martedì 7 giugno 2016

[Recensione] "Prima il cuore" di Jessi Kirby

La settimana scorsa, quando è stato giorno di WWW, l'avevo appena iniziato e ricordo di aver scritto di averne letto una decina di pagine e che già alla numero 13 stavo con le lacrime agli occhi. 

Mi immaginavo una cascata per tutto il resto del romanzo, ma così non è stato. 
Questo non vuol dire che comunque non mi sia piaciuto. 

Ma prima di proseguire, un immenso grazie alla Mondadori per averne messa a disposizione una copia e ad Anncleire di Please Another Book per aver organizzato il giveaway che mi ha permesso di vincerla.


Titolo: Prima il cuore
Titolo originale: Things We Know By Heart
Autrice: Jessi Kirby
Data di uscita: 19 aprile 2016
Data di uscita originale: 21 aprile 2015
Pagine: 244 (copertina rigida)
Editore: Mondadori

Collana: Chrysalide

Trama: La notte in cui il fidanzato Trent, a soli diciassette anni, muore in un incidente stradale, il mondo di Quinn Sullivan si frantuma in mille pezzi. Niente può avere senso se hai perso l'amore della tua vita. Forse, però, se riuscisse a mettersi in contatto con le persone che hanno ricevuto i suoi organi potrebbe superare quel dolore che pare inconsolabile. Così le hanno spiegato al gruppo di sostegno che frequenta da quando Trent se ne è andato. E allora Quinn si fa coraggio e le contatta tutte quelle persone, una dopo l'altra. Tutte tranne una, quella più importante, il ragazzo che ha ricevuto il cuore di Trent, e che ha scelto di restare anonimo. Ora che finalmente ha recuperato le forze, infatti, Colton Thomas è determinato ad andare avanti per la sua strada lasciandosi il passato alle spalle. Anche se questo significa non sapere nulla della persona che gli ha permesso di tornare a vivere. Contravvenendo a ogni regola, Quinn decide di incontrarlo ugualmente. E subito avverte una connessione particolare con lui, un legame speciale che, di giorno in giorno, diventa sempre più profondo. Trascinata dalla straordinaria voglia di vivere di Colton, Quinn torna a sorridere, anche se un terribile senso di colpa la tormenta: è giusto nascondergli la sua vera identità per paura di perderlo? E, soprattutto, come può abbandonarsi ai sentimenti che prova per lui se ogni battito del suo cuore non fa che ricordarle ciò che ha perso per sempre?



Quinn ha perso Trent, il suo fidanzato, a causa di un incidente e da quel momento non fa che contare i giorni passati dalla sua scomparsa. 
Giorni grigi, vuoti, nei quali si rifiuta di vivere e di fare da sola tutte le cose che invece aveva progettato di fare con Trent - quindi niente ballo di fine anno, niente iscrizione al college, niente corse la mattina presto. 
La vita di Quinn si ferma, esattamente come si è fermata quella di Trent. 

Trent però è ancora vivo da qualche parte, è vivo in tutte quelle persone che hanno ricevuto una seconda possibilità grazie agli organi di Trent che sono stati donati. 
Quinn, con il supporto dei genitori di Trent, scrive e contatta queste persone perché sente che questo l'aiuterà ad avere una sorta di "chiusura" e così incontra chi ha ricevuto i polmoni, chi ha ricevuto un rene, chi ha ricevuto il fegato e chi ha ricevuto le cornee. 

Ma non incontra chi ha ricevuto il cuore - quel cuore che lei conosce così bene e di cui era la custode - perché questo qualcuno non hai mai risposto alla sua lettera. 
Così Quinn si mette a cercarlo e confrontando date e notizie che trova in rete, trova il blog della sorella del ricevente e poi trova Colton Thomas. 

Quinn non ha intenzione di parlargli, vuole solo vedere chi è e se sta bene - se quel cuore a cui teneva tanto suona ancora come quello di Trent oppure no. 
Ma poi tutta una serie di circostanze la portano a scontrarsi con Colton e nonostante i segreti e i sensi di colpa, Quinn passa del tempo con lui e più il tempo passa, più è difficile confessare di aver attraversato un confine che non avrebbe dovuto nemmeno raggiungere. 

Quello che era iniziato come un tentativo di restare aggrappata al passato e a Trent, poi è diventato qualcosa di più - il cuore è lo stesso, ma è la persona che è Colton adesso con tutto quello che ha passato che riesce a far uscire Quinn dal suo rifiugio fatto di pareti, fotografie e ricordi. 
Come confessare allora a Colton chi è davvero Quinn Sullivan? 


Mi reputate cinica se dico che, ma dai?, ovviamente chi riceve il cuore del ragazzo di Quinn è un altro ragazzo altrettanto bello e ora abbronzato con fantastici capelli e incredibili occhi verdi? 
Fa molto cliché e mi viene persino da storcere il naso se lo penso come un fatto singolo, ma è l'insieme di tutta questa storia a fare la differenza rispetto ad altre occasioni in cui avrei chiuso per la banalità della cosa. 

Questo è tutt'altro che banale. 

Prima il cuore si legge davvero velocemente e ogni capitolo inizia con una citazione di qualche scrittore oppure fatti medici pubblicati su testi e giornali. 
E riguardano tutti il cuore, da quelli più filosofici che includono la presenza dell'anima a quelli più tecnici sul suo funzionamento. 

