venerdì 9 giugno 2017

[Spotlight] "I guardiani dell’isola perduta" di Stefano Santarsiere

Ed eccoci qui con il secondo post di segnalazione di oggi! 


Titolo: I guardiani dell’isola perduta
Autore: Stefano Santarsiere
Editore: Newton Compton Editori 

Collana: Nuova Narrativa Newton
Prezzo: 2,99 € (ebook) - 7,90 € (copertina rigida)
Pagine: 381
ISBN 10: 8822702085
ISBN 13: 978-8822702081

Trama: Una scossa improvvisa giunge nella vita di Charles Fort, giornalista appassionato di misteri. Il suo amico Luca Bonanni è morto in un incidente stradale e proprio lui viene convocato dalle autorità per riconoscerne il corpo. Ma le sorprese che lo attendono non sono poche: la compagna di Bonanni, Selena, sospetta un’altra causa di morte e lo contatta per chiedergli aiuto. Ha con sé una valigia lasciata dall’uomo piena di oggetti provenienti da relitti inabissatisi nel Pacifico e che nessuno, in teoria, potrebbe aver recuperato. Le domande sono tante: cosa lega il contenuto della valigia alle ultime ricerche di Bonanni? Da cosa dipendevano i suoi timori negli ultimi giorni prima dell’incidente? E soprattutto, chi o cosa sono gli hermanos del mar che cercava lungo le coste messicane e poi nell’arcipelago delle Fiji? Per risolvere i tanti misteri, Charles Fort e Selena si spingeranno dall’altra parte del mondo, trovandosi alle soglie di una scoperta scioccante che unisce le ipotesi sull’esistenza di misteriose creature degli oceani agli affari di una spietata multinazionale…

[Spotlight] "Fore morra" di Diego Di Dio

Questo è il secondo post di oggi e più tardi ne arriverà un terzo, ma è per una giusta causa - no, non sono diventata improvvisamente logorroica in maniera incontrollabile. 
Oggi ci sono due post in più per dare visibilità a due autori italiani e fare loro i migliori auguri, ringraziando anche l'agenzia letteraria Saper Scrivere per la nuova collaborazione - ne sono onorata! 


La Fanucci Editore, collana Timecrime, è lieta di annunciare la pubblicazione del romanzo Fore morra, in tutte le librerie a partire dal 2 febbraio 2017.


Titolo: Fore morra
Autore: Diego Di Dio
Editore: Fanucci (Timecrime)
Data di uscita: 2 febbraio 2017
Pagine: 320 

Prezzo: 4,99€ (ebook) - 12,90€ (cartaceo)
ISBN-10: 8866883158 

ISBN-13: 978-8866883159
 

Trama: Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito.

Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno. 


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“Diego Di Dio ha talento. Scrive frasi taglienti come proiettili sparati ad altezza uomo. Il ritmo è cinematografico. Narra storie di vendetta e di denuncia sociale.”
Barbara Baraldi


“Realistico e tormentato come Gomorra, esagerato e violento come Kill Bill.”
Cristiana Astori

[Recensione] "Cime Tempestose" di Emily Brontë

Dicono che questo romanzo o lo si ama o lo si odia. 
E se io mi trovassi nel mezzo, in bilico tra uno e l'altro?

Ammetto che ero indecisa se scrivere o meno la recensione perché pensavo che ne avrei parlato durante la mia tappa del progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi
Poi mi sono resa conto che sarei andata pesantemente fuori tema e che avrei scritto un papiro e mezzo perché, nonostante io ancora non sappia dire se mi sia piaciuto oppure no, Cime Tempestose ha smosso una tempesta violenta - perdonatemi l'uso forse infelice della parola - di sentimenti ed emozioni contrastanti dentro di me. 

Ah, e considerando che di norma non sono in grado di scrivere una recensione degna di questo nome per un romanzo "normale" o contemporaneo, non mi assumo nessuna responsabilità per la mia incapacità di recensire un classico perché questa recensione è tutta "di pancia".


Titolo: Cime Tempestose
Titolo originale: Wuthering Heights
Autrice: Emily Brontë
Data di uscita: maggio 2012
Data di uscita originale: 5 settembre 1847
Pagine: 428 (copertina flessibile)
Editore: Feltrinelli

Trama [presa da un'altra edizione]: Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. E' così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall'altro l'attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.


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Non ero digiuna di Cime Tempestose prima di iniziare a leggere il romanzo e recuperare quindi uno dei classici che andrebbero letti almeno una volta nella vita. 

