venerdì 9 giugno 2017

[Recensione] "Cime Tempestose" di Emily Brontë

Dicono che questo romanzo o lo si ama o lo si odia. 
E se io mi trovassi nel mezzo, in bilico tra uno e l'altro?

Ammetto che ero indecisa se scrivere o meno la recensione perché pensavo che ne avrei parlato durante la mia tappa del progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi
Poi mi sono resa conto che sarei andata pesantemente fuori tema e che avrei scritto un papiro e mezzo perché, nonostante io ancora non sappia dire se mi sia piaciuto oppure no, Cime Tempestose ha smosso una tempesta violenta - perdonatemi l'uso forse infelice della parola - di sentimenti ed emozioni contrastanti dentro di me. 

Ah, e considerando che di norma non sono in grado di scrivere una recensione degna di questo nome per un romanzo "normale" o contemporaneo, non mi assumo nessuna responsabilità per la mia incapacità di recensire un classico perché questa recensione è tutta "di pancia".


Titolo: Cime Tempestose
Titolo originale: Wuthering Heights
Autrice: Emily Brontë
Data di uscita: maggio 2012
Data di uscita originale: 5 settembre 1847
Pagine: 428 (copertina flessibile)
Editore: Feltrinelli

Trama [presa da un'altra edizione]: Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. E' così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall'altro l'attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.


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Non ero digiuna di Cime Tempestose prima di iniziare a leggere il romanzo e recuperare quindi uno dei classici che andrebbero letti almeno una volta nella vita. 

Il mio primo incontro con Cime Tempestose - salvo forse qualche sentito dire negli anni delle medie appena scoperta Jane Austen e gli altri classici in generale - è stato tardivo e risale all'ultimo quadrimestre di quinta liceo prima del diploma nel 2008. 
Come vi avevo già raccontato in Books About: io, i libri e.. l'inglese, la lingua l'ho imparata praticamente da sola perché alle superiori l'insegnamento è stato un disastro tra insegnanti nuove ogni anno, compagne di classe svogliate che coglievano la cosa come una scusa per ricominciare dall'alfabeto e dal simple present ogni singolo anno e addirittura un totale di ore buche durato l'intera quarta liceo. 
Morale della favola, quando la nostra ultima insegnante è arrivata nel secondo quadrimestre dell'ultimo anno eravamo così indietro con il programma che abbiamo saltato moltissime opere della letteratura inglese e Cime Tempestose ce l'ha fatto vedere direttamente in video, tramite la miniserie televisiva italiana in due puntate del 2004

La mia avversione per Catherine era nata già allora all'epoca dei miei 18/19 anni - ricordavo questa ragazza viziata e capricciosa che mi faceva saltare i nervi, ma ricordavo anche la storia come un inno all'amore contrastato dal "rivale" di Heathcliff. 

I miei ricordi si sono violentemente scontrati con la lettura del libro e la consapevolezza nata dalla scoperta che la miniserie è stata resa più romantica da piccoli cambi di trama rispetto alla storia narrata nel romanzo. 
Non ricordavo bene tutto - abbiate pietà della mia memoria, sono passati nove anni da quella mattina in aula - ma è stato comunque uno shock trovare un Heathcliff così diverso da quello che credevo di ricordare. 
Catherine no, Catherine è rimasta immutata.  

Un'altra mia pseudo-certezza andata in frantumi è stata quella dei protagonisti effettivi della storia - logicamente nella miniserie si focalizzava su Catherine e Heathcliff, ma il romanzo è in realtà narrato prima al presente dal signor Lockwood che ha preso in affitto Thrushcross Grange dal signor Heathcliff e poi dalla governante Ellen Dean in un lunghissimo flashback che va indietro di oltre vent'anni e che non racconta solo dell'amore tra Catherine e Heathcliff, ma racconta anche le conseguenze di esso e della vendetta che ha distrutto due famiglie abbattendosi anche sui discendenti.

La storia, in breve, è questa. 
Siamo nella brughiera inglese e una sera il signor Earnshaw torna a casa dai suoi due figli, Hindley e Catherine, dopo un viaggio a Liverpool portando con sé un bambino con l'aspetto di uno zingaro, povero e senza origini conosciute. 
Viene chiamato Heathcliff, come il figlio che gli Earnshaw hanno perso e mentre Heathcliff avrà sempre il favore del padrone - dandogli quindi una sorta di potere sugli altri due - con Hindley, che si vede usurpato dell'affetto del padre, sarà uno scontro continuo. Con Catherine invece, nonostante una scaramuccia iniziale, sarà sempre amore - sarà l'incontro di due anime affini e selvatiche che verrà ostacolato dal basso rango di lui quando Catherine sceglierà di sposare Edgar Linton.

Ancora non so dire se questo romanzo mi sia piaciuto o meno. 
Da un lato è incredibile per ciò di cui parla e per come il tema viene trattato, per i personaggi che sono protagonisti e la descrizione della brughiera che li isola dalla civiltà acuendo così tutti i loro peggiori tratti caratteriali - è incredibile considerati gli anni in cui è stato scritto e pubblicato. Nonostante si pensi sempre che un classico sia "pesante" da leggere per scrittura e temi, in realtà è scorrevole e ben scritto. 
Dall'altro lato ti fa scattare l'omicidio perché non c'è stato un singolo personaggio che io non abbia odiato almeno una volta. E alcuni con più ferocia di altri. 

