giovedì 15 novembre 2018

[Recensione] "And We Call It Love" di Amanda Vink

Considerando che quando ho fatto richiesta su NetGalley avevo ancora due eARCs da leggere, non credevo proprio che tale richiesta sarebbe stata accettata. 
E invece lo stesso giorno mi è arrivata la email di conferma, quindi eccomi qui con la recensione di un titolo in super-anteprima.


Titolo: And We Call It Love
Autrice: Amanda Vink
Data di uscita: 1 giugno 2019
Pagine: 200 (Kindle Edition)
Editore: West 44 Books
Link Amazon: https://amzn.to/2JZ0S4K

Trama [tradotta da me]: Clare e Zari sono migliori amiche. Scrivono musica insieme, vanno dappertutto insieme e sanno tutto l'una dell'altra. Almeno era così fino a quando Zari non ha cominciato ad uscire con Dion. Più Zari è presa da Dion, meno ha tempo per qualsiasi altra cosa. All'inizio Clare lo imputa al fatto che si tratti di una nuova ed eccitante relazione e prova ad essere felice per la sua amica nonostante la solitudine che prova. Quando Zari comincia a venire a scuola con dei lividi mezzi nascosti, Clare sa che c'è qualcosa in quella relazione che va fermato.


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Ho letto questo libro in un pomeriggio - il fatto che sia scritto in versi rende la lettura molto più veloce. 

Sono sempre attratta dai libri che parlano di amicizie femminili che attraversano periodi difficili - forse per esperienza personale cerco qualcosa che mi rispecchi e che allo stesso tempo sia diverso da com'è andata per me. 

La trama vi dice la maggior parte delle cose che dovete sapere; non vi dice però che le ragazze hanno quindici anni e che sono amiche da anni e non vi dice che le famiglie delle ragazze hanno atteggiamenti molto diversi nei confronti delle loro figlie. 

Clare vive con la madre, dato che il padre è morto tempo prima - è quella più creativa, quella con i jeans strappati e i capelli rosa, quella che compone la musica e ha un cotta per il fratello di Zari, Wilson. E sua madre non manca di farle sentire il suo amore.

Zari invece è quella che scrive le canzoni e che ha due genitori oppressivi: frustrato dalle sue aspirazioni andate in fumo, il padre di Zari proietta tutto sulla figlia dicendole che direzione prendere per il suo futuro e ignorando le sue passioni. Motivo per il quale Zari si troverà a fare un tirocinio presso uno stimatissimo collega del padre e dove conoscerà Dion, il figlio del suo capo. 
Dion che all'inizio è gentile, ma che ben presto non nasconde - come fanno del resto i genitori di Zari - tutto l'astio e lo snobismo nei confronti di Clare perché ben al di sotto dei loro presunti standard di decenza e superiorità sociale. 

E Zari - sotto pressione - si sente costretta a scegliere tra l'amore che prova per la sua famiglia e il suo ragazzo e quello che prova per la sua migliore amica, ma nonostante provi a far coesistere i due mondi, ben presto è messa di fronte ad una scelta. 
Ma Clare, anche se ignorata dai fratelli Coleman, non ci sta a vedere la creatività e la voglia di vivere di Zari che si spegne giorno dopo giorno - specialmente quando inizia a notare i lividi sul corpo di Zari. 


And We Call It Love è un middle grade, adatto ai più giovani per introdurli in un mondo che tocca argomenti come la famiglia, l'amicizia, le differenze sociali e le relazioni abusive - e dico per introdurli perché un lettore più grande o più "navigato" sull'argomento riconoscerà che di quei mondi si è sfiorata solo la superficie. 

Scritto in versi che a volte fanno rima e a volte no, è diviso secondo le stagioni - e come le stagioni vediamo il rapporto tra Clare e Zari andare dal tepore della fine dell'estate che sfuma nell'autunno al freddo e cupo inverno per arrivare infine alla rinascita in primavera. 

Non so se la mia copia eARC avesse qualche problema di impaginazione e se la versione cartacea sarà diversa e avrà qualcosa che distingua le due voci oppure se sarà così anche nella versione finale, ma credevo che la storia fosse narrata solo da Clare - invece entrambe le ragazze ci regalano i loro pensieri, i cui versi diventano sempre più secchi e tronchi man mano che ci avviciniamo al climax della storia. 
E non nego che proprio perché non mi aspettavo due voci e nella mia copia eARC non c'è alcun segno distintivo, all'inizio mi sono sentita molto confusa - ma dopo un po' sono riuscita a distinguere quando a parlare era Zari e quando era Clare. 

È comunque un libro che focalizza l'attenzione sulla forza dell'amicizia anche quando non ci si parla o vede tutti i giorni, sul coraggio di intervenire e far sentire alla vittima che ha qualcuno che le copre le spalle - perché non basta il silenzio a spezzare una vera amicizia quando ciò che la lega è più forte. 


e ½

mercoledì 14 novembre 2018

WWW.. Wednesday! #119

Buon mercoledì, miei cari lettori, e buon WWW Wednesday! 

Anche oggi vi aspetta un WWW alquanto ricco perché questi ultimi sette giorni sono stati costellati di letture che ho concluso alla velocità della luce - ma non voglio prendermi tutti i meriti perché una è una novella e l'altra è scritta in versi. 

Ma vediamo tutto qui sotto!