Il mio primo incontro con Cime Tempestose - salvo forse qualche sentito dire negli anni delle medie appena scoperta Jane Austen e gli altri classici in generale - è stato tardivo e risale all'ultimo quadrimestre di quinta liceo prima del diploma nel 2008. 
Come vi avevo già raccontato in Books About: io, i libri e.. l'inglese, la lingua l'ho imparata praticamente da sola perché alle superiori l'insegnamento è stato un disastro tra insegnanti nuove ogni anno, compagne di classe svogliate che coglievano la cosa come una scusa per ricominciare dall'alfabeto e dal simple present ogni singolo anno e addirittura un totale di ore buche durato l'intera quarta liceo. 
Morale della favola, quando la nostra ultima insegnante è arrivata nel secondo quadrimestre dell'ultimo anno eravamo così indietro con il programma che abbiamo saltato moltissime opere della letteratura inglese e Cime Tempestose ce l'ha fatto vedere direttamente in video, tramite la miniserie televisiva italiana in due puntate del 2004

La mia avversione per Catherine era nata già allora all'epoca dei miei 18/19 anni - ricordavo questa ragazza viziata e capricciosa che mi faceva saltare i nervi, ma ricordavo anche la storia come un inno all'amore contrastato dal "rivale" di Heathcliff. 

I miei ricordi si sono violentemente scontrati con la lettura del libro e la consapevolezza nata dalla scoperta che la miniserie è stata resa più romantica da piccoli cambi di trama rispetto alla storia narrata nel romanzo. 
Non ricordavo bene tutto - abbiate pietà della mia memoria, sono passati nove anni da quella mattina in aula - ma è stato comunque uno shock trovare un Heathcliff così diverso da quello che credevo di ricordare. 
Catherine no, Catherine è rimasta immutata.  

Un'altra mia pseudo-certezza andata in frantumi è stata quella dei protagonisti effettivi della storia - logicamente nella miniserie si focalizzava su Catherine e Heathcliff, ma il romanzo è in realtà narrato prima al presente dal signor Lockwood che ha preso in affitto Thrushcross Grange dal signor Heathcliff e poi dalla governante Ellen Dean in un lunghissimo flashback che va indietro di oltre vent'anni e che non racconta solo dell'amore tra Catherine e Heathcliff, ma racconta anche le conseguenze di esso e della vendetta che ha distrutto due famiglie abbattendosi anche sui discendenti.

La storia, in breve, è questa. 
Siamo nella brughiera inglese e una sera il signor Earnshaw torna a casa dai suoi due figli, Hindley e Catherine, dopo un viaggio a Liverpool portando con sé un bambino con l'aspetto di uno zingaro, povero e senza origini conosciute. 
Viene chiamato Heathcliff, come il figlio che gli Earnshaw hanno perso e mentre Heathcliff avrà sempre il favore del padrone - dandogli quindi una sorta di potere sugli altri due - con Hindley, che si vede usurpato dell'affetto del padre, sarà uno scontro continuo. Con Catherine invece, nonostante una scaramuccia iniziale, sarà sempre amore - sarà l'incontro di due anime affini e selvatiche che verrà ostacolato dal basso rango di lui quando Catherine sceglierà di sposare Edgar Linton.

Ancora non so dire se questo romanzo mi sia piaciuto o meno. 
Da un lato è incredibile per ciò di cui parla e per come il tema viene trattato, per i personaggi che sono protagonisti e la descrizione della brughiera che li isola dalla civiltà acuendo così tutti i loro peggiori tratti caratteriali - è incredibile considerati gli anni in cui è stato scritto e pubblicato. Nonostante si pensi sempre che un classico sia "pesante" da leggere per scrittura e temi, in realtà è scorrevole e ben scritto. 
Dall'altro lato ti fa scattare l'omicidio perché non c'è stato un singolo personaggio che io non abbia odiato almeno una volta. E alcuni con più ferocia di altri. 

Per mia stessa ammissione, il numero di classici che devo ancora leggere supera di gran lunga quelli letti. Ma immaginate un po': da amante di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen in cui, se vogliamo, il massimo della scortesia è rappresentato dall'ansia della signora Bennett di veder sposate le figlie e dalle risate sciocche di Lydia, provate a figurarvi la mia espressione quando il signor Lockwood ad inizio romanzo si presenta del tutto non invitato a Wuthering Heights per presentarsi a colui che gli affitta la casa, ha da lamentarsi per come lo accolgono e nonostante gli venga fatto capire che la sua presenza non è gradita, lui comunque si ripresenta il giorno dopo e pretende di essere riaccompagnato a casa quando inizia a nevicare e poi chiede di restare a dormire. 
Non so voi, ma già lì i miei nervi hanno iniziato a saltare. 

Catherine si dimostra fin da subito prepotente, arrogante e viziata, con la sciocca presunzione di poter aiutare Heathcliff ad elevarsi se sposa l'aristocratico Edgar Linton. 
Heathcliff, che pure avrebbe le carte in regola per suscitare simpatia in quanto povero orfano che viene bistrattato dal figlio del padrone, è invece un antieroe cattivo, crudele e vendicativo. 

