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mercoledì 19 febbraio 2020

WWW.. Wednesday! #180

Mi sento un po' in slump generale. 

Dormirei sempre - anche se con la lettura attuale ho ripreso un certo ritmo - ma, per dire, dovrei scrivere la recensione inglese di Foul Is Fair (uscito ieri negli USA) da quando ho pubblicato quella italiana e non ho nemmeno un po' voglia di applicarmi per farlo, quindi continuo a rimandare e rimandare e rimandare. 
Ma stasera devo farlo per forza anche perché, beh... venerdì dovrebbe andare online il mio post per il blogtour e comunque deve essere pubblicata anche su NetGalley e Goodreads. 

Qualcuno ha un po' di forza di volontà da prestarmi? 
No, perché anche scrivere un semplice post sul blog inizia a pesarmi. 
Che abbia bisogno di una pausa e di uno stacco?


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Indubbiamente febbre e raffreddore sono arrivati a complicarmi la vita e la lettura, ma riuscire a portare a termine Un'eterna domenica di Robert Lukins ha richiesto uno sforzo non indifferente - e mi dispiace perché non dico che avevo altissime aspettative nei suoi confronti, ma di sicuro ha deluso anche le più basse. Recensione QUI. 
Per risollevarmi un po' il morale mi sono buttata su The Minor Fall, The Major Lift di Charlotte Amelia Poe perché sapevo già che storia dolceamara mi aspettava - questa in origine era nata come fanfiction e poi, per pubblicarla, l'autrice ha cambiato i nomi rendendola quindi "originale". Purtroppo, per fare questo, l'autrice ha dovuto togliere la fanfiction da AO3 con cui l'avevo conosciuta ma io l'avevo salvata - peccato che sia sul mio vecchio computer che non si accende più e da cui non è stato possibile recuperare i documenti. Essendo una novellina/short story l'instalove è quasi... beh, immediato, ma le sono affezionata per motivi sentimentali di fandom quindi glielo perdono. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Sono a metà di Ten Days Gone di Beverly Long e si comincia a percepire l'inizio dell'ansia da conto alla rovescia. Non ho ancora la più pallida teoria su chi possa essere il serial killer ossessionato dal numero dieci, ma nel frattempo mi sono fatta un'ipotesi che riguarda la probabile prossima vittima - vi dirò se ci ho preso o meno. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 
 
C'è sempre Sarah Smiles di Sean-Paul Thomas come prossima lettura programmata e poi penso che mi dedicherò a qualcosa di un po' romantico e fluff con Lab Partners di Mora Montgomery, romanzo M/M inedito in uscita il prossimo mese.

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Alla slump generale si aggiunge anche la mole di telefilm (che quando ci arrivo in fondo?) e la mia recente ossessione musicale - che è tutta colpa delle mie amiche perché non rientra assolutamente nel mio genere e io avrei bellamente continuato a vivere nella mia bolla di pop/punk/rock con quella sporadica incursione nell'elettronica e invece sono giorni che non ascolto altro che Me ne frego di Achille Lauro. Oddio, cosa mi è successo? 
Per evitare ulteriori saluti alla mia dignità, lascio la parola a voi quindi scrivetemi un po' le vostre letture come procedono oppure se la slump si sta diffondendo a macchia d'olio - ho già contagiato mia madre con raffreddore e febbre, non voglio essere responsabile anche del vostro mancato entusiasmo nei confronti di lettura di libri e scrittura di recensioni.

lunedì 17 febbraio 2020

[Recensione] "Un'eterna domenica" di Robert Lukins

Inizia una nuova settimana e forse avrei dovuto aspettarmi che, dopo una lettura a cinque stelle, quella successiva forse non mi avrebbe fatto battere altrettanto il cuore - ma accidenti, di certo non mi aspettavo un risultato così disastroso.