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


La prima lettura è stata la novella Please Remain Calm di Courtney Summers, sequel di This is Not a Test. Anche in sole cento pagine, la Summers riesce ad infilare tanti temi nella sua storia e riesce a scavare dentro il suo lettore lasciandogli personaggi indelebili e risvegliando paure che a volte non sa di avere. Recensione QUI.
In soli due giorni poi ho letto The Leading Edge of Now di Marci Lyn Curtis, libro ancora inedito di un'autrice già pubblicata in italiano con Quello che ti rende speciale. Questo è un libro che parla di stupro e quella di Grace è una storia che coinvolge il lettore in modo empatico e viscerale - NetGalley mi ha fornito una copia digitale, ma me lo comprerò in cartaceo. Recensione QUI.
Altra lettura veloce è stata Me and Me di Alice Kuipers, che aveva delle premesse alla Sliding Doors. È un libro godibile, ma aveva il potenziale per essere migliore sotto alcuni aspetti. Recensione QUI.
Per concludere, ieri ho letto And We Call It Love di Amanda Vink - e ho fatto in fretta perché è scritto in versi. Questo è un libro che parla di due amiche, di come l'opinione che una famiglia ha sull'altra tenti di minare il loro rapporto e del problema che sorge quando ti accorgi che la tua amica è coinvolta in una relazione abusiva. È un middle grade perché di quegli argomenti si tratta solo la superficie, ma è comunque un buon inizio per lettori molto giovani. Recensione online domani mattina.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Esattamente come gli ultimi tre libri, anche The Quiet You Carry di Nikki Barthelmess è un omaggio di NetGalley - che ha accettato la mia richiesta e mi ha mandato un'eARC. Questo inedito esce a marzo dell'anno prossimo negli USA e sono molto curiosa - e mi sembra scontato dire che non vi so ancora dire niente perché lo comincio oggi. 




What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Con la piena libertà ora di leggere senza scadenze imposte dalle eARCs o libri da leggere subito-immediatamente-altrimenti-muoio (aka Iron Gold), ammetto che mi sento un po' spaesata e devo farmi ispirare per la prossima lettura. 
Penso che mi darò ad un'altra lettura breve con Canzoni senza musica di Andrea Valente e poi non lo so, è tutto da decidere. 

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Fine di questo WWW che mi ci è voluta una vita a scrivere - e se vi devo dire la verità, ne avevo scritto metà e poi sono uscita a cena e quando sono tornata a casa mi sono messa a scrivere la seconda metà. 
Ma ora la smetto di parlare di me e mi rivolgo a voi: la vostra settimana com'è stata? Densa di letture oppure scarsa? 
Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e, appena mi sarà possibile, passerò a ricambiare la visita!
Cheers! :)

martedì 13 novembre 2018

[Recensione] "Me and Me" di Alice Kuipers

Avevo pensato di mostrarvi ieri un What's on my bedside table? con protagonista questo libro, invece è andata a finire che l'ho finito e quindi ecco che oggi potete già leggere la recensione di questo inedito - per cui la cui copia digitale ringrazio NetGalley.


Titolo: Me and Me
Autrice: Alice Kuipers
Data di uscita: 2 ottobre 2018
Data di uscita originale: 2017
Pagine: 248 (Kindle Edition)
Editore: Kids Can Press
Link Amazon: https://amzn.to/2Drrwm6

Trama [tradotta da me]: È una giornata perfetta per l'appuntamento da sogno di Lark con Alec, il ragazzo che frequenta la sua scuola. Cielo azzurro, acqua cristallina, una canoa sul lago. Alec le ha persino portato dei fiori per il suo compleanno. Tutto è esattamente come dovrebbe essere ... fino a quando non sentono delle urla provenire dalla riva.

Annabelle, una ragazzina a cui Lark faceva da babysitter, si sta divincolando in mezzo al canneto. Quando Lark e Alec si tuffano per aiutarla, Alec sbatte la testa contro una roccia. Ora sia Annabelle che Alec sono entrambi nei guai e Lark può salvare solo uno di loro.

Con quella decisione da prendere in una frazione di secondo, il mondo di Lark si spacca in due, lasciandola a fare i conti con le conseguenze di entrambe le scelte. Vive due vite, due se stesse. Ma qual è la vita giusta e qual è la vera Lark?

Me and Me è un libro su come ci si sente quando si è spezzati e come due metà formano di nuovo un intero. Questo difficile romanzo scritto da Alice Kuipers, esperta cronista del cuore adolescenziale, esplora la perdita e l'amore, la musica e il parkour, il tutto mentre naviga nello stretto spazio tra fantasia e realtà.


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La cosa che mi ha subito intrigata di questo libro è stata la cover con i suoi colori e il fatto che la trama mi ricordasse molto Sliding Doors - un film che ho visto quando ero troppo piccola per capirlo, ma che comunque mi è rimasto dentro. 

È il giorno del diciassettesimo compleanno di Lark ed è al suo primo appuntamento con Alec, un ragazzo che va a scuola con lei. Destinazione il lago, sulla cui riva incontra la famiglia Fields - alla cui figlia lei faceva da babysitter. 

