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mercoledì 19 luglio 2017

WWW.. Wednesday! #62

Buon mercoledì a tutti voi, dalla mia stanza che tra un po' dovrebbe subire una bella pitturata di bianco alle pareti - ma siamo ancora indietro con i tempi e quindi io ho continuato a leggere imperterrita. 
Non che io abbia letto cinque libri in tre giorni, sia chiaro - non sono mia madre. 
Però dal momento lavorerò questi due weekend di luglio e poi tutto il mese di agosto dalla zia di mia madre, il tempo inizierà ad essere limitato e quindi voglio portarmi avanti il più possibile con le letture della mia TBR estiva. 

Vediamo a che punto sono? 
SPOILER: indietro, molto indietro.



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Domenica sera ho finito di leggere Even in Paradise di Chelsey Philpot e mi sono lasciata conquistare dall'atmosfera alla Il Grande Gatsby. È un libro che mi ha lasciato addosso una sensazione dolceamara non indifferente. Recensione QUI. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho passato ieri la metà di After di Anna Todd. E niente, alzo gli occhi al cielo ogni mezza pagina perché mi sembrano tutti bipolari. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Se non cedo prima ho intenzione di continuare con la serie, quindi poi passerò a Un cuore in mille pezzi e poi a Come mondi lontani. L'unica cosa è che prevedo una ripetizione ad oltranza delle stesse scene, ma vedremo. 

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E niente, immagino che siate quasi tutti in vacanza ma, per chi è ancora sul web, l'invito a scrivermi nei commenti le vostre letture della settimana oppure a lasciarmi il link dei vostri post è sempre valido.
E se restate ancora nei paraggi per un po', venerdì andrà online un nuovo appuntamento di Strange (Bookish) Things. ;)
Cheers! :)

lunedì 17 luglio 2017

[Recensione] "Even in Paradise" di Chelsey Philpot

Ciò che mi aveva attirata di questo libro in principio - anche se non ricordo dove l'ho visto la prima volta - è l'atmosfera alla Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. 
E sì, tanto per essere frivoli, anche il fatto che il protagonista maschile si chiami Sebastian Buchanan - che suona come un magnifico incrocio di Sebastian Stan e James Buchanan "Bucky" Barnes (interpretato nel MCU proprio da Sebastian Stan). 
Forse in questo momento sembro una fangirl senza cervello, ma tant'è... 

Il libro è già stato tradotto dalla DeAgostini con il titolo Nemmeno in paradiso nel 2015. 


Titolo: Even in Paradise
Autrice: Chelsey Philpot
Data di uscita: 10 maggio 2016
Data di uscita originale: 14 ottobre 2014
Pagine: 384 (copertina flessibile)
Editore: HarperCollins

Trama [tradotta da me]: Quando Julia Buchanan si iscrive alla sua scuola, Charlotte Ryder non immagina che diventerà amica di questa nuova ragazza fuori dall'ordinario. Ma quasi immediatamente Charlotte è attirata nel mondo di Julia - un mondo di incontri a mezzanotte, feste impressionanti e case della vacanze che assomigliano a palazzi. Si ritrova persino ad innamorarsi di un ragazzo che prima non l'avrebbe degnata neanche di una seconda occhiata. Ma Charlotte presto si rende conto che Julia sta ancora soffrendo a causa di una tragedia. Una tragedia che tutta la famiglia Buchanan ha tenuto nascosta... fino a questo momento. 



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Questo libro, alla sua conclusione, mi ha lasciato una sensazione strana da descrivere. Mi ha lasciato una sorta di morsa allo stomaco dolceamara come aveva fatto il film Like Crazy con Anton Yelchin e Felicity Jones - con quella speranza per il lieto fine ma con, in fondo in fondo, quasi la consapevolezza e forse il desiderio per qualcosa di più amaro. 

