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venerdì 16 giugno 2017

Il fascino del gentiluomo: Heathcliff - "Cime Tempestose" di Emily Brontë

Oggi tocca a me parlarvi di uno dei personaggi maschili che ha segnato la letteratura e se sono qui oggi a farlo è per merito di Susy del blog I miei magici mondi - che ringrazio per avermi coinvolta. Oltretutto questo progetto mi ha anche dato l'opportunità di leggere un classico che era mia intenzione recuperare da molto tempo e la cui recensione, se ve la siete persa, la trovate QUI. 

Ma non siamo qui oggi per parlare di Cime Tempestose in generale, bensì del suo tormentato, oscuro e scontroso protagonista maschile: Heathcliff.




Credo sia doveroso precisare una cosa: a mio modesto e umile parere, Heathcliff NON è affatto un gentiluomo. Come avrete già avuto modo di intuire se avete letto la mia recensione, ho detestato Heathcliff con tutto il cuore. 


Facciamo la sua conoscenza quando il signor Earnshaw torna a casa dai suoi figli dopo un viaggio di lavoro da Liverpool accompagnato da un ragazzetto che ha tutta l'aria dello zingaro: è povero, orfano, di origini sconosciute e il signor Earnshaw non se l'è sentita di lasciarlo là in balia di se stesso. 
Questo ragazzetto viene chiamato Heathcliff, come un figlio che i coniugi Earnshaw avevano perso anni prima ma questi non viene affatto visto come un fratello, anzi - quando i due fratelli Earnshaw scoprono che per portare a casa Heathcliff il padre ha perso o rotto i regali che aveva preso loro, Hindley gli dedica subito il suo odio e Catherine gli sputa addosso. Persino Ellen Dean, domestica a servizio a Wuthering Heights e futura governante, lo lascia a dormire in corridoio negandogli un letto. 

Dovremmo provare pena per Heathcliff, vero? Già, dovremmo. 
Peccato che Heathcliff non renda per niente le cose facili al lettore e non è perché sin dalla sua prima apparizione viene descritto come uno zingaro, cupo e con occhi malevoli e un aspetto demoniaco - anche il suo carattere si rivela nero come il suo aspetto. 
Avendo dalla sua parte il favoritismo del padrone, Heathcliff si prende le libertà che vuole e con Hindley sarà sempre uno scontro senza fine, con il primo che minaccia di riferire tutto al signor Earnshaw se Hindley non gli cede quello che vuole o se lo picchia e con il secondo che non vede l'ora di essere lui il padrone per fargliela pagare. 
Il loro è odio che genera altro odio e così fino alla fine. 

Con Catherine, dopo quella scaramuccia iniziale, nasce qualcosa di profondo e indissolubile. Sono anime affini, selvagge, dove va uno l'altro lo segue, si perdono nella brughiera e se ne fregano delle conseguenze. 
Una volta ho letto una frase tratta da un libro (che però non possiedo) e che, più o meno, dice che l'amore a prima vista dovrebbe farti fuggire perché si tratta delle parti oscure dentro di te che riconoscono le parti oscure dentro l'altro. Credo che sia perfettamente azzeccata nel caso di Catherine e Heathcliff, hanno tutti e due un carattere egoista e arrogante e una visione che non va oltre loro stessi. 
La loro vita continua così, fianco a fianco, incuranti del basso rango di lui anche quando Hindley lo relega alla stregua di un domestico negandogli l'istruzione a cui prima aveva accesso. Non basterebbe questo a tenerli separati, se non fosse che poco tempo dopo Catherine conosce i Linton e rimane in qualche modo affascinata dalla vita aristocratica, con la sciocca convinzione che sposando Edgar possa aiutare Heathcliff ad elevare la sua posizione tramite i soldi del marito. 

Heathcliff sparisce per due anni, torna con un aspetto più signorile e con più soldi, ma anche più violento e spietato di prima. 
La sua missione è vendicarsi dei Linton per avergli portato via Catherine - anche se, a mio parere, Catherine ha fatto tutto da sola. 

Heathcliff si vede privato della sua anima quando Catherine muore e prega che il fantasma di lei venga a tormentarlo pur di vederla. Anela il momento in cui saranno di nuovo riuniti, ma questo non gli impedisce di portare a compimento il suo piano di distruzione di due famiglie. 

