giovedì 3 novembre 2016

Throwback Thursday: "High Fidelity" di Nick Hornby

Ed è giunto il momento - il momento di parlare del primo romanzo di Nick Hornby, il primo romanzo suo che ho letto e di cui sono sempre riluttante a parlare. 
E non sarà affatto facile perché questo è uno dei miei romanzi preferiti in assoluto, uno di quelli che ti entrano dentro e non se ne vanno più. 
E io lo amo, nonostante abbia letto che in tanti detestano Rob, il protagonista

Con Nick Hornby è iniziata per caso. 
Facevo il tirocinio universitario in biblioteca - da inizio novembre 2011 a inizio febbraio 2012 - e tra i libri ne ho visto uno che portava il suo nome. 
Non ricordo se era in forma di sceneggiatura o se era sotto forma di romanzo, ma comunque si trattava di An Education - nato come film con Carey Mulligan (Kitty Bennett in Orgoglio e Pregiudizio) e di cui Nick Hornby era screenwriter. 
Conoscevo di fama il suo nome - probabilmente a causa del film con Hugh Grant, quello tratto da About A Boy. 

Comunque a maggio del 2014 ero nella libreria vicino a casa e stavo guardando i romanzi in lingua quando l'ho visto: High Fidelity
A dire il vero era insieme agli altri due piccoli Penguin che poi mi sarei portata a casa un'altra volta: About A Boy e Slam
Ma quella sera - sì, sera, perché abitando in un posto turistico la stagione era già iniziata e la libreria stava già aperta fino a tardi - la mia attenzione è stata attirata da High Fidelity, vuoi il nome che ha attirato il mio occhio o vuoi il colore rosso della cover che è il mio preferito. 
Sapevo ad un certo livello inconscio che Nick Hornby era uno scrittore famoso e mi sono detta che mi andava di leggere qualcosa di suo tanto per vedere e poi ho letto la trama e niente, il gioco era fatto e il libro è venuto a casa con me. 

L'avrei letto poco più di sei mesi dopo - e considerando da quanto tempo alcuni libri sono in TBR, direi che l'ho letto nel giro di pochissimo. 
Ed è diventato il libro più sottolineato in assoluto.  

Ah, e se non fosse chiaro, sarà una recensione moooolto personale.  

Throwback Thursday è ideata da The Housework Can Wait e Never Too Fond of Books.
Rubrica del giovedì in cui parlo di libri che ho recensito solo su Goodreads o altrove, in quanto ancora non avevo un blog in cui parlarne.


Titolo: High Fidelity
Autore: Nick Hornby
Data di uscita: 2010
Data di uscita originale: 1995
Pagine: 245 (copertina flessibile)
Editore: Penguin Books

Trama [tradotta da me]: Sapete la vostra top-five di tutti i tempi, quella da isola deserta, delle rotture più memorabili? Rob sì, la sa. Tiene una lista, ad essere sinceri. Ma Laura non è su quella lista - sebbene sia diventata la sua ultima ex. Ha di nuovo la sua vita, capite. Può fare quello che vuole quando lo vuole: come ascoltare qualsiasi musica gli piaccia, cercare le ragazze che sono sulla sua lista e in generale comportarsi come se Laura non fosse mai stata importante. Ma Rob scopre di non riuscire a voltare pagina. È bloccato - e questo blocco si chiama Laura. Ben presto inizia ad interrogarsi su alcune grandi domande: sull'amore, sulla vita e sul perché scegliamo di condividere la nostra con gli altri. 



Riuscire a parlare di questo libro sarà quasi impossibile, sarà un copia-incolla di quanto scritto su Goodreads e soprattutto di tutti i post disseminati nel mio blog personale da due anni a questa parte. 

Per riuscire a parlare - o se perlomeno voglio provarci - di High Fidelity devo prima citare un passaggio di The Fault In Our Stars che, sebbene non sia il mio preferito di John Green, ha comunque espresso esattamente quello che io provo verso il libro di Nick Hornby e un'altra manciata di romanzi. 

