Titolo: The 100
Genere: Fantascienza, Drammatico, Teen
Attori: Eliza Taylor, Bob Morley
Produttore esecutivo: Jason Rothenberg
Durata: 40 minuti (per episodio)
Premiere USA: 19 marzo 2014
Premiere ITA: 1 ottobre 2014 (pay-tv)
19 maggio 2015 (in chiaro)
Trama: Dramma apocalittico su un futuro devastato da una guerra planetaria: gli unici sopravvissuti vivono a bordo di una stazione spaziale, l'Arca. Dopo tre generazioni la stazione è in declino e le autorità inviano un centinaio di criminali minorili sul pianeta per verificare se la Terra è nuovamente abitabile. Una volta arrivati i teenager scoprono di non essere soli...
Sono anche una patita di telefilm - nominatene uno a caso e probabilmente lo seguirò. Quindi non mi perdo neanche un upfront dei principali canali statunitensi per sapere quali nuove serie televisive hanno ordinato per la nuova stagione.
La serie è stata ordinata ufficialmente dalla CW il 9 maggio 2013 durante gli upfront e programmata per andare in mid-season. Ricordo che mi sentii ispirata fin dall'inizio e mi dissi che l'avrei guardata una volta che fosse arrivata in chiaro - se all'epoca sapevo che era tratta da un libro, sicuramente l'ho dimenticato con il passare del tempo.
Premessa: farò il possibile per confrontare la serie con il libro, ma è passato un anno da quando ho visto la prima stagione e stasera finirò la seconda con Italia 1 che manda in onda gli episodi 15 e 16.
Capisco perché molti preferiscano la serie televisiva - è più movimentata e più ritmata e se il primo libro copre neanche una settimana, tutto quello che accade in quella settimana è affrontato in circa tre quarti dell'episodio pilota. Certo, poi non mancano i flashbacks della vita sulla nave ma quasi subito nella serie scoprono di non essere soli, che qualcuno è sopravvissuto al Cataclisma e che li vede come invasori.
Nel libro i cento ragazzi hanno il tempo di abituarsi un attimo a questa nuova vita prima di affrontare una nuova difficoltà, nella serie passano direttamente dallo schianto al doversi difendere.
Le differenze non sono solo in questo.
Nel libro la nave è composta da tre stazioni: la Fenice, l'Arcadia e la Walden.
Se dovessi fare un paragone, lo farei con il Titanic - la Fenice è quella più snob, ricca e con i privilegi come la prima classe, l'Arcadia può tranquillamente passare come seconda classe e la Walden è quella più povera, dove tutti sono visti come dei pezzenti da quelli della Fenice e dove hanno solo un'ora d'acqua ogni cinque giorni. Accadono poi anche cose che mi hanno dato l'impressione di assistere proprio al disastro del Titanic - avevo il cuore in gola e il fiato sospeso tanto sembrava reale.
Nel telefilm le stazioni dell'Arca sono dodici, tutte collegate ad unico impianto centrale e se hanno dei nomi, vengono fuori assai raramente.
Nel libro sono passati 300 anni dal Cataclisma, nel telefilm appena 97.
Anche le relazioni tra i personaggi sono molto diverse.
Wells è sempre innamorato di Clarke, ma nel telefilm sono soltanto amici - o almeno lo erano.
Nel libro entrambi i genitori di Clarke sono morti a causa di Wells, nel telefilm solo il padre viene giustiziato a causa della madre di Clarke e Wells si prende la colpa e si fa odiare per fare in modo che Clarke non odi l'unico genitore rimastole.
Nel libro ogni tanto Wells l'avrei preso a mazzate, uno di quelli che devono sempre fare la cosa "giusta" ma sono anche ingenui e non riescono a valutare le persone che hanno davanti e le conseguenze che porteranno le loro azioni.
Bellamy è sempre determinato e testardo e pronto a fare qualsiasi cosa per la sorella, ma nel libro è più malleabile e dolce e il rapporto con Clarke non è affatto bellicoso come lo è nel telefilm.
La stessa Clarke non è così aggressiva nel libro come lo è nella serie televisiva e sullo schermo fa subito gruppo con altri detenuti: Jasper, Monty e Finn - personaggi che non esistono nel libro. Glass invece non esiste nel telefilm.
Nel libro Clarke si preoccupa praticamente solo di accudire Thalia, la sua unica amica rimasta ferita nello schianto della navicella.
Ci sono personaggi che trovano un'affinità tra libro e telefilm: il bulletto aggressivo e arrogante Graham può facilmente trovare la sua controparte in John Murphy, odiato poi da tutti.
Il viscido e manipolatore Vice Cancelliere Rhodes trova la sua controparte nel Consigliere Marcus Kane - ma poi il personaggio di Kane nella serie evolve e cambia, diventando una persona migliore e che ora mi piace.
Il fatto che sia interpretato da Henry Ian Cusick non guasta affatto.
Sono due opere completamente diverse, ma che secondo me stanno in piedi da sole. Pur legate da un filo comune, vanno ognuna per la sua strada.
Nel libro c'è meno gente, nel primo volume (perlomeno) c'è meno azione e si procede più a rilento, ma non per questo è meno avvincente - io le pagine e i capitoli li ho divorati.
Ha dalla sua che c'è più approfondimento dei personaggi rispetto alla serie dove, per forza di cose, è ridotto per lasciare spazio al dramma di essere visti come invasori dai terrestri.
Una cosa che all'inizio mi aveva fatto storcere il naso era una frase di Bellamy, dove questo ad un certo punto si domanda se Clarke continuerà ad essere il suo ultimo pensiero prima di addormentarsi ancora a lungo.
Ho storto il naso perché andiamo, non è passata neanche una settimana, ma poi ho capito che non si trattava di "instalove" - Bellamy è affascinato da Clarke, ma la sua prima priorità sarà sempre la sorella Octavia.
Dal canto suo, Clarke ha ancora sentimenti irrisolti verso Wells e ci prova - dietro consiglio di Thalia - a cercare di perdonare lui e se stessa per le cose che hanno fatto e perché anche le brave persone possono sbagliare, ma Clarke è un po' come me: certe ferite non riusciamo a perdonarle, cova sempre un po' di rancore sotto la cenere, non riusciamo più a guardare quella persona con gli stessi occhi.
Siamo ben lontani dal romanticismo, ma Clarke trova in Bellamy una sorta di comprensione fatta di silenzi e sguardi.
Kass Morgan usa di fatto solo quattro personaggi e abilmente riesce a rendere il lettore incapace di posare il libro - sono solo quattro personaggi, ma arrivi a tenere così tanto a loro che il resto sparisce.
Le descrizioni dei luoghi sono ridotte all'essenziale, giusto per dare quel tocco di scena e far capire dove ci si trova senza appensantire la lettura perché qui l'importante sono i personaggi e le loro storie e il senso di etica che ci fa chiedere se davvero una vita umana valga più di un'altra.
E ci si pone la domanda: è giusto sacrificare un singolo individuo per la sopravvivenza del resto della razza umana oppure è giustificabile anche commettere atti imperdonabili contro la popolazione per salvare l'unica persona che ami?
Questo primo libro è molto diverso dal telefilm, ma mi è piaciuto comunque lo stesso immensamente e sicuramente non mancherò di leggere i prossimi.
e ½