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martedì 15 luglio 2025

[Recensione] "Bel modo di morire" di Bella Mackie

Credevo onestamente che ci avrei messo meno tempo a leggere questo libro, che l'avrei divorato esattamente come avevo fatto con Come uccidere la tua famiglia - e invece, va bene che sono stata anche impegnata e che ho una nuova ship con cui sono fissata e per la quale cerco fanfiction come se cercassi l'oro nel Klondike, ma questa seconda opera di Bella Mackie non mi ha colpita come la prima. 
 
 
Titolo: Bel modo di morire
Titolo originale: What A Way To Go
Autrice: Bella Mackie
Data di uscita: 8 aprile 2025
Data di uscita originale: 12 settembre 2024
Pagine: 400 (copertina rigida)
Editore: HarperCollins Italia
Link Amazon: https://amzn.to/3FEqMM6

Trama: Mi chiamo Anthony Wistern e sono ricco, potente e con un talento speciale nel raccogliere nemici (e amanti) come altri collezionano orologi di lusso. Sfortunatamente, sono anche morto. No, non nel senso metaforico del “sto morendo di noia” (anche se, onestamente, certe conversazioni a cena con mia moglie si avvicinavano molto). No, io sono morto sul serio, e in grande stile, durante la sfarzosissima festa per il mio sessantesimo compleanno. Uno di quegli eventi esclusivi che finiscono sui giornali, anche se di solito non nella sezione cronaca nera. E invece eccomi qui, protagonista della serata, non per il brillante discorso di ringraziamento che avrei dovuto fare, ma per il modo cruento in cui sono stato eliminato. Ora, la vera domanda è: chi ha deciso di rovinare la festa? Mia moglie Olivia, troppo ossessionata dalle apparenze per sporcarsi le mani, ma abbastanza motivata da delegare? Uno dei miei adorabili figli che hanno già il canino insanguinato per l'eredità? O qualche ospite risentito, nascosto tra i finti sorrisi e i bicchieri di champagne? Mentre il mio corpo si raffredda più in fretta dei mini soufflé al caviale, la mia famiglia si scatena in una lotta senza esclusione di colpi per il mio patrimonio. Tra ipocrisie, vendette e segreti che sarebbe stato meglio lasciare sepolti (letteralmente, nel mio caso), la festa continua… solo senza di me. Per fortuna, c'è la Segugia, una content creator ossessionata dal true crime che vuole proprio risolvere il caso…
 
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A me piace un sacco il black humor inglese, mi piacciono anche i personaggi un po' antieroi e un po' moralmente grigi e, se piacciono anche a voi, qui li troverete. Forse troverete meno black humor di quanto vi aspettereste o gradireste, ma di sicuro non vi piacerà nessun personaggio perché sono tutti terrificanti e antipatici - e credo che lo scopo fosse proprio quello, anche se la resa è stata meno riuscita rispetto a quella di qualche anno fa con Grace. 
 
La storia è narrata da tre punti di vista: quello di Anthony, il nostro morto, che deve cercare di ricordare la sua morte se vuole passare alla fase successiva dell'aldilà e intanto è parcheggiato in questa "sala d'attesa" in cui dovrebbe meditare e riflettere sulla sua vita (e sulla sua morte), ma da cui può anche osservare la sua famiglia reagire alla sua dipartita; quello di Olivia, la nostra vedova fresca fresca, la cui morte di Anthony ha sconvolto alcuni suoi piani preparati con mesi di anticipo e che ora ha a che fare con quattro figli ingrati che pensano solo ai soldi; quello della Segugia, appassionata di true crime che si improvvisa investigatrice/giornalista ed è convinta che la morte di Anthony non sia stata un incidente, bensì un omicidio. 
 
Come ho detto, il black humor c'è - ci sono stati un sacco di momenti in cui sono scoppiata a ridere per la sagacia di alcune battute oppure per le situazioni surreali che venivano a verificarsi. Però è stato meno presente di quanto avrei gradito - il primo romanzo dell'autrice l'avevo trovato molto più divertente. 
 
