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lunedì 30 dicembre 2019

[Recensione] "Hunter and the Grape" di Eoin Macken

Eccoci giunti all'ultima recensione dell'anno perché domani andranno online il recap di dicembre la mattina e il Tirando le somme del... nel pomeriggio.

Non so in quanti sarete presenti per leggere, ma ehi - alla fine i post non vanno da nessuna parte.


Titolo: Hunter and the Grape
Autore: Eoin Macken
Data di uscita: 14 settembre 2017
Pagine: 402 (Kindle Edition)
Editore: Poolbeg Press
Link Amazon: https://amzn.to/2Pvhoh2

Trama [tradotta da me]: Con 342 dollari in tasca, il diciottenne Cat viaggia fino a Los Angeles per cercare una ragazza. Non una ragazza qualsiasi – Sophie Durango, la ragazza di cui è innamorato.

Star, una vagabonda proveniente dallo Utah, si ritrova sul suo cammino. Accoppiati in maniera del tutto inaspettata, lei ribattezza entrambi Hunter e Grape e si imbarcano in un viaggio tormentato da difficoltà, confusione e dall'incertezza della gioventù.

Un giovane senzatetto, Sir Will, e il suo cane Delilah completano un implausibile gruppo che trascina Hunter nelle profondità di una folle avventura, colorata dai polverosi paesaggi americani e dal sogno di qualcosa di più.

Con le sfumature di On the Road e Thelma and Louise, questa evocativa storia di formazione è permeata di dolore, amore, speranza e rimpianto.


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Leggere questo libro è stata un'esperienza un po'... strana. 
Non in senso negativo, però - solo che si tratta di uno di quei libri in cui gli adolescenti sono tipici adolescenti e tu sei un'adulta e quindi vorresti scrollarli per le spalle ma, allo stesso tempo, se una parte di te è rimasta ferma a diciassette anni, allora li capisci e non li puoi biasimare. 


La storia inizia con Cat - il cui vero nome è tutt'altro e Cat è il diminutivo di un soprannome dispregiativo datogli da uno zio ubriaco tanto tempo fa - il giorno in cui decide di lasciare Albuquerque con solo uno zaino e gli unici 342 dollari in suo possesso. Lascia il lavoro, lascia casa sua, lascia una famiglia che forse non è mai esistita e di cui scopriremo le sorti solo in seguito. 

Lascia Albuquerque per andare a Los Angeles, inseguendo una ragazza proveniente da lì e che passava per il New Mexico - Sophie Durango, questo il suo nome. Per Cat erano state attrazione e infatuazione immediate, Sophie la sua prima esperienza sessuale e convinto che il loro sia amore deve assolutamente ritrovarla. 

Mentre aspetta il bus e vuole essere lasciato solo e non visto mentre lascia la cittadina, una ragazza gli si avvicina e prima gli chiede indicazioni e chiede se può viaggiare insieme a lui. Si presenta come Star, sembra altalenare una candida ingenuità che richiede e suscita protezione ad un esperto saper vivere viaggiando per strada con sconosciuti - per questo i suoi cambi di umore spesso mi facevano girare la testa. 

Quello che doveva essere un viaggio diretto da Albuquerque a Los Angeles senza fermate che non fossero i cambi di bus o compagnia, diventa improvvisamente molto più caotico e complicato. Cat e Star sperimentano la gentilezza e la cattiveria umane, incontrano persone e ne abbandonano, perdono tutto per poi dover ricominciare da capo in una nuova parte del viaggio e ad un certo punto diventano un terzetto con Sir Will - quartetto, se contate il suo cane Delilah. 
E come Cat e Star - ora Hunter e Grape - anche Sir Will proviene da una situazione difficile ed è facile provare pena per lui. 

In tutto questo, Hunter continua a pensare a Sophie Durango e al loro (breve) tempo passato insieme tra lo scetticismo dei suoi compagni di viaggio e di chi scopre la sua storia e il motivo del suo viaggio, ma ogni chilometro verso Los Angeles e ogni esperienza vissuta sembrano invece allontanarlo sempre di più da lei. 


La storia è raccontata quasi tutta dal punto di vista di Hunter - raramente sentiamo i pensieri di Grape. 

