sabato 17 giugno 2017

Tag sul Cinema: Indiscrete domande cinematografiche

Quello che vi propongo oggi non è un tag sui libri come siete abituati a vederne, bensì uno sul cinema. I film sono un'altra mia grande passione e quando ho visto questo tag sul blog di Veronica del blog She was in Wonderland, proprio non ho potuto resistere.  
Mi perdonerete se quindi andiamo un po' fuori tema. 




Qual è l'ultimo film che hai visto?


La Mummia, di Alex Kurtzman con Tom Cruise, Russell Crowe e Sofia Boutella al cinema mercoledì sera.  


Perchè l’hai scelto?

Sono un'amante appassionata del film La Mummia del 1999 con Brendan Fraser e Rachel Weisz. Questo non è né un remake e neanche un reboot, ma fa parte di un progetto più grande della Universal per riportare sullo schermo i "mostri" degli anni' 40. Ma comunque non importa: datemi una mummia che si risveglia e io sono contenta. Certo, fino a quando non me la trovo davanti in carne putrefatta e bende. 


Ti piace farti consigliare film dagli amici?

Direi di sì, da una mia amica appassionata anche lei di cinema ho preso in prestito molti film in DVD sotto suo consiglio. 


Due film preferiti in assoluto? Quello “classico” e quello “contemporaneo?


Per quanto riguarda il "classico", la mia scelta ricade su Arsenico e Vecchi Merletti di Frank Capra con Cary Grant. L'artefice di questo amore è stata mia madre che me l'ha fatto scoprire, ma altre risposte a questa domanda sarebbero potute essere Psycho oppure Nodo alla gola entrambi di Alfred Hitchcock, Colazione da Tiffany di Blake Edwards con Audrey Hepburn o anche A qualcuno piace caldo di Billy Wilder con Marylin Monroe, Tony Curtis e Jack Lemmon. 
Riguardo al contemporaneo, la cosa è più difficile: ne ho tantissimi che amo, ma vada per C'è posta per te di Nora Ephron con Meg Ryan e Tom Hanks. 


I due film più brutti mai visti?


Il primo che mi viene subito in mente è The Box - C'è un regalo per te di Richard Kelly con Cameron Diaz e Richard Marsden. Non so se non l'ho capito o se è stato il modo in cui l'hanno narrato/realizzato, ma l'ho odiato.  
Un'altra delusione è stata Sunshine Cleaning, me lo aspettavo ironico e irriverente e invece non aveva un briciolo di entrambi.


Un film che vorresti vedere ma che ancora non hai visto?


L'ho perso al cinema al tempo della sua uscita e devo ancora metterci le mani sopra in qualche modo, ma vorrei assolutamente vedere Macbeth di Justin Kurzel con Michael Fassbender e Marion Cotillard - che trovo entrambi straordinari.  


Quello che rivedresti? O hai rivisto più spesso?


Ed eccoli qua in tutto il loro splendore, ho perso il conto di quante volte li ho visti - dai romantici come il già citato C'è posta per te, Il diario di Bridget Jones e Orgoglio e Pregiudizio alla fantascienza di Star Trek e Inception, passando per Drive e arrivando ai cartoni animati di Mulan e Anastasia


Il film che non hai compreso?


Only God Forgives aveva tutte le carte per piacermi, ovvero l'accoppiata Nicolas Winding Refn/Ryan Gosling che mi aveva conquistata con Drive. Ad oggi non so ancora cosa sia andato storto e non ho ancora stabilito se non l'ho capito perché non mi è piaciuto oppure se non mi è piaciuto perché non l'ho capito. Non avevo fatto così fatica neanche con Inception la prima volta che l'ho visto.


Quello che hai lasciato a metà senza rimpianti?

Credo di non averne mai lasciato a metà nessuno, di solito per quanto noiosi o pesanti cerco comunque di arrivarci in fondo. 


Quello più divertente?


Per non stare a ripetere Il Diario di Bridget Jones, la mia scelta ricade su Funeral Party. Adoro il black humor inglese e rido sempre tantissimo quando lo guardo. 


Quello più triste?


Mi dispiace cadere nel cliché, ma se voglio piangere metto su Titanic. Ci sono sempre quei tre punti specifici in cui inizio a singhiozzare come una disperata e non è affatto un bello spettacolo. Ho pianto valli di lacrime anche con Il cacciatore di aquiloni quando l'ho visto al cinema.


Quello che più ti estrania dalla realtà?


Mi trovate banale se dico la saga di Harry Potter? Io lo dico lo stesso.


Quello in cui avresti voluto recitare?


Credo che mi sarebbe piaciuto avere una parte in The Blind Side di John Lee Hancock con Sandra Bullock e Tim McGraw - è un film che ricordo con piacere e che mi aveva commossa. Parecchio. Fino ai singhiozzi.


Tre film che vorresti vedere in futuro?

