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giovedì 15 settembre 2022

[Recensione] "Ogni nostro segreto" di Katie McGarry

E sono giunta alla fine di questa serie che ho messo in pausa per anni - e ancora non sapete cos'ho in programma di ripescare dal fondo del barile.
 
 
Titolo: Ogni nostro segreto
Titolo originale: Chasing Impossible
Serie: Pushing the Limits #5
Autrice: Katie McGarry
Data di uscita: 26 giugno 2018
Data di uscita originale: 1 luglio 2016
Pagine: 410 (copertina rigida)
Editore: DeAgostini
Link Amazon: https://amzn.to/3RS33sp

Trama: Ribelle e indipendente, Abby lascia entrare solo pochissime persone nella sua vita. Non si fida di nessuno. E non è disposta a cedere all'amore. Mai. Per nessun motivo al mondo. Perché quello che fa per racimolare spiccioli è un lavoro troppo pericoloso. Un lavoro di cui non va fiera, ma che - per via di suo padre e del doloroso segreto che entrambi custodiscono - non può abbandonare. Nei sobborghi di Louisville, Abby spaccia droga e ogni giorno si convince che non c'è altra scelta per lei, e che non le importa di niente e di nessuno. Ma a Logan importa di lei. Logan. Il ragazzo bello e dannato che farebbe di tutto per essere più di un amico per Abby. Eppure, quanto più i due si avvicinano, tanto più una fitta coltre di segreti li allontana. Segreti che, se svelati, potrebbero mettere fine a quel che sta nascendo tra loro.

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Quest'ultimo romanzo della serie l'ho letto più velocemente, forse perché Abby è un personaggio davvero interessante e pieno di luci e ombre - e inoltre Logan è uno dei miei nomi maschili preferiti e finisco sempre per prendermi una cotta per qualsiasi ragazzo di carta si chiami così. 

Anche in questo caso, come nel precedente, sono dovuta andare a rispolverare i vecchi romanzi per ricostruire un po' il passato - essendo Logan amico di Ryan, protagonista del secondo libro, sono dovuta andare indietro di parecchio. 

Abby era quella che finora aveva avuto più spazio tra l'essere la migliore amica di Isaiah e Rachel - coppia del terzo libro - e la spina nel fianco di West - coprotagonista del quarto romanzo - e finalmente anche quello schizzato assetato di adrenalina di Logan ha trovato il suo posto. 
 

Fin da quando li incrociamo insieme per la prima volta, Abby e Logan non fanno altro che flirtare e fare battute senza mai attraversare il limite del "di più". Abby è una spacciatrice per dovere e non perché si diverta o ami quello che fa e sa che le acque in cui naviga sono pericolose: non può permettersi di voler bene a qualcuno, di affezionarsi, perché trascinare qualcuno nel suo mondo può condannare lei e quella persona a morte. Logan invece è tremendamente incuriosito da Abby, stuzzica quel suo lato che cerca la prossima missione pericolosa in cui lanciarsi e vede in Abby, quelle rare volte in cui abbassa la guardia, qualcosa di più della spacciatrice e della cattiva ragazza che vedono tutti. Il problema è che Abby ce la mette tutta per tenerlo a distanza e farsi lasciare in pace. 

Entrambi hanno dei segreti: Abby spaccia per un motivo preciso, ha dei doveri e delle responsabilità e, anche se volesse lasciare quella vita, non sa se ne avrebbe l'opportunità di farlo - di sicuro non adesso; Logan invece tiene nascosto a tutti qualcosa da dieci anni per timore che possano vederlo in maniera diversa. 
Entrambi si attaccano a questi segreti con tutte le loro forze, ma poi le cose si complicano e si fanno pericolose e l'unico modo per uscirne vivi - e insieme - è iniziare ad essere sinceri e a fidarsi degli altri. 

 
Ho trovato la storia di Abby e Logan ben costruita e coerente con le personalità di entrambi i personaggi. Abby è sicuramente la protagonista con più sfaccettature di questa serie e ho amato tutti gli altri personaggi - ma proprio tutti, tornano tutti in questo ultimo romanzo - che sono stati in grado di esserci per Abby anche quando non erano a conoscenza di tutta la storia. Ovviamente ho amato Logan, ma ho amato anche il lato protettivo di Isaiah e West - che interagiscono con Abby e Logan più di tutti gli altri - quando le cose si fanno particolarmente dure. 
 
Abby credo sia quella che ha fatto il percorso migliore nel corso della serie e ruba veramente la scena anche al suo coprotagonista. Insieme però hanno una grandissima chimica - l'avevano sin dal terzo libro - ed entrambi tirano fuori il meglio l'uno dall'altra.

Naturalmente non manca il lieto fine e ho amato l'epilogo corale con tutti i protagonisti della serie coinvolti e con uno sguardo ulteriore al loro futuro e al loro di lieto fine. 

lunedì 12 settembre 2022

[Recensione] "Un cuore bugiardo" di Katie McGarry

Mentre voi leggete questa recensione, io oggi sono in attesa di una telefonata che mi dirà se ricomincio a lavorare oppure no.
 
 
Titolo: Un cuore bugiardo
Titolo originale: Take Me On
Serie: Pushing the Limits #4
Autrice: Katie McGarry
Data di uscita: 9 maggio 2017
Data di uscita originale: 27 maggio 2014
Pagine: 474 (copertina rigida)
Editore: DeAgostini
Link Amazon: https://amzn.to/3cGTdLf

Trama: Lunghi capelli castani, occhi penetranti, fisico atletico e una passione per la kick boxing. Haley non è una ragazza come le altre. Ma dalla tragica notte in cui, per difendersi da un’aggressione, ha perso il controllo pestando a sangue il suo ex, ha giurato di rinunciare a tutto. Non rimetterà mai più piede sul ring. Poi però incontra West e non riesce a smettere di pensare a lui. West è un vero e proprio golden boy: ricco, affascinante e leale. Talmente leale che per difenderla accetta di battersi in un incontro di arti marziali. Eppure West non sa nulla di lotta e senza l’aiuto di Haley rischia di farsi davvero male. Haley accetta di allenarlo e stringe con lui un patto. Un patto basato su un castello di bugie che, se crollasse, distruggerebbe per sempre il sentimento che sta nascendo tra loro.

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È passata una vita da quando ho letto Una sfida come te - per la precisione, sei anni - e sono dovuta andarmi a ripassare parecchie cose perché buona parte di questo libro avviene in parallelo agli eventi finali del libro precedente e copre il buco tra l'ultimo capitolo della storia di Rachel e Isaiah e il loro epilogo. 

Questo quarto volume ha per protagonista West, il fratello poco più grande di Rachel, preda dei sensi di colpa per aver rubato dei soldi alla sorella e causa quindi degli eventi che le sono capitati. Da sempre la disgrazia di famiglia, avvezzo a fumo e alcol e risse e sospensioni, dopo l'ennesima lite con il padre si trova a dover arrangiarsi ed è qui che la sua strada incrocia quella di Haley. 

Haley e la sua famiglia hanno perso tutto: da quando il padre ha perso il lavoro, la famiglia ha poi perso la casa e hanno un tetto sopra la testa solo perché hanno dovuto supplicare il fratellastro del padre - che gliele fa pesare tutte e impone persino un coprifuoco a tutti quanti. Come se non bastasse, Haley una volta era una combattente di nome e di fatto, ma da quando ha rotto con il suo ex-ragazzo Matt e non ha voluto confessare di essere stata picchiata per evitare ritorsioni e proteggere il fratello Kaden e il cugino Jax non ha solo ha perso il rispetto per se stessa, ma anche quello dei suoi famigliari. 