Questo è un romanzo di crudeltà, vendetta, ingiustizia e ossessione, dove un uomo è disposto a tutto pur di avere la meglio e distruggere coloro che a suo parere gli hanno fatto un torto e sottratto l'amore della sua vita. È un romanzo in cui quelli che inizialmente sono vittime diventano carnefici - sia del proprio destino che di quello altrui - e quelli che erano carnefici finiscono per fare una fine peggiore di quanto avrebbero mai potuto immaginare, finendo poi con il sembrare vittime.  
Ma nonostante lo status di vittime in alcuni momenti, non c'è stato nessun personaggio che non abbia detestato almeno in un'occasione - persino la governante Ellen Dean mi ha fatto saltare i nervi un paio di volte con i suoi giudizi. 
Ellen Dean, dopo essere stata la governante di Catherine Earnshaw, diventa la governante di sua figlia - anche lei di nome Catherine, ma soprannominata Cathy dal padre Edgar. E quando a 16 anni Catherine pensa di essere innamorata, tutte le frasi denigratorie di Ellen Dean mi hanno dato fastidio perché da una parte sì, ho 28 anni e riconosco la maturità delle sue parole ma dall'altra parte non sono nemmeno così vecchia da non ricordare com'è avere quell'età e sapere che se qualcuno avesse definito "sciocche" le mie fantasie, degradandole, anche io sarei diventata una iena. 

Questo romanzo e i suoi protagonisti mi hanno fatta imbestialire come poche cose nella mia vita, c'è stato un momento in cui mi sarei messa ad urlare di fronte alla crudeltà sotto i miei occhi. È un romanzo in cui anche l'isolamento delle due residenze - Wuthering Heights e Thrushcross Grange - con i suoi cambiamenti climatici e le forti tempeste e paesaggi a volte all'opposto a seconda della stagione - contribuisce ad influire sull'umore dei loro abitanti. Lontani da un paese che comunque mormora e grida allo scandalo, sono tutti in balia di loro stessi e quei sei chilometri di distanza da una residenza all'altra rappresentano un muro che non deve essere valicato. 

Catherine e Heathcliff sono due persone egoiste, prive di qualunque considerazione verso gli altri concentrati come sono unicamente su loro stessi. E si meritano davvero a vicenda, se non in questa vita almeno nella prossima - e si spera che non faranno soffrire tutti quelli intorno a loro un'altra volta. 
Per quanto possa sembrare paradossale e così diverso da quello che ho provato vedendo la miniserie, mi sono trovata ad avere una pena immensa per Edgar Linton - quel "rivale" di Heathcliff che a scuola non potevo vedere. 
Anche Hareton, il figlio di Hindley, ha suscitato la mia compassione - vittima di quella che è chiaramente la sindrome di Stoccolma nei confronti di Heathcliff e privato di un destino che avrebbe potuto essere molto più felice se non fosse stato sottratto alle cure di Ellen Dean quando era ancora troppo piccolo. 

E Cathy Linton... Catherine Linton ha forse ereditato la caparbietà di sua madre, ma unita alla bontà di cuore dei Linton l'ha resa un connubio di forza e capacità di tornare sui propri passi - mandando poi a monte tutto quello che Heathcliff, ormai troppo preso dal fantasma di Catherine Earnshaw, si era ripromesso di fare. 
E non so, ho forse quasi trovato poetico il fatto che, alla faccia di Heathcliff che ho detestato con tutto il cuore, le famiglie Earnshaw e Linton - o quello che rimane di loro - alla fine fossero di nuovo unite. 

Di Heathcliff avrei montagne di insulti cose da dire, ma ho già scritto troppo e quello sarà comunque il tema della mia tappa. 

Che dire? 
Questo è un romanzo difficile da digerire, ma è impossibile restarne indifferenti - sia in un modo che nell'altro. Smuove proprio dei sentimenti violenti, come collera e indignazione.
Non so ancora dire se mi sia piaciuto, da una parte sì e dall'altra no. 
Credo che Emily Brontë abbia avuto un bel fegato, sia che sia stata la sua natura a farglielo scrivere in questo modo - con protagonisti facilmente detestabili - o che sia stata una sua scelta voluta. 
Ma ora so anche perché, dalle due trasposizioni viste, mi sono sempre sentita più attirata verso Jane Eyre di sua sorella Charlotte che verso il suo Cime Tempestose

mercoledì 7 giugno 2017

WWW.. Wednesday! #56

Come andiamo, cari lettori?
Non saprei dire per quale motivo esattamente, ma questa settimana mi è sembrata durare una mezza vita - e dire che me la sono anche dormita della grossa in parte, ma evidentemente neanche la narcolessia è stata in grado di alleggerirla. 

Nel frattempo la quantità di telefilm si sta intensificando, quindi questo ha tolto una parte del mio tempo alla lettura.
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Avete visto Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli in lettura la settimana scorsa, ma l'ho praticamente finito quella stessa sera perché dovevo sapere chi era Blue. Una storia davvero dolce e tenera a cui ho dato cinque stelle e potete leggere la mia recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Sono a pagina 290 di 415 di Cime Tempestose di Emily Brontë e onestamente non so come sentirmi a riguardo di questo libro, mi sento in conflitto. So solo che prenderei a sberle tutti quanti, dal primo all'ultimo. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Come precedentemente stabilito, la mia prossima lettura sarà DJ Rising di Love Maia - che Goodreads mi aveva suggerito nel 2015 dopo che avevo letto This Song Will Save Your Life di Leila Sales. 
In seguito leggerò il primo companion di Wonder, ovvero Il libro di Julian di R.J. Palacio - e poi a seguire gli altri completando finalmente la serie. 