My favorite book, by a wide margin, was An Imperial Affliction, but I didn't like to tell people about it. Sometimes, you read a book and it fills you with this weird evangelical zeal, and you become convinced that the shattered world will never be put back together unless and until all living humans read the book. And then there are books like An Imperial Affliction, which you can't tell people about, books so special and rare and yours that advertising your affection feels like a betrayal.
It wasn't even that the book was so good or anything; it was just that the author, Peter Van Houten, seemed to understand me in weird and impossible ways.
An Imperial Affliction was my book, in the way my body was my body and my thoughts were my thoughts.

Ecco, questo è esattamente quello che penso quando penso ad High Fidelity. Si tratta di uno di quei libri così miei che persino io che me la cavo con le parole non sarei in grado di spiegare a dovere. Sarebbe un tradimento e oltretutto non gli farei nemmeno giustizia.

High Fidelity è stato un colpo al cuore per molti motivi. 


Rob Fleming fondamentalmente è un bastardo narcisista e la sua visione del mondo ruota attorno alla musica e a se stesso. Come poi viene accusato in seguito, il suo ego è così grande che è convinto di essere al centro del mondo - il suo e quello degli altri.
Rob è convinto che ogni decisione che gli altri prendono sia in relazione a lui.

Rob è un insicuro, paranoico e complessato bastardo.

Il romanzo inizia con Laura, la ragazza con cui conviveva da anni, che lo lascia.
E Rob la prende apparentemente bene, compila subito una lista - un'abitudine che ha preso da Barry, uno dei suoi dipendenti al negozio di dischi - delle cinque rotture che più lo hanno segnato in ordine cronologico e Laura non c'è sulla lista.
Ci sono Alison, Penny, Jackie, Charlie e Sarah - tutte ragazze che in un modo o nell'altro gli hanno spezzato il cuore e infranto le illusioni di una vita e secondo la sua logica niente di quello che ha fatto Laura è qualcosa che lui non abbia già passato.

Laura lo lascia e lui la prende "bene": pulisce l'appartamento, sistema la sua collezione di dischi e si piazza davanti al televisore con una bottiglia per vedere tutto quello che aveva registrato fino a quel momento e che non aveva ancora avuto occasione di vedere. E pensa a come sarà la sua prossima ragazza e a come sarebbe bello se fosse una musicista e lui fosse citato nei credits dell'album e la sua faccia fosse in copertina per averla ispirata a comporre quelle canzoni. L'ho detto che ha un ego grande come gli Stati Uniti, vero?

Ma poi il giorno dopo va al lavoro e una battuta di troppo da parte di Barry lo fa scattare ed è costretto ad ammettere a Dick - l'altro ragazzo che lavora lì al Championship Vinyl - che Laura se n'è andata. E si rende conto che sente la sua mancanza e che anche la minima cosa gliela ricorda e tutto va in pezzi quando viene a sapere per errore che Laura sta con un altro e si interroga su chi diavolo sia questo Ian, finché giunge all'orrenda conclusione che si tratta del precedente inquilino del piano di sopra.
 


Rob pensa molto e pensa al suo negozio di dischi sempre sull'orlo del fallimento, pensa al sesso, pensa alle relazioni e pensa all'amore. Si interroga e mette in discussione ogni scelta che abbia mai fatto e pensa al perché quelle cinque ragazze l'hanno lasciato e cosa c'era che non andava e dove aveva sbagliato. 

Rob è un ragazzo immaturo che non si decide a crescere, sempre dubbioso in ogni decisione, che prova risentimento quando Laura decide di cambiare lavoro e diventa un'adulta e poi si ritrova ad invidiare tutti quelli che hanno un lavoro stabile e di successo e che hanno una famiglia da cui tornare. Rob non vuole crescere e ammetto che ero arrabbiata con lui ad un certo punto perché sa essere davvero un bastardo.

Lui è ancora aggrappato all'idea che l'amore debba essere travolgente e che quando l'onda d'urto è passata, tu riesca a guardarti intorno e capire se è ancora lo stesso sentimento ma più calmo e tranquillo oppure se non è rimasto niente. E capisce che comunque ama ancora Laura e che una vita senza di lei sarebbe miserabile. 

Ecco perché deciderà di ricontattare le cinque ragazze della lista per scoprire cosa è andato storto. 

Questo è uno dei libri della mia vita - di quelli che mettono radici nella tua anima e che nemmeno l'oscurità e l'assenza di ossigeno possono uccidere. 