I personaggi sono tutti antipatici, egoisti e narcisisti - scritti appositamente così, è ovvio, così come Grace non era scritta per piacere, ma forse perché qui le voci narranti che si dividono la scena sono tre e i personaggi in generale sono tanti (la famiglia Wistern, la Segugia e tante altre persone più o meno vicine che ruotano tutte attorno a loro) mi è sembrato che le loro personalità, per quanto tutte diverse, brillassero meno di quanto avrebbero potuto. Ho trovato che molti aspetti e personaggi avrebbero beneficiato di un background più approfondito o anche solo di qualche parola spesa in più - diciamo che, in generale, Grace aveva un carisma che saltava fuori dalla pagina e che non ti faceva mollare il libro. Qui, sì, ero curiosa di sapere se quello di Anthony fosse un omicidio o meno, ma non smaniavo per arrivarci in fondo e forse ero più interessata alle vicende e alle dinamiche famigliari, anche se mi rendo conto che non mi sono affezionata a nessun personaggio in particolare e che alla fine non mi è importato particolarmente di nessuno di loro come mi era importato invece di Grace - forse solo di Anthony e di Oliva un po' di più, della Segugia francamente meno.
 
In linea generale mi è comunque piaciuto, Bella Mackie ha qualcosa nel suo modo di scrivere le sue storie e i suoi personaggi che trovo accattivante e sicuramente continuerò a leggere i suoi romanzi - mi dispiace solo che questo Bel modo di morire non mi sia piaciuto tanto quanto Come uccidere la tua famiglia
 

venerdì 8 settembre 2023

[Recensione] "Book Lovers: un amore tra i libri" di Emily Henry

Mah, speravo di iniziare il mese in maniera migliore e invece...
 
 
Titolo: Book Lovers: un amore tra i libri
Titolo originale: Book Lovers
Autrice: Emily Henry
Data di uscita: 14 marzo 2023
Data di uscita originale: 3 maggio 2022
Durata: 12H 56Min (Audible Edition)
Editore: HarperCollins Italia
Link Amazon: https://amzn.to/3PikIuI

Trama: La sua vita è tra i libri, ma Nora Stephens non è la classica eroina da romanzo, anzi. Non è impavida, non è la ragazza dei sogni e nemmeno quella della porta accanto. A dirla tutta, Nora è un’eroina solo per gli autori, perché è l’agente letteraria più spregiudicata di New York e grazie al cinismo che la contraddistingue riesce sempre a spuntare contratti milionari per i suoi clienti.

L’unica persona con cui non riesce a essere spietata è la sorella. Ecco perché, quando Libby la implora di andare a trovarla nel paesino del North Carolina in cui si è trasferita, Nora non riesce a dirle di no. E chissà, magari una piccola vacanza potrebbe farle bene. Ma invece dei picnic nei prati e dei battibecchi romantici con affascinanti dottori di campagna o baristi muscolosi che sognava, Nora si scontra con un’amara realtà. L’unico uomo in cui non fa altro che imbattersi è Charlie Lastra, un editor di New York tenebroso e molto snob. Potrebbe anche essere una simpatica coincidenza, se non fosse che si sono già incontrati molte volte per lavoro… e non è mai stato piacevole. Al contrario, i due si odiano…

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Lo ammetto: questo libro per me è stato una mezza agonia e credo proprio che Emily Henry non faccia per me. Già Romanzo d'estate (di cui abbiamo menzione qui perché viene citata January con i suoi libri e Charlie come suo editor) era stato per me un mezzo meh, ma questo - oltre ad avermi fatto tornare il blocco del lettore - mi è sembrato proprio uno spreco di tempo perché contiene il nulla. 

