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mercoledì 5 ottobre 2016

WWW.. Wednesday! #24

Buon mercoledì a voi, a chi è un affezionato lettore e a chi invece è solo di passaggio - in quel caso siete caldamente invitati a unirvi al resto della popolazione che vedete nel riquadro della colonna a sinistra. 
Torno dopo aver saltato una settimana a causa dell'agonia e della narcolessia che mi ha provocato l'ultimo libro che ho letto e anche se nell'ultimo recap mensile vi ho scritto che è uscito il nuovo album degli Yellowcard, sebbene Amazon me l'abbia mandato in digitale nell'attesa di spedirmelo fisicamente, ancora non l'ho ascoltato perché non ho il coraggio di mettere fine ad un'era della mia vita. 
Così mentre scrivo questo post ascolto l'ultimo dei Good Charlotte, Youth Authority. 
Sono brava a procrastinare, ma spero che in quanto ai libri la reading slump sia finita. 
 
Passiamo alle letture?  


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Dopo quasi due settimane ho finalmente finito Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides di cui potete leggere la mia recensione QUI. Non so se magari letto in un altro periodo mi avrebbe fatto un altro effetto e la tematica di base mi è piaciuta, ma nella parte centrale ha assunto questo aspetto morboso che mi ha un po' disturbata. 


What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho iniziato ieri sera Scusate, non c'è niente da vedere di Marco Chiaravalle su richiesta dello stesso autore e anche spinta dalle recensioni entusiaste che ho letto. 
Sono arrivata solo alla fine del secondo capitolo prima che iniziasse Quantico, ma per il momento mi piace.


What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Ho sempre idea di leggere La distanza tra me e te di Lucrezia Scali che la Newton Compton mi ha mandato come iscritta al Club dei Lettori. 
In successione ho previsto Wild Awake di Hilary T. Smith, il mio unico acquisto di settembre in lingua inglese. Ormai non ne potrete più di sentirmi dire quanto io desideri un altro romanzo di quest'autrice, ma nell'attesa che esca in paperback e abbia un prezzo più accessibile mi sono buttata sul suo romanzo di debutto - che ha una trama che mi intriga altrettanto. 



Dai dai, che questa volta torno sulla cresta dell'onda e riprendo un ritmo decente! *tenta di autoconvincersi mentre pensa ai telefilm che iniziano nel mese di ottobre, mannaggia a loro e alla loro messa in onda tutti insieme*

E voi che mi dite? Come sono andate le vostre letture? 
Scrivetemelo nei commenti oppure lasciatemi il link in modo che io riesca a passare nei vostri blog! :)
Ah, e restate nei paraggi perché per domani è programmato un Throwback Thursday di un romanzo di un autore che amo e di cui, ahi ahi, vi siete persi l'appuntamento precedente! 
Cheers! 

lunedì 3 ottobre 2016

[Recensione] "Le vergini suicide" di Jeffrey Eugenides

Ho visto il film tratto da questo libro tanti anni fa - perlomeno cinque - su consiglio di un'amica. Ricordo che mi era piaciuto, ma non ricordo più moltissimo della storia a parte il finale. Probabilmente all'epoca non sapevo nemmeno che fosse tratto da un libro e quando negli ultimi mesi l'ho visto comparire su diversi blog e siti internet, ho pensato bene di metterci le mani sopra. 

Normalmente non amo le cover con le immagini del film, ma questa mi piace particolarmente e tra tutte le edizioni che ho visto era indubbiamente la più bella. 
Oltretutto era tra i remainders di Libraccio e quindi l'ho pagato poco più cinque euro ed è in perfette condizioni essendo un libro nuovo. 


Titolo: Le vergini suicide
Titolo originale: The Virgin Suicides
Autore: Jeffrey Eugenides
Data di uscita: 3 settembre 2013
Data di uscita originale: 1993
Pagine: 206 (copertina flessibile)
Editore: Mondadori

Collana: Numeri Primi

Trama: Tenero, avvolgente e bizzarro, Le vergini suicide è la storia di un'ossessione amorosa in cui si fondono memoria e immaginazione, sesso e nostalgia. A raccontarla è una voce "collettiva" formata da un gruppo di ragazzi. La loro ossessione? Le cinque sorelle Lisbon, per sempre fissate nella loro bellezza adolescenziale, che nel volgere di un anno si sono tutte tolte la vita. A vent'anni di distanza cercano ancora di penetrarne il mistero in frammenti di ricordi, indizi sopravvissuti al tempo, diari, vestiti, elementi di un feticismo mai placato. Erano cresciuti insieme, rapiti e spaventati dai rituali di quelle giovani donne che rappresentavano un unico oggetto di desiderio, l'essenza di una misteriosa femminilità. Ora, da adulti, se ne sentono i custodi, nella consapevolezza che la loro vita è irrimediabilmente divisa tra un prima e un dopo. Ed è qui che il racconto di Eugenides assume i contorni del mito, fantasia d'innocenza tanto più desiderabile nell'attimo in cui non può essere resuscitata.