Ed è proprio una rissa a legare Haley e West, quando lui si mette in mezzo per proteggerla e lei è costretta ad intervenire per salvare lui in uno scontro impari. 
Presto entrambi diventano l'uno la casa dell'altro, quello che avevano perso, quello che non sapevano di star cercando e l'ancora di salvezza che li tiene a galla. 
Peccato che West abbia un segreto che non vuole confessare e che potrebbe rovinare il suo rapporto con Haley e Haley, dal canto suo, continua ad essere terrorizzata dalla presenza e dal fantasma di Matt. 


Ammetto che forse la McGarry mi fa andare un po' nel blocco del lettore perché i suoi libri ci metto sempre una vita a finirli. Non è che scriva male o cosa, è forse che i suoi libri - per quanto comunque pieni di eventi necessari alla crescita dei suoi due protagonisti del momento - mi sembrano sempre un po' troppo lunghi. 

Ho odiato la famiglia di West e Rachel come forse non avevo fatto neanche con il terzo volume. I suoi genitori sono qualcosa di veramente atroce e il mio rispetto per West - che non era altissimo visto l'inferno che aveva fatto patire a Rachel in precedenza - è cresciuto pian piano con lui mentre maturava e imparava dai suoi errori e a dominare gli impulsi. Certo, all'inizio è sempre sgradevole con Isaiah, ma questo perché appunto siamo nella parte parallela/lasciata in sospeso dal libro precedente prima dell'epilogo. 
 
West alla fine si dimostra un cuoricino che farebbe di tutto per chi ama e disposto anche a ricominciare da zero per espiare i suoi peccati. Certo è che tutti quelli attorno a lui non glielo rendono per niente facile.

Ho amato il crescere della sua relazione con Haley - Haley che però ogni tanto avrei voluto scuotere perché si mette a pensare troppo quando invece è il momento di agire. Senti da che pulpito viene la predica...
Anche la sua famiglia è terribile sotto certi punti di vista: per necessità sono costretti a sottostare alle regole e alle cattiverie di uno zio tiranno e nessuno di loro fa niente quando questo la bersaglia di insulti, nemmeno suo padre - assolutamente a terra e completamente privo di qualsiasi voglia di lottare o vivere. Anche Haley inizialmente è così, ma ha cominciato a piacermi quando - anche grazie a West - ritrova la voglia di combattere e di riconquistare di nuovo il rispetto per se stessa. 

È la tipica storia alla McGarry che ho comunque apprezzato e ora concluderò la serie con il romanzo finale - e se Abby ha sempre fatto vedere i sorci verdi a tutti, e specialmente qui a West, non vedo l'ora di vedere che combinerà da protagonista.

giovedì 8 settembre 2022

[Recensione] "La notte che ho dipinto il cielo" di Estelle Laure

Continuiamo sulla scia "romanzi che sono usciti cent'anni fa e che solo adesso mi decido a recuperare"... Sempre sul pezzo io, si sa.
 
 
Titolo: La notte che ho dipinto il cielo
Titolo originale: This Raging Light
Serie: This Raging Light #1
Autrice: Estelle Laure
Data di uscita: 16 luglio 2018
Data di uscita originale: 22 dicembre 2015
Pagine: 278 (copertina rigida)
Editore: DeAgostini
Link Amazon: https://amzn.to/3q7dCvS

Trama: Per Lucille, diciassette anni e una passione per l'arte, l'amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo. Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n'è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrenny sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l'una dall'altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l'amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un'altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L'unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi...

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Mi ci sono buttata un po' senza aspettative e ammetto che, se le avessi avute, forse in parte sarebbero rimaste deluse sotto alcuni aspetti che credevo avrei trovato nel libro e che invece non c'erano. Resta comunque il fatto che l'ho letto in una sola seduta, cominciato domenica pomeriggio dopo pranzo e finito prima di cena. 

Intanto l'arte di Lucille non è un aspetto così predominante come potrebbe far sembrare la trama - probabilmente la ama anche, ma tra una cosa e l'altra della vita, di fatto è un decennio che non prende in mano un pennello - fino alla notte in cui colta da un impulso ripesca tutto in soffitta e per sfogare i suoi sentimenti imbratta una tela. 

Anche Eden non si rivela essere la presenza costante e l'aiuto che mi sarei aspettata di trovare dato che, un po' per circostanze e un po' per lealtà e un po' per non so che altro, finisce con il tenere il muso a Lucille per quasi tutto il romanzo - e quando le parla, finisce per proporre soluzioni che la separerebbero da Wren oppure per ferirla quando si scivola sull'argomento Digby. 

Per carità, la situazione di Lucille non è per niente auspicabile - il padre ha avuto un crollo nervoso davanti a tutti e poi è sparito, la madre si è presa una vacanza e poi non è più tornata a casa. Tutto ricade quindi sulle spalle di Lucille: le bollette, il cibo, i vestiti e soprattutto Wren e come tenere sotto silenzio la situazione per evitare che intervengano i servizi sociali e le separino. 

Personalmente ho apprezzato il personaggio di Lucille - certo, anche lei a volte va fuori di testa ed esplode con le persone che sono al corrente della situazione, ma vorrebbe farcela da sola e non vorrebbe l'aiuto di nessuno anche se chiaramente ne ha bisogno. È determinata a far sì che tutto vada bene, che tutto rasenti il più possibile la normalità per non insospettire nessuno e per la pace di Wren - è naturale che ad un certo punto crolli sotto la pressione e se la prenda anche magari con chi non c'entra niente o voleva solo darle una mano.

La presenza e la sollecitudine di Digby non fanno altro che mandarla in confusione e peggiorare le cose. Questo perché lei è innamorata di Digby da una vita, ma lui altrettanto da una vita sta con un'altra ragazza e hanno seri progetti per il futuro. 
Per quanto sia chiaro che Digby sia un ragazzo dolce e gentile e buono, non ho apprezzato il suo tenere il piede in due staffe per quasi tutto il romanzo. In realtà non siamo proprio noi a conoscerlo in prima persona: lo vediamo attraverso gli occhi innamorati di Lucille, lo sentiamo descritto dalle parole di sua sorella Eden... dalle interazioni con Lucille è chiaro che tenga a lei, ma mi è mancato quel momento oppure quella spiegazione che mi dimostrasse quando le cose sono cominciate a cambiare e cosa ha scatenato il cambiamento. Non si capisce bene se esisteva già un prima oppure se tutto è stato scatenato dalla vulnerabilità di Lucille venutasi a creare dalla situazione in cui si trova. 

In ogni caso è un libro che ho letto d'un fiato perché volevo assolutamente sapere come Lucille se la sarebbe cavata e, aspettative o meno, sono rimasta soddisfatta.

lunedì 5 settembre 2022

[Recensione] "Playlist - L'amore è imprevedibile" di Jen Klein

Questo libro era apparso sul mio radar molto prima che venisse tradotto in italiano - ma, come vedete dalle sue date di pubblicazione, io non sono mai sul pezzo.  

Ed era apparso anche sul mio blog un anno prima della sua traduzione in italiano perché la sua cover originale - o meglio, la foto scelta come copertina - era stata usata per un libro tradotto in italiano del 2016, Come dire ti amo ad alta voce di Karole Cozzo. 
 