Sarò sincera, avevo paura perché io e Rob eravamo - siamo, in realtà - davvero simili. È stato come se in qualche modo Nick Hornby avesse spiato la mia vita e l'avesse messa nero su bianco - sentimenti, percezioni, pensieri sulla vita e sull'amore, esperienze - tranne per il fatto che avevo solo sei anni quando ha scritto High Fidelity
Ma in fondo sono capitate cose ben più strane.
 

Rob ha la sua idea di amore: un'idea che inevitabilmente è destinata a scontrarsi con l'amore che esiste nella realtà. Un'idea di amore e relazioni così intrecciata con i suoi gusti musicali che è incapace di separarli e di non etichettare le persone come perdenti o meno - a seconda di quello che ascoltano.

Ma anche Laura hai suoi difetti. Nessuno qui è perfetto: non lo è Rob, non lo è Laura, non lo è Barry e neanche Dick, non lo è nessuno di quelli che li circonda - compresi parenti, amici e genitori. 


"I'd like to do a top five records that make you feel nothing.
[..] They belong to me, not to me and Laura,
or me and Charlie, or me and Alison Ashworth,
and though they'll make me feel something,
they won't make me feel anything bad."

L'ho letto e mi sono resa conto che sono esattamente come Rob.

Ci sono tutti questi discorsi sulla musica come quello che ho quotato e che mi fanno pensare con una lucidità che forse prima non avevo mai avuto e che mi fanno davvero rendere conto del perché non io ascolti più certi gruppi, sebbene li amassi.
 

E mi rendo anche conto del perché io forse ascolti sempre e solo gli stessi artisti e del perché io li ami come li amo: perché se anche c'è qualche canzone loro che mi ricorda determinate cose o persone, il resto invece è solo mio.
 

Loro sono miei.
 

Loro sono miei e non li condividerò mai con nessuno e non permetterò mai a qualcuno di portarmeli via e di privarli del significato e dell'importanza che hanno per me. 

"I never really got over Charlie. That was when the important stuff, the stuff that defines me, went on. [..] ...some of these songs I have listened to around once a week, on average (three hundred times in the first month, every now and again thereafter), since I was sixteen or nineteen or twenty-one. How can that not leave you bruised somewhere? How can that not turn you into the sort of person liable to break into little bits when your first love goes all wrong? What came first? The music or the misery? Did I listen to music because I was miserable? Or was I miserable because I listened to music? Do all those records turn you into a melancholy person?"

C'è musica, ci sono cuori spezzati, ci sono pensieri filosofici sull'amore e sulle relazioni, c'è Rob che si mostra forte dicendo che la fine della sua storia con Laura non porta niente di nuovo che le cinque rotture della sua top five non abbiano già causato ma alla minima cosa si trova a sentire terribilmente la sua mancanza, c'è ancora Rob che inganna se stesso e il tempo organizzando in maniera ogni volta diversa i dischi della sua collezione e si sente orgoglioso quando solo lui capisce il suo sistema, c'è sempre Rob che "I was kidding myself that there was something I could go on to, an easy, seamless transition to be made. I can see that now. I can see everything once it's already happened - I'm very good at the past. It's the present I can't understand." 

Come dicevo, questo romanzo è stato un colpo al cuore per molti motivi e per la prima metà del libro sono stata in adorazione (Oh, Rob! Mio gemello perduto! Mia anima gemella! Mia versione al maschile!), poi ho passato la parte successiva con la voglia di prenderlo a schiaffi chiedendogli che diavolo stesse facendo e infine ho fatto pace con lui.

Ho lo stesso rapporto conflittuale con me stessa.

L'avevo scritto in precedenza: sono molto simile a Rob.
Sono egoista, egocentrica, insicura, paranoica, ho paura dell'impegno, penso troppo al passato e non so vivere nel presente, i miei artisti preferiti non vanno toccati e se non apprezzate i miei gusti musicali allora abbiamo un problema.
Abbiamo parecchi aspetti in cui siamo diversi, però mi trova con lui il fatto di andarsene quando le cose iniziano a farsi difficili.

Ho adorato High Fidelity, non solo perché è stato come vedersi allo specchio per come sono realmente anche nei pezzi più scomodi, ma anche perché è reale.
Qui niente è rose e fiori ed è questa la sua perfezione, proprio perché presenta una relazione imperfetta costituita da persone imperfette.