Intanto la trama è alquanto fuorviante in alcune parti: la sorella non si è trasferita in North Carolina, ma vive a New York come lei e le chiede di fare una vacanza insieme nel luogo in cui è ambientato il suo romanzo preferito - incidentalmente scritto da una delle clienti di Nora. Poi parlare di enemies to lovers con Charlie è alquanto gonfiare le aspettative: nel prologo hanno un pranzo di lavoro che non va benissimo, in cui discutono dei loro diversi punti di vista su un romanzo di prossima uscita e poi saltiamo a due anni dopo - e non si capisce se nel frattempo hanno continuato ad incrociarsi, vedersi, discutere o chissà cosa. 

Insomma, Nora si lascia trascinare a Sunshine Falls dalla sorella minore Libby - sono solo loro due da molti anni, da quando la madre è morta. Libby, incinta del terzo figlio, vuole godersi un po' di libertà prima di ripiombare nel caos famigliare e Nora proprio non sa dirle di no - la felicità di Libby, la sia sicurezza e la sua serenità sono sempre state al primo posto da quando faticavano a far quadrare i conti e inoltre l'estate è un periodo morto per l'editoria ed è appena stata mollata per l'ennesima volta, quindi perché no? 

Nora è quel tipo di donna che nei romanzi è sempre la cattiva che si frappone tra il vero amore dei protagonisti - lei è la donna di città, focalizzata sulla carriera, quella che viene mollata quando il maschio di turno incontra in campagna la ragazza della sua vita. E dopo tutto il disprezzo che Charlie - stacanovista come lei - aveva mostrato per Sunshine Falls, lo stupore di Nora è alle stelle e mai si sarebbe aspettata che la sua nemesi fosse proprio originaria di quel paesino. 

E mentre Libby ha una lista di cose da romanzo d'amore che vuole far sperimentare a Nora, lei invece ha tra le mani un nuovo romanzo della sua più vecchia cliente e Charlie è interessato ad editarlo - potrà mai funzionare una collaborazione tra loro? 


Mah, intanto di tutto quell'enemies to lovers promesso non c'è traccia - sì, battibeccano occasionalmente, ma passano prestissimo a flirtare e a rendere palese l'attrazione e l'interesse reciproco. E niente, mentre scrivo questa recensione non riesco a ricordare un singolo evento memorabile accaduto tra queste pagine e nelle tre settimane che Nora passa a Sunshine Falls - persino l'accenno di triangolo amoroso con un bellissimo uomo dagli occhi smeraldo oppure la comparsata in qua e in là della ex di Charlie vengono smontate quasi immediatamente. 

Nora non fa altro che angosciarsi per Libby per ogni cosa, comportarsi da madre e non da sorella, trattarla con i guanti come se fosse qualcosa di fragile e sembrano avere quasi un rapporto di codipendenza. Che per carità, magari ci sta essendo che sono rimaste orfane molto presto e che io, essendo figlia unica, magari proprio non posso capire. Ma Libby dal canto suo a volte è veramente insopportabile, dice che volercela fare da sola ma sembra sempre avere bisogno della stampella offerta da Nora e oltretutto le tace cose davvero importanti - ma parlate con chiarezza invece di girare attorno alle cose e lasciare che poi la situazione esploda! 

Nora aveva il potenziale per piacermi davvero tanto - è una donna che non guarda in faccia a nessuno quando si tratta di raggiungere i suoi obiettivi, che non si piega ai capricci di un uomo e che "accetta la sua parte" di donna temporanea nella vita dei suoi fidanzati prima che trovino il loro vero amore perché lei non ha intenzione di cambiare. Nora rimane coerente a se stessa: ama la sua vita a New York, ama il suo lavoro e non ha intenzione di avere figli - e così rimane fino alla fine. Lei e Charlie sono perfetti l'uno per l'altra sia perché sono uguali e si assomigliano in queste caratteristiche e ambizioni e non cambierebbero l'uno dell'altro, ma anche perché hanno entrambi background sofferti che li hanno portati ad essere così come sono e non tutti sono sempre stati in grado di accettarli. Non ho visto però scintille, non ho sentito brividi o reazioni chimiche durante la lettura - era come essere separata dalla storia da un vetro e io stessi guardando dall'esterno sentendo un certo distacco. 