Ve avevo parlato qui, nel primo appuntamento della mia (defunta) rubrica Strange (Bookish) Things.
 
 
Titolo: Playlist - L'amore è imprevedibile
Titolo originale: Shuffle, Repeat
Autrice: Jen Klein
Data di uscita: 23 maggio 2017
Data di uscita originale: 3 maggio 2016
Pagine: 374 (copertina flessibile)
Editore: DeAgostini
Link Amazon: https://amzn.to/3NkgI8U

Trama: Che cosa c’è di meglio del momento in cui ti rendi conto che il liceo sta per finire e la tua vera vita sta per cominciare? Niente, June ne è convinta. Diciassette anni e le idee chiare sul futuro, non vede l’ora di lasciarsi alle spalle la cittadina in cui è cresciuta e tuffarsi a capofitto nella nuova avventura del college. Al contrario di Oliver, l’atleta più popolare della Robin High, che vorrebbe che l’ultimo giorno di scuola non arrivasse mai. June e Oliver non hanno davvero nulla in comune. Potrebbero non rivolgersi mai la parola.
Potrebbero far finta di non conoscersi. E invece. Invece il destino ha voluto diversamente. Perché le loro madri sono amiche per la pelle e hanno deciso che Oliver accompagni June a scuola in macchina. Tutti i maledettissimi giorni. A un tratto, June e Oliver sono costretti a passare parecchio tempo insieme. Peccato che non abbiano niente, ma proprio niente di cui parlare. E allora decidono di mettere la musica. Ma cosa succede quando un’anima rock come quella di June ne incontra una pop come quella di Oliver? Una guerra! Una sfida per il controllo della playlist… finché non accade qualcosa di totalmente imprevedibile. Perché a volte basta la canzone giusta al momento giusto e tutto cambia.

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Dunque, sulla carta June avrebbe dovuto piacermi molto - più o meno stessi gusti musicali, più o meno stessa cerchia ristretta di amici, più o meno stesso "anticonformismo" sociale. 
 
La verità è che l'ho detestata per buona parte del libro. 

June ha questo atteggiamento di superiorità che la rende assolutamente indisponente: nessuno ha il suo stesso uso del vocabolario, nessuno è intelligente come lei, tutti stanno al di sotto del suo piedistallo e tutti sono degli idioti cerebrolesi. 

Per fortuna che c'è Oliver a dirle che ad essere presuntuoso in primis è proprio chi dà del presuntuoso agli altri. 

 
June e Oliver sono veramente agli antipodi: per June tutto quello che accade al liceo non conta niente e la vita vera comincia solo al college invece Oliver è l'incarnazione dell'entusiasmo e del godersi il momento perché sa che il liceo è l'ultima vera occasione di essere liberi e spensierati e che quelli saranno i momenti che verranno ricordati nel futuro. 

E per ogni punto che uno mette a segno a favore della loro filosofia di vita, una nuova canzone di uno o dell'altra viene aggiunta alla playlist mattutina. 
E June si accorge presto che, sebbene Oliver sia uno di quegli atleti che i suoi pregiudizi tanto disprezzano, alla fine non è per niente come credeva. 


Come dicevo, ho detestato June per buona parte del romanzo - credevo avrei trovato delle affinità con lei perché in fondo anche io al liceo ascoltavo rock, avevo poche amiche ed ero esclusa dalle cerchie sociali restanti. Il fatto è che, sebbene pensassi anche io che molte di quelle persone nell'edificio fossero idiote e anche io mi sentissi superiore a loro in un certo senso, mai ho avuto quell'atteggiamento così draconiano di June oppure mai l'ho palesato. Alla fine June è una che si esclude da sola da tutta la vita scolastica e dal suo spirito mentre io in realtà volevo assolutamente farne parte anche se una parte di me era contraria. 
E soprattutto June è convinta che niente prima del college conti ma io sapevo, come lo sa Oliver, che sono proprio quegli anni e quelle esperienze e quelle persone a contare di più e a formare chi diventerai un giorno. Mai per un momento ho pensato che qualcosa di quelli anni - anche anni orribili e infelici - non contasse. 
 
June alla fine sono riuscita a capirla perché forse, in maniera diversa, ciò che ha fatto lei ad un certo punto l'ho fatto anche io: fingere che niente importi ti aiuta a credere che in questo modo le persone non possano deluderti e quindi non corri il rischio che sia tu a non contare per qualcun altro. 

Oliver invece è sempre uno zuccherino, è praticamente perfetto sotto tutti i punti di vista - io non ho fatto altro che sospirare e svenirgli dietro. 

L'avessi letto al tempo della sua uscita - inglese o italiana, non importa - probabilmente l'avrei apprezzato di più. Probabilmente per alcuni libri young sono più fuori target che per altri, ma ancora insisto. 

Coprendo poi un anno tante cose vengono solo dette e non mostrate - personalmente ho notato più che altro la vita interiore di June, i momenti con Oliver per me sono stati troppo pochi per poter veramente percepire un primo legame che si forma e poi una complicità e un'amicizia e infine qualcosa di più. 

È stata comunque una lettura veloce e carina e una casella che finalmente ho spuntato dopo sei anni. 

martedì 5 febbraio 2019

[Recensione] "Scommessa d'amore" di Katie McGarry

Dopo Oltre i limiti e Un'estate contro con protagonisti Noah ed Echo è stato il turno di Scommessa d'amore con protagonista questa volta Beth, già personaggio secondario visto in entrambi i libri.


Titolo: Scommessa d'amore
Titolo originale: Dare You To
Serie: Pushing the Limits #2
Autrice: Katie McGarry
Data di uscita: 16 settembre 2014
Data di uscita originale: 22 maggio 2013
Pagine: 464 (copertina rigida)
Editore:
De Agostini
Link Amazon: https://amzn.to/2HdNk7v

Trama: Beth Risk non è abituata a farsi mettere i piedi in testa da nessuno, ma stavolta non ha scelta: deve tornare a vivere nella sua città natale insieme allo zio Scott, altrimenti lui rivelerà alla polizia il segreto di sua madre. E se la verità saltasse fuori, la donna finirebbe in prigione. Perciò Beth è costretta a cedere al ricatto, anche se questo significa sacrificare la propria felicità e abbandonare i suoi due migliori amici, Noah e Isaiah. Ryan Stone è una promessa del baseball e un brillante scrittore. La sua "perfetta" famiglia, però, nasconde un segreto, qualcosa che non ha mai rivelato a nessuno, nemmeno al gruppo di amici con cui è solito divertirsi giocando a sfidarsi alle imprese più pazze. L'ultima scommessa riguarda la bellissima e scostante studentessa che si aggira come un pesce fuor d'acqua nei corridoi della scuola. A Ryan non piace perdere e ce la mette tutta per riuscire nell'impresa di portarla fuori... ma ciò che nasce per gioco si trasforma ben presto in un'attrazione a cui né lui né Beth sapranno resistere.


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Non nego che avevo delle riserve su questo libro, ma allo stesso tempo mi incuriosiva per il tema delle scommesse e delle sfide - è forse uno dei trope che mi tenta di più. 
Avevo delle riserve perché Beth era stata un personaggio sempre sgradevole con Echo, colpevole ai suoi occhi di aver rovinato l'equilibrio del suo rapporto con Noah ed Isaiah - da lei considerati rispettivamente come un fratello e come il suo migliore amico.

