ma non sono mai stata una di quelle che vanno "fuori di testa" alla minima occasione. Credo. Poi se state a sentire i miei genitori, non ho una vita e sono "fissata", ma quella è un'altra storia.

Quindi credo di potermi definire una "fangirl", ma non sempre riuscivo a relazionarmi con Cath e il suo comportamento.
Non sono una fangirl nello stesso modo in cui lo è lei e forse sbaglio io, forse sono io che non la vivo nello stesso modo di Cath e quindi non posso definirmi una vera fangirl.

Diciamo che sono una fangirl moderata allora, va'.

Però riuscivo a relazionarmi con Cath quando si trattava di ansia sociale, misantropia e carattere introverso.
Non ho intenzione di scendere nel personale, ma chiunque mi conosca - o forse no, perché credo di nasconderlo bene - sa che sono affetta da tutto quello elencato sopra e che ho problemi a relazionarmi con le persone: a volte preferisco stare nella mia stanza a leggere piuttosto che uscire di casa e socializzare con la gente

Ogni volta mi viene da pensare "devo proprio?"
E non fatemi parlare dell'argomento ragazzi, davvero - mi sembrava di guardarmi allo specchio quando leggevo alcuni pensieri di Cath.


Mi aspettavo qualcosa di più da questo libro e sì, Cath mi è piaciuta sotto alcuni aspetti ma qualche volta proprio non riuscivo a sopportare tutti i suoi pianti. 

Ragazza, seriamente, sii un po' più tosta! Fatti crescere un po' di scorza dura! 
Pure io sono un disastro, ma non piango nemmeno la metà di quanto piangi tu!
C'è da dire che pure io mi paralizzo dall'ansia a volte - solo l'idea di parlare al telefono con qualcuno mi fa venire l'angoscia - ma di sicuro non sono una che si mette a piangere nella quantità di Cath e per motivi che in certe occasioni... boh.

Mi sarebbe piaciuto sapere di più sulla loro madre e ad un certo punto accade qualcosa che riporta le gemelle a riallacciare i rapporti, ma non ci viene spiegato cosa fosse successo nella vita di Wren per portarla a quel punto - tanto che, se non ricordo male, per una volta era stata Wren a cercare la sorella quando ormai Cath ha imparato a vivere la sua vita senza dipendere totalmente da lei.

Ma è passato più di un anno, quindi potrei aver dimenticato l'intera sequenza degli eventi oppure la loro dinamica.

La storia di Cath è inframmezzata da stralci dei libri di Gemma T. Leslie, ma soprattutto da frammenti delle fan fiction passate di Cath o da quella che sta scrivendo adesso - in sostanza ho avuto la sensazione che il libro fosse più focalizzato sulla fan fiction di Cath piuttosto che su Cath stessa.
E va bene, capisco che quella fan fiction fosse il porto sicuro di Cath e una sorta di scudo per difendersi dalla realtà e dalla vita stessa, ma mi è sembrato di conoscere Simon e Baz (la controparte di Harry Potter e Draco Malfoy in versione Gemma T. Leslie) meglio di quanto abbia conosciuto Cath se non fosse stato per il fatto che sono molto simile a lei sotto certi aspetti. 

Tutto qua

È comunque una lettura davvero piacevole - è una lettura sulla crescita personale, sull'accettazione di sé, sulla presa di coscienza che non è necessario avere qualcuno in simbiosi con te perché ti apprezzi e ti voglia bene per quella che sei. Perché il fandom sa essere un posto splendido e speciale, ma anche il mondo reale è in grado di regalare momenti altrettanto meravigliosi.

"It had taken years to put themselves back together, and so what if some things didn't get put together in the right place? At least they could hold themselves up.
Most of the time."

