venerdì 5 dicembre 2025

[Recensione] "You Won't Believe Me" di Cyn Balog

Quasi un mese per ascoltare/leggere questo libro. 
 
Mi era scaduto Storytel e avevo detto di proseguirlo e concluderlo in ebook ma, tra una cosa e l'altra (e anche uno spoiler), alla fine ho passato più della metà del mese a lavorare, ad uscire e vivere e sì, anche a vedere reels su Instagram come se non avessi altro da fare anche quando ce l'avevo. 
 
Alla fine ho riattivato un periodo gratis su Storytel ed ecco che, potendolo ascoltare, l'ho finito molto più volentieri.  
 
 
Titolo: You Won't Believe Me
Autrice: Cyn Balog
Data di uscita: 27 giugno 2023
Durata: 9H 9Min (Storytel Edition)
Editore: Sourcebooks Fire
Link Amazon: https://amzn.to/4oUMuMO

Trama [tradotta da me]: Willow è sola, confinata ad un letto e incatenata. Non riesce a ricordare come è arrivata lì...o da quanto tempo.

Una vecchia signora entra nella sua stanza per nutrirla due volte al giorno. Nonnina non parla, ma Willow riesce a sentire dei colpi sordi da qualche parte al di là della porta. Non sono i passi leggeri di Nonnina. E sono troppo rumorosi perché siano provocati dal gatto di Nonnina. Si tratta di qualcun altro? Di qualcosa?

Poi il gatto di Nonnina muore nella stanza di Willow. E anche Granny segue il suo destino qualche giorno dopo. Willow farà di tutto per sopravvivere. Ma liberarsi e alzarsi dal letto è solo l'inizio... Perché c'è qualcun altro nella casa. Chi è questo misterioso adolescente che dice di chiamarsi Elijah? Ed è lui la ragione per la quale lei si trova in ostaggio oppure lui è la chiave per la sua fuga?
 
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Willow è la figlia di due scienziati che lavorano senza sosta per trovare una cura ad un piaga che si sta diffondendo al livello di una pandemia, ma un giorno si sveglia legata ad un letto e nutrita da una donna che non ha mai visto - senza memoria di come sia finita lì e di come sia il mondo fuori da quella stanza. 
 
E un giorno la vecchietta muore e l'unica altra persona nella casa in mezzo al nulla nelle Everglades della Florida è un ragazzo che dice di chiamarsi Elijah - l'unico sopravvissuto alla tragedia della sua famiglia, a sperimentazioni di farmaci e ad una seconda ondata di pandemia che ha trasformato le persone in zombie affamate di carne umana e bruciato il mondo. 
 
Potendo fare affidamento solo a ricordi confusi, alla nostalgia e al dolore per ciò che ha perso della sua vecchia vita e dovendosi adattare a questa nuova esistenza senza elettricità e acqua corrente, Willow ha solo Elijah su cui poter contare. Ma può davvero fidarsi? Può fidarsi dei suoi sbalzi di umore, delle porte chiuse a chiave e delle risposte evasive a certe domande che Willow continua a porre? A cosa Willow non potrebbe mai credere come sostiene Elijah?
 
 
Aveva un grosso potenziale questo libro - la pandemia è qualcosa di ancora fresco nei nostri ricordi e in generale amo il genere post-apocalittico con magari anche degli zombie nei paraggi. 
 
L'inizio cattura, anche se poi tutta la vita di Willow in generale e l'inizio della pandemia restano ignoti - posso capire lo stato confusionale di Willow, ma si ricorda della pandemia e allora perché non raccontare qualche dettaglio in più anche al lettore? 
 
La parte centrale fa presto a diventare monotona e ripetitiva perché non accade nulla di fatto - va a perdersi tutto quel senso di ansia, angoscia e paura che Willow prova quando si trova in una casa sconosciuta e con persone sconosciute , così come a perdersi il senso di orrore dato anche dalla descrizione di odori e suoni che le impregnano pelle, capelli e orecchie. 
 
La terza parte, quella che inizia dopo la rivelazione della verità, inizia fin troppo presto e per il lettore è quasi un colpo di frusta - sembra quasi una storia completamente diversa che non ha nulla a che fare con quanto letto fino a quel momento. 
 
E vogliamo parlare del finale? 
 
Il finale non è un finale perché aggiunge un plot-twist che quasi non ha senso di esistere e il senso di orrore - di cambiamento si avverte quasi ti scorresse nelle vene - poi scompare in una nuvola di fumo. Se proprio avessimo dovuto tenerlo, l'autrice avrebbe dovuto fermarsi al penultimo capitolo e allora sarei davvero rimasta a bocca aperta. Scioccata e senza alcuna risposta che avesse un minimo di senso, ma di sicuro a bocca aperta - e invece è un finale che ti riporta quasi al punto di partenza e senza una vera risoluzione. 
 
Insomma, con i dovuti aggiustamenti, forse questa storia funzionerebbe meglio come film che come libro. 
 

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