Heathcliff viene spesso paragonato ad una bestia e ad un demone per il suo aspetto e per i suoi modi. È crudele, calcolatore, convinto di non commettere alcun male perché dal suo punto di vista sta solo riparando ad un torto subito. La sua è una vendetta a 360 gradi perché non si accontenta di far soffrire, lui vuole proprio annientare i Linton e gli Earnshaw senza pietà per nessuno. 
Si impossessa delle terre di Hindley e costringe suo figlio Hareton a condurre una vita simile a quella che ha vissuto lui, negandogli istruzione e dignità e intrappolandolo in quella che è una vera e propria sindrome di Stoccolma. 
Sposa Isabella Linton per fare un dispetto ad Edgar e poi è violento con lei perché è una Linton e ne ha tutto l'aspetto. Se ne frega del figlio che ha con lei fino a quando questo non gli può tornare utile per spogliare Edgar Linton di tutto quello che possiede: sua figlia Catherine e Thrushcross Grange.  
Il giovane Linton Heathcliff è un ragazzetto malaticcio, disprezzato dal suo stesso padre perché non gli assomiglia affatto ma costretto a restare in vita fino a quando il piano di Heathcliff non sarà compiuto. Ed è proprio qui che Heathcliff dà il peggio di sé, arrivando persino a picchiare e terrorizzare Catherine Linton pur di ottenere ciò che vuole. 
Odia con una ferocia cieca Catherine, Hareton e Linton perché oltre a vedere in loro tutto ciò che le due famiglie gli hanno portato via, nei primi due vede anche lei e da una parte non li può guardare, ma dall'altra impedisce loro di andarsene. 

Heathcliff è crudele, vendicativo, violento e arriva persino a picchiare ragazzine e animali - è un mostro che compie azioni assolutamente abberranti. 
La natura di quello che prova per Catherine diventa ossessione, diventa pazzia, diventa qualcosa che terrorizza. Non saprei dire se Heathcliff sia nato così o se l'essere dovuto sopravvivere a Liverpool da solo e l'essersi visto negato l'accoglienza appena arrivato a Wuthering Heights l'abbiano spinto a diventare così malvagio. Ma una volta stabilito un contatto con Catherine sono rimasti sempre e solo loro due, completamente chiusi a tutte le altre persone e quindi negando - e negandosi - la possibilità di amare ed essere amati da qualcun altro. 

Heathcliff è un antieroe e se mi permettete di intrattenervi ancora un po' con questo post, vi spiego perché ci sono antieroi che in qualche modo mi piacciono e altri che detesto con tutto il cuore.  

Se bazzicate qui da un po', allora saprete che Una folle passione di Ron Rash è uno dei miei libri preferiti. La sua protagonista, Serena Pemberton, è un'antieroina e io sono rimasta sinceramente affascinata da lei. Anche lei è spietata, anche lei commette nefandezze e ne commissiona altre al suo sottoposto, ma nel suo caso è tutta una questione di potere e ambizione. 
Lo stesso dicasi per Francis Urquhart di House of Cards di Michael Dobbs (Frank Underwood nella versione televisiva americana) - in politica a quanto pare tutto è lecito e ci si spinge fino all'impossibile pur di ottenere quello che si vuole. 
Loro sono antieroi, spietati e ambiziosi e bramosi di potere - però mi piacciono. Sono calcolatori, ma la loro non è esattamente crudeltà - è più un'indifferenza verso chi ritengono un ostacolo sul loro cammino. Magari è premeditata, ma la vedono come un rischio necessario. 

Un altro antieroe che mi piace - e dovreste saperlo se frequentate il mio blog da un po' - è Slade Wilson dell'universo di Arrow. Con lui la questione è già diversa perché lui sì, mira alla vendetta nei confronti di Oliver e se seguite il telefilm sapete quello che ha fatto a sua madre. E non so se sia la sindrome da crocerossina insita in ogni donna che crede di poter redimere un uomo, ma ripenso al primo Slade Wilson quando era ancora un amico e un alleato e un padre prima che il Mirakuru agisse sulla sua personalità dopo la morte della donna che amava. 
Anche Slade Wilson brama vendetta nei confronti di Oliver, lo vuole vedere soffrire facendo del male a chi ama ma, per quanto possa sembrare paradossale, la sua vendetta è in qualche modo "circoscritta" al solo Oliver - non ha brame di onnipotenza. È crudele, ma in modo mirato. 
Chi invece è crudele in maniera indiscriminata è il Damien Darhk della quarta stagione e lui sì che l'odiato profondamente perché così bramoso di potere da arrivare a progettare un intero genocidio, scegliendo di proteggere solo persone che l'hanno pagato profumatamente o che sarebbero potute tornargli utili. 