Fatemi tutti una hola perché finalmente, dopo quasi due settimane da quando l'ho iniziato, sono riuscita a finirlo. 
Onestamente non so se è proprio il libro in sé oppure se sia stato il periodo, questo letargo accompagnato dalla narcolessia che me l'ha fatto percepire ancora più "pesante" di quanto non sia già di suo - non so se magari letto in un altro periodo o in altre circostanze ci avrei messo meno. 

Il libro è narrato da un "collettivo" - un gruppo di ragazzi, ora uomini, che a distanza di vent'anni ripercorrono le vite delle sorelle Lisbon nel corso di quell'anno durante il quale tutte e cinque le ragazze si sono tolte la vita. 

Non c'è mai una vera e propria identità che emerge, nonostante i nomi di alcuni ragazzi vengano scritti chiaramente - è narrato in prima persona plurale, sono un gruppo di amici e tutti nello stesso vicinato dei Lisbon. 

La tematica di fondo mi è anche piaciuta, era la stessa che mi era piaciuta nel film: la storia tragica di queste sorelle che si sono tolte la vita e che ancora vengono ricordate da chi aveva tentato di conoscerle. 
Il libro però è molto più pesante e soprattutto prolisso - sono cinque capitoli lunghissimi, senza nemmeno una pausa tra i paragrafi o quasi per riuscire a tirare il respiro, con un linguaggio pieno di metafore a volte troppo altisonante e le cui uniche parti più movimentate (e quelle nelle quali non mi sono addormentata ogni dieci pagine) sono quella iniziale in cui viene presentata la storia che sta per essere narrata e le ultime venti pagine con la sua conclusione. 

È la storia di questo gruppo di ragazzi infatuato di queste cinque sorelle, la cui infatuazione diventa un'ossessione a tratti davvero morbosa. 
Le sorelle Lisbon sembrano assumere la forma di un'unica entità e solo successivamente vengono riconosciute e scisse dai ragazzi come singoli individui - solo dopo vengono riconosciute come Cecilia, Lux, Bonnie, Mary e Therese, ma per la maggior parte della narrazione sono solo "le sorelle Lisbon". 

La prima a dare il via è stata Cecilia, dopo un tentativo fallito di tagliarsi le vene. 
Sotto suggerimento di un terapeuta, in maniera molto riluttante la madre delle ragazze concede loro di organizzare una festa a casa tre settimane dopo il rientro di Cecilia, ma è proprio in questa occasione che Cecilia tenta nuovamente il suicidio e questa volta ci riesce - mettendo fine alla sua vita mentre la festa è ancora in corso di svolgimento. 

Quello che segue è un'osservazione ossessiva della famiglia Lisbon e di come questa reagisca, come a volte si comportino come se nulla fosse successo o come se fosse stato un incidente e come le ragazze riprendano la scuola e tornino a sorridere. Ma quando poi in occasione del ballo scolastico Lux infrange il coprifuoco, le ragazze vengono ritirate da scuola e segregate in casa dalla madre mentre il padre perde il lavoro e nessuno di loro viene più visto fuori dall'abitazione. 

Ci sono questi ragazzi che osservano tutto, che osservano la casa dei Lisbon cadere a pezzi e infestata di erbacce, che osservano i loro genitori e i loro vicini parlare della cosa e del suicidio di Cecilia come qualcosa facente parte di una moda nazionale tra gli adolescenti e dovuta al contesto storico di quel periodo dell'America. 
Cercano di cogliere segnali e avvistamenti delle ragazze, tentano di mettersi in contatto con loro, raccolgono quanto più possibile dei loro oggetti quando riescono a metterci le mani sopra in qualsiasi modo, il diario di Cecilia diventa una sorta di Bibbia nella quale cercare risposte e un mezzo per conoscere dettagli intimi della vita delle sorelle Lisbon. 