Una volta in canoa sul lago però le cose prendono una brutta piega: Annabelle è a faccia in giù nell'acqua e tuffandosi per salvarla, Alec sbatte la testa su una roccia. Lark si trova esattamente a metà tra i due, paralizzata dall'indecisione di chi salvare mentre il tempo scorre e la madre di Annabelle le urla di fare qualcosa. 

Qualcosa in Lark si spezza, si divide in due, quindi Lark inizia a vivere due vite: una vita in cui ha salvato Alec e Annabelle è in coma e una in cui invece ha scelto Annabelle ed è Alec quello in coma. 

Ma le due vite non sono così separate come potrebbe sembrare. 
Sono due vite parallele, due vite che si svolgono nello stesso modo e negli stessi momenti, ma che differiscono per altre cose e quelle vite iniziano a filtrare l'una nell'altra proprio come l'acqua di quello stesso lago - Lark crede di stare diventando pazza quando sul suo cellulare iniziano a comparire messaggi e video che scompaiono nel nulla non appena li ha visti: frasi, conversazioni, immagini che coinvolgono le persone che conosce ma che raccontano un'altra storia, un'altra vita.

E le cose si fanno sempre più intense man mano che queste due vite parallele si avvicinano - perché nonostante siano parallele, c'è un punto in comune da cui hanno avuto origine e sono partite e sembra esserci un punto in comune in cui sembrano destinate a finire e a convergere, ma non sanno in che modo e cosa questo comporterà alla fine per le loro vite. 
Si tratta di un'unica vita oppure hanno preso due strade ormai differenti? E in quel caso, quello che accade in una può avere effetti sull'altra?


Questa storia ha un tema che mi piace molto. 
Mi piace e mi inquieta allo stesso tempo l'idea che l'indecisione di un momento, di una scelta, possa portare a due vite con conseguenze diverse. 
Quella di Lark è una scelta impossibile, ma solo perché è impossibile vuol dire che una sia meno giusta dell'altra?

Lark è il personaggio indubbiamente più sviluppato: ha perso la madre quando aveva quattordici anni e da quel momento non ha più preso in mano la sua chitarra. Questo però non la ferma dal continuare a comporre canzoni e a cantare nella sua band con gli amici. 

Purtroppo gli altri personaggi sono alquanto monodimensionali, privi di quella quantità di sfaccettature necessaria che li facciano spiccare dallo sfondo perché, per quanto si tratti di due vite parallele, bene o male Lark fa sempre le stesse cose in entrambe: visita chi è in coma in ospedale, passa del tempo con Alec o con la band, lavora, sta a casa con il padre. 
Ecco, probabilmente c'era il potenziale per molto di più. 

Una Lark mi è comunque piaciuta più dell'altra, sebbene anche quella che ho preferito avesse i suoi momenti unlikeable. 
Perché c'è una Lark che ho trovato più "equilibrata" nonostante anche lei avesse sviluppato un modo sbagliato e tossico di cercare di controllare la sua vita e alcune scene sul finale siano discutibili e una Lark che invece perde totalmente il senso della realtà e di quello che è importante - e visto il genere di libri che leggo di solito, avevo capito sin dall'inizio cosa avrebbero comportato gli atteggiamenti di Alec. 
Sebbene le loro vite abbiano più o meno la stessa routine, sono due Lark totalmente diverse perché ognuna di loro reagisce in maniera totalmente diversa alla tragedia del lago e hanno due modi diversi di affrontare la cosa a seconda della persona che hanno deciso di salvare nella vita che stanno vivendo.

I capitoli sono lunghi, a volte un po' troppo: prima vediamo la vita di una Lark e poi quella dell'altra, ripercorrendo le stesse scene e vedendo dove si incrociano e le cose a volte si fanno anche un po' confuse perché a volte non ricordavo che tipo di interazione avesse avuto Lark con un tale personaggio. 
Solo sul finale, solo quando ormai la cosa sta diventando ingestibile e nessuno le crede, le linee cominciano a sfumare - ed ero proprio curiosa di sapere come si sarebbe risolta. 
In parte ne sono soddisfatta, ma dall'altra non nego che l'ambiguità non avrebbe affatto guastato - anzi, forse sarebbe stata perfetta. 
Oltretutto fanno tutti pace un po' troppo facilmente.

È un libro che comunque si legge molto velocemente e personalmente ho molto apprezzato gli stralci di canzoni di Lark - avevano qualcosa che mi parlava.
Quindi, seppure non priva di difetti, è una lettura che mi è piaciuta - una lettura che ci dice che nonostante possano esistere altre vite possibili nate da scelte diverse fatte nel tempo, quella che viviamo davvero nel presente è solo una e dobbiamo trarne il meglio. 

e ½

domenica 11 novembre 2018

[Spotlight] "Cattiva stella" di Dina Ravaglia

Quasi alla fine del weekend vi lascio con una nuova uscita della Santelli Editore.