Tornando nell'ambito della letteratura e sempre in tema di paradosso, non ho odiato Voldemort neanche un decimo di quanto ho odiato Heathcliff. Voldemort lo vedo un po' alla stregua di Serena Pemberton e Francis Urquhart: persegue i suoi scopi e tutti gli altri sono "effetti collaterali". 
Dolores Umbridge, lei sì che è tutta un'altra storia - lei sì che è crudele in maniera indiscriminata, tanto che ancora mi prudono le mani se ripenso alla voglia che avevo di scagliare il libro fuori dalla finestra per la rabbia. 

Voi potreste dire che allora dovrei odiare un serial killer sociopatico come Dexter Morgan, ma a Dexter è stata insegnata una sorta di morale. È vero che a lui piace uccidere, ma ha imparato ad incanalare i suoi istinti. 
Chi sto odiando immensamente in questo momento è il personaggio di Chris in Fear The Walking Dead. Il figlio di Travis l'ho sempre trovato irritante, un ragazzino viziato che tiene sempre il broncio, ma in questa seconda stagione che sto finendo di guardare si è messo ad uccidere indiscriminatamente - che siano zombies o esseri umani non importa. Gli piace uccidere ed è crudele nel farlo. E io ad ogni episodio spero ardentemente e con tutta me stessa che uno zombie lo morda così ci liberiamo di lui. 

Ci sono poi quegli antieroi - o villains che dir si voglia - che sono una via di mezzo tra Serena Pemberton e Dexter Morgan. Penso a Moriarty oppure allo Sciacallo della trilogia di Red Rising di Pierce Brown - personaggi con una morale tutta loro o addirittura privi di essa, calcolatori e autori di alcune crudeltà che sono comunque affascinanti da osservare e conoscere perché hanno qualcosa nel carisma o perché in fondo anche loro hanno uno scopo da raggiungere. Come sempre, gli altri sono "effetti collaterali".

Ci sono quindi antieroi che mi piacciono - non dico che arriverei ad amarli, ma sono affascinanti da osservare alle prese con il loro grado di crudeltà. 
Ci sono poi quelli come Chris di Fear The Walking Dead, Dolores Umbridge di Harry Potter e Heathcliff di Cime Tempestose che non mostrano alcun rimorso, privi di una qualsiasi coscienza e rispetto per la vita umana che godono del male che causano. 

Heathcliff non si accontenta di vendicarsi del "rivale" che gli ha portato via Catherine - però, ribadisco, Catherine ha fatto tutto da sola - ma il suo scopo è letteralmente annientare due famiglie, sfogandosi persino sui discendenti in una sorta di faida di cui lui è l'unico autore, burattinaio e partecipante.
È autore di atti di crudeltà indiscriminata che prima forse si potevano anche giustificare come ribellioni di un bambino a cui è stato negato l'affetto, ma che di fatto poi non si possono più condonare perché la maturazione emotiva non arriva. Non si pente di nulla e non prova nulla se questo non ha a che fare con Catherine direttamente o indirettamente. Heathcliff è malvagio e senza alcuna coscienza, ma se prima lo disprezzavo, nel momento in cui ha poi orgogliosamente ammesso quello che ha fatto alla cagnetta di Isabella Linton ho cominciato ad odiarlo. E da lì non ho più smesso. 