Qui approfondiamo la sua storia di una ragazza che si è rifiugiata a vivere dai suoi zii per sfuggire al compagno spacciatore della madre che vorrebbe ucciderla di botte non appena la vede, ma incapace di lasciare quella madre alcolizzata e drogata al suo destino - e in tutto questo la stessa Beth beve e fuma erba per non sentire il dolore, per non sentire nulla. 

La scelta le viene tolta dalle mani quando, per salvare sua madre, si ritrova davanti il fratello del padre che l'ha abbandonata quando aveva otto anni e che non è mai tornato a riprenderla. Ora Scott Risk ha la pretesa di voler assumere la sua tutela legale, di strapparla da Louisville e dalla sua vita e dai suoi amici e soprattutto da sua madre per portarla a Groveton, dove in realtà lei è nata e cresciuta durante la sua infanzia. 

E chi incontra qui se non il ragazzo che ci aveva provato con lei da Taco Bell, provando a strapparle il numero di telefono per vincere una scommessa? 

Ryan Stone non è abituato a perdere e il fatto che quella ragazza dal sorriso perfido e dall'atteggiamento strafottente stia ora frequentando la sua scuola ha dell'incredibile: non solo ora può tentare di vincere nuovamente la scommessa, ma Beth è anche la nipote del suo mito del baseball e se gioca bene le sue carte, le sue chances di entrare nei professionisti dopo il diploma potrebbero aumentare. 

Entrambi credono di avere inquadrato l'altro e di poter sfruttare la situazione a loro vantaggio, ma avranno davvero calcolato i rischi che queste scommesse comportano?


Beth è una di quelle protagoniste che io chiamo unlikeable: non è scritta per piacere, è scritta per essere se stessa ed è questo che mi ha fatto entrare in empatia con lei - comprese altre caratteristiche che condividiamo e che mi hanno portato a farmela capire e piacere in un modo che non avrei neanche immaginato durante la lettura dei due romanzi precedenti della serie.

Beth è sempre sulla difensiva, ha un linguaggio colorito e ha paura delle proprie emozioni - per questo teme i cambiamenti nei rapporti che intrattiene, parlare di sentimenti la fa scappare dalla parte opposta e non capisce perché Ryan le faccia un certo effetto. 

Ryan invece è alle prese con una famiglia il cui obiettivo è quello di apparire perfetta a tutti i costi. Motivo per il quale nessuno a Groveton sa di suo fratello Mark a parte i suoi migliori amici Chris e Logan - lo stesso motivo per il quale i suoi genitori non fanno altro che litigare e suo padre, oltre a mettergli pressioni addosso per il baseball e a decidere tutto per lui, fa finta che Mark non sia mai esistito. 

Entrambi fingono di essere qualcosa che non sono: Beth ha seppellito nella sua mente quella bambina bionda che adorava i nastri e Ryan nega a se stesso la passione per la scrittura - o forse non lo negano, ma sono comunque convinti che ora questa è la loro vita e che non c'è spazio per quelle cose. 
E le scommesse, le sfide, le provocazioni, il fatto di venire da mondi così diversi li spinge a vedere se stessi e l'altro con occhi diversi. 


Beth mi è piaciuta di più rispetto agli altri libri - forse perché ho trovato in comune con lei quei problemi a livello emotivo che io stessa tendo ad evitare e/o fingere di non avere. 
Ryan mi è piaciuto anche più di Noah - sembra il tipico atleta, ma ha un animo gentile e romantico ed è sempre pronto a difendere le ragazze in difficoltà (anche se ogni tanto la smania di vincere lo porta a peccare di leggerezza) e privo di quegli atteggiamenti da cavernicolo che tanto detesto. Certo, si prepara mentalmente ad un'eventuale rissa, ma prima cerca sempre di appianare le cose con le parole. 

Amo lo slow burn perché mi dà modo di entrare in sintonia con la storia e con i personaggi. Ed è quello che spesso mi manca nei romance. 
Forse è perché ci ho messo tempo a leggerlo e quindi, facendo anche delle pause lunghe tra i momenti in cui avevo occasione di prendere in mano il libro e il fatto che la McGarry molte cose le fa accadere off-screen, molto spesso ho la sensazione di perdermi la "scintilla" che dà il via alla storia vera e propria. 
Ma qui forse è colpa del mio carattere che, nonostante le somiglianze con quello di Beth in alcuni atteggiamenti e paure e timori e paranoie, mi avrebbe portata a reagire in maniera diversa di fronte al Ryan di turno e questo mi rende sempre dubbiosa su cosa abbia spinto i due a volersi conoscere meglio. 

Comunque Beth e Ryan sono davvero carini insieme e con le scommesse si sfidano ad uscire dalla propria comfort-zone, lasciando intravedere all'altro cosa si nasconde sotto la maschera che credono sia il loro vero volto, senza rendersi conto all'inizio che questo li sta portando ad avvicinarsi sempre di più - e quella vita e quelle persone che Beth all'inizio tanto odiava forse sono anche le uniche in grado di farle trovare il coraggio di cambiare e di lasciare il passato dove deve stare. 
Anche i personaggi secondari mi sono piaciuti: sono tornati Noah, Echo e Isaiah (e i conflitti con quest'ultimo che, per quanto dolorosi, sono anche stati necessari) e ho adorato Logan - che sarà protagonista del quinto e ultimo libro della serie. 

Ormai è chiaro che le recensioni ai romance non le so scrivere e, se sotto vedete un valutazione di quattro stelline, in realtà l'ho un po' arrontondata per eccesso perché forse sarei più incline al 3.75 - non so, Ryan mi è piaciuto più Noah, ma allo stesso tempo mi è sembrato che in Oltre i limiti (a cui avevo dato quattro stelle) ci fosse più slow burn.


lunedì 4 febbraio 2019

What's on my bedside table? #58 | "Scommessa d'amore" di Katie McGarry

Buon inizio settimana, lettori! 

Ho fatto le ore piccole questa notte perché mi sono ritrovata a guardare la partita del SuperBowl dei New England Patriots vs i Los Angeles Rams - e premetto che non sono un'appassionata di sport e che ci ho messo pure tre quarti di gioco per capire come funziona (più o meno) il football, ma siccome Chris Evans e Martin Johnson sono dei grandissimi tifosi dei Patriots essendo di Boston (Martin addirittura ha il FunkoPop di Tom Brady in studio di registrazione), ero curiosa di sapere il perché di tutta la passione.  
 
Quindi sono andata a dormire alla 4:30 del mattino e niente, adesso sono più o meno uno zombie - ma combatto contro il sonno e continuo a leggere. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Scommessa d'amore" di Katie McGarry. 
Il secondo libro nella serie Pushing the Limits.


SONO A... 
Pagina 365. Mi mancano circa 130 pagine e conto di finirlo oggi. Ammetto che avevo delle riserve, soprattutto visto che non avevo particolarmente apprezzato Beth nel primo libro, ma dall'altra parte a me piacciono anche le protagoniste unlikeable quindi mi ritrovo coinvolta il giusto nella storia. 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... fa parte della mia personale sfida leggiamo un romance al mese e/o smaltiamo un po' di roba vecchia e/o cerchiamo di concludere qualche serie.

giovedì 13 settembre 2018

[Recensione] "Un'estate contro" di Katie McGarry

Ben ritrovati sul blog con la recensione che vi avevo promesso ieri nel WWW Wednesday! 

