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mercoledì 20 gennaio 2021

WWW.. Wednesday! #225

E niente, a me una singola settimana di gennaio sembra durarne tre. 
Seriamente, da quanto caspita è iniziato questo mese?!
 
E nel frattempo fa un freddo cane e da me ieri c'era una nebbia che a momenti pure ad uscire dalla porta di casa mi sembrava di essere a Silent Hill - e no, no, assolutamente no, pessima idea nominare Silent Hill che poi mi torna in mente il film e faccio gli incubi.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)

 
A proposito di incubi, ho terminato This Is Not a Ghost Story di Andrea Portes, i cui momenti più terrificanti in realtà sono stati smorzati dall'umorismo nero della protagonista Daffodil. Mi è piaciuto più di quanto mi sarei aspettata e il merito va anche a Lauren Ezzo, la narratrice di questo libro che è stata assolutamente straordinaria. Recensione QUI.
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Mi mancano tre ore e mezza per finire Teen Killers Club di Lily Sparks e, anche se effettivamente me lo aspettavo un po' sulla scia di Dieci Piccoli Indiani come sembrava suggerire la trama, mi sta piacendo proprio tanto. Invece quella parte è stata breve e poco consistente perché c'è altro in gioco - compreso un triangolo che spero ora sia finito perché ehi, chi l'avrebbe mai che avrei finito per shippare la protagonista con un probabile psicopatico. Non che lì ci sia qualcuno di santo, eh... così, per dire. Conto di finirlo oggi e sono incredibilmente curiosa di scoprire come si concluderà. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Prima ci daremo al romanticismo con Chasing Lucky di Jenn Bennett, autrice che ho già letto poco più di un anno fa con Alex, Approximately e poi uscirò dalla mia comfort zone con il fantasy Master of One di Jaida Jones & Dani Bennett - negli ultimi tempi ne ho sentito parlare spessissimo. 
 
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Per il resto, direi che novità non ne ho - sono sempre impossibilita a vedere una delle mie amiche causa comune diverso, ho convinto mia madre a vedere Hamilton e ha accettato di vederlo un'altra volta più avanti, il nuovo album degli You Me At Six mi piace tantissimo. 
Ah, vero: tutto questo non c'entra niente con i libri. E vabbè... usciamo un po' dagli schemi oggi e facciamo che mi raccontate un po' quello che vi pare. I libri non sono bannati, eh - non sia mai. Solo che, se vi va, potete anche dirmi cosa state ascoltando o guardando questa settimana - questo gennaio dovrà finire ad un certo punto. 

lunedì 18 gennaio 2021

[Recensione] "This Is Not a Ghost Story" di Andrea Portes

Come potete vedere, non sono morta di crepacuore - anzi, nonostante la pelle d'oca di alcuni momenti, mi sono proprio divertita.


Titolo: This Is Not a Ghost Story
Autrice: Andrea Portes
Data di uscita: 17 novembre 2020
Durata: 6H (Storytel Edition)
Editore: HarperTeen
Link Amazon: https://amzn.to/35A7enc

Trama [tradotta da me]: Non sono la benvenuta. In qualche modo lo so. Qualcosa non mi vuole qui.

Daffodil Franklin ha dei piani per un'estate tranquilla prima del suo primo anno al college e, fortunatamente, ha trovato un lavoro che può darle proprio quello che cerca: badare alla villa di una coppia facoltosa.

Ma mentre l'estate avanza e le ombre si allungano, Daffodil comincia a capire che la villa è più di quello che sembra. La casa spaziosa sembra chiudersi su di lei e mentre percorre la lunga strada che porta in paese, sente degli occhi addosso per tutto il tragitto e qualcosa che la tira indietro verso di essa.

Quello che Daffodil non ha ancora capito è che il suo lavoro richiede un caro prezzo. La casa ha un risentimento di vecchia data che necessita di essere sistemato . . . e Daffodil è la chiave per farlo. 

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Dopo quindici anni di Supernatural penserete che io ormai mi sia fatta le ossa, ma in realtà erano proprio le puntate con le case infestate a mettermi più ansia - così come la prima stagione di American Horror Story, Murder House. 
Non c'è niente che faccia venire gli incubi come non sentirsi al sicuro in casa propria. 