Paradossalmente, ritengo più gentiluomo il "rivale" di Heathcliff - Edgar Linton. 
Da bambino forse era un signorino ricco e viziato, che non aveva mai visto una realtà diversa da quella della sua casa a Thrushcross Grange perché non ci aveva mai messo piede fuori, ma amava sinceramente Catherine Earnshaw e per amor suo è stato tollerante nei confronti di Heathcliff. In seguito, pur con dolore e riluttanza, ha accettato le scelte di sua sorella. È stato pronto al perdono, è stato un padre affettuoso e proprio in virtù del suo status di padre ha rinunciato ad occuparsi del nipote quando Heathcliff ha reclamato suo figlio per sé. Forse ha peccato anche di codardia - cosa che Heathcliff non smetteva mai di rinfacciargli - ma, onestamente, chi si sarebbe messo contro un uomo spaventoso come il nuovo padrone di Wuthering Heights?

Non riesco a definire la storia tra Catherine e Heathcliff esattamente d'amore - credo sia qualcosa di più viscerale, qualcosa che scorre talmente in profondità che l'ambiente, l'epoca e le circostanze in cui sono vissuti hanno forse avvelenato. Quello che è certo è che per loro era qualcosa di puro e che nessuno capiva, un'ossessione di due anime tormentate e divise che chi li circondava non vedeva di buon occhio.
E per quanto potesse sembrare puro ai suoi occhi, è innegabile che tutto quello che Heathcliff ha fatto per amore di Catherine - ma anche di se stesso - ha lasciato una scia di dolore e sofferenza, ma anche di rinascita a dispetto dei suoi propositi.

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La mia tappa finisce qui, ma prima di concludere vi faccio un riepilogo di quello che vi siete persi - se ve lo siete persi - e di quello che verrà. 



I miei magici mondi - Presentazione
La spacciatrice di libri - Fitzwilliam Darcy
Gli Alberi da Libri - Frederick Wentworth
Romance e altri rimedi - John Thornton

E non perdetevi domani il post di Annamaria del blog La contessa rampante dedicato a Edward Rochester di Jane Eyre!

mercoledì 14 giugno 2017

WWW.. Wednesday! #57

Inizia a fare caldo, caldo, caaaaldo anche qui da me.
Perlomeno durante il giorno perché io la notte dormo ancora il pigiama leggero lungo dato che mi viene freddo. E a volte mi copro pure con il lenzuolo.

Ma a parte gli sbalzi di temperatura corporea e i centomila telefilm che un po' finiscono e un po' iniziano, il ritmo delle mie letture sembra essere costante.
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)



La prima lettura conclusa è stata Cime Tempestose di Emily Brontë. Se avete seguito i vari aggiornamenti, sapete che è stata una lettura che ha messo alla prova i miei nervi e penso che non riuscirò mai a stabilire se il piatto della bilancia pende verso l'odio oppure verso l'amore. Recensione QUI. 
La seconda lettura conclusa lunedì è stata DJ Rising di Love Maia - un libro che ho amato e che mi ha fatto piangere, un libro che è stata una perfetta combinazione di tre elementi che ho amato in altrettanti libri. Recensione QUI. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Sto leggendo Il libro di Julian di R.J. Palacio, il primo companion di Wonder. Ammetto che è un po' difficile leggere la storia vista dagli occhi del bullo della situazione, ma sono curiosa di andare avanti. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Come vi avevo poi accennato nel WWW precedente, proseguirò con i due successivi companion di Wonder per completare la serie: Il libro di Christopher e Il libro di Charlotte di R.J. Palacio. 

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Un WWW molto breve, me ne rendo conto. Sono stata meno logorroica del solito. 
Ma se temete che abbia esaurito le parole, non abbiate paura: le sto conservando tutte per la mia tappa di venerdì dedicata al personaggio di Heathcliff e mi aspetto che seguiate in parecchi il progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi. 
Detto questo, vi invito come sempre a scrivermi nei commenti com'è andata la vostra settimana di letture oppure a lasciarmi il link dei vostri post - appena mi è possibile passo a ricambiare! 
Cheers! :)

venerdì 9 giugno 2017

[Recensione] "Cime Tempestose" di Emily Brontë

Dicono che questo romanzo o lo si ama o lo si odia. 
E se io mi trovassi nel mezzo, in bilico tra uno e l'altro?

Ammetto che ero indecisa se scrivere o meno la recensione perché pensavo che ne avrei parlato durante la mia tappa del progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi. 
Poi mi sono resa conto che sarei andata pesantemente fuori tema e che avrei scritto un papiro e mezzo perché, nonostante io ancora non sappia dire se mi sia piaciuto oppure no, Cime Tempestose ha smosso una tempesta violenta - perdonatemi l'uso forse infelice della parola - di sentimenti ed emozioni contrastanti dentro di me. 