Insomma, io e Emily Henry non siamo per niente compatibili: le sue storie non mi prendono, i suoi personaggi non mi coinvolgono né da soli e neanche insieme e non so se questo libro voleva essere un omaggio oppure una parodia di quegli Harmony ambientati in campagna che leggevo da ragazzina dove sì, la protagonista trovava l'amore in mezzo al verde nel dottore/allevatore/cowboy di turno, ma se quelli all'epoca li adoravo questo invece mi ha proprio lasciata del tutto indifferente.

venerdì 18 agosto 2023

[Recensione] "Come uccidere la tua famiglia" di Bella Mackie

Questo libro è saltato alla ribalta soprattutto nel periodo in cui è uscita anche la "autobiografia" del principe Harry e i due volumi venivano messi uno accanto all'altro per sollecitare un po' di black humor. 

Ammetto che inizialmente non mi interessava, ma poi ho riletto la trama su Audible e...
 
 
Titolo: Come uccidere la tua famiglia
Titolo originale: How to Kill Your Family
Autrice: Bella Mackie
Data di uscita: 10 gennaio 2023
Data di uscita originale: 10 giugno 2021
Durata: 13H 45Min (Audible Edition)
Editore: HarperCollins Italia
Link Amazon: https://amzn.to/3OTQ4ru

Trama: Mi chiamo Grace Bernard e, con ogni probabilità, il mio nome non vi dice proprio niente. Nessuno mi conosce perché languisco dietro le sbarre per l'unico crimine che non ho commesso. Eppure, se devo dire la verità nient'altro che la verità, ho ucciso diverse persone, alcune in modo brutale, altre con maggior delicatezza - vale la pena specificarlo, perché fa un'enorme differenza agli occhi giudicanti della gente. Quando ripenso a ciò che ho fatto, avverto persino una punta di tristezza, giusto una fitta trascurabile, al pensiero che nessuno verrà mai a conoscenza del mio strabiliante piano. Un piano che ho architettato per anni, sacrificando tutto in nome della vendetta. Ora vi chiederete: perché ostinarsi a vuotare il sacco se la si può passare liscia? Avete ragione, la libertà non ha prezzo. Però non riesco a smettere di immaginare l'istante in cui, dopo la mia morte, qualcuno aprirà una cassaforte e troverà la mia confessione. Esatto, proprio questa che sto scrivendo nei pochi giorni che mi separano dalla libertà. Scommetto che quel qualcuno non potrà fare a meno di restare a bocca aperta e pensare a me con ammirazione. Perché chi sarà mai in grado di capire come una persona, a soli ventotto anni, possa aver ucciso a sangue freddo sei membri della sua famiglia per poi andare avanti come se niente fosse, senza neppure l'ombra di un rimpianto?

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Non capisco tutte le persone che su Goodreads hanno dato a questo libro solo una o due stelline. O meglio, in parte le capisco - i contenuti delle sue pagine e la sua stessa "eroina" non sono per tutti i palati. Anzi, scommetto che sono più coloro che hanno trovato Grace sgradevole e insopportabile che quelli che invece hanno fatto il tifo per lei - da qui i voti negativi e le recensioni stroncanti su Goodreads. 

Ma che vi devo dire? Io l'ho adorato. 
 

Grace è una donna vicina alla trentina che ora si trova in carcere per un omicidio che non ha commesso. Con tutti i precedenti se l'è sempre cavata, ma ora è finita in galera per l'unica morte in cui non ha avuto mano. 

E di chi sono i precedenti omicidi? Ma della sua famiglia, naturalmente. 

Grace cresce con solo la madre Marie nella povertà di Londra e la sua vita poteva essere molto diversa: la madre era una modella francese che però si è fidata dell'uomo sbagliato e suddetto uomo non ha poi voluto più saperne niente di lei quando è rimasta incinta - lui aveva già una famiglia e un impero economico da portare avanti. 
 