Diretta al college, quando il treno su cui si trova Daffodil si ferma alla stazione di Scarlett Mills - piena di petunie e sì, di narcisi, proprio come il suo nome - lei scende, convinta che sia un segno e di essere arrivata. 
Scopre presto che non è la sua fermata però, nonostante questo e visto che comunque era nei piani trovarsi un lavoro per potersi pagare il costoso college di Bryn Mawr, Daffodil decide di passare l'estate a Scarlett Mills e trova lavoro presso la casa di un professore - lui deve raggiungere la moglie su un'isola e a lei spetterà il compito di custodire la villa e sorvegliare gli operai che devono costruire una casa per gli ospiti sul retro. 

A Daffodil non dispiace l'idea di passare l'estate da sola - anzi, era proprio quello a cui aspirava, dal momento che soffre di ansia sociale e si trova particolarmente a disagio con gli uomini tra i venticinque e i quarant'anni di età. Ma non è solo quello - e non è solo il college - che l'ha spinta a lasciare il Nebraska: c'è la cosa che non può essere nominata, l'evento che non può essere ricordato e che non può uscire dalla scatola in cui l'ha rinchiuso per poi essere spinto in un angolo della sua mente. Quindi non importa ciò che porterà l'estate con sé: lei non può permettersi di tornare in Nebraska. 

Ma più passano i giorni e più è difficile mantenere quella promessa: di notte fuori dalla casa si sentono strani rumori, tra le mura della villa accadono cose che razionalmente non dovrebbero succedere, la signora che sta in fondo alla strada entra sempre a suo piacimento e gli operai in teoria lavorano, ma sinceramente a Daffodil sembra che la fossa per le fondamenta sia sempre uguale e che il capo cantiere sia un po' troppo invadente.

Qualcosa - o qualcuno - non la vuole in quella casa e, come se non bastasse, c'è sempre la cosa che non deve essere nominata che minaccia di uscire fuori dalla sua scatola. 


Potete fare tutte le ipotesi che volete - io ne ho formulate a decine e non ci ho preso neanche una volta e manco per sbaglio, proprio cominciando con la prima cantonata che ho preso riguardo alla cosa che non deve essere nominata. 

Daffodil mi è piaciuta tantissimo - tutto il libro è narrato secondo un flusso di coscienza e lei rompe quasi sempre la quarta parete, rivolgendosi al lettore per raccontargli la sua storia e coinvolgerlo nella sua vita. Le cose da pelle d'oca non mancano, ma Daffodil è anche incredibilmente sarcastica, autocritica e autoironica, dotata di un senso dell'umorismo nero che in realtà, pure in alcuni momenti da brividi, mi sono ritrovata a ridere. E lo so che è tremendamente poco realistico essere sarcastici di fronte a cose per cui io sarei morta molto prima di crepacuore assistendo a quello che succede a lei, ma Daffodil cerca sembra di combattere tutto con l'analisi e con la logica - e quando queste non funzionano, il suo cervello vede comunque quello che vuole vedere e lei si rifugia sotto le coperte aspettando il mattino. 
Non riesco a spiegarlo bene, ma giuro che anche nel terrore del momento - sia suo che mio - c'era da mettersi in qualche modo a ridere per come ti presentava le cose. Il fatto che lei si rivolga al lettore, che ricorra all'autoironia e all'umorismo nero proprio nei momenti cruciali aiuta a stemperare il terrore - quindi se siete tipi che ve la fate sotto (come me), questo è il metodo ideale per ascoltare storie che parlano di case infestate.

Daffodil è chiaramente traumatizzata da qualcosa accaduto nel suo passato, qualcosa da cui sta scappando e che non vuole affrontare - badare tutta sola ad una villa per tutta l'estate è il suo modo di processare l'accaduto. 
Più volte ho creduto di aver capito cosa fosse successo e tutte le volte mi sono sbagliata - ed è un percorso tortuoso quello che porta noi e Daffodil a scoprire il passato mentre si racconta un po' alla volta per tutta la durata del libro.

E il finale proprio non me l'aspettavo. 