Per mia stessa ammissione, il numero di classici che devo ancora leggere supera di gran lunga quelli letti. Ma immaginate un po': da amante di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen in cui, se vogliamo, il massimo della scortesia è rappresentato dall'ansia della signora Bennett di veder sposate le figlie e dalle risate sciocche di Lydia, provate a figurarvi la mia espressione quando il signor Lockwood ad inizio romanzo si presenta del tutto non invitato a Wuthering Heights per presentarsi a colui che gli affitta la casa, ha da lamentarsi per come lo accolgono e nonostante gli venga fatto capire che la sua presenza non è gradita, lui comunque si ripresenta il giorno dopo e pretende di essere riaccompagnato a casa quando inizia a nevicare e poi chiede di restare a dormire. 
Non so voi, ma già lì i miei nervi hanno iniziato a saltare. 

Catherine si dimostra fin da subito prepotente, arrogante e viziata, con la sciocca presunzione di poter aiutare Heathcliff ad elevarsi se sposa l'aristocratico Edgar Linton. 
Heathcliff, che pure avrebbe le carte in regola per suscitare simpatia in quanto povero orfano che viene bistrattato dal figlio del padrone, è invece un antieroe cattivo, crudele e vendicativo. 

Questo è un romanzo di crudeltà, vendetta, ingiustizia e ossessione, dove un uomo è disposto a tutto pur di avere la meglio e distruggere coloro che a suo parere gli hanno fatto un torto e sottratto l'amore della sua vita. È un romanzo in cui quelli che inizialmente sono vittime diventano carnefici - sia del proprio destino che di quello altrui - e quelli che erano carnefici finiscono per fare una fine peggiore di quanto avrebbero mai potuto immaginare, finendo poi con il sembrare vittime.  
Ma nonostante lo status di vittime in alcuni momenti, non c'è stato nessun personaggio che non abbia detestato almeno in un'occasione - persino la governante Ellen Dean mi ha fatto saltare i nervi un paio di volte con i suoi giudizi. 
Ellen Dean, dopo essere stata la governante di Catherine Earnshaw, diventa la governante di sua figlia - anche lei di nome Catherine, ma soprannominata Cathy dal padre Edgar. E quando a 16 anni Catherine pensa di essere innamorata, tutte le frasi denigratorie di Ellen Dean mi hanno dato fastidio perché da una parte sì, ho 28 anni e riconosco la maturità delle sue parole ma dall'altra parte non sono nemmeno così vecchia da non ricordare com'è avere quell'età e sapere che se qualcuno avesse definito "sciocche" le mie fantasie, degradandole, anche io sarei diventata una iena. 

Questo romanzo e i suoi protagonisti mi hanno fatta imbestialire come poche cose nella mia vita, c'è stato un momento in cui mi sarei messa ad urlare di fronte alla crudeltà sotto i miei occhi. È un romanzo in cui anche l'isolamento delle due residenze - Wuthering Heights e Thrushcross Grange - con i suoi cambiamenti climatici e le forti tempeste e paesaggi a volte all'opposto a seconda della stagione - contribuisce ad influire sull'umore dei loro abitanti. Lontani da un paese che comunque mormora e grida allo scandalo, sono tutti in balia di loro stessi e quei sei chilometri di distanza da una residenza all'altra rappresentano un muro che non deve essere valicato. 

Catherine e Heathcliff sono due persone egoiste, prive di qualunque considerazione verso gli altri concentrati come sono unicamente su loro stessi. E si meritano davvero a vicenda, se non in questa vita almeno nella prossima - e si spera che non faranno soffrire tutti quelli intorno a loro un'altra volta. 
Per quanto possa sembrare paradossale e così diverso da quello che ho provato vedendo la miniserie, mi sono trovata ad avere una pena immensa per Edgar Linton - quel "rivale" di Heathcliff che a scuola non potevo vedere. 
Anche Hareton, il figlio di Hindley, ha suscitato la mia compassione - vittima di quella che è chiaramente la sindrome di Stoccolma nei confronti di Heathcliff e privato di un destino che avrebbe potuto essere molto più felice se non fosse stato sottratto alle cure di Ellen Dean quando era ancora troppo piccolo. 

E Cathy Linton... Catherine Linton ha forse ereditato la caparbietà di sua madre, ma unita alla bontà di cuore dei Linton l'ha resa un connubio di forza e capacità di tornare sui propri passi - mandando poi a monte tutto quello che Heathcliff, ormai troppo preso dal fantasma di Catherine Earnshaw, si era ripromesso di fare. 
E non so, ho forse quasi trovato poetico il fatto che, alla faccia di Heathcliff che ho detestato con tutto il cuore, le famiglie Earnshaw e Linton - o quello che rimane di loro - alla fine fossero di nuovo unite. 

Di Heathcliff avrei montagne di insulti cose da dire, ma ho già scritto troppo e quello sarà comunque il tema della mia tappa. 