Nel senso di già in mio possesso sulla mia watchlist o che devono ancora uscire al cinema? Facciamo che rispondo a tutto? 

Dunque, tra i mille film che ho in casa ancora da vedere dico Revolutionary Road, Espiazione e Parked.  


Invece tra quelli che sono impaziente di vedere al cinema ci sono Spider-Man: Homecoming, Thor: Ragnarok e Black Panther. Lo so, sono monotematica con la Marvel. 


E sempre restando in tema Marvel, come bonus vorrei che facessero un film solo sul Soldato d'Inverno. 


Tre attori e tre attrici che ti piacciono?

Come attori adoro Ryan Gosling, Sebastian Stan e Leonardo DiCaprio. Come bonus voglio aggiungere Dylan O'Brien che si sta facendo sempre più spazio nel cinema dopo Teen Wolf e quello spazio se lo merita tutto perché è bravissimo e davvero versatile. 
Come attrici mi piacciono Keira Knightley, Emma Stone e Anne Hathaway. 


Tre personaggi cinematografici tra i tuoi preferiti del tuo stesso sesso?

Violet Sanford del film Le ragazze del Coyote Ugly, Elizabeth Swann del film Pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna e Holly March del film The Nice Guys


Tre film che non avresti voluto vedere?

Dirò tre film che credevo migliori e che ho letteralmente messo da parte per non vederli sempre sotto gli occhi: Factory Girl, Le regole dell'attrazione e The Informant!



Tre attori e tre attrici che non ti piacciono?

Mh, credo che l'unico che possa venirmi in mente sia Ben Affleck. Non a caso, io e una mia amica lo chiamiamo Ben "non ho espressività facciale" Affleck. 


Tre personaggi cinematografici che detesti?

Sicuramente la versione cinematografica di Dolores Umbridge al pari della sua controparte letteraria in Harry Potter. Poi Gwen Harrison del film I perfetti innamorati e Mrs. Bruce, la madre di Jam, in Detroit Rock City


Due film della tua infanzia (non cartoni!)?


Per me Mamma, ho perso l'aereo e Mrs. Doubtfire sono indimenticabili. 


Il primo film da “adulto”?

Nel senso che ero "grande" per vedere un film "da grandi" o che ero piccola, ma il film alla fine l'ho visto lo stesso? Nel dubbio, dico che il primo film "adulto" che ricordo di aver visto è stato The Truman Show, ma ero troppo piccola per capirlo come avrei dovuto. 


Un film che hai visto perchè ti piaceva il trailer?

Io i trailer li vedo tutti, sempre e a prescindere, quindi per me il trailer non rappresenta un fattore fondamentale nella scelta della visione.  


Storici o thriller?

Entrambi. Mi piacciono i film in costume, ma anche i thriller - specialmente se mi mettono un po' di strizza addosso. Però mi sa che ho visto più storici che thriller, a questo punto.  


Commedie romantiche o horror?

Occorre fare una precisazione: ero più romantica una volta e di film del genere ne vedrò forse uno all'anno se va bene. L'ultimo è stato Stuck in Love in DVD. 
Per quanto riguarda gli horror, occorre fare un'altra precisazione: preferisco gli splatter e dove c'è un assassino in carne ed ossa. Per intenderci, sì ai vari Venerdì 13 e Non aprite quella porta, Nightmare diciamo che ci entra a pelo, ma no, no e poi no a quelli "spirituali" - quelli con fantasmi e presenze e possessioni non mi fanno dormire per settimane. The Ring mi ha bloccato la crescita quando l'ho visto al cinema in terza media. 
Quindi sì ad entrambi, ma con parecchie restrizioni. 


Drammatici o comici?

Più drammatici che comici, è difficile che io trovi un tipo di comicità che mi fa ridere.  


Italiani o stranieri?

Stranieri. Gli unici italiani che mi piacciono sono quelli con Claudio Bisio e Angela Finocchiaro - loro sì che mi fanno ridere, ma probabilmente perché ricordo ancora con affetto i bei tempi di Zelig


Un film che hai visto pensando non ti piacesse, ed invece ti è piaciuto?


Sono sempre stata più un'amante di Star Wars, ma Star Trek - Il futuro ha inizio è stata una vera sorpresa per me. Quella sera al cinema non c'era davvero nulla che ispirasse me e la mia amica, così ci siamo buttate alla cieca in sala e ne sono uscita davvero contenta perché il film mi era piaciuto tantissimo. 


Un film con cui hai pianto?


Per non citare quelli di prima (Titanic, Il cacciatore di aquiloni e The Blind Side), l'ultimo film con cui ho pianto è stato La mia vita è uno zoo. Lo so, sembra che io stia sempre con il fazzoletto in mano. E già che ci sono, confesso che piango sempre anche alla fine de Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re. Ecco, l'ho detto.  


Il tuo regista preferito? Uno italiano e l’altro straniero.