Tutto inizia quando la protagonista Charlotte salva Julia Buchanan da una punizione esemplare per essere fuori dopo il coprifuoco e addirittura ubriaca fradicia sotto la finestra della sua camera al collegio St. Anne's. 
Di certo Charlotte non si aspettava che Julia la trascinasse nella sua vita senza neanche chiederle il permesso, incuriosita dal lato artistico di Charlie che osserva senza giudicare. E Julia è tanto indipendente e spigliata quanto introversa e bisognosa di attenzioni, restìa a condividere Charlotte con il resto della sua famiglia - considerata quasi l'aristocrazia del Massachusetts grazie al padre ex-senatore, ritiratosi dalla corsa a governatore dopo la morte della sorella di Julia. 
Charlotte vive quindi una vita completamente diversa da quella che aveva prima, costitutita dalla sua quasi adozione da parte del resto della famiglia Buchanan - con i loro nomignoli e ruoli ben specifici in quello che è chiamato "il circo", lo spettacolo che i Grandi Buchanan offrono di fronte al pubblico e feste che fanno da rivali a quelle descritte da Fitzgerald e viste in Gossip Girl in un tornado di colori e alcool. 

Anche le famiglie più in vista hanno dei segreti - anzi, forse ne hanno anche più delle altre e si mettono più d'impegno per nasconderli. 
E Charlotte lo scoprirà solo alla fine, solo quando i muri di Julia crolleranno e quando anche lei stessa crollerà - in parte scoprendo la verità e in parte perché la pressione di essere l'unica incaricata della felicità di qualcun altro è troppa da sopportare. 

Charlotte non sempre mi è piaciuta. Subisce talmente tanto il fascino di Julia e dei Buchanan da mollare le sue amiche di prima per stare sempre con lei e tutte le vacanze le trascorre ad Arcadia, in compagnia dei Buchanan. L'impressione è che, se i Buchanan l'hanno in qualche modo adottata - caricandola però di responsabilità e pressioni che non avrebbero dovuto essere sue dal principio - allo stesso modo lei ha adottato loro, praticamente dimenticandosi della sua famiglia. 
Non è neanche questione di soldi o ricchezza, è proprio il bisogno di stare con loro - con i loro fascino, con i loro soprannomi, con la loro eleganza, con la loro coesione che li rende così uniti e incapaci di passare inosservati ovunque vadano. 
Dico tanto, ma forse mi sarei fatta trascinare anche io in quella vita. 

Julia avrebbe dovuto piacermi ancora meno, con il pupazzo che si tira sempre dietro e il suo disordine e il bisogno viscerale di avere Charlotte tutta per sé. 
Eppure in qualche modo l'ho capita di più perché ho già visto ragazze come lei. 
Cerca tutto quello è possibile trovare sulla vita di sua sorella Augustine, di quelle parti in cui lei non è stata testimone - e in questo mi ha ricordato moltissimo Kiri di Wild Awake di Hilary T. Smith. Non solo me l'ha ricordata per questa ricerca spasmodica che a volte diventa il suo unico pensiero, ma anche per i momenti di folle entusiasmo alternati a momenti cupi di silenzio e dolore. 
E mi ha ricordato un po' anche le protagoniste dei romanzi di Courtney Summers, quelle che mettono su una facciata per tenere lontano le persone e nascondere quello che è davvero importante e quelle che hanno comportamenti al limite dell'autodistruttivo per qualcosa che le rode dentro - a volte tutto contemporaneamente. 
E Julia Buchanan ha un po' tutte queste caratteristiche da ragazza Summers, solo un po' sbiadite perché non è lei la protagonista che parla. 

Ho subìto anche io il fascino dei Buchanan, anche se non come lo ha subìto Charlotte. 
Già ne Il Grande Gatsby amavo l'idea di quelle feste perché condividevo qualcosa con Jay Gatsby: quelle feste erano belle, eleganti e piene di vita, ma nascondevano comunque uno scopo. E vorrei viverla anche io una festa così, forse perché anche io avrei un altro scopo nascosto sotto la maschera. 
Ma quelle feste danno l'idea della gioia, della spensieratezza, del "per stasera i problemi non esistono" - danno l'idea della perfezione a cui sogniamo di avvicinarci almeno una volta. Amavo quelle feste nel libro di Fitzgerald e qui l'amtosfera è la stessa: un giardino, ospiti e un molo che si affaccia sull'acqua. 