Titolo: Cattiva stella
Autrice: Dina Ravaglia
Genere: romanzo storico d’amore
Finale: conclusivo
Data di uscita: 08 Novembre 2018
Pagine: 348
Prezzo: € 7,99 (eBook) - € 16,00 (cartaceo)
Editore: Santelli Editore
Link d'acquisto: https://www.santellieditore.it/product/cattiva-stella/

Trama: Seconda guerra mondiale. Un prigioniero viene liberato dai tedeschi grazie a Seneca, un professore e alto membro della Resistenza. Quest’uomo è chiamato Tempesta ed è sospettato d’essere una spia perché l’unico rimasto in vita dopo il massacro del suo reggimento. Malgrado i dubbi però, la Resistenza lo riaccoglie e lo affida alle cure di Giovanna, divisa tra la sua vita nell’Italia fascista e la clandestinità della lotta.
Nonostante prove di grande coraggio, viene però ancora una volta accusato: un efferato crimine è stato consumato a Roma ed è Tempesta a essere imputato come il malfattore. Sarà solo Giovanna, innamoratasi di lui, a cercare di salvarlo dalla condanna. Tentando la fuga, proveranno a superare gli ostacoli per costruirsi una vita lontani dal fragore delle bombe.


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L'autrice: 
Dina Ravaglia, Architetto con tre figli, abita in provincia di Reggio Emilia.
Ha sempre scritto pubblicando racconti e romanzi pluripremiati.
Nel 2018 pubblica 'Cattiva Stella' con Santelli Editore.

sabato 10 novembre 2018

[Recensione] "The Leading Edge of Now" di Marci Lyn Curtis

Direte voi: un'altra recensione? Di già? 

Sì, già un'altra recensione - anche questo libro l'ho divorato in soli due giorni e un sentito grazie a NetGalley per l'eARC.


Titolo: The Leading Edge of Now
Autrice: Marci Lyn Curtis
Data di uscita: 4 settembre 2018
Pagine: 336 (Kindle Edition)
Editore: Kids Can Press
Link Amazon: https://amzn.to/2JKMVHb

Trama [tradotta da me]: Proprio quando Grace sta cominciando ad abituarsi ad essere orfana, uno zio con cui non ha contatti da tempo improvvisamente si fa avanti per prenderla con sé.
Sarebbe stato accettabile se le avesse parlato anche solo una volta da quando suo padre è morto. O se trasferirsi da zio Rusty non avesse significato ritornare a New Harbor.

Grace un tempo trascorreva le estati più belle della sua vita a New Harbor. Ora il posto le ricorda solo tutto quello che ha perso: la sua migliore amica, il suo ragazzo e qualsiasi ricordo della notte che l'ha cambiata per sempre.

Le persone dicono che la verità rende liberi, ma Grace non ne è sicura. Quando inizia a cercarla, la verità su quella notte è difficile da trovare --- e che succede quando la sua guarigione comincia a ferire le persone a cui tiene di più? 


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Cominciamo dalla cosa più importante - TRIGGER WARNING: RAPE.

Grace Cochran ha diciassette anni e ne sono passati quasi due da quel weekend a New Harbor, da quella mattina in cui si è svegliata e nulla è più stato lo stesso. 
Da lì è stata una spirale discendente: neanche il tempo di pensare a come affrontare la cosa che suo padre è morto e lei è finita nel sistema, affidata ai servizi sociali e a diverse famiglie affidatarie perché il suo unico zio, il fratello di suo padre, non si è neanche presentato al funerale ed è sparito. 

Due anni in cui Grace ha sviluppato un vizietto criminale per riuscire a gestire il panico, l'ansia e la rabbia e in cui il suo terapista l'ha aiutata a scendere a patti con la morte del padre e ad affrontare il dolore. 
Ma quell'altra cosa ancora non ha un nome, ancora non la sa nessuno.

E poi zio Rusty si fa avanti, forse per senso di colpa o per chissà cosa, e decide di prenderla con sé. 
Peccato che andare a vivere a New Harbor significa andare a vivere nella casa dove lei e suo padre passavano tutte le vacanze - quelle estive, quelle primaverili, il Ringraziamento e il Natale e anche solo i weekend - ed essere poco lontana da quel ragazzo che amava e da quella migliore amica con cui i rapporti si sono incrinati molto tempo fa. 
Significa soprattutto tornare nella casa in cui tutto è successo e vivere nel posto in cui vive anche chi le ha sottratto l'innocenza e le ha rovinato l'esistenza - anche se Grace ha pochi ricordi di quella notte. 


Non vi dirò di più della trama perché è un libro che va vissuto e sofferto - e il fatto di averlo letto in digitale mi ha impedito di barare e andare a sbirciare la fine. 

Grace soffre d'ansia e di attacchi di panico, è confusa e si sente persa, i dubbi e il non sapere cosa è accaduto davvero la tormentano. 
Soprattutto si vergogna, prova quella vergogna che prova sempre la vittima anche se razionalmente sa che non è colpa sua. Eppure non può fare a meno di domandarsi se avrebbe potuto fare qualcosa di diverso per evitarlo. 
Grace arriverà a domandarsi se fino a quel momento non si è sbagliata nell'incolpare chi pensa che sia stato stato ed è difficile superare quella vergogna e quell'umiliazione nel parlare finalmente con qualcuno di quanto accaduto.
Ma ancora non se la sente di andare dalle autorità o di scavare più a fondo, ancora non ne ha il coraggio o la forza. 

Ecco che invece Grace scoprirà che c'è gente attorno a lei che ci tiene, che la vuole vedere felice e priva di quel peso che si porta dietro e sotto quella spinta e quell'infusione di coraggio, Grace troverà il suo e affronterà il suo passato e il suo presente - rendendosi conto che è proprio nel presente che bisogna cogliere i momenti significativi e avere il coraggio di prendere in mano la propria storia. 