Se questo fosse stato un romanzo in cui la protagonista scopre che il ricevente del cuore del suo ex-ragazzo è uno strafigo e quindi "sbam!, usciamo insieme".. beh, avrei chiuso immediatamente. 

Se avete mai perso qualcuno nella vostra vita, sapete che non si riesce ad andare avanti nel giro di due giorni - che quello è un dolore che ti porti dietro per sempre, sebbene con minore intensità man mano che passano gli anni. 
Io lo so. 
E a volte quel dolore torna a picchiare con insistenza mozzandoti il fiato, ricordandoti che è ancora lì. 

Quinn conta i giorni, io ora conto gli anni.
E a volte nemmeno dopo più di un decennio riesci davvero a lasciar andare i sensi di colpa. 

Come ho detto prima, se Quinn fosse stata il tipo a cui bastavano due occhi verdi per ritrovare il sorriso allora io avrei lanciato il libro fuori dalla finestra. 
E invece Quinn soffre, ha una crisi di pianto ogni tanto, si sente in colpa verso Trent quando la sua famiglia le fa notare che sta facendo passi avanti perché per lei voltare pagina e apprezzare la compagnia di Colton equivale a tradire Trent. 
Va nel panico quando si rende conto che quella che era iniziata come una ricerca di Trent nella persona di Colton, ora è qualcosa di più ed è in perenne conflitto con questa sensazione - in perenne conflitto con la decisione di confessare perché ha paura di ferire Colton. 
Colton che prima era solo il ricevente del cuore di Trent e che ora le sta insegnando ad apprezzare di nuovo la vita - proprio quel ragazzo che lei sta conoscendo davvero per come è adesso e non solo come il ragazzo malato del blog di Shelby.

Quinn combatte contro quelle sensazioni, tenta di fuggire, va nel panico quando non ricorda più quanti giorni sono passati dalla morte di Trent e sua sorella Ryan le dice che va bene, che Trent farà sempre parte della sua vita ma che non la vorrebbe vedere così. 

Ho apprezzato Quinn perché sebbene rimanga affascinata dagli occhi verdi di Colton - ehi, presente, anche io amo gli occhi verdi! - non cade tra le sue braccia. Perlomeno non subito.
Quinn ha tutto un percorso di sofferenza, di colpa, di elaborazione del lutto, di vergogna, di ricordi e di rimpianti, di panico e di pianto e solo dopo aver iniziato ad affrontarlo - e dico affrontarlo, non superarlo - allora inizia a vedere la possibilità di tornare a sorridere di nuovo. 

Colton è adorabile, anche lui mantiene segreta la storia del trapianto perché non vuole più pensare a quello che ha passato e non vuole più essere conosciuto solo per quello. 
Vuole un nuovo inizio, vuole riprendere la sua vita e vive ogni giorno al meglio come se fosse una vittoria. 

Quinn e Colton sono due ragazzi che hanno sperimentato due lati diversi della stessa tragedia, legati dallo stesso cuore che continua a battere. 
Ed è proprio quel cuore, l'ultimo regalo di Trent al mondo, a dare ad entrambi una seconda possibilità. 

Ammetto di avere pianto, ma solo all'inizio, quando c'è la parte sul lutto e sulla perdita - sono cose che ho sperimentato anche io sulla mia pelle. 

"Ho passato i primi mesi schiacciata dal peso di quei rimorsi, immaginando le mille cose che avrei fatto in modo diverso se avessi saputo che non avrei mai più potuto rifarle." 

La parte della donazione degli organi invece è "estranea" alla mia famiglia, ma un po' meno sconosciuta a me perché l'anno scorso ho avuto una collega che ha avuto un trapianto di rene e so quanto sia grata al donatore - chiunque esso sia. 

Jessi Kirby non solo scrive benissimo di una ragazza in lutto e incapace di andare avanti, ma scrive bene anche dei sentimenti di gratitudine e allo stesso tempo di colpa di chi riceve un organo e una nuova vita proprio perché qualcuno quella vita l'ha persa. 
Io me la ricordo la mia collega alle prese con i farmaci anti-rigetto e con il fastidio che tutte quelle medicine e gli esami portano con sé; ma ricordo anche i suoi ringraziamenti ad ogni anniversario del trapianto dedicati al suo "angelo" e la voglia di vivere sfrenata che ha - quella voglia di vivere che solo chi è scampato ad un tragico destino può provare. 

Prima il cuore è un libro che incita a vivere al meglio la nostra vita, che ci ricorda che prima o poi si riesce ad andare avanti e che non è sbagliato, che anche se voltiamo pagina non vuol dire che stiamo tradendo chi abbiamo perso.
Prima il cuore è un libro sulle seconde possibilità e su come bisogna fare di tutto per afferrarle perché la vita è effimera ed è troppo breve per avere dei rimpianti. 


"Per un attimo vorrei che potessimo tornare indietro in quel luogo magico in cui eravamo insieme, liberi dal nostro passato. Ma so che è impossibile. Per quanto ci sforziamo e per quanto lo desideriamo, sono proprio i nostri dolori, le nostre gioie e le nostre perdite a renderci ciò che siamo. È tutto impresso nelle fibre del nostro essere. È scritto nel nostro cuore."

e ½

2 commenti:

  1. Alice che libro meraviglioso mi consigli, questo si lo leggo eccome, grazie di cuore <3

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