Mh, se proprio devo dire qualcuno italiano, dico i Manetti Bros. - i registi de L'ispettore Coliandro. Vale come uno, vero? Sono sempre insieme! 
Straniero... Ne ho troppi. Ma vada per Joe Wright e se proprio dobbiamo considerare i Manetti Bros. di sopra come due, allora mi tengo pure Christopher Nolan come bonus. 


Il regista che proprio non ti piace?

Forse è preconcetta, ma ho una forte antipatia per Woody Allen.  


Il personaggio cinematografico che vorresti essere? 

Natasha Romanoff alias Black Widow dell'universo Marvel. In alternativa Mulan.


Preferisci i film in lingua originale o doppiati?

Sono più le serie televisive quelle che guardo in lingua originale. I film li vedo al cinema in italiano e poi in DVD in italiano a casa perché anche i miei devono capire quello che si sta dicendo. Ma quando si tratta di film che amo con attori che amo, alla fine me li vedo sempre in lingua originale da sola in camera mia. 


L’ultimo film che hai comprato?

Mh, gli ultimi DVD che ho acquistato risalgono a marzo durante una promozione di Amazon: Stuck in Love, Jack Reacher, Mission: Impossible - Rogue Nation e The Nice Guys. Ma sicuramente ce ne sono di più recenti comprati da mio padre.


Sei mai andato al cinema da solo?

No, di solito trascino sempre qualcuno - mi piace la compagnia.


Cosa rende un film uno dei tuoi preferiti?

Non saprei dire con precisione. La tecnica di regia (questo per quanto riguarda Joe Wright e Christopher Nolan), i personaggi e quanto gli attori sanno dare loro profondità, la bravura stessa degli attori e la chimica dei personaggi, il ritmo della storia, la storia in sé - è tutta una combinazione di cose. 


Ultimo film visto al cinema?

La risposta è la stessa della prima domanda.  


Un film che non hai visto perché ti sei addormentato?


Machete Kills, mi sono addormentata al cinema ad un certo punto. Non è il mio genere e complice questo, il fatto che non avevo visto il primo e che ero andata al cinema principalmente perché un'amica voleva vederlo, alla fine ho ceduto al sonno. Ma per poco, eh. Ed è stata l'unica volta.


Il film più lungo che hai visto?

Mh, non ho idea di cosa sia più lungo tra un qualsiasi film della trilogia de Il Signore degli Anelli o The Hateful Eight oppure The Wolf of Wall Street o Revenant
Insomma, film lunghi ne ho visti. 


Un film che ti ha deluso?


American Hustle - L'apparenza inganna, pieno di attori che amo ma me lo aspettavo diverso ed è stato noiosissimo - il primo tempo sembrava non finire mai.


Miglior colonna sonora?

Fatevi sotto, qui potrei andare avanti una vita! Amo Michael Giacchino e tutte le sue composizioni, ma in particolare amo le musiche di Star Trek. Mi piace Dario Marianelli, che ha composto la colonna sonora di Orgoglio e Pregiudizio. Adoro Hans Zimmer, quindi fate spazio a Pirati dei Caraibi ma soprattutto ad Inception. Mi piace quella di Titanic di James Horner e mi piace quella di Captain America - The Winter Soldier di Henry Jackman.
L'ultima bella scoperta per me in fatto di colonne sonore è quella di King Arthur: Legend of the Sword di Daniel Pemberton. 


Miglior saga?


Non posso non rispondere Star Wars
Merito dei miei genitori e di una celebrity crush adolescenziale per Hayden Christensen. 


Qual è o quali sono i tuoi film preferiti?

Guardatevi un po' quel super-collage quasi all'inizio del post e avrete la vostra risposta.
E aggiungeteci pure La Mummia del 1999 con Brendan Fraser e Rachel Weisz. 

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Se siete arrivati qui in fondo, i miei più sinceri complimenti. 
Un po' perché mi rendo conto che il post è davvero lungo - considerando che ho anche voluto inserire le immagini - e un po' perché spero apprezziate lo sforzo e il tempo che ci ho impiegato a farlo. E magari eravate pure curiosi di saperne un po' di più sui miei gusti cinematografici. ;)
Spero che il cambio di "tema" non vi sia dispiaciuto e se ne avete voglia, scrivetemi pure se abbiamo qualche film in comune oppure se me ne volete consigliare qualcuno. :)

venerdì 16 giugno 2017

Il fascino del gentiluomo: Heathcliff - "Cime Tempestose" di Emily Brontë

Oggi tocca a me parlarvi di uno dei personaggi maschili che ha segnato la letteratura e se sono qui oggi a farlo è per merito di Susy del blog I miei magici mondi - che ringrazio per avermi coinvolta. Oltretutto questo progetto mi ha anche dato l'opportunità di leggere un classico che era mia intenzione recuperare da molto tempo e la cui recensione, se ve la siete persa, la trovate QUI

Ma non siamo qui oggi per parlare di Cime Tempestose in generale, bensì del suo tormentato, oscuro e scontroso protagonista maschile: Heathcliff.