Nel frattempo io ho sempre in sottofondo i The Night Game - perché ormai va così, rassegniamoci - e da ieri mattina combatto con un mal di schiena atroce perché chissà in quale assurda posizione ho dormito la notte.


Titolo: Un'estate contro
Titolo originale: Breaking the Rules

Serie: Pushing the Limits #1.5
Autrice: Katie McGarry
Data di uscita: 9 maggio 2015
Data di uscita originale: 8 dicembre 2014
Pagine: 478 (copertina rigida)
Editore: De Agostini
Link Amazon: https://amzn.to/2MZwURN

Trama: Sono passati due mesi da quando Echo e Noah hanno deciso di lasciarsi tutto alle spalle e partire per un viaggio. Un viaggio pieno di sogni e di speranze, lungo un’estate. Prima di partire Echo si era prefissata due obiettivi. Primo: dimostrare a tutti di avere un vero, inconfondibile talento per l’arte. Secondo: esplorare sotto ogni aspetto la relazione con Noah. Ma entrambi i propositi si sono presto rivelati più difficili del previsto. E ora, a una settimana dalla fine della vacanza, Echo non si sente affatto cambiata: è ancora la stessa ragazza insicura e tormentata di sempre. Anche Noah aveva un sogno da realizzare durante l’estate: diventare l’uomo perfetto per Echo. Per riuscirci era pronto a tutto, anche a mettere fine alla fama di cattivo ragazzo. Ma l’incontro con Mia, una sua ex convinta che la storia con Echo sia solo una parentesi momentanea, mette a dura prova tutte le sue buone intenzioni… L’amore e la fiducia basteranno ai due ragazzi per superare le nuove prove che li aspettano?


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Sapete che io non sono una romanticona, quindi se mi vedete dare ad un romance tre stelle questo non vuol dire che non mi sia piaciuto - significa solo che per me i libri da più stelle sono altri e di altro genere. 
Anzi - considerato come sono fatta, tre è un grandissimo voto per un romance. 


Un'estate contro è ambientato nell'estate dopo il diploma immediatamente successiva a Oltre i limiti (recensione). 

Spesso pensiamo erroneamente che allontanarci, fuggire ci permetterà di lasciare i problemi a casa - che questi non ci seguiranno, che ci sentiremo più leggeri e che riusciremo a cambiare, a diventare le persone che vogliamo essere. 
E invece i problemi non se ne stanno in un angolino, sono la zavorra che ci rallenta, il bagaglio in più che inizialmente non era previsto. 

E questo è successo a Echo e Noah. 
Dopo un'estate passata in giro per gli USA diretti ad ovest - Noah per riuscire a concentrarsi su se stesso sapendo che ora i suoi fratelli sono al sicuro ed Echo per cercare di farsi un nome nelle gallerie d'arte - la data del ritorno è dietro l'angolo e quello che fino a quel momento era stato un idillio, inizia a mostrare delle crepe. 

Iniziano le litigate, iniziano i momenti in cui entrambi sono alle prese con i propri demoni e non si capiscono, inizia la comprensione di cosa significa credere di essere cambiati per poi guardarsi dentro e scoprirsi gli stessi. 
Noah è alle prese con la rabbia e i sensi di colpa e la paura di perdere chi l'ha fatto tornare a vivere, Echo è alle prese con un perdono che non sa se sia in grado o con la predisposizione a dare e con le insicurezze e la paura dell'abbandono. 

Ed entrambi hanno paura che, nonostante l'amore che li lega, il futuro davanti a loro non sia certo perché finora hanno sempre perso coloro che amavano. 


Anche se a questo ho dato una stella in meno, mi è comunque piaciuto molto.
Un'estate contro è più adulto, concentrato su Echo e Noah che prima di tutto devono crescere come persone individuali e imparare a lasciare all'altro lo spazio per fare ciò che lo rende felice e che solo dopo possono imparare a crescere insieme come coppia. 
Ha temi molto importanti - la paura del futuro, l'insicurezza nelle proprie capacità e nella propria forza interiore, l'accettazione del passato e del presente, la crescita e le responsabilità, la pazienza e il significato di famiglia. 

In particolare Noah mi ha commossa in alcuni punti - tanto che mi sono scese anche alcune lacrime, mentre in Oltre i limiti era stata Echo a farlo. 

Anche Beth e Isaiah hanno una parte consistente, più che nel volume precedente. 
Vediamo un lato più tenero di Beth che finalmente la porta a sciogliersi un po' nei confronti di Echo e Isaiah si dimostra ancora di più un amico leale e fidato - e se pure non avessi letto due anni fa in modo totalmente estemporaneo alla serie il romanzo a lui dedicato, mi sarei presa una cotta per lui in questo volume. 

Le cose che mi hanno fatto storcere un po' il naso sono state due. 

La storia si svolge in un tempo relativamente breve e, forse per questi tempi che sentivo un po' "stretti", certe dinamiche tra Echo e Noah mi sono sembrate un po' ripetitive dopo un paio di volte che le vedevo - alcune parti le avrei snellite. 
E adesso mi prenderò della cinica da parte vostra, ma per quanto io capisca tutte le insicurezze e la paura dell'abbandono (perché ne sono affetta anche io) che entrambi hanno dato il loro passato, tutti quei "ti amo" dopo un po' mi avevano un po' stancata. 

Inoltre, dopo la maratona masochista che mi sono fatta l'anno scorso di After di Anna Todd, qualsiasi atteggiamento da cavernicolo da parte di un ragazzo mi fa saltare i nervi. 
Un po' di gelosia ci sta, per carità, e sebbene Noah non abbia nemmeno un decimo degli atteggiamenti più che discutibili di Hardin e impari anche in fretta come ci si comporti, ci sono stati quei momenti all'inizio che una bacchettata a Noah gliel'avrei volentieri data. 

In ogni caso Echo e Noah sono sempre carini insieme e Un'estate contro mi è piaciuto.


lunedì 10 settembre 2018

What's on my bedside table? #55 | "Un'estate contro" di Katie McGarry

A quasi un mese dall'ultimo appuntamento di questa rubrica, eccomi riemergere dal silenzio di questi ultimi giorni per augurarvi un buon inizio di settimana!

Se devo essere sincera non pensavo che sarei stata ancora a questo punto della lettura arrivati a oggi, ma forse avrei dovuto prevederlo dal momento che sono entrata in una fase di ossessione musicale e da venerdì l'unica cosa che voglio fare è ascoltare l'album dei The Night Game - e di conseguenza mi viene voglia di riascoltare anche l'intera discografia dei Boys Like Girls perché, fosse per me, vivrei perennemente con la voce di Martin Johnson nelle orecchie.
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Un'estate contro" di Katie McGarry. 
Questo romanzo di colloca come #1.5 all'interno della serie e parla ancora di Echo e Noah, nell'estate dopo il diploma.


SONO A... 
Pagina 268. Ho passato solo oggi la metà perché, come avrete capito, in tutto il weekend non ho mai aperto il libro ma visto il ritmo che ho preso credo che domani riuscirò a finirlo. Non credo gli darò quattro stelle come al precedente, ma di sicuro mi sta dando molte cose su cui riflettere. 


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... sto continuando la serie iniziata con Oltre i limiti (recensione).

martedì 4 settembre 2018

[Recensione] "Oltre i limiti" di Katie McGarry

Buon inizio settimana, lettori! 