Titolo: Un'eterna domenica
Titolo originale: The Everlasting Sunday
Autore: Robert Lukins
Data di uscita: 20 giugno 2019
Data di uscita originale: 21 febbraio 2018
Pagine: 224 (copertina flessibile)
Editore: Neri Pozza Editore
Link Amazon: https://amzn.to/2tOX2Yj

Trama: Inghilterra, 1962. Nelle prime ore del giorno di Santo Stefano, il diciassettenne Radford e suo zio si avventurano fuori Londra a bordo di un'auto. Varcato il confine di contea con lo Shropshire, dopo aver attraversato solitari campi e colline innevate, la vettura si arresta nel cortile di un vecchio maniero. «Goodwin Manor» è il nome dell'isolata magione, come recita lo sbiadito cartello verde che penzola sulla pietra della sua goffa facciata. Ma, giù al paese, tutti la conoscono come la «Casa». Lo zio scarica in tutta fretta il nipote e, dopo avergli dato una breve strizzata alla spalla, corre a rimettersi alla guida, per svanire poi in un baleno in fondo al viale. A Radford non resta che afferrare i manici della sua valigia e varcare l'ingresso della Casa, ignaro e spaventato da quello che lo attende oltre quelle mura. La Casa, un incrocio tra un collegio e una prigione, sembra essere stata ricavata dalle viscere dei salotti di innumerevoli zie, tutta tappeti su tappeti e generazioni di carta da parati. E un posto per ragazzi «incappati nei guai», un luogo dove il tempo pare disancorato dal vasto mondo, un'isola di naufraghi che la tempesta ha spinto su quella spiaggia. A Goodwin Manor, Radford stringe subito amicizia con West, «un folletto vivacissimo che sorride troppo e si passa le mani tra i capelli con gesti gravidi di un sapere segreto», e con l'enigmatico Teddy, il direttore dell'istituto, capace di offrire a quel giovane inquieto una fragile pace, mentre, fuori dalle mura dell'edificio, infuria la peggiore tempesta di neve mai registrata da tre secoli a quella parte. A vegliare sui ragazzi, oltre a Teddy, ci sono pochi altri adulti: Manny, che tiene lezioni di elettronica e la cuoca Lilly. Radford scoprirà presto che nella Casa sono i ragazzi a prendersi cura l'uno dell'altro, un compito che le loro famiglie e la legge stessa non sono state in grado di assolvere. Ma sarà abbastanza, questo senso di comunione, quando la tragedia, all'improvviso, irromperà nelle loro vite, stravolgendo ogni cosa?


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Avevo alt(r)e aspettative. 

Il libro inizia con Radford, diciassette anni, che viene portato in macchina dallo zio a Goodwin Manor - un posto che tutti chiamano la "Casa" - proprio mentre sta per scatenarsi una bruttissima tempesta di neve. 

Non sappiamo perché Radford venga condotto lì - West, il primo ragazzo che incontra e anche il suo primo amico in quel posto, gli spiega che Goodwin Manor è un posto per i ragazzi che sono incappati nei guai. Un posto in cui finisci per un motivo oppure se ciò che a fartici finire è stata la cosiddetta "ultima goccia". 

Mentre il gelo avvolge la Gran Bretagna e sembra particolarmente infierire nella regione in cui si trova Goodwin Manor, Radford scopre che la Casa ospita parecchi ragazzi e che gli adulti sono in netta minoranza: c'è Teddy, l'incaricato ufficiale di sorvegliare i ragazzi che svolge il proprio compito con indulgenza e mano ferma allo stesso tempo; Lillian, la cuoca che spesso assume anche il ruolo di chioccia; Manny, che vuole insegnare il mestiere di elettricista ma incontra solo sguardi assenti da parte di studenti svogliati. 

Goodwin Manor non è un istituto, non è una scuola, non si sa che cos'è: non ci sono orari fissi se non quelli dei pasti, non ci sono attività particolarmente coinvolgenti quando sei costretto a restare chiuso dentro quattro mura a causa dell'inverno spietato. 

E come è normale che tra ragazzi si formino gruppetti, così è normale che scoppino bisticci e litigate quando provocate non solo dalla normalità di essere adolescenti, ma anche dal tedio e dalla noia. 
E Radford, che inizialmente teme di essere un bersaglio in quanto nuovo arrivato, pur non perdendo l'istinto di non sottostare alle decisioni di altri e mantenendo una sorta di diffidenza e distanza, entra a far parte del gruppetto di West formato anche da Brass, Lewis e Rich. 

È un inverno lungo, rigido che i ragazzi tentano di far passare anche grazie alle distrazioni fornite da alcol e sigarette e che resta a guardare la vita claustrofobica tra quelle mura con la stessa freddezza del suo gelo. 