Che dire? 
Questo è un romanzo difficile da digerire, ma è impossibile restarne indifferenti - sia in un modo che nell'altro. Smuove proprio dei sentimenti violenti, come collera e indignazione.
Non so ancora dire se mi sia piaciuto, da una parte sì e dall'altra no. 
Credo che Emily Brontë abbia avuto un bel fegato, sia che sia stata la sua natura a farglielo scrivere in questo modo - con protagonisti facilmente detestabili - o che sia stata una sua scelta voluta. 
Ma ora so anche perché, dalle due trasposizioni viste, mi sono sempre sentita più attirata verso Jane Eyre di sua sorella Charlotte che verso il suo Cime Tempestose

14 commenti:

  1. Ciao! Ci sarebbe davvero tanto da dire su questo romanzo, ma hai ragione: è difficile raccontare tutto in un unico post. Condivido le tue riflessioni, per quanto io abbia amato il romanzo, e sono curiosa di leggere le tue considerazioni su Heathcliff.
    A presto :-)

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    1. Ciao Silvia! Sono contenta di sapere che tu hai amato il romanzo - i diversi punti di vista sono sempre ben accetti! :)
      Per quanto riguarda le mie considerazioni su Heathcliff... mi sono praticamente scritta in post in testa questa notte! xD

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  2. Ahahahah condivido su tutto Alice! Davvero questo romanzo è qualcosa di indescrivibile!

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    1. Penso che non arriverò mai a stabilire da che parte pende la bilancia tra amore e odio! xD

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  3. Ciao!
    Ero impaziente di leggere questa tua recensione e devo dire che condivido ogni singola parola. Ricordo che quando l'ho letto ho provato la stessa profonda delusione/sconvolgimento che hai sentito tu.
    Una storia intensa, ma, ripeto ancora una volta, non una storia d'amore!

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    1. Ciao Alisya!
      Guarda, c'è stato un punto in particolare che mi ha fatto venire voglia di urlare e/o dare fuoco a qualcosa da tanto ero arrabbiata e mi sono trattenuta a stento solo perché erano le due di notte! xD
      E condivido assolutamente la tua ultima frase.

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  4. Ciao! Io non avevo mai letto questo libro prima dell'anno scorso e devo dire che rientro nei lettori che lo hanno amato, a me è proprio piaciuto! Però devo ancora leggere Jane Eyre quindi non posso fare paragoni tra le sorelle, se non dirti che Emyly mi piace ;)

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    1. Jane Eyre lo devo ancora leggere anche io, ma basandomi sulle due trasposizioni cinematografiche che ho visto mi è piaciuto di più.
      Presto leggerò il libro e vedrò se anche in questo caso le mie certezze andranno in frantumi! xD

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  5. Questo è uno di quei libri che mi ha colpito molto per la sua storia e le ambientazioni,ma i personaggi...no!
    Catherine si odia e basta!

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    1. Non può non colpire, sia positivamente che negativamente.
      Però avere a che fare con personaggi come Catherine e Heathcliff è stata davvero una sofferenza emotiva.

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  6. Ciao Alice.
    Mi ero persa questa recensione e quindi eccomi qui a commentarla.
    Mi fa piacere che il mio progetto ti abbia spinto a leggere questo libro o quantomeno a conoscerlo meglio, un pò mi dispiace per tutti i nervi che ti sono saltati ah ah. Lo so anche a me ha fatto questo effetto e anche se l'ho letto tempo lo ricordo benissimo.
    Catherine ci sono tanti che la amano ma io no, come te l'ho detestata dall'inizio alla fine e c'è poco altro da dire a riguardo.
    Nel complesso la storia mi è piaciuta forse perchè è davvero fuori dal comune e del tutto diversa dalle altre.
    Aspetto ovviamente di leggere le tue considerazioni su Heathcliff e a questo punto aspetto anche di sapere il tuo parere su Jane Eyre

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    1. È proprio perché è diversa dal comune e anche audace rispetto alle altre opere della sua epoca che da un certo punto di vista mi è piaciuto. Poi ripenso ai suoi protagonisti e... argh!

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  7. Ero venuta su questa recensione pronta a leggere qualcosa su cui non sarei stata d'accordo, ed invece, ho letto una bellissima recensione, anche se non la condivido ;)
    Cime Tempestose è un romanzo arduo di cui parlare, se ne potrebbe discutere per ore o per un minuto, ma sempre qualcosa di diverso da dire lo si troverebbe. Mi sto convincendo che ognuno interpreta e legge le pagine di questo romanzo in base al proprio modo di essere. E' estremmente soggettiva l'interpretazione dei libri, e con i classici, questa cosa si acuisce ancor di più e tira fuori tutti i nostri modi di vedere le cose, e anche il modo in cui le vorremmo vedere o vivere.
    Complimenti per la tua chiave di lettura, sono sempre curiosa di leggere pareri discostanti dai miei, e soprattutto leggerne le motivazioni! xoxo Connor

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    1. Grazie Connor, proprio perché non la vediamo allo stesso modo questo tuo commento mi fa ancora più piacere! :)

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