Lo so, forse sarebbe stato più indicato dirvelo ieri, ma ieri ero impegnata a finire il libro di cui state per leggere la recensione. 

E oggi è anche un giorno speciale per un altro motivo - oggi esce Sadie di Courtney Summers e io non vedo l'ora di mettere le mani sulla copia fisica di questo libro che ho già letto e amato alla follia.

Ma bando alle ciance e invece della Summers parliamo della McGarry.


Titolo: Oltre i limiti
Titolo originale: Pushing the Limits

Serie: Pushing the Limits #1
Autrice: Katie McGarry
Data di uscita: 9 giugno 2015
Data di uscita originale: 1 giugno 2012
Pagine: 423 (copertina rigida)
Editore: De Agostini
Link Amazon: https://amzn.to/2obTfh8

Trama: Nessuno sa cosa sia successo a Echo Emerson, la ragazza più popolare della scuola, la notte in cui le sue braccia si sono ricoperte di cicatrici. Nemmeno lei ricorda niente, e tutto ciò che vuole è ritornare alla normalità, ignorando i pettegolezzi e le occhiate sospettose dei suoi ex-amici. Ma quando Noah Hutchins, il "bad boy" del quartiere irrompe nella sua vita con la sua giacca di pelle, i suoi modi da duro e la sua inspiegabile comprensione, il mondo di Echo cambia. All'apparenza i due non hanno nulla in comune, e i segreti che custodiscono rendono complicato il loro rapporto. Eppure, a dispetto di tutto, non riescono a fare a meno l'uno dell'altra. Dove li porterà l'attrazione che li consuma e cos'è disposta a rischiare Echo per l'unico ragazzo che potrebbe insegnarle di nuovo ad amare?



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Il libro comincia a gennaio con l'inizio del secondo semestre dell'ultimo anno per Echo Emerson e Noah Hutchins. 
Un ultimo semestre che li vede incontrarsi fuori dall'ufficio della signora Collins, la consulente scolastica e la psicologa che è stata assegnata loro per aiutarli a riprendersi la propria vita. 

Entrambi si conoscono di vista, ma in maniera superficiale e distorta dai preconcetti: agli occhi di Echo, Noah non è altro che il ragazzo tatuato che si sballa in cortile con i suoi due amici e che va a letto con tutte; agli occhi di Noah, Echo non è altro che una principessa viziata il cui sguardo sembra attraversarlo come se neanche lo vedesse. 
Ma le cose non potrebbero essere più diverse. 

Echo è un'artista che non dipinge più, controllata e tenuta a guinzaglio corto da un padre che vorrebbe facesse economia e ora sposato con una donna che un tempo adorava e che ora incolpa dello sfascio della sua famiglia. Ha perso il suo amato fratello in guerra tre anni prima e le manca come se fosse appena successo (tanto che da essere una presenza quasi tangibile) e non ha assolutamente ricordi della notte più brutta della sua vita - quella che le ha procurato le tante cicatrici che tiene sempre nascoste dalle maniche lunghe e che come conseguenza l'ha separata dalla madre. 

Noah è orfano, ha perso in genitori in un incendio durante il suo primo anno di scuola superiore e la sua unica ragione di vita rimasta sono i suoi fratellini più piccoli - che ora ha difficoltà a vedere a causa di un incidente avvenuto con la sua prima famiglia affidataria. Per questo la sua famiglia ora consiste di Isaiah e Beth, che vivono insieme a lui con i suoi più recenti genitori affidatari e che considera come fratello e sorella. 

A Noah servono ripetizioni per rimettere in carreggiata la sua vita fino al diploma se vuole avere qualche speranza di riunirsi ai suoi fratelli, ad Echo servono soldi per riparare l'auto del fratello Aires - ad entrambi servono le informazioni che sono contenute nei loro fascicoli nell'ufficio della signora Collins. 
Quella che nasce come una collaborazione forzata con tanti pregiudizi, pian piano si trasforma in amicizia e qualcosa di più. Ma durerà di fronte agli ostacoli?


Si sa che io non sono una romanticona, ma Echo e Noah mi sono piaciuti - li ho trovati dolci e credibili. Echo poi ogni tanto tirava fuori delle battute al vetriolo che mi facevano proprio sorridere.
C'è poi lo slow burn, c'è un po' di angst, ci sono tante difficoltà da superare. 

Entrambi trovano conforto l'uno nell'altra e devono per forza compiere un atto di fede, devono fidarsi prima per necessità e poi per bisogno perché si sentono uniti dalle tragedie e dal dolore che solo l'altro può capire. Entrambi vengono da situazioni difficili, hanno vissuto perdite e tradimenti che nessun adolescente dovrebbe conoscere, si aiutano a vicenda per guarire ma si danno anche la forza per essere in grado di farlo da soli. 
Sia Noah che Echo sono arrabbiati, confusi, testardi e hanno un gran senso del dovere che li porta a sentire il bisogno di proteggere gli altri e farli felici - a volte anche a discapito della loro serenità - ma impareranno ad essere un po' egoisti e a chiedere e pretendere quella felicità anche per sé. 

All'inizio entrambi sono alla ricerca della vecchia normalità, quella che però non possono più avere. E solo affrontando i loro demoni, solo superando i limiti che sono stati imposti loro riusciranno forse a crearsi una nuova normalità - una normalità che permetterà loro di vivere la vita senza più le catene che li tenevano ancorati al passato.

Oltre i limiti è una storia di fiducia, di forza, di crescita, di speranza per il futuro, di amicizia - e ho adorato il modo feroce in cui Lila sta sempre accanto a Echo, non importa quello che succeda o i pettegolezzi di quelli accanto a loro - e sì, anche di amore. 

martedì 2 gennaio 2018

[Recensione] "Tell Me Three Things" di Julie Buxbaum

Se il buon anno si vede dal primo libro letto, allora direi che ho cominciato benissimo questo 2018 perché questa lettura - già tradotta dalla DeAgostini con il titolo Dimmi tre segreti - è stata semplicemente un amore.


Titolo: Tell Me Three Things
Autrice: Julie Buxbaum
Data di uscita: 5 aprile 2016
Pagine: 328 (copertina rigida)
Editore: Delacorte Press
Link Amazon: http://amzn.to/2BA6IoM

Trama [tradotta da me]: Tutto quello che riguarda Jessie è sbagliato. Perlomeno questo è quello che prova durante la sua prima settimana del penultimo anno nella sua nuova e super-intimidatoria scuola privata a Los Angeles. Proprio quando sta pensando di tagliare la corda e tornarsene a Chicago, Jessie riceve una email da una persona che si firma Qualcuno/Nessuno (QN in breve) e che si offre di aiutarla a destreggiarsi nella giungla della Wood Valley High School. Si tratta di uno scherzo? Oppure si può fidare di QN per l'aiuto di cui ha bisogno?
Sono passati appena due anni dalla morte di sua madre e a causa del padre che si è sposato con una donna conosciuta online, Jessie è stata costretta a muoversi dall'altra parte del Paese per vivere con la sua matrigna e il suo presuntuoso figlio adolescente.
In un atto di fede—o di assoluta disperazione—Jessie comincia a contare su QN e QN presto diventa la sua ancora di salvezza e il suo migliore alleato. Jessie non può fare a meno di voler incontrare QN di persona. Ma certi misteri non è meglio lasciarli irrisolti?


