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lunedì 22 luglio 2024

[Recensione] "La mia fuga più dolce" di Chelsea M. Cameron

Luglio è quasi finito e, se il cielo vuole, giovedì pomeriggio sarò finalmente libera di godermi il resto dell'estate come avrei dovuto fare fin dall'inizio - e spero che questo porti con sé anche letture migliori.
 
 
Titolo: La mia fuga più dolce
Titolo originale: My Sweetest Escape
Serie: My Favorite Mistake #2
Autrice: Chelsea M. Cameron
Data di uscita: 31 marzo 2015
Data di uscita originale: 28 gennaio 2014
Pagine: 332 (copertina rigida)
Editore: Harlequin Mondadori
Link Amazon: https://amzn.to/4bCQta0

Trama: Jos Archer viveva in un mondo perfetto, fino alla notte in cui cambiò tutto. Ora, dopo nove mesi, ancora non è riuscita a rimettere insieme i pezzi della propria vita, e nemmeno il fatto di avere cambiato college, andando a vivere con la sorella maggiore Renee, è sufficiente a farla sentire di nuovo normale.

Finché un giorno non incontra Dusty Sharp, il tipico bad boy che si è prefissato di farla uscire dal suo guscio. Jos deve stare attenta a quel sorriso presuntuoso e a quello sguardo assassino, o si ritroverà presto a provare cose che non è più sicura di meritare.

Ma se da un lato Dusty la sprona ad aprirsi e a parlare del suo passato, dall'altro anche lui nasconde dei segreti. Segreti che riguardano proprio la notte in cui il mondo è crollato addosso Jos.

La verità li unirà ancora di più o li separerà per sempre?
 
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CONTENT WARNING: abuso di alcol e droghe (in passato), incidente automobilistico (nel passato). 


Sorprendentemente è andata (un po') meglio con questo sequel che con il primo volume che avevo letto di questa serie - e no, non ho intenzione di recuperare il terzo perché so già che riguarda Taylor e Hunter che mettono su famiglia e non sono così masochista da volermi far venire un'ulcera. 

E sì, è andata meglio, ma comunque non è andata benissimo perché i problemi che ho riscontrato nel primo sono stati trascinati e riportati anche in questo secondo volume. 

Qui la protagonista, Jos, non mi ha dato (più di tanto) sui nervi, ma sono stati tutti gli altri personaggi già visti in Il mio sbaglio preferito a volermi far lanciare il libro fuori dalla finestra. Sarà perché Jos, a quasi diciannove anni, aveva gli stessi atteggiamenti e comportamenti che avevo anche io alla sua età e quindi, ricordando fin troppo bene quel periodo, mi è stato facile non essere troppo severa con lei. 

Jos, nove mesi prima dell'inizio di questa storia, ha perso una persona a cui teneva tantissimo. Smessi i panni della ragazza perfetta, studiosa e con una futura carriera nella politica, ha scoperto un amore viscerale per la musica e per le feste - forse occasionalmente esagerando con l'alcol e smettendo di studiare.  
 
Been there, done that.

Non che io abbia perso qualcuno come lei, ma gli anni tra i miei diciassette e i miei diciannove sono stati i miei anni di ribellione adolescenziale - quelli in cui pure io avevo smesso di studiare (o comunque facevo il minimo), esageravo con l'alcol, fosse dipeso da me avrei avuto le cuffie con la musica a palla indosso tutto il giorno, odiavo praticamente tutti e volevo solo essere lasciata in pace. 

Leggere di Jos era come come rivedere me stessa alla sua età. 

Sua sorella Renee è stata assolutamente intollerabile - capisco la preoccupazione per qualcuno che ami, ma le sta addosso come un falco e sebbene Jos, passati nove mesi, non sia più nella sua fase "selvatica", Renee è sempre sospettosa e pensa sempre che stia per fare qualcosa di male non esitando neppure a farle scenate umilianti davanti a tutti e mettendo tutti i personaggi che abbiamo già incontrato nel primo volume a farle da genitori/guardiani/carcerieri. 

E fosse solo questo... ribadisco, capisco la preoccupazione e il volerla salvare, ci sono passata anche io con le persone della mia vita che mi osservavano alcune volte in maniera troppo inquisitoria, ma qui trattano Jos e le parlano come se fosse una bambina e non quasi un'adulta. Che poi, potrei aspettarmelo da qualcuno che ha come me adesso la mia età e che l'età adulta l'ha già raggiunta - virtualmente - da un pezzo, ma non da qualcuno che ha solo due o tre anni più di lei. 