Grace però perde la madre fin troppo presto e da quel momento giura vendetta contro la famiglia Artemis, contro coloro che sapevano della sua esistenza ma hanno deciso di ignorarla e di tenerla fuori dalla porta. E poi gli Artemis sono anche delle persone sgradevoli e senza scrupoli, il mondo sarà sicuramente un posto migliore senza di loro. 
 
E dalla prigione, mentre aspetta la sentenza di appello che si spera finalmente la scagionerà, Grace ci racconta di come ha ucciso la sua famiglia - con un po' di pianificazione, con un po' di fortuna e sperando di non diventare incauta proprio adesso e peccare quindi di ingenuità come tutte le donne che ha sempre criticato. 
 
 
Sì, lo possiamo dire: Grace non è un personaggio scritto per piacere. Grace è piena di rabbia, desiderosa di vendetta, manipolatrice, consapevole della sua bellezza e del suo aspetto fisico, per niente disposta ad "abbassarsi al livello dei comuni mortali"  - e questo perché si sente più intelligente, furba e scaltra rispetto a loro. 

D'altronde devi essere un po' sociopatica per ammazzare delle persone - membri della tua famiglia, oltretutto - senza battere ciglio e senza sensi di colpa postumi.

E io l'ho adorata - alcune recensioni su Goodreads l'hanno accusata di essere una donna che odia le donne, ma la verità è che racconta le cose come stanno e cioè che spesso le donne si fanno abbindolare e credono ad ogni promessa che un uomo fa loro. 

E poi il black humor inglese - quanto lo adoro. 

In alcuni momenti sono rimasta un po' confusa perché la narrazione non è lineare - non solo Grace ci racconta della sua infanzia e della sua vita prima di diventare adulta e cominciare ad attuare il suo piano e non solo la narrazione si alterna tra la vita in prigione e la cronaca degli omicidi, ma ad un certo punto Grace va avanti e prima ci racconta come è finita in prigione per poi tornare indietro agli omicidi restanti. 

E infine, quando manca un'ora e mezza alla fine, la narrazione cambia ancora. 
E da lì è un plot-twist dietro l'altro che a momenti mi cadeva la mascella. 
E tanti dettagli che avevo notato, ritenuto sospetti ma poi accantonato, tornano di prepotenza e assumono tutto un altro significato. 

E il finale, gente... mi sarei messa ad urlare. 

 
In tanti l'hanno odiato, io l'ho adorato e quindi l'unica cosa che potete fare è leggervelo personalmente e farvi un'idea tutta vostra. 

mercoledì 10 luglio 2019

Blogtour | [Recensione] "Stelle gemelle" di Jessi Kirby

Oggi il blog vedrà la presenza di due post - questo che state leggendo ora e, siccome è mercoledì, l'immancabile (o quasi) WWW Wednesday. 


Ma diamo prima la precedenza alla mia (e ultima) tappa del blogtour che ha visto come protagonista il libro Stelle gemelle di Jessi Kirby.


Un sentito grazie va come sempre a Susy di I miei magici mondi per avermi coinvolta nell'iniziativa, alle mie colleghe per aver contribuito con tutte le tappe precedenti (soprattutto Francesca di Libri, libretti, libracci per la stupenda grafica) e alla HarperCollins Italia per la copia cartacea del libro.


Titolo: Stelle gemelle
Titolo originale: The Other Side of Lost
Autrice: Jessi Kirby
Data di uscita: 4 luglio 2019
Data di uscita originale: 7 agosto 2018
Pagine: 288 (copertina rigida)
Editore: HarperCollins Italia
Link Amazon: https://amzn.to/2J4VH34