È come la vita.

Io sono come Rob e il modo in cui ogni tanto considerava e parlava di Charlie mi ha ricordato come io ho sempre considerato e parlato di.. qualcuno.
Per poi arrivare a questo quando parla dei suoi difetti nel momento in cui la incontra a distanza di anni, quando ora li vede finalmente per come sono: 



How had I managed to edit all this out in the intervening years? How had I managed to turn her into the answer to all the world's problem?

Forse odierete Rob e vi capirei - dico sul serio. 
Ma questo libro due anni fa - e forse ancora adesso in alcuni aspetti - mi rispecchiava in quasi ogni cosa e io e Rob abbiamo creato un legame indissolubile. E mi scuso per la recensione/revival così personale e lunga, ma sapevo che parlare di questo libro in maniera oggettiva sarebbe stato impossibile - credevo addirittura che non sarei riuscita a buttare giù nemmeno una riga, ma per fortuna a questo ci ha pensato la me stessa di due anni fa e io ho solo dovuto andare a recuperare tutto, tagliando le cose troppo personali e fuori luogo e scrivendo quell'amore che è cresciuto nel lasso di tempo che è passato.

High Fidelity è un manuale di vita - è un libro sull'amore, sulle relazioni, sulla musica, sull'amicizia, sulle scelte, sulla crescita personale, sulla vita.
È un libro sui difetti che abbiamo e che riconosciamo negli altri.


E che dire della fine? Mi è piaciuta: non è sdolcinata, bensì è vera e realistica. 
Per molte cose non è perfetta, esattamente come lo è la vita vera.




In italiano lo trovate come Alta Fedeltà - sempre edito dalla Guanda - e da questo libro è anche stato tratto il film omonimo con John Cusack.


mercoledì 2 novembre 2016

No WWW, no party #3

Come anticipato ieri nel recap di ottobre, oggi non va online il WWW Wednesday aggiornato. E mi sembra anche giusto spiegarvi perché, quindi eccoci qui a fare due chiacchiere tutti insieme. O meglio, ci siete voi che state a leggere i miei monologhi.

Venerdì sono stata impegnata quasi tutto il giorno. Nel pomeriggio ho visto due delle mie amiche e siamo rimaste fuori a fare aperitivo e a mangiare qualcosa, sono tornata a casa per neanche un'ora e poi sono uscita nuovamente per vedermi con altre due mie amiche. Sono riuscita a leggere qualcosa però in quella mezz'oretta di tempo che mi era rimasta. 

Il sabato mattina è stato occupato da telefilm da recuperare e un paio di commissioni e il pomeriggio nei preparativi di.. beh, questo ve lo dico dopo. 
La sera mi sono vista con una mia amica di Milano che era scesa giù per il weekend e parte del ponte appena passato. 

La domenica.. io e una mia amica siamo andate al Lucca Comics. 
Per me è stata la prima volta in assoluto, anche se a Lucca c'ero già stata durante la gita in Toscana della seconda superiore. Non abbiamo preso i biglietti perché è stata una cosa organizzata un po' all'ultimo minuto, quindi non siamo entrate dentro i padiglioni in piazza perché non avevamo i braccialetti. In compenso abbiamo girato sulle mura e mi sono divertita tantissimo - ci hanno anche scattato tre foto perché ci eravamo vestite da Saw - L'enigmista. Ho preso un paio di numeri di Tex per mio padre e io avrei voluto tanto prendermi il manga di Sherlock, ma era esaurito. Ma non mi arrendo
Però non potevo tornare a casa senza niente e siccome sono mesi che voglio prendermi un FunkoPop ma non c'è mai chi dico io, alla fine ho risolto in altro modo. 
Stavo per prendere Batman - di cui sono una fan da quando avevo cinque anni, chiedete pure ai miei genitori - quando ho visto lui


Tutte le altre opzioni sono improvvisamente sparite: niente Batman, niente Dean di Supernatural, niente Wolverine - nessuno poteva reggere il confronto. 
E niente, io e la ragazza che ha creato tutte queste collane e orecchini (QUI la sua pagina Facebook), non so neanche io come, ci siamo lanciate (facendo aspettare tutti quelli in coda dietro di me) in questa mega-conversazione/fangirlamento su Sebastian Stan e la sua filmografia e su come interpreta Bucky Barnes e come Civil War alla fine fosse tutto incentrato su di lui - e che meraviglia. 