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Siamo giunti alla conclusione di questo appuntamento e come al solito vi invito a scrivermi nei commenti com'è andata la vostra settimana di letture oppure lasciatemi il link ai vostri post - poi passo!
E io torno nella brughiera sperando di non prendere a bastonate sui denti qualcuno. 
Cheers! :)

lunedì 5 giugno 2017

What's on my bedside table? #19 | "Cime Tempestose" di Emily Brontë

Buon lunedì a tutti voi che passate di qui! 
Siete tornati operativi e in forma dopo il weekend di festa? Io ho dormito un sacco perché sono ricaduta in una delle mie fasi narcolettiche, ma questo non mi ha impedito comunque di andare avanti con la lettura. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Cime Tempestose" di Emily Brontë
Uno dei classici che è da una vita che dico di leggere


SONO A... 
Pagina 206. Sono arrivata alla fine del primo volume, ma nonostante telefilm e cinema stasera conto di macinare un altro bel po' di pagine. E che dire? Catherine la prenderei a schiaffoni una pagina sì e l'altra pure.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... perché partecipo ad un progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi - presto in partenza - e tra i libri che fanno parte di codesto progetto ho scelto Cime Tempestose proprio per cogliere al volo l'occasione di recuperare questo classico.

venerdì 2 giugno 2017

[Recensione] "Simon vs. the Homo Sapiens Agenda" di Becky Albertalli

Comincerò dicendovi che avevo così voglia di finire il libro che ho tirato le tre di notte di mercoledì. O le tre della mattina di giovedì - come preferite. 
Prima di proseguire con la recensione però, per amore di precisione, vi dico che io l'ho letto in inglese ma il libro è stato pubblicato ad ottobre dello scorso anno con il titolo Non so chi sei, ma io sono qui per la Mondadori.


Titolo: Simon vs. the Homo Sapiens Agenda
Autrice: Becky Albertalli
Data di uscita: 7 aprile 2015
Pagine: 303 (copertina flessibile)
Editore: Penguin

Trama [tradotta da me]: Simon Spier ha sedici anni e sta tentando di scoprire chi è - e cosa sta cercando. 

Ma quando una delle sue email per Blue - capace di distrarlo parecchio - finisce nelle mani sbagliate, le cose si fanno parecchio complicate. 
Perché, per Simon, innamorarsi di Blue non è cosa da poco...

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Simon è al penultimo anno di superiori, ha un gruppo di amici con cui pranza tutti i giorni a scuola e due di loro li conosce dall'infanzia, fa parte del club di teatro. 
Quello che nessuno sa però è che Simon è gay e che da agosto intrattiene un fitto scambio di email con un ragazzo della sua scuola che si fa chiamare Blue, ma tutti e due sono ancora ignari dell'identità dell'altro e per il momento va bene così - anche se a Simon la cosa inizia ad andare un po' stretta. 

Però un giorno Simon commette l'imprudenza di usare il computer della scuola per vedere se Blue ha risposto e dimentica di fare il logout, lasciando a Martin Addison - che ha usato il computer dopo di lui - una finestra sulla sua vita privata. 
E ora questa vita privata è a rischio perché Martin ha fatto degli screenshots delle sue conversazioni con Blue e le usa come leva per convincere Simon a mettere una buona parola per lui e a creare delle occasioni d'incontro con la sua amica Abby - per la quale Martin ha una cotta. 
Simon non vorrebbe abbassarsi al ricatto, ma non c'è solo il suo coming out in gioco: c'è anche quello di Blue che, se la cosa venisse fuori, potrebbe smettere di scrivergli. 


Ho adorato questo libro, non vi saprei neanche spiegare perché. So solo che l'ho adorato.
Come direbbe Simon, è freaking cute

Questo libro ha un ritmo che per me è stato trascinante, che mi ha completamente catturata e immersa nella vita di Simon e l'ho divorato in due giorni - un po' perché scorre davvero bene e un po' perché volevo sapere chi fosse in Blue in realtà. 
E il mio sospetto si è rivelato fondato, anche se come Simon ho avuto qualche dubbio sulle possibilità all'inizio. 

L'adolescenza qui è rappresentata in tutte le sue sfumature: si parla di come cambiano i rapporti con i genitori e di come loro magari facciano notare anche i più piccoli cambiamenti perché ci vedono crescere e smettere di essere bambini mentre a noi sembra solo un'invasione della privacy, si parla di amicizia e fiducia e senso del tradimento, si parla di ripicca e vendetta e gelosia, si parla delle prese in giro e dell'omofobia in una scuola di uno stato del sud come la Georgia e si parla di accettazione e del sostegno che le persone che ti vogliono davvero bene sanno offrire. 