Insomma, come Jos pure io avrei voluto gridare loro contro o scappare di casa. 

Veniamo alla storia d'amore con Dusty e come era successo con Taylor e Hunter, tutto questo amore non capisco da dove nasca. Lei è sempre scostante, scorbutica e quasi cattiva e poi improvvisamente lo ama; lui la ama fin dalla prima volta che la vede e a questo punto deve essere più masochista di me nell'essere andata avanti con questa serie visto che insiste a cercarla e a voler passare del tempo con lei. 

L'altro difetto che ho ritrovato qui è questo: nel primo volume non c'è mai una spiegazione sul perché Taylor disprezzi così tanto suo padre, solo parole vaghe e cose di cui era accusato (come adulterio) che non sai mai se erano vere o meno e quindi non puoi mai empatizzare a fondo con Taylor quando parla di lui o lo incontra. Stessa cosa qui: Jos parla sempre del suo dolore per la persona che ha perso, per come è cambiata la sua vita e come questa persona ha inciso sulla sua personalità, ma non sai mai come si sono conosciuti e cosa facevano insieme, non hai mai flashback di scene significative che ti possano fra comprendere appieno il dolore che Jos prova e che l'ha fatta cambiare così tanto che porta sua sorella Renee a dirle di non conoscerla più. 

Oltre a non vedere la chimica sessuale e romantica tra eroina ed eroe, non è neanche possibile affezionarsi all'eroina per diversi motivi - Taylor è una bomba di rabbia che dà in escandescenze e picchia la gente per nulla, Jos ci parla solo del suo dolore ma non ce lo mostra davvero. 

Che, detto da me se ripenso alla mia versione diciannovenne è un po' ipocrita, ma tant'è - io mica ero la protagonista di un libro che doveva convincere i lettori ad affezionarsi a me e alla mia storia. 

lunedì 15 luglio 2024

[Recensione] "Il mio sbaglio preferito" di Chelsea M. Cameron

Avevo immaginato che probabilmente sarebbe stato un mezzo disastro viste le mie recenti esperienze con i new adult, ma non pensavo neanche di queste proporzioni bibliche.
 
 
Titolo: Il mio sbaglio preferito
Titolo originale: My Favorite Mistake
Serie: My Favorite Mistake #1
Autrice: Chelsea M. Cameron
Data di uscita: 14 ottobre 2014
Data di uscita originale: 28 settembre 2012
Pagine: 396 (copertina rigida)
Editore: Harlequin Mondadori
Link Amazon: https://amzn.to/3S293Bj

Trama: Fin dal loro primo incontro, Taylor Caldwell non sa se desidera baciare o prendere a pugni Hunter Zaccadelli, il suo nuovo coinquilino. Da una parte Hunter è un affascinante ragazzo dagli occhi blu, irresistibile e pieno di charme. Dall'altra è il tipico bad boy, con la chitarra sempre in mano e il corpo coperto di tatuaggi. Forse è per questo motivo che Taylor ha paura di innamorarsi di lui, non vuole restare scottata e quindi è necessario che Hunter se ne vada... prima che sia troppo tardi.

Anche Hunter ha avuto le sue delusioni e i suoi dolori nel passato, ma Taylor ha una risata così sexy e inoltre non gliene fa passare una liscia! Insomma non può darsi per vinto facilmente e le propone una scommessa: se lei riuscirà a convincerlo che lo odia o lo ama sul serio, lui se ne andrà dall'appartamento, lasciandola finalmente in pace.

Ma quando il passato riemerge all'improvviso Taylor deve decidere: fidarsi di Hunter confidandogli il suo segreto più nascosto o fare tutto il possibile per vincere la scommessa e allontanarlo per sempre.

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TRIGGER WARNING: omicidio/suicidio (nel passato), tentata violenza sessuale (nel passato).


Posso dire che avrei voluto dare fuoco al libro? Posso dire che prima ancora di dare fuoco al libro avrei voluto dare fuoco alla sua protagonista? 

Le premesse perché potesse piacermi c'erano tutte: mi immaginavo questo ragazzo scanzonato, la classica faccia da schiaffi insomma, quello che un po' ti irrita ma sotto sotto ti fa anche ridere e mi immaginavo questa tipa decisa e determinata a non cedere al suo fascino che risponde per le rime ad ogni schermaglia. 