Una storia che scorre in maniera incredibilmente fluida, con capitoli corti che spingono il lettore a leggerne uno e poi un altro ancora rendendo impossibile mettere giù il libro - perché il passato che ricorda Grace e che ci racconta nei vari capitoli si amalgama perfettamente con quanto accade nel presente. 
Una protagonista spesso arrabbiata e a volte sarcastica ma anche tanto reale quanto l'atto brutale di cui purtroppo è stata vittima, che però deciderà di lottare per riprendersi quella fiducia e quella dignità e quella vita che le sono state rubate.

Un po' mi ha ricordato Hermione di Exit, Pursued by a Bear di E.K. Johnston perché entrambe non ricordano la notte del loro stupro, ma Grace ci mette più tempo a trovare il coraggio e a smettere i panni della vergogna e della paura di essere etichettata come "la ragazza che è stata stuprata" - soprattutto Grace all'inizio non ha tutta quella rete di sostegno che ha avuto Hermione fin dal principio. 

Anche gli altri personaggi sono perfettamente descritti, tanto che è impossibile confonderli con qualcun altro. 

The Leading Edge of Now mi è piaciuto e mi è piaciuto come ha affrontato il tema dello stupro, mettendo in luce tutto quello che passa nella testa della vittima mentre cerca di rifarsi una vita un passo alla volta e il dolore che provoca anche dall'altra parte in quelli che sono parenti e/o amici della vittima e vergogna e senso di colpa in chi sa, ma comunque tace. 

È un libro che commuove, che fa soffrire, che mi ha annodato lo stomaco perché stavo vivendo tutto in maniera viscerale e simbiotica con Grace e lo consiglio davvero tanto - tanto che me lo comprerò cartaceo. 


venerdì 9 novembre 2018

[Recensione] "Please Remain Calm" di Courtney Summers

Ieri è andata online la recensione di This is Not a Test - che trovate QUI - e oggi invece vi parlo di Please Remain Calm. 

Giuro che il post sarà quanto più spoiler-free possibile, ma tenete sempre e comunque in considerazione che questa novella comincia esattamente nel punto in cui This is Not a Test si concludeva - io vi ho avvisati.


Titolo: Please Remain Calm
Serie: This is Not a Test #1.5
Autrice: Courtney Summers
Data di uscita: 20 gennaio 2015
Pagine: 96 (Kindle edition)
Editore: St. Martin's Griffin
Link Amazon: https://amzn.to/2EBGnMe

Trama [tradotta da me]: In questo coinvolgente sequel di THIS IS NOT A TEST, Rhys e Sloane sono diretti verso un rifugio sicuro quando rimangono separati lungo la strada. Rhys è deciso a riunirsi con Sloane fino a quando scopre delle persone che potrebbero avere bisogno di lui più di quanto ne abbia Sloane - persone che gli offrono quanto di più vicino potrà mai ottenere a tutto quello che ha perso, se solo riusciranno a resistere ancora un po'.
Rhys pensa di avere quello che serve per sopravvivere e per trovare la ragazza che ha perso, ma in un mondo invaso dai morti non ci sono garanzie e la prossima parte del suo viaggio lo metterà alla prova in modi inimmaginabili.


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Il titolo vi dice già quello che dovreste fare, ma che vi risulterà assolutamente impossibile riuscire a portare a termine - restare calmi. 

Sloane e Rhys ora si trovano ad affrontare da soli ciò che resta del mondo, con poche risorse a disposizione e la mera forza di volontà che li fa restare svegli. 

Ma se prima eravamo nella mente di Sloane, ora invece siamo in quella di Rhys - la presenza di Sloane comunque non manca e non cessiamo di vedere il suo essere tipicamente complicata e un po' unlikeable in pieno stile Summers come piace a me. 
Rhys invece sembra proprio fare il percorso di Sloane nel primo libro, ma al contrario. Sloane è cresciuta, è diventata più determinata e sicura nell'aver scelto la vita, mentre Rhys invece sembra perdere la speranza. 

E pur non mancando l'aspetto psicologico della paura e delle speranze che crollano e della fatica e della sorpresa di essere ancora vivi per vedere l'alba di uno nuovo giorno, stavolta la Summers ci dà davvero gli zombies. 
Zombies affamati, zombies che ti inseguono, zombies che gridano, zombies che guardi negli occhi mentre ti stanno sopra cercando di morderti e ti chiedi - anche solo per un secondo - se hanno ancora qualche traccia di umanità dentro di loro.  

Rhys, che ha un buon cuore e si preoccupa di ciò che resta, ma che ha anche paura e va nel panico, che deve ricordarsi di mettere un piede davanti all'altro.
Ciò che mi piace di Rhys è che non è il tipico ragazzo alpha che prende il comando e che solo lui sa come sopravvivere - perché non è così, per entrambi è tutto un andare avanti a tentativi e a buon senso anche sbagliando. 
Perché chi poteva mai essere pronto per l'apocalisse zombie? 

E poi restano separati a causa delle circostanze. 
E anche se poi Rhys incontra un paio di sopravvissuti e con loro potrebbe tornare ad avere qualcosa che assomiglia a ciò che ha perso, il suo pensiero va sempre a Sloane e al desiderio di ritrovarla viva perché ormai gli è rimasta solo lei al mondo. 