Se Daffodil e questo libro mi sono piaciuti così tanto il merito va anche a Lauren Ezzo, la narratrice di questo libro - sul serio, la migliore che io abbia mai ascoltato in tutta la mia esperienza con Storytel. Cambiava continuamente il tono di voce - ne aveva uno per tutti i momenti di gioia, di confusione, di panico, di terrore paralizzante, di felicità, di sorpresa; ti faceva immergere completamente nell'atmosfera come se fossi lì con Daffodil. E i suoni onomatopeici, gente - mai sentito niente di così realistico e/o inquietante. Per non parlare degli infarti che mi prendevano anche solo grazie alla sua voce, quando Daffodil entrava in una spirale discendente di panico e la voce diventava sempre più acuta o grave, ma comunque concitata al punto che mancava persino a me il fiato. 

Ci sarebbero diversi content e trigger warning in questo libro, ma anche solo nominarne un paio sarebbe spoiler - perciò, in caso di lettura, dovreste fare un atto di fede. 
 

mercoledì 13 gennaio 2021

WWW.. Wednesday! #224

Io non so come gennaio abbia la capacità di durare tre mesi in soli 31 giorni - cioè, ma ci pensate che è passata solo UNA SETTIMANA dall'Epifania?! 
Cioè, io una settimana fa avevo ancora l'albero di Natale addobbato e stavo aprendo i regali della Befana e... e... e boh, io non lo so, non capisco. Sembra passata un'eternità. 
 
Mah, nella mia incredulità e nel mio scetticismo vediamo un po' di andare avanti.


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Gente, sono stupita quanto voi - ve l'ho detto questa settimana in realtà ne è durata due.
Il primo libro del 2021 è stato What If It's Us di Becky Albertalli & Adam Silvera (che trovate anche in italiano con il titolo Può succedere anche a noi?) e come sono contenta di aver iniziato l'anno con una lettura a cinque stelle. Mi è piaciuto davvero tanto - saranno stati anche tutti i riferimenti ad Hamilton? - e sono stata ancora più felice nello scoprire che è previsto un sequel per questo autunno. Recensione QUI.
Ho poi recuperato una eARC che avevo lasciato indietro l'anno scorso - trattasi di How to Quit Your Crush di Amy Fellner Dominy. Confesso che mi aspettavo di trovare più scene divertenti ed esilaranti, ma è stato comunque carino e la chimica tra i due protagonisti è davvero buona - però ho comunque preferito nettamente Anthony a Mai. Recensione QUI.
Ed infine è qui che i miei buoni propositi dell'anno vanno a farsi friggere perché ho cominciato i due mesi gratuiti su Storytel - che poi lui e la Vodafone devono smettere di fare offerte e promozioni solo per i nuovi account, ormai ho usato tutti e cinque i miei indirizzi email esistenti. CINQUE! Comunque ho cominciato l'ascolto con I Hate You, Fuller James di Kelly Anne Blount, un libro che mi era stato negato l'anno scorso su NetGalley e che ho finito nel giro di un giorno e mezzo. La recensione è già scritta e siccome venerdì andrà online il Singing the Book - che surprise, surprise! devo ancora scrivere - ditemi se la volete leggere già domani oppure sabato. 
 
 
 
What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)
 

Ancora nulla - nisba, nada. Aggiunto sulla base dell'ispirazione perché mi andava qualcosa che mi desse dei brividi, comincerò oggi l'ascolto di This Is Not a Ghost Story di Andrea Portes - tra i tag su Goodreads c'è paranormal, supernatural, ghosts, thriller e horror. Io ho sempre queste belle pensate, poi finisco per morire di crepacuore. 
 
 
 
What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)
 

Non lo so, è assai probabile che torni al romance young adult per riprendermi dal crepacuore - ho aggiunto più roba al catalogo di quella che riuscirò effettivamente ad ascoltare in due mesi.
 
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Il secondo appuntamento del WWW dell'anno - solo il secondo?! - si conclude qui: ditemi se anche voi vi sentite più invecchiati in quest'ultima settimana che in tutto il resto dell'anno (scorso, ovviamente).
Nel frattempo io non è che abbia granché da fare visto che ho dovuto annullare alcune cose - l'arancione è un colore che mi sta malissimo, ma ahimè sembra che dovremo indossarlo per tutto il mese. 
Raccontatemi le vostre letture qui sotto oppure lasciatemi il link del vostro post - tra la paura della mia stessa ombra che sicuramente mi verrà e un rannicchiamento sotto le coperte facendo attenzione che non sporga niente (né un piede, né un orecchio), alla prima occasione passo a rispondere e/o a ricambiare la visita. E non dimenticatevi di dirmi quando volete la recensione, se domani o sabato!