Per quanto riguarda l'amicizia, io poi sono sentita come al solito divisa tra due personaggi: capivo Leah quando si arrabbiava con Simon e Nick per averla esclusa dalle loro uscite e per la sensazione di tradimento causata dalla presenza di Abby, come se questa avesse preso il suo posto. Ma capivo anche Simon perché Leah non ha un carattere facile subito e io stessa ho fatto la medesima cosa - sebbene anche Simon ad un certo punto si senta escluso quando scopre che Leah e Nick si sono visti senza di lui. 
C'è sempre questa dualità che mi fa provare empatia per due personaggi con atteggiatamenti agli opposti perché ad un certo punto della mia vita sono stata entrambi: quella che veniva esclusa e quella che escludeva. Credo che questa dualità sia una qualità intrinseca della natura umana. 

La storia tra Simon e Blue invece è dolcissima, fatta di una comprensione e di un affetto che si è sviluppato attraverso le parole prima ancora che scoprissero la vera identità - tra indizi lasciati consapevolmente o meno - dell'altro. 

Tutto il libro poi è improntato su quello che nascondiamo alla vista degli altri - per usare una frase di Blue, siamo tutti una grande casa con tante stanze ma pochissime finestre da cui gli altri all'esterno possano sbirciare dentro. 
Il messaggio che il libro vuole trasmettere è che alla fine non importa quale sia il tuo orientamento sessuale o il colore della tua pelle, ma ogni minima cosa quando la devi confessare a qualcuno assomiglia ad un coming out per le sensazioni di timore e vergogna che trasmette. E alla fine è imbarazzante per tutti. 

Qui non c'è solo Simon che nasconde il fatto di essere gay. Simon scoprirà in seguito che anche le sue sorelle e i suoi amici hanno tenuto nascoste delle cose agli altri proprio per la paura che ne venisse fatta una questione di stato e perché finché quella cosa è solo nostra non ci sono giudizi da temere. 
E con questa scoperta, Simon imparerà anche ad essere un fratello e un amico migliore di quanto credeva di essere prima. 


giovedì 1 giugno 2017

Nel nome della Strega: "Malaparte. Morte come me" di Rita Monaldi & Francesco Sorti

Con questo romanzo sono uscita dalla mia comfort-zone perché non è un genere che leggo abitualmente. Ma quando Annamaria del blog La contessa rampante mi ha contattata ancora a fine aprile per chiedermi se mi andava di partecipare all'evento, ho accettato la sfida e la sorte mi ha affidato la lettura e la recensione di questo libro. 



Come saprete già dalle tappe precedenti - visto che io non sono la prima - l'evento creato da Annamaria ha lo scopo di presentare i romanzi candidati al Premio Strega di quest'anno e di fornire il nostro umile parere prima dell'annuncio della cinquina finale - a cui manca poco più di una settimana.
Vi ricordo anche io, come hanno fatto prima di me, che Annamaria metterà in palio uno dei 12 libri finalisti a chi avrà partecipato con più costanza a questo evento.


Titolo: Malaparte. Morte come me
Autori: Rita Monaldi & Francesco Sorti
Data di uscita: 1 luglio 2016
Pagine: 422 (ebook)
Editore: Baldini&Castoldi

Trama: Isola di Capri, agosto 1939. L’Italia è nella morsa del fascismo, la Seconda guerra mondiale è alle porte. Durante uno scintillante party sotto le stelle, zeppo di aristocratici, ufficiali nazisti e miliardari americani, il celebre scrittore Curzio Malaparte, gran rubacuori ed enfant terrible del fascismo, viene accostato dalla polizia segreta di Mussolini: qualcuno lo accusa dell’omicidio di una giovane poetessa inglese, misteriosamente precipitata da un dirupo quattro anni prima – un evento realmente accaduto.
Malaparte decide di darsi alla macchia: con l’aiuto di pochi amici fidati (un principe scialacquatore, un camorrista, uno strambo pittore e l’inseparabile cane Febo) condurrà in clandestinità una difficilissima inchiesta. Chi sta cercando di incastrarlo? Forse quell’ufficiale delle SS sempre in compagnia del suo sanguinario dobermann? E che ruolo ha nel complotto il terribile (e vero) segreto nascosto nel passato di Adolf Hitler? Per sfuggire all’incubo, lo scrittore dovrà fare appello a tutte le sue doti, a un’incantevole fanciulla dai talenti insospettabili e a un geniale deus ex machina: un giornalista americano, squisito gentleman e futuro capo dello spionaggio militare USA in Europa.
Da scenario fanno il paesaggio di Capri e la villa che Malaparte si sta costruendo su una delle scogliere più spettacolari dell’isola, mentre fra champagne e orchestrine la high society europea attende rassegnata la sua ultima ora. Malaparte invece non ci sta: è ben deciso a salvare la pelle e ha ancora fresche nell’animo le ferite riportate da eroe nella Prima guerra mondiale.
Ma non è tutto. Ben presto il lettore scoprirà che la vicenda è molto più di una finzione letteraria: la storia che Malaparte narra, ripercorrendo tutto il suo passato, non è semplicemente un romanzo, ma la prova più importante della sua vita. E solo all’ultima pagina scopriremo se l’avrà superata.