Ah, e considerando che di norma non sono in grado di scrivere una recensione degna di questo nome per un romanzo "normale" o contemporaneo, non mi assumo nessuna responsabilità per la mia incapacità di recensire un classico perché questa recensione è tutta "di pancia".


Titolo: Cime Tempestose
Titolo originale: Wuthering Heights
Autrice: Emily Brontë
Data di uscita: maggio 2012
Data di uscita originale: 5 settembre 1847
Pagine: 428 (copertina flessibile)
Editore: Feltrinelli

Trama [presa da un'altra edizione]: Per Heathcliff e Catherine la gioia più grande è fuggire nella brughiera e restarci tutto il giorno. Sono spiriti liberi, selvaggi, ribelli. A loro non importa delle convenzioni sociali, di cosa pensano gli altri nel vedere insieme lui, semplice stalliere, e lei, ragazza di buona famiglia. Si piacciono, si amano. Almeno fino a quando non entra in scena Edgar: bello, ricco e raffinato. E' così che il cuore di Catherine si spacca: da un lato la passione divorante per Heathcliff, sua anima gemella; dall'altro l'attrazione per Edgar e le lusinghe di una vita aristocratica. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, così potente da sconfiggere la morte.


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Non ero digiuna di Cime Tempestose prima di iniziare a leggere il romanzo e recuperare quindi uno dei classici che andrebbero letti almeno una volta nella vita. 

Il mio primo incontro con Cime Tempestose - salvo forse qualche sentito dire negli anni delle medie appena scoperta Jane Austen e gli altri classici in generale - è stato tardivo e risale all'ultimo quadrimestre di quinta liceo prima del diploma nel 2008. 
Come vi avevo già raccontato in Books About: io, i libri e.. l'inglese, la lingua l'ho imparata praticamente da sola perché alle superiori l'insegnamento è stato un disastro tra insegnanti nuove ogni anno, compagne di classe svogliate che coglievano la cosa come una scusa per ricominciare dall'alfabeto e dal simple present ogni singolo anno e addirittura un totale di ore buche durato l'intera quarta liceo. 
Morale della favola, quando la nostra ultima insegnante è arrivata nel secondo quadrimestre dell'ultimo anno eravamo così indietro con il programma che abbiamo saltato moltissime opere della letteratura inglese e Cime Tempestose ce l'ha fatto vedere direttamente in video, tramite la miniserie televisiva italiana in due puntate del 2004. 

La mia avversione per Catherine era nata già allora all'epoca dei miei 18/19 anni - ricordavo questa ragazza viziata e capricciosa che mi faceva saltare i nervi, ma ricordavo anche la storia come un inno all'amore contrastato dal "rivale" di Heathcliff. 

I miei ricordi si sono violentemente scontrati con la lettura del libro e la consapevolezza nata dalla scoperta che la miniserie è stata resa più romantica da piccoli cambi di trama rispetto alla storia narrata nel romanzo. 
Non ricordavo bene tutto - abbiate pietà della mia memoria, sono passati nove anni da quella mattina in aula - ma è stato comunque uno shock trovare un Heathcliff così diverso da quello che credevo di ricordare. 
Catherine no, Catherine è rimasta immutata.  

Un'altra mia pseudo-certezza andata in frantumi è stata quella dei protagonisti effettivi della storia - logicamente nella miniserie si focalizzava su Catherine e Heathcliff, ma il romanzo è in realtà narrato prima al presente dal signor Lockwood che ha preso in affitto Thrushcross Grange dal signor Heathcliff e poi dalla governante Ellen Dean in un lunghissimo flashback che va indietro di oltre vent'anni e che non racconta solo dell'amore tra Catherine e Heathcliff, ma racconta anche le conseguenze di esso e della vendetta che ha distrutto due famiglie abbattendosi anche sui discendenti.