E invece... no. 

Lei vuole passare per la strong female character, ma lo fa nel senso più sbagliato possibile. Non sei una strong female character solo perché sei sempre lì che picchi il tuo co-protagonista, gli lanci dietro cose e lo minacci di violenza e dai perennemente in escandescenze per qualunque cosa anche quando non ce n'è il minimo motivo. 

Ok che quello che hai passato a dodici anni è terribile, non dico di no, sarebbe un trauma per chiunque, ma se mezza dozzina di psicoterapeuti - come dici tu - non sono serviti a niente, io forse mi domanderei se non sei proprio tu che non vuoi affrontare il trauma e guarire come ti hanno sempre detto e non il contrario. Perché, anche otto anni dopo, comportarsi in quel modo è più da disadattata sociale che da persona traumatizzata. 
 
Lei poi è una ficcanaso a dei livelli micidiali - deve scoprire a tutti i costi il segreto di Hunter, arrivando persino a spiarlo in casa dei suoi zii, ma quando si tratta del suo di segreto se solo Hunter fa una domanda o si offre di ascoltarla, Taylor si mette ad urlare come la stessero squartando viva e minaccia di castrarlo.

Insomma, di Taylor ho detestato tutto dal principio alla fine. 

Hunter non è che sia messo meglio, eh. Fa di tutto per provocarla e all'inizio ci sta anche, ma poi si incaponisce che devono finire insieme a tutti i costi e - cosa parecchio da red flag secondo me - se lei da in escandescenze e ti dice di non toccarla o abbracciarla, tu non lo fai e basta. Non che ignori quello che ti ha appena detto perché tu in realtà sai cos'è meglio per lei e di cosa ha davvero bisogno

I dialoghi poi non ne parliamo. Non so se sia la scrittura in sé o anche un problema di traduzione, ma la maggior parte di questi dialoghi o non stanno né in cielo né in terra come senso logico oppure sembrano pronunciati da bambini dell'asilo e non da ventenni al loro secondo e terzo anno di college. 

Taylor e Hunter sono i genitori bipolari di Tessa e Hardin - non vedo nemmeno la presunta chimica che dovrebbero avere tra di loro. 

martedì 9 luglio 2024

[Recensione] "L'ultima volta che ti ho detto addio" di Cynthia Hand

L'estate che avevo immaginato a divorare un libro dietro l'altro non si sta avverando e non credo neanche si avvererà tanto presto perché quel corso mi sta togliendo i sentimenti - e in compenso mi sta dando un sacco di ansia.
 
 
Titolo: L'ultima volta che ti ho detto addio
Titolo originale: The Last Time We Say Goodbye
Autrice: Cynthia Hand
Data di uscita: 16 giugno 2015
Data di uscita originale: 10 febbraio 2015
Pagine: 382 (copertina rigida)
Editore: Harlequin Mondadori
Link Amazon: https://amzn.to/3W2tSPE

Trama: Lexie Riggs è un genio della matematica tutto per lei è rigorosamente razionale, così quando inizia a percepire in casa segni della presenza del fratello - da poco scomparso - non riesce a confidarsi con nessuno. Di certo non lo può dire a sua madre, già convinta che Tyler sia con loro. Non può raccontarlo alle amiche nerd come lei, perché la prenderebbero per pazza. Non può lasciarselo scappare nemmeno con il suo psicanalista: non vuole certo finire imbottita di farmaci. Alla fine, lo confida alla vecchia amica e vicina di casa, Sadie, che non si scompone minimamente di fronte a quell'assurdità, e anzi la aiuta a capire che cosa potrebbe volere Tyler da lei, se davvero si trattasse di lui. Inizia così per Lexie una sorta di viaggio nelle ultime ore del fratello, e ogni tassello del mistero che circonda la sua morte trova piano piano il suo posto. Così Lexie capisce che un fantasma non deve per forza essere vero per impedirti di andare avanti. E ora è il momento di andare avanti.

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TRIGGER WARNING: suicidio, morte di un fratello, depressione, abuso di alcol. 


Ultimamente finisco di leggere con libri che sembrano seguire lo stesso trend - qualche settimana fa ho letto I giorni felici di Juniper Lemon e dove là avevamo una sorella morta, qui abbiamo un fratello morto e la protagonista di questo romanzo si chiama Alexis e Alexis è il secondo secondo della sorella morta di Juniper.