È stata una domenica fantastica e ho visto dei cosplayers assolutamente perfetti, ma è stata anche impegnativa: sveglia alle sei del mattino, traffico e code in autostrada sia all'andata che al ritorno, un panino al volo a pranzo e poi sempre in giro, rientrando a casa quasi alle undici di sera - se non di più. 
Come ho toccato il cuscino ero già addormentata e considerato il fatto che andavo avanti con due ore di sonno a notte da un paio di giorni, ho dormito nove ore filate come un sasso, senza sognare e senza svegliarmi. Inutile dire che il lunedì ero tutta indolenzita, ma la sera sono comunque andata a casa della mia amica di Milano che era ancora giù e ci siamo guardate qualche episodio di The Walking Dead - non chiedetemi nemmeno dove sono perché sono così indietro rispetto al resto del mondo che è imbarazzante. 

E ieri avevo montagne di episodi da recuperare visto quanto sono stata in giro - seguo troppi telefilm, me ne rendo conto. 

Tirando le somme, la situazione è ancora questa. 

WWW Past: Wild Awake di Hilary T. Smith - recensione QUI
WWW Present: The Death of Downton Abbey di Mandy Morton - sono a pagina 59 di 267 e finora è molto carino e simpatico. 
WWW Future: sempre Goodbye Stranger di Rebecca Stead, però potrei cambiare idea su Il gatto che aggiustava i cuori di Rachel Wells - vedrò. 


Per il mio (non) WWW è tutto, ma solo perché questa settimana io sono ferma non abbiate timore di lasciarmi i vostri link o scritto nei commenti i vostri progressi! 
Ah, e stasera vado a vedere Doctor Strange - tanto per restare sempre in tema Benedict Cumberbatch con lo Sherlock citato sopra. :)

Ma prima di lasciarvi andare, vi dico che domani andrà online il Throwback Thursday di uno dei miei libri della mia vita, il mio preferito di Nick Hornby - High Fidelity
Il tanto citato e sempre tirato in mezzo High Fidelity
Quasi non volevo parlarne visto quello che rappresenta per me, ma non potevo fare una "rassegna" di Nick Hornby e non scrivere di questo romanzo. 
E vi avviso, sarà una recensione altamente personale. 

martedì 1 novembre 2016

Monthly Recap | Ottobre 2016

Ed eccoci di nuovo qua con un nuovo resoconto mensile! 
È stato un mese pieno - forse non quanto settembre, ma gli si è avvicinato di parecchio. 
E intanto che ci sono vi avviso già che domani non andrà online nessun nuovo appuntamento con il WWW, ma ci sarà un altro "No WWW, no party" perché sono stati giorni pieni di cose e visto che amo parlare, ne approfitterò per raccontervele e spiegarvi perché non sono andata avanti con le letture.

Ma ora bando alle ciance, si comincia! :)


RECENSIONI

http://somebooksare.blogspot.it/2016/10/recensione-le-vergini-suicide-di.html  http://somebooksare.blogspot.com/2016/10/recensione-scusate-non-ce-niente-da.html  http://somebooksare.blogspot.com/2016/10/whats-on-my-bedside-table-6-la-distanza.html

http://somebooksare.blogspot.com/2016/10/recensione-wild-awake-di-hilary-t-smith.html

Rispetto al mese scorso sono migliorata di un libro, ma c'erano mesi in cui ne leggevo anche cinque quindi non mi posso dire propriamente soddisfatta. 
Ma l'importante è non essere in ritardo con la challenge di Goodreads! 


WHAT'S ON MY BEDSIDE TABLE?



WWW.. WEDNESDAY



THROWBACK THURSDAY



BOOKS ABOUT: IO, I LIBRI E..