Trama: La vita di Mari Turner è perfetta. O almeno è così per le migliaia di follower che l'hanno aiutata a diventare una star di Internet e che non sanno che ogni foto costruita con cura serve solo a distogliere l'attenzione dal fatto che lei non ha veri amici e nessuna direzione nella vita. Dopo un compleanno solitario, Mari fa una cosa che non faceva da molto tempo: gira un video in cui dice la verità, confessa di aver vissuto in una bugia e di non essere affatto la persona felice, innamorata e di esempio per gli altri che ha cercato con tanta fatica di dipingere. Poi lo pubblica. E quando il video diventa virale, il suo mondo crolla sotto il contraccolpo. Per sfuggire a tutto ciò, Mari prende una decisione impulsiva: percorrere a piedi l'intero John Muir Trail, uno dei percorsi di trekking più famosi al mondo, nella Sierra Nevada. Mari e sua cugina Bri, che è morta da poco, avrebbero dovuto farlo insieme per festeggiare il loro diciottesimo compleanno. Ma questo accadeva prima che Mari fosse così presa dal suo mondo online da tagliare fuori chiunque le chiedesse se ne valeva davvero la pena, compresa Bri, la sua "stella gemella". Con gli scarponi di Bri, una mappa del sentiero, il cuore pieno di rimpianti e un gruppo di ragazzi che incontra lungo la strada, Mari affronta la difficilissima escursione. Ma la vera sfida è dentro di lei, ed è trovare un modo per tornare a essere la ragazza che teme di aver perso per sempre. 

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La mia conoscenza di Jessi Kirby risale al 2016, quando lessi Prima il cuore
Da allora un altro suo libro è entrato in mio possesso - questo ancora inedito e ancora in attesa di essere letto - e ora è stata la volta di Stelle gemelle

E come era successo allora - con un argomento che non mi riguardava direttamente - le sfumature e il modo di scrivere dell'autrice ancora una volta hanno colpito qualcosa dentro di me. 



In un mondo in cui la vita virtuale a volte prende il sopravvento e si sovrappone a quella reale, Mari Turner ha fatto delle sue giornate la ricerca dello scatto perfetto: vestiti, cibo, oggetti, persone... anche e soprattutto se stessa. 

Ma il suo diciottesimo compleanno porta con sé una crisi che non può più ignorare: quello è il giorno in cui anche sua cugina Bri avrebbe compiuto diciotto anni, il giorno in cui tutti i progetti a cui avevano pensato da ragazzine si sarebbero dovuti realizzare. 
Tra commenti e like alle sue foto, Mari non può fare a meno di ripensare alle vacanze estive passate insieme a Bri su nella baita di montagna della zia - alle notti passate sotto le stelle, alla natura incontaminata, ai giochi in mezzo ai boschi, alla promessa a tredici anni di essere inseparabili e sempre unite. 

E quello che colpisce Mari è senso di colpa all'inizio, poi diventa consapevolezza: consapevolezza sulla falsità della sua vita, sulla falsità delle sue relazioni. E la mancanza di Bri, il silenzio che le ha separate negli ultimi cinque anni spinge Mari ad ammettere tutto sui social network - proprio quei social network che le hanno monopolizzato la vita e che le avevano dato l'illusione di contenere le risposte a tutte le domande. 

Così, quando alla sua porta un corriere le consegna lo zaino con cui Bri avrebbe compiuto il John Muir Trail per il quale si era tanto allenata, Mari lo prende come un segno: un segno per fare la differenza, un segno per cambiare la sua vita, un segno per ritrovare Bri e ritrovare se stessa. 

Ma può una ragazza che ha passato gli ultimi cinque anni a pensare allo scatto perfetto da postare su Instagram sopravvivere da sola in mezzo alla natura e percorrere quasi quattrocento chilometri a piedi?


Io sono una ragazza di mare - lo so, non si direbbe visto che io sono una fervente credente della tintarella di luna. Ma resto comunque una ragazza di mare e le montagne quindi mi restano alquanto sconosciute. 
Ecco perché si stenta un po' a credere che Mari possa prendere armi e bagagli e in cinque minuti improvvisarsi escursionista senza restarci secca dopo la prima notte. Eppure... 

Eppure Mari attinge ai ricordi di quelle estati "selvagge" con Bri, a quello che ha saputo delle sue esperienze per sentito dire, alla gentilezza di altri escursionisti. 
Attinge alla determinazione e alla forza di volontà che ancora non sa di avere. 