Nel caso non lo sapeste, Rainbow Rowell ha scritto e pubblicato anche Carry On - così si chiama (in parte) la fan fiction di Cath
Non l'ho ancora letto - a dire il vero non me lo sono ancora procurata - ma a quanto ho capito non dovrebbe essere la fan fiction di Cath portata in forma di libro, ma un misto di tutto quanto visto in Fangirl
Avevo visto la video-recensione de laSvamps di .Ho fatto dell'ansia uno stile di vita su YouTube del libro e, se non ricordo male, ha detto che si tratta di pezzi della fan fiction di Cath e di stralci dei libri di Gemma T. Leslie e materiale originale della Rowell che vanno a comporre una nuova storia. 
Prima o poi leggerò anche lui. 

mercoledì 19 ottobre 2016

WWW.. Wednesday! #26

E buongiorno a tutti voi, in questo nuovo mercoledì di ottobre
E no, non scambiate questa sorta di esuberanza come sintomo di "ehi, sono una persona mattiniera!" perché non è vero. 

Menzogne, falsità. 
La narcolessia è sempre in agguato - specialmente quando per due telefilm che finiscono, ne cominciano altri tre. 
Sto delirando, che dite? 

Passiamo ai libri, che è meglio - oddio, sembro Quattrocchi dei Puffi, vero? 
E no, il fatto che io porti gli occhiali in casa non è affatto indicativo di niente.    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho finito ieri La distanza tra me e te di Lucrezia Scali. Era il primo libro che leggevo suo, sebbene abbia acquistato Te lo dico sottovoce l'aprile scorso e non l'abbia ancora letto. Vi posso dire che la protagonista mi ha fatta arrabbiare e non poco - ma per maggiori dettagli vi rimando alla recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Come al solito, c'è quel piccolo tecnicismo - non lo sto leggendo adesso, ma lo comincio - o almeno dovrei, ho anche le due puntate de I Medici che ho registrato ieri sera da recuperare - oggi: si tratta di un libro inedito in Italia di un'autrice che mi incuriosisce davvero tanto, Wild Awake di Hilary T. Smith



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Resto sempre in tema di romanzi inediti e leggerò The Death of Downton Tabby di Mandy Morton. Non so assolutamente niente di questo romanzo o di questa autrice, ma come vi avevo detto nel recap di settembre questo è un regalo da parte di un amico che mi ha portato da una vacanza ad Edimburgo quest'estate. 
E poi.. e poi non lo so. Vorrei leggere qualcosa che ho da parecchio tempo e che sta facendo la polvere ormai da un anno, ma dall'altra parte ho i dati - con tanto di trama tradotta - di uno degli ultimi libri che ho acquistato salvati nelle bozze e vorrei fare un po' di spazio. Vedrò. 



Anche per questo mercoledì è tutto e come al solito vi invito a lasciarmi nei commenti le vostre letture oppure i vostri link e non mancherò di passare. 
Ma soprattutto vi auguro di fare delle bellissime letture! :)

E restate qua nei paraggi perché domani va online la mia recensione di vecchia data tradotta/Throwback Thursday di Fangirl di Rainbow Rowell!

martedì 18 ottobre 2016

[Recensione] "La distanza tra me e te" di Lucrezia Scali

Vergognosamente ammetto di non aver ancora letto il primo libro di Lucrezia - Te lo dico sottovoce - sebbene l'abbia comprato ad aprile mentre andavo a sottopormi alla tortura del medico in preda all'otite. 
Lo so, ne ho letto cose bellissime e avrei dovuto decidermi prima a farlo. 

Ma proprio perché ne ho letto tante belle cose, ho seguito il blogtour del suo secondo romanzo e mi aveva affascinata la struttura narrativa che veniva descritta, così sono rimasta felicemente sorpresa quando la Newton Compton me ne ha inviata una copia in quanto iscritta al Club dei Lettori. 