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Sarò sincera: è stata una vera agonia. 
La trama vi dice già tutto quello che dovete sapere, quindi non mi dilungherò più di tanto in quel senso. 

Il libro salta avanti e indietro tra gli eventi principali sull'isola di Capri nell'estate del 1939 e i ricordi della guerra 1914-18 vissuti dal protagonista. 
Ma da dove ha origine tutto questo? 
L'origine ha luogo nel 1957, con Curzio Malaparte sul letto di morte. E proprio la Morte con le sembianze di Mona Williams - donna elegante, bellissima e famosa per i suoi numerosi mariti - offre a Malaparte l'occasione di riscattare la sua anima, in bilico tra cielo e terra. Solo l'ammissione dei suoi peccati deciderà il suo destino dopo l'ultimo respiro. Malaparte decide quindi di usare i mezzi di cui è più esperto e questo romanzo - con le (dis)avventure del 1939 - ne è il risultato. 

Onestamente? La metà delle pagine sarebbero bastate per raccontare la storia, secondo me. Ma poi nelle note degli autori ho letto che il romanzo è stato scritto intenzionalmente così, che è stato scritto volutamente in questo modo per riprendere lo stile di Malaparte con tutto il suo "gusto musicale per le ripetizioni" - a mio parere disgraziato perché proprio non è nelle mie corde. 
Non sono contraria alle ripetizioni, sia chiaro. Pure a me è capitato, in alcuni post - sia di recensioni che del mio blog personale - di ripetere una determinata frase per dare un certa ritmica e una certa cadenza al tutto. 
Ma quando si esagera, si esagera davvero. 

Lo ripeto: la metà delle pagine sarebbero bastate. 
Questo romanzo è troppo, troppo ma veramente troppo descrittivo, con periodi a volte anche lunghi che fanno veramente passare la voglia di leggere. E per fortuna che l'ho preso a prestito digitale e che quindi si trovava sul mio computer, altrimenti niente mi avrebbe impedito di lanciare il libro fuori dalla finestra. 
Ci sono troppo descrizioni, troppi dettagli che appesantiscono - tanto che anche la Morte interrompe Malaparte e gli chiede quale sia il punto. Perché non ci puoi mettere cinque pagine prima di arrivare al beneamato punto e soprattutto non mi interessa sapere chi ha appoggiato le sue nobili terga sul cuscino rivestito di raso rosa della sedia del Settecento inglese. Io capisco il voler trasmettere il senso e l'immagine del lusso nel quale vivevano l'aristocrazia italiana e i ricchi inglesi e americani presenti a Capri, ma non mi interessa conoscere la storia di ogni singolo pezzo di arredamento e l'aspetto delle venature del legno dei mobili. 

Ho fatto alcuni screen per farvi capire di cosa sto parlando e perché ad un certo punto mi stava per partire un embolo. 

Nella scena che segue, come da trama, Malaparte è in fuga ed è la sua prima notte di latitanza. È stanco, ferito e ha la febbre. Comincia a delirare e a sognare. E santo cielo, qualcuno mi spiega che aspetto ha una pecora del Montenegro? 


Malaparte stesso non è un personaggio che ho apprezzato. 
Non sto a sindacare le sue scelte politiche (prima fascista e poi apertamente ironico nei confronti di Mussolini e Hitler) o quello che ha scelto di fare per il regime (come aiutare ad insabbiare l'omicidio Matteotti) perché il periodo era quello che era e non posso discutere su quello perché c'era chi obbediva perché ci credeva fermamente o per opportunismo - quello è un conto che Malaparte ha in sospeso con la sua coscienza. 
Quello che mi ha dato sui nervi sono state la sua boria e il suo egocentrismo, quella sciocca vanità e idiozia (per sua stessa ammissione) di fronte anche a quello che era palese - e che io sospettavo. 
I suoi "amici" continuano a mentirgli e a raccontargli fandonie ma no, "Capri è un'isola meravigliosa, piena di persone che mi vogliono bene". Questo ad ogni tre per due e sempre a seguito di una frottola. E tanto per restare in tema di ripetizioni che mi hanno urtata come non mai, ad un certo punto Malaparte si reca da questo suo "amico" per sapere la verità e ci mette un po' di... persuasione
Quello che mi ha dato sui nervi è stata la ripetizione del nome del vino: vi prego, contate sotto quante volte viene nominato lo Chateau Clos Labarde Ducasse. In neanche tre pagine. Ma scrivere "vino" ad un certo punto, no? 
Mi sono persino messa ad urlare contro lo schermo del computer che io odio il vino rosso e preferisco quello bianco, ditemi se è normale. 