Un altro aspetto che amo delle storie della Summers è che se anche fa interagire un ragazzo e una ragazza, non per forza queste interazioni devono avere sfumature romance oppure finire in quel modo. 

Penso a Parker e Jake, penso a Regina e Michael, penso a Eddie e Milo, penso a Romy e Leon - tutte storie che hanno un potenziale, un potenziale che resta lì sospeso perché le ragazze Summers devono prima lavorare molto su stesse prima di poter pensare al romance. E non è mica detto che un giorno quel potenziale si concretizzerà davvero e/o che ci sarà una redenzione per loro. 
Sono storie che al momento si basano su necessità e bisogni di qualcosa, storie in cui l'amore è proprio in fondo alla lista dei pensieri e delle preoccupazioni.

Anche scrivendo dal punto di vista maschile, Courtney Summers ci offre un personaggio memorabile - un personaggio che resta e scava fino a raggiungere parti di noi che ci fanno sentire punti sul vivo. 
E quando dico che i suoi personaggi scavano così a fondo nel lettore che poi mettono radici, non lo dico tanto per dire e lo intendo anche per la Summers autrice in generale - perché la Summers crea queste situazioni così reali che ti aspetti di vederle davanti a te alzando gli occhi dal libro.  
Perché in questo caso io, pur avendo esperienza con telefilm a base di zombies e non essendomi mai fatta problemi di notte, sia con This is Not a Test che con Please Remain Calm ho provato autentico terrore - e non solo a causa degli zombies. 
Perché la Summers scava e scava e scava, ti entra sottopelle e porta alla luce tutto quello di cui hai paura - anche quello di cui non sapevi di avere paura.


Cento pagine di terrore, disperazione, speranza, rabbia, paura, affetto, sacrificio. 
Una storia di sopravvivenza che è più della mera sopravvivenza costituita dal non farsi mangiare dagli zombies - si tratta di una sopravvivenza morale. 
E anche stavolta la Summers non lesina sulla schiettezza e sulla brutalità perché anche questa piccola novella sarà capace di tagliarvi le gambe quando meno ve l'aspettate. 

giovedì 8 novembre 2018

[Recensione] "This is Not a Test" di Courtney Summers

Ci sono occasioni in cui centellino i libri dei miei autori preferiti - per esempio, di Nick Hornby e Matthew Quick e Ron Rash non li ho ancora letti tutti. 
Con la Summers è stato lo stesso. 

Prima dell'uscita di Sadie a settembre - prima ancora del suo annuncio - questo era l'ultimo che mi restava da leggere. E insomma, un po' non volevo leggerlo perché dopo non avrei più avuto libri della Summers a disposizione. 
Poi è stata ufficializzata la data d'uscita di Sadie e allora mi sono detta che l'avrei letto nell'attesa, ma poi ho avuto la fortuna di ricevere un'eARC e ho rimandato la lettura di This is Not a Test.

E visto che parla di zombies, cosa c'era di più perfetto di questo periodo dell'anno?


Titolo: This is Not a Test
Serie: This is Not a Test #1
Autrice: Courtney Summers
Data di uscita: 19 giugno 2012
Pagine: 326 (copertina flessibile)
Editore: St. Martin's Griffin
Link Amazon: https://amzn.to/2EGMj6T

Trama [tradotta da me]: È la fine del mondo. Sei studenti hanno trovato riparo dentro la Cortege High, ma il rifugio è una piccola consolazione quando i morti là fuori non smettono di picchiare sulle porte. Un morso è tutto quello che ci vuole per uccidere una persona e per farla tornare come una versione mostruosa di ciò che era. Per Sloane Price la fine non è mai stata qualcosa di cui avere paura. Sei mesi fa il suo mondo è crollato e da allora non è mai riuscita a trovare una ragione per andare avanti. Ora sembra il momento perfetto per arrendersi. Mentre Sloane aspetta con ansia che le barricate cadano è però costretta ad osservare l'apocalisse attraverso gli occhi di cinque persone che in realtà vogliono vivere. Ma mentre i giorni si trascinano lentamente, le ragioni per la sopravvivenza cambiano in maniera allarmante e presto il destino del gruppo è determinato sempre meno da quello che sta succedendo fuori e sempre di più dall'
imprevedibile e violenta competizione per la vita—e la morte—all'interno delle mura. Quando tutto è sparito, tu a che cosa ti aggrappi?

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Sono così indietro con The Walking Dead in una maniera che l'imbarazzante non è che lo sfiora - lo sorpassa proprio. 
Con Fear The Walking Dead e Z Nation invece sono già più brava - l'ultimo poi lo adoro, è quel mix di trash e horror che mi sorprende e mi fa scompisciare dalle risate. 

In sintesi comunque gli zombies mi piacciono - sullo schermo, intendo. 
Parliamoci chiaro, in caso di apocalisse zombie non resisterei dieci minuti.

Ma questo libro in fondo non è neanche tanto sugli zombies, quanto più sulle persone.
Cosa vuol dire sopravvivvere? Cosa vuol dire trovare qualcosa a cui aggrapparsi e per cui vivere quando tutto intorno a te odora di morte?

Sloane Price è una ragazza che non vuole vivere perché proprio la mattina in cui il mondo finisce, lei stava pensando all'occasione sfumata di uccidersi - quell'occasione che cerca da sei mesi, da quando l'amata sorella Lily l'ha abbandonata in balia del padre violento nonostante tutte le promesse e i piani di fuggire insieme. 