La storia, in breve, è questa. 
Siamo nella brughiera inglese e una sera il signor Earnshaw torna a casa dai suoi due figli, Hindley e Catherine, dopo un viaggio a Liverpool portando con sé un bambino con l'aspetto di uno zingaro, povero e senza origini conosciute. 
Viene chiamato Heathcliff, come il figlio che gli Earnshaw hanno perso e mentre Heathcliff avrà sempre il favore del padrone - dandogli quindi una sorta di potere sugli altri due - con Hindley, che si vede usurpato dell'affetto del padre, sarà uno scontro continuo. Con Catherine invece, nonostante una scaramuccia iniziale, sarà sempre amore - sarà l'incontro di due anime affini e selvatiche che verrà ostacolato dal basso rango di lui quando Catherine sceglierà di sposare Edgar Linton.

Ancora non so dire se questo romanzo mi sia piaciuto o meno. 
Da un lato è incredibile per ciò di cui parla e per come il tema viene trattato, per i personaggi che sono protagonisti e la descrizione della brughiera che li isola dalla civiltà acuendo così tutti i loro peggiori tratti caratteriali - è incredibile considerati gli anni in cui è stato scritto e pubblicato. Nonostante si pensi sempre che un classico sia "pesante" da leggere per scrittura e temi, in realtà è scorrevole e ben scritto. 
Dall'altro lato ti fa scattare l'omicidio perché non c'è stato un singolo personaggio che io non abbia odiato almeno una volta. E alcuni con più ferocia di altri. 

Per mia stessa ammissione, il numero di classici che devo ancora leggere supera di gran lunga quelli letti. Ma immaginate un po': da amante di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen in cui, se vogliamo, il massimo della scortesia è rappresentato dall'ansia della signora Bennett di veder sposate le figlie e dalle risate sciocche di Lydia, provate a figurarvi la mia espressione quando il signor Lockwood ad inizio romanzo si presenta del tutto non invitato a Wuthering Heights per presentarsi a colui che gli affitta la casa, ha da lamentarsi per come lo accolgono e nonostante gli venga fatto capire che la sua presenza non è gradita, lui comunque si ripresenta il giorno dopo e pretende di essere riaccompagnato a casa quando inizia a nevicare e poi chiede di restare a dormire. 
Non so voi, ma già lì i miei nervi hanno iniziato a saltare. 

Catherine si dimostra fin da subito prepotente, arrogante e viziata, con la sciocca presunzione di poter aiutare Heathcliff ad elevarsi se sposa l'aristocratico Edgar Linton. 
Heathcliff, che pure avrebbe le carte in regola per suscitare simpatia in quanto povero orfano che viene bistrattato dal figlio del padrone, è invece un antieroe cattivo, crudele e vendicativo. 

Questo è un romanzo di crudeltà, vendetta, ingiustizia e ossessione, dove un uomo è disposto a tutto pur di avere la meglio e distruggere coloro che a suo parere gli hanno fatto un torto e sottratto l'amore della sua vita. È un romanzo in cui quelli che inizialmente sono vittime diventano carnefici - sia del proprio destino che di quello altrui - e quelli che erano carnefici finiscono per fare una fine peggiore di quanto avrebbero mai potuto immaginare, finendo poi con il sembrare vittime.  
Ma nonostante lo status di vittime in alcuni momenti, non c'è stato nessun personaggio che non abbia detestato almeno in un'occasione - persino la governante Ellen Dean mi ha fatto saltare i nervi un paio di volte con i suoi giudizi. 
Ellen Dean, dopo essere stata la governante di Catherine Earnshaw, diventa la governante di sua figlia - anche lei di nome Catherine, ma soprannominata Cathy dal padre Edgar. E quando a 16 anni Catherine pensa di essere innamorata, tutte le frasi denigratorie di Ellen Dean mi hanno dato fastidio perché da una parte sì, ho 28 anni e riconosco la maturità delle sue parole ma dall'altra parte non sono nemmeno così vecchia da non ricordare com'è avere quell'età e sapere che se qualcuno avesse definito "sciocche" le mie fantasie, degradandole, anche io sarei diventata una iena. 