Credo sia doveroso precisare una cosa: a mio modesto e umile parere, Heathcliff NON è affatto un gentiluomo. Come avrete già avuto modo di intuire se avete letto la mia recensione, ho detestato Heathcliff con tutto il cuore. 


Facciamo la sua conoscenza quando il signor Earnshaw torna a casa dai suoi figli dopo un viaggio di lavoro da Liverpool accompagnato da un ragazzetto che ha tutta l'aria dello zingaro: è povero, orfano, di origini sconosciute e il signor Earnshaw non se l'è sentita di lasciarlo là in balia di se stesso. 
Questo ragazzetto viene chiamato Heathcliff, come un figlio che i coniugi Earnshaw avevano perso anni prima ma questi non viene affatto visto come un fratello, anzi - quando i due fratelli Earnshaw scoprono che per portare a casa Heathcliff il padre ha perso o rotto i regali che aveva preso loro, Hindley gli dedica subito il suo odio e Catherine gli sputa addosso. Persino Ellen Dean, domestica a servizio a Wuthering Heights e futura governante, lo lascia a dormire in corridoio negandogli un letto. 

Dovremmo provare pena per Heathcliff, vero? Già, dovremmo. 
Peccato che Heathcliff non renda per niente le cose facili al lettore e non è perché sin dalla sua prima apparizione viene descritto come uno zingaro, cupo e con occhi malevoli e un aspetto demoniaco - anche il suo carattere si rivela nero come il suo aspetto. 
Avendo dalla sua parte il favoritismo del padrone, Heathcliff si prende le libertà che vuole e con Hindley sarà sempre uno scontro senza fine, con il primo che minaccia di riferire tutto al signor Earnshaw se Hindley non gli cede quello che vuole o se lo picchia e con il secondo che non vede l'ora di essere lui il padrone per fargliela pagare. 
Il loro è odio che genera altro odio e così fino alla fine. 

Con Catherine, dopo quella scaramuccia iniziale, nasce qualcosa di profondo e indissolubile. Sono anime affini, selvagge, dove va uno l'altro lo segue, si perdono nella brughiera e se ne fregano delle conseguenze. 
Una volta ho letto una frase tratta da un libro (che però non possiedo) e che, più o meno, dice che l'amore a prima vista dovrebbe farti fuggire perché si tratta delle parti oscure dentro di te che riconoscono le parti oscure dentro l'altro. Credo che sia perfettamente azzeccata nel caso di Catherine e Heathcliff, hanno tutti e due un carattere egoista e arrogante e una visione che non va oltre loro stessi. 
La loro vita continua così, fianco a fianco, incuranti del basso rango di lui anche quando Hindley lo relega alla stregua di un domestico negandogli l'istruzione a cui prima aveva accesso. Non basterebbe questo a tenerli separati, se non fosse che poco tempo dopo Catherine conosce i Linton e rimane in qualche modo affascinata dalla vita aristocratica, con la sciocca convinzione che sposando Edgar possa aiutare Heathcliff ad elevare la sua posizione tramite i soldi del marito. 

Heathcliff sparisce per due anni, torna con un aspetto più signorile e con più soldi, ma anche più violento e spietato di prima. 
La sua missione è vendicarsi dei Linton per avergli portato via Catherine - anche se, a mio parere, Catherine ha fatto tutto da sola. 

Heathcliff si vede privato della sua anima quando Catherine muore e prega che il fantasma di lei venga a tormentarlo pur di vederla. Anela il momento in cui saranno di nuovo riuniti, ma questo non gli impedisce di portare a compimento il suo piano di distruzione di due famiglie. 

Heathcliff viene spesso paragonato ad una bestia e ad un demone per il suo aspetto e per i suoi modi. È crudele, calcolatore, convinto di non commettere alcun male perché dal suo punto di vista sta solo riparando ad un torto subito. La sua è una vendetta a 360 gradi perché non si accontenta di far soffrire, lui vuole proprio annientare i Linton e gli Earnshaw senza pietà per nessuno. 
Si impossessa delle terre di Hindley e costringe suo figlio Hareton a condurre una vita simile a quella che ha vissuto lui, negandogli istruzione e dignità e intrappolandolo in quella che è una vera e propria sindrome di Stoccolma. 
Sposa Isabella Linton per fare un dispetto ad Edgar e poi è violento con lei perché è una Linton e ne ha tutto l'aspetto. Se ne frega del figlio che ha con lei fino a quando questo non gli può tornare utile per spogliare Edgar Linton di tutto quello che possiede: sua figlia Catherine e Thrushcross Grange.  
Il giovane Linton Heathcliff è un ragazzetto malaticcio, disprezzato dal suo stesso padre perché non gli assomiglia affatto ma costretto a restare in vita fino a quando il piano di Heathcliff non sarà compiuto. Ed è proprio qui che Heathcliff dà il peggio di sé, arrivando persino a picchiare e terrorizzare Catherine Linton pur di ottenere ciò che vuole. 
Odia con una ferocia cieca Catherine, Hareton e Linton perché oltre a vedere in loro tutto ciò che le due famiglie gli hanno portato via, nei primi due vede anche lei e da una parte non li può guardare, ma dall'altra impedisce loro di andarsene. 