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Sono stata immediatamente attratta da questo libro per le sue premesse: anche se forse io non sarei il tipo che prende sul serio una email anonima da parte di qualcuno che si offre di aiutarmi, non nego che questo è un trope letterario/cinematrografico che in realtà amo - dopotutto C'è posta per te è uno dei miei film preferiti. 

Ed è così che inizia la storia, con la sedicenne Jessie che si è appena trasferita in California e si sente totalmente un pesce fuor d'acqua in un ambiente non solo nuovo, ma completamente estraneo a tutto quello che ha sempre conosciuto. 
Con una madre morta da poco più di due anni, il trasferimento da Chicago a Los Angeles a causa del padre che ha sposato un'altra donna e che ora è tutto preso da lei e dalla ricerca di un lavoro, l'allontamento da tutto ciò che le è famigliare e dalla sua migliore amica, una nuova casa che non sente come sua e nella quale si sente un'ospite, Jessie si sente senza alcun punto di riferimento. 

E qui entra in gioco QN, uno sconosciuto che tramite email si offre di aiutarla a cavarsela nella nuova scuola e indicandole quali persone evitare e quali potrebbero essere quelle più simili a lei per fare amicizia. 
Presto la conversazione con QN diventa quotidiana, qualcosa su cui Jessie può contare per sfogarsi sulla propria giornata e per essere la persona brillante e sagace che spesso non riesce ad essere nella realtà. 
Una realtà nella quale il suo fratellastro Theo la ignora completamente a casa e a scuola, tutti sembrano biondissimi e magrissimi e alla moda e in cui Jessie si ritrova a far coppia con Ethan per un progetto scolastico - un ragazzo a volte perso nei suoi pensieri e con sempre un libro dietro e che la intimorisce non poco. 


È incredibile quanto, sebbene io tra tre mesi compia 29 anni, mi sia ritrovata e rivista in una sedicenne - non pensavo che avrei amato così tanto questo libro.
C'è tantissimo di me in Jessie e in questo romanzo. 

Tell Me Three Things è un romanzo che mi ha fatto battere il cuore, che parla di famiglia e lutto ma senza risultare pesante. Parla di crescita e di errori, di immagine di sé e di relazioni e amicizie che cambiano e crescono oppure si trasformano. Parla di incertezze e di smarrimento, parla di cambiamenti e senso di appartenenza - parla di quel senso di "casa", parla di quando si vorrebbe tornare indietro ma poi ci si rende conto che anche se fosse possibile non sarebbe più lo stesso. Parla di essere coraggiosi e di andare avanti con la propria vita al meglio delle proprie possibilità. 

Jessie è una ragazza normale, una sedicenne che non si sente né particolarmente bella e neanche particolarmente spigliata. Una ragazza che preferisce scrivere perché spesso la risposta migliore le viene sempre dopo, analizzando da tutte le angolazioni possibili le conversazioni che ha avuto - perché scrivendo si ha il tempo di pensare e di formulare la risposta perfetta. 

Jessie è una ragazza che conta i giorni da quando ha perso sua madre e per tutte le sue riflessioni sul tempo e sugli addii e sui giorni perfetti, ho rivisto tantissimo di me stessa. 
Io ho ancora entrambi i miei genitori, ma a quattordici anni come lei ho sperimentato il lutto: mio nonno materno, che ha sempre vissuto accanto a me. 
E forse le persone che mi conoscevano non l'hanno mai capito davvero, sminuendo la cosa come un "ma sì, era un nonno, mica un genitore", eppure il sentimento era lo stesso essendoci cresciuta a fianco per quattordici anni. È un mondo che cambia, sono abitudini che vengono stravolte, è una routine giornaliera che non sarà mai più la stessa. 

Ho rivisto tantissimo di me stessa in Jessie anche per quanto riguarda l'ambito scolastico - e sì, il tutto è un po' un cliché con i californiani tutti biondi e magri e perfetti e con la classica mean girl, ma ci si può anche passare sopra per una volta. Ma il bullismo e l'essere catapultata in un ambiente nuovo in cui devi ricominciare da zero lontano dalla propria migliore amica li ho sperimentati anche io, con il fatto che io e lei siamo andate in due scuole diverse in due paesi diversi e che io ero in classe con gente totalmente nuova che si conosceva da anni. 

Ma al di là dei cliché, questa è una storia vera e reale in cui è semplice vedere le vicende che si snodano davanti a noi mentre sfogliamo le pagine. Perché forse non saremo stati "quegli" adolescenti, ma adolescenti lo siamo comunque stati e ho ritrovato in queste pagine tutto quel mix contrastante di sensazioni: ribellione, incertezza, paura, esaltazione, entusiasmo, amicizia, amore.

Non mi sarei mai aspettata che questo romanzo mi colpisse così tanto - soprattutto non mi sarei mai aspettata che a quasi 29 anni mi sarei sentita in simbiosi con una sedicenne. Eppure è successo e questo è un libro che consiglio davvero con tutto il cuore. 

lunedì 17 luglio 2017

[Recensione] "Even in Paradise" di Chelsey Philpot

Ciò che mi aveva attirata di questo libro in principio - anche se non ricordo dove l'ho visto la prima volta - è l'atmosfera alla Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. 
E sì, tanto per essere frivoli, anche il fatto che il protagonista maschile si chiami Sebastian Buchanan - che suona come un magnifico incrocio di Sebastian Stan e James Buchanan "Bucky" Barnes (interpretato nel MCU proprio da Sebastian Stan). 
Forse in questo momento sembro una fangirl senza cervello, ma tant'è... 

Il libro è già stato tradotto dalla DeAgostini con il titolo Nemmeno in paradiso nel 2015. 


Titolo: Even in Paradise
Autrice: Chelsey Philpot
Data di uscita: 10 maggio 2016
Data di uscita originale: 14 ottobre 2014
Pagine: 384 (copertina flessibile)
Editore: HarperCollins

Trama [tradotta da me]: Quando Julia Buchanan si iscrive alla sua scuola, Charlotte Ryder non immagina che diventerà amica di questa nuova ragazza fuori dall'ordinario. Ma quasi immediatamente Charlotte è attirata nel mondo di Julia - un mondo di incontri a mezzanotte, feste impressionanti e case della vacanze che assomigliano a palazzi. Si ritrova persino ad innamorarsi di un ragazzo che prima non l'avrebbe degnata neanche di una seconda occhiata. Ma Charlotte presto si rende conto che Julia sta ancora soffrendo a causa di una tragedia. Una tragedia che tutta la famiglia Buchanan ha tenuto nascosta... fino a questo momento. 



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Questo libro, alla sua conclusione, mi ha lasciato una sensazione strana da descrivere. Mi ha lasciato una sorta di morsa allo stomaco dolceamara come aveva fatto il film Like Crazy con Anton Yelchin e Felicity Jones - con quella speranza per il lieto fine ma con, in fondo in fondo, quasi la consapevolezza e forse il desiderio per qualcosa di più amaro. 