Charlotte qui ha un po' la parte di Nick, che partecipa ma che sente comunque di non appartenere a quel mondo e Julia - non solo perché fa Buchanan di cognome - ha molto di Daisy per la sua fragilità e il suo scappare via. 

Confesso che, come Charlotte, mi sono anche io un po' innamorata di Sebastian - capace di essere affascinante, ma anche timido e molto goffo. 
Un po' mi vergogno ad ammettere che però sono stata assai influenzata dalle premesse all'inizio del post perché, sebbene le descrizioni fisiche non combaciassero praticamente in nulla, io continuavo ad immaginarmelo con l'aspetto di Sebastian Stan - esattamente con l'aspetto (non il carattere, sia chiaro!) che aveva quando interpretava Carter Baizen in Gossip Girl, quindi capite bene che la cosa non ha aiutato affatto ad impedirmi di sorridere come un'idiota ogni volta che compariva. 

Even in Paradise mi è piaciuto parecchio, ma non solo per le feste che appartengono ad una vita che non è la mia. 
A piacermi è stato il sogno che ha offerto anche se solo per poco tempo, la descrizione di come una famiglia ha reagito al dolore non sempre facendo la cosa giusta, il rapporto di co-dipendenza che alla fine ha portato Charlotte alla decisione di voler scoprire da sola il suo valore e il suo posto nel mondo - seppure con qualche cicatrice in più sul cuore e la consapevolezza che comunque avrebbe rifatto tutto nello stesso modo. 
Charlotte ha amato i Buchanan - Julia forse addirittura più di Sebastian - ma quel senso di costante incertezza e i troppo segreti alla fine sono stati troppo. 

Si parla di crescita, di amicizia, di cambiamento, di affermazione, di dolore, di famiglia.  
È un romanzo a cui ripenserò sempre con un nodo allo stomaco per quel senso di nostalgia e dolcezza mista ad amarezza - quella sensazione che si prova quando si ripensa ad un momento della nostra vita che ci ha segnato, indipendentemente da com'è andata a finire. Leggerlo in estate ha sicuramente contribuito a farmi entrare ancora di più nella storia e ad immergermi nell'atmosfera - un'atmosfera quasi triste, ma non per questo piena di rimpianti. 

Even in Paradise è uno spaccato di vita con un inizio, uno svolgimento e una fine - qualcosa di già accaduto che Charlotte ricorda, racconta e ogni tanto commenta. Voglio credere che se Julia alla fine sia riuscita in qualche modo a dare la spinta a Charlotte per prendere in mano la sua vita, allo stesso modo Charlotte sia riuscita a fare lo stesso per Julia - qualunque cosa porti il loro nuovo inizio.
E sia Julia che Charlotte con i loro sbagli, le loro paure, le loro incertezze, i loro sogni resteranno sempre con me perché questo romanzo è stato capace di attorcigliarmi lo stomaco con quella combinazione unica di nostalgia, malinconia, calore, desiderio e bramosia che si prova nell'adolescenza e che in qualche modo a volte ti resta dentro anche nella vita adulta. 

E questa recensione non è venuta affatto come avrei voluto e mi sembra di non essermi espressa al meglio delle mie capacità per rendervi partecipi di quello che mi ha tramesso questo romanzo. Perché se anche Charlotte e Julia non sono le protagoniste ideali, hanno quelle caratteristiche delle protagoniste che ho amato in altri romanzi e hanno anche qualcosa di me che resta quasi sempre nascosto.


mercoledì 12 luglio 2017

WWW.. Wednesday! #61

Sono giorni un po' caotici questi, in cui il tempo per leggere scarseggia. 
Ho iniziato un libro domenica, ma in questi ultimi due giorni ho letto davvero pochissimo - lunedì addirittura non ho letto neanche una parola. 
 
È che la settimana prossima dobbiamo dare il bianco in casa e sembra di essere nel bel mezzo di un trasloco - voi non avete la minima idea di quanti libri ho dovuto inscatolare. 