Heathcliff è crudele, vendicativo, violento e arriva persino a picchiare ragazzine e animali - è un mostro che compie azioni assolutamente abberranti. 
La natura di quello che prova per Catherine diventa ossessione, diventa pazzia, diventa qualcosa che terrorizza. Non saprei dire se Heathcliff sia nato così o se l'essere dovuto sopravvivere a Liverpool da solo e l'essersi visto negato l'accoglienza appena arrivato a Wuthering Heights l'abbiano spinto a diventare così malvagio. Ma una volta stabilito un contatto con Catherine sono rimasti sempre e solo loro due, completamente chiusi a tutte le altre persone e quindi negando - e negandosi - la possibilità di amare ed essere amati da qualcun altro. 

Heathcliff è un antieroe e se mi permettete di intrattenervi ancora un po' con questo post, vi spiego perché ci sono antieroi che in qualche modo mi piacciono e altri che detesto con tutto il cuore.  

Se bazzicate qui da un po', allora saprete che Una folle passione di Ron Rash è uno dei miei libri preferiti. La sua protagonista, Serena Pemberton, è un'antieroina e io sono rimasta sinceramente affascinata da lei. Anche lei è spietata, anche lei commette nefandezze e ne commissiona altre al suo sottoposto, ma nel suo caso è tutta una questione di potere e ambizione. 
Lo stesso dicasi per Francis Urquhart di House of Cards di Michael Dobbs (Frank Underwood nella versione televisiva americana) - in politica a quanto pare tutto è lecito e ci si spinge fino all'impossibile pur di ottenere quello che si vuole. 
Loro sono antieroi, spietati e ambiziosi e bramosi di potere - però mi piacciono. Sono calcolatori, ma la loro non è esattamente crudeltà - è più un'indifferenza verso chi ritengono un ostacolo sul loro cammino. Magari è premeditata, ma la vedono come un rischio necessario. 

Un altro antieroe che mi piace - e dovreste saperlo se frequentate il mio blog da un po' - è Slade Wilson dell'universo di Arrow. Con lui la questione è già diversa perché lui sì, mira alla vendetta nei confronti di Oliver e se seguite il telefilm sapete quello che ha fatto a sua madre. E non so se sia la sindrome da crocerossina insita in ogni donna che crede di poter redimere un uomo, ma ripenso al primo Slade Wilson quando era ancora un amico e un alleato e un padre prima che il Mirakuru agisse sulla sua personalità dopo la morte della donna che amava. 
Anche Slade Wilson brama vendetta nei confronti di Oliver, lo vuole vedere soffrire facendo del male a chi ama ma, per quanto possa sembrare paradossale, la sua vendetta è in qualche modo "circoscritta" al solo Oliver - non ha brame di onnipotenza. È crudele, ma in modo mirato. 
Chi invece è crudele in maniera indiscriminata è il Damien Darhk della quarta stagione e lui sì che l'odiato profondamente perché così bramoso di potere da arrivare a progettare un intero genocidio, scegliendo di proteggere solo persone che l'hanno pagato profumatamente o che sarebbero potute tornargli utili. 

Tornando nell'ambito della letteratura e sempre in tema di paradosso, non ho odiato Voldemort neanche un decimo di quanto ho odiato Heathcliff. Voldemort lo vedo un po' alla stregua di Serena Pemberton e Francis Urquhart: persegue i suoi scopi e tutti gli altri sono "effetti collaterali". 
Dolores Umbridge, lei sì che è tutta un'altra storia - lei sì che è crudele in maniera indiscriminata, tanto che ancora mi prudono le mani se ripenso alla voglia che avevo di scagliare il libro fuori dalla finestra per la rabbia. 

Voi potreste dire che allora dovrei odiare un serial killer sociopatico come Dexter Morgan, ma a Dexter è stata insegnata una sorta di morale. È vero che a lui piace uccidere, ma ha imparato ad incanalare i suoi istinti. 
Chi sto odiando immensamente in questo momento è il personaggio di Chris in Fear The Walking Dead. Il figlio di Travis l'ho sempre trovato irritante, un ragazzino viziato che tiene sempre il broncio, ma in questa seconda stagione che sto finendo di guardare si è messo ad uccidere indiscriminatamente - che siano zombies o esseri umani non importa. Gli piace uccidere ed è crudele nel farlo. E io ad ogni episodio spero ardentemente e con tutta me stessa che uno zombie lo morda così ci liberiamo di lui. 