Questo romanzo e i suoi protagonisti mi hanno fatta imbestialire come poche cose nella mia vita, c'è stato un momento in cui mi sarei messa ad urlare di fronte alla crudeltà sotto i miei occhi. È un romanzo in cui anche l'isolamento delle due residenze - Wuthering Heights e Thrushcross Grange - con i suoi cambiamenti climatici e le forti tempeste e paesaggi a volte all'opposto a seconda della stagione - contribuisce ad influire sull'umore dei loro abitanti. Lontani da un paese che comunque mormora e grida allo scandalo, sono tutti in balia di loro stessi e quei sei chilometri di distanza da una residenza all'altra rappresentano un muro che non deve essere valicato. 

Catherine e Heathcliff sono due persone egoiste, prive di qualunque considerazione verso gli altri concentrati come sono unicamente su loro stessi. E si meritano davvero a vicenda, se non in questa vita almeno nella prossima - e si spera che non faranno soffrire tutti quelli intorno a loro un'altra volta. 
Per quanto possa sembrare paradossale e così diverso da quello che ho provato vedendo la miniserie, mi sono trovata ad avere una pena immensa per Edgar Linton - quel "rivale" di Heathcliff che a scuola non potevo vedere. 
Anche Hareton, il figlio di Hindley, ha suscitato la mia compassione - vittima di quella che è chiaramente la sindrome di Stoccolma nei confronti di Heathcliff e privato di un destino che avrebbe potuto essere molto più felice se non fosse stato sottratto alle cure di Ellen Dean quando era ancora troppo piccolo. 

E Cathy Linton... Catherine Linton ha forse ereditato la caparbietà di sua madre, ma unita alla bontà di cuore dei Linton l'ha resa un connubio di forza e capacità di tornare sui propri passi - mandando poi a monte tutto quello che Heathcliff, ormai troppo preso dal fantasma di Catherine Earnshaw, si era ripromesso di fare. 
E non so, ho forse quasi trovato poetico il fatto che, alla faccia di Heathcliff che ho detestato con tutto il cuore, le famiglie Earnshaw e Linton - o quello che rimane di loro - alla fine fossero di nuovo unite. 

Di Heathcliff avrei montagne di insulti cose da dire, ma ho già scritto troppo e quello sarà comunque il tema della mia tappa. 

Che dire? 
Questo è un romanzo difficile da digerire, ma è impossibile restarne indifferenti - sia in un modo che nell'altro. Smuove proprio dei sentimenti violenti, come collera e indignazione.
Non so ancora dire se mi sia piaciuto, da una parte sì e dall'altra no. 
Credo che Emily Brontë abbia avuto un bel fegato, sia che sia stata la sua natura a farglielo scrivere in questo modo - con protagonisti facilmente detestabili - o che sia stata una sua scelta voluta. 
Ma ora so anche perché, dalle due trasposizioni viste, mi sono sempre sentita più attirata verso Jane Eyre di sua sorella Charlotte che verso il suo Cime Tempestose. 

mercoledì 7 giugno 2017

WWW.. Wednesday! #56

Come andiamo, cari lettori?
Non saprei dire per quale motivo esattamente, ma questa settimana mi è sembrata durare una mezza vita - e dire che me la sono anche dormita della grossa in parte, ma evidentemente neanche la narcolessia è stata in grado di alleggerirla. 

Nel frattempo la quantità di telefilm si sta intensificando, quindi questo ha tolto una parte del mio tempo alla lettura.
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Avete visto Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli in lettura la settimana scorsa, ma l'ho praticamente finito quella stessa sera perché dovevo sapere chi era Blue. Una storia davvero dolce e tenera a cui ho dato cinque stelle e potete leggere la mia recensione QUI. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Sono a pagina 290 di 415 di Cime Tempestose di Emily Brontë e onestamente non so come sentirmi a riguardo di questo libro, mi sento in conflitto. So solo che prenderei a sberle tutti quanti, dal primo all'ultimo. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


Come precedentemente stabilito, la mia prossima lettura sarà DJ Rising di Love Maia - che Goodreads mi aveva suggerito nel 2015 dopo che avevo letto This Song Will Save Your Life di Leila Sales. 
In seguito leggerò il primo companion di Wonder, ovvero Il libro di Julian di R.J. Palacio - e poi a seguire gli altri completando finalmente la serie. 