Su Goodreads questo libro ha valutazioni altissime, tantissime a quattro e cinque stelle - io sono una delle poche voci fuori dal coro. 
Non so se il fatto di averlo letto mentre ero ammalata e quindi costantemente distratta dalla febbre, dal raffreddore e dal sonno improvviso mi abbia impedito di cogliere ciò che avrei dovuto carpire, ma c'è proprio qualcosa che per me stona. 

Tanto, troppo viene lasciato all'oscuro: non scopriamo mai perché i ragazzi sono a Goodwin Manor, non scopriamo mai nemmeno il background del nostro protagonista - possiamo solo fare qualche ipotesi su cosa sia accaduto nella sua vecchia casa che l'ha spedito in quella nuova, possiamo solo immaginare quale fosse la sua natura e quali fossero i suoi sentimenti perché resta sempre tutto molto ermetico. 

Nessun personaggio è approfondito, nessuno ha una storia: di Brass sappiamo solo che ama pettinarsi continuamente i capelli e che ha il fascino del leader, ma ignoriamo completamente il motivo del suo odio per Foster, che appare assolutamente immotivato anche se poi io ho cercato di darmi una risposta; di Lewis e Rich sappiamo solo che sono i due più propensi a combinare guai e ad essere beccati; di West sappiamo solo che è gentile e in qualche modo anche fragile, è vivace ma sa anche condividere il silenzio con Radford quando vanno a fumare solo loro due nella torre del campanile. 

Non sappiamo la Casa da chi sia stata voluta, quale sia lo scopo di accogliere i ragazzi - perché sono finiti lì, quali obiettivi dovrebbero raggiungere, quale insegnamento dovrebbero trarne, verso cosa dovrebbe indirizzare le loro vite. Non hanno un volto, non hanno una storia, non hanno un carattere e le loro azioni appaiono spesso immotivate così come le cause scatenanti: l'odio di Brass per Foster per me resterà senza spiegazione.

L'autore dà una voce anche ad Inverno - i cui interventi nella storia per commentare le azioni dei ragazzi, se devo essere sincera, li ho trovati irritanti oltre ogni limite e assolutamente privi di senso. 

Questa vuole essere una storia di amicizia, lealtà, sopravvivenza, nostalgia, perdita, ma io l'ho trovata tediosa e a tratti priva di quella logica che mi avrebbe aiutata a capire meglio alcuni passaggi di scena o interazioni tra i personaggi - e, mi dispiace dirlo, tranne che un po' a West soprattutto nel finale, non mi sono affezionata a nessuno di loro - nemmeno al protagonista Radford. E questo perché non sentiamo mai parlare di loro, ma sempre e solo della quantità e del colore della neve e di come ha reso il paesaggio e di quanto alcol e sigarette restano fino alla prossima occasione di fare scorta.

Per me mancano dei pezzi fondamentali di supporto a questa storia, ci sono così tante lacune e buchi neri che, a mio parere, lasciano il lettore insoddisfatto - o forse sono io la pecora nera viste le altre valutazioni. La storia vuole essere filosofica, ma lo è senza nessuna connessione logica - e io e questo tipo di filosofia abbiamo sempre fatto a pugni.

Qual è la morale? Qual è il senso? 

E allora mi vengono in mente le parole di West in risposta ad una domanda di Radford: chi ti ha promesso un senso?

Questo romanzo ha di sicuro un'atmosfera che affascina, ma anche tanto potenziale non sviluppato e quindi sprecato - e mi dispiace, ci sono proprio rimasta male.  

Se qualcuno tra di voi l'ha letto, mi faccia sapere se davvero sono stata io a non cogliere ciò che invece avrei dovuto capire con facilità.  
E so anche che almeno due tra voi che leggeranno questa recensione erano interessati al mio parere perché intenzionati a leggere il libro prima o poi: se siete sempre decisi a farlo, poi tornate a dirmi se condividete o meno il mio giudizio.

mercoledì 12 febbraio 2020

WWW.. Wednesday! #179

A quanto pare ho ripreso una tradizione vecchia di anni - e non che ci tenessi particolarmente: ammalarmi a metà febbraio. 

Non succedeva dalla seconda media. 