Come dissi allora, sono figlia unica e non posso capire davvero fino in fondo, ma la morte del fratello di mia madre - sebbene non per suicidio come in questo caso - e la sua relativa scomparsa hanno sempre permeato casa mia e quindi in parte, una pur sempre piccola parte rispetto a chi ci è passato davvero, posso capire. 


La storia comincia con Lexie quasi tre mesi dopo la morte del fratello, quando il suo terapista le consiglia di tenere un diario per riversarci dentro il suo dolore e i suoi sentimenti e per ricordare le cose belle di Ty. Ma Lexie non riesce neanche più a piangere, quindi come può scrivere di sentimenti se sente di non averne neanche? 

La morte di Ty ha devastato la sua famiglia, già in frantumi per il divorzio dei suoi genitori tre anni prima, e sua madre non riesce a smettere di piangere e di bere vino quando torna a casa dal lavoro. Per la fin troppo razionale Lexie, il punto di rottura di avvicina quando sua madre le dice che a volte sente il profumo della colonia di Ty per casa e che le sembra di avvertire la sua presenza. 

Ma poi anche a Lexie sembra di vederlo e sebbene si rifiuti di credere a spiriti e fantasmi, non può negare che qualcosa stia succedendo in casa - come se Ty fosse ancora tra quelle mura e volesse mandarle qualche segnale o comunicarle qualcosa. Per Lexie allora è inevitabile ripensare a Ty, alla sua vita, ai suoi ultimi giorni, a quello che potrebbe esserle sfuggito e ai suoi sensi di colpa perché forse avrebbe potuto fare qualcosa per salvarlo. 


L'ultima volta che ti ho detto addio è un romanzo che si concentra fortemente sul dolore di Lexie, sul suo modo di elaborarlo e infine accettare il lutto e la scomparsa di Ty. Va da sé che nel finale ho singhiozzato come una disperata. 

Lexie ci fa entrare nella sua vita, nella sua mente e nei suoi sentimenti, ci fa sentire parte di questa famiglia che è andata e che continua tuttora ad andare in pezzi e ci fa sentire parte di questo legame che la univa a Tyler. 

Non è un romanzo che non dà risposte vere e proprie perché non ce ne sono - Lexie le cerca in camera di Tyler, nei rapporti che aveva con le altre persona e con se stessa, si arrabbia con lui perché si è preso il tempo di scrivere un biglietto per la loro madre ma a lei non ha lasciato niente se non cocci da rimettere insieme e relazioni da rammendare. Non ha nulla di paranormale - forse solo qualcosa di realismo magico, ma è più probabile che sia semplicemente il modo in cui la mente reagisce al dolore e al vuoto lasciato da quella persona come dice il suo terapista. Eppure voglio pensare che qualcosa effettivamente ci sia, che se davvero qualcosa rimane irrisolto ci possa essere un modo per arrivare un messaggio dall'altra parte - in qualunque direzione vogliate guardare. 

E di sensi di colpa come ne ha Lexie ne ho avuti anche io e per anni ho cercato parole per rimediare e segni da qualche parte che mi dicessero che ero stata perdonata. 

Non ci sono risposte per il suicidio di Ty - di solito non ci sono mai risposte soddisfacenti al suicidio di qualcuno per chi resta. Così come non mancano mai i "se avessi fatto qualcosa di diverso" oppure i "se me ne fossi accorta prima" - e la parte difficile è accettare che solo la persona che si è tolta la vita avrebbe potuto salvare se stessa. 

Non tutti potrebbero amare Lexie e questo romanzo - non per il modo in cui a volte rimane estremamente razionale, non per il modo in cui allontana tutti dalla sua vita. Ma Lexie resta anche una ragazza spiritosa, spaventata dal futuro come qualsiasi adolescente e non è difficile lasciarsi coinvolgere quando ci racconta di Ty - soprattutto quando lo sogna l'ultima volta. 

giovedì 12 ottobre 2017

[Recensione] "Alice, punto e a capo" di Carol Marinelli

C'è sempre stato qualcosa nella trama di questo libro che mi ha spinta a desiderarlo sin dalla prima volta che l'ho letta. 
E non era solamente il nome in comune con la sua protagonista, ma era qualcosa di più viscerale e sarà un miracolo se non renderò questa recensione troppo personale.