Saranno forse cose sciocche e la media su Goodreads è di 4.75, con due recensioni a 4 e 5 stelle - una delle quali di una lettrice che afferma di volerlo rileggere immediatamente. Spiacente, ma per me questo stile proprio non funziona. 
Non sono contro una descrizione anche particolareggiata se mi fa capire bene l'ambiente nel quale si svolge l'azione, ma non ho bisogno di sapere tutto. Quando deve raccontare qualcosa, Malaparte la va a prendere lontano - troppo lontano e se ci vogliono cinque pagine per arrivare al beneamato punto, io poi mi stanco. 
Persino la Morte si è stancata ad un certo punto. 


Ci sono poi parti più dinamiche, in particolare quelle in cui si scopre qualche nuovo tassello del puzzle su chi possa voler incastrare Malaparte per la morte di Pam, ma sono nettamente inferiori a quelle infarcite di parole.


E dopo questo sfogo, passiamo a quello che ho apprezzato - perché sì, qualcosa che ho apprezzato c'è stato. 

Il periodo della Seconda Guerra Mondiale mi è sempre piaciuto, ma a scuola non me l'hanno mai insegnato bene - più che altro perché ci si mettava sempre secoli ad arrivarci e improvvisamente eravamo alla fine dell'anno scolastico e non c'era più tempo. 
Una cosa davvero bella di questo romanzo è la ricostruzione storica, così dettagliata e piena di personaggi e celebrità davvero esistite e di cui ignoravo alcuni aspetti fondamentali o addirittura l'esistenza. 
Perlomeno a me è sempre stata insegnata la storia tedesca di Hitler e ovviamente quella di Mussolini, ma nei miei libri di storia non si è mai scesi nei dettagli riguardo alle altre personalità di rilievo in Italia. Ad esempio non sapevo che Mafalda di Savoia era sposata con Philipp von Hessen, un aristocratico tedesco, e che poi è stata rapita e assassinata nel campo di concentramento di Buchenwald. 
Da questo punto di vista il romanzo mi è piaciuto tanto perché ricostruzione storica e finzione narrativa sono così intrecciate tra loro che è impossibile distinguerle. 

A dispetto delle mie lamentele sopra riguardo a Malaparte, uno stile che amo particolarmente quando lo trovo in un libro è quello del narratore onnisciente - mi piace quando il narratore parla al lettore.
Malaparte, come già detto, scrive nel 1957 e quando racconta dell'estate del 1939 e delle persone con cui parla è solito dire che Tizio "non sapeva che da lì a sei anni sarebbe stato giustiziato" o che Tizia "ignorava che da lì a sei mesi avrebbe perso tutti i soldi e sarebbe morta suicida". Questo del narratore onnisciente è un espediente stilistico che mi piace parecchio e in questo caso aiuta anche il lettore a tenere distinti tutti - e sono tanti - i personaggi che si incontrano. 
Ma in caso di confusione vengono in aiuto anche le note finali dei due autori, le quali ripercorrono il destino vero e reale dei personaggi citati. 


Avrei voluto che mi piacesse di più ed è vero che è stata una lettura al di fuori della mia comfort-zone anche se l'argomento mi piace, ma mi aspettavo più dinamismo.
Per me è stata una lettura molto pesante e che mi sono trascinata per una settimana in piena agonia - e non ripeterò cos'ha commentato mia madre quando le ho letto a voce alta il contenuto del primo screen. 
Dalla parte storica è ineccepibile, è un lavoro davvero accurato - non ho nulla da dire su questo. Ma se i romanzi troppo descrittivi e prolissi e pieni di ripetizioni - per quanto mirino ad un linguaggio alto e poetico e musicale, alla fine sempre troppe ripetizioni ravvicinate sono - non fanno per voi, allora lasciate stare. 


e ½


Nel caso vi siate persi qualche tappa, eccole qui elencate:

La spacciatrice di libri - Le otto montagne di Paolo Cognetti
I miei magici mondi - La più amata di Teresa Ciabatti

Non perdete domani l'appuntamento su Gente di Taccuino con È giusto obbedire alla notte di Matteo Nucci!

Monthly Recap | Maggio 2017

Diciamo tutti addio a maggio, mese noto per essere sempre uno dei più sfigati della mia intera esistenza - a fargli buona compagnia c'è novembre. 

Detto questo, scopriamo un po' che è successo sul blog e nei dintorni - ovvero tra musica e film - negli ultimi 31 giorni. 


LETTURE

https://www.goodreads.com/book/show/9699306-va-a-finire-che-ti-amo  https://www.goodreads.com/book/show/25351964-felinia-s-enciclopedia-treggatti  https://www.goodreads.com/book/show/30967651-malaparte-morte-come-me

https://www.goodreads.com/book/show/29243818-the-list  https://www.goodreads.com/book/show/35012795-dreamwalker  https://www.goodreads.com/book/show/2413331.Sweethearts

https://www.goodreads.com/book/show/34845286-eppure-cadiamo-felici  https://www.goodreads.com/book/show/32315108-sei-casi-al-barlume

Felinia's Enciclopedia Treggatti: Vol. 1 - Sopravivvere al proprio gatto di Sketch & Breakfast
Malaparte. Morte come me di Rita Monaldi & Francesco Sorti


CHI BEN COMINCIA...