Però fino a quel 2002 nel quale mi sono presa l'influenza la bellezza di due volte, avevo l'appuntamento fisso: la settimana di San Valentino - io l'ho sempre chiamata così perché poteva essere la seconda o la terza settimana di febbraio a seconda di come iniziava il mese - ero fissa a casa da scuola ammalata. 

L'inverno scorso non mi sono presa neanche un raffreddore - e in generale non mi viene l'influenza dal 2002 - e quest'anno siamo già a quota due, ma che è? 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
Ho concluso e amato Foul Is Fair di Hannah Capin, retelling di Macbeth in uscita negli USA la settimana prossima. È cruento, sanguinoso e ci ho messo nove giorni a leggerlo, ma me lo sono proprio gustato e posso già affermare con certezza che questo sarà uno dei miei libri preferiti del 2020. Recensione QUI. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Sono quasi a metà di Un'eterna domenica di Robert Lukins - l'idea era che ci mettessi poco visto che non ha nemmeno 200 pagine, ma l'ho iniziato proprio il giorno in cui ho cominciato ad avvertire i primi sintomi e quindi sono più le volte che mi addormento in poltrona con un mal di testa atroce che quelle in cui riesco a leggere più di cinque pagine di seguito. Mi è ancora molto oscuro in alcuni punti, ma l'atmosfera è affascinante. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)

 
In programma c'è sempre Ten Days Gone di Beverly Long e poi leggerò Sarah Smiles di Sean-Paul Thomas, di cui l'autore mi ha mandato una copia digitale qualche tempo fa. 
 
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Ora lascio la parola a voi mentre io collasso a letto sperando di riprendermi presto - e sperando che la vostra salute sia migliore della mia. 
Raccontatemi un po' delle vostre letture con un commento oppure lasciatemi il link del vostro post e, appena avrò un po' di energia, passerò a ricambiare la visita!

mercoledì 5 febbraio 2020

WWW.. Wednesday! #178

Che si dice? Io non ho ancora finito di girare avanti e indietro come una trottola tra pranzi dai parenti e appuntamenti in banca per l'assicurazione, ma forse stiamo finalmente per vedere la luce - domani. 

Quindi il tempo per leggere in questi giorni è stato abbastanza latitante. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Ho concluso Only Mostly Devastated di Sophie Gonzales, in uscita il prossimo mese. Si tratta di un retelling di Grease ed è stato davvero carino, capace di bilanciare momenti divertenti - Ollie con la sua vena da awkward drama queen non lo si può non amare - e momenti seri. Soprattutto scava più in profondità e non si limita alla "semplice" storia estiva, ma affronta temi più seri e attuali. Consigliato caldamente se leggete in lingua perché il livello è molto facile e altrettanto caldamente se verrà mai portato in Italia. Recensione QUI.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Sempre perché ormai il mio amore per Courtney Summers e chiunque scriva di protagoniste unlikeable è ormai noto a tutti, Meghan della Wednesday Books mi ha proposto la lettura in anteprima di Foul Is Fair di Hannah Capin - in uscita tra due settimane. Gente, lo sto amando - ero già innamorata al 5%. Ha una lista di trigger warning più lunga della lista della spesa manco aveste la dispensa completamente vuota da mesi ed è un retelling di Macbeth di Shakespeare, è subdolo e terribile e cattivo e credo di poter dire - anche solo al 36% - che abbia il potenziale per diventare uno dei miei libri preferiti del 2020. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


In programma ho sempre Un'eterna domenica di Robert Lukins, che è anche abbastanza breve. Poi leggerò un altro inedito, anche lui in uscita lo stesso giorno di Foul Is Fair, stavolta propostomi dalla MIRA Books - Ten Days Gone di Beverly Long. Trattasi di un mystery per adulti e, a quanto pare, primo di una serie - è da un po' che non ne leggo di questo genere e mi sento ispirata, spero che mi coinvolga al punto da fare congetture e ipotesi. Ma quanto sono belle e in coordinato queste due cover vicine?