Hunter è un diciannovenne solo al mondo e avete presente quando idealizzate una persona, quando vi innamorate dell'idea di questa, quando niente ai vostri occhi può avere eguale valore? 
Questa è Sophie Durango per Hunter: mai solo Sophie, ma sempre Sophie Durango - il cui nome viene sempre pensato e pronunciato in modo reverenziale da Hunter come se fosse qualcosa di sacro. 

Qualsiasi ragazza ai suoi occhi, compresa Grape, non può raggiungere tale livello di perfezione - e infatti la stessa Star/Grape ci viene dipinta in tutti i difetti e le cose irritanti che fa perché Hunter inizialmente vede solo quelli. 
Le esperienze vissute però contribuiscono ad aprirgli gli occhi su molte cose e pian piano anche Grape comincia ad avere pregi e modi di confortarlo a cui presto Hunter crede di non poter rinunciare in quello che è diventato il viaggio della speranza. 

Grape è stata difficile per me da capire, con i suoi cambi di umore e personalità e tutte le volte in cui si arrabbiava quando Hunter pensava o parlava di Sophie Durango. 
Poi ho ripensato alla me stessa adolescente ed effettivamente molte delle sue sensazioni - che comunque si capiscono anche se il romanzo è dal punto di vista di Hunter - sono comprensibili. 

Eoin Macken descrive un'America polverosa, colorata, assolata ma anche buia. Un'America che fa sembrare facile realizzare i propri sogni, ma che volta la testa dall'altra parte quando incontra ragazzi che vengono discriminati, che sono poveri e senza una casa. Il suo stile in alcuni punti è poetico, però non sono mai entrata davvero in empatia con i suoi protagonisti - Hunter è quello che conosciamo meglio, è quello che vediamo all'inizio come uno sprovveduto infatuato e che sbaglia innumerevoli volte, ma che verso la fine forse si rende conto dello sforzo che richiedono le relazioni con le persone. 

Macken però è irlandese e "l'errore" sta nel fatto che Hunter, Grape e Sir Will entrano tranquillamente nei casinò di Las Vegas e giocano d'azzardo come se niente fosse quando non potrebbero, visto che l'età per farlo in America sono i 21 anni. 
Ma ci si passa anche sopra perché è una mancanza da poco in quanto quell'esperienza serve molto ai ragazzi per maturare. 

Questa è stata un'esperienza di lettura strana perché da adulta avrei voluto prendere questi ragazzi per la spalle e scrollarli, ma quella parte di me ancora adolescente ricorda com'è idealizzare una persona e professare di amarla quando in realtà si ama l'idea di lei, quando passi tanto tempo con una persona e condividi con lei esperienze e avventure e provi quella gelosia forse irrazionale quando questa invece pensa e parla solo di un'altra persona e tu quindi ti senti usata perché quello che hanno di te è un bisogno momentaneo.

Hunter e Grape sono davvero due adolescenti con tutte le emozioni forti, i cambi di umore e di idee, le tempeste emotive e ormonali, le reazioni a volte esagerate, i sentimenti confusi e le contraddizioni della loro età. 

Non sono quattro stelle piene perché non sono entrata del tutto in empatia con i personaggi, ma di sicuro il loro è un viaggio di crescita e formazione di cui non vedrete l'ora di scoprire il punto di arrivo. 



Non sono poi solita abbinare una canzone specifica per ogni libro che leggo, ma questa combinazione mi è caduta tra le mani quasi per caso e si adattava in maniera splendida. 

Lunedì scorso i Simple Plan hanno fatto uscire il video ufficiale del singolo Where I Belong in collaborazione con i State Champs e i We The Kings. Questi ultimi sapevo già chi fossero, sebbene non mi sia mai applicata per approfondire la conoscenza musicale - conosco però There Is a Light perché Martin Johnson canta in quella canzone e Check Yes Juliet (Run Baby Run) - però i primi non li avevo mai sentiti nominare. E nonostante il singolo sia uscito in origine ad inizio ottobre, prima della settimana scorsa non ho mai sentito la spinta per ascoltare altro dei State Champs - poi un loro video mi è comparso tra i suggerimenti, il titolo mi ispirava e la canzone mi è piaciuta un sacco, tanto che comparirà nel recap del mese online domani perché l'ho ascoltata in loop. 

E credo che l'atmosfera di If I'm Lucky sia perfetta per questo libro - è capitata per caso ed è capitata nel momento giusto.