L'ossessione di questi ragazzi per le sorelle Lisbon è qualcosa di morboso, tanto che vent'anni dopo sono ancora in cerca di risposte e interrogano tutti quelli che hanno incrociato la loro strada o che possono avere le risposte sul motivo del loro gesto, elaborano teorie e custodiscono cinque bauli pieni di memorie e reperti - un baule per ogni sorella. 
Viene raccontato di quello che hanno intravisto dalle finestre sporche o di quello che qualcuno ha riferito loro, vengono riportate le parole di una giornalista quando lo stato abbandonato della casa dei Lisbon è impossibile da ignorare in mezzo alle altre case del quartiere. I ragazzi raccontano di come abbiano tentato di aiutarle e di stabilire un contatto, ma di come le sorelle abbiano fatto muro attorno a loro stesse - di come forse le ragazze avessero anche tentato di stabilire un contatto, ma loro erano troppo presi dalla sorveglianza e dalla ricerca di eventuali segni indicativi di qualcosa per rendersi conto che le ragazze avevano fatto un passo nella loro direzione. 

La parte centrale di questo romanzo è morbosa, forse troppo. 
A parte Cecilia perché è la prima a togliersi la vita e il cui diario viene dissezionato in ogni singola parola, è Lux a prendere lo spazio maggiore. 
Lux, la più esuberante e trasgressiva - la ragazza di quattordici anni che fuma e che infrange il coprifuoco l'unica volta che è stato loro concesso di uscire, la ragazza che fa sesso sul tetto ogni notte con qualcuno di diverso ogni volta quando vengono segregate in casa mentre i ragazzi guardano e spiano e cercano di avere qualsiasi cosa riescano ad ottenere delle sorelle Lisbon in qualsiasi modo. 

Tutti - dai genitori dei ragazzi ai vicini, dai medici ai giornalisti - riducono le sorelle Lisbon ad una cifra che va a rinforzare i dati sul suicidio giovanile, attribuendo al loro gesto qualsiasi motivazione salvo quella corretta. O forse quella comunque più vicina alla realtà dei fatti in mezzo alle altre - come a quella dell'inquietudine per il futuro, del contesto storico del periodo o dei cali di serotonina nel cervello. 

E proprio perché i ragazzi sono meri spettatori di brevi spiragli di vita, nella loro osservazione e sorveglianza ossessiva non si rendono conto che le ragioni stavano proprio tra le mura di quella casa - tra un padre senza spina dorsale e una madre troppo bigotta e moralista, che ha addirittura la pretesa di affermare anni dopo che in casa sua c'era tutto l'amore di cui le sue figlie avevano bisogno e che quindi il gesto che hanno compiuto non ha assolutamente senso. 
Tutti osservano la casa dei Lisbon cadere a pezzi, tutti li osservano chiudere se stessi e le ragazze in casa ma nessuno fa niente. 
Quanta rabbia che mi ha fatto la signora Lisbon - esattamente come suo marito che si limita a restare passivo anche vent'anni dopo la perdita delle figlie. 

Anche noi come lettori abbiamo solo uno spiraglio delle loro vite, anche noi come i ragazzi che le osservano non riusciremo mai a ricreare le loro esistenze e la loro quotidianità e i loro pensieri - non le conosceremo mai davvero perché la loro voce è sempre stata messa a tacere dai genitori e dall'ambiente indifferente che le circondava. 

Il mio giudizio è di tre stelline, ma sono tre stelline un po' ambigue - da una parte mi è piaciuto per il suo voler ricordare e ricostruire queste ragazze anche a distanza di vent'anni, ma dall'altra l'aspetto morboso e sessuale di cui le hanno circondate mi ha dato un po' fastidio. Forse a darmi principalmente fastidio è stato il fatto di vederle chiamate quasi sempre "sorelle Lisbon", senza che una personalità - a parte quella di Lux - venisse a galla. Capisco che gli stessi ragazzi alla fine non le conoscevano, si tratta di conflitti adolescenziali mai risolti ma è proprio l'alone di corpi mai sfiorati con cui le circondano e con cui le identificano a disturbare di più durante la lettura.


"In fondo non contava quanti anni avessero, o che fossero delle ragazze, ma solo il fatto che le avevamo amate e che loro non avevano udito il nostro richiamo; non ci odono neanche adesso che siamo quassù, nella casa sull'albero, con i capelli radi e un po' di pancia, e le chiamiamo perché escano dalle stanze in cui sono entrate per trovare la solitudine eterna, la solitudine del suicidio, che è più profondo della morte, le stanze dove non troveremo mai i pezzi per rimetterle insieme."


martedì 27 settembre 2016

Teaser Tuesday #7 | "Le vergini suicide" di Jeffrey Eugenides

E torno dopo un'assenza di qualche giorno con questo teaser - e per come è stato il ritmo delle letture, questo teaser è anche il primo del mese di settembre. 

Teaser Tuesday è una rubrica del martedì ideata dal blog Should be Reading con lo scopo di condividere con voi lettori uno spezzone di un libro che abbiamo attualmente in lettura.

1. Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
2. Condividi un breve estratto da quella pagina
3. Attenzione a non fare spoiler!
4. Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


 
Le pareti a pannelli scintillavano, e per qualche secondo le sorelle Lisbon furono soltanto un alone sfolgorante, un coro angelico. Ma poi, abituandosi alla luce, i nostri occhi registrarono un fatto di cui non ci si era mai resi conto: le sorelle Lisbon non erano tutte uguali. Invece di cinque sosia con i capelli biondi e le guance rotonde avevamo di fronte esseri umani ben distinti, dotati di una personalità che cominciava a trasformare il loro viso e a ridefinire le loro espressioni. 

(Jeffrey Eugenides - Le vergini suicide)

mercoledì 21 settembre 2016

WWW.. Wednesday! #23

Incredibilmente sono puntuale per un nuovo WWW e questo perché le ultime 130 pagine che mi mancavano per finire il romanzo ieri sono volate in fretta. 

E anche perché ho tenuto il computer spento, diciamoci la verità - quindi non ci sono state distrazioni di sorta.  
Questo se non contiamo la mia piccola Alaska che ha pensato bene ad un certo punto di andare a dormire sul tetto dei vicini in una perfetta rappresentazione letterale e felina de La gatta sul tetto che scotta per poi sparire per due ore facendomi venire un coccolone. 

Ma veniamo all'argomento del post.  


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho finito The Assistants di Camille Perri, un libro inedito in Italia e frutto di una vincita su Goodreads. È un chick-lit ambientato nel mondo finanziario dei media che mi ha fatta ridere e pieno di pop culture. Trovate la mia recensione QUI. 


What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Come al solito non lo sto propriamente leggendo perché devo iniziarlo, ma è il turno di Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides - avevo visto il film anni fa e ricordo poco e niente. 


What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Avevo altri piani di lettura, ma sono contenta di modificarli per leggere Scusate, non c'è niente da vedere di Marco Chiaravalle su richiesta dello stesso autore e spronata anche dalla recensione entusiasta che ne aveva dato Ely su Il Regno dei Libri. 
Anche nel caso del secondo libro avevo altri piani, ma mi è arrivato a sorpresa dalla Newton Compton tramite Il Club dei Lettori il recente La distanza tra me e te di Lucrezia Scali e quindi dopo toccherà a lui. 



Anche per questo mercoledì è tutto! 
E come sempre siete invitati a dirmi cosa state leggendo nei commenti oppure a lasciarmi il link dei vostri post e io passerò tra un telefilm, un capitolo e un impegno sociale e di VitaVera e l'altro! 
Cheers! :)

mercoledì 14 settembre 2016

WWW.. Wednesday! #22

Oh cielo, con settembre ricomincia il mondo universo di telefilm e ammetto che passo più tempo a guardare quelli di quanto ne passo effettivamente a leggere. Ma poi penso alla TBR che invece di calare aumenta e sento anche un reading slump appostato come un avvoltoio sulle mie spalle.

Ma anche questa settimana, seppure con l'acqua alla gola, riesco a postare un nuovo appuntamento con il WWW. Ormai ogni settimana vi avviso che non garantisco di riuscirci anche quella prossima e stavolta lo faccio perché in questi giorni cominciano quattro telefilm. Ma perché ne divento così dipendente? ç_ç 

Vabbè, passiamo oltre.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ci ho messo un bel po', ma come ho scritto nella recensione è proprio Over the Line di Steve Howell ad essere un romanzo "pigro" - le sue trecento pagine coprono una settimana. La recensione è andata online ieri sera tardi perché avevo iniziato a scriverla e poi mi sono interrotta per andare al cinema a vedere Jason Bourne, quindi l'ho finita quando sono tornata a casa. 


What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Come la settimana scorsa, la tempistica è piuttosto errata perché comincerò a leggere The Assistants di Camille Perri solo oggi. Secondo Goodreads è un chick-lit ed è anche scritto abbastanza in grande quindi, telefilm permettendo, non dovrei impiegarci troppo questa volta - perlomeno non una settimana intera. 


What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Avevo parlato di Belgravia di Julian Fellowes nelle settimane scorse, ma poi ho cambiato idea e quindi mi sono sentita ispirata da Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides - avevo visto anni fa il film su consiglio di un'amica, ma ammetto di ricordarmelo solo vagamente. 
E poi? E poi boh, si vedrà! 



Anche per questo mercoledì è tutto bella gente, ma come al solito vi invito a dirmi le vostre letture settimanali nei commenti oppure a lasciarmi il link dei vostri WWW! :)
Cheers!