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Siamo giunti alla conclusione di questo appuntamento e come al solito vi invito a scrivermi nei commenti com'è andata la vostra settimana di letture oppure lasciatemi il link ai vostri post - poi passo!
E io torno nella brughiera sperando di non prendere a bastonate sui denti qualcuno. 
Cheers! :)

lunedì 5 giugno 2017

What's on my bedside table? #19 | "Cime Tempestose" di Emily Brontë

Buon lunedì a tutti voi che passate di qui! 
Siete tornati operativi e in forma dopo il weekend di festa? Io ho dormito un sacco perché sono ricaduta in una delle mie fasi narcolettiche, ma questo non mi ha impedito comunque di andare avanti con la lettura. 
 

What's on my bedside table? è una rubrica ideata da Valy di Sparkle from books, in cui, nel giorno di lunedì, vi viene mostrato quale libro si trova sul mio comodino e come mai.


SUL MIO COMODINO C’È...
"Cime Tempestose" di Emily Brontë. 
Uno dei classici che è da una vita che dico di leggere. 


SONO A... 
Pagina 206. Sono arrivata alla fine del primo volume, ma nonostante telefilm e cinema stasera conto di macinare un altro bel po' di pagine. E che dire? Catherine la prenderei a schiaffoni una pagina sì e l'altra pure.


È SUL MIO COMODINO PERCHÉ... 
... perché partecipo ad un progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi - presto in partenza - e tra i libri che fanno parte di codesto progetto ho scelto Cime Tempestose proprio per cogliere al volo l'occasione di recuperare questo classico.

mercoledì 31 maggio 2017

WWW.. Wednesday! #55

E siamo finalmente giunti alla fine di maggio, altro mese segnato da una sfortuna notevole - fate tutti una ola per me! Prima il mio problema erano gli anni pari e avrei dovuto sospettare che anche questo mese si sarebbe fatto notare perché, a dispetto dell'anno, maggio e novembre sono i miei mesi più sfigati in assoluto - non chiedetemi perché, io a loro non ho mai fatto nulla di male eppure mi odiano. 

Ma dopo questo mio momento di lagna e vittimismo, passiamo alle letture che invece ci divertiamo di più. 
    


WWW Wednesday è una rubrica settimanale ideata da Should be Reading in cui vi mostro le mie letture passate, presenti e future.



What did you just finish reading? (Cos'hai appena finito di leggere?)


Il primo libro che ho portato a conclusione è stato Eppure cadiamo felici di Enrico Galiano, lettura che mi ha molto soddisfatta e che ha rispettato le mie aspettative fiduciose iniziali. Recensione QUI. 
La seconda lettura portata a termine è stata Sei casi al BarLume di Marco Malvaldi, un libro di mia madre. Non ho ancora letto i romanzi della serie, ma conoscevo già i personaggi e l'ambientazione perché mia madre era solita leggermi i pezzi che più la facevano ridere e visto che comunque sono sei racconti a sé stanti ho cominciato da loro. Recensione QUI. 



What are you currently reading? (Che cosa stai leggendo in questo momento?)


Ho iniziato ieri, divorandone subito 90 pagine, Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli - e a volte la vita sociale è una vera spina nel fianco perché non volevo uscire di casa per andare avanti a leggere e non sapete quanto sia difficile trattenermi dall'andare a scoprire chi sia Blue. 



What do you think you'll read next? (Che cosa pensi di leggere dopo?)


La mia prossima lettura sarà Cime Tempestose di Emily Brontë perché ho accettato di partecipare ad un progetto creato da Susy del blog I miei magici mondi che partirà a breve. Dal momento che era anche ora che mi decidessi a leggere questo classico, ho colto la palla al balzo.  
In seguito leggerò DJ Rising di Love Maia, che sta nella mia TBR da veramente troppo tempo - tenete conto che l'avevo addocchiato nei suggerimenti di This Song Will Save You Life di Leila Sales (aka Resta fino all'ultima canzone) ancora nel 2015 e me lo sono fatta regalare per il mio compleanno l'anno scorso.

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E... fine di quest'ultimo WWW Wednesday di maggio! 
Come sempre vi invito a lasciarmi nei commenti le vostre letture oppure i link dei vostri post - poi passo! :)
Voi restate comunque nei paraggi perché domani nella mattinata vedrete il recap mensile e nel pomeriggio la mia tappa del tour "Nel nome della Strega" ideato da Annamaria del blog La contessa rampante! 
Cheers!