E poi scoppia l'inferno fuori dalla porta d'ingresso, all'improvviso, e in un attimo è il caos. 
E sette giorni dopo troviamo Sloane barricata dentro il suo liceo insieme ad altri cinque ragazzi che in fondo non conosce nemmeno benissimo - con la differenza che mentre loro si affannano a sigillare tutto, lei invece vorrebbe aprire le porte e accogliere l'ondata di morti viventi pronti a divorarli. 

In un mondo in cui ogni istante è decisivo, si può trovare un motivo per cui vivere anche quando ti sembra di aver perso tutto e di non avere un motivo per farlo?


Amo la Summers, ormai dovreste saperlo. 

Le sue protagoniste camminano sempre sul filo della moralità, hanno sempre dentro di loro un mondo intero di cose che non sono disposte a condividere e per cui si tormentano. 

Sloane vorrebbe farla finita, ma si rende conto che Rhys, Cary, Grace, Trace e Harrison invece vogliono vivere - e che lei non vuole essere egoista come Lily e condannarli alla sua stessa fine. 
Ho quasi pensato che la devozione di Sloane per la sorella Lily assomigliasse a quella di Sadie per Mattie, ma è esattamente il contrario e in accezioni più diverse di quanto possa apparire a prima vista. 

Essendo un romanzo con gli zombies a piede libero le parti grafiche non mancano, ma vira più sul psicologico perché la Summers punta come sempre sulle persone e sulle loro personalità - e come sempre fa centro. 

Sarà anche una storia in cui la cittadina di Cortege è ora in mano ai morti viventi, ma è dentro le mura della scuola che si consuma la vera trama. 

Perché cosa fai quando forse fai parte degli ultimi sei sopravvissuti? 
Cosa fai quando il tempo si trascina stancamente mentre speri nei soccorsi e sei sempre all'erta nel caso i morti entrino? 
Cosa fai quando dibatti se sia il caso di restare o di andare e cercare altri sopravvissuti? 
Cosa fai quando l'incertezza inizia ad agitare gli animi?
Cosa fai quando inizi a litigare le accuse iniziano a volare? 
Cosa fai quando alcuni si schierano con altri dividendo il gruppo? 
Cosa fai quando inizi a guardare con sospetto chi ti circonda e i corridoi bui sembrano presagire una fine atroce? 
Cosa fai quando è difficile collaborare? 
Cosa fai quando le mura sembrano rimpicciolirsi attorno a te e l'aria diventa stagnante e claustrofobica, ma sai che non puoi andare da nessuna parte perché almeno lì hai un riparo e del cibo e dell'acqua e comunque il gruppo - per quanto composto da persone che si detestano - fa numero? 
Come fai quando non sai se il male minore sia restare dentro con la possibilità di ritrovarsi in trappola oppure provare a sopravvivere là fuori?
Come fai a vivere mentre aspetti - e temi o speri - di morire? 

Cosa vuol dire essere umani quando sei messo di fronte a scelte che hanno dell'impossibile?

È impossibile restare indifferenti leggendo questo libro perché i morti fanno paura, ma fanno paura soprattutto i vivi nella loro imprevedibilità. 
Perché quando non è chiaramente esplicita, il talento della Summers sta nel provocare una scarica di brividi nel lettore usando poche parole per scrivere scene estremamente evocative - soprattutto in quelle scene in cui accenna solamente ciò che i personaggi stanno vivendo al momento, ombre e sussurri che non hai mai la certezza siano reali.

Anche se vediamo tutto dal punto di vista di Sloane, ognuno di quei sei ragazzi ha una voce e un carattere; nessuno di loro è totalmente buono oppure totalmente cattivo e ho provato un astio feroce per Trace, ma anche terrore per quello che avrebbe potuto fare - e con la parte razionale del mio cervello in realtà capivo benissimo perché non riusciva a fare a meno di comportarsi in quel modo, probabilmente l'avrei fatto anche io. 

Questa in fondo non è una storia sui morti viventi, ma è soprattutto una storia sui vivi. 
Perché ci sono i morti da combattere, ma le vere battaglie - quelle più spaventose e terrificanti e umane - qui sono altre.

Courtney Summers è sempre diretta, senza fronzoli, quasi brutale nel modo in cui struttura le frasi e ci fa immergere - ci butta dentro senza salvagente - nella storia e nella mente di Sloane. 
E anche se i suoi finali non sono quasi mai "finali", io questa storia l'ho divorata in due giorni - quindi va da sé che ve la consiglio. 


mercoledì 7 novembre 2018

WWW.. Wednesday! #118

Dopo una settimana di pausa - perché sette giorni fa è andato online il No WWW, no party - torna la rubrica più amata e postata del mercoledì. 

E vi dirò che è anche diversa rispetto a come me l'immaginavo perché nel WWW Past si è aggiunto un libro che in realtà pensavo oggi sarebbe stato ancora in lettura. 

Vediamo un po' giù che succede?