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Il primo WWW Wednesday di febbraio è stato abbastanza tranquillo - questo per via degli impegni e delle pennichelle in poltrona perché ultimamente di notte fatico a dormire, troppi incubi da cui mi sveglio di soprassalto. E poi Foul Is Fair me lo voglio proprio gustare. Voi che mi dite? Letture coinvolgenti che vi volete gustare oppure andate di fretta in questo periodo e non avete la concentrazione giusta? Scrivetemi tutto nei commenti oppure lasciatemi il link del vostro post e passerò alla prima occasione!

mercoledì 29 gennaio 2020

WWW.. Wednesday! #177

Ribadisco la frase della settimana scorsa: se qualcuno di voi ha qualche migliaio di euro che gli avanza e di cui non se ne fa niente, lo adotto volentieri io - anche perché mi sta venendo un po' (tanto) male all'idea di quanto dovrò sborsare per la macchina nuova, ma ormai è fatta. E poi la mia Fiesta del 1996 un'altra revisione non la passa, poverina.

Mi rallegro pensando che, anche se me ne sono accorta ad un anno di distanza, l'autrice di quello che è stato uno dei miei libri preferiti l'anno scorso aveva citato un pezzo della mia recensione su Goodreads per fare promozione. 

Questo a febbraio 2019.

Lo so, sempre sul pezzo io. Ma ehi, almeno ultimamente sto tenendo il passo con le letture e chissà, forse la slump si è messa a cuccia. 


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Non fatevi ingannare dalle quattro cover qui sopra, credendo quindi che io abbia letto chissà quanto - sono state tutte letture brevi, specialmente la terza. 
A formare la tripletta del decimo appuntamento del BRT abbiamo per primo State of the Union di Nick Hornby, lettura ironica e dissacrante come solo Hornby sa fare sul matrimonio - e vi ricordo che è stato anche pubblicato per Guanda qualche mese fa con il titolo Lo stato dell'unione. 
Ho poi letto un altro dei miei regali natalizi, Christmas in July di Jay Asher - è scritto sotto forma di sceneggiatura e questo forse gli toglie un po' il coinvolgimento sentimentale che si dovrebbe provare. 
Suddetto coinvolgimento sentimentale mi è arrivato dopo con l'inedito Nineteen di Makenzie Campbell che uscirà a marzo - un misto di poesia e prosa che sembra direttamente preso da anni di blog personale e inchiostro su carta. 
Per concludere questi sette giorni di lettura, non previsto, ho letto Alpha Barman di Sue Brown - cover e titolo alquanto terrificanti e come M/M non è indimenticabile neppure il contenuto. Si tratta del primo di una serie, ma non ho intenzione di continuare.



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho iniziato solo ieri sera tardi - e non ho nemmeno finito di leggere il secondo capitolo - Only Mostly Devastated di Sophie Gonzales ma, gente, sto già ridendo. Questo libro viene presentato come un M/M retelling di Grease in cui Non so chi sei, ma io sono qui incontra Ragazze a Beverly Hills e il protagonista Oliver ha quel tocco da awkward drama queen che, oddio, adoro da quanto mi fa ridere - e da quanto mi ci rispecchio, ma quella è un'altra storia. E non sono nemmeno al terzo capitolo - credo che se finirà per essere la storia che mi aspetto, la amerò alla follia e farò un monumento alla St. Martin's Press per l'anteprima. Ah già, perché è inedito ed esce a marzo. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Sempre per la St. Martin's Press leggerò Foul Is Fair di Hannah Capin perché ormai sanno tutti che i romanzi "brutti, sporchi e cattivi" con protagoniste unlikeable della Wednesday Books sono pane per i miei denti - sul blog comparirà a metà febbraio anche la recensione in inglese perché partecipo al blogtour. 
E se vi avanzano bottiglie di spumante come residuo bellico delle feste natalizie, allora vi consiglio di andarle a prendere e di stapparle perché Un'eterna domenica di Robert Lukins sarà il primo romanzo in italiano del 2020. Ci ho messo solo un mese a tirare fuori una lettura nella nostra madrelingua - non male, no? Ho fatto di peggio in passato. 

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WWW Wednesday piuttosto ricco questo dell'ultima settimana di gennaio. Mi sembra perciò di avere parlato scritto abbastanza, quindi ora lascio la parola a voi e alle vostre letture - e se mi lasciate il link del vostro post passo a ricambiare la visita! 
Nel frattempo vi do appuntamento tra qualche giorno per il recap del mese. :)