Ci sono poi quegli antieroi - o villains che dir si voglia - che sono una via di mezzo tra Serena Pemberton e Dexter Morgan. Penso a Moriarty oppure allo Sciacallo della trilogia di Red Rising di Pierce Brown - personaggi con una morale tutta loro o addirittura privi di essa, calcolatori e autori di alcune crudeltà che sono comunque affascinanti da osservare e conoscere perché hanno qualcosa nel carisma o perché in fondo anche loro hanno uno scopo da raggiungere. Come sempre, gli altri sono "effetti collaterali".

Ci sono quindi antieroi che mi piacciono - non dico che arriverei ad amarli, ma sono affascinanti da osservare alle prese con il loro grado di crudeltà. 
Ci sono poi quelli come Chris di Fear The Walking Dead, Dolores Umbridge di Harry Potter e Heathcliff di Cime Tempestose che non mostrano alcun rimorso, privi di una qualsiasi coscienza e rispetto per la vita umana che godono del male che causano. 

Heathcliff non si accontenta di vendicarsi del "rivale" che gli ha portato via Catherine - però, ribadisco, Catherine ha fatto tutto da sola - ma il suo scopo è letteralmente annientare due famiglie, sfogandosi persino sui discendenti in una sorta di faida di cui lui è l'unico autore, burattinaio e partecipante.
È autore di atti di crudeltà indiscriminata che prima forse si potevano anche giustificare come ribellioni di un bambino a cui è stato negato l'affetto, ma che di fatto poi non si possono più condonare perché la maturazione emotiva non arriva. Non si pente di nulla e non prova nulla se questo non ha a che fare con Catherine direttamente o indirettamente. Heathcliff è malvagio e senza alcuna coscienza, ma se prima lo disprezzavo, nel momento in cui ha poi orgogliosamente ammesso quello che ha fatto alla cagnetta di Isabella Linton ho cominciato ad odiarlo. E da lì non ho più smesso. 

Paradossalmente, ritengo più gentiluomo il "rivale" di Heathcliff - Edgar Linton. 
Da bambino forse era un signorino ricco e viziato, che non aveva mai visto una realtà diversa da quella della sua casa a Thrushcross Grange perché non ci aveva mai messo piede fuori, ma amava sinceramente Catherine Earnshaw e per amor suo è stato tollerante nei confronti di Heathcliff. In seguito, pur con dolore e riluttanza, ha accettato le scelte di sua sorella. È stato pronto al perdono, è stato un padre affettuoso e proprio in virtù del suo status di padre ha rinunciato ad occuparsi del nipote quando Heathcliff ha reclamato suo figlio per sé. Forse ha peccato anche di codardia - cosa che Heathcliff non smetteva mai di rinfacciargli - ma, onestamente, chi si sarebbe messo contro un uomo spaventoso come il nuovo padrone di Wuthering Heights?

Non riesco a definire la storia tra Catherine e Heathcliff esattamente d'amore - credo sia qualcosa di più viscerale, qualcosa che scorre talmente in profondità che l'ambiente, l'epoca e le circostanze in cui sono vissuti hanno forse avvelenato. Quello che è certo è che per loro era qualcosa di puro e che nessuno capiva, un'ossessione di due anime tormentate e divise che chi li circondava non vedeva di buon occhio.
E per quanto potesse sembrare puro ai suoi occhi, è innegabile che tutto quello che Heathcliff ha fatto per amore di Catherine - ma anche di se stesso - ha lasciato una scia di dolore e sofferenza, ma anche di rinascita a dispetto dei suoi propositi.

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La mia tappa finisce qui, ma prima di concludere vi faccio un riepilogo di quello che vi siete persi - se ve lo siete persi - e di quello che verrà. 



I miei magici mondi - Presentazione
La spacciatrice di libri - Fitzwilliam Darcy
Gli Alberi da Libri - Frederick Wentworth
Romance e altri rimedi - John Thornton

E non perdetevi domani il post di Annamaria del blog La contessa rampante dedicato a Edward Rochester di Jane Eyre!

mercoledì 14 giugno 2017

WWW.. Wednesday! #57

Inizia a fare caldo, caldo, caaaaldo anche qui da me.
Perlomeno durante il giorno perché io la notte dormo ancora il pigiama leggero lungo dato che mi viene freddo. E a volte mi copro pure con il lenzuolo.