WHAT'S ON MY BEDSIDE TABLE?



TEASER TUESDAY



WWW.. WEDNESDAY



SOME (NEW) BOOKS ARE (HERE)



ALTRO



ACQUISTI


Un passato imperfetto di Julian Fellowes
Brooklyn di Colm Tóibín
Jane Eyre di Charlotte Brontë


REGALI & EXTRA

Dreamwalker: la ragazza che camminava nei sogni di Mariachiara Cabrini [ebook]


SERIE TV

STO SEGUENDO:

  • Arrow - stagione 5 [20/23]
  • Gotham - stagione 2 [20/22]
  • Grimm - stagione 5 [13/22]
  • Supergirl - stagione 2 [19/22]
  • The Blacklist - stagione 3 [12/23]
  • The Flash - stagione 3 [20/23]

HO INIZIATO:

  • Longmire - stagione 5 [6/10]
  • Mike & Molly - stagione 6 [2/13]

HO TERMINATO:

  • Hawaii Five-0 - stagione 7
  • Stan Lee's Superhumans - stagione 2
  • Supernatural - stagione 12
  • The Mysteries of Laura - stagione 2 [ultima]

HO RIPRESO:

  • Lethal Weapon - stagione 1 [12/18]

HO INTERROTTO:

  • Blue Bloods - stagione 7 [5/22] - pausa estiva di Rai 2
  • Bull - stagione 1 [13/23] - pausa estiva di Rai 2
  • NCIS - stagione 14 [14/24] - pausa estiva di Rai 2
  • NCIS: Los Angeles - stagione 8 [15/24] - pausa estiva di Rai 2
  • NCIS: New Orleans - stagione 3 [11/24] - pausa estiva di Rai 2

EXTRA:

  • Young & Hungry - Christmas Special

TIME WASTED:

  • THEN: 1 year, 6 months, 1 day, 57 minutes
  • NOW:  1 year, 6 months, 3 days, 17 hours, 57 minutes


FILM

  • Guardiani della Galassia Vol. 2
  • Aliens - Scontro Finale [televisione]
  • Il grande e potente Oz [televisione]
  • Alien3 [televisione]
  • Hooligans [televisione]
  • Le paludi della morte - Texas Killing Fields [televisione]
  • King Arthur - Il potere della spada
  • Alien - La clonazione [televisione]
  • Prometheus [televisione]
  • La mia vita è uno zoo [televisione]
  • Alien vs. Predator [televisione]
  • Pirati dei Caraibi - La vendetta di Salazar

Non potevo non andare a vedere al cinema King Arthur - Il potere della spada.
Mi è piaciuto? L'ho adorato. Non mi perderei mai un film che tratti di King Arthur - che si tratti di una rivisitazione, delle origini o di qualsiasi altra cosa non importa. Questo non segue il "canone", ma mi è piaciuto comunque.
È il tipico film di Guy Ritchie in cui ho riconosciuto i tratti distintivi usati anche nei due Sherlock Holmes - e a proposito, ciao Jude Law, che bello rivederti. Quindi stacchi veloci, ritmo serrato, ma anche slow motion e descrizione del "piano" e della strategia mentre te la fanno vedere.
È stato bellissimo e nostalgico per me rivedere la splendida Katie McGrath: non interpreta Morgana come in Merlin, ma è stato magnifico rivederla con lo stesso genere di abito e di acconciatura. Adesso mi è venuta una voglia pazzesca di rifarmi un rewatch della serie perché mi mancano Colin Morgan e Bradley James.
E vogliamo parlare della colonna sonora di Daniel Pemberton? Strabiliante, l'ho amata dalla prima all'ultima nota.  
Ah, e se non si fosse notato, mi sono fatta una maratona di Alien


MUSICA

  • King Arthur - Il potere della spada OST

Aggiungo anche una generale riscoperta degli Our Last Night dai tempi della mia tarda adolescenza, con in particolare tre tracce di cui mi sono innamorata: Prisoners, Road to the Throne e Home.
E proprio a causa di questa riscoperta, quando ho visto il nome di Trevor nel featuring con la band di cui sopra - mai sentita nominare, tra l'altro - non ho potuto fare a meno di cliccare e ciao, sono in fissa.

Altre canzoni ascoltate questo mese sono state Chasing the Light di Mat Kearney e Galway Girl di Ed Sheeran - di Mat Kearney conoscevo già due canzoni (e sia benedetto un fanvideo per avermi fatto scoprire Chasing the Light) e Ed Sheeran non lo ascolto "sul serio", ma qualche sua canzone ogni tanto mi colpisce.  

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Ed ecco che con questo recap possiamo salutare definitivamente maggio e inaugurare subito giugno con la mia tappa del tour "Nel nome della Strega" che andrà online questo pomeriggio alle 15:30. 
Nel frattempo se anche voi avete fatto un resoconto del vostro mese e vi va di lasciarmi il link nei commenti, non fatevi problemi e io passerò a trovarvi!