BOOKTAG



ACQUISTI


  • Goodbye Stranger di Rebecca Stead
  • Love May Fail di Matthew Quick
  • Cracked Up To Be di Courtney Summers
  • This Is Not A Test di Courtney Summers
  • In The Wide, Open Air di Charlotte Amelia Poe
  • Kindred Spirits di Rainbow Rowell
  • The Friend Who Got Away di Jenny Offill & Elissa Schappell

In realtà, ben poca di questa roba l'ho acquistata in questo mese. Anzi, proprio nessuno di questi libri è stato effettivamente acquistato ad ottobre. 
Come vi avevo accennato nell'ultimo WWW, Goodbye Stranger di Rebecca Stead è stato un acquisto del pomeriggio del 30 settembre - quando il post del recap di quel mese era già stato scritto e programmato. 
Tutto il resto risale a qualche ora prima di quello stesso giorno su Amazon - era il giorno in cui usciva l'ultimo album degli Yellowcard e nell'ordine ho incluso anche qualche libro. C'è il piccolo Kindred Spirits di Rainbow Rowell che costava poco più di un euro, c'è il famoso libro di Matthew Quick di cui vi avevo accennato nella rubrica "Books About: io, i libri e..", ci sono due libri di Courtney Summers che mi mancavano, c'è In The Wide, Open Air di Charlotte Amelia Poe e di cui leggo le fanfiction su AO3. Costavano tutti tra i 5 e i 7 euro - il più costoso è stato Cracked Up To Be che costava poco meno di dieci euro.
The Friend Who Got Away di Jenny Offill & Elissa Schappell - che non è un romanzo, ma una raccolta di storie di amicizie finite - è stato l'acquisto più vantaggioso: è un libro che su Amazon non è disponibile se non tramite venditori terzi e, in caso di libro nuovo, anche a caro prezzo. E poi l'ho trovato usato da questo venditore a 0,01 più i € 2,90 di spedizione e dall'Ohio passando per Philadelphia è arrivato a casa mia in 25 giorni. È praticamente perfetto, non sembra neanche usato - ha solo qualche segno di usura e un piccolo strappo sulla copertina, ma nulla di irreparabile. Inutile dire che ne ho già ordinato un altro da questo venditore e ne ho puntati parecchi in più. 


EXTRA

  • Le notti di Seth di Alessia Esse
  • Il contratto di Elle Kennedy [ebook]
  • The Mistake di Elle Kennedy [ebook]
  • Come dire ti amo ad alta voce di Karole Cozzo
  • After di Jessica Warman
  • A Sense of The Infinite di Hilary T. Smith
  • Bloodrose di Andrea Cremer

Le notti di Seth di Alessia Esse l'ho vinto sulla pagina Facebook dell'autrice - evidentemente essere l'unica single della compagnia a volte può essere un vantaggio e questo mi ha accomunata a Seth, il protagonista.
Il contratto e The Mistake di Elle Kennedy li ho vinti grazie ad un giveaway organizzato da Nali di Every book has its story, mentre Come dire ti amo ad alta voce di Karole Cozzo l'ho vinto sul blog di Friends, cherry-pie and books. Proprio quest'ultimo libro - di cui avevo letto la recensione di Jessica di The Ink Spell - sarà protagonista del primo appuntamento di una nuova rubrica che vedrete presto sui vostri schermi. 
Gli altri tre invece, quelli nella foto a destra, sono regali di mio padre. Stava facendo un ordine sia su Amazon che su IBS e mi ha chiesto se volessi qualcosa - ovvio che sì. 
Dopo aver letto la recensione di Jessica - sì, sempre lei - di After di Jessica Warman [è l'invasione delle Jessica qua xD], ho messo il libro in wishlist e già quando lei l'ha segnalato era tra i remainders scontati al 55%. Sono stata così fortunata che nel momento di fare l'ordine su Amazon lo sconto era arrivato addirittura al 65% e quindi a mio padre è venuto a costare poco più di cinque euro. 
Bloodrose di Andrea Cremer è il capitolo finale di una trilogia con cui ho una storia travagliatissima alle spalle - anche lei sarà protagonista di un appuntamento della nuova rubrica sopra citata. Su Amazon era scontato solo del 15% come al solito, ma su IBS era negli outlet scontati al 50% e quindi è venuto a costare la metà del prezzo di copertina. 
E infine il più bello di tutti, il libro a cui sto dietro da quasi un anno: A Sense of The Infinite di Hilary T. Smith. Mio padre l'aveva inserito nella lista dei desideri - o meglio, gliel'avevo fatto inserire io - e prima di concludere l'ordine, nonostante io stessi aspettando (non troppo) pazientemente che il prezzo scendesse, ha deciso di acquistare anche lui. Ovviamente sono al settimo cielo e non vedo l'ora di leggerlo, ormai non ne potrete più di sentirmi citare questo libro. 