Titolo: La distanza tra me e te
Autrice: Lucrezia Scali
Data di uscita: 1 settembre 2016
Pagine: 288 (copertina rigida)
Editore: Newton Compton Editori

Collana: Anagramma

Trama: Isabel abita a Roma, è poco socievole, precisa e abituata a programmare ogni dettaglio della sua vita, non sopporta le sorprese e non le piace cambiare i suoi piani all'ultimo momento. Andreas vive in un piccolo bilocale a Torino, gestisce l'officina del padre, ama la compagnia, il rischio e l'avventura. Due mondi incompatibili, uniti solo da un particolare: la passione per i cani. Ed è proprio quando li accompagnano a una gara che Isabel e Andreas s'incontrano. Quasi per gioco, iniziano a scriversi su Facebook. All'inizio brevi messaggi, che col tempo diventano frecciatine condite da ironia e malizia. E allora innamorarsi sarà un attimo. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che Isabel è sposata e Andreas è fidanzato. Il racconto di un amore scomodo, capace di usare l'autoironia come arma contundente. Perché il lieto fine, se ci sarà, avrà un prezzo per tutti. 



Dunque, questa non sarà una recensione facile in quanto mi sento molto in conflitto e questo di solito accade quando trovo affinità con un personaggio ma allo stesso tempo mi urta davvero i nervi. Il che significa che rivedo molto di me stessa in lui/lei e il fatto che mi urti significa che sono le mie stesse caratteristiche caratteriali a darmi fastidio. 

Ma procediamo con ordine. 

Isabel ha 29 anni, vive a Roma ed è sposata da quattro con Mattia - il quale trascorre praticamente diciotto ore in ufficio come avvocato in uno studio in espansione. 
Isabel ha quindi trovato compagnia in Frida, la sua amata Australian Shepherd. 

Andreas vive a Torino con il suo Australian Shepherd Ulisse, ha trent'anni, fa il meccanico nell'officina che ha rilevato dal padre alla sua morte e convive da poco con Regina - la prima ragazza con la quale sembra voler fare sul serio nonostante le litigate e la gelosia della ragazza che lo portano a dubitare deilla reale portata dei suoi sentimenti per lei. 

Si incontrano - o meglio si scontrano - ad una gara alla quale entrambi partecipano con i loro cani ed è antipatia e fascino a prima vista. Dopo una figuraccia di Isabel, Andreas la contatta su Facebook per scusarsi e quello che all'inizio era uno scambio pungente, pian piano si trasforma in qualcosa di più e in qualcosa di assai pericoloso per le loro relazioni. 

Allora, nel What's on my bedside table? di ieri, ho scritto come Isabel mi urtasse i nervi - ed è vero. Isabel è questa sorta di principessina arrogante, con i suoi atteggiamenti alla "no, non lavoro e Mattia non mi ha mai chiesto di farlo perché guadagna abbastanza per mantere i vizi di entrambi e ahahaha, io faccio acquisti online ogni giorno" che proprio mi hanno fatto salire il sangue al cervello. Ha una rigida routine dalla quale non sgarra perché a lei piace sapere che ogni giorno si ripeterà allo stesso modo e odia tutto quello che non può controllare - persino i suoi genitori devono prendere appuntamento per farle visita perché ogni cosa deve essere assolutamente programmata. 

Sarò sincera: in queste parti ho detestato Isabel con ferocia, anche se allo stesso tempo sentivo una vocina che mi diceva che io poi non ero stata tanto diversa dieci anni fa. E qui inizia la parte personale della recensione. 

Ho capito Isabel, ma solo fino ad un certo punto. 
Per due anni - dai miei 17 ai miei 19 - ho avuto bisogno di una rigida routine e anche io odiavo tutto quello che avrebbe potuto sconvolgerla, anche io avevo il bisogno di avere il controllo su tutto, anche io avevo bisogno di sapere che ogni cosa si sarebbe svolta nello stesso identico modo giorno dopo giorno
La differenza stava che io ero in un periodo terribile e la prevedibilità mi serviva per non andare in pezzi nell'attesa di tornare stabile, ma Isabel? Isabel che si proclama fiera della vita che ha e di come sia invidiata da tutti? 
Mi piace pensare di essere molto più flessibile ora a distanza di anni e di riuscire a non essere più sconvolta se un imprevisto capita - a meno che non sia qualcosa che capovolgerebbe la mia intera esistenza sottosopra. 
Ma sul serio Isabel, hai bisogno che i tuoi genitori ti avvisino con un anticipo di almeno 24 ore se ti vogliono vedere? 