Titolo: Alice, punto e a capo
Titolo originale: Putting Alice Back Together
Autrice: Carol Marinelli
Data di uscita: 7 luglio 2015
Data di uscita originale: 2 marzo 2012
Pagine: 350 (copertina flessibile)
Editore: Harlequin Mondadori

Trama: Alice è l'amica che vorresti avere. La ragazza che rende una festa più divertente, beve vino da una tazza e ti fa ridere mentre stai piangendo per un ex. Alice è assolutamente felice, tutto è meraviglioso e non c'è nulla di cui preoccuparsi... tranne che, ok: il suo lavoro era davvero bello 10 anni fa. È innamorata del suo migliore amico, ma lui è gay. Gli estratti conto della sua carta di credito sono nascosti sotto il letto, chiusi. Ma forse il problema più grande di Alice è che nasconde un segreto. Un segreto così enorme che non può raccontarlo a nessuno. Come fai a mantenere un segreto così quando tutto sta iniziando ad andare a pezzi? E una volta che l'hai finalmente rivelato, da dove cominci a rimettere insieme la tua vita?


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Ho pianto... e sì, ho pianto più di una volta. 

Alice è una ragazza di quasi trent'anni, inglese di nascita ma residente a Melbourne da dieci anni. È una ragazza che sa dedicarsi completamente ai suoi amici quando hanno bisogno di lei, ma che non sa assolutamente prendersi cura di se stessa. 

Sin da piccola ha sempre detestato i suoi capelli ricci e rossi, tanto che spende i soldi che non ha in trattamenti liscianti e tinte bionde pur di cancellarne l'esistenza. 
Nasconde le ricevute delle carte di credito sotto il materasso, controlla sempre la quantità di carboidrati che ingerisce, non ha relazioni serie, cerca di essere il più possibile normale e quando gli attacchi d'ansia colpiscono e il passato torna ad affacciarsi alla sua mente, lei li combatte a suon di Valium e alcolici. 
Fino a quando questi ultimi non bastano più a tenere insieme la facciata di apparente spensieratezza e tutto crolla a pezzi. 

Alice è una ragazza che ha perso se stessa molto tempo fa e che non sa da che parte cominciare per ritrovarsi.

È una storia che mi ha profondamente commossa, la storia di come una famiglia può sfasciarsi con un padre traditore e una madre che si lascia troppo andare e sorelle forse troppo grandi per legare davvero tra di loro e di una bambina a cui forse non viene dato il giusto ascolto. 
Perché forse la cosa peggiore è davvero non riuscire a parlare con i propri genitori quando qualcosa non va ed essere incapaci di chiedere aiuto, quando uno dei due è troppo preso dalla sua nuova relazione e l'altra dedica forse troppe attenzioni alla sorella di mezzo e lavorando comunque troppe ore per essere in grado di mantenere le figlie. 
E quando Alice a diciassette anni si troverà in difficoltà, negando fino alla stremo quel segreto che custodisce fino a quando non ne verrà sopraffatta, alla fine sceglierà comunque il silenzio. 

Alternando passato e presente, scopriamo come Alice è diventata quella che è oggi e cosa l'ha spinta a rinunciare ai propri sogni quando era solo un'adolescente. 
Come il trauma della separazione, della sua famiglia folle e forse un po' disfunzionale e quel segreto celato l'hanno portata ad essere un'adulta sull'orlo di un collasso nervoso.

È una storia d'amore, ma non si tratta di amore romantico - o meglio, non del tutto. Si parla di amore tra amici vicini e lontani, tra madri e figlie, tra sorelle, tra partners - amore che esula dal sesso dei personaggi e dalle loro inclinazioni sessuali. 
È una storia che parla di morte, di tradimento, di traumi psicologici e delle loro conseguenze, di autostima, di omosessualità - il tutto trattato con una delicatezza e un'attenzione eccezionali.
È una storia di maturazione, crescita e soprattutto accettazione perché per quanto i suoi amici siano fantastici, Alice capirà che solo lei può percorrere il percorso che la porterà alla guarigione - una strada difficile, dolorosa e piena di ostacoli che però sa di dover percorrere da sola costringendosi finalmente a parlare e ad aprirsi con chi la circonda prima che la situazione diventi ingestibile. 
Perché anche quelle che sembrano piccole cose lasciano un segno su di noi e dentro di noi, facendoci diventare una versione adulta di noi stessi che forse non avremmo voluto essere e le menzogne reggono solo fino ad un certo punto prima che il passato torni a bussare e a chiedere il conto. 