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


La settimana scorsa era saltato l'appuntamento perché leggere quel mattoncino di Iron Gold - Il fuoco dei Conquistatori di Pierce Brown ha richiesto tempo - ma cavoli, se ne è valsa la pena. Questa è una serie che continuo ad amare e che anche al quarto capitolo è in grado di regalare scene ed emozioni da montagne russe - ma caro Pierce, riuscire a sostenere il tuo sadismo non sarebbe stato possibile senza Federica e Siannalyn, quindi sappi che faremo fronte comune anche con Dark Age. Recensione QUI.
In soli due giorni ho poi letto This is Not a Test di Courtney Summers - non riuscivo proprio a metterlo giù e per quanto io abbia fatto lo scoiattolino in questi anni centellinando i suoi romanzi, adesso mi devo disperare perché non ho più libri della Summers che mi aspettano e quindi devo attendere con (im)pazienza il prossimo. La recensione - che non mi soddisfa del tutto perché non ho mai le parole per elogiare abbastanza la Summers e i suoi libri - arriva domani mattina. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Oggi mi leggo Please Remain Calm di Courtney Summers, la novella sequel di This is Not a Test. Inizialmente avevo pensato di accorparli insieme nella recensione del romanzo, ma alla fine avevo fatto due post separati anche con Hate List di Jennifer Brown e la sua novella Say Something e quindi ho optato per quella soluzione anche in questo caso. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Sebbene io abbia svariati libri sul comodino, tocca a due eARC che gentilmente NetGalley mi ha concesso: la prima è The Leading Edge of Now di Marci Lyn Curtis (autrice già pubblicata in Italia con Quello che ti rende speciale) e la seconda è Me and Me di Alice Kuipers - la prima parla di stupro e la seconda di scelte e conseguenze alla Sliding Doors. 

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Eccoci arrivati in fondo ad un WWW Wednesday alquanto denso per me - sia per la presenza di autori che amo, sia per i temi nei libri che devo ancora leggere. 
E la vostra settimana com'è andata? Letture pesanti oppure più leggere? Qualcuno dei vostri autori preferiti? 
Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e appena mi sarà possibile verrò a ricambiare la visita!
Cheers! :)

martedì 6 novembre 2018

Teaser Tuesday #21 | "This is Not a Test" di Courtney Summers

Ieri vi ho mostrato l'incipit e oggi vi mostro il teaser di un libro che sto letteralmente divorando - no pun intended, anche se tecnicamente potrebbe visti gli elementi nel libro che contribuiscono a rendere l'atmosfera alquanto tesa.

Essendo il libro inedito in Italia, il teaser - esattamente come l'incipit di ieri - è tradotto dalla sottoscritta.  

Teaser Tuesday è una rubrica del martedì ideata dal blog Should be Reading con lo scopo di condividere con voi lettori uno spezzone di un libro che abbiamo attualmente in lettura.

1. Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
2. Condividi un breve estratto da quella pagina
3. Attenzione a non fare spoiler!
4. Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


Le gradinate si estendono su entrambi i lati della stanza. La luce entra da sopra. La palestra un tempo era così piena di vita, sempre piena di energia e ora non è più così. La barricata davanti all'uscita è mostruosa e ogni volta che la intravedo con la coda dell'occhio, il mio stomaco ha un sussulto e questo mi fa correre un po' più veloce fino a quando giro in cerchio ad un ritmo che so di non poter mantenere, un ritmo che mi sta uccidendo. Ho corso così veloce anche là fuori, ma in quel caso era diverso. Il mio corpo vuole più riposo, più cibo. 
Il mio corpo vuole fermarsi. 
Thud. Cado sulle ginocchia. Sto gocciolando a causa del sudore e il mio stomaco si sta agitando e il suono che ho sentito non era il suono di me che cadevo a terra sul pavimento, ma - thud. 
Volto la testa verso l'uscita. 
Thud.

(Courtney Summers - This is Not a Test)

lunedì 5 novembre 2018

Chi ben comincia... #20 | "This is Not a Test" di Courtney Summers

Buonasera lettori e buon inizio settimana! 

Dopo la recensione di Iron Gold andata online ieri mattina - se la ve la siete persa, la trovate QUI - rispolvero questa rubrica che non vede la luce da agosto e lo faccio con un'altra dei miei autori preferiti: Courtney Summers.  

Chi ben comincia... è una rubrica ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri. Ad ogni appuntamento viene presentato l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da aiutarci a capire se il libro merita la nostra attenzione.

1.Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria
2. Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe)
3. Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato
4.Aspettate i commenti



Lily, 
mi sono svegliata e l'ultimo pezzo del mio cuore è scomparso.
Ho aperto gli occhi e l'ho sentito andarsene.

Mi siedo sul bordo della vasca e passo l'unghia del mio pollice all'interno del mio polso. Traccio una vena fino a quando si biforca e scompare sotto la parte più carnosa del mio palmo. Lily non riusciva a dormire; qualche settimana prima che se ne andasse aveva tutte queste pillole che l'aiutavano a farlo. Non sapevo perché all'epoca, ma ora credo che fosse probabilmente il suo senso di colpa a tenerla sveglia la notte. Quando prima ho cercato nella sua camera non sono riuscita a trovarle, il che è un male. Contavo su di loro. Lei. Avrei dovuto saperlo. Sembrava quasi che forse le stelle si sarebbero allineate per questo - che il giorno in cui avessi deciso di morire, tutto sarebbe andato nel modo giusto. Ma così non è stato e ora non sono sicura di quello che farò.

(Courtney Summers - This is Not a Test)