Lo stile di Jessi Kirby è incalzante, ti porta a macinare pagine su pagine in men che non si dica, ti porta ad immedesimarti nella storia anche quando le tue esperienze non sono le stesse delle sue protagoniste - io che ultimamente sono lentissima a leggere a causa del tirocinio, in due giorni avevo già letto metà libro perché non riuscivo a metterlo giù e perché i brevi capitoli scorrevano lisci come l'olio. 

E ho ricordato quella mia cugina con cui ero tanto amica e da cui poi mi sono separata. 
E ho ricordato gli zii di mia madre che abitano a Bergamo, che sono sempre stati avventurosi nelle loro estati tra boschi, montagne e laghi. E ho ricordato quando ero piccola - sette, otto, nove anni - e un'estate la zia di mia madre ci ha portato a fare una "escursione" su un monte non molto distante da dove abitano. E io soffro terribilmente di vertigini e stavo aggrappata alla mano di mia madre come se ne andasse della mia vita (eh, insomma...) ed ero terrorizzata, ma per la vista dalla cima ne era valsa la pena. 

Alla fine il percorso di Mari nella natura imprevedibile poi non risulta più così inverosimile - perché è proprio la vita stessa ad essere imprevedibile. 

Ci sono descrizioni che fanno immaginare in maniera vivida quello che Mari e i ragazzi che incontra lungo la strada vedono e vivono. Ci sono momenti di solitudine, momenti in compagnia, momenti di quiete, momenti di tempesta, momenti di riflessione e scoperta. 

Attraverso Mari conosciamo anche Bri, una ragazza con una tale voglia di vivere che è ancora tangibile nell'aria nonostante non ci sia più - e quanti di voi non hanno mai alzato gli occhi al cielo e alla vista di una stella cadente non hanno pensato a qualcuno che hanno amato e perso?

Stelle gemelle è un libro sul perdono, sull'amore famigliare, sulle seconde opportunità - perché ogni alba porta con sé un nuovo inizio e c'è sempre il giorno dopo per riprovarci. 

Poi ovviamente mi sono scappate le lacrime nelle ultime righe e nei ringraziamenti dell'autrice, ma quella è un'altra storia.



E se ve le siete perse, grazie al calendario sotto potete recuperare tutte le tappe precedenti del blogtour!

venerdì 23 novembre 2018

[Recensione] "Ti odio, anzi no, ti amo!" di Sally Thorne

Già, a volte capita anche a me di leggere un romance - soprattutto dopo una serie di libri che hanno al loro interno argomenti alquanto tosti e pesanti. 
Su, non fate quella faccia stupita.

Temo però che, arrivati a questo punto, se non sono scritti da Bianca Marconero ci metterò sempre una vita e mezza a finirli. 


Titolo: Ti odio, anzi no, ti amo!
Titolo originale: The Hating Game
Autrice: Sally Thorne
Data di uscita: 13 ottobre 2016
Data di uscita originale: 9 agosto 2016
Pagine: 381 (copertina flessibile)
Editore: HarperCollins Italia
Link Amazon: https://amzn.to/2zcLU6G

Trama: Lucy Hutton è convinta che l'impiegata modello si becchi, prima o poi, l'ufficio migliore (e relativa promozione). Per questo è servizievole e accomodante, lavoratrice indefessa ma carina e gentile con chiunque. Per questo tutti la amano alla Bexley & Gamin. Tutti tranne il freddo, efficiente, impeccabile e fastidiosamente attraente Joshua Templeman. E il sentimento è reciproco. Costretti a condividere lo stesso cubicolo per 40 ore la settimana, più svariati straordinari che è meglio non quantificare, hanno iniziato a lanciarsi continue e ridicole sfide, in un gioco al rialzo che sembra impossibile da fermare. C'è il Gioco degli Sguardi, il Gioco dello Specchio e nessuno dei due sopporta di perdere. Fino a quando in ufficio si comincia a parlare del Gioco della Grande Promozione. Se Lucy vince, diventerà il capo di Joshua. Se perde... meglio non pensarci. Ma allora, con la sua carriera in ballo, per non parlare dell'orgoglio, perché Lucy comincia a fare sogni sempre più torridi sull'odiato collega? E perché si veste per andare al lavoro come se invece dovesse recarsi a un appuntamento sexy? Dopo che un'innocente corsa in ascensore diventa il teatro di un bacio indimenticabile tra i due, Lucy ha finalmente la sua risposta: forse lei non odia Joshua. E forse nemmeno lui odia lei. Forse è tutto il contrario. Oppure è solo un altro gioco?