È un romanzo che fa male, ma è quel male che alla fine fa bene e persino io che non ho un singolo grammo di istinto materno in me, alla fine mi sono ritrovata a piangere. 
È un romanzo che parla di cose lasciate in sospeso, che parla di rimpianti e di "e se..." quando in realtà si era ancora troppo immaturi per comprendere davvero certe scelte, che parla di seconde occasioni e di opportunità da afferrare, che parla di speranza. 
Perché è possibile guarire, però bisogna volerlo

Io e Alice non abbiamo lo stesso background, ma ho trovato davvero tante (a volte troppe) cose in comune con lei - e non parlo solo del nome. 
Ho pianto con lei e non l'ho fatto solo per la sua storia e il suo dolore, il suo dover scendere a patti con quanto accaduto e il suo accettare ma anche lasciare andare, ma anche perché Alice parla al lettore rivolgendosi a lui e coinvolgendolo totalmente nel racconto - è una spirale in cui è impossibile non venire trascinati. 
E Alice e la sua storia mi resteranno sempre nel cuore, un po' come memoria del passato e diario del presente e un po' come monito per il futuro. 


martedì 10 ottobre 2017

Teaser Tuesday #14 | "Alice, punto e a capo" di Carol Marinelli

Questa è forse la rubrica che appare meno spesso sul blog - forse perché di solito tendo a finire i libri intorno a questo giorno della settimana e a pubblicarne la recensione - tant'è vero che l'ultimo appuntamento risale alla prima metà di luglio. 
Ma oggi siamo qui.  

Teaser Tuesday è una rubrica del martedì ideata dal blog Should be Reading con lo scopo di condividere con voi lettori uno spezzone di un libro che abbiamo attualmente in lettura.

1. Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
2. Condividi un breve estratto da quella pagina
3. Attenzione a non fare spoiler!
4. Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


Non è una cosa che uno si possa far uscire di bocca così, però!
Voglio dire, come si fa a infilare questa piccola gemma in una conversazione?
Non si può. 
Mai. 
Con nessuno. 
Si impara a conviverci. 
A sfuggirla. 
A vivere ai margini dell'accaduto.
Sono tante le cose su cui di solito preferisco tacere, non so nemmeno da dove cominciare. Se torno indietro anche solo di qualche settimana, questo fatto non era in primo piano nei miei pensieri. Davvero, non ci pensavo affatto, o facevo di tutto per non pensarci: ero troppo occupata a essere normale. Avevo un lavoro, un guardaroba fantastico, amici straordinari, un colossale debito sulla carta di credito... insomma, le solite cose. Okay, qualche problema ce l'avevo, ma non li hanno tutti?

(Carol Marinelli - Alice, punto e a capo)

lunedì 9 ottobre 2017

What's on my bedside table? #28 | "Alice, punto e a capo" di Carol Marinelli

Salve lettori, torno sempre a darvi appuntamento di sera con questa rubrica perché, come ormai ben saprete, questo è un periodo in cui i telefilm fanno da padroni. 

Ma nel fine settimana ho finito un libro e pubblicato la recensione e ieri, approfittando del fatto che la domenica sia abbastanza vuota, ho iniziato subito la mia nuova lettura.
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Alice, punto e a capo" di Carol Marinelli
Un libro che affronta diversi temi importanti e con una protagonista che definire complicata è dire poco. 


SONO A... 
Pagina 136. Mi sta piacendo davvero tanto e la storia si dipana tra passato e presente, mentre Alice perde il controllo delle sue bugie e il passato torna a farsi di nuovo presente di prepotenza nella sua mente


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... ho sentito subito un'affinità con la sua protagonista - e non parlo solo del nome. Era nella mia wishlist da parecchio e il mese scorso l'ho trovato ad un prezzo stracciato, quindi ne ho approfittato subito.

mercoledì 20 luglio 2016

WWW.. Wednesday! #14

Buongiorno bella gente, come andiamo? 
Questa settimana ammetto di essere andata molto a rilento con le letture.

Vediamo un po' quello che (non) è cambiato?


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.