Per carità, anche mia madre sbuffa se suona il citofono mentre sta pulendo casa e qualcuno si presenta all'improvviso, ma di sicuro non si sognerebbe di lasciare fuori i suoceri come ha quasi fatto Isabel. 

Isabel mi ha dato molto fastidio con i suoi atteggiamenti, sebbene riconoscessi in lei alcuni dei miei tratti e dei miei modi di fare. Leggevo i messaggi che mandava ad Andreas e sentivo quanto fossero vuote e false le sue parole e le sue descrizioni della vita matrimoniale. Andreas è stato l'imprevisto che lei non aveva calcolato e messo in agenda e sebbene a volte mi facessero storcere il naso i momenti in cui lui sembrava voler tenere il piede in due scarpe - della serie: mi tengo buona Regina se non dovesse succedere niente con Isabel e fidatevi, conosco persone che lo fanno, che stanno con i propri partners ma intanto si guardano intorno in cerca di qualcosa di meglio - sicuramente mi è piaciuto più di Isabel. Almeno lui ha ammesso fin dall'inizio che Regina non fosse l'amore della sua vita. 

E invece Isabel fa questo tira e molla, sembra pronta a lasciarsi andare quando ormai i messaggi non sembrano essere più sufficienti tra di loro e subito dopo si ripara dietro la sua fede nuziale, dietro il suo matrimonio con Mattia e si sente chiaramente che la sua vita perfetta è solo una finta. 
La volevo anche io la perfezione, ci ho provato, ma sono consapevole che non esiste. 

Ho solo due anni di differenza con Isabel e non so se dipenda dal fatto che non sono sposata, che sono single e che la sola idea di una relazione mi metta l'ansia, ma sono sempre stata contraria al tradimento. Se non mi ami più, basta, dimmelo, mollami, ma fallo prima di tradirmi e ognuno per la sua strada. 
Allo stesso tempo però sento di non poter giudicare così duramente Isabel nonostante tutto quello che ho appena detto. Non si tratta neanche di "giustificarla", ma gliene si può fare una colpa se ha cercato compagnia altrove attraverso uno scambio innocente di messaggi quando si trova in una casa vuota da sola per diciotto ore al giorno e costretta a cenare ogni sera con Frida perché Mattia è sempre al lavoro? 
Non mi nasconderò dietro l'ipocrisia: non so se io lo farei o meno, se ne sarei capace e a livello razionale so che è sbagliato, ma gliene si può fare una colpa? 

E la "relazione" con Andreas fa emergere quella che forse è la vera Isabel, quella priva di facciata e quella che forse non è stata nemmeno da ragazzina - qualcuno di allegro e che sa divertirsi e finalmente sincero, non la patina della moglie perfetta che pulisce casa e prepara la cena al marito che poi dovrà mangiare da sola o buttare via. 

In realtà, ancora nei messaggi Isabel mi dava ai nervi, quando tornava nelle sue fasi da "ti dispenso io buoni consigli sulle relazioni perché il mio matrimonio è perfetto e non litighiamo mai e abbiamo trovato il nostro equilibrio e ci veniamo incontro con i nostri interessi" e io avevo solo voglia di mettermi ad urlare. 
Ci credo che non litigate mai: lui viene a casa e si butta a letto a dormire e la mattina a colazione è in stato catatonico davanti al telegiornale. 
Eh sì, è proprio il matrimonio perfetto. 