Vediamo però cos'ho fatto da mercoledì scorso fino ad oggi?



WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Brooklyn di Colm Tóibín era in lettura la settimana scorsa e l'ho finito anche prima di quanto mi aspettassi. Sebbene la protagonista mi sia sembrata un po' incolore e io non abbia condiviso molte delle sue scelte, il libro mi è comunque piaciuto tanto e tra qualche tempo metterò le mani anche sul film. Recensione QUI. 
Fuori programma perché è davvero breve, leggero e sottile - e io mi ero appena data lo smalto sulle unghie - ho letto È nata una star? di Nick Hornby, autore che io amo. Il film italiano che ne è stato tratto non l'ho visto, ma conoscevo la storia e nel leggerla ho riso come un cretina. Non ho scritto una recensione, ma ne ho parlato QUI. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)

 
Ho iniziato domenica Even in Paradise di Chelsey Philpot - già tradotto in italiano dalla DeAgostini con il titolo Nemmeno in paradiso. Come vi dicevo sopra, causa apparente trasloco di quasi tutti i miei libri dovuto alla prossima imbiancata dei muri, non ho avuto molto tempo quindi non sono nemmeno ad un quarto del libro e non ho ancora nemmeno inquadrato i personaggi. Sebastian l'ho visto per tipo due pagine al momento. E visto quello che mi aspetta la settimana prossima, devo mettere mano alla lista trash di recuperi estivi. Il che mi porta a...



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Sì, ci vedete bene, si tratta di After di Anna Todd. E se avete delle espressioni stupite sui vostri volti - per la mia scelta, per il genere, per il fatto che non è da me - credetemi, ho anche io quella stessa vostra espressione. Ma sono settimane difficili e ho bisogno di qualcosa di poco impegnativo perché immagino che sarò esausta, quindi via di trash - sempre se i personaggi non mi faranno uscire fuori dai gangheri.

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E siamo giunti alla fine... sempre se nel frattempo non siete svenuti per il mio WWW Future. Al massimo ci faremo una risata tutti insieme e ne ho sentite di cotte e di crude a proposito, quindi voglio leggere con i miei occhi. 
Comunque! 
L'invito è sempre quello di lasciarmi scritto nei commenti le vostre letture oppure il link del vostro post e tra uno scatolone e l'altro passo da voi! 
E stasera vado a vedere Spider-Man: Homecoming - come sono contenta! 
Cheers! :)

martedì 11 luglio 2017

Teaser Tuesday #13 | "Even in Paradise" di Chelsey Philpot

Ieri non ho letto neanche una singola parola - proprio non ho avuto tempo in primis e neanche la forza dopo, quindi sono ancora all'inizio del libro. 

Però un piccolo teaser tradotto da me c'è lo stesso.  

Teaser Tuesday è una rubrica del martedì ideata dal blog Should be Reading con lo scopo di condividere con voi lettori uno spezzone di un libro che abbiamo attualmente in lettura.

1. Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso
2. Condividi un breve estratto da quella pagina
3. Attenzione a non fare spoiler!
4. Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto.


"Julia," dissi, guardando in ogni fila prima di arrivare sul davanti. Non c'era. 
"Pssst." Sebbene Julia potesse aver avuto l'intenzione di sussurrare, il suono vibrò nello spazio immenso. "Di qua."
Rilasciai un respiro che non mi ero accorta di trattenere. Lei c'era. 
"Julia?" Mi voltai e camminai verso la fine della prima fila di panche, chinandomi per far scorrere le dita sul sedile lucido per abitudine. Il legno sembrava la superficie di uno specchio sotto le mie dita. 
"Fuochino," mi chiamò. "Fuochino. Fuocherello. Fuoco."
Arrivata al grande pilastro alla fine della fila, girai a destra e iniziai a muovermi verso le scale del seminterrato. 
"Acqua. Sempre più acqua. Tanta acqua."
Tornai indietro alla prima fila. "Sai," dissi, "tutto questo sarebbe molto più veloce se solo mi dicessi dove sei."

(Chelsey Philpot - Even in Paradise)