Ma a parte gli sbalzi di temperatura corporea e i centomila telefilm che un po' finiscono e un po' iniziano, il ritmo delle mie letture sembra essere costante.
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)



La prima lettura conclusa è stata Cime Tempestose di Emily Brontë. Se avete seguito i vari aggiornamenti, sapete che è stata una lettura che ha messo alla prova i miei nervi e penso che non riuscirò mai a stabilire se il piatto della bilancia pende verso l'odio oppure verso l'amore. Recensione QUI
La seconda lettura conclusa lunedì è stata DJ Rising di Love Maia - un libro che ho amato e che mi ha fatto piangere, un libro che è stata una perfetta combinazione di tre elementi che ho amato in altrettanti libri. Recensione QUI



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Sto leggendo Il libro di Julian di R.J. Palacio, il primo companion di Wonder. Ammetto che è un po' difficile leggere la storia vista dagli occhi del bullo della situazione, ma sono curiosa di andare avanti. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Come vi avevo poi accennato nel WWW precedente, proseguirò con i due successivi companion di Wonder per completare la serie: Il libro di Christopher e Il libro di Charlotte di R.J. Palacio

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Un WWW molto breve, me ne rendo conto. Sono stata meno logorroica del solito. 
Ma se temete che abbia esaurito le parole, non abbiate paura: le sto conservando tutte per la mia tappa di venerdì dedicata al personaggio di Heathcliff e mi aspetto che seguiate in parecchi il progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi
Detto questo, vi invito come sempre a scrivermi nei commenti com'è andata la vostra settimana di letture oppure a lasciarmi il link dei vostri post - appena mi è possibile passo a ricambiare! 
Cheers! :)

martedì 13 giugno 2017

Chi ben comincia... #7 | "Il libro di Julian: A Wonder Story" di R.J. Palacio

In questo martedì - che in realtà non mi sembra affatto martedì - vi porto l'inizio del libro che ho iniziato a leggere oggi. 

No, non è vero. Ad essere sincera ho letto qualche pagina ieri sera. 

Ops.  

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



   Okay, va bene, d'accordo. 
   Lo so, lo so, lo so. 
   Non mi sono comportato bene con August Pullman!
   E allora? Mica è la fine del mondo, ragazzi! Piantiamola lì di fare tragedie, okay? C'è un mondo intero là fuori, gigantesco, e non tutti si comportano bene con tutti. È così che vanno le cose, punto. Perciò, vi dispiacerebbe dimenticare la cosa per favore? Credo sia arrivato il momento di guardare oltre e continuare con la vostra vita, no? 
   E che cavolo! 
   Non capisco. Davvero non ci riesco. Un momento sono tipo il ragazzo più popolare di prima media. E un attimo dopo sono... boh, non lo so. Qualunque cosa sia. Brucia. Tutto l'intero anno, brucia! 

(R.J. Palacio - Il libro di Julian: A Wonder Story)

lunedì 12 giugno 2017

[Recensione] "DJ Rising" di Love Maia

Mi sento sempre in difficoltà quando devo parlare di un libro che mi ha colpita così tanto da farmi piangere - sì, ho pianto, lo ammetto senza vergogna - perché mi sembra sempre di non avere mai abbastanza parole per rendergli giustizia.


Titolo: DJ Rising
Autrice: Love Maia
Data di uscita: 12 febbraio 2013
Data di uscita originale: 1 gennaio 2012
Pagine: 285 (copertina flessibile)
Editore: Little, Brown Books for Young Readers

Trama [tradotta da me]: La prima cosa che sento è la musica. 

La prima cosa che ho sempre sentito è la musica. 

Marley Johnnywas Diego-Dylan è un ragazzo al penultimo anno di scuola superiore che respira musica come se fosse ossigeno. Nel mondo reale, Marley si destreggia tra il prendersi cura della madre dipendente da eroina e il mantenere la borsa di studio in una scuola piena di snob privilegiati, tra il pulire tavoli in un locale per arrivare a fine mese e il sospirare per la bellissima Lea Hall. Ma nel mondo privato dietro i piatti del giradischi, Marley è libero di manipolare i suoni, aggiungere ritmi, mescolare stili diversi e sognare di diventare un DJ professionista. 

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La mia storia con questo libro ha inizio due anni fa quando, nel mese di maggio, dopo aver finito di leggere This Song Will Save Your Life di Leila Sales (pubblicato dalla DeAgostini l'anno scorso con il titolo Resta fino all'ultima canzone) nei suggerimenti di Goodreads mi è apparso il libro oggetto del post. 
Inutile dire che è finito immediatamente in wishlist.

Se un po' avete imparato a conoscere i miei gusti, saprete che adoro i libri che parlano di musica. Ma non quelli in cui la musica è solo un contorno alla storia d'amore che si fa spazio a gomitate per attirare la vostra attenzione, bensì quelli in cui la musica è uno dei pilastri fondamentali della vita del protagonista - in cui la musica è l'amore del protagonista e se ne parla come qualcosa di tangibile e concreto.
E DJ Rising ha tutto quello che cerco in un libro del genere, una perfetta combinazione di elementi che ho amato in altri tre libri che sono diventati i miei preferiti. 