What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho letto in ebook Lie4Me - Professione Bugiarda di Mariachiara Cabrini, mandatomi gentilmente dalla sua autrice. È stato davvero carino e allegro e frizzante e potete leggerne la recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Come avrete intuito dal teaser di ieri, sono nel bel mezzo della lettura di Una sfida come te di Katie McGarry. Posso fare un mega-sospiro per Isaiah? 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Tutte letture in digitale le prossime. Sto parlando, come potete vedere, di Imprinting Love di Mariachiara Cabrini e di Le cesoie di Busan di Karen Waves


Mi rendo conto di essere stata davvero di poche parole - il che non accade spesso, quindi mi sa che vi conviene segnarvelo sul calendario! 
La vostra settimana di letture com'è andata? :)

sabato 16 luglio 2016

[Recensione] "Lie4Me - Professione Bugiarda" di Mariachiara Cabrini

Carissimi lettori, mi auguro che stiate passando un buon weekend e io sarò estremamente veloce perché a quanto pare oggi è sabato e ho una vita sociale anche io - chi l'avrebbe mai detto. 

Come sempre, prima i ringraziamenti. 
Ringraziamenti che vanno all'autrice protagonista della recensione di oggi, che mi ha inviato una copia digitale di questa storia quando ho vinto un'altra sua opera su Goodreads. 


Titolo: Lie4Me - Professione Bugiarda
Autrice: Mariachiara Cabrini
Data di uscita: 31 agosto 2015
Pagine: 107 (ebook)
Editore: Harlequin Mondadori

Collana: eLit

Trama: Proprio come l'Alice del Paese delle Meraviglie, anche Alice Schiano ha un'irrefrenabile fantasia e decide di sfruttarla per inventarsi un lavoro alternativo. La sua missione è migliorare le vite altrui... una bugia alla volta. Vuoi mollare il tuo fidanzato ma non vuoi farlo di persona per non vivere un'esperienza spiacevole? Vuoi fare bella figura con il capo, sbarazzarti di una rivale, conquistare un collega? Alice è la donna che fa per te! Non c'è nulla che non possa risolvere grazie alla sua parlantina, e non prova mai rimorsi per ciò che fa, perché mentire paga, e bene! I servizi della sua agenzia sono richiestissimi, gli affari vanno alla grande e anche la vita sentimentale scorre liscia come l'olio, forse proprio perché racconta un bel po' di bugie anche al fidanzato. Finché qualcuno non fa saltare in aria la sua auto. Chi è stato? Alice non intende restare con le mani in mano ad aspettare che la polizia scopra il colpevole. Tanto più che collaborare con l'ispettore Donati, uomo affascinante quanto irritante, potrebbe portare a risvolti inaspettati. In tutti i sensi.


Questa graziosa storia ricordo di averla vista apparire su alcuni blog nei mesi scorsi e i suoi estratti mi erano sembrati davvero carini e divertenti. 
E le mie prime impressioni non sono state smentite. 

«[..] Ora mi dia il numero della sua segretaria e, mentre aspettiamo che arrivi, spero vorrà essere così gentile da appagare una mia curiosità.»
«Quale?»
«Ho richiesto alla Camera di Commercio di Milano la visura camerale della sua agenzia e ho scoperto che è denominata L.F.M. Sono estremamente curioso di sapere per cosa stanno queste iniziali, visto che manca proprio la A di Accomodatrice, come lei si definisce.»
Non capisco la sua curiosità, ma gli rispondo volentieri pur di veder concludere questo colloquio e poter tornare a casa in tempi brevi «Le iniziali stanno per Lie for me, cioè Menti per me
Donati mi coglie di sorpresa, scoppiando a ridere di gusto. «Molto divertente e inaspettatamente sincero. Non me l'aspettavo da parte sua, signorina Schiano, ma d'altronde sembra che lei non faccia mai quello che uno si aspetta.»
Mi sta forse prendendo in giro? «È un nome serio ed esplicativo, io non ci trovo nulla da ridere.»
«No? Allora perché lo ha ridotto a una sigla?»
«Per privacy.»
«Certo, come no. Lo ammetta. Quel nome è la sua barzelletta privata. Il suo modo di nascondere in piena vista ciò che fa. Una specie di sincerità bugiarda, la definirei.»
Anche se il fatto di aver nascosto proprio sotto al naso di tutti quello che faccio, in effetti qualche piccola soddisfazione me la da, non lo ammetterò mai davanti a lui. Piuttosto la morte.