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Quando ero nei primi anni della mia adolescenza - e so di averlo già detto - ho fatto così tanta indigestione di romance che mi è salita la glicemia alle stelle e ormai me ne concedo uno ogni tanto, quindi è difficile che ci siano dinamiche e clichés che io non abbia già visto da qualche altra parte.

Infatti il cliché del "ti odio da morire, ma è tutta una facciata e non me rendo conto perché in realtà sono attratta da te e forse, ma proprio forse, provo anche qualcosa di più serio" è qualcosa che si incontra spesso - però il trope "enemies to lovers" continua ad essere una delle cose che preferisco. 

E qui l'abbiamo in piena regola perché Lucy e Joshua passano le loro giornate lavorative tra insulti, schermaglie, giochi, competizioni, nomignoli, gare a chi fa perdere per primo le staffe all'altro - il tutto come se fossero su un vero campo di battaglia e le cose peggiorano quando viene messa in ballo una promozione e uno dei due rischia di diventare il capo dell'altro. 

Per non parlare di come cominci un nuovo gioco di cui non hanno ancora stabilito le regole in seguito ad un bacio in ascensore...


Dunque, inutile girarci attorno: Joshua è altissimo, muscolosissimo e bellissimo - i clichés si sprecano proprio. E lo so, visto è un romance, è naturale sapere già come andrà a finire, non mi posso lamentare per questo. 
Però ho preferito lui a Lucy, nonostante io e lei abbiamo l'altezza in comune: io per farmi "grande" dico di essere alta 155 cm, ma in realtà sono un po' meno. 

Ho apprezzato molto l'inizio a causa di tutte le battute irriverenti, l'ironia e il sarcasmo e le schermaglie tra lei e Josh perché mi hanno fatta sorridere e anche ridere. 
Ammetto però che avrei voluto più slow burn: o meglio, lo slow burn non manca perché Josh non ha fretta nel suo piano di conquista, ma forse avrei voluto che il primo bacio arrivasse più tardi perché da quel momento in poi Lucy era tutta una svenevolezza sui muscoli e sugli addominali di Josh come se il fisico fosse l'unica cosa notevole di lui - e sapete che di descrizioni di addominali e spalle ne ho già avute abbastanza l'anno scorso quando mi sono lanciata in una missione suicida con After di Anna Todd. 

La parte centrale si è un po' trascinata per questo motivo, sebbene mi sia comunque piaciuta la parte del nervosismo e delle insicurezze del conoscere una persona ad un livello più intimo e fisico, cambiando totalmente la dinamica conosciuta fino a quel momento. E poi ho apprezzato tutto il background di Josh che viene alla luce.

È comunque scorrevole, continua ad avere i suoi momenti divertenti anche quando avrei voluto dire a Lucy che ok, ho capito quanto è figo Josh, ma passiamo avanti e poi adoro i soprannomi - quindi fondamentalmente ghignavo ogni volta che Josh la chiamava Crostatina e in un'occasione o due anche Puffetta. 
Pure io sono stata una Puffetta al liceo, per via dell'altezza e della mia insana ossessione per l'azzurro all'epoca prima che passassi al rosso.

Io sono un po' allergica ai romance e per questo non mi vedrete mai dare voti altissimi a libri del genere - a meno che non stiamo parlando di Bianca Marconero - ma è stata comunque una lettura carina e divertente e sono contenta di averla portata a termine.