E Isabel è una codarda e almeno lo ammette e con questo non voglio giustificarla/spingerla al tradimento e condonare il suo comportamento perché sono ancora e sempre contraria ad esso, solo che preferisce restare nel suo matrimonio con Mattia anche quando ormai si rende conto delle cose che non vanno. 
E per come sono fatta io, io che non sono capace di restare vincolata ad un rapporto che non mi rende felice nemmeno dopo averne parlato e discusso e messo le cose in chiaro, capisco che Isabel abbia fatto una promessa quando ha sposato Mattia ma, boh.. è così chiaro che è infelice secondo me. 

Dall'altra parte, conosco anche l'euforia di sentire suonare il telefono e leggere un messaggio e forse perché il mio romanticismo è ai minimi storici, ma continuavo ad osservare con occhio critico lo scambio tra Isabel e Andreas e riflettevo io sul loro eventuale futuro
Con tutte le cose che ho criticato di Isabel però ce n'è anche un'altra che ho in comune con lei: la paura di rischiare. E Andreas parlava bene di "vediamo come va", però riuscivo ad empatizzare con Isabel e il suo bisogno di sicurezza. 
Ero io che mi chiedevo, al pari di come faceva implicitamente lei: "e se questo sentimento è dettato solo dalla distanza che ci separa e perché non possiamo viverlo sul serio? E se alla lunga si rivelasse solo un'illusione?"

Sono molto diversi, Isabel e Andreas
Parlano, si confidano, ma quell'intesa esisterebbe anche se vissuta in presenza l'uno dell'altro giorno dopo giorno e non attraverso lo schermo di un cellulare
Ed è questo che spaventa Isabel

Al di là delle mie personali rimostranze contro Isabel, Lucrezia Scali scrive davvero bene - ci sono le emozioni impreviste, c'è la razionalità, c'è la vita quotidiana e c'è la vita sognata. Soprattutto ci sono Frida e Ulisse, due palle di pelo incredibilmente adorabili - e l'amore che l'autrice prova per i cani si nota tutto nell'atteggiamento che Isabel e Andreas hanno con loro. E a dispetto dei sentimenti contrastanti che mi ha suscitato, è un romanzo che si legge in maniera davvero scorrevole. 
L'unica cosa è che forse a livello di grafica/impaginazione avrei separato meglio i messaggi che Isabel e Andreas si scambiano, magari mettendoci il loro nome davanti - si va bene finché segui il ritmo alternato, prima uno e poi l'altro, ma a volte capita che ci siano due messaggi di seguito di uno dei due e se eri abituata al ritmo di una partita a tennis, ti trovi un attimo disorientata su chi stia scrivendo. 

Non avevo previsto di scrivere così tanto, immaginavo che avrei scritto una recensione più corta - ma le sensazioni che hanno risvegliato questi due mi hanno fatta infiammare
Non posso dire se lo consiglio o meno - sicuramente chi è più romantica di me e tifa per un amore travolgente, tirerà molti più sospiri di me. 
L'unica cosa che vi posso dire è di leggerlo e farvi la vostra opinione perché è un romanzo che affronta argomenti scomodi e solleva un vespaio e se vi piacerà o meno, dipende solo dalla vostra sensibilità e dal modo che avete di vedere le relazioni e tutto quello che ruota attorno a loro, eventuali tradimenti compresi. 

Per quanto mi riguarda, è stato difficile e mi sono sentita arrabbiata e confusa e in conflitto con alcune scelte di questi personaggi. Sono forse io che sono troppo razionale? Sono forse io che non mi lascio abbastanza andare
Sono forse io che, a dispetto di tutto il mio criticare Isabel, sono forse più simile a lei di quanto io stessa non voglia ammettere? 

Sicurezza o amore? Rischio o codardia? Se una persona non è quasi mai presente nella tua vita, ha il diritto di sentirsi tradita? Qual è il confine? Dov'è che questo sfuma?
Leggetelo e ragionateci su, è l'unica cosa che vi posso dire. 

Grazie alla Newton Compton per la copia cartacea del libro. <3