Tutto inizia quando la protagonista Charlotte salva Julia Buchanan da una punizione esemplare per essere fuori dopo il coprifuoco e addirittura ubriaca fradicia sotto la finestra della sua camera al collegio St. Anne's. 
Di certo Charlotte non si aspettava che Julia la trascinasse nella sua vita senza neanche chiederle il permesso, incuriosita dal lato artistico di Charlie che osserva senza giudicare. E Julia è tanto indipendente e spigliata quanto introversa e bisognosa di attenzioni, restìa a condividere Charlotte con il resto della sua famiglia - considerata quasi l'aristocrazia del Massachusetts grazie al padre ex-senatore, ritiratosi dalla corsa a governatore dopo la morte della sorella di Julia. 
Charlotte vive quindi una vita completamente diversa da quella che aveva prima, costitutita dalla sua quasi adozione da parte del resto della famiglia Buchanan - con i loro nomignoli e ruoli ben specifici in quello che è chiamato "il circo", lo spettacolo che i Grandi Buchanan offrono di fronte al pubblico e feste che fanno da rivali a quelle descritte da Fitzgerald e viste in Gossip Girl in un tornado di colori e alcool. 

Anche le famiglie più in vista hanno dei segreti - anzi, forse ne hanno anche più delle altre e si mettono più d'impegno per nasconderli. 
E Charlotte lo scoprirà solo alla fine, solo quando i muri di Julia crolleranno e quando anche lei stessa crollerà - in parte scoprendo la verità e in parte perché la pressione di essere l'unica incaricata della felicità di qualcun altro è troppa da sopportare. 

Charlotte non sempre mi è piaciuta. Subisce talmente tanto il fascino di Julia e dei Buchanan da mollare le sue amiche di prima per stare sempre con lei e tutte le vacanze le trascorre ad Arcadia, in compagnia dei Buchanan. L'impressione è che, se i Buchanan l'hanno in qualche modo adottata - caricandola però di responsabilità e pressioni che non avrebbero dovuto essere sue dal principio - allo stesso modo lei ha adottato loro, praticamente dimenticandosi della sua famiglia. 
Non è neanche questione di soldi o ricchezza, è proprio il bisogno di stare con loro - con i loro fascino, con i loro soprannomi, con la loro eleganza, con la loro coesione che li rende così uniti e incapaci di passare inosservati ovunque vadano. 
Dico tanto, ma forse mi sarei fatta trascinare anche io in quella vita. 

Julia avrebbe dovuto piacermi ancora meno, con il pupazzo che si tira sempre dietro e il suo disordine e il bisogno viscerale di avere Charlotte tutta per sé. 
Eppure in qualche modo l'ho capita di più perché ho già visto ragazze come lei. 
Cerca tutto quello è possibile trovare sulla vita di sua sorella Augustine, di quelle parti in cui lei non è stata testimone - e in questo mi ha ricordato moltissimo Kiri di Wild Awake di Hilary T. Smith. Non solo me l'ha ricordata per questa ricerca spasmodica che a volte diventa il suo unico pensiero, ma anche per i momenti di folle entusiasmo alternati a momenti cupi di silenzio e dolore. 
E mi ha ricordato un po' anche le protagoniste dei romanzi di Courtney Summers, quelle che mettono su una facciata per tenere lontano le persone e nascondere quello che è davvero importante e quelle che hanno comportamenti al limite dell'autodistruttivo per qualcosa che le rode dentro - a volte tutto contemporaneamente. 
E Julia Buchanan ha un po' tutte queste caratteristiche da ragazza Summers, solo un po' sbiadite perché non è lei la protagonista che parla. 

Ho subìto anche io il fascino dei Buchanan, anche se non come lo ha subìto Charlotte. 
Già ne Il Grande Gatsby amavo l'idea di quelle feste perché condividevo qualcosa con Jay Gatsby: quelle feste erano belle, eleganti e piene di vita, ma nascondevano comunque uno scopo. E vorrei viverla anche io una festa così, forse perché anche io avrei un altro scopo nascosto sotto la maschera. 
Ma quelle feste danno l'idea della gioia, della spensieratezza, del "per stasera i problemi non esistono" - danno l'idea della perfezione a cui sogniamo di avvicinarci almeno una volta. Amavo quelle feste nel libro di Fitzgerald e qui l'amtosfera è la stessa: un giardino, ospiti e un molo che si affaccia sull'acqua. 

Charlotte qui ha un po' la parte di Nick, che partecipa ma che sente comunque di non appartenere a quel mondo e Julia - non solo perché fa Buchanan di cognome - ha molto di Daisy per la sua fragilità e il suo scappare via. 

Confesso che, come Charlotte, mi sono anche io un po' innamorata di Sebastian - capace di essere affascinante, ma anche timido e molto goffo. 
Un po' mi vergogno ad ammettere che però sono stata assai influenzata dalle premesse all'inizio del post perché, sebbene le descrizioni fisiche non combaciassero praticamente in nulla, io continuavo ad immaginarmelo con l'aspetto di Sebastian Stan - esattamente con l'aspetto (non il carattere, sia chiaro!) che aveva quando interpretava Carter Baizen in Gossip Girl, quindi capite bene che la cosa non ha aiutato affatto ad impedirmi di sorridere come un'idiota ogni volta che compariva. 

Even in Paradise mi è piaciuto parecchio, ma non solo per le feste che appartengono ad una vita che non è la mia. 
A piacermi è stato il sogno che ha offerto anche se solo per poco tempo, la descrizione di come una famiglia ha reagito al dolore non sempre facendo la cosa giusta, il rapporto di co-dipendenza che alla fine ha portato Charlotte alla decisione di voler scoprire da sola il suo valore e il suo posto nel mondo - seppure con qualche cicatrice in più sul cuore e la consapevolezza che comunque avrebbe rifatto tutto nello stesso modo. 
Charlotte ha amato i Buchanan - Julia forse addirittura più di Sebastian - ma quel senso di costante incertezza e i troppo segreti alla fine sono stati troppo. 

Si parla di crescita, di amicizia, di cambiamento, di affermazione, di dolore, di famiglia.  
È un romanzo a cui ripenserò sempre con un nodo allo stomaco per quel senso di nostalgia e dolcezza mista ad amarezza - quella sensazione che si prova quando si ripensa ad un momento della nostra vita che ci ha segnato, indipendentemente da com'è andata a finire. Leggerlo in estate ha sicuramente contribuito a farmi entrare ancora di più nella storia e ad immergermi nell'atmosfera - un'atmosfera quasi triste, ma non per questo piena di rimpianti. 

Even in Paradise è uno spaccato di vita con un inizio, uno svolgimento e una fine - qualcosa di già accaduto che Charlotte ricorda, racconta e ogni tanto commenta. Voglio credere che se Julia alla fine sia riuscita in qualche modo a dare la spinta a Charlotte per prendere in mano la sua vita, allo stesso modo Charlotte sia riuscita a fare lo stesso per Julia - qualunque cosa porti il loro nuovo inizio.
E sia Julia che Charlotte con i loro sbagli, le loro paure, le loro incertezze, i loro sogni resteranno sempre con me perché questo romanzo è stato capace di attorcigliarmi lo stomaco con quella combinazione unica di nostalgia, malinconia, calore, desiderio e bramosia che si prova nell'adolescenza e che in qualche modo a volte ti resta dentro anche nella vita adulta. 

E questa recensione non è venuta affatto come avrei voluto e mi sembra di non essermi espressa al meglio delle mie capacità per rendervi partecipi di quello che mi ha tramesso questo romanzo. Perché se anche Charlotte e Julia non sono le protagoniste ideali, hanno quelle caratteristiche delle protagoniste che ho amato in altri romanzi e hanno anche qualcosa di me che resta quasi sempre nascosto.