SERIE TV

Come sempre, tenetevi forte. 

STO SEGUENDO:

  • Blue Bloods - stagione 6 [17/22]
  • Bones - stagione 11 [12/22]
  • Castle - stagione 8 [14/22]
  • Criminal Minds - stagione 11 [16/22]
  • Girlfriends' Guide To Divorce - stagione 1 [10/13]
  • Hawaii Five-0 - stagione 7 [6/?]
  • Major Crimes - stagione 4 [12/23]
  • NCIS - stagione 13 [22/24]
  • NCIS: New Orleans - stagione 2 [12/24]

HO INIZIATO:

  • Baby Daddy - stagione 3 [14/21]
  • Beauty & The Beast - stagione 4 [1/13]
  • Game of Thrones - stagione 5 [6/10]
  • Grey's Anatomy - stagione 12 [10/24]
  • Hannibal - stagione 3 [6/13]
  • How To Get Away With Murder - stagione 2 [6/15]
  • Madam Secretary - stagione 2 [18/23]
  • Medici: Masters of Florence - stagione 1 [4/8]
  • Motive - stagione 3 [4/13]
  • Quantico - stagione 1 [10/22]
  • Rizzoli & Isles - stagione 6 [4/18]
  • Scorpion - stagione 2 [7/24]
  • Supernatural - stagione 12 [3/?]

HO TERMINATO:

  • American Gothic - stagione 1 [ultima]
  • Baby Daddy - stagione 2
  • Beauty & The Beast - stagione 3
  • BrainDead - stagione 1 [ultima]
  • Devious Maids - stagione 3
  • Fargo - stagione 2
  • Madam Secretary - stagione 1
  • Royal Pains - stagione 7
  • Supergirl - stagione 1

HO RIPRESO:

  • Elementary - stagione 4 [15/24]

TIME WASTED:


  • THEN: 1 year, 4 months, 20 days, 22 hours, 27 minutes
  • NOW: 1 year, 4 months, 29 days, 11 hours, 27 minutes


FILM

  • Bridget Jones's Baby
  • Deepwater Horizon
  • Pets - Vita da animali

Bridget Jones's Baby è stata la vera sorpresa del mese. Non avevo nessuna idea di vederlo perché amo alla follia il primo - che mi riguardo almeno una volta all'anno - e il secondo, visto una volta, anche basta perché odio vedere di nuovo problemi tra Bridget e Mark. Quando ho saputo del terzo, per me è stato un grosso NO. Mi ero spoilerata cosa succedeva nel terzo libro di Helen Fielding - Un amore di ragazzo - e sapendo quello che succedeva mi sono rifiutata con tutte le mie forze. Poi una mia amica mi ha proposto di andare e nel frattempo ho letto che il film non era basato sul romanzo, ma su un racconto che l'autrice aveva pubblicato sul Post o su un altro giornale che adesso non ricordo. E alla fine ho fatto bene ad andare perché ho riso fino alle lacrime, tanto che ad un certo punto ho smesso di respirare. Poi proprio non posso vivere senza Mark Darcy. 
Deepwater Horizon ammetto di averlo voluto vedere per Dylan O'Brien - e credevo che si sarebbe visto di più - ma alla fine mi sono lasciata anche prendere dalla ricostruzione della tragedia di sei anni fa. 
Pets - Vita da animali è stato davvero carino, anche se credevo che avrebbe mostrato perlopiù le vite degli animali quando noi umani non siamo in casa e invece quella parte occupa solo un piccolo spazio. In compenso, se non fossero usciti di casa, non avrebbero incontrato quella piccola palla di pelo di coniglietto e io non mi sarei mai innamorata.



Anche per il recap del mese di ottobre è tutto, ma restate comunque nei paraggi perché se anche il WWW non sarà aggiornato mica vorrete perdervi il motivo di tale mancanza, vero? VERO? 

Cheers! =]