Se pensate che il nome del protagonista sia strano, non vi preoccupate: c'è una spiegazione per quello praticamente all'inizio del romanzo. 
Marley è un ragazzo di sedici anni, vive nella parte più povera della città, è orfano di padre da quattro anni e deve prendersi cura della madre che da quando ha perso il compagno è scesa in una spirale distruttiva di erba, alcol ed eroina. Tutto il peso dell'affitto ricade sulle spalle di Marley, che lavora quasi ogni sera in un ristorante in cui serve ai tavoli, sparecchia e poi resta anche a fare il lavoro notturno di lavapiatti. E non dimentichiamo lo studio per mantenere i voti alti alla Ellington Prep, una scuola prestigiosa in cui è entrato insieme ad altri suoi amici grazie ad una borsa di studio con la speranza che poi questa gli aprirà le porte per un college il più lontano possibile da casa. 
Le uniche cose che gli sollevano il morale sono il sedersi fuori dal Fever sognando di essere lui a far ballare tutta la gente al suo interno e sperimentare nuovi suoni con i dischi e i piatti ereditati da suo padre. 

La vita sembra scorrere normale, tra una madre quasi sempre catatonica e la casa invasa dei suoi fidanzati e amici tossici che svuotano il frigo e i ragazzi ricchi a scuola che si credono meglio di tutti coloro che sono entrati grazie alle borse di studio.
Ma poi una sera Marley riceve l'offerta più inaspettata di tutte: mentre suona ad una festa a casa di amici, gli viene proposto di sostituire all'ultimo un DJ che si è rotto un braccio in piccolo club sabato sera. È l'occasione che Marley stava aspettando, un piccolo primo passo verso una carriera professionista da DJ.
E proprio quando Marley si convince che si è trattato di un'unica occasione, un'altra telefonata inaspettata sconvolge la sua vita: il proprietario di uno dei club più "in" della città lo vuole assumere. Peccato sia convinto che Marley abbia ventun'anni...

Vi concederò che sia un po' irrealistico, su come questo sedicenne riesca ad ingannare un po' tutti spacciandosi per un maggiorenne. Ma non è questo il punto, perché poi la realtà prende il sopravvento e lo fa nella maniera più violenta possibile. La fine stessa è realistica, ma ovviamente non vi posso dire in che modo altrimenti rovinerei tutto.

È la storia di come Marley scelga di essere finalmente un po' egoista e di inseguire i suoi sogni, anche quando sua madre e il suo fidanzato commetteranno uno dei peggiori atti immaginabili. È la storia di come Marley continui ad onorare suo padre e il legame che li univa attraverso la musica. È la storia di come Marley trovi una sorta di famiglia nella crew del Cream, che ad ogni chiusura del club si trova a casa del barista Hogan per un after-party. È la storia della nascita di Marley come DJ Ice sotto la guida del mentore più acido della storia quando al Fever - il club dei sogni di Marley - viene organizzata la prima battaglia tra DJs con in palio un posto da regular una sera a settimana. 

Mi sono emozionata tantissimo con Marley, mi sono arrabbiata e ho pianto insieme a lui. Ama profondamente la musica e nonostante tutto il dolore che deve affrontare si rimette in piedi e, quando da solo non ce la fa, ha gli amici vecchi e nuovi a ricordargli che è forte abbastanza da potercela fare. 
Ho trovato giusto che abbia mostrato egoismo, come ogni adolescente che vuole vivere il meglio dei suoi anni e invece è costretto a prendersi cura di una madre che è tutto fuorché questo, ma ho capito anche i suoi sensi di colpa nel lasciarla a se stessa e la rabbia verso di lei quando gli ha rovinato ancora una volta i suoi sogni. 

È un libro scorrevole, crudo, pieno di dolore ma anche di speranza per una vita migliore. Ho trovato molte affinità con altre tre libri che ho amato: con il già citato This Song Will Save Your Life di Leila Sales per il modo in cui sia Elise che Marley si esprimono attraverso i suoni che creano con le canzoni e per la voglia che hanno di far ballare la gente e farla perdere nel loro mondo; con Fall for Anything di Courtney Summers per il modo in cui Marley era più legato al padre e per come la madre è andata in pezzi alla sua morte dimenticandosi che anche il figlio soffriva nello stesso modo in cui è successo a Eddie Reeves - con la differenza che sua madre non si era data all'eroina e aveva la sua migliore amica che provava a tirarla su; con Sorta Like a Rock Star di Matthew Quick perché tutti i sentimenti contrastanti di odio, amore, pena, dolore e rabbia che Marley prova per sua madre sono gli stessi che Amber Appleton provava per sua madre alcolizzata e la loro reazione la stessa ad un determinato evento.
Lo stesso Matthew Quick è uno degli autori che ha scritto una recensione positiva a DJ Rising - e non credo sia solo per l'affinità della tematica. 

DJ Rising è un libro che parla di musica, di come questa faccia da colonna sonora e portante nella vita di Marley e di come gli permetta di affrontare tutto quello che ha passato e tutto quello che verrà in futuro. E se anche non diventerà un DJ di fama internazionale, sa che comunque la sua è una passione che non si esaurirà mai e che gli amici che ha trovato sono l'unica vera famiglia di cui ha bisogno.