Che fare in periodo di crisi quando il lavoro scarseggia? 
Semplice - te lo inventi.  

E complice la massima filosofica di Gregory House MD secondo la quale tutti mentono, Alice Schiano si fa paladina di tutti quelli che hanno bisogno una piccola o grande bugia per avere la vita più semplice. 
Lei si definisce "un'accomodatrice di vite" perché, di fatto, lei accomoda le vite delle persone con bugie più o meno elaborate. 

Perché mentire se hai qualcuno che può farlo per te? 

La discrezione è fondamentale in questo lavoro, sia per lei che per i suoi clienti. È un lavoro che lei prende molto sul serio, esattamente come Giulia - la sua segretaria. E se Alice accomoda le vite degli altri, Giulia tenta di accomodare quella di Alice e cerca di tenerla in riga - con il suo sguardo di ghiaccio lei non si fa problemi a riprendere il suo capo quando gli scrupoli morali sembrano scarseggiare. Ma con garbo, in fondo anche Giulia ha bisogno dello stipendio. 

Che succede però se Alice - così abituata ad avere il controllo sulla sua vita e su quella degli altri - di colpo si trovasse presa di mira e vittima di attentati alla sua persona
Suvvia, sono coincidenze - in fondo, il suo è un lavoro come un altro, no? 
Ma mentre gli attentati si fanno più frequenti, Alice è costretta a pensare al fatto che forse le bugie comportano conseguenze degli altri e che la storia semplicemente non finisce con la chiusura della pratica da parte del cliente. 

Tra fughe improbabili, fidanzati appiccicosi e sull'orlo di una crisi di nervi, segretarie autoritarie e ispettori di polizia irritanti percorriamo insieme ad Alice un viaggio all'interno del suo lavoro alla ricerca di chi potrebbe avercela con lei. 

Frugo nella mia borsetta ed estraggo dal beauty portatile un paio di forbici robuste. Mi sono state utili molte volte, per rifinire un'unghia spezzata, eliminare un filo scucito o tagliare il filo elettrico di un allarme che intralciava il mio ingresso in uno stabile... Cose del tutto normali, insomma. Sicuramente sapranno aiutarmi anche questa volta. Le incuneo nella fessura fra le due porte automatiche e inizio ad armeggiare e spingere per creare uno spazio in cui infilare la mano. Spingo e spingo, emettendo versi ben poco femminili – grugniti degni di un cinghiale direi – ma non succede nulla. I due pannelli non si sono spostati di un millimetro; l'unico risultato che ho ottenuto è stato quello di rovinare le mie preziose forbici, che si sono piegate.
Sono esausta e sudata. Nei film lo fanno sembrare tanto facile, ma sono tutte bugie. I registi dovrebbero vergognarsi a ingannare in questo modo il pubblico.

Ho sempre avuto il sorriso sulle labbra mentre leggevo e in alcuni punti ho proprio riso fino alle lacrime. 
Alice è sarcastica, polemica, indipendente ed estremamente interessante - anche quando mente agli altri, anche quando mente a se stessa, anche quando gli altri se ne accorgono e lei tenta di giustificarsi. 
È una lettura frizzante con quel pizzico di mistero che anche nei punti di pathos è capace di far sorridere e con la mia omonima ho scoperto di avere più cose in comune di quanto pensassi inizialmente
E siccome non ho intenzione di far diventare questa recensione qualcosa di personale, mi limiterò a dire che in alcuni momenti - nel leggere alcune riflessioni di Alice - mi è sembrato di guardarmi allo specchio e le ho sentite pronunciare con la mia stessa voce. 

Se volete farvi due risate - o anche di più - e volete una lettura allegra e frizzante, questa storia di Mariachiara è quello che fa per voi. 
Lasciatevi conquistare da Alice Schiano e dal suo mondo fatto di bugie abilmente create ad arte - la verità dopotutto è assai sopravvalutata a volte. 

e ½ 



BONUS: ieri, nella fretta di essere pronta in tempo per uscire, mi sono dimenticata di scrivere una cosa che mi ero appuntata mentalmente leggendo
Essendo la musica l'altra mia passione, mi sono venute subito in mente due canzoni mentre leggevo questa storia. 

*rullo di tamburi* 

Believe Me, I'm Lying dei Forever The Sickest Kids e una parte del ritornello di Gives You Hell dei The All-American Rejects:

..and truth be told, I miss you
and truth be told, I'm lying..